Yale e la domotica troppo estremizzata

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Centinaia di clienti della serratura connessa di Yale hanno vissuto 24 ore di paura, chiusi dentro o fuori casa per colpa di un crash della piattaforma

Circondarsi di oggetti connessi, in gergo IoT, può essere un gran bel vantaggio. Con un’app sullo smartphone si monitorano le risorse, si gestiscono le attività e si mettono in sicurezza ambienti, cose e persone. Ma cosa succede se l’eccessiva dipendenza da aggeggi del genere comincia a non funzionare più a dovere? Questo è quanto successo a centinaia di clienti di Yale che, l’11 ottobre hanno dovuto fronteggiare 24 ore di gravi problemi. Il motivo? Yale produce, tra le altre cose, una serratura smart, da sostituire a quella classica del proprio appartamento. La scorsa settimana, una serie di crash al client dell’applicazione hanno causato l’impossibilità di sbloccare o bloccare gli accessi e, in certi casi, di disattivare la notifica di allarme che si aziona a seguito di una forzatura.

Tutto risolto

Durante il periodo di blackout, i clienti si sono lamentati sui social, spiegando di essere bloccati in casa o appartati fuori, impossibilitati ad entrare. La cosa peggiore è che la compagnia non ha avvisato nessuno a tempo debito, limitandosi a diffondere le scuse dopo varie ore dalle segnalazioni. ”Immagino che dovrà aspettare dall’esterno. Sarebbe stato carino avere notizie del guasto prima di ritrovarmi in questa situazione” – ha scritto un cliente da Londra, oppure “Abbiamo aggiornamenti in merito? Non posso spegnere l’allarme di casa senza spegnere il sensore e svegliare tuti alle 5 del mattino, il che non è l’ideale”.

Il problema è stato risolto nel giro di una giornata ma il dubbio resta: quando vale la pena, oggi, affidarsi totalmente nelle mani delle aziende di terze parti che non sanno gestire in maniera ottimale le criticità? Inoltre, il fattaccio arriva in un momento cruciale per Yale, che nei giorni scorsi aveva annunciato la collaborazione con una catena di supermercati nel Regno Unito per fornire un servizio di consegna a domicilio. Secondo il progetto attualmente in fase di sperimentazione, i fattorini sarebbero in grado di entrare in casa dei consumatori per lasciare la spesa in zone sicure, mentre loro sono fuori. Sempre che l’app non vada in crash, di nuovo.


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Categorie: Hi-Tech
Tags: fact, hoot