Forum PA, laboratorio di innovazione

20/04/2010 | a cura di

pa
In programma dal 17 al 20 maggio
a Roma, l’evento anche quest’anno sarà caratterizzato da numerose iniziative orientate al rinnovamento della Pubblica amministrazione

di Tommaso Del Lungo

Storia vecchia la mostra come vetrina delle Pubbliche amministrazioni o come luogo in cui gli enti centrali e locali comunicano i loro servizi ai cittadini. Forum PA 2010 (www.forumpa.it), in programma dal 17 al 20 maggio prossimi alla Fiera di Roma, si presenta sotto una veste completamente diversa: un evento di eventi. Una mostra convegno in cui a essere animate non sono solo le sale in cui si tengono le conferenze, ma ognuno dei quasi 400 stand della sezione espositiva. Formazione, presentazioni, workshop, premiazioni, lectiones magistralis, incontri di lavoro, tavoli di discussione, appuntamenti di associazioni industriali, eventi “destrutturati” come il barcamp e addirittura performance teatrali…

Gianni Dominici, sociologo dell’innovazione e direttore generale di Forum PA, ci spiega il perché di questa formula: «È già da diversi anni che Forum PA ha smesso di essere una passerella o una vetrina per i politici ed è diventato un «laboratorio» di innovazione per addetti ai lavori. La nostra struttura lavora ormai continuativamente per 12 mesi a una serie di attività, tavoli di discussione, ricerche, animazione di community e percorsi di approfondimento che trovano il loro culmine nei 4 giorni di maggio. L’innovazione non va solo declamata a parole, ma inseguita, accompagnata e, spesso, sollecitata dal basso. Ed è proprio quello che stiamo cercando di fare anche per questa ventunesima edizione di Forum PA».

Proviamo a scendere nel dettaglio e a vedere quali saranno gli incontri di maggior interesse e gli eventi a cui non si potrà sicuramente mancare.

 

Il barcamp degli innovatori 2010

I “disobbedienti” (così Gianni Dominici definisce gli innovatori) per il secondo anno consecutivo si danno appuntamento a Forum PA con il loro barcamp, in programma il 19 maggio. Un’iniziativa che nasce all’interno di InnovatoriPA (www.innovatoripa.it), la comunità online avviata un paio di anni fa su proposta del Formez e di Forum PA, e che è riuscita, in poco tempo, a radunare più di 1.700 “innovatori” interessati al tema del cambiamento nella Pubblica amministrazione e a proporre alcune iniziative di notevole rilievo. Nel 2009, per esempio, ci sono stati il Premio protagonisti dell’innovazione e, appunto, il primo barcamp degli innovatori della Pa.

Il Premio si proponeva, sfruttando le opportunità della Rete, di attribuire un riconoscimento “dal basso” a chi si fosse reso protagonista di un cambiamento, anche piccolo, all’interno della Pubblica amministrazione nella quale operava.

Il barcamp, invece, ha avuto un successo tale da dare vita a una serie di iniziative collaterali, come “il processo alla Pa digitale” – un vero e proprio dibattimento con tanto di avvocati, giudici e giuria, sulle colpe della Pubblica amministrazione che, nonostante le norme, non riesce ancora a essere digitale – e il “Manifesto dell’amministrare 2.0”, un documento che racchiude i principi per una amministrazione che si mette dalla parte dei cittadini e che con i cittadini stabilisce una relazione bidirezionale, perché è consapevole che nessuno meglio di loro può valutare servizi e progetti, segnalare eventuali criticità, manifestare esigenze e bisogni e fare proposte per soddisfarli.

Con il secondo barcamp a Forum PA 2010, gli innovatori della Pa si riuniranno nuovamente, questa volta per discutere di come passare dalle idee alle azioni.

Definiamo meglio cosa è un barcamp, perché dovrebbe essere utile parteciparvi e come sarà strutturato l’evento all’interno di Forum PA. Lo chiediamo a uno tra i principali sostenitori dell’iniziativa, il dirigente della Regione Veneto Gianluigi Cogo, fondatore/animatore della Rete degli Innovatori della Pubblica amministrazione. «Il barcamp – spiega Cogo - è una “non conferenza”, cioè il contrario di una conferenza così come solitamente intendiamo gli eventi standard a cui siamo abituati a partecipare. Nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero, non preconfigurato, e senza format».

Chi può partecipare? «Il barcamp è un raduno dove si trovano i cosiddetti abitanti della Rete, che si distinguono dagli utenti del Web, perché non solo usano questo strumento, ma producono contenuti contribuendo alla sua alimentazione e al suo mantenimento. La precondizione per partecipare a un barcamp è avere voglia non soltanto di ascoltare, ma anche di contribuire, è questa la cosa più interessante: si offre la possibilità di contribuire a tutti coloro che non usano i soliti canali convenzionali, i soliti noti per intenderci, ma che hanno nella testa o nelle dita (visto che sono bravi artisti del Web) alcune progettualità e le presentano in queste occasioni, prendendo la parola e raccontando la loro storia», illustra sempre Cogo.

Come si sviluppa la discussione? «In un barcamp non c’è nulla di prestabilito, è una riunione aperta e i contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi – chiarisce Cogo -. Come l’anno passato anche per questa seconda edizione abbiamo scelto di pubblicizzare in forma collaborativa (wiki) l’evento, lasciando l’opportunità a ciascuno di proporre un argomento da discutere, ma anche di cancellarlo, spostare l’orario o modificarne i contenuti. Ciò che più conta è che la comunicazione è bidirezionale, non uno a molti. In base agli argomenti proposti si formeranno dei tavoli di discussione, e ciascuno sarà libero di partecipare, interagire e cambiare gruppo, a seconda dei suoi interessi e dei temi trattati. Il barcamp è conversazionale, interattivo e bidirezionale».

Qual è il valore aggiunto di questo tipo di eventi? «Direi che il valore principale è la relazione, cioè la conoscenza fisica delle persone con cui si possono anche condividere progetti di lungo raggio».

Ci si può iscrivere al barcamp attraverso il sito di Forum PA, oppure direttamente su www.barcamp.org/InnovatoriPA2010

 

Il Club dell’amministrazione digitale

Le modalità di relazione informali non sono gli unici appuntamenti rilevanti a Forum PA 2010. Il calendario congressuale conta circa 80 convegni e oltre 500 tra moduli formativi e workshop organizzati dagli espositori della mostra nei loro stand. Ma non basta. All’interno della rassegna, infatti, si svolgono anche alcuni incontri “a porte chiuse”, ovvero riunioni che rappresentano una tappa di un percorso di discussione già avviato.

È questo, per esempio, il caso del Club dell’amministrazione digitale, una community spontanea nata con l’obiettivo di coinvolgere i responsabili dei sistemi informativi di Pubbliche amministrazioni centrali e locali in una discussione sulle novità introdotte dalle modifiche del Codice della Amministrazione Digitale (CAD).

«Il nuovo CAD – ci spiega Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum PA – prevede per le Amministrazioni centrali una figura di dirigente generale che abbia in carico sia i sistemi informativi sia le telecomunicazioni (dati e fonia); nulla, invece, è stabilito per le Amministrazioni territoriali e le autonomie funzionali. Ciò nonostante esiste, nei fatti, ormai in quasi tutte le amministrazioni, una funzione dirigenziale che ha in carico la gestione dei sistemi informativi. È a loro che ci rivolgiamo, ai cosiddetti Cio pubblici, per dar vita a una comunità di pratica che promuova lo scambio continuo fra colleghi basato sulla condivisione dell’esperienza, la prossimità comunicativa, la cooperazione e l’identità del ruolo».

Il Club dell’amministrazione digitale è partito agli inizi di febbraio di quest’anno, quando in rete sono cominciate a circolare le prime bozze non ufficiali di modifica del CAD. Verso la metà di marzo una prima riunione ha tracciato le linee di lavoro dell’anno e ha stabilito che l’incontro di Forum PA servirà come base per la produzione di un libro bianco di raccomandazioni sul Codice dell’Amministrazione Digitale da presentare al ministro Brunetta e al Governo. «Durante la lunga fase di gestazione del documento di modifica del CAD – sottolinea Mochi Sismondi – si è aperta una fase di ascolto, ma si è avvertita la mancanza di un coinvolgimento di tutti coloro che da anni sono al timone dell’informatica pubblica nelle singole Amministrazioni. Non si è certo trattato di cattiva volontà, ma, piuttosto della mancanza di un luogo in cui i Cio delle Amministrazioni pubbliche e delle aziende a capitale pubblico potessero confrontarsi, elaborare proposte, discutere di strategie e soluzioni».

I responsabili dei sistemi informativi che volessero aderire al Club dell’amministrazione digitale possono farlo contattando la segreteria all’indirizzo e-mail clubamministrazionedigitale@forumpa.it

 

A lezione dal Premio Nobel Amartya Sen

Novità di quest’anno sono, poi, i Dialoghi ovvero degli incontri a metà tra la lezione magistrale e il dibattito che, con il contributo di importanti testimonianze professionali, proveranno ad approfondire il tema portante di tutta l’edizione: “La crisi, e poi? Il ruolo della Pa per uscire dalla crisi con un Paese diverso e più forte, fondato sul merito e sull’innovazione”.

«Se la responsabilità dell’attuale crisi è diffusa e i ruoli da giocare sono tanti – spiega Carlo Mochi Sismondi – un ruolo decisivo spetta alla politica, maggioranza e opposizione. Questo ruolo è quello di immaginare oggi il domani migliore per il Paese e di agire con costanza e coerenza per arrivarci. Alla politica chiediamo di essere lungimirante: di agire oggi pensando a domani. Chiediamo di scegliere l’innovazione». Si spiegano così i Dialoghi, contributi alla definizione di scenari auspicabili. Tre incontri, tre visioni in cui l’innovazione, la creatività e il talento vengono messi al centro delle scelte politiche ed economiche.

Il Dialogo più atteso, in programma il 20 maggio, è quello con Amartya Kumar Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998. Sen è uno dei massimi esperti al mondo di economia del welfare e una delle voci internazionali più autorevoli impegnata nella lotta a povertà e disuguaglianza. I suoi libri sono stati tradotti nelle principali lingue e, oltre all'economia e alla teoria della scelta sociale, Sen ha contribuito allo sviluppo della filosofia politica, morale e legale, allo studio delle cause e delle misure preventive contro carestie e disuguaglianze. Da non perdere, dunque, la sua lezione in cui illustrerà i tre vertici del triangolo dello sviluppo sostenibile: capitale sociale, sviluppo e qualità della vita.

Una lezione interattiva, inoltre, che sarà aperta al contributo di tutti. «Collegandosi al nostro sito e utilizzando un’applicazione di Google – ci spiega Gianni Dominici – chiunque può presentare domande o sollevare questioni. Noi ci occuperemo di girarle ad Amartya Sen e speriamo di dar vita, così, a un dialogo vero e proprio. Ovviamente questa possibilità è prevista anche per gli altri due Dialoghi, nei quali approfondiremo i modelli, gli strumenti e gli approcci per uscire dalla crisi».

Il primo incontro sarà sul tema delle applicazioni 2.0 per le Pubbliche amministrazioni con David Osimo, consulente della Commissione europea su questa tematica, mentre il secondo, dedicato alla valorizzazione dei talenti, avrà come protagonista Irene Tinagli, che per l’ONU si è occupata di creatività e capitale umano.

«Visioni nuove dunque – conclude Carlo Mochi Sismondi – che propongono di puntare sugli asset della società della conoscenza: rete Internet a larga banda come diritto universale (la cittadinanza digitale), scuola, università, ricerca, trasferimento dell’innovazione. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare il mix del nostro sviluppo, se quello che abbiamo non ci porta dove vogliamo andare. Dobbiamo avere la capacità di non sprecare questa crisi che ci ha colpito duramente, ma saperla sfruttare come un elemento di distruzione creativa».

Ci sono molti modi per uscire dalla crisi. Lo si può fare con modelli già usati in passato, trascinati dalla ripresa europea o dalla crescita della domanda interna della Cina. Lo si può fare puntando sugli incentivi sulle auto, o agevolando il settore dell’arredamento o degli elettrodomestici. Oppure si può provare a uscire dalla crisi investendo sulla mobilità sociale legata al merito, sulla scuola, sull’università, sulla ricerca, sui talenti e sulle infrastrutture di rete. Questa, se volete, è la chiave di lettura del prossimo Forum PA 2010.

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