NSA: fine del programma di spionaggio telefonico

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Ufficialmente da ieri la National Security Agency non può più archiviare le chiamate degli americani. Ma c’è una proroga di altri tre mesi

Finalmente lo USA Freedom Act comincia a dare i primi frutti. La NSA da ieri non è più abilitata ad archiviare le chiamate telefoniche dei cittadini statunitensi se non all’interno di un specifico programma di sorveglianza basato su persone o gruppi di presunti terroristi. Dopo 6 mesi di proroga, dalla scadenza del 1 giugno della Sezione 215 del Patriot Act, gli States aprono una nuova pagina nel lavoro dell’Intelligence, che dovrebbe focalizzarsi ora su contesti di ricerca determinati e fondati su un ordine federale. Allora Snowden ha vinto? Non proprio.

Cosa cambia, cosa rimane

Se non sarà più permesso alla NSA di tenere in vita archivi di dati telefonici senza un valido motivo, e soprattutto senza permesso, gli agenti potranno ancora collezionare informazioni a scopo “tecnico”, come ha scritto il sito Politico. La proroga non è indefinita ma avrà la durata di tre mesi durante i quali la National Security Agency continuerà in maniera ridotta il suo lavoro di raccolta. Intanto all’inizio di novembre una corte federale ha emesso una sentenza spiegando come il programma sia da considerare del tutto incostituzionale, vietando così ad un avvocato della California di utilizzare l’intercettazione delle chiamate durante un processo al quale prendeva parte. Eì chiaro che adesso cambiano totalmente le carte in tavola per la giustizia statunitense. Dal momento in cui la raccolta delle telefonate diventa praticamente illegale, se non casi specifici, potrà esservi un modo diverso di portare avanti cause ed ingiunzioni nei confronti di presunti criminali, siano legati o meno a fatti di terrorismo.

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