CA World 2011, ecco la “nuova normalità” dell’IT

21/12/2011 | a cura di Edoardo Bellocchi

L’incontro mondiale degli utenti CA Technologies, che ha riunito a Las Vegas oltre 6mila clienti e partner, non ha tradito le attese, mostrando il colosso dell’IT ancora più determinato nel voler cogliere tutte le opportunità delle trasformazioni in atto sul mercato

 

Las Vegas - Cloud computing, ma non solo: i fenomeni in atto delineano una nuova trasformazione dell’IT, che deve muoversi sempre più “alla velocità del business”. Parola di CA Technologies (www.ca.com/it), che ha scelto proprio il tema “IT at the speed of business” come leitmotiv dell’evento dedicato a clienti e partner. Accogliendo gli oltre 6mila partecipanti convenuti da ogni parte del mondo, il numero uno Bill McCracken è ripartito esattamente dall’edizione precedente della kermesse, quando un anno e mezzo fa aveva annunciato la decisa svolta di CA Technologies verso il Cloud computing. E nel suo keynote ha ribadito che «oggi è il momento di premere l’acceleratore sull’adozione del Cloud e sulle sue declinazioni: le condizioni ci sono tutte, insieme alle tecnologie e alle soluzioni che rendono possibile questo nuovo corso a tutte le aziende». E tra nuovi annunci e aggiornamenti anche sostanziali di soluzioni già presentate, chi era al Mandalay Bay, l’hotel in puro stile Las Vegas dove si è svolto l’evento, ha potuto vedere da vicino la potenza di fuoco schierata da CA Technologies per ribadire il suo ruolo cruciale al fianco delle aziende nel loro percorso di cambiamento.

 

I quattro step fondamentali del cambiamento

Un cambiamento che è necessario, in un contesto caratterizzato dalla “nuova normalità” in cui le aziende si trovano oggi a operare, alla luce della continua trasformazione dell’IT. «Oggi siamo in una nuova era, scaturita dalla confluenza di fenomeni quali il Cloud computing, la virtualizzazione e la consumerizzazione dell’IT, che si inseriscono in un quadro dominato dal rallentamento dell’economia mondiale», ha ribadito McCracken. Raccogliere queste sfide significa per CA Technologies essere sempre più in grado di consentire ai Cio di minimizzare la complessità crescente dell’IT, automatizzare i processi essenziali e adottare decisioni più informate per la pianificazione di interi ambienti informatici multivendor e multipiattaforma, dal mainframe al Cloud computing, con un approccio che non è più solo «vendor agnostic», ma completamente «platform agnostic». Il percorso di riorganizzazione delle aziende, illustrato a CA World, vede quattro fasi chiave: modellazione, assemblaggio, automazione e sicurezza, sviluppate sulla base di analisi predittive e di ottimizzazione delle performance, per poter cambiare rapidamente, «alla velocità del business». Tutti gli elementi di questo percorso di trasformazione vengono gestiti all’interno di un unico framework di Service Management, indipendentemente da dove si trovino in concreto i servizi, in perfetta ottica Cloud.

 

L’ora di CA Cloud 360

La declinazione concreta di questi concetti è costituita anche da CA Cloud 360, la nuova soluzione che ha debuttato proprio a Las Vegas con l’intenzione di mettere a disposizione dei Cio gli strumenti necessari per razionalizzare le applicazioni e i servizi di business. Non a caso, ha sottolineato Bill McCracken, «nel nuovo scenario di oggi il Cio non è più solo un chief information officer, ma è anche un Bio, business information officer», sempre più intento a erogare servizi di business quando e dove servono all’intera azienda. CA Cloud 360 offre quindi alle imprese una metodologia flessibile a quattro fasi per il processo di pianificazione dei servizi Cloud: analisi del portfolio applicativo; performance e gestione dei livelli di servizio (Sla); analisi predittiva e gestione della capacità; e infine simulazione della virtualizzazione dei servizi e del comportamento delle applicazioni, con l’utilizzo di CA Lisa Suite, ulteriormente potenziata grazie alle funzioni di modellazione e simulazione portate in dote da Itko, società acquisita proprio quest’anno, che si è aggiunta alle altre nove acquisizioni effettuate nell’ultimo anno e mezzo, tutte ispirate dalla logica del rafforzamento dell’offerta Cloud.

 

L’Europa di CA Technologies parla italiano

Si è insediato nel suo nuovo ufficio sulle rive svizzere del Lago Lemano, sede del quartier generale europeo di CA Technologies, sul finire dell’estate 2011. E Marco Comastri, nuovo president Emea della società, ha voluto fare il punto sui suoi primi due mesi in azienda proprio a Las Vegas, in una chiacchierata informale con la stampa di casa nostra. «Assumendo questo nuovo incarico, ho raccolto una sfida impegnativa, ma molto interessante, in quanto sono convinto che CA, che pure si è da tempo posizionata come software player di riferimento, deve ancora esprimere appieno il suo potenziale in area Emea», ha esordito il manager cresciuto professionalmente in due palestre di rilevanza mondiale come IBM, dove era arrivato a ricoprire il ruolo di capo dell’area Software per il Sud Europa, e Microsoft, di cui è stato prima numero uno della filiale italiana e successivamente responsabile del business nell’area Medio Oriente e Africa. «Vedo infatti buone potenzialità: per esempio, in alcuni Paesi europei la nostra quota di mercato può essere migliorata, magari portandola a quella di cui godiamo negli Stati Uniti. Ma soprattutto penso che sia il momento di accelerare gli investimenti nei Paesi Emea nei quali la crisi in atto non ha particolari riflessi in quanto i tassi di sviluppo sono ancora rilevanti: penso a Turchia, Sudafrica, Russia, o agli stessi Paesi del Golfo Persico».

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