I Cio al centro del cambiamento

I Cio al centro del cambiamento
  •  
  • 8
  • 20
  •  
  • 1
  •  
  •  
    29
    Shares

Le imprese pensano alla Business Intelligence, al mobile, al Cloud e ai social media, in questi ambiti faranno investimenti. Questo ciò che evidenzia la settima edizione della “Cio Survey 2012”, realizzata da NetConsulting intervistando 74 Cio di aziende grandi e medio-grandi e recentemente presentata dal suo amministratore delegato Giancarlo Capitani. La ricerca mette in evidenza anche che le strategie delle imprese lo scorso anno si sono focalizzate principalmente sullo sviluppo del mercato, sulla razionalizzazione dei costi e la marginalità. E fin qui nulla di nuovo. Riguardo ai budget IT 2011 sono risultati in diminuzione nel 37,3% dei casi, in aumento per il 16,3% e stabili per il 46,3%; un risultato non bello, ma tutto sommato accettabile, considerando la contingenza economica. Le prospettive dichiarate per il 2012 sono comunque migliori. E questa è una nota positiva, i responsabili IT iniziano a vedere una luce in fondo al tunnel.

Le aree di innovazione individuate dai Cio, in crescita, come percentuale, rispetto allo scorso anno, sono la governance, la relazione con i clienti, la revisione dei processi di business e il time-to-market. Gli investimenti ICT indicati appaiono orientati, con un interesse crescente rispetto al passato, verso applicazioni core con ritorni economici tangibili a breve termine.

In particolare le imprese si stanno dotando di strumenti per migliorare le performance di mercato attraverso una più attenta relazione con il cliente supportata dall’adozione di soluzioni di Business Intelligence, sia Reporting che Business Analytics, atte a comprendere i fenomeni di business.

Per quanto riguarda gli aspetti infrastrutturali le aziende, secondo la survey, hanno avviato progetti in ambito sicurezza, circa il 66%, business continuity e disaster recovery. In misura minore alcuni progetti sono orientati all’automazione e al rinnovamento dei data center.

Una certa enfasi viene data all’evoluzione del Crm, sia con progetti per la gestione di una community esterna (sentiment analysis) sia di internal community. «Insomma – ha sottolineato Capitani -, è in atto un passaggio da aziende che impongono i loro prodotti/servizi ad aziende che “ascoltano” il mercato». E c’è anche una tendenza ad “ascoltare” i partner e il proprio ecosistema per fare innovazione. 

Anche il Cloud rientra negli interessi dei Cio, sospinti dagli indubbi vantaggi della scalabilità e dell’agilità dell’infrastruttura, dalla riduzione dei costi, dalla flessibilità e dalla business continuity che garantisce questa modalità. Ma nella scelta molti sono frenati da quelle che da alcuni sono considerate delle minacce legate al Cloud; vale a dire i problemi riguardanti la privacy, i dubbi sulla effettiva disponibilità del servizio, la poca chiarezza dei contratti, la scarsa possibilità di customizzazione e, in taluni casi, dalla poca integrabilità delle applicazioni con le soluzioni in house. Senza contare che esiste anche una resistenza “culturale” dei Cio a delegare all’esterno applicazioni, “spaventati” da una possibile perdita di potere.

Il Cio si trova di fronte a una situazione difficile in azienda e anche a una discontinuità tecnologica che Capitani definisce il «passaggio dall’era ICT a quella digitale» e, secondo le risposte raccolte nella survey, le difficoltà si potrebbero riassumere in cinque punti (e non sono pochi): difficoltà a programmare investimenti e piani di sviluppo ICT a lungo termine; difficoltà a mantenere allineate esigenze di business e i sistemi ICT; difficoltà a valutare competenze e qualità dei fornitori; difficoltà a reperire skill innovativi sul mercato; difficoltà a determinare il Roi (in questo non si sentono aiutati dai fornitori).

Se è vero, e sono molti a pensarlo, che il ruolo dell’ICT è fondamentale per una crescita del business delle imprese e per una “rinascita” della nostra economia, sarà fondamentale che le aziende supportino convintamente e concretamente i propri Cio nel loro delicato lavoro, ma è indispensabile che anche i fornitori di ICT facciano la loro parte. Tutti ne trarrebbero vantaggio.


  •  
  • 8
  • 20
  •  
  • 1
  •  
  •  
    29
    Shares
Categorie: Mercato