Retelit: la banda larga è servita

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Retelit: la banda larga è servita

Dopo anni di cospicui investimenti per creare una rete in fibra ottica che passa in prossimità di circa 5.000 comuni italiani e con un nuovo consiglio di amministrazione che vanta al proprio interno tutte le competenze che le hanno permesso di realizzare il piano industriale per il prossimo quadriennio, ora Retelit volge la propria attenzione anche a medie imprese e pubblica amministrazione

Se vogliamo essere onesti, dal punto di vista delle connessioni a larga banda l’Italia non è sicuramente messa bene. L’essere raggiunti dalla fibra ottica come utenti finali è ancora un privilegio per pochi e il vecchio caro rame non è certo in grado di reggere il confronto. Ma le esigenze ci sono e crescono.

Retelit è un’azienda quotata alla borsa di Milano. Si tratta di uno dei principali operatori italiani di servizi dati e infrastrutture per il mercato delle telecomunicazioni che dispone di oltre 7.500 km di fibra ottica, 8 reti metropolitane e 18 data center. Dal 30 ottobre dello scorso ha un nuovo consiglio di amministrazione. A presentarci le novità della nuova Retelit sono scesi in campo Gabriele Pinosa, presidente del Consiglio di Amministrazione, Mauro Tosi, presidente del Comitato Esecutivo, Enrico Mondo, direttore generale e Giuseppe Sini, direttore commerciale.

A iniziare è stato Gabriele Pinosa che ha voluto mettere in chiaro il nuovo assetto della società, che ha come importante membro di maggioranza della compagine societaria BUUSVAL SA – Libian Post, Telecommunication and IT Company (LPTIC) che detiene il 57,589% del pacchetto. A questa si affiancano SIIT – Sirti Spa (14,798%), Selin SPA – Van Den Hevel Holger (10,010%) HBC SPA – Site Spa (8,587%) e Pretto Alberto, imprenditore vicentino (4,601%). Retelit opera attraverso la società e-via che controlla al 100%.

Il nuovo board è composto per la maggior parte da figure che hanno specifiche esperienze e conoscenze del settore, il che ha permesso di poter realizzare il nuovo piano industriale 2014-2017 dell’azienda senza ricorrere all’esterno.

«Crediamo molto nella crescita del mercato italiano delle telecomunicazioni; le esigenze non mancano. Finora abbiamo rivolto la nostra attenzione solo a grandi realtà ma ora ci stiamo orientando, grazie anche all’offerta di nuovi servizi interattivi caratterizzati da un’elevata qualità di servizio, anche alle medie imprese e alla pubblica amministrazione. Siamo un’azienda nazionale, ma miriamo a internazionalizzarci. Il fatto di poter disporre di un’alleanza così forte con la nuova realtà della Libia ci dà la possibilità di guardare a un futuro che ci veda come ponte tra L’Europa e l’Africa».

Mauro Tosi ha quindi messo in luce il fatto che fino a oggi Retelit ha per la maggior parte dei casi fornito servizi ad altri operatori, ma non solo; sono stati scelti dal Dipartimento della Difesa Americano per collegare tra loro sedi italiane anche con sedi estere. Il fatto che la società sia uscita in perdita negli ultimi 10 anni è dovuto al fatto che si è trovata a dover ammortizzare i consistenti investimenti (circa mezzo miliardo di euro) richiesti per creare una rete che, contrariamente a quelle di altri operatori che le hanno sviluppate seguendo sopratutto le autostrade, si snoda seguendo per buona parte le statali, raggiungendo, o comunque passando molto vicino, a un elevato numero di centri abitati, con particolare attenzione alle città e alle aree di business.

L’obiettivo, ha tenuto a precisare Enrico Mondo, è quello di crescere, ma senza cambiare il DNA dell'azienda. Elemento di novità è indirizzare mercato business selezionato e PA per servizi che richiedono banda. Si prevede inoltre un’ulteriore crescita della rete in fibra ottica per operatori mobili con una progressiva sostituzione dei ponti radio con fibra ottica. Per questa ragione, a breve l’azienda avrà un nuovo punto di presenza a Francoforte e, in futuro, anche in altre grandi città europee. Nel frattempo Retelit è in grado di offrire reti anche internazionali, attraverso accordi con operatori esteri, al fine di fornire un’ampia gamma di servizi fino ad arrivare alle VPN gestite e non.