Gian Carlo Lanzetti – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 12 Dec 2023 14:34:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Gian Carlo Lanzetti – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sistemi, nuovi orizzonti di sviluppo con l’AI https://www.datamanager.it/2023/12/sistemi-nuovi-orizzonti-di-sviluppo-con-lai/ Tue, 12 Dec 2023 14:30:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232663 Con una crescita del fatturato di circa il 9%, Sistemi sperimenta le prospettive di applicazione dell’AI con nuove soluzioni di contabilizzazione delle fatture e documentazione dei prodotti Tra le software house italiane che hanno da tempo integrato l’intelligenza artificiale per potenziare le proprie soluzioni, c’è Sistemi di Torino. Sistemi SpA è una “splendida quarantenne” (47 a […]

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Con una crescita del fatturato di circa il 9%, Sistemi sperimenta le prospettive di applicazione dell’AI con nuove soluzioni di contabilizzazione delle fatture e documentazione dei prodotti

Tra le software house italiane che hanno da tempo integrato l’intelligenza artificiale per potenziare le proprie soluzioni, c’è Sistemi di Torino. Sistemi SpA è una “splendida quarantenne” (47 a dire il vero), che da sempre si occupa di software e servizi per studi professionali e aziende. Dopo i commercialisti e i consulenti del lavoro, negli ultimi dieci anni la società è entrata anche sul mercato dei grandi studi legali, il che le consente di avere un’offerta completa per le tante realtà multiprofessionali che in Italia stanno aumentando, data la tendenza recente di molti studi ad aggregarsi e fare rete. La società è poi presente anche sul mercato aziendale, con un ERP di fascia alta per le aziende più strutturate e un gestionale prettamente amministrativo e contabile per le aziende più piccole. Quello degli ERP è un mercato molto dinamico, che sta regalando belle soddisfazioni. Tra aziende, studi professionali e associazioni di categoria, Sistemi fornisce software e servizi a più di 33mila realtà, molte delle quali attraverso il suo cloud proprietario. Con le applicazioni web di fatturazione elettronica e collaboration, interfaccia inoltre più di 400.000 professionisti e micro-imprese.

L’AI IN FORTE EVOLUZIONE

E proprio nel 2019, quando con l’avvento della fatturazione elettronica si è aperta anche al mercato delle micro-imprese, Sistemi si è posta il problema di facilitare l’apprendimento delle sue soluzioni. In collaborazione con una società specializzata, ha avviato lo sviluppo di un chatbot basato su BERT, il modello di linguaggio di Google, in grado di rispondere a una vasta gamma di domande con un elevato livello di affidabilità. «All’epoca – ricorda Francesco Eandi, direttore dello sviluppo prodotti – BERT era il modello linguistico più avanzato, sia perché supportato da Google e quindi addestrato su miliardi di documenti, sia perché era uno dei primi modelli bidirezionali: a differenza di altri modelli linguistici, BERT considerava il contesto completo di una parola, offrendo un livello di “comprensione” superiore. Da allora, abbiamo ritenuto che l’intelligenza artificiale fosse una tecnologia cruciale e indispensabile, e quindi abbiamo deciso di adottarla e svilupparci sopra. Oggi, l’AI è integrata nelle nostre soluzioni, soprattutto nell’ambito contabile e di rendicontazione: gestiamo la riconciliazione bancaria, la contabilizzazione dei movimenti di incasso e pagamento, la riclassificazione del bilancio, tutto in modalità assistita dall’AI. I risultati finora conseguiti sono soddisfacenti, tuttavia, ci aspettiamo un notevole miglioramento nei prossimi 3-4 anni».

L’AI è ancora una tecnologia in forte evoluzione. La fase di ricerca è cruciale prima di intraprendere lo sviluppo. «In questo contesto, va sottolineato che l’AI può comportare costi significativi rispetto ad altri ambiti di sviluppo» – spiega Eandi. «Un aspetto di cui è importante essere consapevoli. Quello che possiamo affermare è che l’intelligenza artificiale ha potenzialità imparagonabili rispetto ad altre tecnologie pensate per l’automazione dei processi. Pur non basandosi su algoritmi deterministici e, di conseguenza, non generando gli stessi output con input identici, l’AI si distingue per la sua notevole efficacia derivante dalla sua straordinaria versatilità. Può essere implementata in diverse aree, inclusi settori come la contabilità, la gestione della customer relationship, la produzione, l’analisi dati, l’estrazione di informazioni. È fondamentale tenere presente che non esiste mai una soluzione universale per tutti i problemi: tuttavia, l’intelligenza artificiale rappresenta un elemento chiave all’interno di un approccio integrato».

PROSPETTIVE DI SVILUPPO

In questo periodo Sistemi, che si avvia a chiudere l’anno con una crescita del fatturato di circa il 9%, è impegnata su due progetti di rilievo. Il primo riguarda l’implementazione di algoritmi di intelligenza artificiale per la contabilizzazione delle fatture, con risultati promettenti nei test di laboratorio. Il secondo progetto si concentra sull’applicazione dell’intelligenza generativa alla documentazione dei prodotti, con la creazione di una sorta di “ChatGPT” specializzato nel contesto Sistemi, per migliorare l’interazione con gli utenti. In prospettiva, un altro ambito di particolare interesse è l’applicazione dell’intelligenza artificiale nello sviluppo del software e «siamo solo all’inizio» – afferma Eandi. Non sono previste invece innovazioni di sorta in ambito distributivo, dove al contrario Sistemi ritiene vincente il modello attuale: «A differenza dei concorrenti, continuiamo a credere fermamente nella valorizzazione dei partner sul territorio, i quali svolgono un ruolo cruciale nella distribuzione e nell’assistenza dei prodotti dell’azienda».

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Le eccellenze italiane di Ericsson https://www.datamanager.it/2023/11/le-eccellenze-italiane-di-ericsson/ Fri, 10 Nov 2023 16:01:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232214 Nei centri di Genova, Pisa e Pagani (SA) i migliori talenti del Paese lavorano per l’evoluzione delle comunicazioni mobili nell’era del 5G, fondendo R&S e Innovazione La svedese Ericsson è presente in Italia dal 1918 e contribuisce da oltre un secolo all’innovazione e alla crescita del nostro Paese, portando i benefici della telefonia e della […]

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Nei centri di Genova, Pisa e Pagani (SA) i migliori talenti del Paese lavorano per l’evoluzione delle comunicazioni mobili nell’era del 5G, fondendo R&S e Innovazione

La svedese Ericsson è presente in Italia dal 1918 e contribuisce da oltre un secolo all’innovazione e alla crescita del nostro Paese, portando i benefici della telefonia e della banda larga mobile a milioni di persone e imprese. Da 45 anni porta avanti rilevanti attività di Ricerca e Sviluppo: ad essa viene tuttora dedicato circa il 18% del suo fatturato complessivo. In detti centri lavorano 620 ricercatori e il loro impegno trova riscontro nel numero di brevetti ottenuti: 850 dal 2000.

”Il contributo dei ricercatori italiani, osserva Alessandro Pane, Head or Ericsson R&S Italy, è fondamentale per lo sviluppo dei portafogli di soluzioni per le reti e per i servizi digitali (Networks e Cloud Software & Services) di Ericsson. Grazie ad avanzate competenze scientifiche e progettuali, in Italia nascono alcune delle soluzioni più innovative – sotto il profilo di compattezza, latenza, consumo energetico e gestibilità – adottate dai principali operatori Tlc di tutto il mondo e in prospettiva orientate verso soluzioni cloud e open di nuova generazione. Tutto questo è reso possibile da un virtuoso ecosistema dell’innovazione che Ericsson contribuisce a far crescere, fungendo da cerniera tra università, consorzi, istituzioni, imprese e startup, e promuovendo lo sviluppo di progetti innovativi per accelerare il processo di digitalizzazione del nostro Paese”.

Le missioni

A Genova, che funge da quartier generale, si sviluppa hardware e software per le reti di quarta, quinta e sesta Generazione; Pisa è il centro di ricerca di base, si trova presso il campus del CNR e dell’Università Sant’Anna e si occupa di trasmissione ottica e fotonica; Pagani (SA) ospita un centro di sviluppo software e di sviluppo di sistemi per intercettazioni legali delle reti.

”Oggi – precisa Pane – si fa principalmente ricerca sul software, più che sull’hardware, e sui vari settori: gestione delle reti di trasporto, fotonica integrata, software di autenticazione cloud. I centri si occupano di tutte queste tecnologie per tutto il gruppo: quelli italiani, in altri termini, sono centri di eccellenza che lavorano su un determinato tema per tutto il gruppo a livello mondiale”. Una curiosità: sono uno sviluppo italiano i dispostivi di intercettazione legale sviluppati per il mercato mondiale.

Una volta l’Italia era all’apice mondiale per la ricerca industriale nelle Tlc, grazie a società come Italtel, Alcatel, Telettra e alcune aziende minori. C’era come oggi Telecom Italia, una presenza degli operatori; le realtà ICT oggi sono rimaste in poche e con obiettivi mirati (Cisco, Ibm e Leonardo sono probabilmente i soli nomi). Di fatto Ericsson non ha pari.

R&S più Innovazione

Accanto all’attività di ricerca per l’azienda si lavora anche in ottica di ecosistema, su progetti di innovazione che vedono il coinvolgimento anche di partner esterni. In ogni lab c’è un “innovation garage” che è un luogo in cui si fa questo tipo di attività, in modo mirato su alcuni ambiti principali. A Genova si lavora sullo sviluppo di soluzioni green e a bassissima latenza, a Pagani si lavora sul tema della sicurezza / protezione dei nodi di telecomunicazione; Pisa fa ricerca sulle reti ottiche di trasporto, in particolare in funzione dell’enorme ampliamento della capacità di trasmissione di dati ecc andando verso il 6G e in ottica di ammodernamento delle infrastrutture per abilitare servizi più evoluti. Ad esempio si studiano nuovi materiali, apparati, strumenti che possano mantenere le performance eccezionali della fibra anche al crescere delle capacità senza aumentare i consumi energetici e gestendo il tema dell’incremento della temperatura/surriscaldamento che si genera quando si va oltre certi livelli. Si lavora anche con clienti, università, ecosistemi nazionali e anche internazionali, in particolare nei progetti europei finanziati come Restart: sistemi di gestione delle reti future.

I progetti dell’Innovation Day

Sono 19 i nuovi progetti, illustrati durante l’Innovation Days del 14 e 15 novembre,  nelle 4 aree di connettività 5G e AI, sostenibilità, sicurezza e serviceability. Precisa Pane:  ”Per la connettività,  quando si parla di AI si parla soprattutto di automazione e applicazioni predittive da applicare alle reti telco, su tutte le varie funzionalità; per quanto riguarda la sostenibilità si lavora in particolare su nuove modalità di sviluppo software che aiutano anche a ridurre il consumo energetico dell’hardware; sulla sicurezza si lavora sui temi della protezione dei nodi di rete, anche qui usando l’AI; la serviceability riguarda il supporto al servizio su queste reti così complesse (processi di installazione, manutenzione, ottimizzazione, ecc)”.

Smart Cardio Ambulance è una soluzione che consente la trasmissione in alta qualità dei tracciati ECG dei pazienti soccorsi in ambulanza a un medico “remoto” e supporta la diagnosi del problema cardiaco.  I tracciati rilevati dall’elettrocardiografo a bordo dell’ambulanza sono digitalizzati e immessi (in connessione sicura) a un database in cui, sfruttando l’AI, si confronta quel tracciato con un database di tracciati esistenti e già interpretati;  si fornisce quindi una indicazione di diagnosi per supportare l’interpretazione dell’elettrocardiogramma da parte del medico che si trova in ospedale.   Il 5G garantisce queste funzionalità

Un altro progetto riguarda la Protezione delle reti/sicurezza: si crea un “sistema immunitario” che impara a proteggere tratti critici delle reti telco, sui quali viaggiano i dati e le applicazioni per attività vitali, come ad esempio la gestione del traffico automobilistico o altro.  ”Qui, conclude Pane, si sfrutta la virtualizzazione delle reti, il cloud per poter isolare e partizionare: ovvero mettere in quarantena il traffico sospetto, creando nuove partizioni su cui ospitare la parte ’sospetta’ del traffico, senza interrompere l’operatività del sistema/applicazione critica”.

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Finanza: l’innovazione diventa “Unlimited” per CRIF https://www.datamanager.it/2023/10/finanza-linnovazione-diventa-unlimited-per-crif/ Fri, 13 Oct 2023 10:21:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231278 L’innovazione finanziaria è stata il tema centrale dell’evento annuale Tomorrow  Speaks  di CRIF, che quest’anno ha avuto come titolo “Unlimited Innovation with CRIFMetadata”. La IA esce come una tecnologia di punta nella rivisitazione dei processi operativi delle imprese bancarie e assicurative Non c’è solo l’Intelligenza Artificiale nei programmi di questi attori del sistema economico nazionale. […]

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L’innovazione finanziaria è stata il tema centrale dell’evento annuale Tomorrow  Speaks  di CRIF, che quest’anno ha avuto come titolo “Unlimited Innovation with CRIFMetadata”. La IA esce come una tecnologia di punta nella rivisitazione dei processi operativi delle imprese bancarie e assicurative

Non c’è solo l’Intelligenza Artificiale nei programmi di questi attori del sistema economico nazionale. Dalla centralità dei temi ESG, all’incremento dei rischi di Cybersecurity e del Climate Change, dal Wealth Management al nuovo assetto del settore Fintech: queste alcune tendenze che i player finanziari devono considerare per far fronte alla complessità di un mercato orientato sempre più all’innovazione. Per Marco Colombo, Managing Director Finance Italy di CRIF, si sta varcando la soglia di una nuova fase nell’innovazione finanziaria, ‘unlimited’ appunto, un’era caratterizzata da responsabilità e opportunità. Bisogna essere pronti a condurre il settore verso un futuro in cui l’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione saranno ancor di più i fondamenti del sistema finanziario.

Già il consolidamento ha ridotto il numero di attori. Nel giro di 10 anni il numero di banche operative in Italia è sceso da 700 a 400; le compagnie di assicurazione da 220 a 180. Ciò ha migliorato la solidità del sistema bancario come dimostra anche il Cet (Common Equity Tier) che è passato in dieci anni dal 10,5% al 15%. L’Open Banking nel nostro Paese va a rilento ma va: gli utenti sono circa un milione, nel Regno Unito già 7.

Le nuove direttrici

Sono 4, secondo CRIF,  le direttrici che gli attori del settore dovranno abbracciare tempestivamente per fronteggiare la complessità di un mercato destinato a una “illimitata innovazione”. Le aziende saranno sempre  incoraggiate a perseguire una maggiore trasparenza divulgando le informazioni sull’impatto ambientale delle loro operazioni, il rapporto con tutti gli stakeholder (compresi i dipendenti) e le pratiche di governance aziendale. Proseguendo: quanto accaduto di recente in Emilia-Romagna dimostra poi, per gli esperti del Crif, quanto sia rilevante affrontare il tema del Climate Change, valutando puntualmente i rischi delle imprese e individuando, per tempo, azioni di “remediation” che evitino danni e costi per la società.

Ugualmente evidente è il cyber risk. All’IA, anche su questo fronte, viene riconosciuta una grande capacità di aiuto, abbinata con altre tecnologie. In definitiva si prospetta un futuro di maggiore competizione nel settore bancario e un miglioramento dell’offerta di servizi finanziari personalizzati. Con investimenti magari più ridotti rispetto al passato ma più focalizzati e produttivi, avverte l’analisi del CRIF (ad utilizzare i suoi servizi oggi sono oltre 10.500 banche e società finanziarie, più di 600 assicurazioni, 90 mila imprese e un milione 9 di consumatori).

Le aree di intervento sono tante: dalla necessità di un quadro normativo più chiaro all’Euro digitale; da un nuovo quadro normativo per i dati finanziari alla introduzione di regole precise per il “Compro oggi pago domani”. Si dovranno ricercare, con l’aiuto spesso determinate delle nuove tecnologie come l’IA, nuovi e innovativi modelli operativi, in un contesto in cui la linea di demarcazione tra Banche e Compagnie di assicurazioni si affievolirà per l’invadenza dei rispettivi tradizionali campi operativi.

Da Intesa a Unicredit, Banca d’Italia e Poste Italiane

Il management di Intesa ha individuato nella innovazione tecnologica lo strumento alla base di tutte le sue scelte: il cloud è già una realtà al suo interno, per l’Intelligenza Artificiale sono previsti notevoli spazi di crescita, in progetti di grande rilevanza bancaria. “Isybank, banca totalmente digitale – osserva Massimo Proverbio, Innovation and Technology Office Intesa Sanpaolo -, è la nostra punta di diamante nel processo di rinnovamento del gruppo. A questa banca spetterà di sperimentare tutte quelle soluzioni da trasferire poi nella organizzazione della casa madre, con gli stessi livelli di sicurezza. Un processo che richiederà anni per essere completamente assorbito e implementato. Per ora si può dire che con Isybank bastano cinque minuti per aprire un conto corrente”.

Unicredit non è da meno. Questa banca ha fatto sapere di usare veri e propri robot per lavori ripetitivi e realizzabili nelle ore di chiusura dell’istituto. Il miglioramento continuo è diventato un mantra che impegna tutte le maestranze. Anche in questo caso la banca prevede di fare un largo uso della IA. Unicredit, in verità, da anni usa l’IA di tipo per cosi dire tradizionale mentre quella rigenerativa è una sfida di oggi. “Gli ambiti del suo impiego, fa sapere Filippo Ridolfo, Head of Operations Italy Unicredit, sono numerose. Si pensi soltanto all’area della estrazione di valore dalle basi di dati, un’attività rilevante non solo tecnologicamente ma anche di democratizzazione”.

Si pensava che le Fintech avrebbero messo in difficoltà le banche tradizionali nella sfida innovativa, invece queste ultime stanno facendo decisamente bene. Il riconoscimento è della Banca d’Italia, l’organismo di vigilanza. “Dopo il successo con l’home banking, dice Alessandra Perrazzelli, Membro Direttorio e Vice Direttrice Generale Banca d’Italia, esse si stanno distinguendo anche sul fronte dell’Open Banking. Colmato il ritardo, oggi le nostre banche sono le più solerti nel portare in Bce progetti innovativi, un altro segnale del cambiamento dei tempi”.

Infine la rilevanza della innovazione trova risconto nell’attività che Poste Italiane ha impresso alla sua strategia di distributore di diversi servizi ai consumatori attraverso i suoi 13mila uffici. Osserva Silvia Rovere, Presidente di Poste Italiane: “Abbiamo creato una piattaforma omnicanale in grado di servire 35 milioni di clienti, che già oggi gestisce 20 milioni di interazioni ogni giorno, che ha comportato uno stravolgimento nella organizzazione ma con una mente unica incaricata dello sviluppo tecnologico per tutto il gruppo”.

 

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PA Digitale, in continua crescita nel mercato privato https://www.datamanager.it/2023/10/pa-digitale-in-continua-crescita-nel-mercato-privato/ Fri, 06 Oct 2023 10:30:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230860 Oltre ai servizi, ormai tradizionali, di intermediazione delle fatture e conservazione digitale a norma, PA Digitale punta alla cooperazione applicativa con i sistemi di Agenzia delle Entrate per arricchire le soluzioni e il business degli oltre 50 partner La storia di PA Digitale trova solide radici da lungo tempo in ambito PA ed è proprio grazie […]

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Oltre ai servizi, ormai tradizionali, di intermediazione delle fatture e conservazione digitale a norma, PA Digitale punta alla cooperazione applicativa con i sistemi di Agenzia delle Entrate per arricchire le soluzioni e il business degli oltre 50 partner

La storia di PA Digitale trova solide radici da lungo tempo in ambito PA ed è proprio grazie a questo background di esperienza, know-how e tecnologie che è riuscita ad approcciare il mercato privato con una propria identità e una proposta unica nel suo genere. L’azienda, nata nel 2009 per iniziativa di Fabrizio Toninelli, impiega oltre 160 persone distribuite tra le sedi di Pieve Fissiraga (Lodi), Arezzo, Roma e Napoli. Come sottolinea Valeria Toninelli, responsabile marketing di PA Digitale, «la parola che meglio identifica il nostro DNA è innovazione» ed è proprio l’innovazione che ha portato PA Digitale ad ampliare la propria offerta di servizi rivolti alla pubblica amministrazione e alla realizzazione di una proposta per il mercato privato.

IN CONTINUA INNOVAZIONE

Un aspetto fondamentale da sottolineare è che PA Digitale fornisce a software house, system integrator, operatori ICT componenti funzionali in grado di arricchire e potenziare le loro soluzioni gestionali; questo consente loro di proporsi sul mercato con una offerta completa, ricca e che non solo soddisfi le esigenze dell’utente finale, ma anche quelle del «partner che può decidere liberamente la propria politica commerciale; d’altro canto il nostro successo è strettamente legato al successo dei nostri partner» – come afferma Valeria Toninelli. Il sistema WebTec si compone di diversi servizi digitali consolidati, indipendenti e diversamente combinabili nell’offerta rivolta ai clienti finali: intermediazione delle fatture elettroniche, quadratura con il cassetto fiscale, gestione documentale e conservazione digitale a norma, gestione strutturata delle PEC, webmail, gestione pratiche, agenda mobile, prenotazioni on line degli appuntamenti, collaboration & communication per la condivisione di dati e documenti con clienti e associati.


#WebTec #URBISmart Le piattaforme per una digitalizzazione di successo @PADigitalespa
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Particolare rilevanza deve essere oggi rivolta ai nuovi servizi di cooperazione applicativa con i sistemi da e verso l’Agenzia delle Entrate: Laura Sangalli – product manager Mercato Privato – sottolinea che «una grossa novità è stata l’apertura verso le software house da parte di Agenzia delle Entrate che ha introdotto i c.d. servizi di cooperazione applicativa aprendo a provider accreditati la possibilità di consultare e scaricare alcune informazioni direttamente dai portali dell’Agenzia. La scelta di Agenzia delle Entrate ha aperto nuove opportunità operative; PA Digitale, in qualità di provider, ha colto immediatamente questo scenario e offerto ai propri partner strumenti innovativi per integrare le informazioni nelle loro soluzioni gestionali (scarico fatture elettroniche, scarico corrispettivi telematici e calcolo dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche)», sollevandoli da compiti time-intensive, come per esempio i processi di certificazione, accreditamento e tutte le problematiche tecnologiche e normative legate a questi ambiti; i partner potranno integrare tramite API le soluzioni senza altri pensieri. «L’introduzione di nuovi servizi di cooperazione applicativa rappresenta sicuramente un tema importante sia per il miglioramento e l’evoluzione del “colloquio” tra contribuenti e Agenzie e Istituti centrali, sia per le molteplici opportunità di sviluppo e crescita di mercato» – spiega Laura Sangalli.

PA Digitale è un soggetto accreditato al Sistema di Interscambio di Agenzia delle Entrate con volumi di oltre 80 milioni di documenti intermediati e con una quota superiore al 3% sul volume delle transazioni annue a livello nazionale. In ambito conservazione digitale a norma, PA Digitale, tra i primi ad essere iscritti nell’elenco dei conservatori accreditati, è qualificata sul Marketplace dei servizi di conservazione AgID ed è in grado di garantire al mercato le tecnologie più innovative e il rigoroso rispetto di tutte le disposizioni di legge secondo i massimi livelli di sicurezza e qualità.

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Evviva la democratizzazione dei dati https://www.datamanager.it/2023/10/evviva-la-democratizzazione-dei-dati/ Wed, 04 Oct 2023 12:23:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231078 Denodo, +40% all’anno di sviluppo, insegna che esiste un modo nuovo per la gestione dei dati, basato su un approccio logico. Più di mille organizzazioni se ne avvalgono già La democratizzazione dei dati, o Data Democratization (DD), si fonda sul principio secondo cui ogni dipendente, in autonomia, deve poter utilizzare i dati dei quali ha […]

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Denodo, +40% all’anno di sviluppo, insegna che esiste un modo nuovo per la gestione dei dati, basato su un approccio logico. Più di mille organizzazioni se ne avvalgono già

La democratizzazione dei dati, o Data Democratization (DD), si fonda sul principio secondo cui ogni dipendente, in autonomia, deve poter utilizzare i dati dei quali ha bisogno. Questo consente alle aziende di rendere più efficienti i processi, evitando che i dipendenti debbano contare unicamente su set di dati preimpostati o ricorrere al supporto di un team dedicato. Attraverso una piattaforma di gestione dei dati, come quella sviluppata da Denodo, le organizzazioni private e pubbliche possono impostare i controlli degli accessi sulla base dei ruoli in maniera centralizzata, così da definire esattamente quali figure sono autorizzate ad accedere a quali dati e, laddove fosse necessario, estendere tali regole fino a controllare la visibilità o meno di una riga o di una colonna, garantendo quindi un accesso ai dati basato sulle caratteristiche di ogni singolo utente. Di questo argomento, oggi di grande attualità per i vantaggi offerti in termini di velocità e flessibilità, abbiamo parlato con Andrea Zinno, Data Evangelist di Denodo.

+40% di crescita media annua

“La DD sta diventando sempre più la ragione principale della sfida della trasformazione digitale. Si sta passando dalla costruzione di processi tradizionali a processi costruiti attorno ai dati, al duplice scopo di valorizzare meglio i dati disponibili e intraprendere attività nuove grazie a una mole di dati sempre più numerosa. Dopo la tecnologia adesso è la volta dei dati a dare continuità alla rivoluzione impressa dalla digitalizzazione”.

Denodo ha sviluppato una piattaforma originale ed evoluta che aiuta nella integrazione, gestione e delivery dei dati che si ispira a un approccio logico per abilitare la BI in modalità Self-service, la data science, l’integrazione dei dati ibridi/multi-cloud e i servizi di dati aziendali. Da quando è nata l’azienda si è sviluppata a un tasso medio annuo del 40%. Nel mondo conta più di un migliaio di clienti, quasi sempre organizzazioni di grande dimensione che hanno deciso di fare della centralità dei dati uno strumento non solo operativo ma strategico. Attualmente conta più di 600 addetti, pressoché tutti dediti al sostegno della piattaforma, suo unico prodotto.

Prospettive favorevoli anche in Italia

In Italia, dove è presente dal 2018, i clienti sono alcune decine, tra cui primari istituti bancari ma anche Enti della PA come Istat e Insiel. “Non c’è oggi praticamente industry che non sia interessata, cosi come non esiste un segmento di attività preponderante sull’altro. È nella maturità della singola organizzazione e nella sua visione sul futuro che semmai si registrano disparità nella sua adozione. Riscontro un grande interesse per la DD: ci sono i primi della classe ma il gruppo dei follower è consistente. Personalmente sono molto ottimista su questa evoluzione che di fatto mira a una migliore valorizzazione dei dati partendo da un processo logico, anziché fisico, degli stessi: il Logical Data Management (LDM) è il termine coniato per descrivere questa realtà che Denodo ha saputo e sa cavalcare molto bene, tanto che Gartner l’ha inserita in una posizione leader nel suo famoso quadrante (in alto a destra). Si sta sempre più capendo che i dati sono un patrimonio di grande valore in grado di incidere sulla competitività e quindi profittabilità in ambito privato e sulla qualità di erogazione dei servizi al cittadino in ambito pubblico”.

L’aspetto qualificante, evidenzia sempre Zinno, è che grazie a piattaforme come quella di Denodo, si lavora soltanto sulla componente logica della gestione dati, limitando l’apporto di quella fisica.  Con vantaggi in termini di velocità, agilità, facilità d’uso e costi di implementazione (da mesi a settimane, da settimane a giorni). Inoltre il disaccoppiamento con la tecnologia rende più facile l’adozione di tecnologie come per esempio il Cloud. “La nostra esperienza ci ha insegnato che i tempi di implementazione vanno dai tre ai sei mesi, e che il ritorno economico sta scendendo sotto i sei mesi.

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Sferanet: il motore pulsante di Olidata https://www.datamanager.it/2023/10/sferanet-il-motore-pulsante-di-olidata/ Wed, 04 Oct 2023 08:37:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231062 La nascita del Gruppo e l’empowerment femminile del settore Marketing & Communication, alla guida dell’innovazione e del successo di Olidata Un periodo di grandi novità per la Holding Olidata, riammessa alle negoziazioni in Borsa Italiana nel mercato Euronext di Milano, all’inizio dello scorso aprile. Le principali competenze del Gruppo, sviluppate grazie alle controllate Sferanet, I.con […]

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La nascita del Gruppo e l’empowerment femminile del settore Marketing & Communication, alla guida dell’innovazione e del successo di Olidata

Un periodo di grandi novità per la Holding Olidata, riammessa alle negoziazioni in Borsa Italiana nel mercato Euronext di Milano, all’inizio dello scorso aprile. Le principali competenze del Gruppo, sviluppate grazie alle controllate Sferanet, I.con e Divergento, sono in ambito: Big Data & Analytics, Cyber Security, AI, Enterprise Content Management, Gis & I.O.T., Software Development e ICT Infrastructure.

Un Innovation Partner

Si respira un’aria diversa tra gli uffici Sferanet: tutti i reparti hanno partecipato al cambiamento e alla forte evoluzione aziendale. Una maratona oltre il tempo e lo spazio, in cui il management ha sempre avuto le idee chiare su come guidare l’azienda verso l’innovazione!

Un ottimo alleato si è dimostrato l’ufficio Marketing & Communication che, grazie a straordinarie abilità comunicative, ha contribuito a mantenere la rotta e a rendere chiaro, internamente e al mercato, il messaggio di trasformazione. Un reparto completamente al femminile: Claudia Quadrino (CEO Sferanet & Communication Marketing Manager), Federica Inchingolo (Coordinator of Communication & Marketing), Sharon Forti (Communication & Marketing Specialist), Laura Marati (Junior Communication & Marketing Specialist) e Viola Di Camillo (Junior Communication & Marketing Specialist).

“Un Team- precisa Claudia Quadrino, CEO Sferanet & Communication Marketing Manager – di cinque donne che stanno dando un impulso rilevante alla crescita del Gruppo Olidata. Una comunicazione che ha dimostrato di essere altamente efficace nel generare un impatto positivo sul comportamento del titolo nel mercato finanziario, nonché nel diffondere la vision aziendale tra i dipendenti, con l’obiettivo di promuovere un work-life balance. Ogni comunicazione e iniziativa di marketing implementata ha ricevuto una risposta positiva dal mercato, traducendosi in notevoli successi e risultati. Abbiamo ampliato e arricchito le nostre competenze tradizionali nel campo del marketing. Ad esempio, per estendere la nostra presenza online, abbiamo abbracciato nuovi canali social che sono divenuti il nostro canale di comunicazione privilegiato e abbiamo rafforzato esponenzialmente quelli già esistenti, con nuovi approcci di comunicazione, mantenendo sempre un elevato livello di professionalità. Ciò ci sta permettendo di raggiungere un target sempre più giovane che non può, non vuole e non merita di essere lasciato indietro TikTok è il trend del momento e abbiamo sentito la necessità di esserci a modo nostro. Tra le diverse iniziative intraprese la newsletter mensile sulla cybersecurity, rivolta alle imprese e agli utenti del web, nata al fine di rendere accessibile e comprensibile per tutti un argomento ostico come quello della sicurezza informatica. Questa evoluzione ci ha permesso di affermare con convinzione la nostra identità come un’azienda votata all’innovazione. Inoltre, abbiamo investito nell’organizzazione di eventi mirati a valorizzare la nostra immagine aziendale. Questi sforzi hanno già prodotto risultati positivi, come dimostrato dai risultati che superano le aspettative del nostro piano triennale e dagli incrementi osservati nel valore delle azioni in Borsa”.

La società accoglie la diversità e ne valorizza le competenze. Un esempio tangibile è l’inclusione nel team di Mkt di Viola, una giovane ragazza appartenente alle categorie protette. “Sono approdata in Sferanet nel luglio 2022 e ho trovato un ambiente di lavoro che ha accolto positivamente la mia diversità, offrendomi un’esperienza stimolante e gratificante. Svolgo delle attività in autonomia e vengo coinvolta in progetti di notevole complessità. Questo mi permette di migliorare la mia professionalità”.

Motore pulsante del Gruppo Olidata

In altri termini Sferanet è oggi il motore tecnologico di Olidata e quello della sua Immagine sul mercato. Come conferma Federica Inchingolo, Coordinator of Communication & Marketing, “Abbiamo come principale finalità la condivisione dei nostri valori aziendali. Il mio team è composto da persone che hanno dimostrato non solo la capacità di adattarsi al cambiamento, ma anche di generare valore aggiunto attraverso questo processo. Siamo costantemente pronte a impegnarci nel risolvere problemi, accogliendo le sfide con l’obiettivo di sviluppare soluzioni di marketing e comunicazione appropriate. Inoltre, siamo sempre alla ricerca di idee innovative per migliorare costantemente le nostre strategie e i nostri approcci. Lo spirito di gruppo è per noi un asset aziendale di grande valore. Per questo diamo uno spazio significativo ad attività di team building.  Ci piace essere precursori in tutte le attività che svolgiamo, verso i clienti e al nostro interno. Per questo abbiamo costruito la nostra squadra con pezzi unici, valorizzando l’esperienza dei veterani e l’entusiasmo dei nostri giovani talenti. Nel nostro dipartimento, per esempio, Laura ne è la testimonianza, il suo ingresso nel team è stato determinante per generare nuove idee, frutto anche di skills fresche di studi. Sharon è come me e Claudia, una donna, una lavoratrice e una neomamma, capace di essere ugualmente determinante e propositiva in tutti gli ambiti della sua vita, portando un valore aggiunto in ogni contesto che la riguarda.”

Anche questo è Sferanet, una maratona verso l’innovazione in cui tutti percorrono insieme la strada per l’innovazione: l’obiettivo è uno ma l’impegno è di tutti.

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La sfida di Oracle e Microsoft https://www.datamanager.it/2023/09/la-sfida-di-oracle-e-microsoft/ Thu, 28 Sep 2023 10:02:34 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230966 Le due società hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che potrebbe fare riscrivere le regole di mercato per Data Base e Cloud, grazie alla commistione delle loro soluzioni. Come risponderà la concorrenza, ovvero i grandi Cloud Provider? Verso una nuova practice di mercato? Settembre sarà ricordato da Oracle come un mese di grandi annunci. Di […]

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Le due società hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che potrebbe fare riscrivere le regole di mercato per Data Base e Cloud, grazie alla commistione delle loro soluzioni. Come risponderà la concorrenza, ovvero i grandi Cloud Provider? Verso una nuova practice di mercato?

Settembre sarà ricordato da Oracle come un mese di grandi annunci. Di portata tale da poter anche far riscrivere parte delle regole che governano i settori del Data Base e del Cloud. Andrea Sinopoli, VP e Cloud Technology Country Leader, Oracle Italia, durante un incontro con la stampa di settore, ha esplicitamente detto di essere tornato dagli Stati Uniti molto energizzato per la mole e la qualità degli annunci rilasciati. “Personalmente ritengo che l’accordo stretto da Oracle con Microsoft per cooperare insieme, ‘quasi da amici’, sia la notizia di maggiore rilevanza per le implicazioni sui mercati del DB e del Cloud. In concreto si è deciso di far ospitare i nostri DB all’interno di Azure, con un programma di lavoro che assegna grande importanza all’IA generativa (Microsoft ha il 49% di OpenAi, che vale intorno ai 40 miliardi di dollari ndr). Una mossa che rende i nostri DB ancora più open e indipendenti dalla piattaforme tecnologiche usate dagli utenti finali”. Sono già una cinquantina le funzionalità AI-based individuate e oggi usabili, con vantaggi in termini di velocità e potenza. E ciò grazie anche ai rilevanti investimenti fatti negli scorsi anni da Oracle nell’automazione. “Una lungimiranza – precisa Sinopoli – che vale per gli accordi stretti con Nvidia e Ampere per rendere disponibili le nuove istanze basate sui loro processori di nuova generazione che aumentano le prestazioni e l’efficienza per i carichi di lavoro su GPU e CPU. Peraltro la tecnologia Ampere contribuisce a rendere più sostenibile il Cloud”.

L’intesa strategica siglata con Microsoft per potenziare la presenza di Oracle nel mercato Cloud non va a scapito dell’attività concernente il Data Base che anzi uscirà rafforzata, per effetto dei continui miglioramenti fatti. “Sono di questi giorni ad esempio – puntualizza sempre Sinopoli – due features che considero disruptive, di cui una, che chiamo DB relazionale poliglotta, renderà più facile la interazione con il DB e il lavoro degli sviluppatori. Idem per la seconda che renderà la comunicazione con il DB ancora più semplice: sarà come parlargli assieme”.

Applicazioni fortemente IA-based

Concetti ribaditi anche da Giovanni Ravasio, VP e Cloud Applications Leader Italia e Iberia di Oracle. “Con la nuova tendenza a sviluppare applicazioni, generando codice anziché scriverlo, si migliora la sicurezza in quanto embedded, si alza la velocità e nello stesso tempo si riducono i costi. Questi elementi hanno quindi permesso di avere applicazioni quasi immediate e adatte anche per industries in passato marginali”. Ecco probabilmente uno dei motivi per cui Oracle è in grado di aggiornare gratuitamente le sue applicazioni ogni tre mesi. “Grazie anche alla IA generativa uno dei nostri obiettivi, precisa, è di fare del DB uno strumento sempre più potente, funzionale, utile e polifunzionale. Con riflessi benefici per le diverse industries, PA compresa (sanità in particolare) con una integrazione e commistione più forti grazie all’impiego di due motori che si parlano tra loro e un accresciuto ruolo degli analytics. Inoltre grazie ai nuovi annunci daremo nuovo impulso al B2B, settore in cui Microsoft ha stretto accordi con Mastercard, per i pagamenti (grazie a una virtual card) e con Uber per semplificare le consegne. Vi è inoltre da parte nostra una maggiore attenzione verso le istanze dei clienti: l’80% delle 50 funzionalità nuove di cui si parlava prima è il risultato di un lavoro di condivisione con i clienti”.

Più opportunità per i partner?

A questo punto si possono fare almeno due considerazioni. Le organizzazioni interessate a una migrazione verso il Cloud oggi hanno una opzione in più che si chiama Oracle. Quelle interessate al Data Base potranno rivolgersi anche a Microsoft. C’è da chiedersi cosa faranno AWS e Google, per citare i due dei maggiori Cloud provider, per rispondere all’offensiva di Microsoft-Oracle, che peraltro abbassa anche la soglia di accesso a due tecnologie fondamentali della trasformazione digitale. Un altro interrogativo riguarda i partner di queste due società: come si giocheranno la partita e in che modo? “A mio avviso, conclude Sinopoli, vedo per i partner profilarsi un ruolo ancora più importante che in precedenza, con addirittura la possibilità di erogare servizi Cloud come se fossero loro”.

 

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OCS: leader in Italia nel Consumer Finance https://www.datamanager.it/2023/09/ocs-leader-in-italia-nel-consumer-finance/ Mon, 25 Sep 2023 07:11:07 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230845 La società serve più del 45% del mercato in termini di flussi finanziati con punte del 75% sul credit revolving e di oltre il 60% per le operazioni di CQS Il processo di innovazione digitale, che vede nel cloud computing lo strumento più efficace per la sua abilitazione, coinvolge a 360 gradi tutti gli operatori […]

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La società serve più del 45% del mercato in termini di flussi finanziati con punte del 75% sul credit revolving e di oltre il 60% per le operazioni di CQS

Il processo di innovazione digitale, che vede nel cloud computing lo strumento più efficace per la sua abilitazione, coinvolge a 360 gradi tutti gli operatori del settore finanziario: per sviluppare una strategia di cloud robusta le parole chiave sono sicurezza, compliance, strategia ed eccellenza operativa. L’adozione di soluzioni cloud da parte delle banche italiane, però, è ancora principalmente in una fase di valutazione e progettazione. Tuttavia, l’adozione di soluzioni cloud pubbliche e ibride è in continua crescita. Infatti, come emerso da un’analisi condotta da Oliver Wyman, su dati Accenture Altimeter relativi a 16 Paesi su scala globale, le banche stanno migrando il proprio mainframe verso Cloud pubblici (63%), Cloud ibridi (31%) e Cloud privati (6%) con focus su efficienza dei costi, flessibilità e compliance normativa per la scelta di cloud pubblici.

Un gruppo di 370 specialisti

In questo contesto opera OCS Group, una azienda italiana con una consolidata esperienza in ambito Consumer Finance. “In questo mercato, ci dice Roberto Volpi, IT Cloud Architect Senior Expert di OCS Group, riteniamo di detenere una posizione di leadership, grazie al fatto che possiamo contare su una piattaforma specifica, molto avanzata e soggetta a continui aggiornamenti da parte del nostro team di ricercatori. Sono una cinquantina tra banche e altri operatori finanziari, soprattutto erogatori di crediti al consumo, che ne fanno uso. Riteniamo in altre parole che il 70% dei più importanti istituti di credito italiani ha adottato le nostre soluzioni. Posso ancora aggiungere che nel credit revolving la nostra share si aggira intorno al 75%, siamo al 60% per quanto riguarda la cessione del quinto e ancora che il 45% del mercato dei flussi finanziati in Italia è gestito da nostre soluzioni”. La società conta oltre 370 addetti, di cui 200 assunti nell’ultimo triennio, e nell’ultimo esercizio ha realizzato un fatturato di circa 44 milioni di euro, di cui il 18% speso nella ricerca e sviluppo.

Le tipicità di OCS

Aspetto fondamentale della sua strategia è il fatto che queste soluzioni sono concepite nativamente per operare in cloud. Alcuni elementi distintivi di OCS sono: la lunga esperienza maturata nei processi di erogazione dei crediti al consumo, rafforzata da uno sviluppo software per la loro automazione; la continuità aziendale, supportata non solo da investimenti rilevanti nella R&D ma anche da una solidità finanziaria nel suo complesso; da una suite allo stato dell’arte che si prende carico di tutti gli aspetti dell’attività di gestione dei crediti al consumo; e dal perseguimento di una logica BtoC in modalità Web che consente agli operatori del mercato del credito di essere il più possibile vicino ai loro clienti. Un altro importante elemento innovativo è la prima soluzione in Europa di micro credito al consumo interamente mobile, per l’erogazione di nano-finanziamenti regolati attraverso algoritmi di credit scoring, non convenzionale.

La centralità del Cloud

Perché il cloud? “Direi, aggiunge Volpi,  che i fattori abilitanti sono soprattutto la rapidità di attivazione (poche settimane, anziché mesi di altri approcci), la scalabilità, che permette di dimensionare e adeguare il carico applicativo in modo ottimale; il modello di responsabilità condivisa con il Cloud provider, che semplifica i temi di compliance e resilienza operativa (già stiamo pensando al regolamento Dora, vincolante dal 2025), e la possibilità per OCS di proporre il modello SaaS per l’adozione delle proprie soluzione software in logica plug’n’play , come fattore accelerante nel percorso di innovazione digitale dei nostri clienti”.

Guardando al futuro OCS, che opera con un approccio diretto al mercato, avvalendosi di partner tecnologici come Mia-Platform, Red Hat, AWS ed iVolution, lavora alla evoluzione ed alla modernizzazione della suite applicativa per rispondere a tutte le esigenze di trasformazione digitale, in una logica Cloud ready e di apertura a strumenti innovativi quali l’intelligenza artificiale.

Nonostante gli investimenti su questo fronte siano ancora ridotti in Italia, nel settore finanziario si avverte una maggiore consapevolezza sulle modalità di utilizzo delle tecnologie cloud e relativa  gestione dei costi, su come affrontare lo ‘skill gap’, e rispetto alle garanzie offerte dai provider pubblici per i temi di compliance e sicurezza.

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Ovy, the revenue acceleration platform. L’AI B2B Made In Italy https://www.datamanager.it/2023/09/ovy-the-revenue-acceleration-platform-lai-b2b-made-in-italy/ Thu, 07 Sep 2023 07:30:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229946 Modello SaaS, consulenza personalizzata e automazione potenziata. Smeup e Ovy.ai portano l’assistenza virtuale avanzata nella PA e nelle grandi, medie e piccole imprese Ovy è la nuova piattaforma di intelligenza conversazionale B2B, che opera sia sul mercato nazionale che internazionale. La partnership strategica tra Smeup e Ovy.ai mira a combinare le rispettive competenze nel campo […]

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Modello SaaS, consulenza personalizzata e automazione potenziata. Smeup e Ovy.ai portano l’assistenza virtuale avanzata nella PA e nelle grandi, medie e piccole imprese

Ovy è la nuova piattaforma di intelligenza conversazionale B2B, che opera sia sul mercato nazionale che internazionale. La partnership strategica tra Smeup e Ovy.ai mira a combinare le rispettive competenze nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’automazione dei processi aziendali per fornire soluzioni di AI conversazionale per il settore B2B. Obiettivo? Integrare competenze, esperienza di business e tecnologie per creare un player italiano di riferimento sull’Intelligenza artificiale, secondo una strategia che unisce consulenza e modello SaaS e che rende questa operazione una delle novità più interessanti e promettenti nel panorama dell’italian tech.

Smeup è un operatore IT che supporta le aziende nel loro percorso di digitalizzazione, con 2600 clienti in Italia e nel mondo, 548 collaboratori. L’azienda è in costante crescita, con un fatturato che dai 73 milioni di euro del 2022 si sta avviando rapidamente alla soglia dei 100 milioni. Smeup, che avrà la maggioranza di Ovy.ai, è convinta che l’intelligenza artificiale sarà uno degli asset fondamentali di cui le aziende dovranno dotarsi per affrontare la sfida della digitalizzazione. Ovy è la piattaforma sviluppata da Antonio Giarrusso insieme a Ricardo Piana, Marco Muracchioli e Jacopo Paoletti, basata su tecnologie proprietarie e brevettate di AI in grado di automatizzare i processi aziendali, come customer service, help desk interno, marketing automation e lead generation, grazie a una piattaforma di revenue acceleration consolidata.

I VANTAGGI DELL’AI

I vantaggi offerti alle aziende e alla PA dalle soluzioni proposte da Ovy.ai sono essenzialmente quattro. «Al primo posto c’è la flessibilità – spiega Gionata Fiorentini, AD di Ovy.ai – per la capacità dell’AI di fare qualsiasi cosa, o quasi. Poi c’è l’empowerment degli operatori umani. L’AI non sostituisce l’uomo, ma ne potenzia l’attività, prendendosi carico dei compiti ripetitivi. Nei call center, per esempio, l’80% delle attività svolte sono di questo tipo. L’AI libera tempo affinché gli operatori possano dedicarsi maggiormente ai clienti, qualificando il loro lavoro a più alto valore aggiunto. Come terzo vantaggio, c’è il miglioramento dell’efficienza operativa in tutti gli ambiti in cui trovano utilizzo le soluzioni AI-based, come il minor tempo di riavvio delle macchine nel settore del manufacturing, con effetti sulla riduzione dei costi. Infine l’utilizzo dell’intelligenza artificiale permette di generare una mole di dati che, grazie ad analisi più approfondite, offre il vantaggio di svolgere interventi decisionali aggiuntivi».


#AI La joint venture tra @SmeUP_LAB e @userbotai porta l’AI conversazionale nelle aziende e nella PA
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MODELLO SAAS E CONSULENZA

Ovy.ai punta sul modello SaaS, ma con una importante integrazione consulenziale rispetto ai modelli tradizionali. «Riteniamo – spiega l’AD Fiorentini – che la consulenza fornita ai clienti genererà un passaparola digitale che abbiamo verificato funzionerà molto bene». In questa particolare nicchia di mercato, sono presenti in Italia due soli altri fornitori, peraltro piccoli, mentre nel mercato americano le piattaforme assimilabili a Ovy sono tre: Drift, Intercomm e Qualified del gruppo Salesforce. Per Antonio Giarrusso, che è l’anima tecnica di Ovy – «il know-how di smeup e la sua presenza consolidata nel mercato, ci permetteranno di espandere ulteriormente il nostro impatto e di offrire soluzioni avanzate e scalabili per le aziende che desiderano sfruttare appieno i vantaggi dell’AI». Attualmente, Ovy.ai conta una trentina di clienti in Italia, tutte grandi organizzazioni, il suo target di riferimento, ma il suo software è usato anche da circa settemila piccole aziende estere. Tra i suoi clienti italiani, ci sono in ambito industriale Miflex (che produce tubi flessibili), nel farmaceutico Aboca, nella PA la Regione Veneto, il Comune di Rimini e il Policlinico Gemelli di Roma, dove l’azienda ha implementato un sofisticato sistema di gestione del paziente per esami medici e diagnostici. Con Namirial, leader nei servizi e soluzioni digitali, con milioni di clienti in tutto il mondo, le tecnologie di intelligenza artificiale conversazionale di Ovy riescono a gestire in autonomia oltre 6.000 conversazioni con i clienti ogni ora, pari al 92% delle interazioni tra l’azienda e i propri clienti.

 

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Il “People first” e il “Cloud right” di DXC Technology https://www.datamanager.it/2023/07/il-people-first-e-il-cloud-right-di-dxc-technology/ Thu, 13 Jul 2023 15:05:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229622 DXC Technology è una azienda americana che in Italia dà lavoro a circa 2500 persone, con un fatturato ormai alla soglia dei 500 milioni di euro, che grazie al Pnrr prevede di crescere a tassi double digits sia per quanto riguarda il fatturato che gli addetti. Con quale strategia lo spiegano Eugenio Maria Bonomi, il […]

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DXC Technology è una azienda americana che in Italia dà lavoro a circa 2500 persone, con un fatturato ormai alla soglia dei 500 milioni di euro, che grazie al Pnrr prevede di crescere a tassi double digits sia per quanto riguarda il fatturato che gli addetti. Con quale strategia lo spiegano Eugenio Maria Bonomi, il suo Amministratore Delegato e Nicola Mangia, Italy Public Sector General Manager; la PA genera la metà del suo fatturato

Per Eugenio Maria Bonomi, Amministratore Delegato di DXC Technology oggi è importante essere first moover perché il tempo del fast follower è morto. “E’ nel positioning che oggi si vince. Essere i primi è fondamentale. Le tecnologie ormai sono quasi delle commodities. Vanno assiemate, sia in modo orizzontale che verticale, per dare concretezza agli obiettivi da raggiungere. Una osservazione che vale anche per l’Intelligenza Artificiale, che deve produrre innovazione e nel percorso verso la digitalizzazione delle organizzazioni deve anche sapere vincere sulla resistenza al cambiamento. Inoltre noi abbiamo creato il termine ‘People first” per esaltare il ruolo umano in una società sempre più olonica. La tecnologia deve cioè fare emergere il meglio che c’è in un essere umano. People first e società olonica vanno di pari passo ed entrambe assumono una grande valenza nella value chain. Le tecnologie vanno pertanto ricomposte e riconfigurate in funzione di questi approcci per fare emergere l’effettivo valore delle stesse. Se no la tecnologia non serve. Essendo nata dalla fusione di due importanti player dell’IT come CSC e HPE Enterprise Services, ha il vantaggio di avere in casa expertise e tecnologie che combinate rappresentano un plus, un caso piuttosto raro”.

Sono le organizzazioni che vanno smosse

La PA è stata una palestra importante dove questi “dogmi” sono stati implementati con successo. Sempre secondo l’AD di DCX Technology Italy, già più di vent’anni fa l’azienda si è resa protagonista di una grande trasformazione nel mondo della scuola, con la proposta di un percorso di innovazione Web-oriented e focalizzato sulle famiglie (l’iscrizione ai corsi scolastici). Una trasformazione ritenuta rilevante sotto l’aspetto tecnologico ma anche e forse di più culturale. DCX si è distinta anche nella sanità con proposte innovative che hanno inciso sulla operatività del settore. “A questo riguardo – dice Bonomi – siamo stati tra i primi a stringere convenzioni con Consip, sposando l’idea di una sanità digitale da far nascere dall’alto, ossia dai cittadini. Per la Regione Campania, per esempio, abbiamo messo a punto un servizio di prenotazioni tramite telefono. Senza mai dimenticare che è la macchina organizzativa che va smossa e rinnovata giacché le tecnologie utilizzabili sono tante e buone. In Campania abbiamo vinto la sfida di una gestione interconnessa”.

Interconnessione e interdisciplinarietà sono anche le anime che hanno permesso il rifacimento del portale del Comune di Milano, con aggancio in questo caso anche alla tecnologia cloud. In pochi anni questo portale è diventato una best practice internazionale, rimarca con orgoglio il nostro interlocutore. “Il cloud, osserva, dal nostro punto di vista, va inquadrato in una strategia complessiva di rifondazione e di cambiamento. Ecco perché abbiamo coniato l’espressione ‘Cloud right’, proprio per significare che il Cloud first proposto tra l’altro da Accenture non è sempre la risposta migliore; l’adozione del cloud va ponderata e non sempre risponde alle esigenze del cliente”.

In Ferrari per crescere in corsa

Bonomi ha anche accennato all’accordo pluriennale firmato nel maggio scorso da DXC con Scuderia Ferrari (divisione corse) che prevede l’impegno nella progettazione di soluzioni digitali di nuova generazione nell’ambito dell’automotive, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni e arricchire l’esperienza di guida. In questo caso vengono fornite tecnologie end-to-end personalizzate per offrire soluzioni ingegneristiche in grado di potenziare l’industria automobilistica. DXC sta lavorando con Ferrari per sviluppare soluzioni digitali unificate e scalabili che modernizzino le capacità di informazione del veicolo. “Questo consentirà di sviluppare una strategia software a lungo termine che potrà essere implementata nelle auto sportive Ferrari che verranno prodotte a partire dal 2024.  Saranno combinate le tecnologie collaudate in Formula 1 con le più recenti interfacce uomo-macchina”.

Un accenno, infine, all’ecosistema, che deve essere il più esteso possibile. “Esso rappresenta, precisa Bonomi, indubbiamente uno dei nostri punti di forza e condizione indispensabile per essere ‘facilitatori’ che abilitano tecnologie e organizzazioni con al centro le persone”.

Essere “facilitatori” del MAECI

Nicola Mangia ha fornito alcune informazioni sul contratto stipulato a inizio luglio con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) con l’obiettivo di assicurare il corretto funzionamento dei sistemi informatici, garantendo disponibilità delle applicazioni e integrità dei dati. Esso è volto a migliorare l’efficienza dei servizi di assistenza e manutenzione delle postazioni di lavoro e degli ambienti tecnologici, individuando modalità di supporto differenziate in base alla tipologia/criticità di utenza e garantendo a tutti i dipendenti del Ministero, inclusi quelli esteri, adeguati tool e skill IT, flussi di lavoro e servizi.  “Le soluzioni DXC Modern Workplace sono state i Principi Fondanti della proposta presentata affinché fosse efficace, efficiente e proattiva verso le esigenze tecniche espresse dal MAECI a garanzia di un servizio basato su un’organizzazione unitaria e ben integrata”.

Mangia ha anche accennato al contratto con il Ministero dell’Ambiente per il monitoraggio ambientale, con fondi Pnrr: “Si tratta di un impegno notevole che avrà valenze anche sulla cultura e il turismo. Il Pnrr ci aiuterà indubbiamente a crescere in misura rilevante nel prossimo futuro. Inoltre siamo interessati a fornire un supporto tecnologico per il rilancio dell’education, convinti che potrà incidere molto positivamente su tutto il sistema economico nazionale. Esso riguarda direttamente  infatti il 38% della popolazione”.

Chi è DXC Technology

Da ultimo è il caso di ricordare che  DXC Technology rappresenta una delle principali società di servizi IT a livello globale e opera come player tecnologico per fornire servizi altamente innovativi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un futuro migliore per i propri clienti, dipendenti, l’ambiente e la comunità, supportando e favorendo un percorso di digitalizzazione finalizzato all’ottimizzazione e all’efficientamento dei modelli e dei processi di business. La società è presente in più di 70 Paesi in tutto il mondo con oltre 130.000 dipendenti, 6.000 clienti, di cui 240 tra i Fortune 500, e un fatturato 2022 di $16,3 miliardi.

 

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