“EVADIMI”.COM

Da sempre gli smanettoni della Rete quando si sono trovati di fronte ad un qualsiasi strumento elettronico hanno visto la possibilità di sfidare le proprie capacità per cercarne, da una parte, tutte le debolezze e, dall’altra, di individuarne le potenzialità nascoste.
Le motivazioni che spingono taluni a cimentarsi in questo scenario fatto di circuiti e bit possono essere le più diverse: si va da quelle – forse più romantiche e tipiche dei soggetti più giovani – scaturenti dal senso di ribellione e protesta, dal desiderio di “cyber-fama” o dal semplice convincimento della libera diffusione del sapere a quelle meno sentimentali e più materiali quali il conseguimento di un profitto – talvolta anche economico -.

I risultati ottenuti, il più delle volte, vengono condivisi nella community di Internet, ove chiunque potrà sfruttarle a seconda delle proprie esigenze ed intenzioni.
Anche questa volta la storia, non viene smentita e di nuovo si ripropone: un nutrito gruppo di hacker – composto da dinopio, kroo, hdm/metasploit, drudge, NerveGas, pumpkin, davidc, rezn, dunham – ha individuato un’applicazione che donerà la felicità ai numerosi e appassionati utilizzatori di questi sistemi.

Raggirando le limitazioni imposte sugli apparati “iPhone” e “iPod touch”, sarà possibile ottenere un accesso illimitato alle risorse e guadagnare i permessi per l’installazione di software di terze parti.
A qualcuno verrà in mente che per l’attuazione di tale procedura sia d’obbligo una competenza di cui sono in possesso solo quei misteriosi – quanto mai geniali – personaggi, che celati dietro singolari acronimi e nomi, trascorrono intere nottate davanti a un monitor e una tastiera.

In questo caso, invece, non viene richiesta alcuna conoscenza o skill specifico, ma sarà sufficiente avere a disposizione qualche minuto da dedicare alle indicazioni riportate all’indirizzo Internet – www.jailbreakme.com -.
Nella home-page della risorsa web in questione è evidenziata la necessità di connettersi direttamente tramite il dispositivo interessato per poter procedere alle successive operazioni.
Avviato quindi il browser – Safari -, collegatisi al suddetto sito web, si rinverrà l’applicativo “Appsnap”.
Una volta eseguito questo comando avverrà l’installazione di installer.app.
Quest’ultimo non farà altro che consentire la gestione di ogni sorta di software sul supporto.
Qualora l’operazione abbia avuto buon esito, “Safari” dovrebbe chiudersi ed il terminale riavviarsi. A questo punto il gioco è fatto!
Tutto questo procedimento, che in apparenza avrebbe favorito esclusivamente gli utenti a discapito della nota casa produttrice della Silicon Valley, sembrerebbe, invece, aver reso un ben più importante servigio alla stessa “danneggiata”.

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La sicurezza del browser dell’impresa della mela avrebbe sofferto, infatti, di una vulnerabilità dovuta ad un sovraccarico del buffer nella gestione delle immagini TIFF. Questa falla veniva sfruttata dagli stessi hacker per avere accesso in lettura e scrittura sull’apparecchio.
L’”Appsnapp”, tra le altre caratteristiche, andrebbe a fissare questo bug, assicurando maggiore sicurezza al web-navigatore e risolvendo un non proprio piccolo problema all’azienda di Cupertino.
Viene quasi da pensare se gli hacker ne fossero a conoscenza….!