L’alleanza strategica tra risorse umane e ICT

L’approccio verticale per colmare il digital mismatch
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L’emergenza Covid-19 ha accelerato la trasformazione digitale più delle singole strategie aziendali, presentando il conto del gap tecnologico e culturale, che oggi tutti sono chiamati a saldare

La crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia di Covid-19 ha imposto alle imprese italiane di ogni ordine e grado la dotazione repentina di misure in grado di garantire la business continuity e il lavoro da remoto. Uno shock violento per ogni organizzazione, reso ancora più aspro in assenza di politiche preesistenti. La rivoluzione digitale che numerose imprese hanno tutt’oggi ritenuto di poter ignorare o sottovalutare, ha presentato attraverso l’emergenza Covid-19 il conto dell’arretratezza, tecnica e culturale, che oggi tutti sono chiamati a saldare.

Eppure, tanto tra le PMI quanto nelle large company, sono molteplici le testimonianze di una gestione della crisi avvenuta in maniera ordinata, senza strappi. Una delle chiavi di questi successi è stata la stretta collaborazione tra funzione HR e funzione ICT, una tendenza in atto ormai da tempo tra le organizzazioni più attente al cambiamento. La necessità di una collaborazione sempre più stretta tra le due funzioni, indispensabile per governare i processi di trasformazione digitale, ha imposto un cambio di paradigma che si traduce non solo nella revisione di modelli organizzativi consolidati ma desueti, ma anche nella rivisitazione delle prerogative aziendali dei dipartimenti, nella ridefinizione delle competenze professionali dei singoli e in una maggiore attenzione prestata a elementi riconducibili all’universo delle soft skills. Una piccola rivoluzione. L’ibridazione dei ruoli – parte di un fenomeno di “risacca” più ampio che predilige un ritorno a ruoli più rotondi e gerarchie orizzontali in luogo di specializzazione esclusiva e verticalità – non risparmia gli uffici del personale e i dipartimenti ICT.

La funzione HR è chiamata a esplorare con sempre maggior convinzione tematiche di natura informatica, per assumere con piena dignità il prestigioso ma difficile ruolo di guida culturale e organizzativa della digital transformation. La funzione ICT, dal canto suo, è ormai da tempo chiamata ad abbandonare lo stereotipo di commodity aziendale, ostica e impenetrabile, percepita talvolta come una sorta di corpo estraneo relegato al ruolo di mero supporto agli affari dell’impresa.

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Il nuovo IT manager è un vero business partner. Un tecnico, certo, ma dalla personalità rotonda, in possesso di nozioni di natura economico-finanziaria, dotato di doti di people-management, capace di comprendere in profondità le finalità del business aziendale. E, ovviamente, capace di esercitare la propria leadership a supporto della funzione HR nei processi di trasformazione digitale. La contaminazione e la sempre più stretta collaborazione tra HR e ICT, oggi resa imprescindibile dall’emergenza contingente, presenta dunque un enorme potenziale che travalica i confini dell’ordinarietà assumendo al contrario una valenza strategica per le imprese. Con benefici in parte evidenti, in parte ancora da esplorare.


Federico Colacicchi managing partner di Techyon