NASA: fallito anche il secondo test per lo sbarco su Marte

NASA: fallito anche il secondo test per lo sbarco su Marte

La NASA ha fallito anche il secondo test per il modulo LDSD che porterà l’uomo su Marte. Un nuovo esperimento è previsto nel 2016

La NASA sta lavorando intensamente per realizzare il sogno dell’uomo di raggiungere Marte ma una missione così complicata non può essere certamente priva di imprevisti e i test effettuati in questi mesi ne sono la dimostrazione. L’agenzia spaziale statunitense sta testando l’efficacia del modulo da sbarco LDSD (Low-Density Supersonic Decelerator) che permetterà all’uomo di sbarcare su Marte ma sta riscontrando diversi problemi. Il primo test del 28 giugno 2014 è stato un completo fallimento e quello di lunedì 8 giugno non ha avuto un evento più positivo.

LSDS: fallito il secondo test per il modulo di sbarco su Marte

I problemi che i futuri esploratori di Marte dovranno affrontare durante il viaggio e lo sbarco sul Pianeta Rosso sono principalmente due. Gli astronauti dovranno viaggiare a velocità elevate per ridurre l’esposizione ai pericolosi raggi cosmici e l’atmosfera rarefatta di Marte non consente una forte decelerazione, quindi la navicella necessita di un apparato frenante molto potente. Gli scienziati stanno quindi sperimentando l’utilizzo del LDSD nell’alta atmosfera, dove le condizioni sono simili a quelle che gli astronauti dovranno affrontare sul Pianeta Rosso.

LSDS ha una forma simile ai moduli di rientro utilizzati nelle missioni lunari e ha un peso di circa 3 tonnellate. Per rallentare la caduta, l’apparato è dotato di un sistema frenante chiamato SIAD (Supersonic Inflatable Aerodynamic Decelerator) composto da una serie di airbag che avvolgono il modulo e da una paracadute di 30,5 metri di diametro. Lunedì LSDS è stato portato ad un’altezza di 37mila metri sopra l’isola di Kauai, nelle Hawaii, da un pallone sonda gonfiato a elio. A quel punto i motori hanno spinto il modulo a 55 chilometri di altezza con una velocità di 4.651 km/h. Una volta raggiunta l’altitudine stabilita, SIAD è entrato in azione per frenare la caduta fino a 3mila km/h. L’enorme paracadute non si è però aperto completamente e LDSD si è schiantato nell’Oceano Pacifico. Nel primo test il sistema frenante si era lacerato durante la fase di discesa.

La NASA ora modificherà SIAD grazie ai dati raccolti nell’ultimo test e conta di realizzarne un terzo nell’estate del 2016. Ci vorrà quindi ancora un po’ di tempo perché un essere umano possa ammirare dal vivo i mari prosciugati di Marte e i suoi tramonti blu.

Categorie: Off-Topic