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BUSINESS INTELLIGENCE

La Business intelligence per creare vantaggio competitivo

A cura di administrator administrator

Pubblicato il 26-11-2008 0:00

La Business intelligence per creare vantaggio competitivo

L'osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano ha identificato i percorsi di eccellenza nell'adozione dei sistemi di Business Intelligence, analizzando il loro grado di diffusione e le tendenze in atto nella realtà italiana.

Si è svolto oggi presso l'Aula S01 del Politecnico di Milano il Convegno "Business Intelligence: creare vantaggio competitivo con l'analisi dei dati" organizzato dall'Osservatorio Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano. Occasione del Convegno è stata la presentazione dei risultati dell'edizione 2008 della Ricerca, la prima dell'Osservatorio, che ha avuto un duplice obiettivo: da un lato, fotografare il grado di diffusione dei sistemi di Business Intelligence (BI) e le tendenze in atto, mediante un'accurata indagine empirica basata su una survey che ha coinvolto più di 250 aziende attraverso interviste dirette; dall'altro, identificare percorsi di eccellenza nell'adozione della Business Intelligence, analizzando più di 70 casi di studio, al fine di comprendere e descrivere le modalità con cui le imprese più attente e innovative sono riuscite a creare differenziali competitivi e vantaggi strategici mediante sistemi di BI.

"La Business Intelligence è un tema di grande attualità e di rilevanza strategica per le imprese e le pubbliche amministrazioni - ha commentato Umberto Bertelè, Presidente della School of Management del Politecnico di Milano -. I sistemi di BI permettono di applicare tecnologie ICT e metodologie per l'analisi dei dati per estrarre informazioni e conoscenze rivolte a ottimizzare l'efficacia e la tempestività dei processi decisionali, con l'obiettivo di creare vantaggio competitivo. Mediante approfonditi studi di caso, si è anche cercato di identificare alcune best practice, che hanno permesso di porre in luce i nessi tra utilizzo delle metodologie di Business Intelligence e creazione di valore strategico."

"Le imprese sono sommerse di dati, ma non sempre si mostrano capaci di valorizzare l'enorme patrimonio di conoscenza che i dati celano al proprio interno. Se trattati e analizzati con metodologie e strumenti adeguati, i dati possono essere trasformati in informazioni e in conoscenze utilizzabili da parte dei decision maker impegnati nel governo delle imprese e della pubblica amministrazione - ha dichiarato Carlo Vercellis, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano - I sistemi di Business Intelligence si propongono di esplorare i dati per ottimizzare le decisioni, mediante logiche di estrazione flessibili, indicatori di misura delle prestazioni, metodi predittivi, indicati nel loro complesso come analytics. Ad esempio, la progettazione di una campagna di marketing in mercati turbolenti può trarre grande vantaggio dall'utilizzo di modelli per ottimizzare la scelta dei destinatari e la natura delle azioni intraprese, in modo da valorizzare la mole di dati disponibili relativamente al comportamento dei clienti."

I sistemi di Business Intelligence hanno avuto una crescente diffusione nel corso degli ultimi anni, sia in Italia che nel resto del mondo, e tuttavia promettono di mostrare un'ulteriore forte espansione nel prossimo futuro, sia in termini quantitativi che qualitativi: le aziende del campione prevedono una crescita media dell'investimento in BI superiore al 5% annuo per il quinquennio 2009-2013. Attraverso la survey e i casi di studio sono state identificate le principali aree di applicazione della BI, la struttura e gli attori del processo decisionale che conduce un'azienda ad adottare sistemi di BI, valutando i benefici, le barriere allo sviluppo e l'impatto organizzativo sui processi e sulle risorse umane.

Le principali evidenze della Ricerca
Dalla Ricerca sono emerse alcune evidenze empiriche di notevole interesse per la domanda e per l'offerta di sistemi di Business Intelligence.

Il vantaggio principale conseguito dai sistemi di BI riguarda la maggiore efficacia delle decisioni, seguito dalla rapidità di reazione. Tra i benefici di natura organizzativa, figurano la visione univoca delle informazioni e la maggiore condivisione della conoscenza.
La BI svolge sempre di più un ruolo strategico: le aziende hanno strategie e metriche complesse e multidimensionali, che devono essere allineate e monitorate mediante strumenti di controllo agili e potenti. I sistemi di BI diventano sempre più fattore di vantaggio competitivo, assumendo un ruolo che risulta progressivamente mission critical. In particolare, gli analytics permettono di governare processi complessi, contribuendo in modo decisivo a realizzare strategie di marketing, a ottimizzare la supply chain, a pilotare e automatizzare le decisioni di BI operativa.
Relativamente alle principali aree di applicazione della BI, è emerso che gli strumenti di accesso ai dati per effettuare query e reporting ad hoc rimangono le funzionalità di BI più utilizzate, nonostante siano disponibili strumenti più avanzati, quali OLAP, cubi, dashboard e analytics. Dashboard e scorecard vengono utilizzati in prevalenza dalla direzione generale e dal top management, ma si evidenzia una presenza significativa anche nelle funzioni di amministrazione e controllo, nonché nella funzione marketing/commerciale. Tra gli analytics prevalgono gli impieghi di forecasting, analisi statistiche e data mining, soprattutto nelle attività di marketing. L'evidenza empirica indica che gli analytics svolgono un ruolo fondamentale nell'attuazione di strategie di marketing relazionale. Inoltre, un numero crescente di applicazioni di BI richiede una latenza di aggiornamento dei dati dell'ordine di minuti: si tratta di BI real-time, ad esempio per realizzare strategie di revenue management.
La BI diviene sempre più pervasiva: gli utenti devono poter accedere alle informazioni direttamente dal browser, dagli strumenti office, nel corso del workflow abituale, sotto forma di widget, barre personalizzabili e portali di BI; inoltre, la BI favorisce la comunicazione tra gli utenti e tra le funzioni aziendali, attraverso la pubblicazione di report ad hoc e la condivisione delle informazioni: si può parlare sempre di più di Business Intelligence 2.0.
La tecnologia e le metodologie più innovative però non sono sufficienti per applicare con successo la BI: è necessario disporre di risorse umane convinte e preparate che traducano in azione le conoscenze ricavate tramite gli strumenti di BI.
Le principali barriere e criticità che ostacolano l'adozione di sistemi di BI emerse dalla Ricerca riguardano la scarsa qualità dei dati, la difficoltà di integrazione, la mancanza di commitment del management e di una visione dei progetti di BI come attività che coinvolgono l'impresa nel suo complesso.

Dalla Ricerca emerge che la propensione a investire in architetture di BI è generalizzata e stabile rispetto al settore di appartenenza. Più del 50% delle imprese prevede di incrementare il proprio investimento in sistemi di BI, mentre più del 40% ritiene di mantenerlo almeno pari a quello corrente. Relativamente al modo di affrontare il problema della governance sono stati identificati tre percorsi ricorrenti e significativi; il primo percorso caratterizza il 54% delle imprese intervistate, e corrisponde all'introduzione dei sistemi di BI attraverso passi graduali. Il secondo percorso, seguito dal 18% del campione, colloca gli strumenti di BI entro un quadro sistemico organico e regolato, nel quale la priorità viene attribuita alla coerenza infrastrutturale. Infine, il terzo percorso, intrapreso dal 28% delle imprese, attribuisce maggiore importanza alle attività della funzione IT tese a stimolare e assecondare le esigenze di accesso alle informazioni e di analisi evolute che originano presso gli utenti nelle diverse funzioni aziendali.

Per classificare in modo significativo le imprese rispetto al loro effettivo grado di padronanza e di utilizzo degli strumenti di BI è stato definito un maturity model che ha tenuto conto dell'estensione delle funzionalità di BI impiegate, del grado di pervasività degli strumenti di BI presenti nelle diverse funzioni aziendali, introducendo una parziale correzione sulla base della percentuale di knowledge worker che utilizzano applicazioni di BI. L'analisi del campione ha fatto emergere quattro segmenti, corrispondenti ad altrettanti livelli di maturità, cui si aggiunge un livello zero associato alle aziende che non hanno ancora intrapreso progetti di BI.

L'edizione 2008 della ricerca è stata realizzata con il supporto di: Business Objects, Computer Sciences Corporation, IBM Italia, Oracle Business Intelligence Community, SAS, Decisyon, Delta Phi Sigla, Exenia, Nous Informatica.




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"Le imprese sono sommerse di dati, ma non sempre si mostrano capaci di valorizzare l'enorme patrimonio di conoscenza che i dati celano al proprio interno. Se trattati e analizzati con metodologie e strumenti adeguati, i dati possono essere trasformati in informazioni e in conoscenze utilizzabili da parte dei decision maker impegnati nel governo delle imprese e della pubblica amministrazione - ha dichiarato Carlo Vercellis, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano - I sistemi di Business Intelligence si propongono di esplorare i dati per ottimizzare le decisioni, mediante logiche di estrazione flessibili, indicatori di misura delle prestazioni, metodi predittivi, indicati nel loro complesso come analytics. Ad esempio, la progettazione di una campagna di marketing in mercati turbolenti può trarre grande vantaggio dall'utilizzo di modelli per ottimizzare la scelta dei destinatari e la natura delle azioni intraprese, in modo da valorizzare la mole di dati disponibili relativamente al comportamento dei clienti."

I sistemi di Business Intelligence hanno avuto una crescente diffusione nel corso degli ultimi anni, sia in Italia che nel resto del mondo, e tuttavia promettono di mostrare un'ulteriore forte espansione nel prossimo futuro, sia in termini quantitativi che qualitativi: le aziende del campione prevedono una crescita media dell'investimento in BI superiore al 5% annuo per il quinquennio 2009-2013. Attraverso la survey e i casi di studio sono state identificate le principali aree di applicazione della BI, la struttura e gli attori del processo decisionale che conduce un'azienda ad adottare sistemi di BI, valutando i benefici, le barriere allo sviluppo e l'impatto organizzativo sui processi e sulle risorse umane.

Le principali evidenze della Ricerca
Dalla Ricerca sono emerse alcune evidenze empiriche di notevole interesse per la domanda e per l'offerta di sistemi di Business Intelligence.

Il vantaggio principale conseguito dai sistemi di BI riguarda la maggiore efficacia delle decisioni, seguito dalla rapidità di reazione. Tra i benefici di natura organizzativa, figurano la visione univoca delle informazioni e la maggiore condivisione della conoscenza.
La BI svolge sempre di più un ruolo strategico: le aziende hanno strategie e metriche complesse e multidimensionali, che devono essere allineate e monitorate mediante strumenti di controllo agili e potenti. I sistemi di BI diventano sempre più fattore di vantaggio competitivo, assumendo un ruolo che risulta progressivamente mission critical. In particolare, gli analytics permettono di governare processi complessi, contribuendo in modo decisivo a realizzare strategie di marketing, a ottimizzare la supply chain, a pilotare e automatizzare le decisioni di BI operativa.
Relativamente alle principali aree di applicazione della BI, è emerso che gli strumenti di accesso ai dati per effettuare query e reporting ad hoc rimangono le funzionalità di BI più utilizzate, nonostante siano disponibili strumenti più avanzati, quali OLAP, cubi, dashboard e analytics. Dashboard e scorecard vengono utilizzati in prevalenza dalla direzione generale e dal top management, ma si evidenzia una presenza significativa anche nelle funzioni di amministrazione e controllo, nonché nella funzione marketing/commerciale. Tra gli analytics prevalgono gli impieghi di forecasting, analisi statistiche e data mining, soprattutto nelle attività di marketing. L'evidenza empirica indica che gli analytics svolgono un ruolo fondamentale nell'attuazione di strategie di marketing relazionale. Inoltre, un numero crescente di applicazioni di BI richiede una latenza di aggiornamento dei dati dell'ordine di minuti: si tratta di BI real-time, ad esempio per realizzare strategie di revenue management.
La BI diviene sempre più pervasiva: gli utenti devono poter accedere alle informazioni direttamente dal browser, dagli strumenti office, nel corso del workflow abituale, sotto forma di widget, barre personalizzabili e portali di BI; inoltre, la BI favorisce la comunicazione tra gli utenti e tra le funzioni aziendali, attraverso la pubblicazione di report ad hoc e la condivisione delle informazioni: si può parlare sempre di più di Business Intelligence 2.0.
La tecnologia e le metodologie più innovative però non sono sufficienti per applicare con successo la BI: è necessario disporre di risorse umane convinte e preparate che traducano in azione le conoscenze ricavate tramite gli strumenti di BI.
Le principali barriere e criticità che ostacolano l'adozione di sistemi di BI emerse dalla Ricerca riguardano la scarsa qualità dei dati, la difficoltà di integrazione, la mancanza di commitment del management e di una visione dei progetti di BI come attività che coinvolgono l'impresa nel suo complesso.

Dalla Ricerca emerge che la propensione a investire in architetture di BI è generalizzata e stabile rispetto al settore di appartenenza. Più del 50% delle imprese prevede di incrementare il proprio investimento in sistemi di BI, mentre più del 40% ritiene di mantenerlo almeno pari a quello corrente. Relativamente al modo di affrontare il problema della governance sono stati identificati tre percorsi ricorrenti e significativi; il primo percorso caratterizza il 54% delle imprese intervistate, e corrisponde all'introduzione dei sistemi di BI attraverso passi graduali. Il secondo percorso, seguito dal 18% del campione, colloca gli strumenti di BI entro un quadro sistemico organico e regolato, nel quale la priorità viene attribuita alla coerenza infrastrutturale. Infine, il terzo percorso, intrapreso dal 28% delle imprese, attribuisce maggiore importanza alle attività della funzione IT tese a stimolare e assecondare le esigenze di accesso alle informazioni e di analisi evolute che originano presso gli utenti nelle diverse funzioni aziendali.

Per classificare in modo significativo le imprese rispetto al loro effettivo grado di padronanza e di utilizzo degli strumenti di BI è stato definito un maturity model che ha tenuto conto dell'estensione delle funzionalità di BI impiegate, del grado di pervasività degli strumenti di BI presenti nelle diverse funzioni aziendali, introducendo una parziale correzione sulla base della percentuale di knowledge worker che utilizzano applicazioni di BI. L'analisi del campione ha fatto emergere quattro segmenti, corrispondenti ad altrettanti livelli di maturità, cui si aggiunge un livello zero associato alle aziende che non hanno ancora intrapreso progetti di BI.

L'edizione 2008 della ricerca è stata realizzata con il supporto di: Business Objects, Computer Sciences Corporation, IBM Italia, Oracle Business Intelligence Community, SAS, Decisyon, Delta Phi Sigla, Exenia, Nous Informatica.




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