Michele Mornese – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 10:02:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Michele Mornese – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Galbusera apre la sua prima fabbrica 4.0 https://www.datamanager.it/2018/02/galbusera-apre-la-fabbrica-4-0/ Thu, 22 Feb 2018 10:20:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141234 Il nuovo stabilimento di Vellezzo Bellini all’avanguardia nel gruppo: “Vince chi sa unire tradizione e innovazione” “Fino a tredici mesi fa, qui era solo prato verde. Tra l’ottobre 2016 e il novembre 2017 abbiamo costruito uno stabilimento nuovo, con 20.000 metri quadrati di superficie coperta. E’ la nostra prima fabbrica 4.0, ispirata ai principi della […]

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Il nuovo stabilimento di Vellezzo Bellini all’avanguardia nel gruppo: “Vince chi sa unire tradizione e innovazione”

“Fino a tredici mesi fa, qui era solo prato verde. Tra l’ottobre 2016 e il novembre 2017 abbiamo costruito uno stabilimento nuovo, con 20.000 metri quadrati di superficie coperta. E’ la nostra prima fabbrica 4.0, ispirata ai principi della produzione di nuova generazione”. Parola di Pasquale Zumbo, Direttore delle Operations, che incontriamo recandoci in visita a quello che può essere definito il progetto pilota di Galbusera, in località Vellezzo Bellini alle porte di Pavia. Lo accompagnano Franco Ronconi, Responsabile del settore tecnico, e Carlo Colombo, Direttore dello stabilimento. “Se la sperimentazione che stiamo conducendo qui avrà successo, non vedo il motivo per cui non debba essere adottata su più larga scala all’interno del gruppo”. Zumbo si riferisce all’automazione che ormai sta entrando anche in una delle aziende più blasonate del food italiano. “Ma non bisogna lanciare allarmismi. Da noi l’automazione serve ad aiutare l’uomo, non a sostituirlo. Il tocco inimitabile dei maestri della tradizione deve restare invariato e unirsi al meglio che l’innovazione sa offrire”, sottolinea Zumbo. A Vellezzo Bellini sono in funzione due linee produttive e a breve ne verrà attivata anche una terza: in totale da qui usciranno panettoni di Natale e colombe di Pasqua, insieme a prodotti lievitati e torte. Nel 2014 Galbusera ha acquisito il marchio Tre Marie e la strategia di mercato ha reso necessario aprire questo nuovo stabilimento. Vi è una scelta industriale di fondo dietro all’orientamento in direzione della fabbrica di nuova generazione in Galbusera.

Franco Ronconi, Pasquale Zumbo e Carlo Colombo

“Vogliamo mantenere e garantire la produzione tradizionale, che significa essenzialmente qualità del prodotto, e su questa base innestare il confezionamento robotizzato e il controllo di processo in ogni sua fase, grazie alle possibilità offerte dal digitale”, sottolinea Colombo. In questo modo viene mantenuto e valorizzato il sapere artigianale sul quale Galbusera ha costruito tutto il suo successo: i sistemi d’impasto, la lievitazione, i tempi di lavorazione e di cottura, la bontà delle ricette, che nessuna macchina potrà mai sostituire. Il nuovo sistema ha messo in campo un primo livello d’automazione: ogni impianto ha un pannello di controllo per l’operatore – un’interfaccia user-friendly che non esclude l’intervento umano ma al contrario lo facilita, in caso di necessità. A questo si aggiunge un secondo livello, che rappresenta una vera sfida per Galbusera: l’introduzione del supervisore, un software che distribuisce il programma di produzione agli impianti. “In questo modo, se devo produrre ad esempio la nostra colomba BiancoRubino, il supervisore attiva il processo. Trasmette le indicazioni sulla ricetta, specifica la quantità di materie prime da dosare e permette di tenere traccia delle informazioni fondamentali lungo tutte le fasi del processo”. Informatizzare e automatizzare i processi in una fabbrica significa anche rendere tracciabile ogni lotto di prodotto. Il sistema registra i dati sulla cottura delle materie prime, la temperatura, i dosaggi e parametri tecnici come la quantità di energia impiegata dai macchinari. L’operatore è in grado di correggere le curve di cottura se necessario, e a lui spetta dare conferma al sistema per ogni fase di lavorazione.

“Occorrono circa 72 ore di lavorazione dall’impasto al confezionamento, spiega Ronconi. I fornitori ai quali ci affidiamo procurano sia i macchinari che le soluzioni software. Nel nostro caso, avevamo bisogno di software customizzati sulle nostre esigenze”. La tracciabilità, di cui si sente sempre più spesso parlare nel Food&Beverage,  che è sempre stata considerata  in Galbusera sia come garanzia a tutela del consumatore, sia come preziosa informazione per capire se un prodotto ha un problema o se vi sono state anomalie in un processo, è ancor più garantita con il nuovo software 4.0. “Il supervisore – chiarisce Colombo – invia alert e notifiche in caso di criticità, permette di seguire in ogni dettaglio l’andamento dei processi di produzione, elabora le informazioni di reportistica e permette di effettuare interventi di manutenzione predittiva”. Una delle sfide più importanti quando si affronta un cambiamento in azienda è di far percepire il valore della soluzione a chi dovrà usare il software tutti i giorni. “Ma non ci sono stati problemi particolari in questo caso: abbiamo realizzato un piano di affiancamento degli operai, degli impastatori e dei tecnici nelle fasi preliminari dell’installazione, coinvolgendo le figure chiave in questo processo. E l’elemento d’innovazione è piaciuto, il software è user-friendly, semplice da usare e disponibile anche su device mobili. Inoltre, la possibilità di visualizzare tutta la linea completa su un unico pannello ha suscitato forte interesse negli operatori. Anche grazie a queste componenti estetiche, il progetto è stato un successo”, conclude Zumbo.

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Italtel, spazio alla open innovation https://www.datamanager.it/2017/11/italtel-spazio-alla-open-innovation/ Fri, 10 Nov 2017 10:45:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134848 Sviluppare un ecosistema di relazioni e sinergie tecnologiche. Una delle leve strategiche di Italtel. Acquisizione di tecnologie e prodotti market-ready, ma anche scalabilità e industrializzazione dei processi. Luca Ferraris, head of strategy, innovation & communication: «Vince chi sa fare rete» Italtel è una delle principali realtà italiane nel panorama delle telecomunicazioni. È in fase di completamento […]

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Sviluppare un ecosistema di relazioni e sinergie tecnologiche. Una delle leve strategiche di Italtel. Acquisizione di tecnologie e prodotti market-ready, ma anche scalabilità e industrializzazione dei processi. Luca Ferraris, head of strategy, innovation & communication: «Vince chi sa fare rete»

Italtel è una delle principali realtà italiane nel panorama delle telecomunicazioni. È in fase di completamento l’integrazione con Exprivia, realtà internazionale di ICT con expertise diversificate che vanno dal credit & risk management all’IT governance, alla security, all’IoT e al mondo SAP. Exprivia acquisirà l’81% del capitale sociale di Italtel, con Cisco Systems che deterrà il restante 19%. «Siamo vicini alla conclusione dell’accordo. E siamo orgogliosi della nuova realtà che sta per nascere» – spiega a Data Manager Luca Ferraris, head of strategy, innovation & communication di Italtel. La logica dell’accordo è creare un nuovo soggetto nell’ICT, frutto del consolidamento di competenze «all’insegna del Made in Italy, per portare l’Italia all’estero con una presenza di primissimo piano in grado di conquistare il mercato» – prosegue il manager. Il core business di Italtel sono storicamente le infrastrutture di telecomunicazione (reti, data center, servizi di comunicazione e collaborazione, sicurezza etc.) che oggi sono sempre più importanti per settori che vanno oltre i tradizionali operatori telco: smart cities, health care, defense, finance, energy, industry & manufacturing.

Due anime e una nuova identità

L’anima di Exprivia per la parte applicativa e quella di Italtel per la parte infrastrutturale compongono la nuova identità del soggetto che in questo modo si viene a creare. «Del resto, il mondo delle app software che usiamo ogni giorno sul cellulare si regge sulle reti, che a loro volta seguono la tendenza di diventare esse stesse virtualizzate, quindi basate su software e non su hardware». Già da tempo Italtel si sta muovendo per fare innovazione e rendersi più ready-to-business. E in un mondo dove ormai domina la logica della rete, bisogna saper “fare rete” tessendo relazioni, conoscenze e competenze con diversi player. Da qui è nata l’idea di un nuovo approccio al mercato, ispirato all’idea dell’open innovation. Luca Ferraris sottolinea che si è trattato di «industrializzare un processo, di costruire una situazione win-win in cui una grande azienda e realtà piccole, startup o anche microimprese, si incontrano per mettere a sistema competenze e trarre reciproco vantaggio». L’approccio è pragmatico e l’impostazione è quella di un acceleratore d’impresa. In sostanza, ci sono una miriade di realtà anche di piccole dimensioni, sparse sul territorio, che hanno sviluppato tecnologie interessanti o anche solo una tecnologia molto verticale. Il prodotto o servizio è pronto – o quasi – per essere messo sul mercato. Ed è a questo punto che si sviluppa il business in modo congiunto. «Da parte nostra – continua Ferraris – offriamo asset e competenze per industrializzare un processo produttivo e renderlo competitivo. Le startup ci mettono le loro competenze e tecnologie, che noi saremmo in grado di sviluppare solo a certi costi interni, mentre loro le hanno già pronte. Condividiamo i benefici del business congiunto, in cui i partner hanno la possibilità di scalare – in senso commerciale – attivando contatti che altrimenti non avrebbero – e in senso tecnico – per ciò che riguarda l’industrializzazione dei prodotti».


.@Italtel Luca Ferraris Due anime e una nuova identità per la #openinnovation
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Apertura e collaborazione

Questo paradigma di business ispirato all’open innovation in Italtel è nato sei mesi fa e dalla fase di selection delle aziende (finora un centinaio) si sta arrivando ai primi casi di successo con alcune di esse. Quest’idea di “openness” si esprime anche in un rapporto arricchito tra grande azienda e startup, in quanto Italtel può mettere a disposizione dei partner in modo gratuito l’accesso ai lab, spazi di co-working, server e rete veloce. «Sta diventando sempre più importante per noi creare dei veri e propri ecosistemi» – spiega Ferraris. «Ci rivolgiamo anche alle università, ai centri di ricerca e a tutto il mondo imprenditoriale dominato dai giovani. Anche l’organizzazione viene impattata da questa logica, perché l’azienda di grandi dimensioni deve imparare a dialogare con i giovani che escono dalle università – o che magari non l’hanno fatta ma hanno avuto delle idee brillanti – e deve rinnovare il modo di stare sul mercato e anche il suo stesso linguaggio». Tra gli ambiti indirizzati dalla open innovation di Italtel ci sono anche quelli che fino a qualche anno fa non entravano nel settore delle telecomunicazioni, come per esempio, il mondo della manifattura (Industry 4.0) e della vita urbana (smart city), con gli scenari che si aprono sull’universo dell’Internet of Things. «E qui il discorso si fa interessante – sottolinea Ferraris – perché secondo le stime nei prossimi anni il mercato è destinato a esplodere, con un numero sempre in crescita di oggetti connessi che supereranno di alcuni ordini di grandezza il numero delle persone connesse in rete».

Industry 4.0 e smart city

«Noi che veniamo dall’information technology, avevamo bisogno di trovare partner che parlassero la lingua dell’operation technology, e l’abbiamo trovato in un’azienda lombarda con cui stiamo lavorando per l’integrazione di una piattaforma Industry 4.0 ready-to-use, in grado di indirizzare le esigenze reali del variegato mondo dei produttori industriali. In questo caso, il settore di riferimento è l’industria, ma – in linea di principio – le applicazioni che sviluppiamo in logica open innovation possono riguardare ogni sfera produttiva. «Ci proponiamo nel ruolo di system integrator globale che può unire competenze diverse, sia interne sia esterne, in una logica di sistema e facendo rete con i player tecnologicamente più evoluti». L’Internet of Things parla però molte lingue, e quindi gli esempi di collaborazioni di successo riguardano anche la smart city e le “conversazioni” tra sensori che si trovano, per esempio, all’interno di edifici. «Dall’integrazione delle competenze infrastrutturali e di piattaforma di Italtel e di Exprivia nasce la capacità di offrire alle pubbliche amministrazioni strumenti utili a migliorare processi e servizi per il governo del territorio. Con una startup lombarda stiamo lavorando per sviluppare una soluzione per la stabilità strutturale di case e palazzi. I sensori sono collocati nella tromba dell’ascensore e controllano una serie di parametri che definiscono la stabilità della struttura. Ma lo stesso discorso è applicabile anche a ponti o strade».


.@Italtel Luca Ferraris Sviluppare un ecosistema di relazioni e sinergie hi-tech
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Intelligenza artificiale e cybersecurity

La capacità di mettere insieme competenze diverse e fare rete è vincente anche quando si tratta di far dialogare pubblico e privato, o partenariati per la partecipazione a bandi europei per il finanziamento di progetti innovativi. Italtel è sempre attenta quando si tratta di iniziative di Ricerca Industriale in Italia e all’estero, «perché in ogni caso – spiega Ferraris – l’obiettivo è costruire un ecosistema per soddisfare le richieste del mercato, componendo le migliori soluzioni disponibili». Una delle novità più smart in ambito Industry 4.0 è IndyChatBot, la prima applicazione per il mondo industriale integrata con Cisco Spark e sviluppata da Italtel in collaborazione con una startup pisana che ha sviluppato un gateway in grado di far parlare più di cinquemila tipologie diverse di macchine industriali nel protocollo IP, quello di internet. «In pratica, si tratta di un sistema con cui la macchina è davvero in grado di “dialogare” con l’operatore umano, che può chiederle notizie sul funzionamento e sui dati che sta raccogliendo durante il lavoro, utilizzando il linguaggio naturale secondo un set di domande e risposte, di azioni e conseguenze». Un altro esempio di collaborazione vincente è quello sul fronte della manutenzione nelle centrali degli operatori telefonici. «Abbiamo ipotesi di collaborazione davvero notevoli in corso, che prevedono anche l’uso dei droni per controllare lo stato fisico e funzionale delle antenne» – racconta Ferraris. «I droni sono dotati di un sensore incorporato per verificare la qualità del segnale emesso dall’antenna e quindi valutare la qualità della trasmissione. In più, stiamo sperimentando sistemi di chiusura automatica dell’accesso alle centrali con chiave elettronica su smartphone, per gestire e controllare l’accesso degli operatori responsabili della manutenzione». Anche sul piano della cybersecurity ci sono importanti novità che riguardano, per esempio, l’utilizzo di tecnologie quantistiche per produrre chiavi digitali sempre più sofisticate per garantire protezione e accesso sicuro, ma anche l’utilizzo della blockchain in ambiti diversi dai bitcoin, come la sanità digitale. «La vision di Italtel – conclude Ferraris – è di portare il digitale nella vita quotidiana di tutti noi, per sviluppare un nuovo mercato e una nuova società».

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Open Innovation, le novità dal lab di G2 https://www.datamanager.it/2017/10/open-innovation-le-novita-dal-lab-g2/ Thu, 05 Oct 2017 12:09:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132289 G2 Startups – una delle realtà più significative nel panorama dell’innovazione tecnologica e della digital transformation – apre un innovation lab per creare uno spazio di community e sviluppare il suo ecosistema fatto di partnership, collaborazione, idee innovative e progetti d’avanguardia. I nuovi uffici si trovano in via Legnone a Milano e sono all’interno di uno […]

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G2 Startups – una delle realtà più significative nel panorama dell’innovazione tecnologica e della digital transformation – apre un innovation lab per creare uno spazio di community e sviluppare il suo ecosistema fatto di partnership, collaborazione, idee innovative e progetti d’avanguardia.

I nuovi uffici si trovano in via Legnone a Milano e sono all’interno di uno stabile che porta le firme prestigiose di Giò Ponti e Luciano Baldessari. Lo scorso 4 ottobre G2 ha aperto le porte del nuovo spazio a imprenditori, startup e innovatori per parlare di open innovation e trasformazione digitale. L’evento è stato anche un’occasione per approfondire il punto di vista dell’azienda sui temi hot della new economy e sulla percezione del mercato.

“Vogliamo che la nuova sede diventi il luogo d’incontro della nostra community fatta di persone, idee e progettualità”, ha spiegato Roberta Gilardi, CEO di G2. “Ci occupiamo soprattutto di tecnologie smart, e vogliamo lavorare con soggetti imprenditoriali selezionati, in modo da tenere un alto livello qualitativo nei progetti”. I mercati di riferimento di G2 sono il mondo dell’impresa e l’open innovation da una parte, le startup dall’altra. L’obiettivo è di supportare le imprese (dalle piccole alle grandi dimensioni) a trovare il modello di business più adatto alle loro caratteristiche ed esigenze, perché “la tecnologia è uno strumento che abilita le funzionalità, ma senza un piano preciso e sostenibile il business non può decollare”. Per quanto riguarda il mondo delle startup (e scaleup), G2 sta già valutando alcuni progetti validi sia per il mercato domestico che per quello internazionale, nell’ambito dell’energia pulita ma non solo.

“I temi della smart mobility & transportation sono molto attraenti per le aziende. Tutto il settore della smart city lo è, ma ancora una volta bisogna lavorare sulla trasformazione anche culturale, non solo tecnologica, della società”, sottolinea Gilardi. Le città intelligenti, per realizzarsi, devono anche essere vissute da cittadini “smart”, e questo comporta una sfida per costruire un tipo di società che sappia davvero trarre vantaggi della rivoluzione digitale. Nei prossimi mesi sono previste una serie di attività da svolgersi nei nuovi uffici di G2, da workshop a incontri con esperti, mentre prosegue la ricerca di partner istituzionali e associazioni di imprenditori per far crescere il network. Prosegue anche l’attività di Acceleratio, che vede due unità attive in centro e sud Italia per creare sinergie. “Il mondo dell’industria e della manifattura 4.0 è un riferimento importante nel mercato nazionale, insieme ai piani del Governo Italiano per stimolare la digitalizzazione delle imprese. Il difficile è però costruire un sistema in cui le idee innovative siano supportate da un modello di business vincente”.

Nei prossimi mesi ci sarà una call per le startup per iniziare a popolare gli spazi dei nuovi uffici, poi partirà la fase di selezione. “Un altro aspetto importante è che nell’era della digitalizzazione, noi crediamo comunque nel contatto umano, sia in ufficio che per fare networking. Nella nuova sede abbiamo voluto far convivere l’innovazione con la tradizione, lo sguardo al futuro con l’importanza delle nostre radici. Questo connubio tra vintage e hi-tech ci affascina molto”. I nuovi spazi si articolano in due lab dedicati al lavoro con professionisti e startup, una sala riunioni con biblioteca, una sala per i meeting e il training e spazi in comune per un po’ di relax nelle pause di lavoro. “Tra queste mura c’è una parte importante del patrimonio di libri della mia famiglia – ha concluso Gilardi – e l’idea di poter lavorare con tante aziende innovative per costruire insieme un nuovo mercato e una nuova società ci rende davvero orgogliosi”.

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V-Valley e Mosaico, “matrimonio” nel nome dell’IT https://www.datamanager.it/2017/09/v-valley-mosaico-matrimonio-nel-nome-dellit/ Wed, 27 Sep 2017 09:00:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131769 Competenze complementari e sguardo al futuro. Per Calcina di Mosaico “la squadra si prepara a diventare n.1 sul mercato”, Casini di V-Valley parla della crescita nella sicurezza dell’IoT Un primo bilancio delle attività e dell’andamento del mercato quello tracciato da Silvio Calcina, Head of Sales & Marketing di Mosaico (an Esprinet company) e Luca Casini, […]

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Competenze complementari e sguardo al futuro. Per Calcina di Mosaico “la squadra si prepara a diventare n.1 sul mercato”, Casini di V-Valley parla della crescita nella sicurezza dell’IoT

Un primo bilancio delle attività e dell’andamento del mercato quello tracciato da Silvio Calcina, Head of Sales & Marketing di Mosaico (an Esprinet company) e Luca Casini, Presidente e direttore commerciale di V-Valley (the value of Esprinet). Mosaico Srl è nata con l’acquisizione effettuata da Esprinet delle attività di distribuzione di ItWay. Le due realtà si sono fuse alla fine dello scorso anno, e mentre V-Valley porta sul mercato una value proposition fatta soprattutto di data management e virtualizzazione, Mosaico è invece lo specialista nell’open source. “La nostra offerta non si sovrappone ma si completa a vicenda, va in direzione del servizio ai clienti”, ha sottolineato Casini durante un meeting alla nuova edizione del Campus, nella cornice degli incontri di formazione del Gruppo Esprinet che ogni anno riunisce canale e clienti. La cyber-security è un hot topic del mercato, e la distribuzione a valore gioca un ruolo importante in questo campo.

“Per noi non si tratta più solo di soddisfare le richieste del rivenditore ma di mettersi al suo fianco per quanto riguarda formazione, eventi sul territorio e generazione della domanda”. La GDPR (General Data Protection Regulation) è un’opportunità in questo scenario perché coinvolge nella gestione del sistema informativo non solo i responsabili in azienda, ma lo stesso AD e le figure manageriali. “Diventeremo un player importante nella cyber security in Italia”, sottolinea anche Calcina, “siamo un team affiatato e vogliamo fare bene nel business”. Le due società mantengono ciascuna il proprio profilo sul mercato, pur avendo naturalmente l’obiettivo di posizionare Esprinet come il primo distributore italiano di sicurezza informatica. In particolare è il mercato dell’Internet of Things che sembra uno dei più promettenti come margine di crescita, grazie alle enormi potenzialità delle infrastrutture connesse e delle esigenze di protezione dei dati. “La richiesta di sicurezza per quanto riguarda il mondo degli oggetti connessi è in crescita. Il mondo di domani sarà fatto in larga parte di sensori che comunicano tra loro, e questo ci sembra un momento pieno di promesse per il nostro settore”, commenta Casini. I continui sviluppi tecnologici determinano un’evoluzione non solo lato domanda, ma anche lato offerta. “Produttori e distributori di tecnologia devono chiedersi qual è oggi il loro core business, e sono chiamati a sapersi reinventare”.

Ora che ci si sta avviando verso gli ultimi mesi dell’anno, è lecito tirare le somme e chiedersi quali sono gli obiettivi per il 2018. “Cyber-security, networking, software e cloud sono aree di soddisfazione per noi, mentre l’obiettivo dell’anno prossimo è di diventare leader nella sicurezza perché riteniamo di avere le competenze, i prodotti e la strategia giusta”. I due manager sottolineano che Esprinet sta investendo nel mondo del valore con aspettative alte, che è giusto soddisfare. “Dietro le parole ci sono i fatti. E sono fatti solidi”: c’è un piano di investimenti, lo stesso Campus conta 300 rivenditori, sono una cinquantina le date sul territorio con il V-Truck, c’è un piano di comunicazione costante sul cloud con i webinar ed eventi dedicati. Ci sono 1.600 reseller serviti con i team di prevendita dai clienti, e sono un centinaio i brand a portafoglio, “con un’offerta che comprende tra l’altro server, storage, comunicazioni unificate e ci avvaliamo del supporto di Esprinet sul territorio per fare business”.

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EP Produzione, più energia alla transformation https://www.datamanager.it/2017/06/ep-produzione-piu-energia-alla-transformation/ Thu, 15 Jun 2017 15:02:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126817 La società energetica ha trasformato e innovato la propria infrastruttura tecnologica rendendo più flessibile e semplice il modo di lavorare dei propri dipendenti. Il CFO, Peter Cernàk: «Cloud e security sono le chiavi del successo» EP Produzione è la società italiana di generazione elettrica del gruppo energetico ceco EPH, player europeo di primo piano con attività […]

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La società energetica ha trasformato e innovato la propria infrastruttura tecnologica rendendo più flessibile e semplice il modo di lavorare dei propri dipendenti. Il CFO, Peter Cernàk: «Cloud e security sono le chiavi del successo»

EP Produzione è la società italiana di generazione elettrica del gruppo energetico ceco EPH, player europeo di primo piano con attività nella Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania, Regno Unito e Ungheria, ma anche in Italia. EP Produzione produce e gestisce sul territorio nazionale una capacità di generazione complessiva pari a 4,3 GW, attraverso cinque impianti a gas e uno a carbone per un totale di circa 530 persone impiegate in tutta Italia. «Le nostre centrali sono efficienti e altamente performanti, e operano secondo i più elevati standard ambientali, di sicurezza e affidabilità» – spiega Peter Cernák, CFO di EP Produzione.

Separazione dell’infrastruttura

L’azienda, insieme con il partner tecnologico Comedata, ha realizzato un importante progetto di trasformazione della sua architettura ICT. Obiettivo principale, la separazione dell’infrastruttura di EP Produzione da E.ON, in seguito all’acquisizione degli asset di generazione elettrica da parte di EPH. Nella fase di delivery, il progetto informatico ha garantito una migliore protezione dei dati e degli applicativi, insieme alla scalabilità delle soluzioni e all’aumento della produttività degli utenti interni. «Ora abbiamo un’infrastruttura IT ancora più efficiente, più innovativa e user-friendly», sottolinea il manager. «Ci siamo dotati di soluzioni in cloud e di tool Microsoft completamente integrati nelle nostre applicazioni. La componente tecnologica è di fondamentale importanza in una grande realtà come la nostra, perché abilita la collaborazione tra gli utenti interni e la condivisione delle informazioni. In un business che gestisce operazioni complesse su tutto il territorio nazionale, occorre necessariamente coordinare il lavoro di tutti i team presenti in siti diversi. Un altro aspetto per noi premiante è stato gestire questo progetto principalmente internamente, con le nostre forze e professionalità, forti anche di una partnership con Comedata che ci ha permesso di realizzarlo».


.@Comedata dà energia alla transformation di #EPProduzione
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Le aree coinvolte nel progetto

Le aree coinvolte nel progetto sono state, oltre alle postazioni di lavoro, le reti e i datacenter, gli applicativi e i dispositivi telefonici fissi e mobili, in particolare quelli per la fonia VoIP. Ma un ruolo importante all’interno del progetto è stato giocato anche dagli strumenti di videoconferenza e dalle soluzioni Microsoft Office 365, sempre puntando sulla sicurezza dei dati con sistemi di multi-factor authentication. L’infrastruttura della società è stata potenziata e resa più snella, e gli strumenti più semplici da usare grazie al cloud, mentre l’impatto della trasformazione digitale – lato applicativi – ha riguardato le centinaia di utenti SAP, il nuovo sistema di posta elettronica in Office 365 e l’integrazione degli applicativi on premise con i servizi evoluti di collaboration in cloud. La produttività invece è stata aumentata tramite l’accesso multidevice alle email, strumenti innovativi di calendari e contatti e servizi di messaggistica istantanea, conferenza audio, video e web. «Il cloud ci ha permesso di ottenere una business continuity all’altezza di un’azienda realmente dinamica, migliorando i processi e implementando soluzioni di disaster recovery, oltre a sfruttare al massimo i sistemi di business intelligence» – spiega il CFO.

Un sistema flessibile e scalabile

Oltre all’obiettivo prioritario della separazione tra le infrastrutture informatiche di EP Produzione e E.ON, vi erano però anche obiettivi collegati al distacco delle due realtà. Il primo era ottenere i vantaggi della virtualizzazione nella “nuvola”. Il secondo, creare un sistema flessibile, scalabile e in grado di soddisfare rapidamente le esigenze degli utenti. Questi ultimi chiedevano di poter disporre di un singolo punto di risposta per le problematiche IT e di avere un accesso veloce e semplice agli applicativi disponibili. Grazie alla trasformazione del sistema informativo, EP Produzione può ora contare su un’infrastruttura scalabile e a costi contenuti. «L’IT deve supportare il business e mettersi a servizio della persona, perché ogni azienda è fatta di persone. Le prossime sfide saranno per noi imparare a utilizzare al meglio i nuovi sistemi che abbiamo installato, con l’obiettivo di rendere l’attività più efficiente» – conclude Cernàk.

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Talentia Software, l’azienda dai due cuori https://www.datamanager.it/2017/05/talentia-software-lazienda-dai-due-cuori/ Wed, 10 May 2017 10:00:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124538 L’offering della multinazionale per la gestione dell’area finance (FPM) e del capitale umano (HCM). Marco Bossi, managing director per l’Italia: «Siamo un’azienda di grande tradizione che sa aprirsi al futuro e fare community» Talentia Software è specialista a livello globale nelle soluzioni per le HR e il finance delle aziende, con quasi trent’anni di esperienza, 3.600 […]

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L’offering della multinazionale per la gestione dell’area finance (FPM) e del capitale umano (HCM). Marco Bossi, managing director per l’Italia: «Siamo un’azienda di grande tradizione che sa aprirsi al futuro e fare community»

Talentia Software è specialista a livello globale nelle soluzioni per le HR e il finance delle aziende, con quasi trent’anni di esperienza, 3.600 clienti worldwide, una presenza in tutti i principali paesi europei e una rete di partner distribuiti in ogni quadrante del mondo. «L’Italia rappresenta un mercato importante per il gruppo, detenendo il secondo posto per volume di business con un incremento del 10% rispetto all’anno scorso» – spiega a Data Manager Marco Bossi, managing director di Talentia Software. Le attività della software house si focalizzano su due aree principali, ugualmente importanti nella strategia aziendale: financial performance management e human capital. La prima area indirizza le esigenze della direzione finanziaria dei clienti, con soluzioni di budgeting, planning, reporting e consolidato, mentre le soluzioni di people management, recruitment, people development, learning e compensation si rivolgono alle direzioni HR. I clienti di Talentia sono aziende di dimensioni medio-grandi, con volumi di fatturato sopra i 100 milioni di euro e più di 700 dipendenti, sebbene non manchino le eccezioni di organizzazioni più piccole ma ugualmente orientate a una gestione attenta dei processi aziendali.

STRATEGIE DI CRESCITA

«La nostra value proposition – sottolinea il manager – si caratterizza nel fatto che siamo specialisti in queste due specifiche aree, il finance e le HR appunto, e che quindi siamo in grado di seguire il cliente da vicino con un approccio snello e flessibile, che ci distingue dai competitor anche in termini di servizi e assistenza post-vendita e di vicinanza al mercato. Inoltre, nel corso dei quasi trent’anni della nostra storia siamo sempre stati attenti ai trend dell’innovazione, quindi abbiamo uno slancio naturale verso il futuro». Talentia Software può erogare le stesse soluzioni sia in modalità cloud che on-premise, soddisfacendo ogni esigenza delle aziende clienti. E anche se il mondo del business si sta sempre più digitalizzando, il fattore umano resta centrale in qualsiasi strategia di sviluppo. Per quanto avanzata possa essere, la digitalizzazione del business deve porsi al servizio delle persone, non viceversa. «L’uomo è fondamentale per implementare il software nelle aziende e per interpretare i dati in modo corretto. Le strategie di crescita di un’azienda non vengono decise dai computer ma dai dirigenti. Le macchine aiutano soltanto in questo processo, ma non potranno mai sostituire il fattore umano».


#HPM #HCM Marco Bossi @TalentiaSwIt Talentia lo slancio verso il futuro
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COLTIVARE LA LEADERSHIP

A giugno di quest’anno, Talentia Software lancia due nuove versioni dei suoi prodotti con upgrade per il financial planning e la simulazione del budget vendite, costi e capex, la modellizzazione del budget e la pianificazione. Accanto a questo, vi sono le nuove soluzioni per l’e-learning e i contenuti multimediali, a completamento del modulo di training che fa parte dell’offerta Talentia, totalmente integrata con i processi gestionali delle aziende clienti. «Le due aree aziendali in cui siamo specialisti – prosegue Bossi – sono centrali per la vita di qualsiasi business, perché governano l’amministrazione finanziaria di un’azienda e le strategie per far crescere i talenti, in sostanza per coltivare la leadership di domani». I Millennials spingono per soluzioni avanzate in mobilità, mentre l’esplosione del digital veicola la domanda di risorse con le competenze giuste per “cavalcare la tigre” della trasformazione. «A oggi, investiamo il 20% del fatturato in R&D. È una quota notevole del fatturato, che però triplicheremo ancora per dimostrare che l’innovazione conta davvero per noi». Talentia si sta espandendo in Russia e in altri paesi extra europei con una strategia di global partner channel per creare una rete di distributori e partner, mentre la Talentia Academy promuove formazione e ricerca e il Meet Talentia è l’occasione perfetta per creare una community di clienti con cui confrontarsi e dai quali recepire stimoli. «Ci nutriamo di idee e di entusiasmo» – conclude il manager. «La rete è il modello vincente per fare business. Siamo convinti che un’autentica comunicazione con il mercato possa produrre risultati sorprendenti per i clienti e per noi».

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Augeos e SIX, alleanza perfetta https://www.datamanager.it/2017/05/augeos-six-alleanza-perfetta/ Wed, 10 May 2017 09:39:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124494 Augeos e SIX raccontano come è nato AT Master, il software avanzato per l’anagrafica centralizzata dei titoli nel settore Banking & Finance, che ha accompagnato la fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano creando il Banco BPM. «Qualità, rapidità ed efficienza». Le parole d’ordine per creare il dato perfetto «La value proposition della […]

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Augeos e SIX raccontano come è nato AT Master, il software avanzato per l’anagrafica centralizzata dei titoli nel settore Banking & Finance, che ha accompagnato la fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano creando il Banco BPM. «Qualità, rapidità ed efficienza». Le parole d’ordine per creare il dato perfetto

«La value proposition della nostra azienda poggia su tre pilastri: fornire ai clienti informazioni complete e aggiornate, mettere a loro disposizione team di professionisti esperti, e offrire gli standard tecnologici più avanzati. Ci impegniamo a fare tutto questo perché crediamo che il modo migliore di servire i clienti sia di garantire il massimo in termini di qualità, affidabilità e trasparenza in un quadro di elevata sicurezza, soprattutto in un ambito delicato e complesso come quello dei financial services». A parlare è Carlo Cugusi, amministratore di Augeos, una delle più importanti aziende che producono soluzioni software innovative per il mercato bancario. Nata una dozzina d’anni fa da un’idea di Claudio Ruffini, che ricopre il ruolo di presidente, e dello stesso Cugusi, Augeos è composta da professionisti con decenni d’esperienza nel settore finance, che uniscono alla componente funzionale una profonda competenza tecnologica, con prodotti realizzati su piattaforma Microsoft. Una delle ultime soluzioni software dell’azienda è AT Master, ideata per la gestione centralizzata delle anagrafiche degli strumenti finanziari. AT Master permette di integrarsi con gli information provider come SIX Financial e Bloomberg in maniera automatizzata, sia per le procedure di back-office sia per il risk management. «L’idea alla base del software è di proporre al cliente una soluzione per gestire in maniera centralizzata le anagrafiche degli strumenti finanziari, elaborando un master anagrafico in grado di distribuire le informazioni a tutte le aree aziendali interessate. In questo modo viene gestito meglio il flusso di informazioni che arrivano alla banca e si migliorano di conseguenza anche i servizi che questa eroga ai propri clienti» – spiega Cugusi. AT Master consente di avere a disposizione più information provider come fonti informative, a vantaggio della qualità dei dati e delle operazioni di verifica, che vengono automatizzate. Il controllo a livello centrale delle anagrafiche permette inoltre di tenere sott’occhio il costo di approvvigionamento dai provider, confrontandoli per qualità e tempestività. I punti forti dell’offerta sono un’elevata usabilità e l’attenzione alla user-experience.

Un unico repository per Banco BPM

La soluzione di Augeos si pone insomma come sistema moderno di collegamento con l’information provider. «Eroghiamo servizi su diverse piattaforme tecnologiche inclusi i dispositivi mobili, e accompagniamo il cliente in ogni fase del progetto. Inoltre, siamo costantemente aggiornati sulle novità normative e di compliance, sui rischi operativi, di business continuity e disaster recovery». AT Master è una soluzione nata per soddisfare l’esigenza di un importante cliente come Banco BPM (nato dalla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano), uno dei primi gruppi bancari italiani. «Anche grazie alla nostra soluzione, Banco BPM ha acquisito il totale controllo del flusso informativo erogato dagli information provider e sta integrando i sistemi anagrafici delle due banche. Ora il cliente ha la possibilità di scegliere il provider più adatto alle loro esigenze sulla base di parametri come la qualità, la tempestività, la copertura e il costo del dato». Partner di Augeos nel progetto per Banco BPM è SIX Financial, multinazionale e financial information provider di livello mondiale. «La filiale italiana è diventata nostra partner nel 2006, per il servizio VDF Plus. AT Master è nato come soluzione integrata con VDF Plus, prodotto in house da Augeos. Siamo assolutamente soddisfatti di questa partnership, ormai più che collaudata e ispirata alla qualità e affidabilità». Tra gli sviluppi per il futuro, invece, per Cugusi sarà fondamentale tenere la traccia digitale e lo storico delle modifiche effettuate dagli information provider in modo da soddisfare le richieste di audit, mentre «si sta lavorando anche sugli algoritmi avanzati per il riconoscimento automatico dei dati».

Decio Panessa, senior account manager della filiale italiana di SIX Financial Information spiega che la branch locale della multinazionale specializzata nel campo dell’information providing è stata aperta a fine anni 90 «per servire il mercato italiano, che si stava internazionalizzando». SIX Financial Information è un fornitore globale di dati di borsa ai mercati finanziari, con particolare focus nel settore banking. Ha una presenza mondiale ed è uno dei primi provider in Europa. «In estrema sintesi, raccogliamo, normalizziamo, distribuiamo dati di mercato e dati anagrafici di alta qualità  ai nostri clienti» – spiega il manager. «Siamo partiti come filiale italiana nel 1996 e da allora siamo cresciuti, arrivando oggi a fatturare oltre i 12 milioni di euro. Praticamente, tutte le grandi banche italiane e Centri Servizi utilizzano i nostri servizi, che si collocano a monte delle svariate implementazioni tecnologiche messe in campo per usufruire nel miglior modo possibile dei dati che noi forniamo. Una delle ultime storie di successo è appunto quella del Banco BPM».


#Augeos e @sixgroup #Qualità #rapidità #efficienza Le parole d’ordine per il dato perfetto
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Semplificare la complessità

Il cliente cercava un servizio per disporre di informative di dati di Borsa che fosse in grado di creare un unico repository di informazioni per alimentare una serie di applicazioni. «AT Master nasce dall’expertise applicativa e di trattamento delle informazioni di VDF Plus che avevamo sviluppato insieme ad Augeos. Il core di quella soluzione è stato reso disponibile al Banco Popolare, ora Banco BPM, che l’ha preferito ad altri prodotti in fase di software selection per una serie di motivi» – sottolinea Panessa. Tra questi la flessibilità e la velocità, che si traducono poi in efficienza per l’azienda. «Banco Popolare ha individuato in AT Master la soluzione ideale per elaborare e processare i dati anche nelle ore notturne. Questo prodotto è stato in grado di adattarsi alle esigenze del cliente e di seguirlo nella sua evoluzione, anche durante la fusione che lo ha portato a diventare Banco BPM. In questo senso, si può forse pensare anche a un prodotto software come a un organismo vivente, che respira e cresce in armonia con l’azienda». Il Master si interfaccia con i principali information provider di rilevanza per le attività della banca, acquisendo dati in settori specifici oltre a quelli che provengono da SIX Financial Information. In questo modo, il software è diventato punto di riferimento per Banco BPM per tutte le attività di anagrafica titoli. «L’obiettivo del cliente è di ottenere il “golden record”, ovvero il dato più preciso possibile sulla base del confronto con diversi fornitori di dati, e in questo modo alimentare in modo semplice e con i dati corretti il back-office, e non solo, delle banche clienti». I plus della soluzione sono molti, dalla copertura a 360 gradi delle fonti informative richieste, alla creazione di un solo repository centralizzato, che significa semplificare la complessità degli strumenti ed efficientare il lavoro. «Come SIX Financial siamo specialisti nella fornitura di dati di rilievo globale e conosciamo bene i mercati mondiali. Offriamo un insieme di competenze che ci colloca tra i primi gruppi al mondo, mentre Augeos è specializzata nella parte tecnologica ed è in grado di fornire soluzioni tailor-made. Inoltre, è guidata da due professionisti, Claudio Ruffini e Carlo Cugusi, con cui lavoriamo da anni, che conoscono molto bene il mondo dei servizi finanziari. Credo che SIX e Augeos insieme siano il mix perfetto per soddisfare le esigenze di un mercato sempre più complesso».

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ADP, risorse smart per il nuovo millennio https://www.datamanager.it/2017/03/adp-risorse-smart-millennio/ Tue, 07 Mar 2017 14:27:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120618 La vision e i nuovi prodotti del leader nelle soluzioni per la gestione del capitale umano. Il customer services director, Innocenzo Casanova: «Le soft skill sono al centro dell’economia digitale» ADP è il leader mondiale nelle soluzioni per la gestione delle risorse umane (Human Capital Management), con un portfolio completo che copre l’intero ciclo di vita […]

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La vision e i nuovi prodotti del leader nelle soluzioni per la gestione del capitale umano. Il customer services director, Innocenzo Casanova: «Le soft skill sono al centro dell’economia digitale»

ADP è il leader mondiale nelle soluzioni per la gestione delle risorse umane (Human Capital Management), con un portfolio completo che copre l’intero ciclo di vita dei dipendenti delle aziende clienti, dal recruitment al retirement. La compagnia è presente in oltre 100 paesi in tutto il mondo, conta più di 600mila clienti corporate per un totale di 50 milioni di dipendenti a livello worldwide che usufruiscono di almeno un servizio ADP. Il fatturato complessivo dell’azienda è invece pari a 11 miliardi di dollari. «In Italia, contiamo 1.100 aziende clienti, per un totale di due milioni di persone gestite. Il team che dirigo comprende 400 persone» – spiega a Data Manager, Innocenzo Casanova, customer services director ADP Italia. «I servizi di ADP vantano una qualità assoluta e richiedono eccellenti risorse umane per garantire gli standard che i clienti si aspettano».

IL FATTORE UMANO

Ma oltre all’eccellenza dei servizi, è il fattore umano che conta sempre di più anche nella digital economy del nuovo millennio. Al punto che Casanova, entrato in ADP dopo aver ricoperto incarichi manageriali in realtà prestigiose come Olivetti, Honeywell e IBM, occupandosi di transformation e technology, parla dell’evoluzione delle smart city e dei nuovi cittadini digitali del mondo di domani. «È tempo di riconoscere la dialettica evolutiva che le nuove tecnologie portano con sé. Dopo aver gettato le fondamenta perché nascano le città del futuro, è necessario ora che le HR siano all’altezza delle sfide di una nuova cittadinanza digitale. Le “smart people” possiedono il bagaglio tecnico e culturale per estrarre valore dall’universo dei social media, per orientarsi nei Big Data, per consumare in modo intelligente le informazioni. In breve, per gestire la complessità e proporre innovazione al cliente». ADP offre servizi che vanno dal Cloud, ai Managed Services, alla Full Business Process Automation, mentre l’HR Suite comprende soluzioni per i segmenti Administration, Management e Access Control. «Uomo e macchina sono ormai in continua relazione – afferma Innocenzo Casanova – e il nostro compito è anche interpretare ed esprimere al meglio le potenzialità insite in questo rapporto. Nel mio ruolo di direttore del customer service, ho ristrutturato l’organizzazione per rispondere sempre meglio alle richieste del mercato. In ottica di “smart people”, per esempio, ciascun membro del team è ancor più responsabilizzato come punto di contatto con il cliente. Ciò richiede professionalità e competenza ma va anche oltre, coinvolgendo la dimensione dell’empatia, il modo di porsi e l’arte di “saper fare” con le persone». Nell’era dell’informatica as a Service, queste competenze “soft” sono altrettanto importanti. Senza la componente umana – sottolinea Casanova – «la tecnologia non ha alcun valore».


#HR #HCM Innocenzo Casanova @ADP_IT Le soft skill, al centro dell’economia digitale
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CRESCITA E OPPORTUNITÀ

ADP si è anche aggiudicata importanti riconoscimenti dalla società di consulenza e ricerca globale Everest Group per aver creato il miglior sistema di payroll al mondo, una soluzione tecnologica, flessibile e in grado di soddisfare le esigenze di diversi settori di business a livello globale. Tra le novità annunciate da ADP vi sono poi GlobalView HCM e iHCM, ideate per offrire alle multinazionali una gestione semplice e unificata delle HR. «I nostri nuovi prodotti – spiega Casanova – nascono con l’obiettivo di integrare in un’unica suite tecnologie e soluzioni per il Talent Management e la gestione del capitale umano. L’idea di fondo è di fornire una soluzione in grado di rendere semplice la complessità e di rispondere alle esigenze del cliente, andando oltre alle sue stesse aspettative». Altri aspetti che coinvolgono da vicino il ruolo delle HR sono poi il futuro dell’automazione e i nuovi modi di lavorare. Anche in questo caso, un’azienda leader come ADP può dare un contributo importante, sia in termini di dibattito sia di strumenti per la gestione. «Promuoviamo workshop ed eventi nelle maggiori città italiane per discutere di questi temi con imprenditori ed esperti del settore, e per diffondere una nuova cultura delle HR» – continua Casanova. «Crediamo che la tecnologia esista non per sostituire l’uomo ma per aiutarlo. Non solo. Il business può dare veramente i suoi frutti solo quando il fattore umano e quello tecnologico si incontrano e si integrano». Un mondo nuovo, fatto di crescita e di opportunità, sta bussando alla porta. Siamo pronti a essere le “smart people” del Terzo Millennio?

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GN Hearing sceglie Archiva, la gestione documentale diventa seamless https://www.datamanager.it/2017/02/gn-hearing-sceglie-archiva-la-gestione-documentale-diventa-seamless/ Fri, 10 Feb 2017 13:15:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119022 Tecnologia dei prodotti ed efficienza dei processi. Per Giulio Sartori, ICT manager di GN Hearing, il futuro è una dashboard unica per facilitare e rendere i processi sempre più a misura di business GN è il brand d’eccellenza per il supporto audiologico e il settore audioprotesico. L’azienda è nata in Danimarca nel 1869, creando la prima […]

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Tecnologia dei prodotti ed efficienza dei processi. Per Giulio Sartori, ICT manager di GN Hearing, il futuro è una dashboard unica per facilitare e rendere i processi sempre più a misura di business

GN è il brand d’eccellenza per il supporto audiologico e il settore audioprotesico. L’azienda è nata in Danimarca nel 1869, creando la prima connessione telegrafica tra la Cina e il resto del mondo, e si è poi sviluppata in vari paesi. La filiale italiana, che oggi conta circa 70 dipendenti e fattura oltre 23 milioni di euro, nasce nel 1986 come azienda nazionale e viene poi inglobata in GN nel 1997. Il gruppo a livello globale conta 5.500 dipendenti ed è presente in 90 paesi con 25 filiali, come spiega a Data Manager Giulio Sartori, customer care & ICT manager di GN Hearing in Italia. L’azienda si occupa di fornire prodotti per migliorare la qualità della vita di chi soffre di ipoacusia, ricorrendo anche a tecnologie di stampa 3D per la creazione delle singole componenti che poi vengono assemblate a mano, mentre il futuro sembra sempre più all’insegna della telemedicina e dell’assistenza a distanza per il monitoraggio costante dei prodotti e il supporto continuativo ai clienti.


#GNHearing sceglie @archivagroup Maggiore efficienza e riduzione dei costi
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GN Hearing si è rivolta alle soluzioni di Archiva per i servizi di document e workflow management, implementando moduli per la conservazione digitale, i processi di fatturazione elettronica verso la PA, la gestione automatica dei documenti di business in formato UBL PEPPOL e un portale di condivisione dei documenti con i clienti. «Siamo sempre stati molto attenti alle evoluzioni tecnologiche – ha dichiarato Giulio Sartori – e cerchiamo di offrire il massimo valore ai clienti grazie ai nostri prodotti, ma anche di essere all’avanguardia nei processi interni che regolano la vita dell’azienda». La collaborazione con Archiva è iniziata nel 2011, con un progetto di conservazione sostitutiva, che si è sviluppato nel corso del tempo, fino a coprire tutti i processi documentali di GN Hearing.

PIÙ VISIBILITÀ DEI PROCESSI

Dopo la conservazione in formato digitale e la fatturazione alla PA, i passi successivi nella collaborazione tra le due realtà sono stati il modulo Smart.PEPPOL e il portale di condivisione dei documenti. «Il progetto PEPPOL (pan-european public procurement online) è un processo di procurement finalizzato a ridurre i costi e aumentare la visibilità dei processi a livello italiano ed europeo». Il portale di condivisione è invece un servizio aggiuntivo reso ai clienti, per dar loro visibilità delle fatture e altri documenti di loro interesse. Attivo da settembre, permette – grazie a un aggiornamento continuo – di avere feature complete con statistiche di accesso e reportistica, e di sviluppare anche altri servizi. «I documenti consultabili comprendono fatture e documenti di spedizione. Il portale è uno strumento molto utile che via via sostituirà anche l’invio via email e/o cartaceo».


#GNHearing sceglie @archivagroup La gestione documentale diventa seamless
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CONTROLLO DEI COSTI

I vantaggi delle soluzioni implementate da GN Hearing sono diversi, ma tutti si riferiscono alla razionalizzazione e all’efficientamento dei processi, con importanti riflessi sui costi. «Siamo partiti dalla conservazione digitale, che significa risparmio degli spazi per l’archivio e reperibilità immediata delle informazioni. I moduli per la fatturazione PA e PEPPOL consentono di gestire in modo semplice ed economico un processo complesso. Infine, il portale di condivisione facilita l’ottenimento di informazioni per il cliente e alleggerisce i nostri processi interni. Archiva è sempre stato un partner tecnologico competente e affidabile anche in termini di compliance normativa e ci ha accompagnati in ogni fase dei progetti, dimostrando una grande flessibilità nell’erogare le soluzioni più adatte a supportare il nostro business. L’obiettivo che vogliamo raggiungere è di gestire tutto il ciclo attivo dal portale, con una dashboard centrale e un unico “pannello di controllo”, per facilitare e rendere i processi sempre più seamless» – conclude Sartori.

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Modulo, alla conquista del mercato con PigrecoOS https://www.datamanager.it/2017/02/modulo-alla-conquista-del-mercato-pigrecoos/ Fri, 10 Feb 2017 10:02:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118982 Pensata per la formazione a distanza, la piattaforma si è estesa ad altri mercati, integrando moduli CMS, CRM e LMS. Il CEO, Vannucci: «Uniamo qualità ed esperienza in una soluzione unica nel mercato italiano» Modulo è una realtà nata per sviluppare e commercializzare la piattaforma PigrecoOS, soluzione informatica per medie e grandi imprese nazionali e […]

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Pensata per la formazione a distanza, la piattaforma si è estesa ad altri mercati, integrando moduli CMS, CRM e LMS. Il CEO, Vannucci: «Uniamo qualità ed esperienza in una soluzione unica nel mercato italiano»

Modulo è una realtà nata per sviluppare e commercializzare la piattaforma PigrecoOS, soluzione informatica per medie e grandi imprese nazionali e internazionali che ruotano intorno al business della formazione sia in sede sia online, e della consulenza aziendale. «Modulo vuole offrire l’opportunità alle aziende che operano nella formazione, di poter scegliere un’alternativa e adottare una soluzione collaudata, in modalità cloud ed erogata in SaaS con formula Pay-per-active-user, che risponda al meglio alle esigenze dei clienti» – spiega Simone Vannucci, CEO di Modulo. Oltre alla formazione, l’azienda propone soluzioni per la gestione operativa di sistemi informativi, banche dati e servizi in rete (ASP), e servizi di consulenza, come l’analisi di mercato, la consulenza in ambito sistemistico e formativo e la gestione manageriale.

UN PROGETTO TUTTO ITALIANO

«Modulo è una società che rappresenta una vittoria per due brand storici, Abacusweb e Abacusonline» – racconta Vannucci. «Il primo è un marchio di professionisti della comunicazione e di sistemi informatici web based. La seconda è una realtà rivolta a studenti di scuole superiori e università, ma anche alla formazione professionale. Insieme, le due società hanno unito competenze tecniche e didattiche dando vita a un progetto pionieristico iniziato nell’anno 2000, il progetto Pigreco». Si tratta di un acronimo che sta per Piattaforma gestione remota corsi. Il progetto si è sviluppato nel tempo, dando vita a quattro versioni distinte della piattaforma. Quando i tempi sono diventati maturi, è stata fondata una società autonoma in grado di ripartire risorse e impegni commerciali, affidando a questo nuovo soggetto l’ultima versione della piattaforma. «Pigreco – continua Vannucci – nasce come sistema web based e offre tutti gli strumenti per gestire una realtà aziendale che voglia operare online nell’ambito dell’e-learning, dell’apprendimento a distanza, FAD e corsi online. La versione PigrecoOS è stata totalmente riscritta, seguendo un approccio nuovo che ha permesso di raggiungere livelli tecnici altissimi. Tutta la tecnologia di Pigreco è stata sviluppata all’interno di Modulo, garantendo elevati standard di codice e assoluta sicurezza in termini di bug informatici».


#PigrecoOS, il gestionale orientato alla formazione che semplifica il business
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SEMPLICITÀ E SICUREZZA PER IL BUSINESS

All’interno della piattaforma, l’area e-learning è diventata un “plug-in” di PigrecoOS, praticamente un modulo che dialoga con gli altri e che permette di sviluppare un sistema in grado di espandersi per soddisfare qualunque esigenza. «Il plug-in per l’apprendimento a distanza comprende gli strumenti sviluppati negli anni in base alle esperienze passate. Include soluzioni innovative per grandi aziende che devono gestire decine di migliaia di corsi e centinaia di migliaia di utenti» – sottolinea Vannucci. Grazie a Pigreco, il cliente ha a disposizione un framework con cui gestire il business, affidandosi a un’unica soluzione, un unico gestionale e un unico ambiente. Non solo corsi e apprendimento a distanza quindi, ma praticamente la possibilità di gestire dati e processi con semplicità e sicurezza: «Si parla di creazione di siti, gallery fotografiche, attivazione di plug-in, gestione del parco clienti, e-commerce, preventivi, ordini, fatture, esportazione verso gestionali come TeamSystem e Zucchetti, marketing e gestione corsi online». Al centro della piattaforma si trovano i moduli CMS, CRM e LMS. Tutto il gestionale è responsivo e visualizzabile su qualunque dispositivo. Offre due app proprietarie Android e iOS per accedere da tablet e disporre delle stesse funzionalità. PigrecoOS è una soluzione tecnologica ispirata a idee semplici ed efficaci: «Nessun mash-up, nessun collage di librerie terze, nessun compromesso. L’intero cuore della piattaforma è stato sviluppato all’interno della nostra società. PigrecoOS è realmente un prodotto al top della qualità e cento per cento Made in Italy» – conclude con orgoglio Vannucci.

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