Presente e futuro digitale della Pubblica Amministrazione
10/02/2011 | a cura di Piero Macrì

Dematerializzazione, digitalizzazione, archiviazione del patrimonio informativo. Vantaggi e opportunità per conseguire una riduzione dei costi di gestione e introdurre nuova efficienza e modernità amministrativa
Tecnologie, soluzioni e servizi per introdurre flessibilità ed efficienza che possano garantire miglioramenti nella gestione interna delle amministrazioni di Regioni, Province e Comuni, così come impostare le condizioni per avviare un nuovo rapporto con il cittadino fondato sulla capacità di erogare tutta una serie di servizi in modalità online, via Web, traendo vantaggio dalla sempre più ampia diffusione delle connessioni a larga banda. Se tutto questo ha un suo fondamento, se gli effetti benefici della dematerializzazione sono reali, è possibile quantificare il ritorno dell'investimento in base alle esperienze di progetto sinora realizzate? Quali sono le reali opportunità, i vantaggi...
In questi ultimi anni la strada percorsa è stata tanta. «In Italia – ricorda Angelo Sebeto, general manager large account di Xerox Italia (www.xerox.it) - il cambiamento ebbe inizio nel 2005, con l’entrata in vigore del codice dell’amministrazione digitale, quando venne data attuazione, ricorrendo alle più avanzate tecnologie informatiche, ai meccanismi deputati a realizzare in concreto la tanto auspicata scomparsa della carta». Fabio Fregi, direttore Public Sector Microsoft Italia (www.microsoft.com/italy), cita l’esempio della Regione Friuli-Venezia-Giulia che ha recentemente modernizzato la gestione documentale dell’ufficio della Direzione del Personale digitalizzando i documenti cartacei e ottimizzandone l’uso tramite tecnologie collaborative e di archiviazione documentale. «Questo – racconta Fregi, riferendosi a dati certificati da NetConsulting – ha contribuito a ridurre dell’80% i tempi e i costi, con un risparmio di almeno 80mila pagine l’anno e un risparmio complessivo di circa 0,5 milioni di euro all'anno. Dal punto di vista qualitativo – continua Fregi - è stato stimato un miglioramento dell’efficacia del servizio, grazie alla disponibilità immediata dei documenti, con un maggiore controllo della sicurezza e della privacy dei dati sensibili».
Secondo IBM la dematerializzazione non deve essere vista solo come un fattore strumentale, ma come un fenomeno pervasivo e multidimensionale che può contribuire a cambiare in profondità il modo stesso con cui la PA agisce e crea valore per il Sistema Paese. Ecco, quindi, che, nell'opinione di Stefano Devescovi, Public Sector IBM Italia business development executive (www.ibm.com/it/it/), per capire il possibile ritorno dell'investimento, occorre sviluppare una visione sistemica e complessiva di come la dematerializzazione possa intervenire all’interno dell’intero ecosistema pubblico. «Una logica – afferma Devescovi – che è stata fatta propria presso importanti attori della PA italiana: dalla gestione del contatto con il cittadino all’interpretazione dell’informazione che ne scaturisce, dall’erogazione del servizio alla conoscenza sui fenomeni che ne derivano, dalla automazione dei processi interni alla valorizzazione delle competenze e delle migliori pratiche».
Sulla comprovata capacità dei progetti di digitalizzazione di introdurre efficienza e risparmio non ha alcun dubbio Paolo Zanella, direttore area Pubblica Amministrazione Locale di Dedagroup (www.dedagroup.it). «È un fatto ormai ampiamente assodato - dice Zanella -, la dematerializzazione rappresenta un vantaggio in termini di riduzione della spesa, di migliore tracciabilità delle attività svolte e di maggiore sicurezza e integrità dei dati». Tuttavia, Zanella tiene a sottolineare che, affinché gli oneri da sostenere si possano ricondurre in benefici economicamente comparabili, è indispensabile stabilire regole e modalità operative puntuali.
Per Adriano Zuradelli, marketing manager di Kyocera Mita Italia (www.kyoceramita.it), i benefici della dematerializzazione corrispondono ormai a prassi quotidiana del lavoro svolto a fianco delle amministrazioni con le quali l'azienda opera da tempo come partner tecnologico: «Il nostro obiettivo è fornire soluzioni di stampa e di gestione documentale con supporto professionale ad hoc che possano concretamente migliorare la qualità dei servizi offerti all’utenza e al tempo stesso razionalizzare la spesa IT».
E proprio per dimostrare la fattibilità e la concretezza dei progetti che si inseriscono in quest'area c'è chi come EMC ha attivato strumenti idonei a svolgere una simulazione del ritorno dell'investimento (vedi www.emc.com/CaptivaCalculator). «Tutto questo ha una sua coerenza – spiega Michele Mantovani, regional country manager, divisione IIG di EMC Italia (www.italy.emc.com) – per il fatto che i risparmi e il ritorno dell’investimento sui progetti di dematerializzazione sono calcolabili sui costi tangibili (risparmio sui consumi di carta, stampe, spedizioni di documenti cartacei e così via)». Tuttavia, Mantovani insiste sul fatto che il tutto deve essere considerato tenendo bene presente i vantaggi che si ottengono sui costi intangibili. Per riportare un caso concreto, Mantovani cita l’amministrazione del Sistema Stradale Pubblico Norvegese, che ha dichiarato che i costi intangibili (risparmio di tempo e maggiore qualità) sono stati calcolati come decisamente superiori ai costi tangibili che ammontano a circa a 3-4 milioni di corone norvegesi.
Un altro esempio virtuoso è quello indicato da Xerox e fa riferimento a quanto realizzato presso il DWP in Inghilterra (Department of Work & Pension). «Per conto del governo – dice Angelo Sebeto - Xerox gestisce l’intero ciclo di vita delle informazioni in ingresso e in uscita, comprese le relazioni con i cittadini, gestendo più di 5mila tonnellate di carta e più di 3mila tipologie di prodotti all’anno. Ogni anno Xerox assicura una riduzione del volume dei documenti cartacei generati (900 tonnellate)». Secondo quanto riferito da Xerox, il miglioramento nell’interazione struttura-cittadino è stato del 40% e la riduzione del costo associato alla stampa di prodotti non core è risultato pari al 57% mentre il Roi è stato inferiore ai 2 anni.
Massimiliano Grippaldi, marketing manager Italia PFU Imaging Solutions (www.fujitsu.com/emea/about/fel-it/), è convinto che la dematerializzazione sia uno degli ambiti in cui meglio si può esprimere l’aspirazione al risparmio, al contenimento della spesa e all’efficienza. Dematerializzare, dice Grippaldi, significa ridurre i costi dello spazio fisico di archiviazione con conseguente liberazione di aree finora destinate ad archivio cartaceo. E poi, ancora, ottimizzare l’uso del personale, garantire una minor proliferazione di carta con positivi impatti sui costi di acquisto e verso l’ambiente.
Marco Donnamaria, direttore vendite e marketing di IDM Group (www.integradm.it), riporta l'attenzione sul Roi e a come sia possibile arrivare a una sua determinazione per i processi rivolti al ciclo passivo e alla documentazione delle risorse umane. «Questi due ambiti – afferma Donnamaria - hanno un’ampia base dati relativa ai costi di gestione ed è quindi possibile risalire agevolmente ai benefici derivanti da un progetto di dematerializzazione».
Marcello Chiozza, direttore commerciale di Stulz (www.stulz.it), osserva come l'esigenza di un cambiamento complessivo delle amministrazioni, coerentemente con l'introduzione di programmi e interventi di digitalizzazione sempre più avanzati, determini l'esigenza di avere strutture informatiche adeguate a supportare questi processi. Preservare gli ambienti in cui sono collocate le risorse informatiche non può non essere oggetto di attenzione di un qualsiasi progetto core dell'organizzazione. Proprio in considerazione di queste esigenze, Chiozza ritiene che la progettazione di una sala server non possa in alcun modo prescindere dalla realizzazione di un sistema di condizionamento adeguato.
Risultati immediati
«Negli ultimi anni – osserva Alessandro Canalicchio, responsabile offerta PA di Infogroup (www.infogroup.it) - la Pubblica Amministrazione è stata interessata da profondi processi di ammodernamento, stimolati da una normativa che ha determinato una forte spinta all'innovazione, in ogni ambito. La digitalizzazione declinata in progetti di dematerializzazione, archiviazione e conservazione a norma avrà un forte sviluppo nei settori della fatturazione elettronica, degli incassi online e in ambito sanitario (referti medici e delibere)».
Tuttavia c'è chi ritiene opportuno segnalare che le iniziative non si concretizzano esclusivamente nella riduzione della carta, esiste un valore aggiunto che permette un efficientamento dei flussi informativi e dei processi di gestione documentale che rende più agevole e trasparente la condivisione di informazioni garantendone al contempo la sicurezza. Questo è il punto di vista di SAP Italia (www.sap.com/italy) che, nella persona di Antonio Costa, Public Sector sales consultant, osserva come sia sempre più necessario e utile prendere in considerazione due aspetti correlati, ovvero la dismissione della carta esistente e l'eliminazione della sua produzione, prevedendo al contempo l'introduzione di sistemi che permettano di informatizzare qualunque documento cartaceo gestito dall'Amministrazione e di recuperare in forma digitale il patrimonio documentale esistente. L'affermazione di Angelo Sebeto, di Xerox, è breve e lapidaria: «Immediati risultati possono essere conseguiti per tutto ciò che attiene il materiale cartaceo afferente alla gestione del personale, gli atti, i documenti in ingresso e in uscita che regolamentano il rapporto con i cittadini». Paolo Zanella (Dedagroup) ritiene che l'optimum possa essere raggiunto in tutte quelle aree in cui già esistono procedure di creazione di documenti nativamente digitali. «In queste aree – afferma Zanella - i benefici della digitalizzazione possono essere estesi alla trasmissione, gestione e archiviazione del documento stesso, rimuovendo alla sorgente i problemi di certificazione di conformità e di eliminazione dell’originale cartaceo».
Dino Ravanelli, direttore marketing di TD Group (www.tdgroup.it), individua un'area del tutto unica e originale, quella della rendicontazione sociale 2.0, ovvero il portale per una governance trasparente. «In passato - commenta Ravanelli - la stampa del bilancio sociale poteva avvenire solo in formato cartaceo, con forti investimenti in termini di tempo e costi. Adesso con la necessità di comunicare in modo sempre più adeguato i risultati delle singole Amministrazioni, ma anche e soprattutto grazie alla volontà di ricevere feedback che possano contribuire a migliorare e assolvere a un fondamentale principio di trasparenza, le organizzazioni possono orientarsi verso l’adozione di strumenti informatici a supporto. Per questo tipo di esigenze - spiega il manager - TD Group ha sviluppato GZoom, piattaforma applicativa in grado di integrare su di un unico sistema i processi caratteristici della filiera del sistema di governance degli operatori del settore pubblico allargato, partendo dai piani strategici e previsionali, fino ad arrivare alla rendicontazione istituzionale».
Produttività ed efficienza sono i criteri che, comunque e sempre, tendono a fare da collante a qualunque processo e intervento di dematerializzazione. Ecco perché Adriano Zuradelli (Kyocera Mita) ritiene che la razionalizzazione e gestione centralizzata del parco installato dei sistemi di gestione di stampa siano sicuramente fondamentali nell'ambito di un processo di digitalizzazione documentale. «Controllo costante dei costi, efficienza del flusso documentale, utilizzo di sistemi basati su tecnologia green e materiali a lunga durata – afferma Zuradelli - sono il nostro valore per la PA centralizzata e locale». Massimiliano Grippaldi (PFU Imaging Solutions) afferma che sono già diversi i ministeri, Giustizia e Difesa per esempio, e i dipartimenti a loro afferenti, che stanno utilizzando dispositivi per la gestione del protocollo informatico o per la dematerializzazione di atti e documenti conservati in archivi storici. Lo stesso avviene presso le Usl/Asl e più in generale nel mondo della sanità per l’archiviazione delle cartelle cliniche. Vi è poi chi, come EMC, seguendo la propria naturale vocazione tecnologica, pone l'attenzione sulla capacità di gestire e tenere sotto controllo il grande volume di dati che vengono prodotti e innescati da interventi di massiccia digitalizzazione. «Le criticità – dice Mantovani - includono costi di archiviazione dei documenti cartacei, accesso inadeguato alle informazioni e aumento delle spese operative, associate all'immissione manuale dei dati e agli errori di elaborazione. Tra le aree di intervento ad alta densità di documenti e interazione tra enti e cittadini si possono poi citare l’elaborazione delle tasse, la gestione della corrispondenza, l’automazione delle pratiche processuali e delle richieste dei cittadini alla pubblica amministrazione, processi che prevedono erogazione diretta delle informazioni in formato digitale».
Infogroup, tra le aree di intervento target, cita in prima istanza l'ambito sanitario e in particolare la gestione dei referti medici (pubblicazione online e relativa conservazione a norma) e delle delibere di approvazione della spesa. «L’introduzione della digitalizzazione – dice Alessandro Canalicchio - garantirebbe maggiore snellezza e velocità dei processi amministrativi e più sicurezza, grazie alla firma digitale, oltre a una riduzione dei costi, ma soprattutto un migliore servizio per il cittadino che, senza muoversi da casa, potrà consultare i propri referti online».
L'area delle risorse umane è invece il costante punto di riferimento di TD Group. Gli spazi di intervento, in questo ambito, sono il cedolino e la cartella del dipendente così come la conservazione sostitutiva del libro unico del lavoro. «Gran parte di questi documenti sono già prodotti in elettronico e la messa online è rapidamente attivabile – afferma Ravanelli -. Nel mondo del ciclo passivo tutto è collegato alla fatturazione elettronica. Unire un processo di dematerializzazione con l’attivazione delle nuove normative in questo ambito, comporterebbe l’eliminazione della carta all’origine e del processo di validazione e registrazione delle fatture». Un terzo ambito di intervento trasversale, prosegue Ravanelli, è dare in outsourcing gli archivi cartacei con una conseguente valorizzazione degli investimenti immobiliari, aumento della sicurezza e riduzione dei costi di gestione. «A nostro avviso - aggiunge Danilo Cattaneo, direttore generale di InfoCert (www.infocert.it) -, il trattamento automatizzato dell’informazione nei processi, tramite l’utilizzo di strumenti IT adeguati, costituisce una delle linee di azione maggiormente significative ai fini della riduzione della spesa pubblica, in termini sia di risparmi diretti sia di risparmi indiretti (trasparenza, efficienza, semplificazione delle modalità di interazione). Parlare di risultati immediati, però, non è realistico: obiettivi di efficienza - dice Cattaneo - possono essere raggiunti solo adottando una strategia a lungo termine e procedendo per step successivi con strumenti idonei. I benefici possono essere significativi: miglioramento dell’efficienza, riduzione del margine di errore, eliminazione degli spazi di archivio e dei conseguenti costi di gestione, velocità nel reperimento e piena condivisione delle informazioni».
«La soluzione di dematerializzazione della documentazione risulta essere uno step fondamentale per facilitare e modernizzare il sistema di archiviazione, non vi è alcun dubbio - afferma Imanuel Baharier, direttore generale di VeriFone Italia (www.verifone.it) -. Ambiti come la sanità, i trasporti e il settore bancario possono pensare a un sistema innovativo e sicuro che permetta di gestire i documenti, archiviarli in maniera permanente certificando gli atti ufficiali attraverso un mezzo protetto».
I processi target
«È indubbio – dice Alessandro Canalicchio di Infogroup - che l’adozione di queste nuove tecnologie impone una significativa revisione dei processi amministrativi. Nell’ambito della fatturazione elettronica l’iter di emissione delle fatture attive, ma soprattutto il ciclo passivo, richiedono un notevole sforzo interno e il coinvolgimento di tutti i fornitori che devono adeguarsi alle nuove specifiche tecniche. E in entrambi i processi i risultati tangibili possono essere realizzati in tempi brevi con conseguente aumento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio».
«In una logica di dematerializzazione – interviene Antonio Costa di SAP -, è per esempio possibile intervenire sui processi informativi legati all’ambito amministrativo con benefici in termini di standardizzazione, tracciabilità e trasparenza. Un caso significativo è quello del Comune di Roma, che ha deciso di implementare SAP Bpm con l’obiettivo di digitalizzare i processi informativi relativi alla Determinazione Dirigenziale, circa 80-100mila atti all’anno. Grazie a SAP è possibile ridurre l’utilizzo di carta e migliorare tempi di esecuzione, qualità delle informazioni, trasparenza amministrativa, razionalizzando i flussi informativi. Inoltre - aggiunge Costa - questo progetto determina importanti implicazioni sul fronte della sostenibilità, permettendo di limitare le movimentazioni di carta con una riduzione delle emissioni di CO2, e sul fronte della sicurezza, ottimizzando l’accesso alle informazioni».
Per PFU Imaging Solutions, uno degli ambiti più rilevanti di intervento a livello di processo riguarda la gestione del protocollo informatico, ossia la registrazione degli atti in carico alle diverse Amministrazioni. «Questo lavoro – spiega Massimiliano Grippaldi - veniva tradizionalmente gestito tramite l’attività manuale di certificazione del documento in ingresso e la successiva archiviazione cartacea dello stesso. Oggi molte amministrazioni si sono dotate di scanner che, convertendo il documento cartaceo in immagine digitale, ne permettono un’archiviazione più rapida. L’attività e l’errore umano nella gestione di questo processo diminuiscono enormemente, restituendo maggior efficienza e produttività al personale incaricato di questa gestione».
Punto di snodo critico nei processi di digitalizzazione sono altresì le piattaforme di Enterprise Content Management le quali, così come spiega Stefano Devescovi di IBM, consentono soluzioni innovative per migliorare la circolazione dei dati, delle informazioni e dei documenti e la collaborazione in tutte le fasi dei diversi procedimenti amministrativi. «Il percorso di trasformazione deve inoltre considerare con attenzione anche gli aspetti organizzativi e la formazione delle risorse umane. Ma il passaggio al modello digitale - sottolinea Devescovi - permette di raggiungere un altro importante obiettivo, ovvero la costituzione e valorizzazione del patrimonio informativo e di conoscenza della Pubblica Amministrazione che, essendo in forma digitale, può essere utilizzato e gestito con una soluzione di Advanced Case Management. Quest'ultima unisce le tecnologie di Enterprise Content Management, di Business Process Management e di Business Analytics, mentre la componente di Content Analytics consente di ricercare e correlare informazioni sui documenti, provenienti da fonti diverse e in formato non strutturato».
«Perché la dematerializzazione risulti realmente efficace – dice Paolo Zanella di Dedagroup - è necessario che si integri con almeno tre aspetti: reingegnerizzazione e revisione dei processi; modifica degli assetti organizzativi; formazione del personale coinvolto nei nuovi processi. Per questi motivi i progetti di dematerializzazione devono superare inevitabili resistenze al cambiamento».
In Kyocera Mita viene proposto un approccio denominato MDS (Managed Document Services), che permette di analizzare, ottimizzare e gestire in modo intelligente tutto il ciclo documentale, attraverso la gestione costante del parco installato e la verifica continua del raggiungimento degli obiettivi del cliente. «Questo approccio – afferma Adriano Zuradelli - contribuisce all’ottimizzazione dei dispositivi, abbassando notevolmente il Tco e il Tcs e garantendo un efficiente ciclo di vita del documento digitale. Ma c'è anche chi ritiene che introdurre efficienza sia più facile partendo dai processi che prevedono forti interazioni tra enti diversi all’interno di un unico iter amministrativo». TD Group, per esempio, ha implementato la gestione via Web dello Sportello Unico Attività Produttive (Suap) in oltre 20 Comuni, permettendo così alle imprese di interagire esclusivamente con il Comune per sottomettere in via telematica l’intera pratica, senza dover contattare uffici o enti terzi.
Affrontare un processo di digitalizzazione assume anche un significato di più ampia globalizzazione dei processi, che vengono visti e considerati in forma estesa. È di questa opinione Michele Mantovani di EMC, il quale afferma che l’eGovernment si sta trasformando in un “connected Government” caratterizzato da un approccio globale alla creazione di un’infrastruttura informativa in grado di agevolare i workflow da ente a ente, da ente ad azienda e da ente a cittadino, dai quali dipende un’erogazione efficace dei servizi, incentrata sul cittadino. «Ciò permette – aggiunge Mantovani - agli enti di tutti i livelli la collaborazione efficiente, interna ed esterna, accelerando i processi e garantendo la conformità normativa. La gestione collaborativa delle richieste consente ai dipendenti pubblici di impostare workflow per valutare, pianificare, eseguire, monitorare e ottimizzare i processi. Alcuni esempi comprendono la gestione della corrispondenza in entrata, la semplificazione del processo relativo alle sovvenzioni, comunicazioni in uscita a milioni di cittadini, lo svolgimento di indagini, la velocizzazione della concessione di licenze e permessi».
Su una stessa linea di approccio globale si inserisce InfoCert. «Occorre sicuramente adottare un sistema di gestione documentale che, integrato con un modello di protocollo informatico, consente di acquisire i documenti, registrarli, archiviarli e ricercarli - dice Danilo Cattaneo -. Bisogna poi intervenire progressivamente per sostituire il documento cartaceo con quello digitale, processando i documenti senza stamparli, gestendo i flussi tramite soluzioni di workflow e integrando il sistema documentale con le altre applicazioni. Inoltre è necessario utilizzare una soluzione per la conservazione sostitutiva a norma, per garantire ai documenti conservati validità legale, integrità, accessibilità e leggibilità nel tempo, con maggiore efficienza e risparmi rispetto all’archiviazione cartacea. Infine – aggiunge Cattaneo - l’utilizzo della firma digitale consente di eliminare qualsiasi passaggio di stampa, dal momento che, al pari della firma autografa, garantisce integrità, non ripudiabilità e autenticità del documento sottoscritto. Se condotti in modo sinergico e progressivo questi interventi permettono di avviare il processo di dematerializzazione in modo efficace».
Alessandro Canalicchio di Infogroup osserva che le ragioni che spingono a percorrere una modernizzazione digitale siano motivate da un’inderogabile necessità di riduzione dei costi così come da una esigenza di controllo. Tutto questo lo si riscontra per quanto riguarda gli incassi online. Non va poi trascurata, ricorda Canalicchio, l'innovazione che può essere assicurata da nuovi canali di pagamento per quanto riguarda i rapporti con il cittadino: portali, Atm, smartphone, una combinazione di strumenti che permetteranno finalmente di eliminare code e carta, assicurando anche un quadro aggiornato della propria posizione verso la PA. Al centro degli interessi di IDM Group vi è infine la parte del ciclo passivo «che - puntualizza Marco Donnamaria - al di là della dematerializzazione, ha un processo di validazione ai fini della registrazione contabile e di successivo pagamento della fattura, dove introdurre una dematerializzazione e una gestione del workflow può sicuramente dare garanzia di rispetto dello svolgimento di tutto il processo».
Vi sono tuttavia aspetti che a una prima valutazione possono sembrare estranei alla digitalizzazione e che riguardano l'efficienza dei processi e delle modalità in cui l'organizzazione interagisce al proprio interno. A questo aspetto si richiamano gli interventi condotti da Microsoft in ambito di lavoro collaborativo e comunicazione integrata.
Presso l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (Inpdap), come ricorda Fabio Fregi, è stata realizzata una piattaforma di collaborazione e comunicazione integrata basata sulla tecnologia Microsoft: «Permette a tutto il personale di cooperare in rete in modo evoluto, innovativo ed efficace, abilitando anche forme avanzate di telelavoro, team working e mobile office – spiega Fregi -. Sono attualmente 4.500 gli utilizzatori abilitati al servizio di videocomunicazione collaborativa e telelavoro, su un totale di circa 7mila utenti. Grazie alla tecnologia Microsoft Unified Communications, gli utenti autenticati possono così lavorare insieme in modo più produttivo, condividendo risorse e strumenti in rete. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel nome della semplicità ed efficienza, che consente a Inpdap di accrescere non solo la produttività del personale, ma anche la qualità della collaborazione dei dipendenti, riducendo i costi di comunicazione e assistenza tecnica e minimizzando le necessità di trasferta.

Gli enti pubblici si interfacciano quotidianamente con cittadini, aziende e con gli altri enti sul territorio e per questo, ritiene Andrea Valle, enterprise solutions development manager di Adobe Systems South-West Europe (www.adobe.com/it/), è sulla capacità di gestire in modo efficace la relazione, l’interscambio e la comunicazione che devono porre la giusta attenzione e intervenire. «Avere a disposizione soluzioni in grado di offrire un servizio a valore aggiunto ai cittadini – sottolinea Valle - è oggi prioritario perché garantisce processi efficienti, rapidi e sicuri e soddisfa le esigenze crescenti di coinvolgimento attivo, velocità di tempi di risposta e riduzione dei costi». La gestione dei documenti in digitale, l’introduzione di moduli intelligenti che riducano tempi ed errori e la disponibilità di processi di condivisione avanzati che sfruttano la multicanalità e i nuovi dispostivi mobili, mantenendo sempre alto il livello di protezione delle informazioni, secondo Adobe, sono interventi strategici in grado di assicurare risultati tangibili. «La firma digitale, inoltre – aggiunge Andrea Valle -, consente ormai di convalidare l’autenticità e l’integrità di documenti Pdf, riducendo i rischi e i costi associati alla falsificazione dei documenti».

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