Intent, da startup di successo a holding

Intent, da startup di successo a holding

Lungimiranza strategica e focus sull’innovazione. Il presidente e CEO Francesco Maria Primerano delinea il futuro di un’azienda che mette al centro i dipendenti e le loro qualità peculiari

Intent è una delle realtà più forti nel mercato della consulenza IT sul territorio italiano e non solo. La società ha chiuso il 2018 con quattro milioni e 200mila euro di fatturato, che diventano quasi 4 milioni e 500mila euro con le controllate, e una crescita delle risorse che porta oggi a una novantina di dipendenti, compresi i professionisti esterni. La novità è che sul finire dello scorso anno Intent ha deciso di passare da impresa di successo a holding, avvalendosi della joint venture delle controllate, Ivent e Nefosys: la prima, è una società specializzata in automazione, controllo qualità e supervisione della linea di produzione industriale; la seconda è incentrata invece sui servizi IT e consulenza nella Digital Transformation. Insomma, i prossimi mesi saranno molto più che impegnativi per la creatura guidata dall’ingegnere Francesco Maria Primerano, che di Intent è presidente e CEO. E proprio dal timoniere, ci siamo fatti raccontare la vision, le strategie di crescita e i prossimi passi di Intent.

Attenzione alle risorse

«Intent è un soggetto unico nel panorama nazionale per una serie di fattori. Siamo quasi maniacalmente orientati al dipendente, volendo soddisfare le sue esigenze e coinvolgendolo nei processi di business più di quanto facciano gli altri. Lo scopo? Solo in questo modo pensiamo che si possano creare progetti di qualità, non solo prodotti, ma soluzioni ai reali problemi di chi ci ha scelti, proponendo percorsi innovativi, seguendo la lunga scia della rivoluzione digitale. In maniera simile, consideriamo i clienti come partner che poi diventano membri essenziali di un network che è in continua crescita ed evoluzione».

Per Anna Primerano, consigliere del gruppo – «la vera forza di Intent è nella sua realtà giovane e dinamica, nella sua visione lungimirante di voler rafforzare la nostra posizione sul mercato». Ci sono due cose importanti che non compariranno mai nel bilancio: «La sua reputazione e le sue persone». Il rapporto tra Intent e il mondo servito sa molto di “platonico”, nel senso più filosofico del termine. Non è un caso se uno dei consigli che il CEO fornisce ai collaboratori è quello di formarsi non solo su aspetti tecnici del proprio lavoro ma anche su temi apparentemente più lontani, come la filosofia e la storia. Laddove il mercato continua a richiedere esperti e personale altamente specializzato, Intent ricorda che per affrontare anche i più comuni problemi del business serve un approccio più vasto, sicuramente umanistico. Ed è quanto afferma il socio Giuseppe Lucibello quando spiega che –

«in questa azienda trattiamo con lo stesso riguardo persone e numeri. Intent vanta ottimi clienti, competenze e prospettive di crescita. Per concretizzarle dobbiamo però tendere tutti allo stesso obiettivo e sentirci rappresentati».

Leggere e imparare

«La trasformazione digitale produce cambiamenti anche a livello sociale. Le competenze per comprendere i fenomeni in atto non sono solo tecniche» – riprende Francesco Maria Primerano. «Un approccio multidisciplinare permette di gestire i momenti di crisi e le difficoltà in modo più complesso. Pensiamo ai carichi di lavoro, ai rapporti con i colleghi o con i clienti. Qui entrano in gioco skills che non sono strettamente correlate con i flussi operativi. Fare squadra è la nostra più grande forza. E ci crediamo così tanto che daremo – a chi lo desidera – la possibilità di ottenere quote societarie, per coinvolgere le risorse in quello che facciamo. Vogliamo che chi è con noi non pensi a quale sarà il suo ruolo tra venti o trent’anni ma a cosa avrà ottenuto dall’azienda in quell’arco di tempo, quale crescita personale e professionale». A sottolinearlo è anche Pietro Petrassi, socio di Intent:

«L’atmosfera in Intent è diversa, la positività concilia il lavoro. Il team è coeso e i rapporti distesi ci rendono una realtà che pone le persone al primo posto».

I servizi principali

Sono quattro le business unit principali di Intent. La prima è la Consulting, che fornisce consulenza aziendale IT e riserva particolare attenzione alla piattaforma SAP e a ogni sua integrazione con i sistemi legacy.  L’unità dedicata alla consulenza opera in ambito sviluppo web su piattaforme Java, .Net, Sharepoint, iOS e Android, oltre al mondo IoT applicato all’automazione industriale. La BU Advisory offre consulenza di direzione nell’ottimizzazione dei processi aziendali, con un particolare focus su quelli amministrativi e contabili. Realizza piani strategici di marketing, business planning, business process, re-engineering e modelli di finanza agevolata. La business unit Strategy si occupa di sviluppare e implementare prodotti, piattaforme gestionali e ogni altra soluzione che si adatta alle esigenze del cliente, avvalendosi di un team di professionisti ed esperti. L’ultima BU, quella sulla Innovation, è dedicata all’ideazione, progettazione e sviluppo di prodotti tecnologicamente innovativi, pianifica il relativo go-to-market e ne gestisce attuazione e supporto. Si tratta di divisioni naturalmente pronte a fronteggiare le sfide odierne – come ci spiega il consigliere di Intent Dario Evola:

«Puntiamo sul settore IT come trend positivo nello scenario economico italiano. Intent è fra le aziende con performance di altissimo livello che accoglierà questa sfida, grazie a un team di professionisti competenti e già proiettato al futuro».

Sguardo aperto verso il futuro

Dato per scontato che le singole business unit continueranno a svolgere il loro lavoro sulle attività core attuali, dove si spingerà l’operato di Intent? Sicuramente verso i paradigmi più dirompenti del settore IT. Ad esempio la blockchain, in cui Primerano crede da tempo: «Seguiamo con interesse particolare i canali della catena di valore, tanto da aver già stretto accordi con società di erogazione di moneta digitale». L’obiettivo, secondo la compagnia, è creare esperienze durature, non singoli prodotti per necessità di breve termine, riflettendo l’andamento naturale dell’ecosistema intorno al cliente stesso. «Per questo investiamo in realtà che riteniamo fondamentali per il miglioramento non di un unico soggetto ma di tutta la catena degli stakeholder e della collettività nel suo insieme».

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Tra le numerose iniziative, Intent lavora con la facoltà di Medicina dell’Università di Palermo, per portare avanti studi avanzati che mixano scienza e tecnologia, e con il settore delle assicurazioni, a cui offrirà presto il dovuto know-how, in quanto profondi conoscitori del panorama IT. «Abbiamo la forza di sperimentare nuove tecnologie in nuovi mercati, con un approccio originale e personalizzato». A ribadire questa forza, interviene Maurizio Panzironi, socio di Intent, che sottolinea la vocazione all’innovazione della società: «Un’azienda giovane con lo sguardo dritto e aperto verso il futuro». E anche costantemente impegnata a valorizzare la collaborazione e il potenziale creativo delle persone – come rimarca l’altro socio di Intent Paolo Capiraso:

«Da quando mi sono unito a Intent ho visto crescere l’azienda in modo strabiliante, grazie alla professionalità e all’impegno dei ragazzi che ne fanno parte. Il pregio di Intent è sicuramente nel suo capitale umano».

La forza della competenza

La domanda è d’obbligo: come fa Intent ad affrontare sfide del genere calate in settori industriali così diversi tra di loro? «Da un lato – risponde Primerano – con il network di partner a cui facciamo riferimento, che copre le richieste di segmenti molto differenti. Dall’altro però, ed è ciò che ci distingue dalla concorrenza – ci tiene a specificare il presidente e CEO di Intent – contiamo su dipendenti e collaboratori che hanno una vasta visione del mondo, non solo aziendale, tale da permettere di andare oltre l’ostacolo e vedere già come sarà un progetto, le modalità di intervento, i possibili limiti di attuazione. Ed è il motivo per cui puntiamo sulle individualità non solo dotate di capacità tecniche, ma anche di un forte senso di orientamento strategico».