I pesci siamo noi!

I pesci siamo noi!
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Il nuovo eBook di Carlo Mazzucchelli ci parla di prede, pescatori e predatori nell’acquario digitale della tecnologia

9788825400021_i_pesci_siamo_noiDisponibile in tutti i negozi online il ventunesimo volume della collana in eBook edita da Delos Digital e diretta da Luigi Pachì, TechnoVisions. Si tratta del testo “I pesci siamo noi!” di Carlo Mazzucchelli, il cui sottotitolo è piuttosto esplicativo: Prede, pescatori e predatori nell’acquario digitale della tecnologia. La tesi di questo nuovo e-book di Carlo Mazzucchelli (dopo i suoi dodici altri titoli precedentemente apparsi in questa stessa collana) è semplice e comprensibile da tutti, anche da coloro che non riescono a staccarsi dal loro dispositivo mobile e dai numerosi media digitali che utilizzano ogni giorno.

Scrive Luigi Pachì nella sua introduzione al libro: “La tecnologia non è male ma deve essere osservata, esaminata e praticata criticamente perché non è così neutrale come si possa immaginare. Amare e usare la tecnologia come pratica autonoma e libertaria è possibile, a patto che si coltivino conoscenza, consapevolezza, capacità critica, difesa del proprio immaginario individuale, attenzione e autonomia di giudizio. Rinunciare a farlo significa diventare ostaggi di realtà tecnologiche e virtuali, sociali e neuro-cognitive, nelle quali si può continuare a sentirsi liberi anche quando in realtà si stanno semplicemente eseguendo algoritmi e adottando inconsapevolmente comportamenti e stili di vita suggeriti da altri, in contesti meta-sociali controllati ed eterodiretti. Il mondo digitale dei social network e quello della Rete sono paragonati dall’autore di questo ebook a un grande acquario nel quale pesci di ogni forma, colore e dimensione nuotano felici e contenti, nonché ignari della loro sorte e dell’ambiente circostante, del cibo che viene loro offerto e del perché si trovino ad esistere nella forma di pesce”.

I pesci-utenti – prosegue Pachì – non sono fatti per vivere rinchiusi, ma l’abitudine ad esserlo li ha cambiati dentro, facendo perdere loro la nozione di dove si trovano e condizionando la loro percezione di felicità e libertà. Esattamente quello che è capitato agli esseri umani che popolano la caverna naturale descritta da Platone, frequentano le nuove caverne degli spazi architettonici dei centri commerciali e abitano la società del romanzo Cecità del grande scrittore portoghese Saramago. Acquario e pesce sono le due metafore usate da Carlo Mazzucchelli per descrivere i molteplici mondi digitali che caratterizzano Internet, le nuove tecnologie digitali e la Rete. Gli utenti della Rete, come i pesci di un acquario, hanno una visione limitata, illusoria e falsata della loro realtà e libertà. Sono come i pesci della storiella di David Foster Wallace che narrava di due pesci in conversazione tra di loro mentre nuotano sereni e spensierati e non sanno rispondere alla domanda di un pesce più anziano che li interroga sullo stato dell’acqua perché, per esservi immersi da sempre, non sanno cosa sia. Anche gli internauti non conoscono il mondo che li circonda, al di fuori dell’acquario grande o piccolo (acquario-mondo) in cui vivono. Per vedere oltre dovrebbero diventare coscienti dei confini rigidi, vitrei e trasparenti del contenitore in cui sono immersi, decidere di romperli per immergersi nella realtà vera e fattuale in modo da acquistare maggiore consapevolezza del proprio Sé, del proprio essere umani, delle contraddizioni che li caratterizzano e a persistere nella ricerca della propria personalità e individualità. La motivazione a rompere il vetro dell’acquario non nasce dalla volontà di fuga (come si potrebbe scappare da un acquario dalle dimensioni del globo terrestre?) ma dal desiderio di conoscenza e dalla tensione etica che ne caratterizza la ricerca di senso e di verità. È un desiderio che non si manifesta spontaneamente, tanto siamo abituati al prodotto finale e al suo consumo. Conoscere implica un processo di indagine faticoso e che richiede tempo, tanta curiosità, grandi disponibilità e volontà a mettersi in discussione, ponendosi domande le cui risposte potrebbero anche non piacere…”.

La presentazione di Pachì proseguirebbe ulteriormente, ma la interrompiamo qui perché fornisce già molti elementi utili a chi fosse interessato alla lettura di questo lavoro. Il nuovo e-book di Carlo Mazzucchelli non contiene paracaduti in grado di sciogliere definitivamente le numerose contraddizioni in cui la tecnologia ci tiene intrappolati, i paradossi delle nuove forme di solitudine e di felicità, di relazione e affettività. Non propone facili vie di fuga per utenti-pesci che, avendo perso il contatto affettivo con il mondo al di fuori dell’acquario, hanno perso anche gli stimoli che da esso possono provenire e la voglia di reagire per evitare di abboccare ai nuovi ami che vengono loro lanciati. Nonostante ciò Mazzucchelli, in queste avvincenti pagine, ha comunque un suo suggerimento in merito da tenere in forte considerazione.


L’autore

Dirigente d’azienda, filosofo e tecnologo, Carlo Mazzucchelli è il fondatore del progetto SoloTablet dedicato alle nuove tecnologie e ai loro effetti sulla vita individuale, sociale e professionale delle persone. Esperto di marketing, comunicazione e management, ha operato in ruoli manageriali e dirigenziali in aziende italiane e multinazionali. Focalizzato da sempre sull’innovazione, ha implementato numerosi programmi finalizzati al cambiamento, a incrementare l’efficacia dell’attività commerciale, il valore del capitale relazionale dell’azienda e la fidelizzazione della clientela attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e approcci innovativi. Giornalista e writer, communication manager e storyteller, autore di e-book, formatore e oratore in meeting, seminari e convegni. È esperto di Internet, social media e ambienti collaborativi in rete e di strumenti di analisi delle reti sociali, abile networker, costruttore e gestore di comunità professionali e tematiche online.


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Categorie: Dalle Aziende