L’85% delle virtual machine sono VMware

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Alberto Bullani commenta i recenti annunci della società e sottolinea la pervasività delle proprie soluzioni

«Siamo in un momento di grande trasformazione, è in atto una transizione verso il Cloud, per la quale ci vorranno un po’ di anni, ma la trasformazione è a tutti i livelli, dall’infrastruttura alle applicazioni - ha esordito Alberto Bullani, regional manager di VMware Italia -. La user experience approda nelle applicazioni che vanno riscritte con nuovi linguaggi; servono nuovi database». E, ricorda Bullani, VMware ha annunciato un database open source ottimizzato per le macchine virtuali, «che oggi sono circa 200 milioni nel mondo, ne esce una ogni 6 secondi – sottolinea -, l’85% delle macchine virtuali, secondo IDC, sono VMware».

Bullani ricorda inoltre che VMware dispone anche di Cloud Foundry, un ambiente di sviluppo completo online e parla di vFabric Postgres, il database relazionale ottimizzato per vSphere, basato su PostgreSQL e totalmente compatibile con quest’ultimo. La memoria elastica di vFabric Postgres si adatta dinamicamente al cambiamento dei workload ottenendo una superiore efficienza nell’uso della memoria.

Tra gli ultimi annunci di VMware c’è anche la versione 5 di vSphere che fornisce 200 nuove funzionalità rispetto alla release precedente orientate anche alla transizione verso il Cloud computing. Le configurazioni raggiungibili dalle nuove macchine virtuali supportate da vSphere 5 possono raggiungere 1 terabyte di memoria e 32 Cpu virtuali. Inoltre presenta tre nuove funzionalità chiave: Auto-Deploy, Profile-Driven Srorage e Storage DRS che ampliano le capacità di gestione delle risorse di un data center, offrendo la gestione intelligente delle policy per supportare un approccio automatizzato che permette di impostare le regole una sola volta (che restano valide sempre) per gestire l’implementazione di server e storage.

Un’ulteriore novità è rappresentata da VMware Horizon, una piattaforma aperta per la distribuzione di applicazioni differenti attraverso un catalogo applicativo unificato per diversi dispositivi, tra questi anche i device mobili.