Intel: i miei primi 50 anni

Dal lancio del microprocessore nel 1971 ai più recenti 2 in 1, che hanno rialzato le sorti del mercato PC. Ecco le tappe fondamentali di un percorso unico

È Nicola Procaccio, Direttore Marketing Intel Sud Europa, a presenziare l’evento con cui la compagine nazionale festeggia i 50 anni del gruppo. “Inutile ricordare il ruolo di Intel nella storia dell’informatica, visto che con le sue invenzioni e prodotti ha dato uno slancio essenziale all’intero mondo che gira intorno alla tecnologia. Oggi più che mai sentiamo il dovere di continuare a lavorare sodo per portare l’innovazione in ogni campo, per migliorare settori e interi reparti, che con il tech scoprono un potenziale inesplorato, accessibile e privo di limiti concreti. Da quando Morris Tanenbaum ha lanciato, con la fabbricazione del primo chip in silicio, l’era della Silicon Valley, nel 1954, il PC ha vissuto una crescita applicativa senza sosta, che Intel ha accompagnato in tutti gli step successivi. Ricordiamo il microprocessore 4004 del 1971, l’affermazione del computer come strumento professionale e la sua trasformazione eni 2-in-1 e convertibili. In tutti i momenti Intel era presente, perché segno tangibile del cambiamento”.

Le tappe storiche

Ci sono alcuni attimi, impressi nella memoria di chi segue Intel, che hanno segnato l’evoluzione dell’azienda e, in contemporanea, quella di tutto il mercato del computing. Pensiamo al processore 8086, che ha dato il via all’era delle architettura x86, oppure al lancio di Osborne 1, uno dei primi computer portatili che, di fatto, ha aperto segmenti nuovi in un panorama comunque giovane e desideroso di novità.

Il valore del marchio è tale da portare il prestigioso Time a dedicare la copertina dell’uomo dell’anno 1997 a Andy Moore, all’epoca CEO di Intel, elogiato come pilastro della nuova comunicazione telematica. Punto centrale della digital transformation avviata da Intel arriva nel 2003, con la tecnologia mobile Centrino, che fa svoltare i notebook verso gli standard wireless in uso ancora oggi. Ma anche la piattaforma vPro, progettata per l’enterprise e, diametralmente opposta, la concezione della mobilità estrema con i netbook, una meteora poi scaturita nei convertibili e 2-in-1 che, di fatto, hanno rialzato le sorti della categoria, per anni satura e incapace di raggiungere nuovi consumatori. Quale il ruolo dell’americana nel prossimo futuro dell’IT?

Dove guarda il domani

La compagnia sta presidiando vari ambiti di sicuro interesse, prima che diventassero un trend globale. Ad esempio l’IoT e la guida autonoma che, non a caso, le ha permesso di entrare a far parte del consorzio Adas, advanced driver assistance systems, nato per mettere a frutto le conquiste fatte nel campo automotive avanzato e realizzare prodotti che ricadono nelle fasce da 3 a 5, quelle cioè che comprendono veicoli con guida semi-automatica fino al self driving in toto, a cui puntano i big entro il 2020. Insomma se 50 anni sono passati, ce ne sono almeno altri 50 a cui guardare con curiosità, la stessa che ha un bambino dopo aver acceso il suo primo PC. 

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