Donald Trump dirà addio al suo Galaxy S7

Come Obama prima, anche il nuovo presidente USA dovrà passare a un dispositivo certificato dal governo

Fece scalpore, un anno fa, l’abbandono da parte di Barack Obama del suo fidato BlackBerry. Dopo anni di servizio, lo smartphone della canadese era stato sostituto con un dispositivo maggiormente protetto, così come quelli del resto della truppa governativa. La stessa situazione si sta verificando con il neo eletto Donald Trump, fedele utente di un Galaxy S7. Come spiegano diverse testate statunitensi, lo smartphone Android non è propriamente il più adatto a mantenere i segreti del capo di una delle due superpotenze al mondo (la Russia di Putin gode di adeguate misure cautelative); urge dunque la necessità di virare altrove.

Ma dove?

Difficile dire quale device sostituirà il Galaxy S7 nel taschino di Trump ma è evidente che al centro del suo core vi sarà un avanzato grado di crittografia e le più recenti modalità di protezione a disposizione dei funzionari governativi. Ad approvare lo smartphone saranno i servizi segreti, tra i pochi eletti ad avere il numero di telefono al quale risponderà il presidente e che, con tutta probabilità, non sarà abilitato a inviare quei cari tweet a cui Trump ha dimostrato di essere particolarmente affezionato. In commercio esiste già qualcosa di simile alla soluzione ricercata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Il BlackPhone 2 di Silent Circle, pur sempre basato su Android, sostituisce molte delle funzioni basilari di un telefono con piattaforme che sfruttano la crittografia e sviluppate internamente dall’azienda. Paradossalmente, un ecosistema del genere è nato per difendere le imprese e i dipendenti da hacker e agenzie spione, proprio come quella che Trump si accinge a dirigere.

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