Chiusa la 48ma edizione di Smau

28/10/2011 | a cura di Redazione Data Manager Online

Riflettori puntati su app, tablet, Cloud computing e sulle sinergie tra pubblico e privato

a cura di Raffaela Citterio e Luca Bastia

Tre giorni in cui 52mila visitatori provenienti da tutta Italia, equamente suddivisi tra manager e utenti da un lato e addetti ai lavori dall’altro, hanno potuto toccare con mano le novità presentate dagli oltre 600 marchi Ict e partecipare a oltre 400 workshop e convegni: sono questi i numeri, più che soddisfacenti, con cui si è chiusa l’edizione 2011 di Smau, diventato, più che una fiera di settore, una piattaforma di relazione, come ama sottolineare l’amministratore delegato Pierantonio Macola, in cui tutti coloro che hanno a cuore le tematiche legate all’innovazione e allo sviluppo hanno modo di incontrarsi, discutere e confrontarsi. Il livello qualitativo raggiunto dalla manifestazione è testimoniato, tra l’altro, dal panel che ha animato il convegno di apertura: da una parte gli amministratori delegati di Cisco, IBM, Intel, Microsoft, SAP, Olivetti e Telecom Italia, dall’altra gli assessori regionali di Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Veneto e provincia Autonoma di Trento, senza dimenticare la partecipazione del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, a testimonianza della volontà di pubblico e privato di fare fronte comune per rilanciare la competitività dell’Italia nel mondo. A livello tecnico, la parte del leone è stata fatta da app, tablet e Cloud computing, tematiche a cui guarda con grande attenzione tutta la filiera di riferimento, dai produttori agli operatori di canale sino ad arrivare agli utenti finali. Temi che verranno ripresi anche durante le tappe di Smau Business 2012, il roadshow che toccherà Bari nel mese di febbraio, Roma a marzo, Padova a maggio e Bologna a giugno, per ritornare, come sempre, a Milano dal 17 al 19 ottobre 2012.

Microsoft, a tutto Cloud

Il processo di digitalizzazione delle imprese italiane negli ultimi anni ha fatto importanti passi avanti, ma è ancora ben lontano dall’essere completato, se è vero, come evidenziano stime di Microsoft, che su 4 milioni di piccole e medie imprese italiane solo circa la metà è informatizzata, e, di queste, solo il 10%, ovvero circa 200mila, ha al proprio interno una risorsa specializzata dedicata all’IT. Una situazione che potrebbe cambiare rapidamente nel momento in cui tutte le realtà imprenditoriali, anche le più piccole, quelle composte da poche persone che spesso, però, hanno clienti in tutto il mondo, capissero le enormi potenzialità offerte dal Cloud, inteso come nuova modalità di fruire di servizi It senza doversi necessariamente dotare di infrastrutture costose e complesse. Per accelerare questo processo, Microsoft ha deciso di mettere in campo una vera e propria squadra Cloud, presentata ufficialmente a Smau, capitanata da Silvia Candiani, che ha il compito di sviluppare il business, le strategie commerciali e marketing, i rapporti con il canale e la Corporate Social Responsibility della filiale italiana sia sul fronte business che consumer. Oltre al Cloud, il team continuerà a promuovere le tecnologie e le soluzioni già utilizzate da milioni di aziende e consumatori in Italia tra cui le piattaforme Windows Client, i servizi Internet e il browser, il mondo della produttività con Office, che comprende le soluzioni di collaborazione e comunicazione unificata, le tecnologie server, dal sistema operativo alla Buisness Intelligence, fino alla gestione dei sistemi e delle infrastrutture aziendali, senza dimenticare, naturalmente, le soluzioni gestionali della famiglia Dynamics. Oltre al nuovo team, Microsoft ha definito un piano articolato di attività e iniziative sul territorio volte a supportare clienti e partner in modo molto pragmatico. Un esempio è rappresentato da Microsoft BizSpark, programma globale pensato per accelerare il successo delle startup, che offre un accesso semplice e intuitivo alle versioni complete dei più recenti strumenti di sviluppo resi disponibili senza costi iniziali e con requisiti minimi. Il colosso di Redmond crede molto anche nei Bootcamp, eventi territoriali pensati per portare la nuova cultura del Cloud in tutta Italia. Da novembre, inoltre, parte l’iniziativa Microsoft Cloud Day, un giorno al mese dedicato alle Pmi in cui, presso il Microsoft Innovation Center, verranno illustrati in dettaglio i vantaggi della tecnologia e la facilità di adozione del Cloud computing. Un impegno a tutto tondo, insomma, teso a sostenere e promuovere una informatizzazione sempre più capillare, magari sulla nuvola, il modo migliore per restare competitivi in un mondo in cui chi si ferma è perduto.

Canon, puntare sui servizi

Smau non rappresenta solo la vetrina ideale per presentare prodotti di ultima generazione: sempre più spesso, infatti, le aziende si focalizzano anche sui servizi, che stanno diventando il vero tratto distintivo di qualunque tipo di offerta. È il caso, per esempio, di Canon, che ha deciso di investire in maniera sempre più massiccia in questa direzione. Anche a Smau la società ha voluto sottolineare questa strategia, presentando il nuovo Managed Print Service (Mps), un servizio di gestione parziale o totale delle soluzioni di stampa e documentali grazie al quale Canon è in grado di supportare aziende di ogni dimensione nella razionalizzazione e nell’ottimizzazione di questi asset in una logica di medio-lungo periodo, garantendo livelli di servizio (Sla) estremamente elevati. Il servizio Mps di Canon è articolato in cinque fasi: analisi, proposta, gestione, implementazione e revisione/miglioramento continuo. In pratica, dopo una valutazione congiunta con il cliente, viene costruita una proposta che include tutto l’hardware e il software occorrente per gestire al meglio i processi documentali e di stampa, un approccio omnicomprensivo che consente di avere ritorni concreti in termini di incremento dell’efficienza e riduzione dei costi, dai consumabili all’energia elettrica, come hanno avuto modo di constatare realtà del calibro dell’aereoporto di Francoforte e della stessa Fiera Milano, che già si avvalgono del servizio.

IBM rinnova server e storage. Nel mirino il Cloud

Una grande quantità di annunci hanno caratterizzato la presenza di IBM in Smau. Sono 55 le tecnologie nuove o aggiornate in ambito server e storage che Big Blue rilascia in questi giorni, ma, ovviamente, non sarà possibile elencarle tutte. Le novità sono la risposta concreta ai temi strategici dell’ICT: Big Data, Cloud computing, Business Analytics, sistemi ottimizzati e data center virtualizzati. Presentandole, Enrico Cereda, vice president Systems and Technology Group, ha voluto sottolineare come nella prima metà del 2011 quasi 1.500 aziende che hanno scelto di abbandonare piattaforme dei concorrenti per passare ai sistemi IBM. Tra le novità troviamo Db2 Analytics Accelerator, per inserire negli zEnterprise il datawarehouse Netezza (l’appliance si collega al database per accelerare i tempi di risposta di interrogazioni complesse) e gli Smart Analytics System 9700 e 9100 che utilizzano tecnologie innovative per fornire una soluzione di data warehouse e Business Intelligence end-to-end su IBM zEnterprise System. Un altro annuncio riguarda IBM Smart Analytics System 7710 basato su processore IBM Power7 e IBM Smart Analytics System 5710 basato su processore x86 sono sistemi all-in-one con server singolo, che forniscono servizi di business analytics e reporting più rapidamente, a un costo dimezzato rispetto alle soluzioni integrate precedenti.

Riguardo allo storage il sistema Storwize V7000 diventa Unified, unificando l'accesso ai dati di tipo file e block e prevedendo il movimento automatico dei file, basato sulle policy aziendali, verso il tipo di unità desiderato; mentre i sistemi a disco di classe enterprise System Storage Ds8000 Release 6.2 introducono prestazioni e migliori funzionalità di ottimizzazione della capacità per la gestione di carichi di lavoro più eterogenei.

Inoltre la tecnologia Power Security and Compliance (PowerSc) fornisce tool automatizzati per la sicurezza e la conformità degli ambienti virtualizzati. Annunciata anche Systems Director v6.3 che annovera migliorie in termini di prestazioni, scalabilità e usabilità, il tutto per una gestione semplificata dei sistemi ottimizzati.

In quanto al Cloud computing le novità riguardano: l’IBM Starter Kit for Cloud che offre gli elementi di base per creare Cloud privati su server IBM System x e Power Systems virtualizzati, la soluzione prevede l’inizializzazione e l’amministrazione semplificate per gli ambienti Cloud; lo zEnterprise Starter Edition for Cloud che propone un modello di distribuzione Cloud Infrastructure-as-a-Service “entry level” per Linux su System z con Tivoli Provisioning Manager, si presenta come un “Cloud in a box” chiavi in mano.

Poi sono stati lanciati nuovi servizi in ambito Cloud: SmartCloud Enterprise+ che fornirà agli Isv una Infrastructure-as-a-Service di classe “enterprise”, comprendente governance, amministrazione e controllo di gestione, diverse opzioni di sicurezza e isolamento incorporate nell’infrastruttura virtuale e nella rete e accordi sui livelli di servizio (SLA) realmente centrati sul business, che allineano la responsabilità IBM alle esigenze dell’azienda; IBM SmartCloud Application Services che supporterà lo sviluppo di applicazioni in Ccloud utilizzando una serie di strumenti sicuri e flessibili; IBM annuncia inoltre potenziamenti chiave all’IBM SmartCloud Enterprise esistente e introduce un’opzione “white labeling” per consentire ai partner di proporre il servizio IBM con il loro logo di riferimento. Infine IBM presenta anche SmartCloud Foundation, una famiglia di soluzioni che aiuta le aziende di tutte le dimensioni a progettare e realizzare con rapidità e facilità ambienti di Cloud privato, tra queste la soluzione IBM SmartCloud Entry, fornita da IBM Starter Kit for Cloud, di cui abbiamo accennato precedentemente, ma anche il sofware IBM SmartCloud Provisioning che offre un potente motore di provisioning e sistema di gestione delle immagini, per creare o “assegnare” dinamicamente macchine virtuali e IBM SmartCloud Monitoring che fornisce una maggiore visibilità delle prestazioni degli ambienti virtuali e fisici: risorse storage, rete e server.

Epson, ridurre le inefficienze

Il traguardo del miglioramento dell’efficienza operativa in azienda dovrebbe essere dato per scontato in tutte le aziende, in tutti i settori e in tutti i Paesi. Ma è realmente così? L’Epson Business Efficiency Report presentato a Smau risponde ni, nel senso che l’indagine, che ha coinvolto 500 aziende con più di 1000 dipendenti attive nelle cinque principali economie dell’Unione Europea (Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna), evidenzia come si possa fare molto di più di quanto non si stia già facendo. In effetti, la ricerca quantifica in 60 miliardi di euro il costo dell’inefficienza in Europa, di cui 8 in Italia: un aumento del 5% nell’efficienza porterebbe a una crescita dei ricavi del 4%, qualcosa come 31 miliardi di euro solo nel nostro Paese, e 300 a livello globale. È vero che, dove sono già state introdotte, le politiche di efficienza aziendale hanno contribuito a una riduzione media del 3% delle spese aziendali, ma è certo che diminuire ulteriormente gli sprechi è possibile, grazie all’adozione di tecnologie ICT di ultima generazione e alla ridefinizione dei processi per stimolare l’adozione di modelli organizzativi più efficienti. Epson, naturalmente, è in prima linea nel diffondere la cultura dell’efficienza sostenibile e nell’adottare comportamenti virtuosi, come il risparmio di risorse ed energia, la riduzione dei rifiuti, il riciclo, la riduzione dei viaggi aerei, il rinnovo del parco macchine e l’utilizzo di energie rinnovabili, oltre che, naturalmente, nel progettare, produrre e commercializzare soluzioni sempre più orientate all’efficienza, come testimoniano le soluzioni portate a Smau, tra cui spiccava la nuova gamma di stampanti business Epson WorkForce Pro, il cui valore di Total Energy Consumption (Tec) è tra i più bassi del mercato, nettamente inferiore a quello stabilito dal programma Energy Star.

PFU, l’evoluzione dello scanner

L’esigenza di digitalizzare e condividere i documenti è sempre più sentita, per cui il mercato degli scanner continua a essere un segmento interessante. Anch’esso, però, si evolve, come si è potuto vedere visitando lo stand di PFU Imaging Solution, la divisione Fujitsu dedicata a questo segmento che detiene una quota del 50% circa di questo mercato a livello mondiale grazie all’offerta di una vasta gamma di scanner documentali professionali, sia per uso personale che di gruppo, anche in ambienti di produzione ad alto volume. Oltre a proporre soluzioni sempre allo stato dell’arte, inoltre, la società fornisce servizi a corredo ad alto valore aggiunto, come una garanzia che può arrivare sino a 5 anni e la compatibilità dei prodotti di ultima generazione con quelli precedenti, in un’ottica di salvaguardia degli investimenti. Prodotti affidabili, robusti, flessibili e semplici da utilizzare, uniti all’elevata qualità dei servizi pre e post vendita spiegano dunque il successo che la società continua a registrare in ogni parte del mondo, Italia inclusa. A Smau, Pfu Fujitsu ha portato gli scanner della serie ScanSnap e mid-volume, arricchiti dalle nuove tecnologie scan-to-process e scan-to-Cloud, pensate per essere integrate in maniera trasparente negli ambienti networking e Cloud. Fiore all’occhiello della serie è il dispositivo portatile compatto ScanSnap S1100 che racchiude al suo interno una vera e propria piattaforma pronta a inserirsi in qualsiasi processo di lavoro, aumentandone la produttività e riducendo i tempi di lavoro. Grazie a un software proprietario, inoltre, è possibile gestire, modificare e organizzare i documenti acquisiti in modo semplice e veloce, al fine di integrarli nella suite di Office o direttamente nel Cloud, grazie all’applicazione Evernote integrata.

SAP: the winner is…

Una delle iniziative più creative presentate a Smau è sicuramente quella lanciata da SAP battezzata Fast-Start Contest. Si tratta di un concorso realizzato in collaborazione con i partner All in Team, Derga e IBM, che si pone l’obiettivo di sostenere gli imprenditori italiani nel processo di innovazione, mettendo in palio tre soluzioni gestionali SAP in modalità Fast Start. Il progetto si rivolge ad aziende italiane con un fatturato compreso tra i 10 e i 50 milioni di euro operanti nei settori manifatturiero, dei servizi professionali e del retail. Per aggiudicarsi gratuitamente uno dei tre sistemi gestionali messi in palio, i partecipanti devono candidarsi direttamente sul sito www.sap.com/italy/vincisap dal 19 ottobre al 25 febbraio 2012, dopo aver preso visione del regolamento completo. La giuria, composta da SAP, dai suoi partner, da un rappresentante di Smau e uno di Assolombarda, sceglierà quindi le imprese più meritevoli secondo criteri di solidità aziendale, propensione all’innovazione, attenzione alla sostenibilità e affidabilità del business.

Retelit, da servizi di rete a servizi basati sui data center

La società, nata tra il 1999 e il 2000 con il nome di ePlanet, quotata in Borsa dal 2000, assume l’attuale configurazione nel 2003 con l’acquisizione di eVia. Oggi dispone di 7.300 km di rete in fibra ottica, 19 data center sul territorio nazionale e ha un buon posizionamento nel mercato wholesale di operatori TLC che necessitano di infrastrutture e servizi di capacità trasmissiva ad alta velocità. Dal 2003 a oggi è cresciuta costantemente e, negli ultimi 3 esercizi, è su una media di 33-34 milioni fatturato; «dati i forti investimenti fatti nelle infrastrutture non siamo ancora la break even, ma ci arriveremo a breve, questo anche grazie all’accordo fatto con Linkem, che destina in affitto a Linkem il ramo d’azienda Wi-Max», spiega Giuseppe Sini, direttore commerciale di Retelit.

«Per aumentare il giro di affari – spiega il manager - ci stiamo indirizzando a un mercato adiacente alle TLC, quello dell’ICT, e i risultati sono estremamente positivi. Ci rivolgiamo in diverse direzioni. Verso system integrator e Var, che in questa fase tecnologica tendono a fornire servizi di Cloud e necessitano di infrastrutture (sistemi hardware, ma anche di rete e ad alta capacità) e traggono vantaggio anche dalla disponibilità dei data center in prossimità del territorio in cui operano. La territorialità diffusa dei nostri data center sono anche un vantaggio per i servizi di Disaster Recovery e Business Continuity, sempre più richiesti in ambito finance anche grazie alla Solvency II. Questo tipo di esigenza – prosegue Sini – ha incontrato la necessità di operatori di fascia alta interessati proprio alla possibilità di offrire soluzioni vicine territorialmente, requisito determinato da vincoli di legge relativi a distanze kilometriche rispetto alla sede principale, vincoli molto stringenti per garantire la sincronia delle applicazioni. Da qui sono nati grandi progetti che stiamo sviluppando. Capitalizzata questa esperienza, il nostro prossimo passo è formalizzare una sorta di soluzione di Disaster Recovery e Business Continuity».

Siete pronti da un punto di vista di infrastruttura a un allargamento del vostro mercato? «Dal punto di vista delle infrastrutture sì – risponde Sini -. Dobbiamo solo adeguare il nostro modello organizzativo orientandolo maggiormente al mercato dell’utilizzatore finale».

«Comunque – conclude il manager – i risultati già sono buoni: il 2011, in linea con le aspettative, dovremmo chiuderlo con circa 35 milioni di fatturato e un Ebitda di 9,2 milioni. Il nostro punto di arrivo – aggiunge – sarà proporre anche servizi di Cloud, IaaS PaaS e SaaS».

Una Smart Solution da Emerson Network Power

Le Smart Solutions, una famiglia di sistemi infrastrutturali intelligenti integrati per il data center, sono il risultato dell’unione delle migliori tecnologie e best practice del settore utilizzate da Emerson Network Power  e consentono una gestione a costi vantaggiosi della capacità di calcolo all’interno di data center. Le Smart Solutions comprendono SmartRow, SmartMod e SmartAisle. La prima fornisce un’infrastruttura data center stand alone che può ospitare dispositivi IT fino a 20kW in una configurazione multi-rack chiusa, con gestione integrata dell’infrastruttura, dell’alimentazione, del raffreddamento e dell’antincendioIl risparmio energetico secondo Emerson è dell’ordine del 30%. L’offerta SmartMod mette a disposizione un’infrastruttura intelligente ad armadio di rapida implementazione. Può essere utilizzata per aumentare la capacità di data center esistenti oppure come data center stand alone in siti remoti o in situazioni di disaster recovery. SmartAisle, infine, è un’infrastruttura row-based per data center sia nuovi che già esistenti. Un design modulare semplificato delle configurazioni consente di ridurre i costi dei dispositivi IT, ottimizzare l’uso dell’infrastruttura esistente e rendere nuovamente disponibili capacità di calcolo non utilizzate.

In Smau, Cristina Rebolini, IT & Distribution manager Liebert product Italy di Emerson Network Power, ci ha confermato che il raffreddamento per data center attualmente è un segmento vivace così come l’interesse per il Cloud da parte delle Pmi. Elementi che hanno portato un buon andamento di Emerson nell’ultimo esercizio fiscale che si è chiuso in crescita lo scorso settembre.

«La nostra offerta - ha spiegato Cristina Rebolini - si rivolge sia a grandi che piccole realtà così come sia alla Pubblica Amministrazione Centrale sia a quella Locale. Un segmento, quest’ultimo dove si stanno facendo delle belle cose, dove troviamo personale molto preparato. L’unico problema sono i pochi soldi a disposizione». Emerson Network Power opera attraverso grandi system integrator e alcuni vendor tra i quali principalmente IBM e Dell. «Il consolidamento in atto nei data center crea problematiche relative al calore e nuove opportunità per la nostra offerta», ha concluso Rebolini.

Avanade, public Cloud e non solo

Avanade, una società di consulenza ICT nata nel 2000 come joint venture tra Microsoft e Accenure, è presente in 26 Paesi, occupa circa 12mila professionisti nel mondo dei quali 600 in Italia (sedi Milano, Firenze e Roma); il mercato di riferimento sono i top client, in particolare il finance, le aziende di produzione e la Pubblica Amministrazione.

Ora nel mirino della società c’è anche il Cloud computing, tanto da aver formato un gruppo dedicato di cui Raffaele Sgherri è il responsabile per Europa, Africa e America Latina. Lo abbiamo incontrato in Smau.

Attualmente cosa chiede il mercato, di Cloud si parla solamente o c’è qualcosa di concreto? «È richiesto soprattutto a livello internazionale, anche in Italia c’è molto interesse e ci sono molti casi di successo che si stanno realizzando – esordisce Sgherri -. Quest’anno abbiamo fatto tre analisi approfondite di business case di public Cloud (per l’utilizzo di Office 365), mentre per quanto riguarda il private Cloud è un mercato già molto più evoluto, basato su System Center di Microsoft, che prima veniva installato per puro monitoraggio. Come Avanade Italia abbiamo fatto delle realizzazioni in Europa, almeno due grossi progetti in ambito finance, dei quali però non posso fare i nomi».

«Riguardo al Cloud pubblico – prosegue Sgherri - se quest’anno abbiamo fatto diversi studi, siamo certi che il prossimo anno alcuni si traducano in realizzazioni concrete. Negli Stati Uniti, invece, Avanade ha già chiuso una ventina di progetti nel 2011, noi contiamo di chiudere i primi in Europa tra non molto».

E nella PA come è visto il Cloud? «Il Cloud pubblico nella Pa è difficile in quanto legato alla sensibilità dei dati. Noi abbiamo lavorato molti anni, e continuiamo a operare, con Inps, ma su altri progetti».

«Attualmente – continua Sgherri - ci occupiamo prevalentemente della parte applicativa piuttosto che di infrastruttura, anche se questa componente intendiamo più che raddoppiarla in tre anni, in parte per il private Cloud e in parte per l’ottimizzazione interna e la virtualizzazione del desktop, che è un mercato che sta esplodendo ora».

Lo scorso anno, terminato a settembre, Avanade in Italia ha chiuso l’esercizio fiscale ben oltre le aspettative di budget, «oltre le due cifre percentuali e per l’anno in corso sta andando bene, abbiamo previsioni ci crescita sull’anno precedente che continuano a essere a due cifre. Durante l’esercizio appena concluso la crisi non l’abbiamo vista, infatti siamo anche passati da 550 a 600 addetti: non avevamo sufficienti persone per soddisfare le necessità di lavoro che avevamo. Ora stiamo anche estendo il raggio d’azione: per esempio abbiamo anche una persona che si occupa specificamente di mobilità, così come stiamo rafforzando la parte che si occupa di delivery e post-vendita poiché vogliamo intensificare la parte di vendita diretta», conclude Sgherri.

CRS e Neca, fiori all’occhiello di Lombardia Informatica

La presenza di Lombardia Informatica in Smau è stata caratterizzata principalmente dalle dimostrazioni di utilizzo della Carta Regionale dei Servizi in possesso di tutti i cittadini lombardi iscritti al Servizio Sanitario Regionale. La CRS è uno strumento per agevolare nel quotidiano il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini/imprese. Grazie al riconoscimento dell’identità dell’utente che la Carta Regionale dei Servizi garantisce, può essere utilizzata sia per l’accesso tradizionale ai servizi sia per la loro fruizione online. L’utente, richiesto il codice Pin della propria CRS, utilizzando un Pc con la connessione a Internet e un lettore di smart card, può fruire dei servizi amministrativi e sanitari online, nel pieno rispetto della privacy.

Pezzo forte della presenza di Lombardia Informatica in Smau era la postazione relativa al Negozio Elettronico della Centrale Acquisti di Regione Lombardia, il Neca, che permette alle oltre 1.600 Pubbliche Amministrazioni lombarde di acquistare online i beni e i servizi regolati dalle convenzioni stipulate dalla Centrale Regionale Acquisti. Tutto il processo di acquisto, dal contratto al tracking fino alla consegna, è gestito dal sistema.

Il Negozio Elettronico, operativo da dicembre 2009, oggi ha 61 convenzioni attive. L’utilizzo del Negozio Elettronico si sta progressivamente diffondendo: a oggi, si contano 73 Enti utilizzatori e sono stati emessi ordinativi per un controvalore di oltre 50 milioni di euro.

L’utilizzo del Negozio Elettronico permette quindi di dematerializzare l’intero processo d’acquisto previsto nelle convenzioni stipulate dalla Centrale Regionale Acquisti, consentendo alle Amministrazioni di effettuare online, con maggiore efficienza e rapidità: emissione dell’ordinativo di fornitura firmato digitalmente da parte del punto ordinante; emissione delle richieste di consegna associate all’ordinativo di fornitura emesso da parte sia del punto ordinante che del punto istruttore sulla base dell’ufficio virtuale creato da ciascun ente. Il tutto si traduce in maggiore efficienza, maggiore controllo e minori costi.

Oracle, da San Francisco a Milano

Tutti gli annunci che Oracle ha presentato all’Open World di San Francisco sono stati il filo conduttore delle presentazioni della società in Smau.

Per quanto riguarda la componente hardware Oracle ha lanciato la nuova gamma di server Sparc T4, contraddistinta dal maggiore incremento di performance mai registrato nella storia dei processori Oracle Sparc. I nuovi sistemi con Oracle Solaris, sostiene Oracle, garantiscono performance senza paragoni ed economics da record; ideali per qualsiasi tipologia d’azienda. Sono eccellenti, riferisce Oracle, sia sui carichi di lavoro mission-critical single-threaded che sui carichi a elevata concorrenza, permettendo di consolidare più tier applicativi su un unico server riducendo le complessità e migliorando l'efficienza di utilizzo. Inoltre i server Oracle Sparc T4 integrano virtualizzazione, sicurezza e thread dinamici.

Le novità ci sono anche in ambito Cloud con Oracle Public Cloud, un set di servizi best-in-class integrati che fornisce ai clienti l’accesso self-service, tramite abbonamento, a Oracle Fusione Applications, Oracle Fusion Middleware e Oracle Database, completamente gestiti, ospitati e supportati da Oracle. Anche nel segmento social network è stato annunciato Oracle Social Network, uno strumento di social networking e collaborazione per il business aziendale che consente agli utenti di individuare e collaborare con le persone giuste sia all’interno della propria organizzazione che tra le organizzazioni.

Per le Pmi Oracle ha presentato Oracle Database Appliance, una database machine caratterizzata da semplicità di utilizzo, accessibilità economica ed elevata disponibilità realizzata con Oracle Database 11g Release 2 e Oracle Real Application Clusters su cluster server Sun Fire a due nodi con Oracle Linux. Oracle Exalytics Business Intelligence Machine è invece un sistema hardware e software ingegnerizzato per rendere più veloci che mai le Analytics.

Key SecurePc, portabilità e sicurezza

Usb 3.0, memoria allo stato solido fino a 256 Gb, sistema operativo Linux, tutti i software tipo Openoffice, un emulatore Windows, machine virtuali, partizioni, il tutto con encryption AES 256, la più elevata. Queste le caratteristiche principali di Key SecurePc dell’omonima società.

«È un sistema che io definirei rivoluzionario, ma che mette insieme una serie di tecnologie esistenti», afferma Giuseppe Verrini, vice president sales & marketing di Key SecurePc, che abbiamo incontrato in Smau.

Perché bisognerebbe prendere questo prodotto? «È importante avere un Pc così ridotto da portarselo in tasca (le dimensioni sono cm 9,5x3,5x1,2 – ndr). La vera mobilità è avere il proprio ambiente di lavoro disponibile in qualsiasi momento – risponde Verrini -. È un plus ritrovare il proprio ambiente di lavoro su qualsiasi computer (senza peraltro lasciare traccia del proprio operato sul Pc ospite). Non solo: si possono riutilizzare vecchi Pc, ridandogli la vita. E poi non è necessaria nessuna sincronizzazione perché si è sempre in possesso dell’ultima versione che si è utilizzata. Si può navigare sulla rete, ma non rimane traccia di quello che si fa. E anche in caso di smarrimento o di furto i dati sono inutilizzabili, poiché la sicurezza è massima. In due parole: mobilità con sicurezza». In Italia, spiega verrini, ci sono delle leggi che obbligano alcune categorie professionali come avvocati, notai e commercialisti ad avere la criptatura e il wiping nel proprio ambiente di lavoro e con Key SecurePc c’è l’encryption AES 256 e si ha la possibilità di fare wiping in tre minuti; «chi deve mantenere dei dati riservati e contemporaneamente ha necessità di mobilità, trova in questo strumento la risposta adeguata». È un dispositivo che ha una vastissima area di applicazioni, spiega il vice president, oltre i professionisti, anche all’interno delle aziende alcuni dipartimenti hanno necessità di grande sicurezza, «come per esempio la ricerca e sviluppo o il marketing, che in fase di lancio di prodotto non vuole rischiare che le informazioni girino in anticipo».

Esiste anche una chiavetta identica, che è solo hardware (non contiene il s.o. e i softwar) che serve da backup.

Non si scontra contro la diffusione del tablet? «Il tablet ha il medesimo problema del Pc per quanto riguarda la sicurezza dei dati. Comunque nella nostra rod map abbiamo previsto anche delle versioni per tablet», precisa Verrini. La società è nata due anni fa da un’idea di Niki Grauso sviluppata con l’ausilio di diversi laboratori di ricerca con una sede a Cagliari, una a Roma e una a Cupertino, negli Usa, «dove produciamo l’hardware, per avere una qualità elevata, tanto che forniamo due anni di garanzia sul prodotto».

«Le prime versioni del prodotto sono uscite a maggio, io sono entrato in Key SecurePc a settembre. Il prodotto mi è piaciuto molto, come molto mi ha stuzzicato l’opportunità di portare una tecnologia italiana all’estero. A me piacciano le sfide» dice Verrini. Verrini racconta anche di diverse trattative in corso con importanti player; il modello di distribuzione è quello tipico tier 2, distributore e reseller, «ma stiamo parlando anche con system integrator e software house».

Che obiettivi vi siete posti? «Prima di tutto andare subito in break even, il prossimo trimestre. Per l’anno prossimo abbiamo obiettivi ambiziosi (alcuni milioni di euro già nel 2012) che prevedono anche un forte utile e di iniziare le vendite anche all’estero (prima di tutto l’Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e America Latina – Brasile, Perù e Argentina -, abbiamo trattative avanzate per l’area Middle East e Africa e Medio Oriente)». Nel caso le richieste arrivino da tutte queste country siete pronti a soddisfare le eventuali richieste? «Sì siamo già pronti ad “aprire i rubinetti” giusti a seconda del livello di richieste. Io sono molto fiducioso», conclude Verrini.

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