Facebook aggiorna Messenger con diverse migliorie

Facebook Messenger potrebbe vietare l'inoltro di massa di messaggi

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Zuckerberg ha rivelato una nuova versione dell’app Messenger che è stata ricostruita “da zero”, secondo il lavoro degli ingegneri del software

Migliorare Messenger? Facebook ci sta già lavorando. Stando a quanto espresso dalla società, presto l’app otterrà un aggiornamento importante, sia in termini di consumo di memoria che di praticità. Pare infatti che la piattaforma verrà caricata due volte più velocemente e utilizzerà un quarto dello spazio in memoria. Ciò sta comportando un “lavoro da zero” degli ingegneri del software, con la ricostruzione che porterà a rendere indisponibili alcune funzionalità, almeno in via temporanea.

Facebook ha affermato che l’app Messenger è diventata sempre più carica di funzionalità da quando è stata lanciata nel 2011, con l’aggiunta di videochiamate, condivisione di foto e GIF e altro ancora. Ma queste hanno reso il progetto “sempre più complesso” sia per i suoi utenti che per i telefoni che lo eseguono.

Così cambierà Facebook Messenger

La nuova versione di Messenger proviene da quello che è conosciuto come “Project LightSpeed”, in base al quale i progetti di Facebook (e non solo) vengono ripensati in quanto a semplicità e minor impatto sul sistema. A quanto ne sappiamo, l’applicazione verrà distribuita inizialmente agli utenti iOS, nelle prossime settimane, e solo successivamente agli Android. La suddetta riprogettazione è stata fatta con un focus particolare sugli smartphone più vecchi o connessioni più lente, per garantire che possano chattare senza problemi.

Raymond Endred, vicepresidente dell’ingegneria di Messenger, ha ricordato che la nuova versione “pone le basi” per i piani di Facebook di riunire le sue app di messaggistica, consentendo agli utenti di chattare tra Messenger, WhatsApp e Instagram. Questo vuol dire che il gruppo di Zuckerberg realizzerà il suo progetto di creare una sola chat condivisa? Sappiamo che ognuna resterà ferma al suo posto, all’interno delle singole piattaforme, ma con l’opportunità di ricercare iscritti in modalità cross-mediale. E forse questo alla Commissione Europea sula concorrenza non piacerà.

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