Nel 2012, le PMI adotteranno la virtualizzazione più rapidamente delle grandi aziende

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Cresce l’adozione del cloud, ma rallenta i suoi ritmi, rivela una ricerca Acronis

Secondo una recente indagine condotta per conto di Acronis, le piccole e medie imprese (PMI) di tutto il mondo prevedono di adottare la virtualizzazione dei server nel 2012 a un ritmo più rapido rispetto alle aziende di fascia Enterprise. La ricerca ha identificato anche alcune problematiche diffuse proprio nelle PMI, relative in particolare a backup e disaster recovery. Nel frattempo, l’entusiasmo finora registrato verso le infrastrutture cloud è lievemente scemato, tornando più vicino alla realtà.

I manager IT di 6.000 PMI e di 18 paesi che hanno partecipato all’indagine Acronis Global Disaster Recovery Index 2012 prevedono che il 29% dei loro server diventi virtuale entro la fine dell’anno, con un tasso di crescita del 21%. La percentuale è più alta del 50% rispetto al ritmo registrato in un recente rapporto di Gartner che prevedeva un aumento dell’adozione della virtualizzazione del 14% nello stesso periodo.

Dati virtuali a rischio

Secondo l’indagine Acronis, le PMI italiane citano efficienza, flessibilità e velocità di implementazione come i principali fattori che promuovono la virtualizzazione dei server. Malgrado l’adozione pianificata delle macchine virtuali, la ricerca tuttavia ha identificato in Italia anche alcune problematiche relative a backup e ripristino d’emergenza, tra cui:

• Oltre la metà (57%) degli intervistati ammette di non eseguire il backup dei server virtuali con la stessa frequenza di quelli fisici

• Ben tre quarti (78%) eseguono il backup delle macchine virtuali solo settimanalmente o mensilmente

• Appena l’11% esegue il backup delle macchine virtuali su base giornaliera.

Sebbene le macchine virtuali facciano ottenere risparmi a breve ai reparti di backup e ripristino, i partecipanti al questionario affermano che il valore economico dei dati che risiedono nei server virtuali è quasi identico a quello dei dati conservati nei server fisici.

Commentando i risultati, Mauro Papini, country manager di Acronis Italia ha dichiarato: “Rendere virtuali i server è oggi un’attività più affidabile e facile per le PMI e pertanto l’elevato tasso di adozione della virtualizzazione non deve sorprendere. Poiché proteggere i dati è un requisito fondamentale e una best practice per qualsiasi azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni, il fatto che in realtà le macchine virtuali vengano trascurate è particolarmente deludente. In alcuni casi è come giocare alla roulette russa: se la fortuna non gli arride, le conseguenze della mancanza dei backup virtuali possono avere impatti estremamente negativi sull’attività aziendale.”

Il futuro nel cloud?

A proposito dell’adozione del cloud, la maggior parte delle organizzazioni (83%) dichiara di disporre di qualche forma di infrastruttura cloud, con un aumento del 13%. Come categoria specifica, il cloud rappresenta oggi circa il 19% di tutta l’infrastruttura IT. Di fatto oggi solo il 19% delle aziende utilizza il cloud, malgrado l’87% affermasse che l’utilizzo sarebbe aumentato durante il 2011. Le PMI hanno citato diverse ragioni per questo impiego del cloud inferiore al previsto, inclusi timori rispetto alla riuscita del ripristino dei dati in caso di emergenza, i rischi alla sicurezza e la mancanza di fiducia nei fornitori di servizi per il cloud.

Le previsioni per il 2012 sembrano molto più realiste: solo il 7% delle aziende italiane anticipa che oltre il 50% della propria infrastruttura IT sarà su cloud nel 2012. Le PMI affermano che l’adozione nel corso dell’anno sarà promossa dai seguenti tre fattori: costi operativi IT ridotti, spazio di storage aggiuntivo o flessibile, migliore conformità. Altri risultati relativi al cloud includono:

• L’impiego del cloud per il backup fuori sede è una scelta sempre più diffusa, con quasi la metà (47%) di aziende in Italia che ne fanno questo utilizzo specifico

• Solo un quarto (26%) si affida ancora all’approccio tradizionale che prevede ogni giorno il prelievo e il trasporto di nastri o dischi di backup in altra sede

• La metà (49%) degli italiani interpellati non dispone ancora di una strategia di backup offsite.