Risorse umane, come cambia il lavoro nelle imprese

Risorse umane, come cambia il lavoro nelle imprese

Grazie all’IT, la gestione delle risorse umane ha attraversato negli anni un’importante trasformazione ed evoluzione, tuttora in atto, che mira a valorizzare le persone e le loro reali esigenze all’interno delle organizzazioni, integrandole con le necessità del business

L’ambito noto con l’acronimo HRM (human resource management), ovvero la gestione delle risorse umane, ha sempre rappresentato una delle leve strategiche su cui basare il successo di un’azienda o di un’organizzazione, in qualsiasi settore o mercato ci si muova. Anzi, considerando che qualsiasi organizzazione è prima di tutto costituita dalle persone che ci lavorano, l’HRM è il caposaldo di qualsiasi strategia che miri al successo. Al punto che la genesi dell’informatica aziendale va ricercata proprio in questo ambito. Fin da subito, i computer sono stati impiegati per elaborare cedolini, paghe e contributi, presenze e così via. In altre parole, le tecnologie ICT hanno sempre avuto, continuano ad avere e avranno sicuramente nel futuro un’importanza fondamentale nella gestione delle risorse umane.

Uno sguardo al mercato

Per un certo periodo, l’HR è stato visto come una porzione dell’intera azienda, da affiancare a vendite, fatturazione e, per le aziende industriali, a produzione, logistica, gestione del magazzino e via dicendo: in altri termini, il reame delle soluzioni ERP (enteprise resource planning). Quindi, le soluzioni HR non erano dedicate, ma operavano come parte della più ampia gestione dell’azienda. Una situazione che ben presto è cambiata sull’onda delle necessità specifiche dell’HR, come l’adeguamento alle normative nazionali e alle mutate esigenze di una forza lavoro sempre più mobile e decentrata. Questo trend ha favorito la nascita di soluzioni dedicate, create e gestite da aziende che fanno dell’HR il loro core business e hanno raggiunto un notevole livello di specializzazione nel settore sia attraverso la creazione di soluzioni software specializzate sia con l’offerta di servizi dedicati, come per esempio la gestione in outsourcing della contabilità e dell’amministrazione del personale. Questo non significa che le soluzioni HR di oggi non appartengono più a suite per gestire a 360 gradi le aziende, ma semplicemente che il mercato HR ha una propria dignità e un percorso di sviluppo che può spesso essere anche in controtendenza con altre componenti delle piattaforme gestionali. Oggi, la tendenza veramente importante, che sta in realtà coinvolgendo un po’ tutte le aree dell’IT, è la sempre maggiore diffusione delle soluzioni in cloud. Infatti, la facilità d’impiego, i costi ridotti e la garanzia di aggiornamento che offre il cloud sono sicuramente attraenti per tutte le organizzazioni, in particolare per chi, come le PMI, ha capacità limitate di investimento.

Un settore in continua crescita

Abbiamo chiesto a IDC di tratteggiare una panoramica del settore HR, o in modo più allargato dell’HCM (human capital management), di cui l’HR rappresenta una componente. L’analisi conferma l’andamento positivo di questo mercato, che in Europa Occidentale è cresciuto del 7,9% a valuta costante. «Questo segmento rappresenterà nel futuro quello a crescita più alta nell’ambito enterprise resource management (ERM) – spiega Sergio Patano, research & consulting manager di IDC Italia. «La crescita del mercato è stata guidata soprattutto dalle applicazioni basate su cloud e da quelle di talent management». In Europa, gli effetti macroeconomici legati alla recessione sono in remissione, tanto che la maggior parte delle economie nazionali mostrano segni di ripresa del PIL. In questo scenario, IDC prevede una crescita del mercato combinato pari all’8,4% per l’anno in corso.

«Il settore HCM rappresenta uno dei motori di crescita nel mercato europeo delle applicazioni pacchettizzate», continua Patano. Tra i maggiori agenti di crescita per gli anni futuri si possono individuare il social learning, social recruiting ed employer branding, le soluzioni analitiche avanzate per la gestione dei compensi, la pianificazione delle carriere (succession planning), il workforce performance management e le soluzioni cloud per HCM e paghe. Il settore del talent management, poi, ha ancora un potenziale di crescita importante soprattutto nelle medie aziende. «Con l’avvicendarsi di ondate d’innovazione dalla Terza Piattaforma e acceleratori quali i sistemi cognitivi, IDC è convinta che i tassi di crescita dell’HCM continueranno a essere importanti per i prossimi cinque anni» – fa notare Patano.

Il fatturato in Europa Occidentale da vendite di licenze, manutenzione e sottoscrizione ad applicazioni di gestione delle paghe nel 2014 ha raggiunto un fatturato di 1.273,9 milioni di dollari. Nel 2015, il volume di affari è salito a 1.322,4, con una crescita di +3,80% rispetto all’anno precedente e una previsione di crescita di +3,70% per il 2016. Le principali conclusioni dello studio IDC riguardano le soluzioni SaaS, i sotto-segmenti del talent management, le HR in generale e i modelli di sviluppo. Secondo IDC, le soluzioni SaaS (Software as a Service) saranno alla base della crescita del mercato complessivo, avendo già rappresentato oltre il 20% del totale nel 2014. Le applicazioni HCM spingono chiaramente l’adozione di modelli SaaS, mentre le applicazioni per la gestione di paghe e contributi sono molto più immature. Non solo. Sempre secondo gli analisti, i sotto-segmenti del talent management (cioè assunzioni, compensi, formazione e workforce performance management) spingeranno la crescita delle applicazioni Hcm, con una crescita annuale composta (Cagr) del 12,2%. Molte implementazioni, in particolare nelle medie aziende, saranno prime implementazioni di software pacchettizzato e sostituiranno soluzioni personalizzate o basate su Excel. IDC stima che il mercato del talent management si evolverà rapidamente nel breve/medio termine con utilizzo estensivo di tecnologie da Terza Piattaforma, tra cui soluzioni analitiche, strumenti predittivi, applicazioni per il progetto responsive e integrazione di funzioni social e collaborative. In pratica, il segmento HR rappresenta (e continuerà a rappresentare) la parte più importante del mercato HCM e delle paghe, con una crescita composta del 7,9%, confrontabile con quella complessiva del mercato HCM. A spingere questa crescita così importante è la nuova offerta di soluzioni basate su SaaS.

Tra i sotto-segmenti a maggiore crescita, troviamo le applicazioni per la gestione dei compensi e della formazione, con tassi di crescita composti rispettivamente del 16,0% e del 14,7%. Infatti, gli investimenti relativi alla gestione dei compensi saranno spinti dalle nuove implementazioni di applicazioni con funzioni analitiche contestuali, che avverranno in un’area dove la maggior parte delle organizzazioni, per la simulazione e l’analisi, ha fatto ricorso a fogli elettronici Excel. La formazione è spinta dai trend di consumerizzazione e dalle piattaforme di social learning, in cui gli utenti creano e condividono contenuti in prima persona e i giudizi degli utenti determinano le caratteristiche e la valutazione dei corsi. Tra i segmenti a crescita più lenta, segnaliamo l’amministrazione delle paghe con una crescita pari al 3,8% nel 2015 e un Cagr del 3,7% nel periodo 2015-2019. Il maggior propulsore della crescita, invece, è da ricercare nelle soluzioni di gestione delle paghe basate su SaaS, alcune delle quali saranno nuove installazioni, mentre altre saranno engine di gestione delle paghe rivisitati e offerti da aziende di elaborazione paghe. In termini di modello di deployment, secondo IDC le architetture SaaS sarebbero cresciute del 28,7% nel 2015, raggiungendo un Cagr pari al 26,7%, mentre le soluzioni on-premises, nello stesso periodo, si attesterebbero su un +1,8%.

La parola alle aziende

Nel suo complesso, il mercato HR mostra quindi notevole effervescenza sia in termini di implementazioni, sia di evoluzione tecnologica. Per Ernesto Moraggi, HR director di TeamSystem «le aziende devono adattarsi a un mercato in evoluzione, dove margini e strategie sono condizionati dallo sviluppo tecnologico basato su processi di digitalizzazione. Ciò impone un ripensamento nell’area delle HR. Molte direzioni HR si stanno focalizzando su logiche di contenimento costi attraverso investimenti sulla crescita e lo sviluppo delle persone e dell’organizzazione. I nuovi paradigmi sono diventati: la flessibilità, la competenza nel settore in cui si opera, l’adattabilità ai cambiamenti, il coinvolgimento di più interlocutori per riuscire a far fronte alle esigenze dei clienti e il coinvolgimento di tutta la filiera aziendale grazie a una comunicazione innovativa. Sono questi alcuni degli elementi che accompagneranno al successo le aziende dei prossimi anni».

Secondo Miguel Angel Rondon Marin, business development manager di Altea Federation, le cinque parole chiave per definire l’evoluzione del mercato sono: collaborazione, competenze, talento, cloud e mobilità. «Collaborare nelle organizzazioni è sempre più vitale e naturale grazie alle tecnologie: i progetti sono interfunzionali, si lavora in mobilità, le aziende si espandono all’estero. La gestione del capitale umano in azienda richiede un focus maggiore sulla gestione del ciclo di vita del talento più che sull’amministrazione delle risorse, affrontando in modo più strutturale temi legati alla crescita, dal recruitment, alla formazione e gestione delle performance. In tale contesto, il ruolo del chief human resources officer è veramente strategico per il business».

Analisi dei dati, autonomia, produttività e talento definiscono secondo Domenico Uggeri, vicepresidente di Zucchetti, la trasformazione del lavoro nelle organizzazioni. «HR analytics, perché la corretta analisi dei dati è il punto di partenza per prendere le decisioni strategiche che riguardano l’organizzazione delle risorse umane. Employee self-service, perché il dipendente deve essere sempre più autonomo nella gestione delle informazioni aziendali di sua pertinenza. Mobile, perché la produttività del lavoro non può più essere vincolata alla presenza fisica in ufficio. Performance management, perché saper valorizzare e trattenere le persone di talento è la condizione alla base del successo per qualsiasi impresa. E soluzioni integrate, perché sistemi dipartimentali che non comunicano tra loro creano inefficienze e aumentano i costi di gestione». Il mercato sembra aver trovato oggi una sua stabilità e ciò che oggi le aziende ricercano in tema di HR management è abbastanza definito, tanto che iniziano a intravedersi offerte di servizi più standardizzati.

Per Nicola Uva, strategy & marketing director di ADP Italia, le cinque parole chiave in tema HCM sono: «cloud solution, mobilità, processi, persone, flessibilità». Non solo. «Le aziende richiedono soluzioni disponibili in cloud ma utilizzabili sotto forma di servizio. Necessitano di soluzioni che siano in grado di lavorare per processi e non per funzioni, che si adeguino in modo flessibile alle specificità delle proprie persone che sempre più operano in mobilità. E questo dal momento che la popolazione lavorativa nelle aziende sta cambiando, con la presenza sempre più rilevante dei Millennials, che oggi ricoprono una percentuale di circa il 40%. Occorre quindi dare risposte a questa tipologia di dipendenti sempre più variegata e disomogenea e con esigenze diversificate».

La funzione HR è centrale per il successo di ogni azienda. «è l’individuo che fa l’azienda» – spiega Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax&Accounting Italia. «Il successo si costruisce facendo evolvere il rapporto di lavoro da subalterno a uno di condivisione di responsabilità». E qui entra in gioco la tecnologia: «Il dipendente è parte di un insieme e la tecnologia come quella di Wolters Kluwer contribuisce a semplificare, snellire e ottimizzare i rapporti tra dipendente e impresa in un’ottica di collaborazione e condivisione tra la nostra azienda, i nostri clienti (in questo caso la funzione HR) e gli utenti finali delle nostre soluzioni tecnologiche».

Le soluzioni offerte

Ma quali sono le principali soluzioni che le aziende offrono sul mercato? E il futuro delle HR sarà più cloud oppure on-premises? Le soluzioni tecnologiche di Wolters Kluwer offrono funzionalità e fruibilità elevate sia per l’azienda sia per l’utente. «La soluzione Giotto per l’elaborazione delle paghe, disponibile anche in modalità SaaS – come spiega Angeleri – mette a disposizione in un unico ambiente le più autorevoli conoscenze in ambito giuslavoristico, attraverso l’integrazione con la banca dati TuttoLavoro, che fornisce informazioni contestuali all’operazione in corso. Integrate con Giotto, Wolters Kluwer offre due soluzioni ad alta fruibilità, che assicurano una sorta di “portale del dipendente” nel quale, attraverso webdesk, il personale potrà consultare il cedolino o modificare dati personali e, attraverso la nuovissima TO CHECK Dynamic, potrà gestire in autonomia trasferte, note spese, ferie, straordinari. TO CHECK Dynamic permette il monitoraggio di presenze ovunque e in qualsiasi momento, utilizzando una normale connessione internet o cellulari Gsm/Gprs e diversi modelli di rilevatori presenze». Uva di ADP dal canto suo specifica: «ADP offre una suite integrata per la gestione dello human capital management, coprendo le aree che vanno dalle paghe al talent management. Si rivolge alle aziende di tutte le dimensioni e a tutti i settori di mercato, principalmente in modalità cloud e servizio».

Uggeri di Zucchetti spiega invece che: «Zucchetti ha realizzato la suite HR Infinity, che si rivolge ad aziende di qualsiasi settore e dimensione unendo avanzate applicazioni di nuova generazione per la gestione completa di tutti gli aspetti relativi alle risorse umane con innovativi strumenti di comunicazione e per la sicurezza degli ambienti e delle persone. Un’importante novità è la soluzione di “Enterprise Social Network” che abbiamo appena integrato nella suite: uno strumento che facilita la condivisione delle informazioni tra dipendenti per favorire lo scambio di idee, l’interazione in tempo reale e la consapevolezza di ciò che sta facendo ogni team dell’impresa». Altea Federation ha implementato con successo soluzioni HCM on premises e on-cloud, in aziende manufacturing, fashion, retail, chemicals & pharma e in importanti realtà della pubblica amministrazione. «Ciò che fa la differenza – secondo Rondon Marin – è la capacità di sfruttare il vantaggio delle tecnologie per rendere i processi adatti a rispondere a necessità di business, accompagnando la trasformazione con iniziative di change & project management. La nostra offerta HCM include soluzioni come SAP Success Factors e SAP Concur per gestire trasferte e note spese, lo sviluppo di piattaforme di Digital Workplace ed anche l’integrazione di tecnologie avanzate, come la realtà aumentata, la multimedialità e la mobilità». Moraggi di TeamSystem aggiunge: «Nell’area HR, siamo presenti da diversi anni con soluzioni che supportano E2E tutti i processi: dalla gestione del payroll ai processi di recruiting, formazione e sviluppo del personale. I nostri sistemi di BI per la direzione risorse umane permettono all’HR director di avere in tempo reale i dati e le metriche più importanti della sua gestione. Grazie alle nostre soluzioni flessibili e adattabili, riusciamo a creare un “abito su misura” alle aziende che lo richiedono, permettendo loro di ottenere una facilità di utilizzo che si concretizza in economicità della gestione. Riguardo i settori, le nostre soluzioni supportano circa l’80% dei contratti collettivi applicati in Italia».

Uno sguardo al futuro

Nelle soluzioni HR, come in molte altre aree di applicazione dell’IT, i vendor e i partner sono alla finestra per cercare di capire come si evolveranno le soluzioni di maggior successo. Il cloud prenderà il sopravvento? Oppure le soluzioni on-premises continueranno a mantenere una loro “zona protetta” di business? Lo abbiamo chiesto alle aziende coinvolte nel nostro speciale, e le risposte sono state quasi unanimi. Cominciamo da Zucchetti. Secondo Domenico Uggeri, il trend di questi ultimi anni è chiaramente a favore del cloud. «Per questo motivo abbiamo notevolmente potenziato il nostro data center in modo da garantire una fruizione dei nostri applicativi in modalità SaaS all’insegna della massima affidabilità in termini di prestazioni e sicurezza». Anche per Nicola Uva di ADP, il cloud continuerà a essere protagonista anche per i prossimi anni, «in un settore dove – però – prevarrà chi sarà in grado di offrire un giusto mix tra la semplicità di utilizzo e la messa a disposizione di modelli predefiniti». E per Ernesto Moraggi di TeamSystem, «visto quello che sta accadendo nel mercato in termini di acquisizioni, fusioni, cessione di rami di azienda, crescita e sviluppo di nuove realtà sia nazionali che transnazionali, senza dubbio il cloud offre maggiori vantaggi in termini di semplificazione e flessibilità». Del resto, il futuro è già cloud, fa notare Miguel Angel Rondon Marin di Altea: «Lo viviamo ogni giorno anche nella vita privata. I vantaggi sono irrinunciabili e le potenzialità elevate. Dove ancora non può esserlo, i sistemi “ibridi” permettono di sfruttare le opportunità di entrambe le offerte, ma il futuro si muove verso la nuvola».

Conclusioni

Il settore HR è in continua evoluzione e, nonostante sia uno dei mercati tradizionali dell’ICT, riesce a sorprendere con novità tecnologiche continue. Alcune linee guida sono però tracciate, quali l’accento sulla semplicità d’uso, sulla flessibilità e sulla portabilità delle soluzioni. Con il cloud a fare da trait d’union a tutte le soluzioni attuali e future, per un HR realmente aperto a tutti, grandi aziende o PMI che siano.

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