america – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:58:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png america – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Verizon ha sperimentato il 5G durante il Super Bowl 2018 https://www.datamanager.it/2018/02/verizon-sperimentato-5g-super-bowl-2018/ Wed, 07 Feb 2018 14:19:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140550 Mentre migliaia di fan assistevano allo show sportivo più seguito negli USA, la telco provava la sua rete ultra-veloce in contemporanea tra Minneapolis, New York City e Seul Di soppiatto, nella confusione del Super Bowl LII, Verizon ha mostrato a pochi fortunati cosa vuol dire beneficiare di un collegamento in 5G. Lo ha fatto connettendo […]

L'articolo Verizon ha sperimentato il 5G durante il Super Bowl 2018 proviene da Data Manager Online.

]]>
Mentre migliaia di fan assistevano allo show sportivo più seguito negli USA, la telco provava la sua rete ultra-veloce in contemporanea tra Minneapolis, New York City e Seul

Di soppiatto, nella confusione del Super Bowl LII, Verizon ha mostrato a pochi fortunati cosa vuol dire beneficiare di un collegamento in 5G. Lo ha fatto connettendo una stanza dello U.S. Bank Stadium, sul quale campo si stava giocando la finale più attesa dagli sportivi americani, con un’altra città degli States, New York City e Seul, lontana mezzo mondo. La prima dimostrazione ha riguardato proprio la Corea del Sud dove Chang-Gyu Hwang, CEO di Korea Telecom, ha intrattenuto una videochiamata di qualche minuto con Lowell McAdam, CEO di Verizon.

I due hanno chiacchierato tramite una rete sperimentale 5G, cavalcata attraverso un prototipo di tablet a marchio Samsung con chip di nuova generazione, teoricamente lo stesso che vedremo nei dispositivi consumer tra un annetto. Grazie alle infrastrutture delle telco, la call ha viaggiato su velocità di “multi-gigabit al secondo”, switchando in maniera intelligente tra il network tester del 5G e il preesistente e consolidato 4G al quale, è bene ricordarlo, erano già connessi i tifosi allo stadio.

Come funziona

Per quanto riguarda New York City, dalla base di Minneapolis è partito uno streaming della partita live, ripresa in modalità 360, e diffuso a migliaia di chilometri di distanza a un visore di realtà virtuale (presumibilmente un Gear VR ma non ne siamo certi) in alta risoluzione. Quando le sperimentazioni saranno terminate e il 5G si porrà davvero come uno standard accessibile a tutti, si potranno beneficiare di contenuti VR anche in 4K, con latenze così minime da non essere nemmeno prese in considerazione dall’occhio umano. Quello di Verizon è un test che richiama un bel po’ di attenzione perché avvenuto durante il Super Bowl ma di certo non è il solo.

Tante compagnie sono al lavoro per ottimizzare i loro sistemi in vista del 2020, quando il protocollo di rete verrà adottato un po’ ovunque, a partire dalle grandi città fino ai centri più piccoli. A differenza della concorrenza, Verizon è quella che si sta muovendo più in fretta per ultimare strutture e piattaforme, tanto da ipotizzare, con un chiaro obiettivo di marketing, il lancio dei primi servizi 5G già entro la fine del 2018.

L'articolo Verizon ha sperimentato il 5G durante il Super Bowl 2018 proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale https://www.datamanager.it/2017/11/facebook-amazon-softbank-lavorano-rete-internet-globale/ Thu, 02 Nov 2017 10:38:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134270 Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020 Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme […]

L'articolo Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale proviene da Data Manager Online.

]]>
Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020

Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme ad Amazon e SoftBank, realizzerà uno dei più lunghi cavi sottomarini al mondo, dedicati alla diffusione della banda internet. Sarà di circa 14 mila chilometri il conduttore transpacifico che collegherà l’Asia con il Nord America entro il 2020. Si chiama Jupiter e si pone l’obiettivo di portare alle città toccate una velocità di 60Tbps, così da soddisfare le sempre maggiori richieste di accesso alla rete che arrivano non solo da dispositivi tradizionali, come smartphone e computer, ma anche da wearable e IoT. Stando ai dati forniti da SoftBank, presto saranno centinaia di miliardi gli oggetti connessi a livello globale e urge dunque farsi trovare pronti per rispondere alla domanda di connettività non solo dal punto di vista quantitativo ma soprattutto in qualità.

Il progetto

Jupiter avrà due punti di atterraggio terrestre in Giappone, uno nelle Filippine e un altro nei pressi di Los Angeles. Il progetto del trio, nel quale sono però coinvolte altre aziende, darà slancio all’industria digitale in Asia e nella costa degli USA dove si trova il cuore pulsante dell’innovazione a stelle e strisce, la Silicon Valley. Inutile dire che in questo modo si crea un gap ancora maggiore tra una parte del mondo ultraveloce e un’altra, anche in Europa, che attende il 5G come fattore di svolta verso una migliore distribuzione della connettività, dentro e fuori gli uffici. Sulla carta Jupiter abilita una fruizione, senza latenza, di contenuti di realtà virtuale e aumentata così come di video in 4K e 8K, una tecnologia che proprio in Oriente dovrebbe trovare applicazione nel corso dei prossimi tre o quattro anni. Gli interessi di Facebook e Amazon sono ovviamente vastissimi in questo campo. Potendo contare su un accesso a bande di frequenza più ampie, i due giganti avranno l’opportunità di veicolare servizi innovativi in queste aree, prima di esportarli in altri mercati.

L'articolo Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale proviene da Data Manager Online.

]]>
Il Governo USA pubblica le norme per la guida senza pilota https://www.datamanager.it/2017/09/governo-usa-pubblica-le-norme-la-guida-senza-pilota/ Fri, 15 Sep 2017 12:27:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130936 Il dipartimento dei trasporti accelera sulla legislazione che permetterà alle macchine indipendenti di girare per la città. A patto che soddisfino certi requisiti Si chiama Automated Driving Systems 2.0: A Vision per Safety il documento che lo US Department of Transportation, insieme al National Highway Traffic Safety Administration, ha pubblicato come aggiornamento alle norme per […]

L'articolo Il Governo USA pubblica le norme per la guida senza pilota proviene da Data Manager Online.

]]>
Il dipartimento dei trasporti accelera sulla legislazione che permetterà alle macchine indipendenti di girare per la città. A patto che soddisfino certi requisiti

Si chiama Automated Driving Systems 2.0: A Vision per Safety il documento che lo US Department of Transportation, insieme al National Highway Traffic Safety Administration, ha pubblicato come aggiornamento alle norme per la guida autonoma negli Stati Uniti. Si tratta di un lavoro che non solo fornisce indicazioni su come dovranno essere costruite le auto dai produttori ma anche la tipologia di applicazioni e piattaforme base che gli sviluppatori potranno portare a bordo dei veicoli. Sebbene possa sembrare una scelta autoritaria nei confronti del mercato, la decisione degli organi a stelle e strisce in realtà sottolinea l’impegno del governo verso lo sviluppo di una catena funzionale che permetta di velocizzare la produzione dei mezzi e la loro messa su strada, senza dover ricorrere a serrati controlli successivi, in parte riducendoli.

Verso il futuro

L’obiettivo numero uno è sempre la sicurezza ed essere certi che le automobili senza pilota rispettino tutte le procedure è un passo essenziale nella creazione di un futuro dove l’innovazione incontro la salvaguardia dei passeggeri. In un teorico passaggio di testimone tra tecnologie fondamentali per l’incolumità su strada è come se il sistema automatizzato avesse ereditato lo stesso interesse nutrito in passato verso airbag e cinture da parte degli organi di controllo. Il documento appena approvato si focalizza su 12 aree di intervento che rientrano nel panorama delle driverless car. Tra queste la tipologia di interfaccia utente (HMI), la cybersicurezza dei veicoli, la gestione e conservazione dei dati prodotti e inseriti manualmente, il comportamento dell’Automated Driving Systems dopo un incidente. Ogni sezione è un sunto delle precedenti discussioni intrattenute dai responsabili federali in materia.

L'articolo Il Governo USA pubblica le norme per la guida senza pilota proviene da Data Manager Online.

]]>
La stretta di Trump sui social media https://www.datamanager.it/2017/04/la-stretta-trump-sui-social-media/ Thu, 06 Apr 2017 14:08:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122637 Con una proposta di legge il presidente intende smascherare i presunti criminali che entrano nel paese ma violerà la privacy di tutti gli altri Per ora è solo una bozza, peraltro non ancora annunciata, ma la misura potrebbe rappresentare una pericolosa prima storica per le democrazie in giro per il mondo. Secondo quanto riporta il […]

L'articolo La stretta di Trump sui social media proviene da Data Manager Online.

]]>
Con una proposta di legge il presidente intende smascherare i presunti criminali che entrano nel paese ma violerà la privacy di tutti gli altri

Per ora è solo una bozza, peraltro non ancora annunciata, ma la misura potrebbe rappresentare una pericolosa prima storica per le democrazie in giro per il mondo. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump è sul punto di proporre una legge che permetterà ai funzionari aeroportuali di ispezionare smartphone e tablet dei viaggiatori, per leggere i contatti in rubrica e accedere agli account social a cui sono iscritti. Ciò sarà reso possibile dall’ottenimento istantaneo dei codici di sblocco dei terminali e delle password personali alle piattaforme più usate, che andranno così a delineare un vero “passaporto” digitale al fianco di quello cartaceo già mostrato agli agenti. A differenza di quanto accade oggi, le forze di polizia avranno il diritto di spiare dispositivi e app anche senza un valido motivo, ovvero in assenza di un mandato o di concreti sospetti sulle attività di un passeggero, violando così di fatto il Quarto Emendamento della costituzione USA.

Anche l’Italia

Il lato peggiore è che se finora le attenzioni del governo si erano rivolte ai paesi non propriamente amici, ovvero quelli mediorientali in cui si presume che vi siano le radici del terrorismo islamico, la proposta più recente riguarderà tutti, anche gli alleati degli USA, come Italia, Francia e Germania. A questo punto, i passeggeri provenienti dall’Europa e diretti a uno scalo statunitense potranno incorrere in controlli più specifici, tra cui appunto quelli diretti alla rubrica del telefono e alle attività sui social network. Sarà difficile poi evitare che gli agenti non facciano qualche capatina nei messaggi di posta elettronica, foto e video. Invasione della privacy? Senza alcun dubbio ma è sempre più difficile distinguere i casi in cui questa non è intesa come forma essenziale per operazioni di sicurezza nazionale.

L'articolo La stretta di Trump sui social media proviene da Data Manager Online.

]]>
FBI chiude il caso “mailgate”. Ancora una volta https://www.datamanager.it/2016/11/fbi-chiude-caso-mailgate-ancora-volta/ Mon, 07 Nov 2016 14:41:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112939 Il direttore dell’agenzia federale ha scagionato definitivamente Hillary Clinton, candidata alla Casa Bianca, dopo le recenti indagini E’ durato una decina di giorni l’ennesimo caso cyber che sta infiammando le imminenti elezioni statunitensi. Dopo aver chiuso temporaneamente la vicenda del “mailgate”, riguardante l’uso di una casella di posta personale per affari di lavoro da parte di […]

L'articolo FBI chiude il caso “mailgate”. Ancora una volta proviene da Data Manager Online.

]]>
Il direttore dell’agenzia federale ha scagionato definitivamente Hillary Clinton, candidata alla Casa Bianca, dopo le recenti indagini

E’ durato una decina di giorni l’ennesimo caso cyber che sta infiammando le imminenti elezioni statunitensi. Dopo aver chiuso temporaneamente la vicenda del “mailgate”, riguardante l’uso di una casella di posta personale per affari di lavoro da parte di Hillary Clinton, l’FBI aveva riacceso i riflettori sulla questione, spiegando di voler andare più a fondo con le indagini. Una decisione che poteva favorire la corsa alla Casa Bianca di Donal Trump, avversario politico della Clinton che, più di una volta, aveva soffiato sul fuoco della cybersicurezza delle informazioni che la democratica non avrebbe saputo gestire. In tempi in cui hacker e web la fanno da padrone non si trattava di un particolare di poco conto.

Cosa accade adesso

Eppure, con un colpo a sorpresa, qualche ora fa l’FBI ha scagionato del tutto la Clinton, giusto in tempo per l’apertura dei seggi. James Comey ha dunque messo la parola fine su ciò che poteva trasformarsi in un pesante imbarazzo per quello che i primi sondaggi danno come candidato favorito a Washington. Avere un presidente indagato sin dal suo arrivo non è certo ciò che gli americani si aspettano, soprattutto se vi è di mezzo l’incolumità di documenti e comunicazioni di alto valore politico. Nel frattempo, il Pentagono ha ammesso di aver penetrato i sistemi di comando del Cremlino, giusto per far capire che non rimarrà inerme nel caso di attacchi alle reti di voto nazionali ed estere.

L'articolo FBI chiude il caso “mailgate”. Ancora una volta proviene da Data Manager Online.

]]>
Naia: una 15enne di 13mila anni fa è il più antico antenato dei nativi americani https://www.datamanager.it/news/naia-una-15enne-di-13mila-anni-fa-il-pi-antico-antenato-dei-nativi-americani-56484.html Fri, 16 May 2014 14:33:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/naia-una-15enne-di-13mila-anni-fa-e-il-piu-antico-antenato-dei-nativi-americani/ In Messico è stato scoperto uno scheletro di una ragazza, ribattezzata Naia, vecchio di 13mila anni. La scoperta ha permesso di confermare i primi nativi americani provenivano dall’Asia Dopo lunghe ricerche durate oltre sette anni è stato svelato uno dei dilemmi della paleontologia: da dove provenivano i primi abitanti del continente americano? La risposta a […]

L'articolo Naia: una 15enne di 13mila anni fa è il più antico antenato dei nativi americani proviene da Data Manager Online.

]]>
In Messico è stato scoperto uno scheletro di una ragazza, ribattezzata Naia, vecchio di 13mila anni. La scoperta ha permesso di confermare i primi nativi americani provenivano dall’Asia

Dopo lunghe ricerche durate oltre sette anni è stato svelato uno dei dilemmi della paleontologia: da dove provenivano i primi abitanti del continente americano? La risposta a questo quesito è arrivata con la scoperta in Messico dello scheletro di Naia, una 15enne che visse tra 12mila e 13mila anni fa. I resti di quella che è considerata l’antenato dei primi nativi americani è avvenuta nel 2007 in una grotta sommersa chiamata Hoyo Negro nei pressi della città di Tulum, nella penisola dello Yucatan.

Secondo il team di ricerca internazionale coordinato da James Chatters della Società di paleoscienze applicate dello Stato di Washington, Naia è morta sul colpo dopo essere caduta nella grotta, che anticamente non era ancora stata ricoperta dalle acque.  “È stato uno choc quando ho visto il cranio intatto, con i denti e le orbite nere degli occhi”, ha dichiarato Alberto Nava, uno degli speleologi che hanno fatto la scoperta.

I nativi americani hanno origini asiatiche

Le analisi al carbonio e del DNA del cranio di Naia hanno rivelato che la giovane aveva tratti in comune altri resti trovati in Asia. Ciò ha confermato la teoria che i primi abitanti delle americhe provenissero proprio da questo continente e abbiano raggiunto il Nuovo Mondo attraversando il ponte di ghiaccio formatosi sullo stretto di Bering durante l’ultima glaciazione, tra 26mila e 18mila anni fa.

Ultimamente sono avvenute anche altre grandi scoperte nell’ambito della paleontologia. In Tibet sono stati trovati i resti del primo felino e un osso trovato in Canada hanno permesso di sequenziare il DNA del più antico del primogenitore del cavallo. Infine, ad Atapuerca (Spagna) è stato scoperto lo scheletro di un Homo heidelbergensis. Dai resti di questo ominide è stato estratto il DNA più antico di un antenato dell’uomo.

L'articolo Naia: una 15enne di 13mila anni fa è il più antico antenato dei nativi americani proviene da Data Manager Online.

]]>
Dopo la strage di Newton, un’app che insegna ai bambini a sparare https://www.datamanager.it/news/dopo-la-strage-di-newton-un-app-che-insegna-ai-bambini-sparare-43521.html Tue, 15 Jan 2013 17:10:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/dopo-la-strage-di-newton-unapp-che-insegna-ai-bambini-a-sparare/ A quasi un mese dalla tragedia di Newton, in cui morirono 20 bambini, l’Nra (National Rifle Association), l’associazione che raccoglie i maggiori produttori di armi statunitensi, ha reso disponibile sull’App Store un’app che insegna ai bambini ad un “corretto uso delle armi” anche se il fine sembra un altro.

L'articolo Dopo la strage di Newton, un’app che insegna ai bambini a sparare proviene da Data Manager Online.

]]> A quasi un mese dalla tragedia di Newton, in cui morirono 20 bambini, l’Nra (National Rifle Association), l’associazione che raccoglie i maggiori produttori di armi statunitensi, ha reso disponibile sull’App Store un’app che insegna ai bambini ad un “corretto uso delle armi” anche se il fine sembra un altro.

La strage di Newton

Il 14 dicembre scorso a Newton in Connecticut, il 20enne Adam Lanza, dopo aver sparato alla madre, è entrato nella scuola Sandy Hook uccidendo 26 persone, delle quali 20 erano bambini. La Nra aveva incolpato per la strage l’industria dei videogiochi e i media, rei di aver portato la violenza nelle case degli americani, salvo poi proporre essi stessi uno “sparatutto” adatto addirittura ai bambini di 4 anni.

Practice range

L’app incriminata si chiama Practice range e nella mente degli ideatori servirebbe a istruire i più piccoli, sul corretto utilizzo delle armi e sul pericolo che esse comportano se utilizzate in modo improprio. “Uno shooting game in 3D che educa al possesso responsabile di un’arma attraverso sfide divertenti e simulazioni realistiche”, si legge nella descrizione su App Store. La verità è che l’app insegna a sparare più che a diffidare delle armi. Le indicazioni fornite all’utente durante l’esperienza di “gioco” sono del tipo “tieni il dito lontano dal grilletto fino a quando non sei pronto a sparare” o “usa solo munizioni adatte alla tua pistola”.

L'articolo Dopo la strage di Newton, un’app che insegna ai bambini a sparare proviene da Data Manager Online.

]]>