Galaxy Note 9, così Samsung ridefinisce la mobilità professionale

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Sicurezza, controllo, personalizzazione e collaborazione. Il nuovo smartphone di Samsung è un dispositivo nato per rispondere alle sfide della connettività B2B e alle esigenze dell’enterprise mobility di nuova generazione, sempre più calata nella Next Mobile Economy

Da quando è arrivata sul mercato, nel novembre del 2011, la serie Note di Samsung ha ridefinito il concetto di produttività mobile. In un certo senso erede, in forme e design, di ciò che fu Windows Mobile, l’Android per i professionisti da sempre poggia sulla duttilità di una penna digitale, di un ambiente cucito addosso alle necessità di un pubblico particolare, più esigente di quello consumer, e di un reparto hardware all’avanguardia e punto di riferimento per tutto il settore smartphone. Il Galaxy Note 9 segue la stessa falsariga tracciata ben sette anni fa, donando agli utenti un dispositivo completo, pronto a cogliere le sfide di una connettività estrema e pienamente calato nel concetto di Next Mobile Economy, che per Samsung vuol dire permettere ai clienti di adottare piattaforme che, a 360 gradi, contribuiscono ad approcciare al meglio i cambiamenti del business, con soluzioni hardware e software di primissimo livello.

È Paolo Bagnoli, head of IM Marketing B2B di Samsung Italia a spiegarci come è nato il Note 9 e in che modo consente all’enterprise mobility di allargare i propri orizzonti, sfruttando un oggetto ancora piccolo e discreto ma dalle enormi potenzialità. «Abbiamo pensato il telefono partendo dai risultati di un’indagine che Samsung ha effettuato su clienti B2B attuali e potenziali. Le caratteristiche più richieste, quelle per cui secondo gli intervistati varrebbe la pena passare a un modello successivo, sono state tre: batteria, certificazione IP68 e capacità di storage. Per questo, il Note 9 offre il 21% di autonomia in più rispetto al Note8; implementa una resistenza massima ad acqua e polvere, assicurando così un utilizzo privo di incertezze anche per i lavoratori on the road; porta la memoria interna fino a 512 GB che, affiancati a una possibile microSD da altri 512 GB, realizza il sogno di un dispositivo da 1 TB, qualcosa di inimmaginabile fino a qualche anno fa. Tutto ciò unito a un processore più potente e a un sistema di raffreddamento a liquido ottimizzato, che ottimizza la temperatura dello smartphone bassa anche in caso di uso “estremo” e di lunga durata». Stando alla survey della multinazionale, il miglioramento delle caratteristiche risponde ai bisogni di quel 75% di intervistati che, in generale, considera lo smartphone uno strumento che deve semplificare la produttività, arrivando fino a sera e creando un ponte di connessione tra dati e informazioni, adoperando il cloud e adattandosi alle soluzioni aziendali già presenti. Samsung ha lavorato molto su questo, affinando il design (che resta l’aspetto principale valutato dal mass market) e concentrandosi sulle peculiarità di un prodotto unico.

UNA PENNA “VIVA”

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«Pensiamo alla S Pen» – prosegue Bagnoli. «Un tempo era solo un punto di contatto univoco con lo schermo. Poi è diventata una finestra su un mondo di interazioni aggiuntive e – oggi – un accessorio talmente smart da integrare un sensore Bluetooth a basso consumo energetico. In questo modo, il pennino acquista “vita” anche quando è lontano dal display, dando il meglio di sé soprattutto per i professionisti. Basta un click sul pulsantino per passare da una slide all’altra di una presentazione, magari con il Note connesso a un video più grande, durante una riunione. E un altro click, per trasformare la superficie touch da 6,4 pollici in una sorta di second screen, sul quale prendere appunti mentre il monitor esterno mostra documenti e file di vario genere. Insomma, abbiamo costruito un prodotto completo che non ha pari sul mercato». In merito alla connettività, Samsung ha agevolato l’accesso a DeX, cioè alla conversione della tipica interfaccia Android dei Galaxy in una prettamente desktop, quando si collega il Note a una fonte di trasmissione, tv o monitor che sia. Se resta la possibilità di utilizzare un vero e proprio dock, il DeX “fisico” attualmente alla seconda generazione, con il Note 9 si può semplicemente agganciare un cavetto HDMI dal telefono (che ha una porta USB Type-C) al display, per godere di una visuale allargata, senza necessità di avere sempre dietro un notebook, archivi rigidi o quant’altro. «Questo intendiamo per Next Mobile Economy» – afferma Paolo Bagnoli. «Ed è la nostra base di partenza su cui edifichiamo l’esperienza Note 9». Grazie a un numero di partner in crescita, che annovera Microsoft, Citrix, VMware e Amazon, DeX esce dal limbo di tool per i core-user, acquisendo maggiore rilevanza e funzionalità in un ambito, come la virtualizzazione, che guarda alla personalizzazione degli accessi per standardizzare un vasto numero di terminali.

LA PIATTAFORMA KNOX

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Dicevamo del software, che oltre all’hardware riveste un ruolo centrale nella ridefinizione della mobilità da parte di Samsung. Non si può dunque non parlare di Knox, giunto alla release 3.2. «Sin da quando lo abbiamo reso disponibile, a bordo dei Note, Knox è divenuto l’ambiente attorno a cui gira la vera esperienza utente Pro. Integrato nei più recenti dispositivi mobili, Samsung consente di proteggere in misura ottimale i contenuti personali e quelli di lavoro. Si tratta di un sistema aperto, dentro il quale ogni organizzazione può portare le proprie applicazioni, così da difenderle e distribuirle prive di ogni pericolo. Non a caso all’interno del report di Gartner “Mobile OSs and Device Security: a comparison of platforms”, Knox ha ricevuto rating elevati in venticinque delle ventinove categorie presenti, a dimostrazione delle qualità di tutela e flessibilità che rendono Knox una scelta cardine per coloro a cui sta a cuore l’affidabilità di un parco macchine moderno e perennemente connesso». La volontà di Samsung è quella di permettere a tutti di sperimentare l’adozione di un sistema protettivo come Knox, tanto da lanciare su www.samsungknox.com un trial gratuito di un mese, con cui provare anche i moduli da aggiungere al pacchetto di base: Knox Configure, Knox Mobile Enrollment, Knox Manage, Knox Platform for Enterprise, Samsung E-Fota. La novità del Note 9 è l’esistenza di una Enterprise Edition che, oltre a E-Fota e Configure, promette quattro anni di security patch, un tempo che può sembrare esagerato rispetto al procedere rapido dell’innovazione mobile ma che incontra i processi di aggiornamento delle aziende, meno compressi e più dipendenti da analisi di compatibilità, integrazione e compliance.

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FORMAZIONE E TRAINING

Tutto quello che Paolo Bagnoli ci ha raccontato è interessante ma c’è un rischio: il pubblico dei professionisti riesce a recepire, davvero, i cambiamenti che si susseguono da una famiglia all’altra di Galaxy Note? «Questo è il compito più difficile» – risponde Bagnoli. «Ed è il motivo per cui ci affidiamo a partner e rivenditori certificati. Tramite i percorsi di formazione, trasferiamo il nostro know-how a chi deve comunicare i vantaggi al cliente finale, che giorno dopo giorno si trova sommerso da un’abbondanza di offerta non sempre adatta alle loro esigenze. La strategia, dato l’audience di riferimento, punta sul canale, anche con campagne di marketing volte a focalizzare l’importanza della Next Mobile Economy, dove con un singolo prodotto si può supportare la crescita verso la strada della trasformazione digitale, la cui complessità va ricondotta a un flusso gestito in maniera intelligente, creativa e razionale».


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Categorie: Hardware