LA CLASSIFICA TOP100 SOFTWARE E SERVIZI 2011

28/11/2011 | a cura di Redazione Data Manager Online

A cura di IDC Italia: Sergio Patano e Luca Ghinelli


La Classifica delle TOP100 Software e Servizi professionali IT può essere analizzata innanzitutto dalla prospettiva della concentrazione del mercato; come già emerso nelle scorse edizioni, il fatturato prodotto dal totale delle società presenti in Classifica si concentra in modo molto alto nel ristretto gruppo delle grandissime compagnie multinazionali (Tab. 1, Fig. 1). Le società con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro, che occupano i primi cinque posti della Classifica, rappresentano infatti complessivamente il 40% dei ricavi prodotti dal totale delle 100 società. La presenza di una forte concentrazione può essere verificata anche dal punto di vista delle società più piccole. Le società con ricavi inferiori a 100 milioni di euro sono infatti molto più numerose e costituiscono oltre i tre quarti delle aziende presenti in Classifica: tuttavia la somma complessiva dei loro fatturati rappresenta solo poco più di un quarto del fatturato prodotto dal totale delle 100 società.

Analizzando nel dettaglio le prime posizioni della Classifica si osserva che anche quest'anno IBM si è confermata al primo posto, unica società con un fatturato superiore al miliardo di euro; IBM mantiene dunque il suo primato anche se con un calo del 2% dei propri ricavi rispetto all'anno precedente. Stessa posizione anche per Hewlett-Packard Italiana che, nonostante una diminuzione nel proprio fatturato Software e Servizi, conferma il secondo posto dell'anno precedente.

Per quanto riguarda invece la terza posizione si registra il sorpasso di Microsoft ai danni di Accenture: entrambe hanno riscontrato una crescita rispetto all'anno precedente, tuttavia Microsoft grazie a un +7,3% riesce a passare al terzo posto, diminuendo inoltre sensibilmente il distacco rispetto al secondo posto della Classifica. Scende dunque al quarto posto Accenture, pur con un fatturato Software e Servizi in crescita del 3,9% rispetto all'anno precedente. L'insieme delle società con un fatturato Software e Servizi superiore a 500 milioni di euro si completa con Gruppo Engineering, che supera il muro dei 700 milioni grazie a una crescita del 6,4% rispetto all'anno precedente.

Le cinque società appena analizzate hanno un fatturato Software e Servizi che vale complessivamente oltre 5 miliardi di euro: come già detto in precedenza, si tratta del 40% circa dei ricavi totali prodotti dalle 100 aziende presenti in Classifica. Le società con un fatturato compreso tra i 100 milioni di euro e i 500 milioni di euro sono invece 17, in calo rispetto alle 20 della Classifica 2010, e rappresentano il 33% del totale dei ricavi prodotti dalle 100 società. Questo dato è molto interessante perché conferma una tendenza alla concentrazione che è in corso già da qualche anno: basti pensare che nella Classifica 2009 le aziende presenti in questa fascia erano addirittura 23.

Analizzando l'insieme delle società con un fatturato Software e Servizi compreso tra 100 e 500 milioni di euro si nota una sostanziale stabilità rispetto alla Classifica 2010; l'unica variazione per quanto riguarda le prime 10 posizioni è data da Oracle Italia, che è salita fino al numero 8 in seguito al consolidamento, a partire dall'anno 2010, del fatturato di Sun Microsystems, acquisita nel 2009. Allargando l'analisi alle prime 20 posizioni, va inoltre sottolineato il balzo di EMC che, grazie a una crescita del 10,8%, ha addirittura scalato cinque posizioni arrivando fino alla 18. Hanno inoltre registrato un'ottima performance con crescita in doppia cifra Reply e Bassilichi, e anche Gruppo Zucchetti, Capgemini Italia e TeamSystem hanno avuto un aumento superiore all'8% del proprio fatturato Software e Servizi rispetto all'anno precedente.

Le società con un fatturato Software e Servizi inferiore a 100 milioni di euro sono infine 78, in lieve aumento rispetto alle 75 della Classifica 2010; questo gruppo rappresenta il 27% del totale dei ricavi prodotti dalle 100 società. Analizzando in dettaglio le posizioni più alte di questo gruppo si notano immediatamente dati contrastanti per quanto riguarda l'andamento dei ricavi rispetto all'anno precedente. Accanto infatti a performance estremamente positive, come quelle di Dedagroup ICT Network e Gruppo Scai, i cui fatturati Software e Servizi sono cresciuti di oltre il 15%, si osservano prestazioni molto negative, come quelle di Infracom, T-Systems Italia ed Elmec Informatica, che hanno accusato un calo di oltre il 15%. Per quanto riguarda Infracom, i valori di bilancio 2010 riportati in classifica recepiscono già la cessione di Infracom IT SpA.

È possibile a questo punto analizzare in modo dettagliato le dinamiche e l'andamento dei fatturati Software e Servizi rispetto alla Classifica 2010 (Fig. 2); occorre premettere però che questo tipo di analisi può essere fatta solo sulle 93 società che hanno dati disponibili su entrambi gli anni di riferimento. Il primo dato che deve essere sottolineato è quello relativo alle società che hanno avuto una diminuzione del proprio fatturato Software e Servizi: si tratta di 31 casi, in deciso miglioramento rispetto ai 54 casi della Classifica 2010. Questo dato indica un generale miglioramento nelle performance delle società che si spiega con gli effetti della parziale ripresa della congiuntura economica sul mercato IT. Spostando l'attenzione sulle società in crescita, si osserva che circa la metà delle aziende della Classifica ha registrato un aumento fino al 10% del proprio fatturato Software e Servizi; 5 società hanno avuto una crescita compresa tra il 10% e il 15% e infine altre 5, particolarmente virtuose, hanno registrato un aumento superiore al 15% del proprio fatturato Software e Servizi.

La Classifica Software (Tab. 2, Fig. 3) conferma la tendenza alla concentrazione già osservata in precedenza a livello generale: il fatturato Software prodotto dalle società presenti nelle prime quattro posizioni vale infatti oltre il 57% dei ricavi totali rilevati all’interno di questa Classifica. Analizzando le società nelle prime posizioni si osserva una sostanziale stabilità rispetto alla Classifica 2010: Microsoft mantiene il primo posto, in virtù di un fatturato Software di oltre 800 milioni di euro, e alle sue spalle si conferma IBM, pur con un distacco superiore all'anno precedente. In terza posizione sale Oracle Italia, grazie al consolidamento già visto in precedenza del fatturato di Sun Microsystems a partire dall'anno 2010, scavalcando così SAP Italia che scende al quarto posto. Le posizioni seguenti rimangono stabili rispetto alla Classifica 2010, con l'eccezione di EMC che, grazie alla crescita già vista in precedenza, riesce a superare Hewlett-Packard Italiana portandosi in nona posizione.

Per quanto riguarda l'insieme delle società con un fatturato Software compreso tra 50 e 500 milioni di euro, è interessante notare che la loro numerosità è rimasta invariata rispetto alla Classifica 2010, ma il peso dei loro fatturati rispetto ai ricavi totali rilevati all’interno di questa Classifica è aumentato ancora, seppur non in modo significativo, rispetto all'anno precedente. Quest'anno infatti il fatturato Software complessivo generato dalle società con ricavi superiori a 50 milioni di euro ha un peso pari al 78% dei ricavi totali rilevati all’interno della Classifica Software, mentre nella Classifica 2010 questo valore arrivava al 76%. Ciò conferma dunque la tendenza a una progressiva concentrazione del mercato nelle mani degli operatori più grandi. Per quanto riguarda i nomi italiani, all'interno di questo gruppo troviamo Gruppo Zucchetti, TeamSystem, Gruppo Engineering e Sistemi: il fatturato Software di queste società vale complessivamente poco più del 12% del totale dei ricavi rilevati all’interno di questa Classifica.

L'insieme delle società con un fatturato Software inferiore a 50 milioni di euro è infine il più numeroso: tuttavia il fatturato delle 70 società che lo compongono vale complessivamente solo il 22% del totale dei ricavi rilevati all’interno di questa Classifica, in diminuzione rispetto al 24% dell'anno precedente. Questo elemento costituisce un'ulteriore dimostrazione del processo di concentrazione in atto tra gli operatori del mercato IT. In questo aggregato troviamo sia Solution Provider e Società di Servizi che integrano l’offerta di Servizi professionali con prodotti Software prevalentemente di terzi, sia Software Vendor/ISV tradizionali che fanno del Software il proprio core business in aree quali applicazioni gestionali, Erp, Cad/Cam, Business Intelligence, Document Management.

La Classifica Servizi professionali IT (Tab. 3, Fig. 4) si discosta dalle precedenti per quanto riguarda il livello di concentrazione del mercato; inoltre, a differenza della Classifica Software, in questo caso è possibile trovare grandi società italiane che, grazie a un elevato grado di specializzazione della propria offerta, riescono a occupare le prime posizioni. Il fatturato Servizi professionali IT prodotto dalle società con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro vale il 39% dei ricavi totali rilevati all’interno di questa Classifica: questo valore è superiore al 38% riscontrato nella Classifica 2010 e indica che le grandissime società stanno aumentando il proprio peso all'interno di questo mercato. IBM conferma il primo posto, in virtù di un fatturato Servizi professionali IT di oltre 1 miliardo di euro; come nella Classifica 2010, alle sue spalle si confermano Hewlett-Packard Italiana, Accenture e Gruppo Engineering.

Per quanto riguarda l'insieme delle società con un fatturato Servizi professionali IT compreso tra 50 e 500 milioni di euro, è interessante notare che la loro numerosità si è ridotta rispetto alla Classifica 2010, e di conseguenza è diminuito anche il peso dei loro fatturati rispetto ai ricavi totali rilevati all’interno di questa Classifica, che è passato dal 46% al 44%. Invariato è il dato del fatturato medio di queste aziende, che anche quest’anno si attesta sui 140 milioni di euro. Tutto ciò indica un lieve ridimensionamento delle società appartenenti a questa fascia, che faticano a sfruttare i processi di concentrazione in atto così come invece fanno le aziende più grandi. Per quanto riguarda i nomi italiani, al quinto posto si conferma Elsag Datamat (ora Selex Elsag); alle sue spalle troviamo poi Almaviva, Sia, Reply, Value Team, Bassilichi e Cedacri, tutte con un fatturato Servizi professionali IT di oltre 200 milioni di euro.

L'insieme delle società con un fatturato Servizi professionali IT inferiore a 50 milioni di euro è infine il più numeroso: il fatturato delle 66 società che lo compongono vale complessivamente il 17% del totale dei ricavi rilevati all’interno di questa Classifica, in aumento rispetto al 16% dell'anno precedente. Ciò si può probabilmente collegare all'analisi condotta in precedenza sul ridimensionamento delle società con un fatturato Servizi professionali IT compreso tra 50 e 500 milioni di euro: società come per esempio Ocè Italia e Data Management hanno un fatturato Servizi professionali IT di poco inferiore a 50 milioni di euro, mentre nell'anno precedente si trovavano tra le aziende con un fatturato compreso tra 50 e 500 milioni di euro. Dunque l'ampliamento dell'insieme delle società più piccole può giustificare l'aumento del peso dei loro fatturati complessivi, che apparirebbe altrimenti in contrasto con il generale processo di concentrazione del mercato IT.

La Classifica delle TOP100 Software e Servizi professionali IT può essere analizzata anche dal punto di vista della ripartizione tra i differenti segmenti di mercato della clientela, che si distribuiscono secondo queste quote: Industria 19%, Finanza 30%, Pubblica Amministrazione 19%, Commercio 9% e Servizi 23% (Fig. 5, Tab. 4). Dal punto di vista della concentrazione del mercato appare evidente che, seppure con differenze specifiche a seconda dei diversi segmenti, le grandi società multinazionali siano di fatto dominanti rispetto a tutte le altre. Il confronto di questo dato con quello relativo all'anno precedente mostra un'evoluzione molto chiara in direzione di una concentrazione sempre più spinta: nella Classifica 2011, infatti, in ognuno di questi settori la metà circa del fatturato totale è generata solamente dalle prime cinque società, che nella Classifica 2010 coprivano invece in media solamente il 40% circa di ogni settore (Fig. 6).

Nella Classifica delle società attive sul mercato dell’Industria (Tab. 5), il peso delle aziende ai primi 10 posti sull'intero mercato è di quasi il 60%; IBM si conferma al primo posto come nell'anno precedente, con un fatturato Software e Servizi professionali IT di circa 319 milioni di euro, mentre alle sue spalle si porta Microsoft, che scavalca Accenture, lasciandola in terza posizione. Entrambe hanno un fatturato di oltre 200 milioni di euro.

Nella Classifica delle società attive sul mercato della Finanza (Tab. 6), il peso delle aziende ai primi 10 posti sull'intero mercato è di quasi il 70%; IBM si conferma al primo posto come nell'anno precedente, con un fatturato Software e Servizi professionali IT di circa 640 milioni di euro, mentre alle sue spalle si porta Accenture, che scavalca due posizioni facendo scivolare SIA al terzo posto e Hewlett-Packard Italiana al quarto. Queste tre società hanno ognuna un fatturato di oltre 300 milioni di euro.

Nella Classifica delle società attive sul mercato della Pubblica Amministrazione (Tab. 7), il peso delle aziende ai primi 10 posti sull'intero mercato è di oltre il 70%; IBM si conferma al primo posto come nell'anno precedente, con un fatturato Software e Servizi professionali IT di circa 399 milioni di euro e, alle sue spalle, mantiene la seconda posizione Hewlett-Packard Italiana, anch'essa con un fatturato di oltre 300 milioni di euro.

Nella Classifica delle società attive sul mercato del Commercio e Distribuzione (Tab. 8), il peso delle aziende ai primi 10 posti sull'intero mercato è di quasi il 75%; Almaviva è al primo posto, con un fatturato Software e Servizi professionali IT di circa 216 milioni di euro, e alle sue spalle si trovano Microsoft, con un fatturato di circa 176 milioni di euro, e Gruppo Zucchetti, con un fatturato di circa 79 milioni di euro.

Nella Classifica delle società attive sul mercato dei Servizi (Tab. 9), il peso delle aziende ai primi 10 posti sull'intero mercato è di oltre il 60%; Accenture si conferma al primo posto come nell'anno precedente, con un fatturato Software e Servizi professionali IT di circa 289 milioni di euro, mentre alle sue spalle si porta Microsoft, che scavalca Hewlett-Packard Italiana, lasciandola in terza posizione. Entrambe hanno un fatturato di oltre 200 milioni di euro.

 

Il mercato dei Servizi professionali IT in Italia

La pesante contrazione della spesa IT del 2009 a seguito della crisi economica cominciata nel 2008, ha continuato a fare sentire i suoi effetti anche nel corso del 2010, che ha chiuso l'anno con una riduzione di due punti percentuali.

Tale risultato, pur indicando che le imprese italiane continuano a riscontrare delle difficoltà nel trovare i fondi necessari per l'innovazione tecnologica, sottolinea se non altro un'inversione di tendenza.

I motivi che sottendono a tale trend sono molteplici, i più significativi possono essere così riassunti:

  • Le aziende sono arrivate a un livello tale di investimenti che l'ulteriore riduzione del budget IT comprometterebbe il buon funzionamento dell'intera infrastruttura informatica, compromettendo di conseguenza anche l'operatività stessa dell'azienda;
  • Le aziende hanno continuato il processo virtuoso di razionalizzazione e consolidamento dei propri apparati IT, al fine di contenere i costi e rendere più agile e snella la propria infrastruttura IT, in grado in questo modo di assecondare e sostenere le mutevoli esigenze del business.

Tali considerazioni sono ben evidenziate dai trend dei vari segmenti di mercato.

La componente Hardware infatti registra una situazione di sostanziale stabilità, con un calo dell'1% nel 2010 sulla spesa effettuata nel 2009. Questo sottolinea come gli investimenti si siano più che altro concentrati sulla sostituzione di un parco installato ormai divenuto obsolescente e non più gestibile e contemporaneamente sull'implementazione di soluzioni di consolidamento e virtualizzazione, che hanno ridotto di molto la necessità di acquistare un numero di macchine crescente.

Direttamente conseguente a tale trend è la crescita del mercato Software (+3,9% rispetto al 2009) su cui certamente la vendita di software abilitante le soluzioni cui abbiamo accennato precedentemente (Virtualizzazione e Consolidamento) svolge un ruolo importante.

Per quanto concerne invece il mercato dei Servizi professionali IT, proprio in virtù del fatto che tale segmento di mercato è caratterizzato da contratti pluriennali, ha cominciato a subire in ritardo degli effetti della crisi economica e, di conseguenza, è anche quello su cui gli effetti di una ripresa o comunque dell'inversione di tendenza degli investimenti si faranno sentire con un ritardo maggiore rispetto ai segmenti Hardware e Software.

Il mercato dei Servizi professionali IT infatti ha chiuso il 2010 con una contrazione degli investimenti pari al -5,1% rispetto agli investimenti del 2009. In termini assoluti tale calo corrisponde a circa 560 milioni di euro di investimenti in meno effettuati dalle imprese italiane nel 2010 in questo segmento, portando il valore totale a 10,5 miliardi di euro.

A differenza di quanto evidenziato nella scorsa edizione della Classifica, dove affermavamo che erano soprattutto alcune tipologie di servizi ad avere subito maggiormente l'effetto recessivo della contrazione degli investimenti (Formazione IT, Hardware deployment and Support, Network Consulting and Integration), mentre per altri gli effetti non si erano ancora manifestati con tale intensità o avevano fatto registrare addirittura crescite, seppur minime, il calo registrato nel corso del 2010 ha investito in pieno tutti i sottomercati che costituiscono il macro mercato dei servizi professionali IT.

La categoria che più di tutte ha subito una contrazione degli investimenti è quella dei servizi di deployment and support sia Hardware sia Software che sono calati di oltre 7 punti percentuali rispetto al 2009.

La mancanza di investimenti, e quindi il ritardo o la cancellazione del lancio di nuovi progetti, ha avuto pesanti ripercussioni anche sui servizi di consulenza IT che sono calati del -6,2%, passando dai 755 milioni di euro del 2009 a poco più di 700 milioni di euro del 2010.

Discorso a parte deve invece essere fatto per i servizi di Outsourcing, che comprendono anche le attività di Hosting tanto infrastrutturale quanto applicativo. Tale mercato passa da un valore di 3,7 miliardi di euro del 2009 a 3,2 miliardi di euro del 2010, con un calo complessivo, anche se con andamenti differenti per le varie componenti, del -4,9%.

Su tale mercato pesa innanzitutto il forte incremento del potere contrattuale, in fase di contrattazione e rinnovo, da parte degli end-user nei confronti dei provider di servizi. In molti casi, i services provider hanno preferito assecondare le richieste di maggiori "sconti" pur di mantenere un cliente in un contesto in cui diversi end-user cancellavano commesse o le riducevano alle sole attività manutentive, tralasciando quelle di sviluppo.

Inoltre su tale mercato sta pesando molto la trasformazione che l'industria informatica sta subendo da qualche anno e che in Italia sta facendo vedere i suoi effetti soprattutto nell'ultimo paio d'anni: il Cloud computing.

Il Cloud è un fenomeno che promette – e ha tutte le caratteristiche per mantenere queste promesse – di rivoluzionare il modo di fruire l'informatica, trasformando tutto in servizio: l'ormai noto Everything-as-a-Services, che si declina a livello infrastrutturale con l'Infrastructure-as-a-Services, a livello applicativo con l'Application-as-a-Services, a livello di piattaforma con il Platform-as-a-Services.

Le aziende stanno guardando con molta attenzione a tale fenomeno, in quanto intravedono in esso la possibilità di trasformare il mix della propria spesa IT, riducendo la parte dedicata alla manutenzione e incrementando invece quella dedicata allo sviluppo, al fine di allineare sempre più l'IT con le esigenze del business. Accanto a tale interesse pesa però il timore di una soluzione che alcuni utenti considerano ancora non matura e che presenta dei punti da chiarire per quanto riguarda per esempio la sicurezza dei dati e la localizzazione delle informazioni, che potrebbe in alcuni casi violare le normative sulla privacy per "l'espatrio" di dati sensibili.

Analizzando i servizi Business-oriented quali il Bpo e i servizi di Business Consulting, si osserva come, a differenza dei servizi più prettamente IT, la ripresa è già cominciata. Entrambi i mercati hanno infatti fatto registrare una crescita dell'1,5%, con un incremento previsto per il 2011 superiore al 4%.

Sempre in previsione futura, l'incertezza politica ed economica che sta caratterizzando l'Italia nell'ultimo anno, ha contribuito a fare slittare in avanti la ripresa degli investimenti in servizi IT. Il 2011 per IDC è un ulteriore anno di contrazione della spesa (-1,3%). Il fenomeno di transizione e consolidamento vedrà il suo compimento solo a partire dal 2012, anno per il quale è prevista una crescita sostanzialmente piatta (+0,5%), mentre sarà solo a partire dal 2013 che la spesa in servizi IT tornerà a crescere (+1,6%), trascinata dalla ripresa degli investimenti nei sottomercati della System Integration e dell'Outsourcing.

 (Fig. A, Fig. B)

 

Il mercato del Software in Italia

Il 2010 ha rappresentato un anno di ripresa dalla brusca frenata del 2009 con una crescita YOY (Year Over Year) che si attesta attorno al 3,9%, in misura più o meno uniforme tra i diversi comparti della componente Software, quindi sia per quanto riguarda le applicazioni, le piattaforme che il livello del Software infrastrutturale.

Nel 2010 il settore del Software si attesta a poco più di 4,5 miliardi di euro con un delta rispetto all'anno precedente di circa 170 milioni di euro.

Da un esame di maggiore dettaglio delle componenti della crescita si osserva la seguente scomposizione del trend Software:

  • Oltre il 40% della crescita è riconducibile allo sviluppo del comparto legato al middleware e alle piattaforme, il cosidetto Application Development and Deployment Software, che con un tasso di crescita del 3,8% rappresenta la quota principale dell'attività Software nell'ultimo anno.
  • Circa il 32% della crescita è riferibile al segmento del Software infrastrutturale, che si rivela il segmento a maggior tasso di sviluppo, con un tasso di crescita di circa 4,3%, a ulteriore conferma che la ripresa del settore avviene sotto il segno di un complessivo rinnovamento a livello tecnologico.
  • Il comparto applicativo rimane il segmento su cui la ripresa agisce con maggiore lentezza, contribuendo soltanto per circa il 26% della crescita complessiva del settore nell'ultimo anno con un tasso annuo attorno al 3,6%.

Si confermano alcuni dei trend evidenziati già l'anno scorso.

La tendenza alla razionalizzazione dei costi IT si è ulteriormente rafforzata con la crescente attenzione dei Cio verso quelle forme di Cloud che meglio si adattano alle esigenze strategiche degli operatori in termini di evoluzione e rafforzamento del modello di business, come anche le esigenze specifiche degli end user che stanno progressivamente maturando una conoscenza sempre maggiore delle opportunità rappresentate dal Software-as-a-Service. Come già evidenziato più volte in passato, un numero sempre maggiore di software vendor stanno adattando il loro offering rispetto al nuovo paradigma del Cloud, che sta diventando un agone di competizione importante su cui si andranno a confrontare le competenze e le strategie dei maggiori operatori italiani nei prossimi anni.

Salvo variabili esogene al settore, come per esempio la crisi della finanza e dei debiti sovrani, a medio termine si prevede un rafforzamento del trend di crescita che si potrebbe attestare attorno a un CAGR 2011-2013 di circa il 4%, portando il Software a superare quota 5 miliardi di euro nel 2013: a trainare lo sviluppo, la ripresa del comparto applicativo, una volta che si sarà compiuto appieno il percorso di rinnovamento, sia a livello di infrastrutture che di modello di business, derivante dalla maturazione del paradigma Cloud.

(Fig. C e D)

 

Metodologia dell’indagine

 

La Classifica 2011 delle Società TOP100 di Software e Servizi IT è stata elaborata da IDC Italia per la rivista Data Manager, con l’obiettivo di mettere in graduatoria le più importanti società specializzate in area IT attive sul mercato italiano.

 

La Classifica 2011 realizzata da IDC Italia rappresenta:

-          Le principali 100 società attive sul mercato italiano e il cui core business sia legato all'offerta IT, Classificate in base al loro fatturato specifico realizzato nel 2010 in Italia con la vendita di Software e di Servizi IT, ripartito su 5 segmenti di imprese clienti finali;

-          Le principali 30 società Followers attive sul mercato italiano e il cui core business sia legato all'offerta IT, Classificate in base al loro fatturato specifico realizzato nel 2010 in Italia con la vendita di Software e di Servizi IT.

 

Il fatturato Classificato include i risultati ottenuti dalle società nel 2010 per:

    • Software: sviluppo produzione e/o distribuzione di software di sistema, middleware e applicativo (a pacchetto);
    • Servizi professionali di IT: consulenza, system integration, outsourcing, application management, assistenza tecnica hardware e software, formazione.

 

La Classifica è stata elaborata con dati e informazioni provenienti da:

-          Le risposte a un breve questionario inviato da IDC a oltre 200 società nell’estate 2011;

-          Le stime effettuate dagli Analisti di IDC Italia dei risultati delle società che per ragioni di “policy” di riservatezza non hanno risposto completamente e/o parzialmente al nostro questionario. Queste società sono indicate nelle tabelle delle Classifiche con “S” la nota “Stime IDC dei dati di fatturato totale e/o parziale”. Tali stime sono state elaborate sulla base dei dati raccolti da IDC sui fatturati dei principali operatori IT, l’analisi e la valutazione di molteplici fonti informative aziendali e pubbliche (bilanci, comunicati stampa, siti aziendali, survey condotte da IDC).

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