Giusy Pirosa – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 18 Feb 2020 10:16:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Giusy Pirosa – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Tutti i trucchi Excel per diventare un vero pro https://www.datamanager.it/2020/02/tutti-i-trucchi-excel-per-diventare-un-vero-pro/ Mon, 03 Feb 2020 19:02:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195781 Che cosa ti serve per poter essere un vero lavoratore di successo oggi? Sicuramente la conoscenza di alcuni strumenti informatici e di alcuni programmi. Sembra che le statistiche relative al mondo del lavoro oggi siano a favore proprio di chi conosca a fondo alcuni tool, come Excel. In particolare, all’interno degli annunci di lavoro, sembra […]

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Che cosa ti serve per poter essere un vero lavoratore di successo oggi? Sicuramente la conoscenza di alcuni strumenti informatici e di alcuni programmi. Sembra che le statistiche relative al mondo del lavoro oggi siano a favore proprio di chi conosca a fondo alcuni tool, come Excel.

In particolare, all’interno degli annunci di lavoro, sembra che nel 67% dei casi sia richiesta una perfetta padronanza di questo strumento. Eppure, moltissime persone lo sanno usare solo in modo superficiale. Ecco perché dovresti conoscere tutti i trucchi Excel grazie ai quali non solo potrai risparmiare moltissimo tempo durante la tua giornata lavorativa, ma potrai anche rivenderti ad un datore di lavoro, o ad un’altra azienda, senza alcun problema.

I trucchi Excel per migliorare la tua esperienza

Qui di seguito avrai la possibilità di individuare quelli che sono i trucchi Excel migliori, quelli che davvero ti consentiranno di distaccarti dagli altri e di stupire anche chi dichiari di conoscere al meglio questo software.

  • I nomi

Spesso hai creato tabelle e altri elementi all’interno di Excel, ma non ti sei mai posto il problema relativo alle altre caratteristiche delle tue tabelle. Ecco che, invece, esiste uno strumento che potrebbe davvero mostrare quanto ne sai in merito ad Excel.

Si tratta dei nomi: potrai dare un nome ad un insieme di celle, oppure ad un’intera tabella. Per  conferire un nome ad una parte di una tabella, oppure ad una tabella intera, dovrai selezionare le celle, e poi dovrai inserire il nome che vorrai assegnare all’interno della casella che si trova in alto a sinistra. Alla fine, dovrai semplicemente premere Invio.

In questo modo, se vorrai inserire nuovamente quelle celle, o quella tabella, ti sarà sufficiente scrivere il nome della tabella o delle celle.

  • Creare e usare i menu a tendina

Molte persone, pur utilizzando Excel praticamente tutti i giorni, non sanno di poter creare ed utilizzare i menu a tendina. In particolare, creare un menu a tendina ti darà la possibilità di scegliere tra valori diversi.

Per farlo dovrai iniziare a creare un elenco di voci: saranno tutti gli elementi che faranno parte del tuo menu a tendina. Successivamente, dovrai utilizzare il tool che ti abbiamo appena spiegato ed assegnare, quindi, un nome all’elenco che avrai creato.

A questo punto, clicca sulla cella nella quale vorrai inserire il tuo menu a tendina e clicca Su Dati. Successivamente clicca su Convalida Dati e all’interno della sezione Consenti seleziona Elenco. Nella sezione Origine premi il tasto F3 e poi seleziona l’elenco che avrai precedentemente creato dalla lista che comparirà. Infine, clicca su Ok per confermare le tue scelte.

  • La formattazione condizionale

Un’altra funzione che pochi conoscono si riferisce alla così detta “formattazione condizionale” delle celle. Potrai scegliere, ad esempio, di evidenziare in giallo tutte le celle del tuo progetto che contengano una cifra che sia inferiore ad 80.

Per utilizzare il tool della formattazione condizionale dovrai selezionare le celle sulle quali vorrai applicare la tua azione e dovrai cliccare su Home – Formattazione Condizionale – Aggiungi. A questo punto potrai scegliere tutte le condizioni che dovranno essere rispettate, e il tipo di formattazione che vorrai effettivamente applicare alle tue celle.

  • L’analisi rapida

Questo strumento ti consentirà di ridurre le tempistiche di lavoro, soprattutto se stai prendendo in considerazione insiemi di dati non particolarmente elevati dal punto di vista della quantità. Allo stesso modo, potrai risparmiare tempo nella creazione dei tuoi prossimi grafici.

Per iniziare dovrai selezionare i tuoi dati di riferimento, e successivamente dovrai cliccare su di essi con il tasto destro. A questo punto, scegli l’opzione Analisi Rapida per effettuare non solo la valutazione dei dati contenuti nelle celle, ma anche per poter realizzare cambiamenti riferiti alla formattazione delle celle, alla presenza di dati, alla creazione di grafici, e così via.

  • L’autofill

L’autofill, o autocompletamento, è un altro strumento utilissimo, soprattutto nel momento in cui sia per te fondamentale il risparmio di tempo.

Per utilizzare questa feature dovrai semplicemente cliccare, e tenere premuto, la parte in basso a destra della cella che ti interessi. A questo punto, potrai spostare verso il basso la colonna che ti interessi ed effettuare l’autofill.

  • La ricerca verticale

Questa funzione è davvero molto utile, soprattutto nel caso in cui tu abbia un lungo documento, formato da file e file di dati tra i quali dovrai effettuare una ricerca. Ovviamente potresti effettuare una ricerca classica, ma questa funzionalità della ricerca verticale ti darà la possibilità di risparmiare moltissimo tempo.

Per iniziare, dovrai avere a disposizione un elenco di nomi, di generalità o di dati in generale tra i quali dovrai fare la tua ricerca. Nella colonna che si trova di fianco al primo nome del tuo elenco inserisci la funzione

=CERCA.VERT

dovrai far seguire questa funzione da una parentesi che conterrà i valori che dovrai ricercare. Ognuno di questi valori dovrà essere separato da quello successivo da un punto e virgola.

I valori che potrai inserire potranno essere:

  • L’effettivo valore da cercare: ad esempio, il nome di un soggetto oppure il suo indirizzo di posta elettronica
  • L’elenco all’interno del quale effettuare la ricerca: dovrai inserire l’intervallo di celle tra le quali dovrai richiedere al programma di ricercare ciò che ti interessi
  • Il numero della colonna che contenga il dato che ti interessi: ad esempio, la colonna nella quale siano presenti gli indirizzi di posta elettronica, oppure i numeri di telefono
  • Falso: inserisci sempre Falso come valore. In questo modo Excel si occuperà di ricercare l’esatta corrispondenza tra ciò che stai cercando e ciò che sarà contenuto all’interno della cella

Dopo aver inserito la tua formula, potrai trascinare verso il basso il riquadro nel quale tu avrai scritto la formula stessa. In questo modo, la ricerca verrà effettuata in tutte le celle che potranno interessarti. Grazie a questo strumento, quindi, potrai facilmente individuare i dati che ti interessino anche in elenchi molto lunghi.

In conclusione

I trucchi Excel che ti abbiamo presentato non sono solo utili, ma ti apriranno a nuove possibilità di utilizzo per il tuo programma e per il tuo lavoro.

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I tool di marketing automation irrinunciabili https://www.datamanager.it/2020/01/i-tool-di-marketing-automation-irrinunciabili/ Fri, 31 Jan 2020 19:15:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195726 I sistemi di marketing automation possono aiutare tantissimo nello svolgere operazioni più o meno complesse. Ecco che, quindi, dovresti conoscere i tool di marketing automation davvero irrinunciabili, grazie ai quali avrai la possibilità di ridurre notevolmente le tempistiche per moltissime operazioni di promozione e di diffusione delle tue email e dei tuoi contenuti. Proprio per […]

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I sistemi di marketing automation possono aiutare tantissimo nello svolgere operazioni più o meno complesse. Ecco che, quindi, dovresti conoscere i tool di marketing automation davvero irrinunciabili, grazie ai quali avrai la possibilità di ridurre notevolmente le tempistiche per moltissime operazioni di promozione e di diffusione delle tue email e dei tuoi contenuti.

Proprio per questi motivi più del 51% delle aziende è già passato ad adottare i tool di marketing automation, e tu non dovresti essere da meno!

Tool di marketing automation irrinunciabili

Ogni tool di marketing automation, ovviamente, ha uno scopo differente, ma potrai trovare sicuramente quello più adatto a te.

Qui ti indichiamo quelli che sono i tool irrinunciabili per le aziende che vogliano spiccare rispetto alle altre, e per tutte le altre realtà imprenditoriali.

  1. Hubspot

Per iniziare ti presentiamo Hubspot, un tool di automation marketing adatto soprattutto per il content marketing. Questo è uno degli strumenti attualmente più popolari, in quanto si è già assicurato ben il 30% delle quote di mercato nel suo settore.

Ti consentirà di gestire diversi aspetti della tua attività online, ed in particolare:

  • Potrai modificare, gestire e pubblicare moltissimi contenuti
  • Potrai integrare questo tool con moltissime altre piattaforme, come SugarCRM, ad esempio
  • Avrai la possibilità di creare template per le tue email e anche creare processi automatici per il loro invio
  • Potrai controllare le parole chiave per i tuoi post e creare anche landing page
  • Avrai a disposizione un supporto online 24 ore su 24

Questo tool per il marketing automation è studiato in modo particolare per le piccole e medie realtà imprenditoriali, quindi non dovrai pensare che sia adatto solo alle aziende molto grandi.

  1. Marketo Questo tool di marketing automation è perfetto per tutto il management della tua attività.

Infatti, questo software, che è cloud based (quindi non ti obbligherà ad avere a disposizione una memoria infinita all’interno del tuo computer) ti consente di gestire la tua attività creando Lead e conversioni in modo facile e veloce.

Ad esempio, potrai trovare quelli che sono strumenti dedicati all’engagement marketing, oltre a tool per la personalizzazione in tempo reale.

Potrai creare messaggi che saranno inviati ai tuoi utenti, oltre a strumenti che ti consentiranno di gestire tranquillamente il tuo budget e che ti daranno la possibilità di creare calendari e appuntamenti senza dimenticare nulla.

Avrai, inoltre, a disposizione:

  • Una piattaforma online per l’email marketing
  • Sistemi per la Lead generation
  • Automazioni per le campagne di marketing
  • Un supporto presente 24 ore su 24

3 Pardot

Se ciò che ti interessa in modo particolare sono le analisi dei tuoi dati relativi alle promozioni, allora dovresti prendere in considerazione Pardot.

Questo è un tool di automation marketing che consente alle aziende di gestire tutte le proprie campagne in modo assolutamente veloce ed efficiente.

Avrai a disposizione, infatti, strumenti per le conversioni e per la Lead generation, oltre che elementi che ti daranno la possibilità di effettuare campagne di social marketing.

Allo stesso tempo, questo strumento ha un’interfaccia intuitiva e facile da utilizzare.

Più nel dettaglio, potrai:

  • Creare campagne di marketing che saranno dinamiche e onnicomprensive
  • Avere a disposizione una dashboard personalizzabile e che ti consentirà di monitorare tutte le tue campagne in tempo reale
  • Individuare i problemi nelle tue campagne, per migliorare costantemente
  • Effettuare campagne di email marketing completamente personalizzabili
  • Integrare il tool con molte piattaforme di CRM

4. Oracle Eloqua

Se sono le campagne marketing ad interessarti in modo particolare, non potrai farti sfuggire Oracle Eloqua.

Questo tool per l’automation marketing è sempre basato su un sistema cloud-based che ti consentirà, quindi, di poter accedere ai suoi strumenti anche nel momento in cui non avrai necessariamente a disposizione il tuo computer.

Potrai monitorare tutto il processo di vendita che verrà seguito dai tuoi clienti, e quindi avrai la possibilità anche di individuare eventuali problemi e gap.

In particolare, potrai:

  • Gestire le tue campagne non solo in modo individuale, ma anche condividere i tuoi progressi con il tuo gruppo di lavoro
  • Misurare le performance delle tue campagne e di tutti gli altri interventi che avrai messo in pratica per pubblicizzare il tuo business
  • Integrare questo tool con quelli che sono gli altri strumenti di Oracle Business Intelligence
  • Gestire e aggregare i profili e i comportamenti dei tuoi clienti in modo del tutto autonomo

5. ActiveCampaign

Questo tool per il marketing automation è davvero uno dei più famosi.

In modo particolare, ti servirà per realizzare quelle che saranno campagne di email marketing che non avranno nulla da invidiare a quelle realizzate dalle grandi aziende.

Ovviamente, uno degli elementi che sicuramente noterai fin da subito sarà costituito dalle automazioni.

Queste non riguarderanno solo l’invio delle email, ma ti consentiranno, ad esempio, anche di impostare delle auto-risposte, di gestire in modo perfezionato i contatti e molto altro.

Potrai anche gestire e visualizzare i dettagli relativi alle visite al tuo sito internet, sempre in tempo reale.

In particolare, con ActiveCampaign potrai:

  • Gestire in modo automatizzato i tuoi contatti, aggiungerli e avere un coordinamento anche rispetto ad altre piattaforme
  • Creare contenuti dinamici per le email
  • Avere sempre a disposizione il supporto, sia online sia al telefono

6. SendinBlue

Anche in questo caso ci si riferisce ad un tool di automation marketing dedicato soprattutto alle email, che sono, poi, la parte più utilizzata per la realizzazione di molte campagne.

Con questo strumento potrai non solo scrivere messaggi di posta elettronica, ma anche sms, e potrai usufruire di moltissime feature diverse.

Infatti, potrai personalizzare completamente le tue email, senza la necessità di avere particolari conoscenze dal punto di vista grafico o informatico.

L’interfaccia di SendinBlue è facile da utilizzare ed è molto intuitiva, e ti metterà già a disposizione template differenti per le tue email.

Un altro punto a favore di questo tool di marketing automation è costituito dal supporto e dalla compatibilità.

Infatti, potrai utilizzare il tool non solo sul tuo computer, ma con numerosi e differenti dispositivi mobili.

In conclusione

I tool di marketing automation ti potranno davvero aiutare nello svolgere la tua attività. Dovrai solo scegliere quello più adatto a te e al tuo lavoro.

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WordPress: come velocizzare il tuo sito https://www.datamanager.it/2020/01/wordpress-come-velocizzare-il-tuo-sito/ Tue, 28 Jan 2020 18:31:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195566 WordPress è uno del CMS più utilizzati per la realizzazione ed il supporto a siti internet e blog. Tuttavia, anche se questo strumento è ottimo, molte delle prestazioni del tuo sito dipenderanno da te. Per questo, se ti stai chiedendo come velocizzare il tuo sito, probabilmente è davvero arrivato il momento di renderlo maggiormente performante. […]

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WordPress è uno del CMS più utilizzati per la realizzazione ed il supporto a siti internet e blog.

Tuttavia, anche se questo strumento è ottimo, molte delle prestazioni del tuo sito dipenderanno da te.

Per questo, se ti stai chiedendo come velocizzare il tuo sito, probabilmente è davvero arrivato il momento di renderlo maggiormente performante.

Esistono alcuni trucchi grazie ai quali sarà possibile portare ad un nuovo livello il tuo sito in WordPress e qui potrai scoprire quelli più utili e anche più immediati da mettere in pratica.

Come velocizzare il tuo sito WordPress: il server

Un primo elemento che dovrai considerare nel momento in cui starai pensando a come velocizzare il tuo sito WordPress sarà il server sul quale questo è ospitato.

Un principio è sicuramente quello della prossimità: nel momento in cui ti starai occupando di valutare la tua audience su Analytics ti consigliamo di valutare anche quale sia il Paese dal quale la maggior parte dei visitatori proviene.

Questo perché la prossimità del server che ospiti il tuo sito è importante, e più questo sarà “vicino” ai tuoi visitatori, più veloce sarà il sito stesso.

Allo stesso modo, ti consigliamo di non risparmiare troppo nel momento in cui sceglierai i tuoi servizi di hosting.

Certo, per un piccolo sito, o un blog non ancora famoso, non dovrai spendere migliaia di euro, ma neppure dovrai accontentarti troppo di ciò che potrai trovare a buon mercato.

Valuta tutti i servizi offerti, perché il server sarà un elemento essenziale da considerare per un sito in WordPress che sia realmente performante.

Scegli il tema più adatto

Anche il tema è un tasto molto delicato e, al tempo stesso, importante per chi voglia velocizzare il proprio sito internet in WordPress.

Certo, molti temi sono bellissimi e coreografici, ma possono rallentare moltissimo il caricamento del tuo sito.

Cerca, quindi, un compromesso tra aspetto esteriore e velocità di caricamento dei contenuti. Pensa, inoltre, che molto farà la tua personalizzazione: potrai sempre trasformare quello che in origine era un tema assolutamente banale in qualcosa di straordinario.

Ed ecco che, quindi, qui si prende in considerazione un altro elemento molto importante per quanto riguarda il tema di WordPress: la personalizzazione.

Evita di scegliere temi che non ti consentano di intervenire sul loro aspetto, perché questi potranno non essere durevoli nel tempo.

Come velocizzare un sito WordPress: i plug-in

Molti pensano che i plug-in siano gli elementi peggiori per la velocità di un sito, ma questa nozione è sbagliata.

Puoi avere un sito molto lento a causa dei 5 plug-in che avrai scelto, ed uno molto veloce, anche se siano in esso presenti 20 plug-in.

Dovrai, quindi, concentrarti anche in questo caso sulla qualità della tua scelta.

Nel momento in cui sceglierai i plug-in da utilizzare guarda le recensioni che saranno state rilasciate per quei componenti aggiuntivi, il numero di stelle e anche la quantità di download che il singolo componente avrà.

In questo modo potrai farti un’idea del plug-in, del suo funzionamento e anche delle performance che potrà assicurare al tuo sito internet.

Allo stesso tempo, il consiglio è quello di non fossilizzarti sulla tua prima scelta. Dopo alcuni mesi, alcuni plug-in possono diventare obsoleti e rallentare di molto il tuo sito.

Controlla periodicamente, quindi, le soluzioni presenti e, nel caso in cui ciò sia necessario, scegli delle valide alternative.

Come velocizzare il tuo sito WordPress: la cache

Un tipo di plug-in che non potrai ignorare sarà quello relativo al caching dei tuoi file, soprattutto immagini ma anche riferimenti ai dati personali di chi visiti il tuo sito.

Un plug-in che ti consenta di effettuare in modo semplice il caching ti darà anche la possibilità di ridurre notevolmente i tempi di caricamento del tuo sito, a favore, quindi, di una maggiore usabilità da parte degli utenti.

Come velocizzare il tuo sito in WordPress: le immagini

Un componente che spesso rende davvero lenti i siti in WordPress è costituito dalle immagini.

Certo, le immagini e le animazioni possono essere molto belle, ma in alcuni casi possono penalizzarti in modo notevole.

Un modo grazie al quale velocizzare il tuo sito WordPress in poche mosse sarà quello di comprimere in formati più leggeri le tue immagini prima di caricarle.

Cerca il giusto bilanciamento tra quella che sarà la qualità dell’immagine, e la velocità di uploading del tuo sito internet.

Come velocizzare WordPress: i commenti

Anche la gestione dei commenti sul tuo sito WordPress ti consentirà di avere un blog o uno spazio su internet molto più veloce.

I commenti, infatti, sono necessari solo in alcuni casi, e potrai decidere tu che cosa fare con questa parte del tuo sito.

Esistono, quindi, diverse soluzioni:

  • Disabilita i commenti

Disabilitare i commenti ti consentirà di non avere troppo “materiale” da caricare all’interno delle tue pagine.

Potrai prendere questa decisione nel momento in cui tu abbia generato pochi commenti, e questi non siano necessari al fine di rendere il tuo sito appetibile.

  • Ottimizza la gestione dei commenti

Puoi anche ottimizzare ciò che WordPress ti offre in origine per quanto riguarda la gestione dei commenti.

In particolare, potrai decidere di non mostrare i commenti “in chiaro” nel momento in cui la pagina venga caricata, ma di consentire ai tuoi utenti di vedere i commenti cliccando appositamente sulla sezione inferiore del tuo articolo o del tuo post.

  • Utilizza un sistema di terze parti

Infine, esistono sistemi di terze parti, come alcuni plug-in, che ti consentiranno di gestire i commenti in automatico.

Come puoi immaginare, anche in questo caso dovrai scegliere in modo attento il tipo di plug-in, per evitare di rendere ancora più lento il tuo sito.

Come velocizzare disabilita gli embed

Infine, in molti siti internet oggi sono presenti video e altri elementi in “embed”, quindi incorporati all’interno del codice della pagina.

Se questa funzione è utile, è anche vero che può rallentare di molto il caricamento del tuo sito.

Quindi, disabilita l’embed per i video, i tweet e tutti gli altri elementi multimediali che non siano necessari.

 

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Instagram per ecommerce: come aprire un account di successo https://www.datamanager.it/2020/01/instagram-per-ecommerce-come-aprire-un-account-di-successo/ Tue, 28 Jan 2020 14:13:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195526 Con più di un miliardo di utenti mensili attivi, Instagram è un luogo nel quale potrai trovare moltissimi potenziali acquirenti e clienti. È proprio per questo che più di 25 milioni di aziende e di professionisti utilizzano Instagram per generare traffico e creare vendite. Questa è sicuramente un’ottima notizia per tutti coloro che abbiano un […]

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Con più di un miliardo di utenti mensili attivi, Instagram è un luogo nel quale potrai trovare moltissimi potenziali acquirenti e clienti.

È proprio per questo che più di 25 milioni di aziende e di professionisti utilizzano Instagram per generare traffico e creare vendite.

Questa è sicuramente un’ottima notizia per tutti coloro che abbiano un ecommerce, e che vogliano utilizzare Instagram per ecommerce e per le proprie vendite.

Anche perché più del 60% degli utenti attivi di Instagram ha dichiarato di aver avuto spesso la possibilità di scoprire nuovi prodotti proprio grazie all’app.

Partendo da questi presupposti, sarebbe davvero poco conveniente ignorare l’uso commerciale di Instagram, ed è per questo che dovresti conoscere come implementare Instagram per ecommerce così da vendere con maggiore facilità.

Instagram per ecommerce: portare il tuo account Live

Una delle funzionalità che molti non conoscono, ma che possono davvero essere utili per chi utilizzi Instagram per ecommerce, è quella del Live.

Questa indica tutte le trasmissioni di Instagram in diretta, una funzionalità che ti consentirà di attirare molte persone, di coinvolgerle e anche di creare con te una relazione di fiducia e di conoscenza.

Nel momento in cui ti occuperai di avviare una sessione dal vivo, in diretta, avrai la possibilità di inviare ai tuoi contatti una notifica. In questo modo, chi sia interessato potrà collegarsi.

Inoltre, potrai annunciare in un apposito post, o all’interno di una Storia, la data e l’ora della tua trasmissione in diretta.

Una delle funzioni migliori da usare per il tuo Instagram live sarà quella dedicata alle domande e risposte.

Essenzialmente, gli utenti potranno postare delle domande alle quali tu potrai rispondere in diretta.

Questo tipo di scambio sarà davvero ottimo per creare un nuovo tipo di relazione, molto più personalizzata, con il tuo pubblico.

E se hai già contattato degli influencer, avrai la possibilità di averli tra i tuoi ospiti, in modo da condividere il live.

Instagram per ecommerce: scegliere i giusti influencer

Gli influencer sono delle figure spesso misteriose per chi si occupi di gestire un ecommerce.

Tuttavia, la persona giusta potrà portarti ad una maggiore notorietà ed aiutarti, quindi, a vendere più facilmente i tuoi prodotti.

Non è così immediato avere a disposizione il giusto influencer, e dovrai essere in grado di scegliere correttamente questa figura.

Un influencer che sia in grado di svolgere bene il suo compito dovrà riuscire ad aumentare la brand awareness, ad incrementare il tuo numero di seguaci, ed anche a portarti ad avere più contatti dal punto di vista del business.

Nel momento in cui dovrai scegliere il tuo influencer, non basarti solamente sul suo numero di follower, ma guarda anche:

  • I commenti che riceve e il loro numero
  • La sua capacità di coinvolgere il pubblico
  • La presenza di altre collaborazioni
  • Il fatto che sia una persona che si occupi di aggiornare costantemente il suo account con foto e video
  • La sua personalità

La personalità dell’influencer, infatti, dovrà essere in linea con il tuo brand, in quanto dovrà rappresentarlo al meglio.

Dovrai fare caso anche ad indici particolari, come quelli che potranno dimostrarti di avere a che fare con quello che si può definire “bottled account”, cioè un account che, nonostante le prime apparenze, non genera sufficienti contatti e non coinvolge il pubblico.

Indici di questa “condizione” possono essere i seguenti:

  • Un numero ridotto di follower
  • Post senza commenti
  • Poche visualizzazioni per video e storie

Quindi, cerca sempre di approfondire prima di richiedere la collaborazione di un influencer.

Contest e giveaway

Un altro modo per avere contatti con potenziali clienti sono i contest, cioè i concorsi, e i giveaway, che funzionano più o meno nello stesso modo.

Essenzialmente, pubblicando questo tipo di iniziativa avrai la possibilità di coinvolgere un pubblico vasto. Infatti, l’utente vorrà partecipare al contest per vincere il prodotto e nel frattempo tu potrai avere indubbi vantaggi.

Infatti, tramite l’uso dei contest e dei giveaway potrai:

  • Aumentare il tuo seguito: questo perché potrai chiedere alla tua platea di mettere il proprio “mi piace” ai tuoi post e di condividere le tue foto per poter prendere parte al contest
  • Aumentare la tua brand awareness: questo perché il tuo brand verrà sempre più condiviso
  • Acquisire indirizzi email per chi si voglia iscrivere

Ovviamente, dovrai essere sicuro di offrire dei beni che possano realmente interessare al tuo seguito.

Anche le foto che rappresentino i beni oggetto di giveaway saranno importanti: dovranno essere belle foto, luminose, professionali e con una certa atmosfera.

Instagram per ecommerce: utilizza i contenuti generati

Oltre alle tue foto, potrai sfruttare anche ciò che verrà prodotto dagli utenti che ti seguano, sempre a tuo vantaggio.

Le persone potranno scattare foto dei tuoi prodotti nei contesti più disparati, e potranno taggarti, o comunque utilizzare hashtag che rappresentino il tuo marchio.

Utilizza questi contenuti generati a tuo vantaggio, ri-postando le foto che siano state scattate dagli altri.

Utilizzando i contenuti generati potrai, infatti, mostrare alle persone che i tuoi prodotti non solo sono diffusi, ma sono anche in grado di risolvere concretamente quelli che sono i problemi degli utenti che ti abbiano scelto.

Posta in modo regolare

Infine, per poter ben utilizzare Instagram per il tuo ecommerce dovrai postare in modo regolare.

Le stime più affidabili indicano come i marchi che hanno maggiore successo, anche dal punto di vista del coinvolgimento nei social, si occupino di postare 1,5 volte al giorno.

Questo significa che dovrai essere pronto a postare un contenuto da una a tre volte al giorno.

Grazie a questa tua attenzione per il tuo account Instagram sarai in grado di dimostrare la tua capacità di dialogare con il pubblico e di proporre sempre contenuti nuovi.

Allo stesso modo, cerca di rispondere ad alcuni commenti, soprattutto a quelli che possano riguardare il tuo prodotto in modo diretto.

Per avere un buon account Instagram per ecommerce, quindi, dovrai avere un calendario editoriale nel quale inserire le date per postare contenuti, e anche i dettagli per poter capire quali tipi di immagini o video pubblicherai.

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Decreto clima, tutti gli sgravi e gli incentivi https://www.datamanager.it/2020/01/decreto-clima-tutti-gli-sgravi-e-gli-incentivi/ Sat, 25 Jan 2020 10:45:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195488 Che l’inquinamento e il cambiamento climatico siano temi importanti è ormai noto, e anche l’Italia ha deciso di fare la sua parte. Per questo, dopo quelle che sono state le ultime modifiche sostanziali rispetto alle bozze iniziali, è stato approvato quello che viene oggi chiamato Decreto Clima. Questo costituisce, secondo il programma, il primo passo […]

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Che l’inquinamento e il cambiamento climatico siano temi importanti è ormai noto, e anche l’Italia ha deciso di fare la sua parte. Per questo, dopo quelle che sono state le ultime modifiche sostanziali rispetto alle bozze iniziali, è stato approvato quello che viene oggi chiamato Decreto Clima.

Questo costituisce, secondo il programma, il primo passo verso quello che è stato indicato come Green New Deal, e che appartiene agli obiettivi del secondo Governo Conte.

Sono previsti, all’interno del Decreto Clima, incentivi e sgravi che è bene conoscere per poter capire come adeguarsi alla nuova normativa senza pagarne (Eccessivamente) le conseguenze.

Decreto clima, si inizia dal buono mobilità

Un tasto dolente delle ultime politiche relative al clima è certamente costituito dalla “guerra” che è stata avviata nei confronti di chi abbia, ad esempio, un’auto diesel.

Per questo motivo, all’interno del Decreto Clima è stato previsto quello che è stato chiamato Buono Mobilità.

Questo si lega a tutte le iniziative che dovrebbero portare gli italiani a cambiare la propria auto passando attraverso la rottamazione di quella vecchia.

In particolare, il buono mobilità prevede un incentivo di 1500 euro a favore di chi rottami la propria auto entro il 31 dicembre del 2021.

Le auto che potranno essere rottamate con questo tipo di incentivo potranno essere quelle fino alla classe Euro 3.

Inoltre, si comprendono non solo le auto, ma anche i motocicli: si avrà un buono di 500 euro per che rottami motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi.

Tuttavia, diversamente da quanto si potrebbe pensare, il buono mobilità non riguarda tutta Italia. In particolare, potranno richiedere il contributo coloro che risiedano nelle aree sottoposte a procedure in infrazione dell’Unione Europea per il superamento delle soglie di inquinamento.

Le Regioni coinvolte sono, quindi:

  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Molise
  • Piemonte
  • Sicilia
  • Toscana
  • Veneto

Esistono ulteriori regole in merito all’utilizzo concreto del buono mobilità. Infatti, l’incentivo che sarà riconosciuto a chi si sia attenuto alla normativa potrà essere utilizzato per acquistare:

  • Abbonamenti per il trasporto pubblico
  • Biciclette, anche a pedalata assistita
  • Servizi di mobilità condivisa ad uso individuale

Una buona notizia riguarda la possibilità di condividere il bonus. Infatti, questo potrà essere usato non solo da chi abbia concretamente rottamato il veicolo, ma anche da chi sia convivente dell’intestatario del veicolo.

Allo stesso modo, il bonus non determinerà una somma in grado di fare cumulo ai fini della dichiarazione Isee.

Insomma, il buono mobilità può essere un’ottima occasione per mettere da parte le vecchie auto e per impegnarsi al fine di inquinare di meno durante la propria quotidianità.

Decreto Clima, i finanziamenti per i progetti comunali

Oltre a quelli che sono gli aiuti dati ai singoli, il Decreto Clima comprende anche dei finanziamenti per i progetti attivati e realizzati dai Comuni.

In particolare, per arrivare ad incentivare le politiche ambientali locali, i Comuni potranno ricevere finanziamenti per il fatto di avviare dei “progetti green”.

Anche in questo caso, ovviamente, sono stati previsti dei requisiti per poter ottenere il finanziamento, ed in particolare si potrà ottenere l’erogazione dei contributi per:

  • La creazione, il prolungamento o il miglioramento delle corsie preferenziali dedicate al trasporto pubblico locale. In questo caso, il finanziamento potrà riguardare realtà territoriali che vedano la presenza almeno di 100 mila abitanti, e che siano sempre parte delle Regioni sopra indicate
  • La realizzazione, oppure il miglioramento, del trasporto scolastico, quando questo sia realizzato con mezzi ibridi oppure completamente elettrici. Il trasporto potrà riguardare i bambini delle scuole dell’infanzia, ma anche i piccoli della primaria e i ragazzi della scuola secondaria
  • La realizzazione di quelle che vengono definite foreste urbane, soprattutto per le città metropolitane
  • La messa in atto di iniziative, che coinvolgano gli studenti, che siano in grado di sensibilizzarli in merito alle necessità ambientali e alla tutela della natura
  • La partecipazione a quello che è stato chiamato “progetto mangia plastica” per il quale i Comuni possono acquistare eco compattatori che hanno come funzione quella di ridurre il volume dei rifiuti di plastica

Quindi, anche gli Enti sono spinti ad aderire alle campagne per la tutela dell’ambiente, anche perché non ci si può aspettare che i cittadini si sensibilizzino senza un esempio più forte.

I contributi ai negozi

Oltre a ciò che è già stato indicato in merito al contenuto del Decreto Clima, sono stati previsti dei contributi nei confronti dei negozianti.

In particolare, nel caso in cui un negozio abbia deciso di dedicare degli spazi alla vendita di alimenti, detergenti e altri tipi di merci sfuse, il negoziante potrà usufruire di un contributo economico che potrà arrivare fino a 5 mila euro.

Questo contributo riguarda le spese sostenute per poter allestire ed introdurre gli spazi.

Ovviamente, oltre all’introduzione primaria degli spazi, sono state indicate dal Decreto clima altre condizioni.

Infatti, i contenitori forniti ai clienti non dovranno essere monouso, e dovranno essere non solo riutilizzabili, ma anche puliti e dovranno essere adatti a contenere gli alimenti.

Si potrà consentire ai clienti di portare da casa il proprio contenitore, e anche in questo caso si dovrà avere a disposizione un contenitore che sia pulito e adatto allo scopo, e che non sia mai monouso.

L’esercente viene autorizzato dallo stesso Decreto clima a poter rifiutare l’utilizzo di un contenitore che non sia ritenuto idoneo allo scopo.

Per questo i negozianti non avranno l’impegno di controllare che il cliente si preoccupi della salubrità, perché questa sarebbe un’incombenza eccessiva.

Questo ultimo punto del decreto è stato criticato, anche perché non tutti potrebbero essere così ligi al dovere, e molti clienti potrebbero trovarsi ad accumulare contenitori non idonei, avendo, quindi, ancora il problema dello smaltimento delle confezioni.

Non è, invece, stato inserito alcuno sgravio per i privati rispetto al costo delle merci, come molti speravano.

Si può dire, quindi, che l’ultima parte del Decreto clima sia, ovviamente, orientata verso lo scopo di ridurre gli imballaggi, ma sia sicuramente molto più fruttuosa per gli esercenti e i proprietari di negozi rispetto a quanto accade per i soggetti privati.

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Come trasformare Windows 10 in Windows 7 https://www.datamanager.it/2020/01/come-trasformare-windows-7-in-windows-10/ Thu, 23 Jan 2020 10:12:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195388 Windows 7 ha raggiunto quella che viene chiamata End of Life, espressione che sta ad indicare come il sistema operativo non potrà ricevere ulteriori aggiornamenti dal punto di vista della sicurezza. La soluzione, ovviamente, sarà quella di passare a Windows 10 che però appare e funziona in modo differente rispetto al tanto amato Windows 7. […]

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Windows 7 ha raggiunto quella che viene chiamata End of Life, espressione che sta ad indicare come il sistema operativo non potrà ricevere ulteriori aggiornamenti dal punto di vista della sicurezza.

La soluzione, ovviamente, sarà quella di passare a Windows 10 che però appare e funziona in modo differente rispetto al tanto amato Windows 7.

Per questo motivo può essere davvero utile capire come trasformare Windows 10 in Windows 7 per avere indietro tutte le precedenti caratteristiche e feature alle quali ti potresti essere già abituato.

Ecco, quindi, come raggiungere passo per passo questo risultato per avere nuovamente con te il tuo computer.

Come trasformare Windows 10 in Windows 7 passo per passo

Esistevano diverse caratteristiche di Windows 7 che potevano essere per te perfette.

Ecco qui come potrai trasformare Windows 10 in Windows 7 anche nei dettagli più specifici.

  1. Partire dal wallpaper

Una caratteristica che subito ti farà pensare di avere nuovamente con te il tuo “caro” Windows 7 sarà il wallpaper.

Su internet puoi trovare gli sfondi ufficiali di Windows 7 e potrai iniziare ad applicarli anche al tuo computer.

Per farlo dovrai cliccare con il tasto destro sull’immagine che rappresenti lo sfondo di Windows 7 e dovrai scegliere “Imposta come sfondo del desktop”.

  1. Ripristina il menu di start

Se ti stai chiedendo Come trasformare Windows 7 in Windows 10 dovrai certamente occuparti anche del menu di start del tuo sistema operativo.

Infatti, già da Windows 8 il menu è stato eliminato, ed è stato soppiantato da una schermata colorata e rettangolare, che lo ha fatto apparire molto più simile rispetto allo schermo di un cellulare.

In Windows 10 il menu è tornato, ma appare ancora visibilmente diverso rispetto a quello di Windows 7.

Per questo potrai fare qualche modifica in modo da rendere il tuo menu completamente identico a quello del precedente sistema operativo.

Per farlo ti consigliamo di scaricare quella che è una funzionalità gratuita, che si chiama Open-Shell-Menu, un programma sicuro che in precedenza si chiamava Classic Shell.

Dopo aver scaricato il programma dovrai farlo partire, e poi scegliere l’opzione Start Menu Style. A questo punto, seleziona Windows 7 Style e clicca su OK.

Potrai aprire nuovamente il tuo menu di Start per vedere come questo sia cambiato, diventando identico a quello di Windows 7.

  1. Ripristinare il bottone di Start

Oltre al menu di Start, anche il bottone che era presente in Windows 7 è scomparso nel nuovo sistema operativo.

Anche in questo caso potrai soppiantare il bottone scaricandone una copia da quello che è il vecchio forum di Classic Shell.

Dovrai, in particolare, scaricare il file BtartButtons.zip che si trova nel primo post in alto all’interno del forum, ed estrarne il contenuto.

Poi, all’interno dell’applicazione Open-Shell-Menu seleziona Start Button e attiva Replace Start Button.

Successivamente, clicca su Custom Button e seleziona Button Image. A questo punto, potrai scegliere l’immagine con la quale realizzare il tuo nuovo bottone di start, che potrà essere da te personalizzato.

  1. Ricrea il tema Aero Glass

Uno degli elementi che sicuramente sono stati più apprezzati in assoluto dagli utenti Microsoft per quanto riguardava Windows 7 era il così detto Aero Glass Theme.

Questo tema per il tuo computer consentiva di dare un’apparenza davvero bella a tutto il sistema operativo, traslucida  e delicata.

Era un tema che non dava problemi e la sua apparenza era anche piuttosto moderna.

Nuovamente per reinserire questa feature dovrai aprire il menu di Open Shell e selezionare la tab Skin. Successivamente, seleziona Windows Areo dal menu a tendina per iniziare ad applicare questo effetto a tutta l’apparenza del tuo sistema operativo.

Per la Taskbar, e le altre finestre, potrai utilizzare anche un piccolo programma che si chiama Glass 2K.

Scarica questo programma e fallo partire. Utilizza il suo slider, che si trova nella parte inferiore della sua finestra principale, per gestire e aggiustare la trasparenza della Taskbar.

Potrai anche cliccare con il tasto destro all’interno di ogni finestra per modificare la sua opacità.

  1. Ripristinare il suono di avvio

Se ti stai chiedendo Come trasformare Windows 10 in Windows 7 , sarai interessato anche al suono di avvio del tuo sistema operativo.

Ovviamente, questo consiglio non è essenziale, e non regalerà al tuo sistema operativo una marcia in più, ma può essere divertente e ti consentirà davvero di avere l’illusione di poter usare ancora Windows 7 invece di Windows 10.

Per prima cosa, dovrai scaricare il suono di avvio di Windows 7 come Mp3.

Oltre a questo link, potrai trovarlo comunque in rete, ma all’indirizzo che ti proponiamo sicuramente lo potrai scaricare.

Successivamente, dovrai trasformare il tuo file mp3 in un file wav che possa essere usato dal computer come suono di avvio.

A questo punto, dovrai scrivere “regedit” all’interno della casella di ricerca del tuo sistema operativo per avviare l’editor di registro.

Naviga fino ad arrivare a HKEY_CURRENT_USER > AppEvents > EventLabels > WindowsLogon.

Clicca due volte su ‘ExcludeFromCPL’ e cambia il valore del dato da 1 a 0. Successivamente, chiudi il tuo editor di registro.

A questo punto, cerca Suoni per aprire quelle che sono le opzioni audio per il tuo sistema operativo, e seleziona “Pannello di controllo per i suoi” nella parte destra della finestra.

Clicca sulla tab Suoni e attiva la casella “Riproduci il suono di avvio di Windows”.

Seleziona “Windows log on” dalla lista dei suoni che siano a tua disposizione, e  poi clicca su “Ricerca” per trovare il suono che hai scaricato e che vorrai utilizzare.

Clicca, infine, su Test per controllare che il suono funzioni, e se questo ti soddisferà, clicca su applica.

Nel momento in cui riavvierai il tuo computer potrai sentire, all’avvio, il suono che tanto amavi.

In conclusione

Riuscire a capire Come trasformare Windows 10 in Windows 7 può essere utile non tanto da un punto di vista pratico, quanto sotto il profilo delle tue preferenze personali.

Sicuramente, con queste piccole accortezze userai molto più volentieri il tuo computer e non rimpiangerai più il tuo precedente sistema operativo.

 

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Nuovo digitale terrestre: in cosa consiste e come fare i test https://www.datamanager.it/2020/01/nuovo-digitale-terrestre-in-cosa-consiste-e-come-fare-i-test/ Mon, 20 Jan 2020 15:17:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195285 Il nuovo digitale terrestre è già stato messo a punto e la tecnologia che verrà utilizzata sarà migliore rispetto a quella attuale. Tuttavia sicuramente gli utenti si stanno chiedendo se il nuovo digitale terrestre cambierà radicalmente il loro modo di vedere la tv e se sia necessario cambiare il proprio apparecchio televisivo. Proprio allo scopo […]

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Il nuovo digitale terrestre è già stato messo a punto e la tecnologia che verrà utilizzata sarà migliore rispetto a quella attuale.

Tuttavia sicuramente gli utenti si stanno chiedendo se il nuovo digitale terrestre cambierà radicalmente il loro modo di vedere la tv e se sia necessario cambiare il proprio apparecchio televisivo.

Proprio allo scopo di comprendere sia in che cosa consista la tecnologia di trasmissione Dvb-T2, sia quali possano essere gli apparecchi compatibili, sono stati approntati alcuni test, con relativi canali televisivi.

Ecco, quindi, tutto ciò che è necessario sapere in merito al nuovo digitale terrestre e anche alle verifiche da realizzare.

Il nuovo digitale terrestre e la tecnologia DVB-T2

Il primo punto da chiarire è costituito dalla tecnologia che il nuovo digitale terrestre impiegherà e che è già una realtà attuale.

Questa si chiama DVB-T2, un acronimo che sta per Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestral.

Quindi la tecnologia si riferisce sempre alla trasmissione video ma a quella che potrebbe essere definita una vera e propria seconda generazione.

Obiettivi della nuova forma di trasmissione saranno:

  • Maggiore e migliore ricezione da parte dei diversi ricevitori (sia quelli stazionari sia quelli portatili)
  • Minimizzazione dell’overhead di prefisso ciclico sulle reti a frequenza singola
  • Aumento della distanza tra i ripetitori di reti a frequenza singola

Essenzialmente, quindi, questa tecnologia consentirà di migliorare la fruizione del digitale terrestre da parte degli utenti riducendo anche i problemi che in precedenza si potevano verificare alla fonte.

Nuovo digitale terrestre, le date e le scadenze

Se il nuovo protocollo per il digitale terrestre è sicuramente già realtà, è anche vero che non è esattamente possibile introdurre da un giorno all’altro una nuova tecnologia.

Per questo sono state previste delle scadenze differenti che saranno rispettate in modo da consentire a chi abbia una tv non solo di realizzare i test, ma anche di pensare se adeguare il proprio apparecchio televisivo per poter vedere i propri canali preferiti.

Come prima cosa, l’origine del passaggio al Dvb-T2 era presente già nella Legge Finanziaria del 2018 nella quale si leggevano le disposizioni relative all’Uso Efficiente dello Spettro e della tradizione alla tecnologia 5 G.

Sulla base di queste disposizioni si è iniziato a parlare di switch off, cioè di passaggio di tecnologia, entro il 1° luglio del 2022.

Tuttavia, questo switch off è stato anticipato al periodo che andrà dal 21 al 30 giugno del 2022.

Come si può notare, quindi, il passaggio definitivo non è imminente, ma è bene informarsi fin da subito.

Le date sono così lontane perché richiedono grandi adeguamenti non tanto da parte delle famiglie, quanto dei network televisivi. Questi, infatti, dovranno iniziare al più presto a riorganizzare le proprie frequenze, facendole passare alla banda dei 700 MHz. In questo modo i diversi canali potranno essere visualizzati non solo tramite il digitale terrestre, ma anche utilizzando il “famoso” 5G.

Ma che cosa succederà dopo il 30 giugno del 2022? A seguito di tale scadenza, i dispositivi che attualmente consentono di vedere i canali tv non funzioneranno più e dovranno essere sostituiti.

La sostituzione dovrà avvenire con apparecchi che siano compatibili con il DVB T2 HEVC.

L’HEVC è un ulteriore acronimo, che significa “High Efficiency Vido Coding” ed è uno standard di compressione video. Questo, diversamente rispetto agli altri, è stato approvato il 25 gennaio del 2013.

La fase attuale, che durerà almeno due anni, prevedrà una specie di transizione. Durante questo periodo, infatti, gli utenti avranno la possibilità di cambiare i propri apparecchi, e i canali televisivi potranno adeguarsi alla nuova tecnologia di trasmissione.

Nuovo digitale terrestre: come effettuare il test

Prima di pensare al cambio del proprio apparecchio televisivo, e del decoder, sarà opportuno effettuare un piccolo test.

Grazie a questo sarà subito possibile capire se la tv in proprio possesso potrà funzionare ancora per diversi anni senza problemi.

Esistono due canali che si potranno consultare per effettuare il test: il primo è di Mediaset, e il secondo è stato approntato dalla Rai.

Per il primo basterà digitare il numero 200 sul proprio telecomando: nel caso in cui dovesse comparire la scritta “Test HEVC Main10” questo indicherà che il proprio televisore sarà assolutamente compatibile con la nuova tecnologia.

Successivamente, è stato attivato anche il canale 100, che consente di effettuare il medesimo test per quanto riguarda la Rai.

Nel caso in cui non dovessero comparire messaggi rassicuranti, sarà possibile ancora fare una prova: risintonizzare i propri canali, ad esempio, oppure controllare che al 100 e al 200 non siano memorizzati altri tipi di canali.

I bonus per l’acquisto della nuova tv

Siccome il passaggio al nuovo digitale terrestre è obbligatorio, sono stati approvati degli incentivi che aiuteranno le famiglie con i redditi più bassi a dotarsi di un nuovo apparecchio.

In particolare, sarà possibile ottenere un bonus per l’acquisto di una nuova tv nel caso in cui questa venga comprata entro il 2021.

Inoltre, per ricevere l’incentivo bisognerà dimostrare di rientrare nelle fasce di reddito, in particolare in quella Isee I (10.632,94 euro) oppure in quella Isee II (21.265,87 euro).

Questo incentivo, che è riservato a chi risieda stabilmente sul territorio italiano, è molto importante, soprattutto perché si stima che gli apparecchi che dovranno essere sostituiti saranno circa 16 milioni.

Esiste anche un “test empirico” molto semplice per capire se il proprio apparecchio televisivo sia compatibile con il nuovo digitale terrestre.

Infatti, saranno compatibili tutti i televisori che siano stati acquistati a partire dal 2017, in quanto già in questi casi era previsto l’adeguamento al DVB-T2.

Per gli apparecchi precedenti, invece, si può escludere di fatto la compatibilità.

Infine, proprio allo scopo di tutelare i cittadini, che spesso hanno nella televisione anche un mezzo di informazione molto importante ed insostituibile, è stato previsto l’obbligo per i negozianti di vendere solo televisori che abbiano già il decoder integrato.

Questo non solo renderà più semplici le operazioni di cambio, ma assicurerà ai cittadini la possibilità di spendere di meno, visto l’acquisto di un solo dispositivo.

 

 

 

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