Nextvalue: il Piemonte dice sì al cloud computing

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Secondo una recente ricerca della società di analisi, nella Regione è alto l’interesse per la nuova frontiera dell’It


Il 68% delle imprese piemontesi dichiara che il cloud computing avrà uno sviluppo per la componente infrastrutturale e per la gestione delle applicazioni aziendali e il 56% assegna ai Cio il titolo di “sponsor” del progetto di cloud computing all’interno dell’azienda. In una analoga rilevazione dello scorso mese di luglio condotta da Nextvalue (www.nextvalue.it) a livello nazionale, solo il 35% delle imprese del panel intervistato, intravedeva uno sviluppo del cloud computing in azienda e oltre il 73% considerava esclusivamente la figura del Cio quale sponsor di progetti interni in tale ambito. Sono solo alcuni dei risultati della ricerca sul cloud computing condotta da Nextvalue in Piemonte nello scorso mese di gennaio e presentati a Torino il 2 febbraio scorso, all’interno di un convegno promosso e organizzato dalla società di ricerche con la partecipazione in qualità di testimonial di Enrico Asinelli, responsabile It del Gruppo Ersel e con la collaborazione di EMC e Sinergy; i dettagli della survey sono disponibili all’indirizzo www.nextvalue360.it. La prima tappa Proprio dal capoluogo piemontese è partita la prima tappa del “Cloud Computing Roadshow 2010”, il programma di ricerca sulla sua evoluzione in Italia, promosso e organizzato da Nextvalue, che toccherà altre cinque regioni (Campania, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna) e si concluderà a Milano il 1° luglio 2010. Anche in questa occasione, Nextvalue si è avvalsa della collaborazione di un panel autorevole di Cio di aziende e organizzazioni medie e medio-grandi del Piemonte, comprendendo in tale definizione solo le imprese con fatturato maggiore ai 50 milioni di euro, appartenenti ai distretti industriali della Regione, al mondo finance e alla Pubblica amministrazione locale. IaaS, SaaS, PaaS Se il 56% dei Cio intervistati in occasione della rilevazione del luglio 2009, associava il cloud computing alla virtualizzazione, a distanza di 6 mesi la percentuale è scesa al 28%, lasciando spazio a risposte più articolate e complete, segnale evidente di una maggiore consapevolezza e conoscenza del fenomeno: così il 52% delle aziende del panel piemontese definisce il cloud computing come la combinazione di IaaS, SaaS, PaaS, contro un ristretto 15% che dava la stessa definizione nella ricerca precedente. Tra le aziende che dichiarano di aver adottato una soluzione di cloud computing, da questo panel emerge un dato interessante sui budget: il 60% delle aziende ha un “budget già allocato”, mentre sei mesi fa erano solo il 21%. Scalabilità della domanda (15%), riduzione del personale It (13%), maggiore capacità di calcolo in particolare nella fasi di test (10%), e accesso alle “competenze e skill che l’azienda non ha intenzione di sviluppare in casa (13%)” sono i principali elementi propulsori indicati dal panel piemontese; alla stessa domanda, 6 mesi fa le risposte si erano concentrate (68%) sulla componente “riduzione dei costi dell’infrastruttura hardware”. Tra i vantaggi dell’adozione del cloud computing emerge a sorpresa un 20% di aziende del piemontesi che tra le altre individua come opportunità quella di una “maggiore integrazione e personalizzazione”. E infine, se il 60% dei manager si appella a una certa immaturità delle tecnologie e alla difficoltà di integrazione dei servizi applicativi, non può sfuggire che un 32% dei Cio piemontesi obietta che i possibili problemi tecnici potrebbero inibire le iniziative di cloud computing in ambito business. A luglio 2009 l’obiezione era stata sollevata solo dal 22% del panel nazionale. Il “Cloud Computing Roadshow 2010” prosegue in Campania, con la presentazione dei risultati della ricerca “Cloud Computing nelle imprese della Campania: scenario, trend, opportunità”, il 13 marzo 2010, a Napoli.