Bergamo, smart e cashless

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La smart city non può coincidere solo con i confini del centro urbano, ma deve essere estesa e favorire la collaborazione tra centro e periferia. L’obiettivo deve essere quello di semplificare la vita dei cittadini e rendere la città e i suoi servizi sempre più accessibili, con risultati tangibili e misurabili da parte di tutti.

Il Comune di Bergamo ha adottato un piano di interventi, puntando sulla digitalizzazione per facilitare la vita delle aziende, attrarre investimenti e rendere i territori più competitivi. In questo modo, si alimenta il circolo virtuoso tra le condizioni per la nascita di nuove imprese innovative e la creazione di lavoro. Tra le provincie manifatturiere più produttive d’Europa, Bergamo è dotata di importanti poli di ricerca e innovazione tecnologica. Continuiamo a lavorare nel tentativo di costruire e garantire infrastrutture di qualità, che siano al passo con le moderne tecnologie e con l’era digitale che stiamo vivendo. La prima cosa su cui abbiamo investito è stata la connettività con il Wi-Fi diffuso in città, seguendo una logica di promozione e di servizio del territorio.

Il reperimento delle risorse per fare investimenti di valore è forse l’ostacolo principale. In questi anni, abbiamo lavorato molto sulla creazione di un ecosistema in grado di intercettare il ruolo dei privati con iniziative capaci di avere una ricaduta ampia e positiva su tutto il territorio. In questa prospettiva, Bergamo è stata città pilota del progetto Cashless City, facendosi interprete dell’impegno di ridurre sensibilmente il gap nella diffusione dei pagamenti evoluti, attraverso una forte collaborazione tra tutti gli attori della filiera dei pagamenti. In sei mesi, il progetto ha portato all’aumento del 10 per cento delle transazioni digitali, ma soprattutto a un beneficio per l’Amministrazione di oltre 300mila euro, che si sono tradotti in altre iniziative singole come per esempio “lo sportello più vicino”, che ha permesso di decentrare i servizi dello sportello di Anagrafe, oppure i sei “baby pit stop” in città, aree nursery dedicate alle mamme e ai papà.

Ma l’eredità più rilevante del progetto avviato nel 2015, sono le 55 scuole cablate in fibra ottica e l’allargamento del perimetro di Bergamo Wi-Fi a 15 istituti entro la fine del 2017, con due anni di anticipo rispetto alla programmazione iniziale. Cashless City è la dimostrazione del fatto che se c’è collaborazione tra Pubblica Amministrazione, sistema bancario e imprese è possibile rendere i pagamenti elettronici di uso quotidiano, aumentandone in modo significativo non solo l’incidenza, ma garantendo anche una esperienza di uso differente dal contante, in termini di trasparenza e tracciabilità. L’Italia lo sappiamo bene è il paese del contante. Le cifre ci mettono molto sotto la media di altri paesi europei, come Germania, Gran Bretagna, Spagna, Francia, con un 14,3 per cento contro il 31,8. Norvegia e Finlandia arrivano a sfiorare il 46,8 per cento, mentre la Svezia si prepara a dire completamente addio ai contanti. Siamo convinti, che anche in Italia la diffusione delle transazioni elettroniche garantirà benefici economici concreti, non solo in termini di semplificazione della vita e di vantaggi per i cittadini con servizi più accessibili, aumento della sicurezza, miglior controllo delle spesa, ma anche in termini di spinta economica con l’eliminazione dei costi di gestione, la diminuzione del contante in circolazione, la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale.

Giacomo Angeloni, assessore all’Innovazione del Comune di Bergamo


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Categorie: Cio