Juniper Networks guida il futuro delle reti open e intelligenti

Juniper Networks guida il futuro delle reti open e intelligenti

Quattro chiacchiere con Alessandro Salesi, Senior Systems Engineering Manager di Juniper Networks Italia, per scoprire i progetti attuali e futuri del gruppo

Negli ultimi due anni Juniper Networks ha lavorato all’implementazione di Contrail Enterprise Multicloud, piattaforma per l’orchestrazione e la gestione ottimizzata delle analytics su cloud e workload differenti, anche in ambienti multivendor. Presentata lo scorso maggio, la soluzione è in miglioramento continuo e rappresenta una delle basi su cui Juniper costruisce il suo futuro di connettore di rete, nell’ottica di semplificare e rendere sempre più smart il lavoro dei clienti. Per capire meglio dove sta andando la compagnia e su quali pilastri sta costruendo l’offerta a partire dal 2019, abbiamo fatto due chiacchiere con Alessandro Salesi, Senior Systems Engineering Manager di Juniper Networks Italia.

«Oggi il nostro è un gruppo affermato, che contribuisce quotidianamente alla crescita del business interno e di quello di chi si affida alle piattaforme proposte. Negli ultimi mesi abbiamo individuato quattro pillar su cui Juniper tende puntare nel corso del 2019 e oltre, tutti essenziali per tracciare con strategia e lungimiranza la presenza dell’azienda nei percorsi di crescita delle organizzazioni che già serviamo e di quelle che arriveranno. Partiamo dunque dalla necessità di avere maggiore chiarezza sulle attività che si svolgono in una rete». Il riferimento è alla comprensione di ciò che accade nell’overlay e underlay di un network, per questioni ovviamente di sicurezza ma anche di ottimizzazione dei flussi. Del resto, più aumentano le connessioni di fondo, più si creano multistrati di operazioni e più c’è bisogno di analizzare il traffico, sia quello fisico che in Virtual Private Cloud, ospitato nelle infrastrutture.

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«Strettamente connesso a tale concetto è quello della sicurezza, in termini di microsegmentazione. Va garantita la difesa della rete, tra due data center localizzati, sul cloud, in periferia e dovunque si trovino, per certificare non solo la qualità dei collegamenti ma anche la genuinità di ciò che avviene nelle appliance, on premise o sulla nuvola. Il terzo elemento che guida il business di Juniper è un quid fondamentale, la connettività. Parliamo di quella che entra nei data center ma anche geografica, come router e firewall. Uno dei punti principali è certamente il controllo della latenza, determinante per ottenere una struttura applicativa già pronta per alcune destinazioni di cui oggi individuiamo il profilo ma che non abbiamo ancora del tutto assimilato a livello sociale, tra cui le smart cities e le auto connesse».

Quarto e ultimo pillar della strategia 2019 di Juniper Networks è l’orchestrazione, tassello vitale per far combaciare soggetti, punti di accesso, strumenti professionali, policy aziendali e cybersecurity. La risposta è proprio il Contrail Enterprise Multicloud, che mira a fornire funzionalità di controllo completo e gestione per qualsiasi workload in ambienti di rete fisici e virtuali, senza distinzioni tra cloud e vendor.

Come spiega Salesi: «Fino a ieri molte aziende dovevano affidarsi a due o più controller o a sistemi di gestione particolari per gestire overlay, underlay e dispositivi di rete. Con le funzionalità di orchestrazione e analytics di Contrail Enterprise Multicloud si realizza invece la possibilità di monitorare qualunque attività da un unico centro di comando. Questo vuol dire affidare agli ambienti che utilizzano più cloud, una soluzione di orchestrazione unica, all’interno di un’infrastruttura stabile, sicura e multicloud-ready».

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Ma lo sforzo di affermazione di Juniper Networks guarda anche all’esterno. Nel secondo semestre del 2018 ha annunciato il rinforzo di due importanti partnership, con Red Hat e Nutanix. La prima ha il fine di presentare una piattaforma unificata per l’esecuzione di applicazioni e servizi su qualsiasi macchina virtuale (VM), container e ambiente cloud, integrando in modo più esteso la piattaforma di gestione di applicazioni basate su container OpenShift, oltre a OpenStack, sempre di Red Hat con Contrail Enterprise Multicloud. La seconda invece per rendere quest’ultimo maggiormente integrato nelle API Nutanix e offrire più visibilità di rete per i workload virtualizzati, semplificando così la gestione automatizzata».