Lenovo Intelligent Futures: i paradigmi hi-tech che stanno cambiando la produttività

Lenovo Intelligent Futures

Il roadshow europeo tocca l’Italia, dove Lenovo ha parlato di tecnologia, innovazioni hardware e modelli di sviluppo futuri del mondo del lavoro

Bastano un paio di numeri per rendersi conto di come il mondo professionale sia destinato a cambiare da qui ai prossimi anni. Entro il 2025, il 75% della forza lavoro a livello globale sarà composta dai cosiddetti Millennials. Persone nativamente abituate ad avere a che fare con dispositivi digitali e piattaforme “liquide” non potranno più dar seguito a flussi classici di produttività.

Un simile panorama ha già trasformato alcuni contesti, che scoprono giorno dopo giorno lo smart working, la collaboration, l’accesso senza soluzione di continuità a piattaforme, da qualsiasi luogo e a qualsiasi ora. Molti uffici riducono le loro dimensioni, un vantaggio per l’ottimizzazione dei costi ma anche per rendere più agile il lavoro. Nascono le “huddle rooms”, ambienti più piccoli dove a contare non è lo spazio ma la tecnologia. Il fine? Implementare modalità di comunicazione più veloce, per evitare lunghe configurazioni, che rappresentano spesso una perdita di tempo per i partecipanti.

A svolgere un ruolo di primo piano in un ambito del genere è Lenovo, che da sempre segue, anzi orienta, gli sviluppi della produttività aziendale e personale. La compagnia ha portato in Italia una tappa del suo roadshow “Lenovo Intelligent Futures”, durante il quale si parla dei nuovi paradigmi che accompagnano gli utenti e l’enterprise ma calati nella realtà dei dispositivi oggi a disposizione.

Come spiega Emanuele Baldi, General Manager e Amministratore Delegato Lenovo Italia: “In Europa siamo numero due nel settore dei PC. Abbiamo ottenuto, per l’ottavo trimestre consecutivo, una crescita nel fatturato della sezione client e ora ci concentriamo a incrementare la presenza nei mercati verticali. Nello specifico dell’Italia, volevamo essere al primo posto nel mondo commercial, ci manca poco visto che contiamo su un aumento del 30% e la possibilità di raggiungere il numero uno nel breve periodo. Per quanto riguarda l’utenza enterprise, siamo in testa alla classifica con il 35,2% di market share, proprio lì dove vogliamo arrivare con le PMI, in cui sosteniamo una crescita del 30%. Continuiamo a dominare il segmento education, con un’offerta dedicata e sempre più vasta. La forza di Lenovo – conclude – è quella di sapere già di cosa avrà bisogno il business del domani. Per questo abbiamo creato una gamma di strumenti che, di concerto, restituiscono alle persone quelle opportunità di interazione digitale quanto mai necessarie per vincere le sfide quotidiane”.

Secondo Lenovo, il mix vincente di hardware e software può avere successo solo se riesce a far maturare l’idea di un nuovo metodo di lavoro, anche in Italia. Si tratta di combinare tecnologia, workplace e cultura aziendale per creare un’esperienza che guidi il business e attiri i migliori talenti. Questo perché con l’ingresso dei giovani sempre più abituati all’uso della tecnologia, cresce in azienda l’aspettativa di avere dispositivi simili a quelli esterni alla vita professionale, che siano funzionali, interattivi e sempre connessi. Qualcosa a cui Lenovo risponde con, ad esempio, il ThinkSmart Hub 500 e il ThinkPad X1 Extreme, che assicura prestazioni elevate ottime per il lavoro e il tempo libero.

Ma tanta connettività necessita anche di maggiore sicurezza. Come affermano Federico Carozzi, Head of Product Marketing di Lenovo, e Thorsten Stremlau, Director CTO di Lenovo, nel 2019 si vedrà un attacco hacker diretto al software “ogni 14 secondi”. Un contesto che accelera l’esigenza di protezione in ogni momento, anche fuori dall’ufficio. Lenovo ha messo a fattor comune i suoi servizi nella visione ThinkShield, che comprende varie attività rivolte alla difesa dei processi digitali nel merito dei dati, dell’identità, dei device e delle operazioni online. Tutto ciò con una forte presenza di paradigmi di nuova generazione, come AI e machine learning che, stando ad alcune ricerche, domineranno i mercati dal 2022 in poi, tanto da raggiungere il fatturato degli attuali segmenti consolidati, così da porsi come elementi di crescita determinanti per il futuro delle imprese”.

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