Fabio Lalli – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 07 Sep 2023 08:48:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Fabio Lalli – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 L’AI generativa nella didattica, rivoluzione o minaccia? https://www.datamanager.it/2023/09/lai-generativa-nella-didattica-rivoluzione-o-minaccia/ Fri, 08 Sep 2023 07:30:10 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230127 Mentre l’intelligenza artificiale si diffonde in molti settori industriali, è nell’istruzione che il suo impatto si manifesta in modo più evidente. L’AI generativa e il cambiamento del paradigma educativo L’avvento di strumenti di AI generativa come ChatGPT, ha portato a una vera e propria rivoluzione nell’ambito educativo. Gli studenti hanno ora a disposizione un assistente […]

L'articolo L’AI generativa nella didattica, rivoluzione o minaccia? proviene da Data Manager Online.

]]>
Mentre l’intelligenza artificiale si diffonde in molti settori industriali, è nell’istruzione che il suo impatto si manifesta in modo più evidente. L’AI generativa e il cambiamento del paradigma educativo

L’avvento di strumenti di AI generativa come ChatGPT, ha portato a una vera e propria rivoluzione nell’ambito educativo. Gli studenti hanno ora a disposizione un assistente virtuale, molto più potente del vecchio Bignami, in grado non solo di rispondere ma anche di comporre saggi, risolvere problemi matematici complessi e completare compiti accademici, cambiando radicalmente il modo in cui scuole e università concepiscono la didattica e la valutazione, ma soprattutto il modo in cui lo studente concepisce il concetto di compito e completamento di un task. L’uso di ChatGPT e simili ha sollevato preoccupazioni riguardo al plagio basato sull’AI, spingendo alcune istituzioni a vietare tali strumenti. Il rilevamento dell’utilizzo di questa tecnologia, per quanto diverse piattaforme si stiano cimentando nell’implementazione di sistemi di verifica, è ancora poco affidabile in termini di efficacia e risultato.

Di fronte a questa sfida, alcuni educatori stanno esplorando cautamente modi per utilizzare l’AI generativa per migliorare le lezioni, ottenendo un feedback positivo da parte degli studenti. Molti giovani sono consapevoli che l’AI trasformerà il mercato del lavoro e la comunicazione quotidiana, quindi desiderano essere preparati per il futuro. Emergono però domande cruciali. L’apertura all’AI nell’istruzione rischia di danneggiare gli aspetti fondamentali dell’apprendimento umano? Si stanno sottolineando le difficoltà di valutare quale sarà l’impatto di questa tecnologia sul contenuto dell’educazione. La capacità dell’AI di produrre risultati accurati e privi di pregiudizi è un altro aspetto controverso. I modelli di linguaggio possono “mistificare”, inventando fatti e fonti in modi imprevedibili, e sono stati accusati di bias basati sui dati di Internet. L’adozione di strumenti di generative AI nelle aule sta portando cambiamenti significativi. Alcune scuole di élite hanno già sperimentato l’uso di avatar generati dall’AI per migliorare la presentazione degli studenti su temi come la sociolinguistica. Altri studenti usano questi strumenti per migliorare la struttura dei loro argomenti, ma è necessario valutare attentamente quanto questo possa incidere sulla capacità di sviluppare abilità fondamentali, come la capacità di pensiero critico e la comunicazione originale.

Nonostante le preoccupazioni, alcuni educatori vedono l’AI come una risorsa potente per la didattica. Alcuni insegnanti stanno già utilizzando modelli di linguaggio come tutor personalizzati che offrono spiegazioni dettagliate e sviluppano le capacità degli studenti. Sal Khan, fondatore di Khan Academy, sostiene che se l’AI viene utilizzata correttamente, con moderazione e vigilanza, potrebbe rappresentare una delle trasformazioni più significative del nostro tempo, particolarmente nell’ambito educativo. Secondo Khan, l’AI potrebbe risvegliare la curiosità degli studenti e renderli entusiasti dell’apprendimento.

Non ultimo, è essenziale sviluppare un approccio equilibrato all’utilizzo dell’AI nell’istruzione. Bandire tali strumenti non è la soluzione. Gli educatori dovrebbero adottare un approccio basato su una riflessione critica, insegnando agli studenti come utilizzare questi strumenti in modo consapevole e responsabile.

È importante comprendere che l’AI può essere uno strumento utile per arricchire l’apprendimento, ma non può sostituire la gratificazione che deriva dal superare sfide e sviluppare abilità uniche. Il futuro dell’istruzione sarà influenzato dalla collaborazione tra l’empatia e la creatività umane e le funzionalità dell’AI, preparando gli studenti per un mondo in cui l’apprendimento sarà una competenza fondamentale per il successo.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo L’AI generativa nella didattica, rivoluzione o minaccia? proviene da Data Manager Online.

]]>
Loyalty e Web3, il legame tra brand e community https://www.datamanager.it/2023/07/loyalty-e-web3-il-legame-tra-brand-e-community/ Fri, 07 Jul 2023 09:00:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=228902 Engagement e community al centro delle strategie. I programmi di loyalty come strumento fondamentale da cui ripartire per consolidare la relazione tra clienti e brand Il cambio di paradigma del rapporto clienti-brand vede la relazione con il marchio assumere un ruolo preponderante rispetto all’acquisto e al possesso dei prodotti stessi. Un programma fedeltà, progettato per […]

L'articolo Loyalty e Web3, il legame tra brand e community proviene da Data Manager Online.

]]>
Engagement e community al centro delle strategie. I programmi di loyalty come strumento fondamentale da cui ripartire per consolidare la relazione tra clienti e brand

Il cambio di paradigma del rapporto clienti-brand vede la relazione con il marchio assumere un ruolo preponderante rispetto all’acquisto e al possesso dei prodotti stessi. Un programma fedeltà, progettato per rispondere alle crescenti esigenze di coinvolgimento e partecipazione dei consumatori, risulta decisivo nella retention dei clienti. Il valore della loyalty è ampiamente riconosciuto dai brand, al punto che oltre due terzi di quelli che già presentano loyalty program attivi sul mercato, prevedono di  nuovi investimenti nella loro implementazione, focalizzando la propria attenzione principalmente sulla retention di clienti esistenti.

Oltre il 90% delle attività pianificate dai brand in un’ottica di miglioramento dei programmi fedeltà mirano infatti a rafforzare la relazione con il cliente, attraverso l’integrazione di attività transazionali e relazionali, lasciando alle iniziative volte all’acquisizione di nuovi clienti meno del 10% del budget. Diversi studi dimostrano che già quasi il 60% dei consumatori ritiene di essere soddisfatto dei vantaggi offerti dai loyalty program, con impatto positivo sul tasso di reiterazione dell’acquisto di prodotti di un singolo brand. I clienti che usufruiscono di offerte personalizzate hanno una spesa media annua 4,5 volte superiore rispetto a coloro che non hanno mai approfittato di tali offerte, con la conseguenza che per l’80% dei brand, i programmi fedeltà generano un ROI fino a 5 volte superiore alla spesa sostenuta.

La personalizzazione delle esperienze di acquisto rimane ancora il principale motore che spinge le aziende a investire nei programmi di loyalty, insieme alla crescente possibilità di offrire una brand experience sempre più omnicanale e multipiattaforma.


#Web3 I programmi #fedeltà generano un #ROI fino a 5 volte superiore alla spesa – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Nella definizione di una strategia per i programmi fedeltà, è fondamentale conoscere e comprendere i desideri e i bisogni del proprio pubblico di riferimento per poter offrire incentivi adeguati e, attraverso l’impiego di logiche di gamification volte ad aumentare il coinvolgimento degli utenti, i punti e i momenti di contatto tra brand e clienti aumentano, ampliando sensibilmente le opportunità per i brand di approfondire la conoscenza del proprio pubblico.

Alle informazioni transazionali derivanti dagli acquisti effettuati, si aggiungono una serie di dati comportamentali che tracciano il profilo dei clienti in maniera dettagliata e granulare. Questo arricchisce lo spettro di possibilità per le aziende di personalizzare l’intera brand experience, consentendo di rafforzare il legame con i clienti e allo stesso tempo definendone i tratti secondo informazioni in grado di segmentare il target sulla base di una serie di parametri sempre più precisi.

Esperienze personalizzate e coinvolgenti impattano anche sul senso di community, aspetto fondamentale che, per oltre il 20% dei consumatori, influenza positivamente la fedeltà a un marchio a lungo termine. Lo sviluppo del Web3 offre alle aziende numerose opportunità di alzare ancora di più il livello di interazione tra brand e clienti e rafforzare il senso di community e la fedeltà verso il marchio, a patto però che le strategie di loyalty risultino coerenti con il nuovo contesto.


#Loyalty Program nel #Web3 Come rafforzare la relazione cliente-brand – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Eclatanti sono il caso Bored Ape, con i vantaggi nel mondo reale acquisiti da chi ha acquistato i suoi NFT, o di Nike che, con il progetto Swoosh, ha portato la propria community dal mondo reale al Web3 e viceversa attraverso la creazione di asset digitali e fisici che abilitano opportunità esclusive in entrambe le realtà e che hanno già dato dimostrazione delle potenzialità che si celano dietro strategie di fidelizzazione all’interno delle comunità complesse, ma fortemente coese, del nuovo web.

L’era del Web3 riscrive quindi il concetto di partecipazione ed esclusività attraverso logiche di reward che superano i confini dei programmi fedeltà tradizionali, ma con cui condividono gli assunti di fondo, assumendo la capacità di generare valore dal senso di appartenenza, anziché concentrarsi esclusivamente sul tornaconto per il consumatore.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo Loyalty e Web3, il legame tra brand e community proviene da Data Manager Online.

]]>
Immersività nello sport, nuovi modi di coinvolgere il pubblico https://www.datamanager.it/2023/06/immersivita-nello-sport-nuovi-modi-di-coinvolgere-il-pubblico/ Fri, 09 Jun 2023 08:45:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227957 Realtà aumentata, virtuale e mista. La tecnologia immersiva come chiave per conquistare l’attenzione di un pubblico sempre più esigente, in cerca di nuovi livelli di intrattenimento e partecipazione L’immersività offerta dalla realtà aumentata, virtuale e mista sta dimostrando, con alcuni significativi esempi, come i tifosi possano vivere lo sport in modo inedito, aprendo nuove opportunità […]

L'articolo Immersività nello sport, nuovi modi di coinvolgere il pubblico proviene da Data Manager Online.

]]>
Realtà aumentata, virtuale e mista. La tecnologia immersiva come chiave per conquistare l’attenzione di un pubblico sempre più esigente, in cerca di nuovi livelli di intrattenimento e partecipazione

L’immersività offerta dalla realtà aumentata, virtuale e mista sta dimostrando, con alcuni significativi esempi, come i tifosi possano vivere lo sport in modo inedito, aprendo nuove opportunità per gli sport makers di coinvolgere il pubblico e veicolare contenuti e messaggi che fino a pochi anni fa non erano immaginabili. È possibile, infatti, creare esperienze personalizzate e memorabili, arricchendo gli eventi con un’offerta di contenuti aggiuntivi come statistiche, grafiche e giochi interattivi in tempo reale, in grado di aumentare la qualità dell’evento in diretta e generare nuove modalità di partecipazione dei fan e fonti di monetizzazione.

Un esempio che racchiude in sé queste componenti è l’attività “Cavs ARcade” realizzata dai Cleveland Cavaliers in NBA. L’iniziativa ha permesso a​​gli spettatori, attraverso la scansione in tempo reale dei movimenti dei giocatori, di accedere a un flusso alternativo di contenuti visibili solo dallo schermo del proprio device, personalizzando la live experience anche con la possibilità di interagire digitalmente con il campo e partecipare a giochi e sfide virtuali.


#Sport #DX Tecnologia immersiva, mercato in espansione e supporto per gli atleti – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Il club, tramite questo utilizzo della tecnologia, ha potuto coinvolgere il pubblico in maniera più attiva e ha gettato le basi per possibili contenuti e attività premium da sbloccare in futuro. Per i fan si è aperto invece un ulteriore livello di partecipazione all’evento attraverso modalità che superano il concetto di live show. La trasversalità dei contenuti immersivi, e delle potenzialità della tecnologia già a disposizione, ha il merito di non fermarsi al puro intrattenimento, ma sblocca opportunità innovative in qualsiasi ambito di applicazione. Anche per i partner si allarga il perimetro di azione, attraverso la creazione di spazi virtuali ad hoc capaci di attirare attenzione e coinvolgimento irraggiungibili secondo le modalità di partnership tradizionali. La collaborazione tra la NFL e Nickelodeon rappresenta un caso eclatante di quanto l’impiego della realtà aumentata possa giovare ad una partnership.

Il canale ha infatti trasmesso una partita live “aumentata” con contenuti creati appositamente per promuovere uno show dedicato ai più piccoli. Questo ha reso lo spettacolo sportivo più adatto e godibile anche per un target non generalmente attirato dal football americano, dando alla NFL uno sbocco aggiuntivo per perseguire l’obiettivo di abbassare l’età media dei propri tifosi.


#Sport #DX AR, VR e MR cambiano il modo di raccontare e vivere lo sport – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Tra le caratteristiche che maggiormente rendono il mercato dello sport uno dei più in espansione nell’ambito della tecnologia immersiva, con un valore che entro il 2026 toccherà i 7,5 miliardi di euro, vi è anche la possibilità di rappresentare un supporto utile per gli stessi atleti. Le sessioni di allenamento in realtà virtuale sono ormai una realtà consolidata per i motorsports e stanno vedendo una forte espansione anche in discipline come il tennis e il calcio. Gli esercizi di gioco personalizzati, sviluppati per esempio da Rezzil, e già adottati anche dal Manchester City, si basano sulla scienza cognitiva e sulla teoria dell’apprendimento motorio, e sono progettati per migliorare le abilità specifiche di ogni atleta. Sebbene lo sport rimanga uguale nella forma, realtà aumentata, virtuale e mista cambiano il modo in cui il contenuto viene raccontato e vissuto, aprendo a nuovi scenari e contesti in cui sperimentare forme di intrattenimento finora inedite.

L’adozione delle tecnologie immersive non è più una scelta facoltativa, ma una vera e propria necessità da implementare quanto prima nelle strategie di business per evitare di restare indietro in un mercato che si evolve rapidamente e si avvicina sempre di più a un punto di non ritorno in cui l’immersività rappresenterà la nuova normalità.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo Immersività nello sport, nuovi modi di coinvolgere il pubblico proviene da Data Manager Online.

]]>
AI, il rinascimento tecnologico dell’esperienza sportiva https://www.datamanager.it/2023/05/ai-il-rinascimento-tecnologico-dellesperienza-sportiva/ Tue, 09 May 2023 11:00:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227400 Analisi delle performance, assistenti virtuali e chatbot. L’intelligenza artificiale trasforma il mondo dello sport e rafforza la fan experience. Lo stadio come nuovo touchpoint Negli ultimi anni, la tecnologia ha avuto un impatto dirompente e pervasivo nel mondo dello sport. L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo di giocare, gestire e fruire lo sport. Nonostante abbia […]

L'articolo AI, il rinascimento tecnologico dell’esperienza sportiva proviene da Data Manager Online.

]]>
Analisi delle performance, assistenti virtuali e chatbot. L’intelligenza artificiale trasforma il mondo dello sport e rafforza la fan experience. Lo stadio come nuovo touchpoint

Negli ultimi anni, la tecnologia ha avuto un impatto dirompente e pervasivo nel mondo dello sport. L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo di giocare, gestire e fruire lo sport. Nonostante abbia raggiunto una diffusione di massa solo negli ultimi mesi, l’intelligenza artificiale è sviluppata e sfruttata già da diversi anni nella sport industry. La sua applicazione spazia tra i diversi ambiti del panorama sportivo: dal supporto per gli ufficiali di gara al potenziamento delle sessioni di allenamento e di analisi delle performance degli atleti, passando anche per le fasi di scouting degli atleti e di broadcasting degli eventi. Un esempio è rappresentato dal tracciamento degli atleti, che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per catturare e analizzare i movimenti dei giocatori in campo, restituendo informazioni fondamentali sulle loro attività e consentendo agli staff tecnici e agli atleti stessi di sviluppare nuove strategie per migliorare le performance complessive. L’opportunità economica è di tutta evidenza nei numeri generati: nel 2021, il valore del mercato dell’AI nello sport è stato stimato in circa 1,63 miliardi di dollari, con un trend di crescita previsto che supererà i 7,5 miliardi entro il 2028.

Già gli ultimi Mondiali di calcio disputati in Qatar hanno visto un utilizzo massivo della tecnologia supportata dall’intelligenza artificiale. Le telecamere per tracciare i movimenti dei singoli calciatori in tempo reale, unite al pallone con il sensore di posizione al suo interno, hanno assicurato la correttezza delle decisioni arbitrali sulle situazioni di campo. Allo stesso tempo, hanno raccolto ingenti quantità di dati, messe a disposizione dei calciatori al termine delle partite, permettendo loro di analizzare la propria prestazione con il supporto di informazioni reali. Se dal punto di vista tecnico, l’utilizzo dell’AI è ormai parte integrante del settore sportivo, dal punto di vista della fan experience, lo scenario è ancora in fase di costruzione.


#Sport #DX Il mercato dell’AI nello sport in continua crescita – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


I primi passi si sono mossi nell’ambito della gestione organizzativa degli eventi, con società che hanno utilizzato l’AI per migliorare l’esperienza allo stadio dei propri tifosi, con integrazioni che si sposano perfettamente con l’evoluzione delle smart arenas, in cui la tecnologia svolge un ruolo fondamentale per rendere lo stadio un nuovo touchpoint per raccogliere informazioni utili al miglioramento dell’esperienza dei tifosi.

Per esempio, il Manchester City ha installato telecamere connesse a una centrale per gestire in tempo reale i flussi all’interno dell’Etihad Stadium. Questa soluzione ha permesso ai fan dei Citizens di evitare code per accedere ai servizi e ai negozi dello stadio, generando nuovi flussi di revenue per il club, grazie al posizionamento strategico di infopoint e punti vendita. Oltre al suo utilizzo nei luoghi degli eventi, l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità per gli sport makers anche per potenziare la fan experience degli appassionati geograficamente distanti.

L’AI rappresenta un prezioso supporto nell’ottimizzazione del modo in cui i tifosi fruiscono i contenuti. Aiuta a selezionare le migliori inquadrature per restituire una visione più immersiva per i tifosi e possono fornire dati statistici relativi alle performance o alle scelte tecniche, calcolati in tempo reale per un coinvolgimento dell’audience più efficace.


#Sport #DX L’AI rafforza la fan experience. Lo stadio come nuovo touchpoint – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Inoltre, i club possono avvalersi di assistenti virtuali come i chatbot per rispondere alle domande dei fan, creando una relazione con i fan più profonda, o utilizzare l’AI per realizzare highlight in tempo reale con commento generato automaticamente, che golf, tennis e calcio hanno già sperimentato, sfruttando i picchi di reazione del pubblico registrati durante lo svolgimento dell’evento. Ciò che per gli sport makers sarà fondamentale ricordarsi è che l’AI è una tecnologia che si basa sull’analisi dei dati, e sarà quindi fondamentale assicurarsi che questi siano raccolti strategicamente attraverso canali e piattaforme proprietarie, al fine di ottenere insight determinanti per l’evoluzione del business.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo AI, il rinascimento tecnologico dell’esperienza sportiva proviene da Data Manager Online.

]]>
Sport brand experience, il paradigma dell’intrattenimento sportivo https://www.datamanager.it/2023/04/sport-brand-experience-il-paradigma-dellintrattenimento-sportivo/ Thu, 06 Apr 2023 12:00:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=226380 La convergenza tra produzione di contenuti e piattaforme digitali. La trasformazione della sport industry in experience company. Il ruolo della tecnologia nella creazione di esperienze coinvolgenti La sport industry sta affrontando un momento di profondo cambiamento. In uno scenario in cui la produzione di contenuti e le tecnologie digitali viaggiano su binari convergenti, il settore […]

L'articolo Sport brand experience, il paradigma dell’intrattenimento sportivo proviene da Data Manager Online.

]]>
La convergenza tra produzione di contenuti e piattaforme digitali. La trasformazione della sport industry in experience company. Il ruolo della tecnologia nella creazione di esperienze coinvolgenti

La sport industry sta affrontando un momento di profondo cambiamento. In uno scenario in cui la produzione di contenuti e le tecnologie digitali viaggiano su binari convergenti, il settore dell’entertainment è diventato un mercato ancora più vasto, popolato da nuovi attori, anche non sportivi, che puntano ad accaparrarsi l’attenzione degli utenti. Ciò che il fan richiede allo sport è un livello di coinvolgimento e un’interazione tali da farli sentire protagonisti indiscussi dello spettacolo sportivo. I tifosi 4.0 esigono una tipologia di esperienza che vada oltre l’evento e superi il concetto di sport in quanto tale. Agli sport makers è richiesto di studiare, analizzare e comprendere il nuovo contesto e adattarsi per creare fan experience in grado di unire interattività, socialità ed esclusività.

Chi aveva già intrapreso un percorso di rinnovamento, trasformandosi gradualmente in media company, ha un vantaggio competitivo sugli altri. Le fondamenta sulle quali possono costruire il proprio futuro sono già solide, grazie alla quantità e la qualità di contenuti originali creati, a un pubblico profilato e segmentato e a un mindset già orientato verso l’evoluzione. Il passaggio successivo è però quello di costruire su queste basi per dare continuità al processo di sviluppo verso la trasformazione in experience company.


La trasformazione della #sportindustry in experience company – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Il concetto di experience company è ampio e si riferisce a società il cui modello di business integra molteplici attività volte a offrire al pubblico esperienze complete, coinvolgenti e memorabili, in grado di superare il perimetro della sport experience “da campo”. Strutturarsi come experience company, permette agli sport makers di creare ambienti interattivi e coinvolgenti, dove i fan sono incoraggiati a partecipare attivamente, sviluppando relazioni più profonde con i brand. Si offrono così ai tifosi attività di intrattenimento e fan engagement prima, durante e dopo gli eventi, la possibilità costante di accedere a contenuti esclusivi e si creano opportunità di interazione diretta con gli atleti di maggior valore. La tecnologia e il livello di innovazione attualmente a disposizione giocano a favore della sperimentazione. Il momento di hype del metaverso e delle tecnologie immersive come la realtà virtuale e aumentata o le piattaforme virtuali, rappresentano modalità di fruizione in continua progressione sulle quali fare leva per imporsi come experience company.

In questo contesto si sono aperte, e si apriranno ancora, opportunità imperdibili che alcuni sport brand internazionali stanno già sperimentando con successo. Soluzioni come quelle trovate dalla NBA con la partnership con Meta per dare ai fan la possibilità di assistere, grazie alla realtà virtuale, ai match da postazioni esclusive poste a bordocampo o di creare contenuti unici, sostituendo con la propria immagine un qualsiasi giocatore all’interno di una partita, hanno già portato il livello di immersione dei fan all’interno dell’evento sportivo al punto più alto mai toccato. Allo stesso modo, le land proprietarie su Roblox come quella del Manchester City o della NFL, o le aree tematiche in piattaforme di metaverso come The Sandbox e Decentraland, offrono agli utenti esperienze che vanno ben oltre il lato tecnico dello sport, e rappresentano possibilità di espandere il business, ramificando l’offerta in diverse direzioni, dal gaming agli eventi, per generare nuovi flussi di raccolta dati e monetizzazione, e alzare costantemente l’asticella della sport brand experience offerta. Lo scenario che si è aperto permette a tutti gli attori della Sport Industry, dal club agli sponsor, di giocare un ruolo fondamentale per rendere l’esperienza del fan sempre più esclusiva, personalizzata e memorabile. Il concetto di experience company si basa sulla sinergia che lo sport maker deve essere in grado di creare fra tutte le parti coinvolte per estendere la propria offerta non solo su più canali, ma anche e soprattutto in mercati che tenderanno sempre di più a concentrarsi nell’unico macro territorio dell’experience industry.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

 

L'articolo Sport brand experience, il paradigma dell’intrattenimento sportivo proviene da Data Manager Online.

]]>
Roblox, come creare valore reale dalle community dei tifosi ai mondi virtuali https://www.datamanager.it/2023/03/roblox-come-creare-valore-reale-dalle-community-dei-tifosi-ai-mondi-virtuali/ Thu, 09 Mar 2023 10:00:08 +0000 https://www.datamanager.it/?p=225627 Il metaverso è il terreno di conquista dei brand della sport industry per intercettare segmenti di pubblico, potenziare l’experience e convertire l’interesse in business Il settore dell’intrattenimento è tra i più attivi nell’approccio verso i nuovi spazi digitali associabili al metaverso. Roblox in particolare rappresenta un terreno di conquista per i brand, al punto che il […]

L'articolo Roblox, come creare valore reale dalle community dei tifosi ai mondi virtuali proviene da Data Manager Online.

]]>
Il metaverso è il terreno di conquista dei brand della sport industry per intercettare segmenti di pubblico, potenziare l’experience e convertire l’interesse in business

Il settore dell’intrattenimento è tra i più attivi nell’approccio verso i nuovi spazi digitali associabili al metaverso. Roblox in particolare rappresenta un terreno di conquista per i brand, al punto che il 40% della Top 50 tra le branded experience è rappresentato da aziende dell’entertainment. Oltre il 10% appartiene all’industria sportiva, con sette esperienze presenti nella classifica delle più utilizzate a livello mondiale, e la NFL che traina l’intero movimento del football americano con tre differenti spazi tematici da oltre 15 milioni di visite.

La crescente attrattiva di Roblox per la sport industry risiede nelle opportunità che la piattaforma offre allo stato attuale e alle potenzialità che la sua evoluzione racchiude. Le land tematiche, come Blue Moon del Manchester City che conta oltre 6 milioni di visite, rappresentano dei veri e propri quartieri generali virtuali dove si delinea in maniera sempre più marcata il filo diretto che lega i brand sportivi alle generazioni più giovani come la Gen Z, l’Alpha e le successive.

La piattaforma americana e i suoi spazi diventano lo strumento fondamentale per intercettare questo segmento di pubblico, estremamente difficile da raggiungere su altri canali, e convertire l’interesse in valore reale. La sua diffusione a livello globale, con un bacino d’utenza di 58 milioni di giocatori al giorno, di cui l’86% sotto i 25 anni, rende Roblox la soluzione per i brand che puntano all’internazionalizzazione del marchio.

L’apertura di una land rappresenta per gli sport maker il modo di offrire agli utenti una sport experience potenziata, in grado di mettere in campo iniziative volte a rafforzare la relazione con club e federazioni sia nel mondo virtuale che in quello fisico.

Il fan engagement diventa più immersivo e interattivo attraverso la creazione di giochi in prima persona come NFL Quarterback Simulator (rating di apprezzamento di oltre il 97% – fonte RomonitorStats), ed eventi che consolidano il rapporto tra fan e brand, generando un impatto positivo anche sulla creazione della community, che si ritrova nel cuore della land per prendere attivamente parte alla quotidianità del club e condividere la propria esperienza con altri appassionati.
Roblox si posiziona anche come nuovo canale per creare e distribuire contenuti originali, realizzati con i fan e per i fan, per soddisfare le loro esigenze.


La #sport industry alla conquista del #metaverso – La lezione di #Roblox – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


Oltre alla diversificazione delle attività per rafforzare il legame con i tifosi, per gli sport brand si aprono flussi di revenue aggiuntivi e nuove opportunità di business. Roblox abilita infatti nuove modalità per monetizzare le attività per i fan attraverso la vendita di asset digitali, l’apertura a pagamento di spazi esclusivi ed eventi o, in un’ottica di ampio raggio, l’estensione dei programmi di membership. Tramite attività che integrano quelle offline o di altri spazi digitali, Roblox permette ai brand di dare vita a strategie di fidelizzazione omnichannel in modo virtuoso, in modo che le azioni e i reward virtuali si integrino con quelli offline.
Attraverso azioni mirate, è possibile tracciare i comportamenti degli utenti iscritti al programma in maniera dettagliata e integrare le informazioni all’interno di CRM costruiti appositamente, ricavando single customer view di maggiore dettaglio e qualità che permettono una completa personalizzazione delle singole fan experience.

Gli insights derivati dall’analisi dei dati, unite all’estensione dell’offerta ai fan su un canale aggiuntivo, rende la land su Roblox un asset che i club possono negoziare nell’ambito di accordi commerciali per creare sinergie all’interno della piattaforma e dare vita a nuove attivazioni per gli sponsor, aprendo così un’ulteriore opportunità di generare ricavi dall’attività nel metaverso.

Alla luce di tutte le opportunità che Roblox già concede nella sua forma attuale, per la sport industry si è aperto uno scenario che non è possibile lasciare inesplorato. Il coinvolgimento delle community risulta determinante ai fini del successo e, in un contesto in cui la competizione non si limita al proprio settore, i protagonisti dello sport partono dal vantaggio di poter contare sulla passione e sull’amore incondizionato dei fan come vero volano di fidelizzazione.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo Roblox, come creare valore reale dalle community dei tifosi ai mondi virtuali proviene da Data Manager Online.

]]>
I trend chiave per il successo dei business nel 2023 https://www.datamanager.it/2023/02/i-trend-chiave-per-il-successo-dei-business-nel-2023/ Fri, 10 Feb 2023 09:30:48 +0000 https://www.datamanager.it/?p=224745 Metaverso, intelligenza artificiale, blockchain e tecnologie immersive. La decentralizzazione come cardine del nuovo ecosistema digitale nel passaggio tra Web 2.0 e Web3 Dopo oltre un anno di sperimentazioni in ambito digitale, dal metaverso all’intelligenza artificiale, passando per blockchain e tecnologie immersive, il 2023 sarà l’anno della consacrazione di una serie di pratiche che hanno trovato […]

L'articolo I trend chiave per il successo dei business nel 2023 proviene da Data Manager Online.

]]>
Metaverso, intelligenza artificiale, blockchain e tecnologie immersive. La decentralizzazione come cardine del nuovo ecosistema digitale nel passaggio tra Web 2.0 e Web3

Dopo oltre un anno di sperimentazioni in ambito digitale, dal metaverso all’intelligenza artificiale, passando per blockchain e tecnologie immersive, il 2023 sarà l’anno della consacrazione di una serie di pratiche che hanno trovato ampio consenso negli ultimi mesi. Il periodo post pandemico ha mostrato il profilo migliore della decentralizzazione della creatività, scardinando il paradigma del luogo di lavoro come sede unica per confrontarsi e raccogliere idee. La riorganizzazione obbligata dal Covid-19 ha messo in mostra i benefici della modalità di lavoro ibrida supportata da una tecnologia che permette di abbattere barriere spazio temporali e unire competenze ed expertise di professionisti dislocati in diverse parti del mondo.

Il concetto di decentralizzazione è uno dei punti cardine del recente passato e del prossimo futuro anche da un punto di vista prettamente tecnologico, con la tecnologia blockchain che fa leva proprio su questo fattore per offrire agli utenti un nuovo step evolutivo di internet sotto la forma del Web3, decentralizzato e certificato. Il nuovo ecosistema digitale si muove sui fili della scarsità e dell’autenticità all’interno del Web, in cui i token e gli NFT, i prodotti derivati dalla blockchain più diffusi e consolidati, continueranno a giocare il ruolo da protagonisti nel passaggio tra Web 2.0 e Web3. Nei prossimi mesi si parlerà sempre con maggiore frequenza di collezioni digitali, avatar collezionabili e token, specialmente realizzati dai brand, con lo sviluppo di progetti omnichannel che integreranno dimensione fisica, digitale e blockchain. L’integrazione dei nuovi touchpoint obbligherà le aziende a sfruttare tutti i canali al meglio per creare customer experience coerenti e senza frizioni, creando maggiori possibilità di personalizzazione delle esperienze degli utenti e nuove opportunità di monetizzazione di attività che vedono i consumatori sempre più attivamente coinvolti nella creazione di valore dei brand. Lo sviluppo di servizi e tool legati ai wallet, fondamentali per la gestione dell’identità online, accelereranno l’insediamento della tecnologia blockchain nella quotidianità degli utenti. Diventando gradualmente di uso comune, i servizi on-chain creeranno valore a lungo termine attraverso nuove forme di collaborazione tra aziende e consumatori e di fedeltà verso i marchi.


#digitaltrends 2023 La decentralizzazione come cardine del nuovo ecosistema digitale – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


La loyalty stessa potrà vedere un’evoluzione nei modelli e nelle strategie che le aziende adotteranno per creare customer experience multicanale e interoperabili, in grado di arricchire le piattaforme CRM con dati derivanti dai progetti offline, online e on-chain. L’unione di questi set di dati restituirà insights che permetteranno di comprendere il percorso completo dell’utente in relazione al brand, plasmando processi volti a premiare sempre di più la fedeltà, la partecipazione e l’attivismo all’interno della community di riferimento.

Il concetto di interoperabilità trova inoltre terreno fertile per svilupparsi non soltanto tra le diverse dimensioni e piattaforme, ma anche tra settori che trovano nell’integrazione dei canali un alleato per entrare in contatto con target nuovi attraverso collaborazioni con brand di industrie diverse. Basti pensare alle collaborazioni tra aziende del fashion e società digital per la co-creazione di prodotti reali e dei loro digital twin, in una sorta di ponte a doppia corsia tra il mondo reale e quello digitale, che crea valore offrendo vantaggi specifici in entrambe le dimensioni.

In un’ottica di lungo termine, questa tendenza alla personalizzazione anche nella creazione di beni vedrà un ulteriore salto in avanti, supportata e potenziata dall’intelligenza artificiale, uno dei trend di maggiore rilievo degli ultimi tempi, che le aziende potranno sfruttare a proprio vantaggio nell’interazione costante con gli utenti, nella produzione di contenuti unici, conversazioni realtime e meccanismi di engagement nuovi.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo I trend chiave per il successo dei business nel 2023 proviene da Data Manager Online.

]]>
Gaming apripista del nesso tra aziende e nuovi consumer https://www.datamanager.it/2022/12/gaming-apripista-del-nesso-tra-aziende-e-nuovi-consumer/ Tue, 13 Dec 2022 10:45:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=223470 A piattaforme come Roblox, Fortnite e Minecraft accedono 70 milioni di utenti al giorno, ma il gioco è solo una parte dell’esperienza. Sono questi i nuovi territori del metaverso Il tema del metaverso è diventato predominante a tutti i livelli delle conversazioni di business: con un mercato che conta 400 milioni di utenti al mese […]

L'articolo Gaming apripista del nesso tra aziende e nuovi consumer proviene da Data Manager Online.

]]>
A piattaforme come Roblox, Fortnite e Minecraft accedono 70 milioni di utenti al giorno, ma il gioco è solo una parte dell’esperienza. Sono questi i nuovi territori del metaverso

Il tema del metaverso è diventato predominante a tutti i livelli delle conversazioni di business: con un mercato che conta 400 milioni di utenti al mese e un volume d’affari di 40 miliardi di dollari, è normale che attiri l’attenzione di tutti i protagonisti dell’economia mondiale.

Nonostante il metaverso venga spesso rappresentato come un trasferimento della realtà dalla dimensione fisica a quella virtuale, esso è di fatto un’estensione della realtà che si sviluppa su terreni digitali e offre nuove opportunità e punti di vista agli utenti, portandoli a immergersi in spazi virtuali attraverso i propri avatar. Il concetto di immersività definisce in larga misura (ma non completamente) ciò che il metaverso rappresenta oggi e rappresenterà nel prossimo futuro: la possibilità di accedere a un ambiente virtuale secondo necessità, circondarsi di una realtà diversa da quella che normalmente viviamo per poi riprendere la vita nella dimensione fisica che ci appartiene. Questa caratteristica si traduce per i brand nell’estensione dell’omnicanalità delle proprie strategie di marketing, attirando e coinvolgendo gli utenti a un livello più profondo. Le potenzialità che il metaverso offre per attivare i consumatori alimentano un mercato nel quale le aziende possono raggiungere nuovi clienti, a patto di rispettare le regole e le dinamiche dettate dalle diverse tipologie di piattaforme che popolano lo scenario.

Le piattaforme gaming come Roblox, Fortnite e Minecraft sono quelle che finora hanno attirato la maggiore attenzione del mondo del business grazie al posizionamento che hanno rispetto al proprio target di riferimento. In questi ambienti, a cui accedono in media 70 milioni di utenti al giorno, il gioco è solo una parte dell’esperienza. Chi si muove al loro interno lo fa anche per socializzare, esplorare land tematiche, partecipare a eventi o effettuare acquisti per personalizzare il proprio avatar. Gli utenti più attivi nelle piattaforme gaming hanno fra i 13 e i 17 anni e spendono in media 42 dollari al mese nella personalizzazione dei propri avatar, che nel 70% dei casi rispecchia o influenza lo stile nella realtà. Sono proprio queste nuove abitudini ad aprire un ampio ventaglio di opportunità per le aziende che vedono nel metaverso nuove terre di conquista non solo per il commercio di beni digitali, ma anche per la creazione o il consolidamento di community e lo sviluppo di esperienze diversificate in grado di generare nuovi flussi di revenue.

Ma se da un lato le dinamiche di gioco trainano l’esplorazione di nuovi spazi e modelli di business da seguire per i brand, l’altra faccia della medaglia presenta la diffidenza di aziende che invece non riescono a vedere le potenzialità per perseguire i propri obiettivi strategici. La personalizzazione di avatar e land non è l’unica opportunità per i brand di imporsi nel mercato, e numerose piattaforme si sono costituite con infrastrutture tecnologiche e obiettivi diversi per offrire agli utenti e alle aziende nuove soluzioni di coinvolgimento e monetizzazione delle attività nel metaverso. La realizzazione e il rilascio di collezioni NFT in edizione limitata con vantaggi anche nel mondo reale, la possibilità di costruire land tematiche o realizzare eventi e giochi con partecipazione a pagamento, la creazione di digital twins che generano valore per i possessori nella dimensione fisica quanto in quella virtuale, sono possibilità reali di avere impatti positivi in termini sia economici sia di awareness per le aziende di qualsiasi settore.

Non è il tipo di tecnologia o di piattaforma utilizzata a determinare il successo di un brand nel metaverso, quanto la capacità di creare esperienze in grado di soddisfare i bisogni dei consumatori presenti all’interno dei singoli spazi. In attesa di una vera interoperabilità del nuovo mercato, tutte le piattaforme rappresentano un canale di contatto aggiuntivo tra brand e consumatori, e la sfida per le aziende sta nel saper scegliere con attenzione l’ambiente giusto per avviare la propria strategia di espansione.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo Gaming apripista del nesso tra aziende e nuovi consumer proviene da Data Manager Online.

]]>
Customer experience, ecco come cambia nel metaverso https://www.datamanager.it/2022/11/customer-experience-ecco-come-cambia-nel-metaverso/ Wed, 09 Nov 2022 12:00:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222369 Coinvolgimento e omnicanalità, il metaverso offre il vantaggio di costruire relazioni profonde con gli utenti ma necessita di un linguaggio adatto alle piattaforme esistenti Da circa un anno, il concetto di metaverso, non solo la sua manifestazione, sta imponendo alle realtà di ogni settore di rivedere le proprie strategie di marketing in ambito digitale, nel […]

L'articolo Customer experience, ecco come cambia nel metaverso proviene da Data Manager Online.

]]>
Coinvolgimento e omnicanalità, il metaverso offre il vantaggio di costruire relazioni profonde con gli utenti ma necessita di un linguaggio adatto alle piattaforme esistenti

Da circa un anno, il concetto di metaverso, non solo la sua manifestazione, sta imponendo alle realtà di ogni settore di rivedere le proprie strategie di marketing in ambito digitale, nel senso più ampio, per essere in grado di presidiare un contesto che conta oltre 400 milioni di utenti attivi ogni mese. L’aspettativa creata dalla nuova dimensione è il potenziamento del mondo fisico attraverso la tecnologia digitale e immersiva, e nessuna delle grandi aziende internazionali vuole perdere l’occasione di cogliere la più grande opportunità del prossimo futuro.

Il clima di FOMO, l’acronimo sta per Fear Of Missing Out, che si è sparso a livello globale, ha dato vita a sperimentazioni di successo e ad altre che invece non hanno colto pienamente nel segno. Il motivo della vita breve delle iniziative di minore impatto risiede nella mancanza di competenza specifica delle aziende e nell’esiguo numero di casi di studio da cui trarre spunto per acquisire la giusta maturità di visione nella fase di progettazione strategica. L’errore di valutazione che spesso viene commesso è pensare che il metaverso sia una semplice estensione del mondo digitale che conosciamo adesso. La differenza tra il Web 2.0 e il Web 3, del quale il metaverso sarà parte ma non lo definirà in maniera totale, è anche nell’obiettivo. Fino a ora, nel Web 2.0, la grande azienda ha la possibilità di parlare di sé a milioni di persone, nel metaverso il brand deve costruire uno spazio e metterlo a disposizione degli utenti perché questi lo esplorino, ne parlino, condividano valori e creino un legame con il marchio.

Il metaverso offre l’opportunità per le aziende di costruire relazioni più profonde con gli utenti attraverso l’offerta di esperienze brandizzate, ma ha bisogno di un linguaggio specifico che sappia adattarsi alle diverse piattaforme esistenti, mantenendo al contempo una coerenza con il messaggio aziendale. L’esempio della Gucci Garden Experience su Roblox dimostra le potenzialità del metaverso utilizzato non come un touchpoint isolato, ma come un’opportunità in grado di integrare ed estendere l’approccio omnicanale di un brand, che mantiene la coerenza del messaggio, sfruttando il linguaggio e la struttura proprie della piattaforma scelta. In ogni metaverso attualmente esistente c’è una specifica economia basata su scambio di beni digitali e beni reali, ma i brand devono ricordare che queste piattaforme non sono dei semplici marketplace immersivi. Nell’era dell’experience economy che si sta affermando, i potenziali flussi di revenue non dipendono direttamente dal valore del prodotto, bensì dall’esperienza che quel prodotto abilita, sfruttando la community come volano di fidelizzazione. Il prodotto diventa un accessorio di un’esperienza olistica, mentre si definiscono nuove strategie che puntano a collocare il brand in posizione primaria nella mente dei consumatori, portando il coinvolgimento degli utenti dalla sfera virtuale a quella fisica.

Le collaborazioni tra Tiffany e Cryptopunk o di Nike con CloneX e Cryptokicks rappresentano esempi di convergenza tra dimensione reale e virtuale. Il ponte creato tra i due ambienti fonde le community nei rispettivi mondi, sfruttando le leve di esclusività e desiderabilità dei beni capaci di creare un modello di business ibrido in cui lo scambio di valore avviene a cavallo tra il mondo fisico e digitale. Il collegamento tra le dimensioni richiede una progettazione integrata e un approccio all’utente specifico per ogni piattaforma. L’ampia frammentazione attualmente presente in questo scenario porta a non poter parlare ancora di customer experience nel metaverso in senso trasversale, ma i brand devono affrontare il cambiamento con la consapevolezza che il fattore critico di successo risiede nella capacità di creare un modello di coinvolgimento strutturato secondo le specificità di ciascuna piattaforma, ponendo la customer experience al primo posto.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo Customer experience, ecco come cambia nel metaverso proviene da Data Manager Online.

]]>
Loyalty nel Web3, da transazionale a partecipativa https://www.datamanager.it/2022/10/loyalty-nel-web3-da-transazionale-a-partecipativa/ Fri, 07 Oct 2022 10:00:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221578 Il nuovo paradigma ha spostato la centralità dall’azienda al cliente, portando le persone a legarsi sempre meno ai brand che ora devono puntare a una loyalty più profonda La presenza ormai consolidata del Web3 ha rimescolato le carte dei professionisti del marketing che, dopo oltre un decennio passato a vendere prodotti che creassero senso di […]

L'articolo Loyalty nel Web3, da transazionale a partecipativa proviene da Data Manager Online.

]]>
Il nuovo paradigma ha spostato la centralità dall’azienda al cliente, portando le persone a legarsi sempre meno ai brand che ora devono puntare a una loyalty più profonda

La presenza ormai consolidata del Web3 ha rimescolato le carte dei professionisti del marketing che, dopo oltre un decennio passato a vendere prodotti che creassero senso di appartenenza e community tra i consumatori, si trovano a cambiare la propria ottica e operare esattamente al contrario: creare community per vendere prodotti.

Il nuovo paradigma ha spostato la centralità dall’azienda al cliente, e la pandemia ha accelerato questo processo, portando le persone a legarsi sempre meno ai brand. Oltre un quinto dei consumatori non mostra alcuna fedeltà a specifici marchi e i programmi di loyalty ne stanno risentendo al punto che quasi il 40% dei clienti non prova interesse nel prenderne parte.

Il nuovo scenario apre per i brand la possibilità di sfruttare le peculiarità della nuova era digitale a proprio vantaggio per raggiungere nuovi target e fidelizzare i clienti. Dopo il passaggio dal concetto di loyalty transazionale a quella relazionale, ora si punta a una loyalty più profonda e, soprattutto, partecipativa. La decentralizzazione tipica della tecnologia blockchain e i suoi derivati come criptovalute e NFT sono le basi fondanti del Web3 nel quale le aziende devono rivedere le proprie strategie di coinvolgimento e fidelizzazione dei consumatori. L’obiettivo è quello di rendere gli utenti veri e propri membri e creatori di una community, offrendo programmi di loyalty che integrino token e NFT all’interno del proprio catalogo premi per i clienti più fedeli.


#loyalty #web3 Come ripensare le strategie di coinvolgimento e fidelizzazione – Fabio Lalli @IQUII
Click To Tweet


A ogni opera digitale o token, a seconda dello status del cliente all’interno del loyalty program, si possono legare un numero indefinito di vantaggi da sfruttare anche nel mondo reale. A questo proposito, sono già iniziate le prime sperimentazioni. Tra le più recenti: Starbucks Rewards, uno dei programmi di loyalty più diffusi al mondo con circa 25 milioni di membri, integrerà Starbucks Odyssey, una nuova esperienza che include una serie di NFT tra i premi che consentono ai clienti di guadagnare e acquistare beni digitali e accedere a esperienze esclusive.

L’interoperabilità degli NFT tra ambiente digitale e fisico rappresenta un valore per i programmi di loyalty in grado di cambiare completamente la concezione di fedeltà al marchio. Le caratteristiche intrinseche di scarsità e unicità degli NFT si traducono in opportunità per i brand che vogliono generare hype intorno al proprio prodotto e sfruttano queste peculiarità per aumentare il senso di appartenenza dei propri clienti. Raggiungere un determinato status nel loyalty program può portare a ricevere un bene unico al quale associare, nel tempo, una serie di vantaggi dal valore crescente in grado di mantenere costante la propria attività nei confronti dell’azienda. In questo modo, si rafforza la relazione tra marchio e consumatore, e il valore della fedeltà al marchio diventa qualcosa di tangibile per il cliente che non è più solo una persona che reitera un acquisto da una determinata azienda, ma un membro attivo di una comunità che condivide valori e visioni del brand stesso.

Il concetto di reward oltrepassa il perimetro della realtà del loyalty program del brand e acquisisce la capacità di generare benefici anche all’esterno della stessa realtà aziendale. La possibilità di gestire in autonomia i diritti di proprietà sulle ricompense ricevute e prendere parte ai processi di creazione di nuove opere digitali, attiva anche nuovi flussi di revenue. I consumatori possono guadagnare dalla possibilità di vendere i propri asset sui marketplace specializzati, mentre i brand ricevono valore dalle royalties delle vendite secondarie previste all’interno degli smart contract.

Per i marketer si è aperta la possibilità di applicare i concetti e gli strumenti del Web3 per concepire nuovi modelli di fidelizzazione, al cui centro c’è una community fondata su valori condivisi in cui i membri possono essere fidelizzati oltre il livello di ambassador del marchio, fino a diventare creatori di contenuti e prodotti digitali capaci di portare la riconoscibilità del brand oltre confini che l’azienda da sola non avrebbe la forza di superare.


Fabio Lalli founder and partner @IQUII – iquii.com

L'articolo Loyalty nel Web3, da transazionale a partecipativa proviene da Data Manager Online.

]]>