Barometro CIO 2009: l’orizzonte oltre la crisi

In un momento di innegabile difficoltà economica, in cui molte imprese hanno bloccato investimenti IT già programmati, come interpretano i CIO il loro ruolo? Quali sono le prossime sfide da affrontare, i freni all’innovazione da togliere, le priorità da mettere in agenda? Come vede la ripresa chi sempre più è chiamato a contribuire alle scelte strategiche dell’azienda e a individuare novità tecnologiche che veramente facciano crescere il business?

CSC, leader globale nella fornitura di soluzioni e servizi IT innovativi in tutti i principali settori di mercato (www.csc.com/it), ha presentato a Milano, in anteprima italiana, i risultati della survey annuale che ha coinvolto i CIO di oltre 100 importanti aziende europee.

Durante l’incontro, organizzato in collaborazione con Business International e con il patrocinio della School of Management del Politecnico di Milano, NetConsulting e ClubTI, i trend e le prospettive di breve e medio periodo delineate nell’indagine sono stati messi a confronto con quanto emerge quotidianamente dalle attività di ricerca e di analisi di mercato, e con le realtà operative dei CIO italiani.

L’importanza dell’innovazione e l’evoluzione del ruolo del CIO all’interno delle aziende sono due temi emersi con forza dall’indagine e dal dibattito. I CIO devono porsi alla guida della crescita dell’azienda e della sua capacità di innovare: per aiutare l’impresa a superare la crisi, infatti, devono sfruttare tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e guidare il management nella definizione di nuovi modelli di business.

All’interno della ricerca è stato dato ampio spazio anche ai risultati delle analisi realizzate nell’ultimo anno dal Leading Edge Forum di CSC (www.lef.csc.com).

Barometro CIO, sintesi della ricerca

Evoluzione del ruolo e della funzione dei sistemi informativi

Per l’86% degli intervistati, la funzione dei sistemi informativi è una leva per l’eccellenza operativa dell’azienda e 3 manager su 4 sono convinti che la loro funzione determini valore attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Ancora: la funzione dei sistemi informativi contribuisce alla definizione della strategia aziendale (83%), supporta il cambiamento (76%) e accelera l’innovazione (73%).

Leggi anche:  Nuove Nomine in Extreme Networks

Le sfide e le priorità del CIO

Queste le sfide: ottimizzazione dei processi IT e sviluppo delle best practices (93%), razionalizzazione delle infrastrutture (91%), ottimizzazione della sicurezza (84%), implementazione di nuovi applicativi (83%), assumere la leadership dell’innovazione aziendale utilizzando le nuove tecnologie (83%).

I freni all’innovazione

L’innovazione è bloccata dagli alti costi e dall’assenza di budget dedicato (67%), dalla complessità degli applicativi esistenti in azienda (62%), dall’eccesso di tempo e di risorse necessarie per soddisfare le richieste quotidiane degli utenti interni (51%), dal fatto che l’azienda ancora non percepisca a pieno l’IT come un volano dell’innovazione. Il ricorso all’outsourcing è visto positivamente, con un impatto certo sullo sviluppo dell’innovazione, un miglioramento della qualità dei servizi e una riduzione dei costi.

Le priorità del prossimo anno

Per affrontare la crisi, il CIO deve contribuire a rafforzare il valore e il posizionamento dell’azienda sul mercato. In particolare, per l’82% il contenimento dei costi del sistema informativo si ottiene ottimizzando i servizi di supporto, diminuendo i costi di manutenzione degli applicativi e razionalizzando il patrimonio informativo (69%), standardizzando e ottimizzando le infrastrutture (67%). Il miglioramento dei tempi di sviluppo è un ulteriore obiettivo (52%).

Miglioramento della performace operativa

Per l’83% deve essere migliorato il livello di competenza interno, per il 73% la gestione e il controllo del portafoglio delle richieste e dei progetti, per il 72% va introdotta la standardizzazione dei processi di sviluppo e di produzione e vanno ottimizzati i livelli di servizio (72%).

Gli investimenti dei prossimi anni

Nel prossimo futuro, secondo i CIO gli investimenti si focalizzeranno principalmente sull’integrazione dei sistemi informativi (84%), sulla convergenza tra le applicazioni web e gli altri applicativi/reti esistenti (80%), sulle architetture orientate ai servizi (73%), sul consolidamento e sulla virtualizzazione delle infrastrutture (72%), sull’implementazione di soluzioni gestionali (63%).

Leggi anche:  Miroglio Fashion: Lorenzo Dovesi nuovo Chief Operations Officer

Le sfide delle risorse umane

Per garantire l’eccellenza operativa i CIO dovranno superare numerose sfide nell’ambito delle risorse umane, in particolare dovranno accrescere le competenze interne in materia di nuove tecnologie (75%) e affrontare le difficoltà legate alla gestione delle carriere (73%).

Le relazioni tra il CIO e il management aziendale

I CIO devono impegnarsi a supportare il Top Management nella definizione delle strategie di business, ma per questo deve migliorare la comunicazione con le funzioni operative (91%) e aumentare la visibilità dei servizi offerti, della loro performance e dei costi associati (77%); vanno, inoltre, definiti processi di comunicazione proattiva con il management (72%) e stilati “contratti di servizio interni” (49%).

Lo sviluppo sostenibile dei sistemi informativi

Per realizzare una politica aziendale improntata sul “green IT” non basta ridurre i consumi energetici (67%). Per il 95% degli intervistati bisogna innanzitutto partire dall’abbatimento della quantità di carta stampata, ma è importante anche la sostituzione dei componenti in un’ottica di riciclaggio (58%) e la scelta di fornitori rispettosi dell’ambiente (52%). Nel medio-lungo periodo si intravede la necessità di costruire edifici verdi (35%) valutando dell’impatto ambientale dei nuovi progetti (31%).

Gli investimenti IT nelle aziende italiane tra crisi e segnali di ripresa

I trend e le prospettive delineate nel Barometro CIO trovano conferma nello scenario economico italiano. Secondo NetConsulting, il momento di difficoltà vissuto dalle aziende tra ottobre 2008 e marzo 2009 ha determinato un forte taglio delle spese destinate all’IT.

Il mercato italiano ne ha sofferto più di altri, in quanto le imprese hanno interpretato l’IT come un costo da ridurre e non come un investimento per generare efficienza, e dunque il nostro Paese ha finito per aumentare il già notevole ritardo in fatto innovazione.

Leggi anche:  Enrico Frascari, nuovo Chief Executive Officer di H-Energy

Secondo le ultime stime, il mercato IT dovrebbe registrare un decremento del 5.9% in Italia nel 2009, con un andamento particolarmente negativo nell’hardware, per un rallentamento nel ciclo di sostituzione delle tecnologie installate, e nei servizi IT, per la riduzione del numero di nuovi progetti e del persistere del downpricing delle tariffe professionali.

Solo nel 2010 si vedrà una prima ripresa degli investimenti, che risulteranno determinanti se si vorrà uscire dalla crisi. Sarà dunque essenziale per le aziende italiane investire in innovazioni di prodotto e di processo, mirando a obiettivi sia di efficienza che di competitività sui mercati di riferimento. L’assegnazione di un ruolo di promotore e di regista dell’innovazione al CIO appare dunque non soltanto necessario, ma fondamentale.

“In realtà, spesso sono proprio i Top executive – ha confermare il prof. Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori ICT & Management della School of Management Politecnico di Milano – ancor più dei CIO stessi, ad aspettarsi un grande contributo dai colleghi dell’ICT a supporto dell’innovazione dei processi dell’impresa. Ma l’efficacia della relazione tra i CIO e i propri “colleghi”, basata su un modello di collaborazione pro-attiva, deve decisamente aumentare”.