Akamai – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 08 Jul 2026 16:15:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Akamai – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Le AI Factory non bastano: il valore dell’AI si gioca nell’inferenza all’edge https://www.datamanager.it/2026/07/le-ai-factory-non-bastano-il-valore-dellai-si-gioca-nellinferenza-alledge/ Fri, 24 Jul 2026 12:10:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254070 Dal training all’uso reale dell’intelligenza artificiale Negli ultimi anni il concetto di AI Factory è diventato uno dei simboli più riconoscibili della nuova era dell’intelligenza artificiale. Grandi cluster di GPU, concentrati in pochi data center altamente specializzati, hanno reso possibile l’addestramento di modelli sempre più complessi e potenti, accelerando una trasformazione tecnologica senza precedenti. Questa […]

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Dal training all’uso reale dell’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni il concetto di AI Factory è diventato uno dei simboli più riconoscibili della nuova era dell’intelligenza artificiale. Grandi cluster di GPU, concentrati in pochi data center altamente specializzati, hanno reso possibile l’addestramento di modelli sempre più complessi e potenti, accelerando una trasformazione tecnologica senza precedenti.

Questa evoluzione è stata fondamentale: senza infrastrutture centralizzate di questa scala, lo sviluppo dell’AI generativa non avrebbe raggiunto l’attuale livello di maturità. Tuttavia, quando l’intelligenza artificiale esce dalla fase sperimentale e inizia a essere integrata nei processi produttivi delle aziende, emerge un punto critico sempre più evidente: il valore dell’AI non dipende solo dalla capacità di addestrare modelli, ma soprattutto dalla possibilità di utilizzarli in modo continuo, efficiente e su scala globale.

È qui che il paradigma cambia. Nel ciclo di vita dell’intelligenza artificiale è infatti essenziale distinguere tra training e inferenza. Il primo è un processo intensivo dal punto di vista computazionale ma episodico. Il secondo è il momento in cui il modello entra realmente in azione, rispondendo alle richieste degli utenti ed elaborando informazioni in tempo reale. Ed è proprio l’inferenza a rappresentare la vera economia dell’AI: ogni interazione digitale, ogni sistema di raccomandazione, ogni applicazione intelligente si basa su questo processo.

Con la diffusione dell’AI in ambito enterprise, l’inferenza è destinata a diventare la componente dominante sia in termini di volumi sia di costi operativi. Non sorprende che molte analisi prevedano che rappresenterà la maggior parte dei workload AI nei prossimi anni.

I limiti della centralizzazione

Questo spostamento ha implicazioni profonde. Non è più sufficiente concentrare la potenza di calcolo in pochi poli sempre più grandi e potenti: diventa necessario ripensare dove e come l’intelligenza viene eseguita.

Le AI Factory continueranno a svolgere un ruolo imprescindibile, soprattutto nella fase di addestramento dei modelli. Ma quando questi modelli vengono messi in produzione emergono limiti strutturali che non possono essere ignorati.

La latenza è il primo: in molti casi d’uso – dall’elaborazione video in tempo reale alla personalizzazione delle esperienze digitali fino all’automazione industriale – anche pochi millisecondi possono fare la differenza tra un’esperienza fluida e una inefficace. A questo si aggiungono i costi legati al trasferimento dei dati e le complessità normative e di governance, soprattutto nei settori regolamentati dove la sovranità del dato è un requisito essenziale. Infine, la scalabilità: concentrare tutte le richieste di inferenza in pochi hub globali significa esporsi a colli di bottiglia nei momenti di picco.

Per queste ragioni, il mercato sta evolvendo verso modelli ibridi e distribuiti, in cui il cloud centrale rimane fondamentale ma non più esclusivo.

L’edge come estensione naturale del cloud

In questo contesto, l’edge computing assume un ruolo sempre più strategico. Portare la capacità di calcolo vicino al punto in cui i dati vengono generati e utilizzati consente di ridurre la latenza, migliorare l’esperienza utente e ottimizzare l’efficienza complessiva dell’infrastruttura.

Non si tratta di sostituire il cloud, ma di estenderlo.

L’obiettivo non è replicare ovunque la stessa potenza di calcolo, ma costruire un modello intelligente di distribuzione dell’inferenza, in cui ogni richiesta venga eseguita nel punto della rete più adatto in base a criteri dinamici come prestazioni, costi e disponibilità.

È su questa trasformazione che si inserisce l’evoluzione delle piattaforme globali di Akamai, con soluzioni come Akamai Inference Cloud, che portano capacità di calcolo accelerato direttamente all’interno di una rete globale distribuita. L’obiettivo è rendere l’inferenza un servizio nativamente edge-aware, capace di adattarsi in tempo reale alle condizioni della rete e ai requisiti applicativi.

Orchestrazione e architettura distribuita

Ma distribuire la potenza di calcolo non basta. La vera sfida è l’orchestrazione: la capacità di decidere dinamicamente dove eseguire ogni singola inferenza, bilanciando latenza, carico infrastrutturale, prossimità geografica e vincoli di compliance. In altre parole, la rete diventa una sorta di sistema operativo globale dell’intelligenza artificiale.

In questo modello anche lo storage e la gestione dei dati giocano un ruolo fondamentale. Soluzioni come Akamai Object Storage permettono di supportare carichi distribuiti garantendo accesso coerente ai dati e prestazioni elevate indipendentemente dalla posizione in cui avviene l’elaborazione.

Il risultato è un’architettura realmente ibrida, in cui cloud ed edge non sono in competizione ma collaborano. Il cloud centrale continua a rappresentare il cuore del training e dei processi più complessi e intensivi, mentre l’edge diventa il livello in cui l’intelligenza artificiale interagisce con il mondo reale: utenti, dispositivi, sistemi industriali e transazioni digitali. 

Casi d’uso e impatto reale

Questa combinazione consente di allocare ogni workload nel punto più efficiente dell’infrastruttura, abilitando nuovi scenari applicativi.

Nel media, l’inferenza all’edge consente di personalizzare e trasformare contenuti live in tempo reale senza sovraccaricare le infrastrutture centrali. Nel retail, abilita esperienze più ricche e immediate nei punti vendita, migliorando l’interazione con i clienti e la gestione operativa. Nei servizi finanziari, permette di rilevare frodi e anomalie nel momento stesso in cui avvengono le transazioni, riducendo drasticamente i tempi di risposta.

In tutti questi scenari, la prossimità dell’intelligenza non è solo un vantaggio tecnologico, ma un elemento competitivo decisivo.

Resilienza e conclusione

Un ulteriore beneficio di questo modello è la resilienza. In un’architettura distribuita, eventuali guasti locali non compromettono il servizio complessivo: i workload vengono automaticamente ridistribuiti verso altri nodi della rete o verso il core centrale. Questo rende l’infrastruttura AI più robusta e adattiva.

La storia delle infrastrutture digitali insegna che ogni tecnologia realmente scalabile tende alla distribuzione. È accaduto con i contenuti e le CDN, poi con il cloud computing, e oggi sta accadendo con l’intelligenza artificiale.

Le AI Factory continueranno a essere essenziali, ma non saranno sufficienti. Il futuro dell’AI non sarà definito solo dalla potenza dei modelli, ma dalla loro capacità di essere presenti ovunque servano, esattamente nel momento in cui servono.

In definitiva, il valore non risiederà soltanto nell’intelligenza costruita nei data center, ma nella sua capacità di essere distribuita nel mondo reale.

A cura di Nicola Ferioli, Head of Engineering di Akamai Technologies

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I bot basati sull’intelligenza artificiale minacciano i modelli di business basati sul web alla base https://www.datamanager.it/2025/11/i-bot-basati-sullintelligenza-artificiale-minacciano-i-modelli-di-business-basati-sul-web-alla-base/ Wed, 05 Nov 2025 08:50:34 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248863 Secondo il nuovo State of Internet Report di Akamai il traffico dei bot basati sull’AI è aumentato del 300% in un anno Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha pubblicato un nuovo State of Internet Report (SOTI) che rivela un’allarmante aumento del traffico automatizzato, causato in […]

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Secondo il nuovo State of Internet Report di Akamai il traffico dei bot basati sull’AI è aumentato del 300% in un anno

Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha pubblicato un nuovo State of Internet Report (SOTI) che rivela un’allarmante aumento del traffico automatizzato, causato in gran parte dai bot basati sull’intelligenza artificiale che prendono di mira i siti web di tutti i settori.

Secondo il Digital Fraud and Abuse Report 2025, i bot basati sull’intelligenza artificiale rappresentano ormai una percentuale di questo traffico in rapida espansione, visto che le loro attività sono aumentate del 300% nell’ultimo anno. Questi bot generano miliardi di richieste, alterando in modo significativo le operazioni digitali e le analisi. Attualmente, costituiscono circa l’1% del traffico totale dei bot osservato sulla piattaforma di Akamai.

Questo picco è causato dal fenomeno diffuso dello scraping dei contenuti e sottolinea come i bot basati sull’intelligenza artificiale stiano attivamente minando i tradizionali modelli di business basati sul web. Con l’aumento del traffico dei bot, gli editori e altre aziende che basano il proprio business sui contenuti stanno assistendo a un deterioramento delle analisi e al crollo dei ricavi pubblicitari, perché i bot estraggono valore senza dare nulla in cambio.

Oltre allo scraping, il report rivela che la rapida crescita degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale ha reso più semplice che mai, sia per gli esperti malintenzionati che per i nuovi criminali, sferrare attacchi di impersonificazione, condurre truffe di social engineering, distribuire campagne di phishing e commettere frodi di identità utilizzando immagini e documenti falsi generati dall’intelligenza artificiale.

Vale la pena sottolineare alcuni passaggi chiave del report:

  • Il settore dell’editoria è stato il più colpito tra i media digitali, con il 63% di attacchi bot basati sull’intelligenza artificiale.
  • Le aziende online devono sopportare la pressione derivante da bot legittimi e dannosi. Sebbene alcuni bot supportino funzioni come l’indicizzazione e l’accessibilità dei motori di ricerca, i bot dannosi, tra cui FraudGPT, WormGPT, i bot per frodi pubblicitarie e sugli investimenti, stanno facendo lievitare i costi, peggiorando le performance dei siti e alterando le metriche chiave.
  • Il settore del commercio è al primo posto tra le attività nel mirino dei bot basati sull’intelligenza artificiale, con oltre 25 miliardi di richieste di bot in un periodo di osservazione di due mesi.
  • Nel settore sanitario, oltre il 90% dei bot basati sull’intelligenza artificiale deriva dallo scraping, in gran parte dai bot di ricerca e training.

Per difendersi da queste minacce, il report raccomanda alle aziende di sviluppare funzionalità allineate ai tre sistemi OWASP Top 10 per applicazioni web, API e modelli linguistici di grandi dimensioni (LLMS). Questi framework aiutano i team di sicurezza a mappare le vulnerabilità note, come il controllo degli accessi non funzionante, gli attacchi injection e l’esposizione dei dati sensibili, in base alla tolleranza al rischio di frode della propria azienda, consentendo una definizione più intelligente delle priorità per i sistemi di protezione.

Inoltre, il report include:

  • Un’analisi approfondita di come i bot riescono ad eludere il rilevamento
  • Una rubrica curata dal CISO dell’FS-ISAC, l’organizzazione senza scopo di lucro che migliora la cybersecurity e la resilienza nel sistema finanziario globale.
  • Dati sugli attacchi specifici per area geografica e settore.
  • Un manuale sulle categorie dei bot scraper basati sull’AI.
  • Linee guida su come trovare un equilibrio tra la conformità alle normative e le strategie per la sicurezza dell’AI.

“L’aumento dei bot basati sull’AI non è più solo questione di sicurezza, ma è diventata una necessità aziendale”, ha dichiarato Rupesh Chokshi, Senior Vice President e General Manager del reparto Application Security di Akamai. “I leader aziendali devono agire subito per creare sistemi in grado di garantire un’adozione sicura dell’intelligenza artificiale, gestire i rischi in continua evoluzione e salvaguardare le operazioni digitali per non trovarsi sempre in affanno”.

Oggi, nel loro 11° anno di pubblicazione, i SOTI Report di Akamai continuano ad offrire informazioni fondamentali sulle tendenze della cybersecurity e sulle web performance, ricavate dall’infrastruttura di Akamai, che gestisce più di un terzo del traffico web globale.

 

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Akamai Inference Cloud trasforma l’intelligenza artificiale dal core all’edge con NVIDIA https://www.datamanager.it/2025/10/akamai-inference-cloud-trasforma-lintelligenza-artificiale-dal-core-alledge-con-nvidia/ Fri, 31 Oct 2025 10:47:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248688 AI inference scalabile, sicuro e a bassa latenza a livello globale per potenziare l’ondata di Agentic e Physical AI Akamai Technologies ha lanciato Akamai Inference Cloud, una piattaforma che ridefinisce dove e come l’intelligenza artificiale viene utilizzata, ampliando l’inferenza dai data center centralizzati all’edge di Internet. Akamai Inference Cloud fornisce un AI inference intelligente e […]

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AI inference scalabile, sicuro e a bassa latenza a livello globale per potenziare l’ondata di Agentic e Physical AI

Akamai Technologies ha lanciato Akamai Inference Cloud, una piattaforma che ridefinisce dove e come l’intelligenza artificiale viene utilizzata, ampliando l’inferenza dai data center centralizzati all’edge di Internet.

Akamai Inference Cloud fornisce un AI inference intelligente e proattiva sull’edge della rete, vicino a utenti e dispositivi. A differenza dei sistemi tradizionali, questa piattaforma è appositamente progettata per fornire l’elaborazione dell’AI sull’edge in tempo reale e a bassa latenza su scala globale. Il lancio di Akamai Inference Cloud sfrutta l’esperienza di Akamai nelle architetture distribuite a livello globale e nell’infrastruttura basata sull’intelligenza artificiale di NVIDIA Blackwell per ripensare ed estendere radicalmente il computing accelerato necessario per sfruttare il vero potenziale dell’AI.

La nuova generazione di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, dalle esperienze digitali personalizzate agli agenti intelligenti fino ai sistemi decisionali in tempo reale, richiede che l’inferenza AI sia avvicinata all’utente, fornendo un coinvolgimento immediato nei punti di interazione e prendendo decisioni intelligenti su dove indirizzare le richieste Gli Agentic workload richiedono sempre più spesso un’inferenza  a bassa latenza, informazioni sul contesto locale e la possibilità di scalare globalmente in un istante. Progettata per favorire questa trasformazione, Akamai Inference Cloud è una piattaforma distribuita edge generative che avvicina lo stack AI di NVIDIA al luogo in cui vengono creati i dati e in cui si svolgono i processi decisionali.

“La prossima ondata di AI richiede la stessa vicinanza agli utenti che ha permesso a Internet di crescere fino a diventare la piattaforma globale che è oggi”, ha affermato Tom Leighton, CEO e Co-founder di Akamai. “Akamai ha già risolto questa sfida in passato e lo sta facendo di nuovo. Grazie all’infrastruttura di intelligenza artificiale di NVIDIA, Akamai Inference Cloud soddisferà la crescente domanda di espansione della capacità e delle prestazioni di inferenza dell’intelligenza artificiale, collocando il processo decisionale dell’AI in migliaia di sedi in tutto il mondo e consentendo risposte più rapide, intelligenti e sicure”.

“L’inferenza è diventata la fase più impegnativa dal punto di vista computazionale dell’AI, richiedendo un ragionamento in tempo reale su scala planetaria”, ha affermato Jensen Huang, Founder e CEO di NVIDIA. “Insieme, NVIDIA e Akamai stanno avvicinando l’inferenza agli utenti di tutto il mondo, fornendo un’AI generativa più veloce e scalabile e aprendo la strada alla prossima generazioni di applicazioni smart”.

Akamai Inference Cloud ridefinisce le posizioni e le modalità con cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata avvicinando l’inferenza AI smart e agentic a utenti e dispositivi. La piattaforma combina i server NVIDIA RTX PRO, su cui vengono eseguite le GPU NVIDIA RTX PRO 6000 Blackwell Server Edition, le DPU NVIDIA Bluefield-3 e il software NVIDIA AI Enterprise con l’infrastruttura di cloud computing distribuita e la rete edge globale di Akamai, che conta più di 4200 implementazioni in tutto il mondo.

Akamai Inference Cloud promuoverà la visione di Akamai per performance AI altamente scalabili e distribuite in tutto il mondo, tramite l’utilizzo delle più recenti tecnologie NVIDIA, tra cui la nuova DPU NVIDIA Bluefield-4, per accelerare e proteggere ulteriormente l’accesso ai dati e i workload dell’AI inference dal core all’edge.

Akamai ha collaborato con NVIDIA per portare orgogliosamente l’inference in posizioni irraggiungibili prima d’ora, segnando l’inizio di nuove frontiere per l’intelligenza artificiale con Akamai Inference Cloud:

  • Estensione delle AI Factory aziendali all’edge per favorire la diffusione di agenti commerciali intelligenti ed experience digitali personalizzate: questo approccio consente di coordinare il ciclo di vita dell’intelligenza artificiale, dall’acquisizione dei dati alla creazione dell’intelligence su larga scala. Akamai Inference Cloud estende la produzione dell’intelligenza artificiale all’edge, decentralizzando i dati ed elaborando e indirizzando le richieste ricevute al modello migliore utilizzando le posizioni sull’edge ampiamente distribuite di Akamai. In questo modo, gli agenti smart possono adattarsi istantaneamente alla posizione, al comportamento e all’intento degli utenti, agendo anche in modo autonomo per negoziare, acquistare e ottimizzare le transazioni in tempo reale.
  • Favorire la diffusione di agenti e inference nello streaming per fornire informazioni finanziarie istantanee e prendere decisioni in tempo reale: gli agenti basati sull’intelligenza artificiale richiedono più inferenze sequenziale per completare attività complesse, creando ritardi che compromettono il coinvolgimento degli utenti. I workflow dell’agentic AI richiedono diverse chiamate di inferenza e, se ogni chiamata crea un ritardo di rete, l’esperienza risulta lenta per soddisfare i requisiti di latenza da un computer all’altro. L’architettura edge-native di Akamai Inference Cloud offre risposte virtualmente istantanee, consentendo agli agenti basati sull’intelligenza artificiale di operare con una reattività simile a quella umana in workflow multifase. Questo può risultare utile per rilevare le frodi, accelerare i pagamenti sicuri e prendere rapidamente le decisioni necessarie per l’industrial Edge.
  • Consentire l’utilizzo della Physical AI in tempo reale oltre la reattività del livello umano: i sistemi basati sull’intelligenza artificiale fisica come veicoli a guida autonoma, robot industriali e infrastrutture di smart city richiedono un processo decisionale accuratissimo per interagire in modo sicuro con il mondo fisico. La piattaforma Akamai Inference Cloud è progettata per consentire all’intelligenza artificiale fisica di elaborare i dati dei sensori, prendere decisioni sulla sicurezza e coordinare le azioni in base alla velocità del mondo fisico, aiutando a trasformare tutto, dagli stabilimenti di produzione ai droni per le consegne fino ai robot chirurgici e alle reti di trasporto autonome, in sistemi reattivi e intelligenti in grado di funzionare in modo sicuro insieme all’uomo.
  • Accelerare il time-to-value: il coordinamento di complessi workload basati sull’intelligenza artificiale e distribuiti in più aree geografiche coperte dai servizi cloud richiede competenze e team specializzati. Il livello di coordinamento intelligente offerto da Akamai Inference Cloud indirizza automaticamente le attività dell’intelligenza artificiale in posizioni ottimali: le consuete operazioni di inference vengono eseguite immediatamente sull’edge tramite i microservizi NIM di NVIDIA, mentre il ragionamento sofisticato sfrutta l’intelligenza artificiale prodotta a livello centralizzato, gestendo il tutto tramite una piattaforma unificata che elimina la complessità dell’infrastruttura.

Akamai Inference Cloud è disponibile, inizialmente, in 20 sedi in tutto il mondo, ma si prevedono ulteriori implementazioni in futuro.

 

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Akamai: la microsegmentazione velocizza la risposta agli incidenti e riduce i premi assicurativi per le organizzazioni https://www.datamanager.it/2025/10/akamai-la-microsegmentazione-velocizza-la-risposta-agli-incidenti-e-riduce-i-premi-assicurativi-per-le-organizzazioni/ Fri, 10 Oct 2025 13:08:04 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248216 Il nuovo report Akamai mostra come le organizzazioni che hanno implementato la microsegmentazione siano riuscite a ridurre i tempi di contenimento dei ransomware e a migliorare le polizze delle loro assicurazioni informatiche Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha pubblicato un nuovo report The Segmentation Impact […]

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Il nuovo report Akamai mostra come le organizzazioni che hanno implementato la microsegmentazione siano riuscite a ridurre i tempi di contenimento dei ransomware e a migliorare le polizze delle loro assicurazioni informatiche

Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha pubblicato un nuovo report The Segmentation Impact Study: Why microsegmentation now defines enterprise cybersecurity, risk, and resilience. Il report, che è stato condotto su 1200 responsabili IT e security in tutto il mondo, ha rivelato che la microsegmentazione riduce i tempi di contenimento dei ransomware e migliora la posizione assicurativa nel campo della sicurezza informatica. Questi risultati hanno portato metà delle aziende che non hanno ancora adottato questa tecnologia a pianificarne l’implementazione nel giro di due anni, mentre più di due terzi delle aziende che l’hanno già adottata si aspettano di incrementare gli investimenti effettuati.

“Le organizzazioni che adottano la microsegmentazione rispondono più rapidamente alle minacce informatiche e beneficiano di premi assicurativi più bassi. Abbiamo osservato come la segmentazione, con l’implementazione degli appropriati controlli delle policy, riduce la probabilità di sferrare attacchi con successo, anche se i criminali informatici utilizzano l’AI per mascherarsi e infiltrarsi nelle reti tramite nuovi percorsi”, ha affermato Ofer Wolf, Senior Vice President e General Manager del reparto Enterprise Security di Akamai. “La segmentazione della rete e il contenimento delle violazioni rappresentano il miglior sistema di difesa dagli attacchi informatici, consentendo alle aziende di focalizzarsi sul loro lavoro senza la paura di vedere interrotte le loro attività”.

L’adozione della microsegmentazione

Anche se il 90% delle organizzazioni ha adottato alcune forme di segmentazione, solo il 35% ha implementato la microsegmentazione degli ambienti di rete. Questo divario tra le intenzioni e l’attuazione rende molte aziende vulnerabili alle minacce informatiche. Fortunatamente, la metà delle aziende che ancora non hanno adottato la microsegmentazione ha pianificato di implementarla nel giro di due anni, mentre più dei due terzi (68%) delle aziende che l’hanno già adottata si aspettano di incrementare gli investimenti effettuati.

Le organizzazioni che hanno preso parte a questo sondaggio hanno identificato i seguenti fattori chiave nell’adozione della microsegmentazione:

  • Contenere gli attacchi ransomware: il 79% delle organizzazioni ha subito almeno un attacco ransomware negli ultimi 24 mesi. Il 63% delle aziende ha adottato la microsegmentazione per contenere gli attacchi ransomware e prevenire la loro diffusione nella rete.
  • Rispondere agli incidenti più rapidamente: il 56% delle organizzazioni ha implementato la microsegmentazione per rispondere agli incidenti di sicurezza in modo più rapido ed efficace.
  • Proteggere le risorse critiche: il 74% delle organizzazioni sta adottando la microsegmentazione per isolare le proprie risorse ad alto rischio da potenziali minacce.
  • Protezione dalle minacce interne: il 57% delle organizzazioni intende proteggere i propri sistemi da minacce interne, sia dannose che accidentali, tramite la microsegmentazione.
  • Soddisfare i requisiti normativi: il 57% delle organizzazioni sta adottando la microsegmentazione per ottemperare agli standard normativi e per evitare potenziali sanzioni.

Inoltre, come emerge dal report, le società di servizi di sicurezza (con un fatturato annuo superiore a 1 miliardo di dollari) che hanno implementato la microsegmentazione hanno riferito di aver ridotto del 33% i tempi di contenimento dei ransomware, accelerando la mitigazione dei problemi.

Il ruolo della microsegmentazione in ambito cyber-assicurativo

Anche il settore delle assicurazioni digitali sta diventando un requisito imprescindibile nell’odierno scenario delle minacce. Sebbene non sostituisca una strategia di sicurezza completa, aiuta le aziende a riprendersi da un punto di vista economico dopo aver subito una violazione o un attacco ransomware e incoraggiano l’adozione di misure di difesa più rigorose con una gestione dei rischi più intelligente. Il 75% delle organizzazioni che hanno partecipato al sondaggio ha riferito che ora le compagnie assicurative valutano il livello di segmentazione durante la stipula delle polizze.

Inoltre, il report mostra come le aziende associano sempre più spesso la maturità della segmentazione a premi assicurativi più bassi, un’elaborazione più rapida delle richieste di risarcimento, una preparazione per gli audit più efficace e migliori risultati contro i ransomware. Le organizzazioni hanno riferito che la microsegmentazione fornisce numerosi vantaggi nell’ambito delle assicurazioni informatiche:

  • Semplificazione dei report di audit: l’85% delle organizzazioni rivela che la segmentazione semplifica la redazione dei report di audit, consentendo al 33% di esse di ridurre i costi associati ai processi di conformità e controllo qualità.
  • Premi assicurativi ridotti: il 60% delle organizzazioni intervistate ha registrato una riduzione dei premi assicurativi grazie al miglior livello di segmentazione acquisito.
  • Più richieste di risarcimento accolte: il 74% delle organizzazioni ritiene che una migliore segmentazione aumenti le probabilità di approvazione delle richieste d’indennizzo assicurativo.

Sfide dell’adozione

La consapevolezza della microsegmentazione sta aumentando, tuttavia, molte aziende rimangono ferme alle prime fasi dell’adozione. Queste aziende si basano ancora su un approccio tradizionale alla segmentazione nord-sud, che le rende vulnerabili al numero crescente di attacchi informatici e di movimento laterale.

Gli intervistati hanno citato alcune sfide comuni all’implementazione della microsegmentazione, tra cui complessità della rete (44%), lacune di visibilità (39%) e difficoltà operative (32%). Nonostante questi ostacoli, le organizzazioni che hanno implementato con successo la microsegmentazione segnalano un minor numero di sistemi compromessi, costi ridotti per il recupero e una maggiore continuità operativa.

Per ulteriori informazioni e consigli pratici per un’efficace microsegmentazione, è possibile leggere il report completo e scoprire come Akamai sta investendo nell’AI per aiutare a risolvere le sfide correlate all’adozione.

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Sicurezza più smart: Akamai e Seraphic insieme per semplificare l’SSE con le funzionalità SEB https://www.datamanager.it/2025/09/sicurezza-piu-smart-akamai-e-seraphic-insieme-per-semplificare-lsse-con-le-funzionalita-seb/ Tue, 16 Sep 2025 09:29:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247474 Akamai e Seraphic offrono una soluzione semplice ed economica che combina la tecnologia SEB con le funzionalità ZTNA Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha annunciato di aver stipulato un accordo strategico con Seraphic Security, azienda leader nel settore della sicurezza dei browser aziendali, per integrare […]

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Akamai e Seraphic offrono una soluzione semplice ed economica che combina la tecnologia SEB con le funzionalità ZTNA

Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha annunciato di aver stipulato un accordo strategico con Seraphic Security, azienda leader nel settore della sicurezza dei browser aziendali, per integrare le funzionalità SEB (Secure Enterprise Browser) nella sua gamma esistente di prodotti aziendali per la sicurezza Zero Trust.

Con lo sviluppo del processo di trasformazione digitale e l’adozione dell’AI da parte delle aziende, i dipendenti hanno bisogno di accedere in modo semplice, ma sicuro, ad applicazioni private, piattaforme SaaS e strumenti basati sull’AI, da qualsiasi dispositivo e ovunque si trovino. Allo stesso tempo, le aziende devono proteggere il loro accesso a Internet dalle tradizionali minacce web e dai nuovi rischi legati all’AI, come la fuga di dati e i prompt dannosi. Questi rischi vanno oltre le lacune della rete. Per soddisfare queste esigenze, è necessario adottare un approccio Zero Trust in grado di applicare accurati controlli degli accessi e fornire una protezione intelligente a livello del browser per aiutare a garantire la sicurezza senza interrompere la produttività.

Questa partnership consente ad Akamai di superare l’approccio tradizionale del sistema SSE (Security Service Edge) all’accesso della rete fornendo un’alternativa più semplice ed economica che risulta più facile da integrare nel sistema di sicurezza esistente. Integrando il sistema SEB di Seraphic con il suo prodotto Zero Trust Network Access (ZTNA), Enterprise Application Access, Akamai può offrire ai clienti una soluzione di sicurezza completa in grado di coprire tutte le applicazioni tradizionali del sistema SSE.

“Le aziende si stanno rendendo conto che i browser non gestiti e i rischiosi strumenti basati sull’AI creano falle che i tradizionali sistemi di sicurezza della rete non riescono a risolvere”, ha affermato Ilan Yeshua, CEO e cofondatore, Seraphic. “La partnership con Akamai ci consente di estendere la navigazione sicura in un più ampio sistema Zero Trust, garantendo alle aziende di adottare nuove tecnologie in tutta sicurezza, proteggendo al contempo gli utenti e dati”.

“Con Seraphic, possiamo superare i limiti imposti dal sistema SSE tradizionale”, ha affermato Ofer Wolf, Senior Vice President & General Manager del reparto Enterprise Security di Akamai. “Combinando la navigazione sicura offerta da Seraphic con la nostra soluzione ZTNA, possiamo fornire un modo più semplice per proteggere app, SaaS e strumenti basati sull’AI su qualsiasi dispositivo senza il peso dell’infrastruttura né le complessità legate ai proxy tradizionali”.

Questa partnership utilizza la rete globale di Akamai per garantire un’esperienza ottimale, indipendentemente dalla posizione in cui si trovano gli utenti o le applicazioni. Offre inoltre verifiche sullo stato dei dispositivi senza richiedere alcuna installazione, insieme ad una migliore prevenzione della perdita di dati per un accesso privato alle applicazioni, e semplifica le operazioni utilizzando una sola policy per tutti i componenti del sistema SSE con una sola dashboard per garantire il monitoraggio e la visibilità.

Akamai offre ai suoi clienti e ai suoi partner la soluzione combinata, ma anche i singoli componenti separati. È possibile avere ulteriori informazioni sulle soluzioni Zero Trust di Akamai che sono state riconosciute come le preferite dai clienti nel report “The Forrester Wave: Zero Trust Platforms, Q3 2025”.

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Docker nel mirino: Akamai scopre una nuova campagna malware che sfrutta API esposte https://www.datamanager.it/2025/09/docker-nel-mirino-akamai-scopre-una-nuova-campagna-malware-che-sfrutta-api-esposte/ Wed, 10 Sep 2025 13:34:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247384 Il team di ricerca Akamai Hunt ha individuato una nuova e sofisticata campagna di malware che prende di mira le API Docker esposte a internet, mostrando capacità di infezione e diffusione più avanzate rispetto alle varianti precedentemente osservate. Il malware, originariamente segnalato a giugno 2025 da Trend Micro, era stato utilizzato per distribuire un cryptominer […]

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Il team di ricerca Akamai Hunt ha individuato una nuova e sofisticata campagna di malware che prende di mira le API Docker esposte a internet, mostrando capacità di infezione e diffusione più avanzate rispetto alle varianti precedentemente osservate.

Il malware, originariamente segnalato a giugno 2025 da Trend Micro, era stato utilizzato per distribuire un cryptominer mascherando le comunicazioni tramite Tor. La nuova variante scoperta da Akamai introduce però un cambio di passo significativo: invece di limitarsi al mining, il codice malevolo implementa tecniche di persistenza e di esclusione degli altri attaccanti, bloccando l’accesso alle API Docker compromesse per garantirsi il controllo esclusivo della macchina infetta.

Le analisi condotte dal team Hunt hanno rivelato che il malware non si limita a colpire container vulnerabili, ma può installare strumenti di scansione, propagarsi a nuovi obiettivi e persino preparare il terreno per la creazione di una botnet più complessa. Tra le funzionalità rilevate:

  • utilizzo di masscan per identificare ulteriori Docker API esposte
  • blocco automatico della porta 2375 per prevenire accessi concorrenti
  • tentativi di sfruttamento su altre porte critiche, come Telnet (23) e il debugger remoto di Chrome (9222)
  • capacità di connessione e comunicazione con server nascosti su rete Tor

Per contrastare minacce di questo tipo, Akamai raccomanda alle organizzazioni alcune misure fondamentali:

  • segmentare la rete e isolare i servizi Docker da quelli esposti pubblicamente
  • limitare l’accesso da internet solo ai servizi strettamente necessari
  • utilizzare password robuste e cambiare le credenziali predefinite sui dispositivi
  • proteggere con attenzione porte sensibili come la 9222 di Chrome

L’attività del team Hunt conferma ancora una volta l’importanza del monitoraggio proattivo e della threat intelligence basata su scenari reali. Attraverso la propria rete di honeypot distribuiti globalmente, Akamai continua a intercettare le più recenti tecniche e strumenti degli attaccanti, fornendo ai clienti difese aggiornate e tempestive.

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Semperis e Akamai collaborano per combattere la nuova vulnerabilità di Active Directory ad alta gravità in Windows Server 2025 https://www.datamanager.it/2025/06/semperis-e-akamai-collaborano-per-combattere-la-nuova-vulnerabilita-di-active-directory-ad-alta-gravita-in-windows-server-2025/ Tue, 10 Jun 2025 12:22:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245814 Semperis potenzia la sua piattaforma DSP con indicatori per rilevare e mitigare gli exploit BadSuccessor Semperis, leader nella sicurezza dell’identità basata sull’intelligenza artificiale e nella resilienza informatica, ha annunciato nuove funzionalità di rilevamento nella sua piattaforma Directory Services Protector (DSP) per difendersi da “BadSuccessor“, una tecnica di escalation dei privilegi ad alta gravità che prende […]

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Semperis potenzia la sua piattaforma DSP con indicatori per rilevare e mitigare gli exploit BadSuccessor

Semperis, leader nella sicurezza dell’identità basata sull’intelligenza artificiale e nella resilienza informatica, ha annunciato nuove funzionalità di rilevamento nella sua piattaforma Directory Services Protector (DSP) per difendersi da “BadSuccessor“, una tecnica di escalation dei privilegi ad alta gravità che prende di mira una nuova funzionalità introdotta in Windows Server 2025. I miglioramenti, sviluppati in collaborazione diretta con il team di ricerca Akamai che ha scoperto la vulnerabilità, consentono alle organizzazioni di rilevare e rispondere ai tentativi di sfruttamento prima che gli attaccanti possano aumentare i privilegi e compromettere il dominio.

BadSuccessor sfrutta gli account di servizio gestiti delegati (dMSA), una nuova funzionalità di Windows Server 2025 pensata per migliorare la sicurezza degli account di servizio. I ricercatori Akamai hanno dimostrato come gli attaccanti possano abusare degli account di servizio gestiti delegati (dMSA) per impersonare utenti con privilegi elevati in Active Directory (AD), inclusi gli amministratori di dominio, senza che sia attualmente disponibile alcuna patch.

Questo vettore di sfruttamento ad alta gravità evidenzia una sfida di lunga data nella sicurezza delle identità aziendali: la gestione degli account di servizio. Questi account spesso operano con privilegi eccessivi o non monitorati, creando percorsi di attacco nascosti che possono essere utilizzati per lo sfruttamento.

In risposta a ciò, Semperis ha aggiornato la propria piattaforma DSP con un nuovo Indicatore di Esposizione (IOE) e tre Indicatori di Compromissione (IOC) per rilevare comportamenti anomali dei dMSA. Questi indicatori aiutano i team di sicurezza a individuare eccessivi diritti di delega, collegamenti malevoli tra dMSA e account privilegiati e tentativi di colpire account sensibili come KRBTGT.

“Semperis si è mossa rapidamente per tradurre la vulnerabilità in funzionalità di rilevamento concrete per chi difende, dimostrando come la collaborazione tra ricercatori e fornitori possa portare a un impatto rapido e significativo”, ha affermato Yuval Gordon, Security Researcher di Akamai. “L’abuso degli account di servizio è una preoccupazione crescente e questa vulnerabilità di alto profilo è un campanello d’allarme.”

“Gli account di servizio rimangono una delle risorse meno gestite, ma allo stesso tempo più potenti, negli ambienti aziendali”, ha affermato Tomer Nahum, Security Researcher di Semperis. “Questa collaborazione con Akamai ci ha permesso di colmare rapidamente le lacune nel rilevamento e di offrire ai difensori visibilità su un’area estremamente complessa di Active Directory, che gli attaccanti continuano a sfruttare”.

La vulnerabilità interessa qualsiasi organizzazione con almeno un controller di dominio che esegue Windows Server 2025. Anche un singolo controller di dominio configurato in modo errato può introdurre rischi per l’intero ambiente. Fino al rilascio di una patch, le organizzazioni sono invitate a verificare le autorizzazioni dMSA e a monitorare eventuali segnali di utilizzo improprio utilizzando strumenti di rilevamento avanzati come Semperis DSP.

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Akamai, cybersecurity nel settore finanziario: tra AI e resilienza operativa https://www.datamanager.it/2025/05/akamai-cybersecurity-nel-settore-finanziario-tra-ai-e-resilienza-operativa/ Wed, 21 May 2025 14:47:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245416 Tecnologie distribuite, protezione delle API e intelligenza artificiale al servizio della continuità operativa e della fiducia digitale   L’esplosione delle superfici di attacco – legata alla digitalizzazione dei servizi, all’incremento del traffico API e all’adozione di tecnologie basate su intelligenza artificiale – impone un cambio di paradigma nella gestione del rischio informatico per il settore […]

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Tecnologie distribuite, protezione delle API e intelligenza artificiale al servizio della continuità operativa e della fiducia digitale  

L’esplosione delle superfici di attacco – legata alla digitalizzazione dei servizi, all’incremento del traffico API e all’adozione di tecnologie basate su intelligenza artificiale – impone un cambio di paradigma nella gestione del rischio informatico per il settore finanziario, dove i dati da proteggere sono estremamente sensibili. Secondo Akamai, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, l’approccio tradizionale, reattivo, non è più sufficiente, occorre puntare su soluzioni in grado di anticipare le minacce, rilevarle in tempo reale e neutralizzarle prima che impattino sui processi critici.

Il settore finanziario continua, infatti, ad essere tra i più colpiti a livello globale. Secondo lo State of the Internet Report “Navigating the rising tide: attack trends in financial services” pubblicato da Akamai nel 2024, i servizi finanziari rappresentano il 34% di tutti gli attacchi DDoS osservati nel 2024, seguiti da gaming (18%) e high-tech (15%). Il report evidenzia anche come le attuali tensioni geopolitiche abbiano favorito un incremento delle attività di gruppi hacktivisti come KillNet, Anonymous Sudan e NoName057, con episodi gravi come uno dei più grandi attacchi DDoS mai registrati contro un’importante istituzione finanziaria israeliana.

A questo si aggiunge l’allarme legato agli attacchi di phishing e all’imitazione dei brand: i servizi finanziari sono il settore più colpito da questo tipo di abusi (36%), con una netta prevalenza rispetto al secondo comparto più bersagliato, l’e-commerce (26%). I domini contraffatti orientati al phishing rappresentano il 68% dei casi registrati nel settore, mentre l’imitazione di brand incide per il 24%.

Infine, le API rappresentano oggi uno dei principali perimetri di esposizione digitale, soprattutto nei settori ad alta intensità di interconnessione come quello finanziario. La sicurezza delle API è diventata una priorità assoluta: minacce legate ad API non documentate, obsolete o non controllate, costituiscono vettori ricorrenti per attacchi fraudolenti, interruzioni operative o violazioni dei dati.

In questo contesto, aumenta quindi l’esigenza di collaborazione tra attori del settore, fornitori tecnologici e partner esterni, soprattutto nella gestione delle crisi e nella condivisione di capacità tecniche. Le istituzioni finanziarie riconoscono il valore strategico dell’integrazione tra sicurezza, resilienza operativa e compliance normativa.

“Nel settore finanziario, la capacità di adattarsi rapidamente al cambiamento e di difendere la fiducia del cliente è essenziale”, afferma Alessandro Rivara, Regional Sales Manager di Akamai. “Questo rende fondamentale adottare architetture Zero Trust, policy di segmentazione e sistemi di controllo distribuiti e interoperabili. Ecosistemi di difesa distribuiti e cloud-native, che integrano threat intelligence automatizzata, analisi comportamentale, sicurezza delle API e mitigazione avanzata degli attacchi sono requisiti necessari”.

Un panorama in rapida evoluzione, tra integrazione dell’AI e sviluppi normativi

Anche l’adozione di strumenti basati su intelligenza artificiale, come la GenAI, è sempre più diffusa nel mondo finanziario. Viene impiegata per il rilevamento di minacce, l’analisi delle frodi e l’automazione dei processi di risposta; tuttavia, questa innovazione porta con sé anche rischi emergenti: i sistemi generativi possono essere sfruttati per creare contenuti dannosi, eludere i controlli tradizionali e amplificare la portata degli attacchi.

Diventa quindi centrale rivedere il ruolo dei dati, che devono diventare una leva strategica che rafforza la resilienza operativa e protegge l’esperienza digitale dell’utente. L’analisi comportamentale del traffico, unita alla correlazione in tempo reale di indirizzi IP già noti per attività malevole, consente di attivare meccanismi di mitigazione preventiva e proteggere i servizi critici da interruzioni o frodi.

“Nel settore finanziario è ormai necessario dotarsi di strumenti capaci di anticipare e neutralizzare le minacce prima che impattino sui processi critici”, continua Rivara. “Una piattaforma come quella di Akamai fornisce visibilità in tempo reale su ciò che accade a livello globale, permettendo di adottare strategie di mitigazione basate su dati affidabili, threat intelligence automatizzata e analisi comportamentali avanzate”.

In parallelo, la pressione crescente da parte degli standard normativi – come DORA, NIS2, PCI_DSS v4.0 e GDPR – richiede un approccio alla sicurezza che sia trasparente, tracciabile e orientato alla governance degli asset digitali. Grazie ai partner giusti, bisogna quindi trasformare la sicurezza in una leva di resilienza e competitività. Grazie all’integrazione di analisi comportamentale, reputazione dinamica e rilevamento in tempo reale, le istituzioni finanziarie possono rafforzare la fiducia dei clienti, migliorare l’efficienza operativa e garantire la conformità alle normative più stringenti, come DORA, NIS2, PCI-DSS e GDPR.

“La sicurezza non è più solo una componente tecnica: è un elemento distintivo per chi vuole operare nel mercato con responsabilità, rispetto delle regole e visione strategica”, conclude Rivara.

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Akamai è la prima azienda ad offrire le VPU nel cloud https://www.datamanager.it/2025/04/akamai-e-la-prima-azienda-ad-offrire-le-vpu-nel-cloud/ Tue, 15 Apr 2025 09:22:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244708 Akamai lancia una nuova categoria di computing basato sul cloud con le VPU di NETINT Akamai, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha presentato Akamai Cloud Accelerated Compute Instances, una nuova categoria di computing basata su chip specializzati, che sono stati progettati per eseguire specifiche attività in modo […]

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Akamai lancia una nuova categoria di computing basato sul cloud con le VPU di NETINT

Akamai, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, ha presentato Akamai Cloud Accelerated Compute Instances, una nuova categoria di computing basata su chip specializzati, che sono stati progettati per eseguire specifiche attività in modo più efficiente rispetto ai processori generici. Le nuove istanze si avvalgono delle VPU (Video Processing Unit) di NETINT, l’hardware proprietario di NETINT per il transcoding multimediale. Akamai è il primo e unico provider di servizi cloud ad offrire le VPU nel cloud.

Le VPU di NETINT sono progettate per i carichi di lavoro negli ambienti in cui è essenziale offrire flussi video di alta qualità a costi ridotti, o in cui la riduzione del consumo energetico è un aspetto prioritario. Le istanze accelerate di Akamai si avvalgono delle VPU Quadra T1U, una soluzione con un solo chip che supporta le risoluzioni di codifica fino a 8Kp60 nei formati standard del settore, tra cui AV1, HEVC e H.264 con un supporto da 8/10 bit, inclusa l’elaborazione HDR. La VPU Quadra T1U è l’encoder hardware a più alta densità disponibile sul mercato: può codificare 32 flussi live ad una qualità broadcast di 1080p30 con la capacità di scalare in modo lineare per risoluzioni superiori o inferiori al formato HD.

L’aumento dello streaming video live e on-demand, dei contenuti generati dagli utenti e dei social media basati sui video ha spinto le aziende a cercare soluzioni cloud e hardware ottimizzati per migliorare le performance delle applicazioni. Tuttavia, le risorse di cloud computing ottimizzate per il transcoding non si trovano facilmente. In passato, l’unico modo per implementare l’hardware delle VPU di NETINT era acquistarlo interamente ed eseguirlo on-premise o in una struttura di colocation. Akamai Accelerated Compute Instances è pensata per le aziende del settore dei media che desiderano offrire servizi di streaming live e video on-demand con la scalabilità necessaria senza appesantire i budget IT.

“Trasferendo l’elaborazione tradizionalmente confinata nell’hardware al cloud, stiamo rimuovendo le barriere che hanno ostacolato le attività aziendali. Ora le aziende possono ridurre i costi, aumentare la scalabilità e offrire migliori experience di streaming, risolvendo un importante problema del settore che è stato ignorato per troppo tempo”, ha affermato Jon Alexander, Vice President of Product Management di Akamai. “Essere il primo provider di servizi cloud ad offrire le VPU consente ad Akamai di acquisire un nuovo vantaggio competitivo per espandere le sue relazioni durature con i propri partner del settore dei media”.

Le VPU di NETINT consentono alle aziende di riallocare le CPU delle loro applicazioni trasferendo le attività di elaborazione video ad alta intensità di calcolo alle VPU. Un’architettura VPU offre un throughput fino a 20 volte maggiore rispetto alle soluzioni basate solo sulle CPU. In questo modo, la CPU è libera di eseguire altre attività, come il packaging dinamico, il de-interlacting, la riproduzione in tempo reale delle didascalie speech-to-text, la decodifica software per standard non supportati nella VPU e l’esecuzione di applicazioni popolari come FFmpeg e GStreamer.

“Le VPU sono la soluzione ideale per incrementare la redditività dello streaming video”, ha affermato Randal Horne, Chief Revenue Officer, NETINT. “Le spese necessarie per distribuire enormi volumi di contenuti video tramite i tradizionali encoder software sono gravosi. NETINT è orgogliosa di offrire il motore della VPU all’interno di Akamai Accelerated Compute Instances, fornendo un throughput fino a 20 volte superiore e ad un decimo dei costi rispetto alle tradizionali piattaforme del settore. Con l’Akamai Cloud, NETINT aiuta le aziende del settore dei media a ridurre gli investimenti effettuati nelle apparecchiature e a tagliare le spese operative in modo da soddisfare i loro obiettivi in termini di espansione e redditività”.

Akamai si propone di diventare il cloud scelto dalle aziende del settore dei media e di acquisire alcune aree del mercato sottovalutate dagli hyperscaler. I servizi di Akamai per il settore dei media, a cui si affidano tutti i 10 principali servizi di streaming video, includono soluzioni per i contributi video, il trasferimento, il transcoding, il packaging, la gestione dei diritti digitali, l’inserimento di annunci pubblicitari e la sicurezza dei contenuti. Per la prima volta, Akamai rende disponibili sul cloud VPU e GPU NVIDIA ottimizzate per il transcoding con costi in uscita tra i più bassi nel settore, offrendo, al contempo, eccellenti performance su larga scala. La sua piattaforma cloud è, intrinsecamente, open source, quindi consente ai clienti di controllare ogni aspetto dei loro workflow e di accedere ad una rete di partner di terze parti dinamica e sempre più ampia. Le aziende del settore dei media possono scegliere tra diverse opzioni software e tra più partner in ogni fase dei loro workflow per trasportare, preparare, elaborare, distribuire, proteggere e monetizzare i contenuti digitali. La portata del cloud di Akamai, ampiamente distribuito, offre all’azienda l’esclusiva capacità di minimizzare i costi in uscita con generosi margini, fornendo un imbattibile rapporto qualità-prezzo.

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Akamai presenta la soluzione App & API Protector per una difesa WAF avanzata https://www.datamanager.it/2025/04/akamai-presenta-la-soluzione-app-api-protector-per-una-difesa-waf-avanzata/ Wed, 09 Apr 2025 12:30:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244567 La soluzione ibrida offre una sicurezza costante e scalabile per applicazioni e API implementate in infrastrutture multicloud, on-premise e indipendenti dalle CDN Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, presenta oggi la nuova soluzione App & API Protector Hybrid. Gli utenti possono ora potenziare le principali funzionalità […]

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La soluzione ibrida offre una sicurezza costante e scalabile per applicazioni e API implementate in infrastrutture multicloud, on-premise e indipendenti dalle CDN

Akamai Technologies, l’azienda di cybersecurity e cloud computing che abilita e protegge il business online, presenta oggi la nuova soluzione App & API Protector Hybrid. Gli utenti possono ora potenziare le principali funzionalità WAF (Web Application Firewall) della soluzione WAAP (Web Application and API Protection) di Akamai, proteggendo costantemente applicazioni e API implementate in ambienti multicloud, on-premise e indipendenti dalle CDN.

I responsabili della sicurezza devono proteggere sempre più spesso le applicazioni distribuite in varie aree geografiche, cercando, allo stesso tempo, di trovare il giusto equilibrio tra efficienza, visibilità e vantaggi in termini di costi. Tenendo conto di questi aspetti, ora le organizzazioni possono usare la soluzione App & API Protector Hybrid per:

  • Standardizzare i sistemi di protezione WAF in più ambienti, garantendo un unico punto di riferimento per l’applicazione delle policy
  • Ridurre i costi operativi consolidando la gestione della sicurezza in tutti gli ambienti, anche sull’Edge
  • Accelerare la trasformazione del cloud senza sacrificare la sicurezza, consentendo ai team DevOps di implementare le applicazioni in modo semplice e sicuro in ambienti multicloud e on-premise

Progettata per migliorare i sistemi di sicurezza, la soluzione App & API Protector Hybrid protegge applicazioni, API, microservizi e carichi di lavoro da una serie di minacce sofisticate, garantendo resilienza, scalabilità e una gestione semplificata della sicurezza. Il lancio di questa soluzione rafforza ulteriormente la visione di Akamai, volta ad aiutare le aziende a proteggere le applicazioni, i dati e le API di cui dispongono in modo costante e a prescindere dalla loro posizione.

“Akamai App & API Protector Hybrid offre ai nostri clienti la possibilità di proteggere le loro applicazioni in qualsiasi luogo senza compromettere la sicurezza”, ha dichiarato Rupesh Chokshi, Senior Vice President and General Manager, Application Security, di Akamai. “Con lo sviluppo di ambienti sempre più distribuiti, la necessità di una protezione coerente tra le varie infrastrutture non è mai stata così grande. Questa soluzione semplifica questa sfida, aiutando i team di Application Security a mantenere il controllo e a concentrarsi sulla crescita del business”.

 

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