Co-innovazione: per prima cosa, definire il problema

Il retail punta su centralità del cliente e approccio omnichannel

“Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita”, disse Voltaire. Riflettere potrà anche essere il primo passo nella catena di risoluzione di un problema, ma è necessario prima definirlo. Lo stesso approccio è fondamentale affinché la co-innovazione abbia successo

A cura di Massimo Dino Ceresoli, Head of Global Services Southern Europe Orange Business Services

Troppo spesso i progetti di co-innovazione falliscono. Perché? Perché il problema non è stato definito correttamente. Se il problema non è stato adeguatamente documentato, non esiste un chiaro quadro d’azione per il “caso aziendale” che deve essere svolto e non sarà chiaro in che modo verranno prese le decisioni tra i partner.

La co-innovazione con clienti, fornitori, istituzioni accademiche, start-up e persino concorrenti consente alle aziende di condividere abilità, risorse e competenze per risolvere i problemi e portare più rapidamente nuovi prodotti e servizi sul mercato. La tecnologia si sta muovendo così velocemente ed è diventata così specializzata che pochi sono in grado di innovare al massimo livello da soli.

I vantaggi sono chiari, ma i rischi non mancano. Tutte le parti devono capire che è necessario fare affidamento gli uni sugli altri per la qualità del contributo all’innovazione. Questo è il motivo per cui collaborare per innovare ha senso dal punto di vista economico e di business se, come ho già detto, l’innesco è un caso aziendale.

Mantenere in carreggiata i piani di innovazione

C’è troppa co-innovazione fatta tanto per fare, che nella migliore delle ipotesi non ottiene nulla e nella peggiore delle ipotesi può diventare un errore costoso. La co-innovazione deve essere tangibile e dovrebbe iniziare da una sfida aziendale e non dalla tecnologia. La tecnologia serve a fornire una soluzione al problema: non dovrebbe essere il punto di partenza dell’iniziativa.

Leggi anche:  Acronis acquisisce 5nine

Ecco perché così tante start-up falliscono. Il progetto Startup Genome, che lavora per sviluppare un ecosistema di startup globale, sostiene che circa il 90% delle startup fallisce. Questo è causato dalla crescita troppo rapida e dal fatto di non soddisfare un’esigenza di base del mercato. In altre parole, dal non individuare un caso e risolvere un problema.

Inoltre, la libertà di sperimentare e fallire può esistere – e persino essere incoraggiata attivamente – in alcune parti centrali di un’organizzazione, ma in altre, come il canale di vendita, il fallimento non è un’opzione. Non sto dicendo che gli innovatori delle vendite non possono imparare dai loro errori, ma raramente hanno il budget per seguire l’ideologia del fallimento rapido.

Capire il problema

Con la tecnologia che si muove così velocemente, è estremamente difficile per le aziende delineare una tabella di marcia per un futuro che non possono prevedere: ciò che possono fare, invece, è risolvere i problemi e, in alcuni casi, trasformarli in nuove attività. La co-innovazione può accelerare questo processo.

Di recente abbiamo lavorato con una grande società di beni di largo consumo che è venuta da noi con un caso aziendale: aveva l’obiettivo di portare a zero gli incidenti in ambito salute e sicurezza. Insieme abbiamo analizzato il problema e creato un dispositivo di monitoraggio indossabile che risponde alle sue esigenze aziendali. Questa soluzione, in un’altra forma, può affrontare problemi simili in altri settori.

Oppure prendiamo ad esempio la compagnia energetica che è venuta da noi con l’intento di migliorare la salute e la sicurezza monitorando il personale in azienda grazie all’Internet of Things. In una prima fase, i nostri esperti di salute e sicurezza hanno lavorato con il team delle risorse umane dell’azienda per capire esattamente quale fosse il problema, prima di affrontare il lato tecnico. Facendo sedere allo stesso tavolo esperti in salute e sicurezza, siamo stati in grado di ottenere una piena comprensione del problema prima di affrontarlo da un punto di vista tecnico. Ancora una volta abbiamo creato un dispositivo di monitoraggio della salute e della sicurezza indossabile su misura per tenere sotto controllo il benessere dei lavoratori.

Leggi anche:  Zucchetti acquisisce Ericsoft

Scegliere il partner giusto

È fondamentale scegliere il partner giusto con cui innovare: un partner con il quale costruire con impegno una relazione di fiducia, che porti qualcosa di nuovo nell’approccio alla risoluzione dei problemi. Anche la longevità è cruciale, perché se si sceglie di co-innovare con le start-up, il rischio è che non durino.

Qui in Orange Business Services, cerchiamo diverse soluzioni con grandi e piccole imprese e cerchiamo di impegnarci il più possibile con le aziende locali. I prototipi indossabili su cui abbiamo lavorato con l’impresa menzionata sopra erano inizialmente il concetto di un’azienda russa locale. Ci siamo consultati con loro e abbiamo apportato alcune modifiche per trovare la soluzione richiesta dal cliente.