Facebook rimanda ancora lo strumento Clear History

Facebook rimanda ancora lo strumento Clear History

Sarebbe dovuto già essere tra noi il tool per cancellare la cronologia dell’uso delle app sul social network e invece stenta ad arrivare

Facebook sta ritardando più del dovuto il rilascio di “Clear History”, lo strumento di cui aveva parlato mesi fa, poco dopo le evidenze dello scandalo con Cambridge Analytica. Secondo la compagnia, il tool servirebbe a cancellare la memorizzazione dei propri dati dalle app terze connesse al proprio profilo, così da azzerare, almeno momentaneamente, quello che partner e sviluppatori hanno recepito delle nostre informazioni. Ad un evento a cui hanno partecipato vari media internazionali lo scorso mercoledì, Guy Rosen, vicepresidente dell’integrità dei prodotti di Facebook avrebbe confermato che la funzione arriverà tra settembre e novembre. “Stiamo lavorando per riprogettare i nostri sistemi, anche nel modo in cui elaboriamo i dati, per sapere di procedere nel modo giusto. Ecco perché ci stiamo mettendo più del previsto” – le sue parole.

Cosa succede alla privacy

Non sorprende che Facebook stia lavorando sodo prima di rilasciare pubblicamente la funzionalità. Commettere un altro errore nel campo della privacy vorrebbe dire perdere ulteriore fiducia da parte degli utenti, già incrinata nell’ultimo anno. Stando a quanto comunicato precedentemente dal gruppo, Clear History permetterà di cancellare le informazioni che il social network raccoglie sulle persone tramite app e siti web di terzi e offrirà un’opzione per disabilitare completamente Facebook dall’archiviazione di questo tipo di informazioni.

“Nel tuo browser web, hai un modo semplice per cancellare i cookie e la cronologia: l’idea è che molti siti hanno bisogno di cookie per funzionare, ma dovresti comunque essere in grado di scaricare la tua cronologia quando vuoi, e questo varrà anche per Facebook: sarà un controllo semplice, finalizzato alla rimozione della storia di navigazione sulla piattaforma; cosa hai cliccato, i portali visitati e così via” – aveva detto Zuckerberg alla presentazione l’anno scorso.

Sebbene l’iniziativa mostri la volontà della compagnia di dar peso alla riservatezza e alla privacy degli individui, l’entourage ha affermato come la maggiore spersonalizzazione comporterà dei limiti nell’esperienza individuale, ad esempio verso la proposta di annunci pertinenti al proprio profilo e modo di interagire. Una bella botta per gli investitori pubblicitari ma una necessità verso una maggiore trasparenza all’uso. Una volta cancellata la cronologia, chi vuole dovrà ricollegarsi ai siti che sfruttano il Facebook Connect, tramite un login a cui si dovrà dar seguito ad ongni nuova rimozione delle credenziali specifiche.

Leggi anche:  Google ha provato ad acquisire GitHub ma alla fine ha vinto Microsoft