Finito il boom del mining calano le vendite di GPU

Nvidia taglia le prospettive di crescita a causa del coronavirus

Nella seconda metà del 2018 la richiesta di GPU è andata calando insieme alle attività di mining. I produttori di schede grafiche corrono ai ripari

I produttori di schede grafiche sono stati coloro che hanno maggiormente tratto benefici dal fenomeno delle cryptovalute. La crescita esponenziale dei Bitcoin e il crescente interesse nei confronti del mining di monete digitali che hanno caratterizzato la seconda metà del 2017 hanno fatto impennare le richieste di GPU consumer. Aziende come Nvidia e AMD e i loro partner hanno potuto alzare i prezzi approfittando di una domanda crescente vedendo così incrementare sensibilmente i propri guadagni. Ora che l’interesse per la raccolta di cryptovalute sta lentamente scemando, per queste società è arrivato il momento di rivedere le proprie strategie commerciali.

Seeking Alpha ha registrato una forte contrazione delle vendite per Gigabyte ma altri grandi player nel settore delle schede grafiche come TUL Corporation, partner di AMD con il marchio PowerColor, non se la passano meglio. Il fatturato di questa azienda è calato del 60% dai 42 milioni di dollari di marzo ai 13,2 milioni di giugno. Il colosso dei semiproduttori di Sunnyvale ha tratto grande beneficio dalla vendita di RX Vega ma il valore delle schede Radeon distribuite nel secondo trimestre del 2018 si è fermato a 40,6 milioni di dollari contro i 97,8 milioni del Q1 di quest’anno. AMD, che ha svelato la prima GPU realizzata con processo a 7 nanometri, non starebbe pensando di controbilanciare il calo delle vendite con il lancio di nuove schede grafiche mentre Nvidia svelerà la prossima generazione della sua linea Turing dedicata ai videogiocatori.

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