APM – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:42:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png APM – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dynatrace è leader nell’APM per il settimo anno consecutivo secondo Gartner https://www.datamanager.it/2017/01/dynatrace-leader-nellapm-settimo-anno-consecutivo-secondo-gartner/ Wed, 11 Jan 2017 14:36:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116878 Il monitoraggio automatizzato, full stack e alimentato dall’Intelligenza Artificiale rende le soluzioni Dynatrace a prova di futuro Dynatrace, la digital performance management company, ha conquistato per la settima volta consecutiva la leadership nel Magic Quadrant di Gartner dedicato alle suite per l’Application Performance Monitoring. L’azienda si è posizionata sopra tutti gli altri vendor del settore […]

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Il monitoraggio automatizzato, full stack e alimentato dall’Intelligenza Artificiale rende le soluzioni Dynatrace a prova di futuro

Dynatrace, la digital performance management company, ha conquistato per la settima volta consecutiva la leadership nel Magic Quadrant di Gartner dedicato alle suite per l’Application Performance Monitoring. L’azienda si è posizionata sopra tutti gli altri vendor del settore in virtù della sua “ability to execute”.

Nel report di Gartner Critical Capabilities for Application Performance Monitoring Suites, inoltre, Dynatrace ha conquistato il punteggio più elevato anche rispetto ai casi applicativi nell’area dell’Application Development e Application Support e si è posizionata al secondo posto nelle aree IT Operations e DevOps Release.

Dynatrace è l’unica azienda del settore ad avere ottenuto la posizione di leader per sette anni consecutivi.
John Van Siclen, CEO di Dynatrace, ritiene che vi sia una ragione sostanziale che ha portato l’azienda a conseguire questo risultato e primeggiare sulla concorrenza: “Nessuno nel settore investe più di Dynatrace in Ricerca e Sviluppo, aspetto che ci ha permesso di cogliere una sfida enorme che si stava presentando all’orizzonte già quattro anni fa, quando abbiamo compreso come gli ambienti applicativi rischiassero di essere complessi e impossibili da monitorare continuando a sfruttare semplicemente l’approccio esistente”, spiega Van Siclen. “Abbiamo quindi deciso di ampliare le nostre capacità di monitoraggio per affrontare il futuro e oggi offriamo un auto-discovery monitoring full-stack alimentato dall’Intelligenza Artificiale, continuando a essere due anni avanti rispetto alle strategie dei concorrenti”.

Dynatrace è l’unica soluzione che offre una visibilità completa di ogni app e ogni utente rispetto all’intero ambiente applicativo, fino alle linee di codice e da un singolo agent. Guardando al futuro, negli ultimi 12 mesi Dynatrace ha stretto alleanze strategiche con i principali fornitori di cloud, tra i quali AWS, Azure, Pivotal e OpenShift ed è il primo e unico vendor a offrire il supporto per OpenStack.

“L’APM è una delle tecnologie più complesse e in evoluzione oggi; ha bisogno di essere costantemente ridefinito per affrontare i cambiamenti rapidi dell’ecosistema digitale”, aggiunge Van Siclen. “Penso che abbiamo dimostrato la nostra capacità di sostenere questo cambiamento e per questo motivo siamo stati riconosciuti come leader del Magic Quadrant di Gartner”.

“I nostri clienti promuovono ogni giorno nuove iniziative digitali e si trasformano rapidamente per adattarsi alle aspettative e alle esigenze mutevoli dei propri utenti e clienti. Per fare questo, le organizzazioni hanno bisogno di poter sviluppare e rilasciare con rapidità nuove soluzioni e aggiornamenti, e controllare che tutto avvenga nel modo più affidabile. La pressione è enorme e gli utenti oggi non perdonano”, conclude Van Siclen.

A luglio 2016, l’analisi di Gartner Market Share Analysis: Performance Monitoring, Worldwide, 2015 ha riconosciuto Dynatrace al primo posto del settore in virtù della sua crescita costante e a doppia cifra. L’azienda ora supera di gran lunga i suoi concorrenti con uno scarto di fatturato  di oltre 150 milioni di dollari.

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Schneider Electric è fra i migliori fornitori di software di performance management secondo Navigant Research https://www.datamanager.it/2016/10/schneider-electric-fra-migliori-fornitori-software-performance-management-secondo-navigant-research/ Fri, 28 Oct 2016 12:48:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112457 La piattaforma Enterprise APM di Schneider Electric è una soluzione completa che migliora l’affidabilità, la disponibilità e le performance degli asset Schneider Electric, lo specialista globale nella gestione dell’energia, è stato inserito come leader di settore nel report sulle soluzioni di Asset Performance Management (APM) di Navigant Research.  In questa prima edizione del report, Schneider […]

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La piattaforma Enterprise APM di Schneider Electric è una soluzione completa che migliora l’affidabilità, la disponibilità e le performance degli asset

Schneider Electric, lo specialista globale nella gestione dell’energia, è stato inserito come leader di settore nel report sulle soluzioni di Asset Performance Management (APM) di Navigant Research.  In questa prima edizione del report, Schneider Electric si posiziona fra i principali operatori e fra i tre migliori provider, tra le 10 aziende prese in considerazione. Il punteggio è stato attribuito sulla base della strategia di prodotto e sulla capacità di esecuzione della stessa.

“Siamo dei pionieri nel settore dell’Industrial Internet of Things (IIoT) e la nostra posizione nel report di Navigant Research attesta l’ampiezza e la versatilità della nostra piattaforma Enterprise APM, e il valore che offre ai nostri clienti” ha dichiarato Kim Custeau, Director of Asset Management, Schneider Electric. “La nostra comprovata capacità di integrazione con i sistemi esistenti e di garantire un ritorno continuativo sugli investimenti in asset ha permesso ai nostri clienti di ottenere risparmi significativi sui costi di manutenzione, e di passare da strategie di manutenzione reattiva a strategie di manutenzione predittiva”.

La piattaforma Enterprise APM di Schneider Electric sfrutta il potenziale dell’IIoT per connettere business e operations, in una piattaforma end-to-end che permette una integrazione aperta. Con questo strumento, clienti industriali di settori quali elettricità, oil & gas, settore idrico, metallurgico ed estrattivo ed altri ancora riescono a massimizzare il ritorno sugli asset, riducendo le interruzioni di servizio non programmate, aumentando il tasso di utilizzo degli asset e rendendo più fluida tutta la loro operatività.

“Le utility stanno affrontando oggi un mercato in evoluzione, che pone sfide anche dal punto di vista normative, pertanto assicurare la migliore performance degli asset è un fattore critico” ha commentato Lauren Callaway, Research Analyst di Navigant Research. “I migliori fornitori di soluzioni APM sono in grado di sfruttare i big data e l’analisi predittiva per offrire informazioni approfondite e di valore sulle performance, consentendo alle utility di ottenere di più dalle risorse di cui già dispongono”.

Navigant Research ha classificato le aziende basando l’analisi su 11 criteri di tipo strategico e di esecuzione, quali la loro visione, la strategia di go-to-market, i partner, le tecnologie, le performance del prodotto, la presenza geografica, la capacità di rimanere sul mercato.

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Dynatrace leader nell’Application Performance Management secondo Forrester https://www.datamanager.it/2016/09/dynatrace-leader-nellapplication-performance-management-secondo-forrester/ Fri, 30 Sep 2016 09:35:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110160 Nel report “The Forrester Wave: Application Performance Management, Q3 2016”, l’analista indipendente indica Dynatrace come uno dei 14 principali vendor APM al mondo Dynatrace è stata riconosciuta come leader nella gestione delle prestazioni applicative (APM) nel report “The Forrester Wave: Application Performance Management, Q3 2016”. Il report integrale di Forrester, con l’analisi e valutazione dei 14 […]

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Nel report “The Forrester Wave: Application Performance Management, Q3 2016”, l’analista indipendente indica Dynatrace come uno dei 14 principali vendor APM al mondo

Dynatrace è stata riconosciuta come leader nella gestione delle prestazioni applicative (APM) nel report “The Forrester Wave: Application Performance Management, Q3 2016”. Il report integrale di Forrester, con l’analisi e valutazione dei 14 fornitori APM più importanti, è scaricabile al seguente link.

Nella sua analisi, Forrester ha esaminato le valutazioni rispetto a quello che gli utenti cercavano e alle esigenze che sono state soddisfatte dai vendor, e condotto anche interviste con i fornitori e gli esperti del settore.
I vendor sono poi stati valutati in base a 28 criteri raggruppati in tre categorie: l’offerta attuale, la strategia e la presenza sul mercato. Nella strategia, Dynatrace ha ricevuto il punteggio più elevato (5,00), con un distacco significativo di 0,4 dal vendor collocato al secondo posto.

Secondo Forrester, il catalizzatore della crescita del mercato APM viene da quelle soluzioni in grado di fare quello che i professionisti delle infrastrutture e delle operation desiderano: domare la complessità IT, ridurre lo sforzo manuale e contestualizzare l’APM rispetto alla customer satisfaction e ai risultati di business. Oggi che la gestione delle applicazioni reattiva cede progressivamente  il passo alla gestione proattiva, i vendor leader si affermeranno sempre più nel monitoraggio dell’esperienza del cliente e delle prestazioni delle app mobile, alimentando analitiche ancor più avanzate.

“Per potersi affermare nel panorama digitale competitivo di oggi, le aziende devono assicurarsi che le loro prestazioni digitali siano costantemente eccellenti sia su web sia su mobile”, afferma John Van Siclen, CEO di Dynatrace. “Crediamo che i risultati del Forrester Wave confermino ancora una volta l’impegno di Dynatrace nell’aiutare le aziende digitali a operare e innovare con fiducia. Inoltre, il punteggio più alto attribuito a Dynatrace per la strategia riflette il perfetto allineamento della nostra visione con l’evoluzione del mercato APM”.

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Dynatrace numero uno al mondo per l’APM nel report di Gartner https://www.datamanager.it/2016/09/dynatrace-numero-uno-al-mondo-lapm-nel-report-gartner/ Thu, 01 Sep 2016 08:20:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107147 Dynatrace continua a guidare il settore APM, superando i due concorrenti più vicini rispettivamente di 150 milioni di dollari e di 177,7 milioni di dollari. La quota di mercato sale al 13,9% Per il quarto anno consecutivo, la Digital Performance Management software company Dynatrace è stata nominata da Gartner l’azienda leader al mondo in termini […]

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Dynatrace continua a guidare il settore APM, superando i due concorrenti più vicini rispettivamente di 150 milioni di dollari e di 177,7 milioni di dollari. La quota di mercato sale al 13,9%

Per il quarto anno consecutivo, la Digital Performance Management software company Dynatrace è stata nominata da Gartner l’azienda leader al mondo in termini di market share nel mercato del monitoraggio delle prestazioni delle applicazioni (APM). Grazie a una crescita costante a due cifre, Dynatrace continua a guadagnare quote di mercato, consentendo ai clienti di offrire esperienze digitali coinvolgenti per gli utenti, oltre ad aumentare i ricavi e la fedeltà al brand. Le classifiche di Gartner si basano sul fatturato mondiale per il 2015 (anno solare).

Secondo Gartner, il mercato APM è cresciuto del 10,6% nel 2015, raggiungendo i 2,7 miliardi di dollari. Con un fatturato 2015 di 376,6 milioni di dollari, Dynatrace supera di gran lunga i suoi concorrenti più diretti rispettivamente di 150 milioni di dollari e di 177,7 milioni di dollari. Poiché le aziende si stanno muovendo verso la digital transformation e sfruttano sempre più il cloud computing, la domanda per la piattaforma di gestione delle performance digitali di Dynatrace sta crescendo in maniera esponenziale, superando la crescita del mercato dell’8% grazie alla sua facilità d’uso, alle funzionalità complete, ai potenti analytics e ai sistemi di visualizzazione user-centric.

“Le aziende sono focalizzate sulla realizzazione di esperienze clienti di qualità. Per vincere nell’attuale mercato devono garantire che le proprie performance digitali siano sempre di altissimo livello, su web e da mobile “, ha dichiarato il CEO di Dynatrace, John Van Siclen. “Crediamo che l’essere numero uno nel APM come dichiarato dalla classifica di Gartner rifletta la fiducia che i clienti ripongono nella nostra piattaforma. La costante attenzione e l’impegno per anticipare le esigenze dei clienti e le soluzioni e i servizi innovativi guidano la nostra continua crescita e la leadership di mercato anno dopo anno”.

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Un piccolo segreto: sfruttiamo troppo poco i dati sull’esperienza dell’utente finale! https://www.datamanager.it/2016/04/un-piccolo-segreto-sfruttiamo-poco-dati-sullesperienza-dellutente-finale/ Wed, 20 Apr 2016 16:30:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99383 A cura di Gary Kaiser, Expert in Network Performance Analytics di Dynatrace Molti di noi sono alle prese con le tante incalzanti esigenze del business digitale: sviluppare nuove applicazioni mobile, valutare la sicurezza di fronte all’Internet of Things, gestire il passaggio al cloud ibrido, testare nuovi approcci per passare al network software-defined. Sono tutti elementi […]

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A cura di Gary Kaiser, Expert in Network Performance Analytics di Dynatrace

Molti di noi sono alle prese con le tante incalzanti esigenze del business digitale: sviluppare nuove applicazioni mobile, valutare la sicurezza di fronte all’Internet of Things, gestire il passaggio al cloud ibrido, testare nuovi approcci per passare al network software-defined.

Sono tutti elementi di un trend in costante crescita che vede l’IT sempre più orientato ai servizi, con l’obiettivo primario di offrire all’utente finale un’esperienza di qualità elevata, per tutti gli utenti – interni all’azienda, partner e clienti – con la velocità, la qualità e l’agilità che il business oggi richiede.

Come soddisfare aspettative così elevate? Mentre i data center moderni si evolvono rapidamente verso ambienti più agili, le architetture di rete e le applicazioni diventano sempre più complesse, ostacolando gli sforzi per comprendere la qualità del servizio a partire dal semplice monitoraggio delle infrastrutture e delle applicazioni. La virtualizzazione, ad esempio, può oscurare la visibilità sulle prestazioni critiche e le dipendenze complesse dei servizi mettono alla prova anche i migliori analisti delle prestazioni. Questa potrebbe essere la premessa di un vero disastro nel mondo del monitoraggio e gestione delle prestazioni ma, in realtà, racchiude al suo interno la chiave per raggiungere il successo.

La qualità del servizio è negli occhi di chi lo utilizza

Per capire se un servizio è veramente di qualità, dobbiamo misurare l’esperienza che di esso ha l’utente finale (EUE). Ricordate il detto “la bellezza è negli occhi di chi guarda?” Vale anche nel modo delle applicazioni dove la qualità del servizio non è qualcosa che può definirsi a priori ma è negli occhi dell’utente. Tale visibilità è oggi più che mai fondamentale per l’eccellenza dei servizi IT, perché fornisce un contesto importante per interpretare in modo più efficace le metriche delle prestazioni delle infrastrutture.

Oggi, i team delle IT operation si concentrano spesso sul monitoraggio delle infrastrutture più accessibili – dispositivi, rete, server, applicazioni, storage – a partire dalla considerazione che il tutto è uguale alla somma delle parti. La teoria prevedeva (e per molti ancora prevede) che, raccogliendo e valutando le metriche delle prestazioni rispetto a tutti questi componenti, si possa mettere insieme una conoscenza ragionevole della qualità del servizio. I più ambiziosi combinano le metriche provenienti dalle tante e diverse soluzioni di monitoraggio in una singola console, magari con una correlazione temporale, o un’analisi programmata di causa ed effetto.

Questo approccio, a cui spesso ci si riferisce come Business Service Management, comporta però la necessità di alimentare in modo continuativo le soluzioni con nuovi dati e controllarne il funzionamento. Anche se molti lo hanno già abbandonato, questo approccio ci ha insegnato qualcosa: l’esperienza dell’utente è fondamentale per l’efficienza dell’IT perché è l’unico modo per sapere se ci sono problemi che si ripercuotono sugli utenti, definire le priorità di risposta ai problemi in base all’impatto sul business, evitare di dare la caccia a problemi che non esistono e affrontare il troubleshooting giungendo a una soluzione con la certezza di sapere se e quando il problema è stato veramente risolto.

La complessità guida l’evoluzione dell’APM

Fornitori e aziende operano insieme per fare crescere le capacità di monitoraggio delle prestazioni; passando dal monitoraggio in tempo reale e dal reporting sullo storico verso un isolamento più sofisticato del dominio di errore e all’analisi delle cause principali, utilizzano analitiche sempre più complesse per prevedere, prevenire e intervenire nel correggere i problemi.

Uno dei driver più interessanti del settore è proprio la crescita della complessità – delle reti di data center, della catena di distribuzione delle applicazioni e delle architetture applicative – e, di conseguenza, il volume crescente di dati che mettono alla prova gli attuali approcci al monitoraggio delle prestazioni delle IT operation. Fondamentalmente si tratta di un problema di big data!

La risposta sono le soluzioni di IT operations analytics (ITOA), giunte sul mercato come un approccio che consente ricavare intuizioni sui comportamenti del sistema IT (tra cui, ma non solo, le prestazioni) analizzano grandi volumi di dati provenienti dalle fonti più disparate. La visione di Gartner del mercato ITOA è molto interessante: la spesa è raddoppiata dal 2013 al 2014, raggiungendo i 1,6 miliardi di dollari, con una stima che vede oggi solo il 10% delle imprese utilizzare queste soluzioni e quindi un potenziale di crescita enorme!

Non entrerò maggiormente nei dettagli delle soluzioni ITOA ma vorrei sottolineare come il loro valore vada oltre alla questione della gestione dei problemi e degli incidenti.

Ad esempio, possono offrire vantaggi importanti nella gestione dei cambiamenti e delle configurazioni. Dal punto di vista delle prestazioni, le fonti di dati possono includere i log di sistema, informazioni sulla topologia, le metriche prestazionali, gli eventi e altro, a partire dai server, dagli agent e dalle sonde. Le informazioni sono memorizzate, indicizzate e analizzate per raggiungere obiettivi importanti, come l’identificazione dei trend, il rilevamento delle anomalie, l’isolamento dei domini di errore, la definizione della causa principale, e la capacità di prevedere i comportamenti. C’è una certa somiglianza con gli sforzi precedenti del BSM nel combinare i diversi dati di monitoraggio, ma le tante capacità e le promesse che queste analitiche comportano – come ad esempio l’apprendimento automatico – rendono questo approccio notevolmente differente e, infatti, si parla spesso dello ITOA come il futuro dell’APM.

L’esperienza dell’utente finale come chiave per un servizio efficiente

Tornado al tema delle prestazioni delle applicazioni, anche i sistemi ITOA più solidi potranno dire ben poco se non includono le metriche sull’esperienza dell’utente finale. Certo, sarà possibile venire a conoscenza di anomalie di cui non si sapeva l’esistenza e acquisire una conoscenza diretta dei problemi imminenti ma una reale efficienza dell’IT e l’allineamento al business sono fondamentali per l’orientamento efficace del servizio e richiedono il contesto dell’esperienza dell’utente finale; ignorare questo significherebbe non cogliere un passaggio fondamentale verso la maturità.

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Guida ai 20 termini sul cloud utili da conoscere https://www.datamanager.it/2015/10/guida-ai-20-termini-sul-cloud-utili-da-conoscere/ Fri, 23 Oct 2015 08:43:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86434 Verizon ha realizzato una guida delle 20 espressioni legate al cloud utili da conoscere, con l’obiettivo di semplificare la complessità che c’è dietro i diversi termini che fanno riferimento a questa tecnologia Il Cloud è una tecnologia semplice ma al tempo stesso difficile da comprendere. Fondamentalmente, il cloud è un mezzo di distribuzione e hosting di […]

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Verizon ha realizzato una guida delle 20 espressioni legate al cloud utili da conoscere, con l’obiettivo di semplificare la complessità che c’è dietro i diversi termini che fanno riferimento a questa tecnologia

Il Cloud è una tecnologia semplice ma al tempo stesso difficile da comprendere. Fondamentalmente, il cloud è un mezzo di distribuzione e hosting di contenuti, applicazioni, storage e altro ancora. In modo simile a quanto fatto con CD o floppy disk, utilizzati in passato per il trasporto di dati e software, la tecnologia cloud sta diventando oggi il mezzo virtuale scelto da imprese e consumatori per lo storage e la distribuzione di contenuti.

Tuttavia, la tecnologia e le infrastrutture che sono alla base del cloud sono molto più elaborate e possono generare facilmente confusione. L’obiettivo di questo glossario è cercare di semplificare la complessità che c’è dietro la terminologia legata al cloud, sperando di chiarire qualunque dubbio sul tema.

Application Performance Management (APM) — la procedura di monitoraggio  della disponibilità di applicazioni software per determinare la velocità con la quale queste forniscono informazioni o completano transazioni verso l’utente finale, all’interno di una rete specifica o di un’infrastruttura web-based.

Application Program Interface (API) – una connessione programmatica tra un’applicazione e la piattaforma cloud. Consente all’applicazione di apportare modifiche all’infrastruttura cloud quasi in tempo reale, senza più la necessità per l’utente di modificare le configurazioni manualmente mediante una console cloud.

BYOL – acronimo di Bring-Your-Own-License. Il BYOL permette alle aziende di mantenere la propria licenza in essere con uno specifico software vendor pur spostando l’applicazione nel cloud.

Cloud Application Management for Platforms (CAMP) — si tratta di una specifica progettata per  la gestione semplificata delle applicazioni, compreso packaging e deployment attraverso piattaforme di cloud-computing pubbliche e private.

Cloud ibrido – combinazione della tradizionale infrastruttura IT on-premise con il cloud pubblico e/o privato. Alcune applicazioni e alcuni dati rimangono all’interno dell’azienda (nel data center proprietario, protetto da firewall), mentre altri sono archiviati nel data centre del cloud provider (in un’infrastruttura cloud pubblica o privata). Inoltre, il termine cloud ibrido può essere utilizzato quando si parla di ambienti IT che incorporano più piattaforme cloud di diversi fornitori.

Cloud privato – il provider fornisce tutto l’hardware e il software che, protetto da un firewall, è localizzato nel data centre del provider o in quello dell’azienda. Il provider offre networking  dedicato e virtual machine all’azienda utilizzando principalmente reti private IP, come ad esempio nella soluzione Verizon’s Secure Cloud Interconnect. Questo modello ha inizialmente un costo più alto, in quanto, a differenza di un modello pubblico, le risorse non sono condivise. In questo modo, è possibile assicurare maggiore sicurezza, affidabilità e flessibilità.

Cloud pubblico – tutto l’hardware e il software si trovano presso il data centre del provider, dove sono memorizzati i dati aziendali. Gli utenti accedono ai dati via Internet, mentre per l’azienda non c’è più la necessità di acquistare e mantenere un’infrastruttura on-premise hardware e software potenzialmente costosa. I provider possono offrire scalabilità e accessibilità in genere più veloce grazie alla loro infrastruttura e competenza. Tuttavia, le stesse risorse hardware e software sono condivise con più organizzazioni. Questo può sollevare preoccupazioni per le operazioni aziendali sensibili in termini di sicurezza dei dati, affidabilità e flessibilità operativa.

Colocation –i server e i dispositivi fisici di un’azienda sono ospitati all’interno dei data center del cloud provider. In questo modo, si sfrutta l’infrastruttura, l’esperienza, la sicurezza e molti altri vantaggi che si possono ottenere collocando le attrezzature all’interno di un data centre professionale.

Content Delivery Network (CDN) — una serie di dispositivi geograficamente distribuiti che ha in cache lo stesso contenuto destinato ai browser web. Una volta ricevuta la domanda di un contenuto, viene identificato in modo dinamico il server in grado di fornire quanto richiesto più rapidamente ed efficacemente. Questo aiuta a migliorare l’esperienza dell’utente finale e riduce potenzialmente l’infrastruttura di rete necessaria per avere una presenza sul web nazionale o globale. Inoltre, diminuisce la necessità di investimenti.

Data Center – si intende sia il luogo fisico in cui avvengono le operazioni dell’IT provider, che i diversi apparati  nei quali vengono memorizzati, gestiti e distribuiti i dati.

Hosting Dedicato – quando le apparecchiature del provider sono noleggiate da un’impresa per un unico scopo, come ad esempio l’hosting di un sito web. Gli apparati possono essere situati on- o off-premise e l’azienda gestisce la manutenzione giornaliera dei sistemi hardware, software e sistemi operativi.

Hypervisor – una piattaforma (software, firmware, hardware) che gestisce più virtual machine (VM) ed assegna a ciascuna di loro le risorse hardware di uno o più server host. Le risorse, come il processore e la memoria, sono distribuite dai server host tra le diverse virtual machine (chiamate anche guest machine) in un modo tale da evitare che i loro sistemi operativi possano influenzarsi vicendevolmente.

Infrastructure-as-a-Service (IaaS) – una delle tre grandi categorie di cloud computing (IaaS, PaaS, SaaS). È una soluzione che mette insieme hardware e software in sostituzione o supporto di un data center. Questo può includere archiviazione, network e server virtuali.

Managed Hosting – una tipologia di hosting dedicato in cui l’apparato si trova presso lo stabilimento del provider ed è quest’ultimo che ne gestisce l’infrastruttura (hardware, software e sistemi operativi). Le imprese noleggiano le attrezzature e hanno, generalmente, accesso amministrativo, anche se raramente utilizzato. Accedono, invece, di solito all’ambiente di hosting attraverso un’interfaccia web-based, che offre strumenti on-line per gestire siti web e applicazioni. I provider possono scegliere di offrire all’interno di un contratto una serie di servizi aggiuntivi, come ad esempio la mitigation di attacchi DDoS.

PAYG – acronimo di pay-as-you-go, nell’ambito del cloud computing rappresenta la possibilità per le aziende di pagare soltanto per i servizi utilizzati, in relazione al tempo di impiego (minuti, ore o giorni).

Platform-as-a-Service (PaaS) – l’uso di infrastrutture gestito da un fornitore per lo sviluppo di software  su server virtualizzati. I provider continuano a gestire i server, il load balancing, i sistemi operativi e la capacità di calcolo. Le imprese accedono alla piattaforma tramite portali web, API o software specifici del gateway.

SLA (Service Level Agreement) – documento in cui fornitore e azienda concordano i livelli di servizio della soluzione di cloud computing. Questo accordo è, in genere, parte del contratto con il cliente e deve essere il più esauriente possibile e includere i livelli di servizio delle infrastrutture di sistema, come tempi di risposta, installazione, disponibilità e altro ancora.

Software-as-a-Service (SaaS) – modello di business che consente ai vendor di offrire il software come opzione di leasing, invece che come acquisto una-tantum. Le imprese pagano una spesa ricorrente e ricevono tutti gli aggiornamenti e le future versioni dell’applicazione. Il cloud sta rapidamente diventando lo strumento preferito per offerte SaaS, tuttavia questa definizione non è legata alla piattaforma. Due esempi popolari di SaaS sono Microsoft Office 360 e Adobe Creative Cloud.

Virtualized Disaster Recovery – sfruttare il networking, l’elaborazione e le risorse di storage di un provider, sotto forma di Virtual Private Cloud, per replicare applicazioni e dati. Questo serve come back-up completo di dati critici, sistemi operativi, database e applicazioni dell’impresa.

Virtualizzazione – per ciò che riguarda il cloud computing, con il termine virtualizzazione ci si riferisce generalmente ai server virtuali. Un server fisico ospita le risorse di storage e di calcolo che supportano diversi server virtuali. Le capacità di storage e computing da un singolo server fisico sono distribuite tra i server virtuali come se fossero indipendenti gli uni dagli altri.

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Dynatrace numero uno al mondo nel mercato APM https://www.datamanager.it/2015/09/dynatrace-numero-uno-al-mondo-nel-mercato-apm/ Fri, 04 Sep 2015 13:53:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82674 L’azienda continua a detenere la leadership rispetto alla concorrenza con un quota di mercato del 13.7% in un settore in rapida crescita Dynatrace è stata dichiarata da IDC leader di mercato mondiale dell’application performance management (APM) distribuito. Nel report “Worldwide Distributed Application Performance Management Software Market Shares, 2014: Year of Innovation and Growth” IDC posiziona Dynatrace […]

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L’azienda continua a detenere la leadership rispetto alla concorrenza con un quota di mercato del 13.7% in un settore in rapida crescita

Dynatrace è stata dichiarata da IDC leader di mercato mondiale dell’application performance management (APM) distribuito.

Nel report “Worldwide Distributed Application Performance Management Software Market Shares, 2014: Year of Innovation and Growth” IDC posiziona Dynatrace al numero uno con una quota di mercato del 13.7%, staccando i concorrenti con i suoi 305 milioni di dollari di fatturato. Le quote di mercato dichiarate da IDC si basano sui risultati finanziari del 2014.

In un mercato APM in rapida crescita e altamente competitivo, che IDC stima essere di 2.2 miliardi di dollari, Dynatrace continua a essere leader sia rispetto ai vendor tradizionali che a quelli di nuova generazione, grazie alla continua crescita. Dynatrace supera il concorrente diretto nell’APM distribuito di nuova generazione di oltre 200 milioni di dollari e di tre volte come quota di mercato.

Il 2015 è un anno di importanti successi per Dynatrace. Secondo molti analisti, nel suo primo anno come azienda indipendente, l’azienda si è affermata leader nel mercato APM per la completezza e l’ampiezza dell’offerta, il fatturato e la base clienti. Il focus inarrestabile di Dynatrace sulla customer experience e la capacità di supportare il digital business stanno cambiando le regole del mercato APM, portando le performance oltre il semplice application monitoring e facendole diventare un elemento chiave del business.

Grazie al suo successo, Dynatrace Application Monitoring, la soluzione di digital performance di nuova generazione, ha registrato una crescita del 47% negli ultimi tre anni. Inoltre, con il lancio di Ruxit, la soluzione di monitoraggio delle prestazioni all-in-one, SaaS-based, e con l’aggiunta delle soluzioni di test, analisi e monitoraggio cloud-based di Keynote, Dynatrace continua a guidare il mercato, facendo dell’esperienza cliente lo standard per le soluzioni APM di nuova generazione.

“Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento, ma essere numero uno al mondo nel mercato APM è per noi solo un punto di partenza. Dynatrace sta trasformando la gestione delle performance nell’era digitale e siamo dedicati come non mai alla crescita di questo mercato e a farlo espandere per i nostri clienti,” ha commentato il CEO di Dynatrace, John Van Siclen. “Le digital performance sono il nuovo benchmark per il business e, con le aziende che stanno accelerando la propria migrazione verso il cloud, noi offriamo l’unica piattaforma capace di supportare le società dalle semplici applicazioni cloud a più complesse implementazioni enterprise. Con Keynote e Ruxit, la nostra suite di digital performance è la più flessibile e potente del mercato e rende le aziende di tutte le dimensioni più competitive.”

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La trasformazione digitale e l’evoluzione dell’APM https://www.datamanager.it/2015/07/la-trasformazione-digitale-e-levoluzione-dellapm/ Wed, 08 Jul 2015 13:36:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=80223 A cura di Nicolas Robbe, Chief Marketing Officer di Dynatrace Nel mondo digitale di oggi i sistemi sono sempre più complessi, il modo in cui gli utenti interagiscono con le aziende è sempre più eterogeneo e il volume dei dati che vengono gestiti dalle organizzazioni ha raggiunto record storici. Per quanto riguarda la gestione delle […]

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A cura di Nicolas Robbe, Chief Marketing Officer di Dynatrace

Nel mondo digitale di oggi i sistemi sono sempre più complessi, il modo in cui gli utenti interagiscono con le aziende è sempre più eterogeneo e il volume dei dati che vengono gestiti dalle organizzazioni ha raggiunto record storici. Per quanto riguarda la gestione delle prestazioni, il vecchio modo di fare le cose – concentrandosi principalmente sul troubleshooting e sull’identificazione dei problemi non è più sufficiente.

Esistono quattro aspetti fondamentali, che devono essere considerati quando oggi si discute di Application Performance Management.

1.      APM non significa più avere a che fare con le applicazioni:  si tratta piuttosto di impostare una strategia che riguardi le prestazioni digitali, che inizi e finisca con gli utenti finali e che comprenda la capacità di capire e offrire quello di cui hanno bisogno in un momento specifico.

2.      La visibilità rispetto alle prestazioni non deve avere gap: i dati incompleti non hanno più senso. Le organizzazioni devono poter tenere traccia di ogni transazione, 24×7 e 365 giorni all’anno. La comprensione delle esperienze degli utenti rispetto all’intera catena di distribuzione delle applicazioni comporta la scelta di un vendor che abbia la capacità di catturare ogni contatto, ogni click, per ogni transazione, ogni utente, 24×7 per applicazioni native, applicazioni web a pagina singola e applicazioni mobili ibride. Non si tratta più solo di garantire che le applicazioni non incorrano in problemi ma di fornire informazioni significative che possano guidare le decisioni; dati fruibili e preziosi per tutti i membri dell’organizzazione – sviluppo, test, OPS e business.

3.      Bisogna sempre pensare in termini di DevOps, non “solo OPS”: significa che è necessario partire dallo sviluppo perché le prestazioni sono un gioco di squadra che inizia proprio in quella fase. L’obiettivo è rilasciare le applicazioni in modo più rapido, garantendo una migliore qualità nella produzione. Una nuova generazione di APM deve “fare goal” in termini di performance, garantendo cicli di rilascio abbreviati in modo affidabile.

4.      La fiducia nelle prestazioni delle applicazioni deve arrivare prima del roll-out di una nuova app o versione e decisamente prima dell’utilizzo da parte dell’utente reale. Se questo avviene, si può essere tranquilli che nessun utente incorrerà in un’esperienza d’uso deludente. Unendo in modo affidabile i test sintetici e la capacità di sfruttare una rete distribuita virtuale di utenti a livello globale (come quella di Dynatrace) non sarà più necessario che un’organizzazione “incroci le dita” quando effettua un roll-out. Si potrà già sapere, in modo certo, che la prestazione sarà impeccabile.

Da sempre, prestiamo particolare attenzione alla natura dirompente della trasformazione digitale, comprendendo cosa comporti per le aziende in tutti i settori, e soprattutto le sue implicazioni per il mercato dell’APM. In particolare, in Dynatrace siamo stati in grado di prevedere e anticipare il passaggio dalla focalizzazione sulle applicazioni a quella sull’esperienza degli utenti.

Lo stile di vita omnichannel sempre più connesso rappresenta una forza sempre in evoluzione e sempre presente. Sta rimodellando il significato stesso di APM, costringendo le aziende a sforzarsi di comprendere come l’esperienza dei loro utenti si possa confrontare con quella dei concorrenti, e a farlo prima ancora che utenti reali usino la loro app mobile o sito. Chiamatela pure la “rinascita del test sintetico!”.

Il 2014 è stato un anno importante per Dynatrace, la separazione da Compuware ci ha permesso di diventare maggiormente agili e flessibili e di concentrarci esclusivamente sulle soluzioni che forniscono informazioni in tempo reale e una visibilità rispetto ai servizi digitali – e agli utenti – immediata e sfruttabile da tutti i membri dell’organizzazione. Da poco abbiamo annunciato la fusione con Keynote che ci permetterà di rendere ancora più rapida la nostra capacità di innovare e distribuire soluzioni di digital performance management più affidabili sul mercato portando l’esperienza digitale verso livelli mai raggiunti prima. Questo è il nostro impegno in un mondo che cambia.

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Risultati da record per Dynatrace https://www.datamanager.it/2015/06/risultati-da-record-per-dynatrace/ Wed, 24 Jun 2015 10:06:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77345 L’azienda chiude l’anno fiscale 2015 con oltre 1.000 nuovi clienti, supera i 350 milioni di dollari di fatturato e si conferma leader nel campo delle digital performance Dynatrace annuncia che i risultati finanziari dell’esercizio 2015, terminato il 31 marzo, hanno superato i 350 milioni di dollari. In un mercato molto competitivo come quello dell’Application Performance […]

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L’azienda chiude l’anno fiscale 2015 con oltre 1.000 nuovi clienti, supera i 350 milioni di dollari di fatturato e si conferma leader nel campo delle digital performance

Dynatrace annuncia che i risultati finanziari dell’esercizio 2015, terminato il 31 marzo, hanno superato i 350 milioni di dollari. In un mercato molto competitivo come quello dell’Application Performance Management (APM), la crescita di Dynatrace è stata del 58%, trainata dalla focalizzazione dell’azienda sulla gestione delle prestazioni digitali. L’innovazione tecnologica e l’attenzione costante al successo dei propri clienti hanno contribuito a una crescita del 31% nelle acquisizioni di nuovi clienti e del 64% nelle vendite guidate dai partner, oltre a un tasso di rinnovo dei clienti del 91%.

In dettaglio, la base clienti di Dynatrace ha superato i 6.000 contatti, grazie a 1.025 nuovi clienti che comprendono aziende come: Adobe, KLM, Samsung, DHL, Elia, AT & T, RedBull, Alibaba, McGraw Hill, Vodafone, McKesson, Nestlé, Swiss Life, Telcel, Ford Motor Company, Conforama e molte altre. A queste si aggiungono i clienti esistenti che hanno continuato a incrementare l’utilizzo delle soluzioni accrescendo notevolmente il portfolio Dynatrace in dotazione.

“Oggi è finalmente evidente il cambiamento epocale di paradigma al quale sta assistendo il mondo del business. Tutto diventa digitale”, ha dichiarato John Van Siclen, CEO di Dynatrace. “Dalle startup alle imprese globali, il 2015 sta segnando un punto di svolta nella trasformazione digitale. I clienti sono omni-canale e la mobilità è presente praticamente ovunque. Le aziende si concentrano sempre più sull’offrire una delivery di qualità e supportare un’esperienza utente superiore per affermarsi nel proprio settore; la chiave per riuscirci è la prestazione digitale. Per questo motivo, oggi più che mai, Dynatrace è un partner fidato per le aziende che devono comprendere e affrontare il cambiamento digitale e la nostra crescita lo dimostra. Rappresentiamo lo standard più elevato per ottenere i massimi benefici dal digitale e fornire costantemente agli utenti finali un’esperienza d’uso di livello superiore”.

Il programma di partnership leader di settore proposto da Dynatrace ha anch’esso registrato nuovi successi nell’anno fiscale 2015. Le vendite complessive sostenute dagli oltre 650 partner in tutto il mondo hanno raggiunto i 63 milioni di dollari, confermando l’impegno strategico di Dynatrace nel sostenere il successo dei partner, testimoniato anche dalla menzione di Todd Kaloudis, Vice President of Worldwide Partner Sales di Dynatrace, nella prestigiosa lista di The Channel Company 2015 CRN Channel Chiefs in March.

Il servizio Guardian di Dynatrace, unico nel suo genere e nominato da Gartner quale punto di forza nel 2014 Magic Quadrant per l’Application Performance Monitoring, ha continuato a crescere, registrando il 37% in più di sottoscrizioni. “È evidente che i clienti dedicano maggiori attenzioni alla piattaforma per le prestazioni digitali di Dynatrace”, dichiara Andrew Hittle, Senior Vice President of Services di Dynatrace. “A partire dalla facilità di implementazione delle nostre tecnologie out-of-the-box, riconoscono il grande valore che stanno generando e sfruttano la nostra esperienza per estendere tale valore a tutto il business. I casi di utilizzo in contesti a elevata criticità, come in ambito e-commerce o DevOps, per noi sono diventati quotidianità, con un aumento del 150% quest’anno, aggiungendosi alla grande richiesta del servizio Guardian”.

Ulteriori dettagli importanti rispetto ai risultati dell’anno fiscale 2015 sono:

·         Nel suo primo anno come società indipendente, Dynatrace detiene la quota di mercato più elevata di tutto il settore mondiale dell’application performance management, del quale è leader per il quinto anno consecutivo. Gartner classifica Dynatrace al primo posto in 5 categorie nel suo report “Critical Capabilities for Application Performance Monitoring”.

·         Dynatrace ha continuato a innovare le proprie soluzioni nel corso di tutto l’anno fiscale. Tra le principali innovazioni:

–   Introduzione di ruxit, una soluzione di monitoraggio rivoluzionaria per le applicazioni native cloud che utilizza la razionalità per analizzare e risolvere i problemi;

–   Rilascio di una nuova architettura altamente scalabile per l’acquisizione dei dati senza interruzioni, parte di Dynatrace Application Monitoring 6.0;

–   Primo supporto sul mercato disponibile per Swift e iOS8 con il rilascio di una soluzione competa di analitiche app-to-backend sulle prestazioni;

–   Una nuova gamma di motori di analisi potenti che analizzano automaticamente gruppi di dati di grandi dimensioni per evidenziare la causa principale più probabile di un problema.

·         Le nuove release hanno incluso importanti progressi tecnici nell’offerta del DC RUM (Data Center Real User Monitoring) e il rilascio di Dynatrace 6.0.

·         Dynatrace è stata riconosciuta Primo Provider di soluzioni di monitoraggio delle prestazioni web per i rivenditori internet, tra cui Amazon, Netflix e Sony

·         La community di Dynatrace è cresciuta notevolmente, con oltre 1.000 nuovi membri al mese. Ora può contare su oltre 103.000 aderenti con decine di nuovi esperti APM che si uniscono ogni giorno.

“Ci troviamo chiaramente nella posizione giusta, nel momento perfetto e con le soluzioni migliori per il business e le organizzazioni IT, non solo per raggiungere il successo ma anche per continuare a elevare gli standard dal punto di vista delle prestazioni digitali e dell’esperienza dell’utente finale e guidare l’evoluzione dell’economia digitale”, commenta John Van Siclen, CEO di Dynatrace. “Insieme ai nostri clienti stiamo cambiando le regole del gioco nel mondo delle digital performance e siamo pronti a far sì che anche l’esercizio 2016 registri altri risultati da record!”.

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Dynatrace numero uno del mercato APM secondo Gartner https://www.datamanager.it/2015/06/dynatrace-numero-uno-del-mercato-apm-secondo-gartner/ Thu, 11 Jun 2015 13:02:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76284 Nel suo primo anno come azienda indipendente, il tasso di crescita di Dynatrace è quasi triplicato, portandola a confermarsi leader del mercato APM di nuova generazione, con un divario di oltre 100 milioni di dollari rispetto alla concorrenza Dynatrace è stata riconosciuta da Gartner leader nel mercato globale dell’application performance monitoring (APM). Con una quota di […]

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Nel suo primo anno come azienda indipendente, il tasso di crescita di Dynatrace è quasi triplicato, portandola a confermarsi leader del mercato APM di nuova generazione, con un divario di oltre 100 milioni di dollari rispetto alla concorrenza

Dynatrace è stata riconosciuta da Gartner leader nel mercato globale dell’application performance monitoring (APM). Con una quota di mercato del 12,5% in un settore molto competitivo, i risultati ottenuti dall’azienda continuano a rafforzare il suo posizionamento quale leader capace di accrescere il proprio fatturato a livello globale più del triplo rispetto agli altri vendor di APM di nuova generazione e di oltre il 30% rispetto ai vendor tradizionali di APM. Le classifiche di Gartner si basano sui dati di fatturato globali ottenuti nel 2014.

Gartner afferma che la crescita del fatturato del mercato software APM ha subito un’accelerazione nel corso degli ultimi anni, raggiungendo 2,6 miliardi dollari nel 2014. Questo si traduce in un aumento del 15,8% rispetto al 2013, che, a sua volta, aveva registrato una crescita di fatturato del 13,0% rispetto al 2012.

Con un fatturato di 326,9 milioni dollari, 55,9 milioni dollari in più rispetto al 2013 – Dynatrace continua a distanziare il suo concorrente più vicino di oltre 100 milioni di dollari. Inoltre, il tasso di crescita del 2014 di Dynatrace è salito del 20,6%, con un tasso quasi tre volte superiore rispetto alla crescita dell’anno precedente e il 24% più veloce rispetto alla media generale del mercato globale APM.

“Il nostro percorso di crescita da quando ci siamo trasformati in un’azienda autonoma è stato straordinario, dato che abbiamo incrementato le distanze dai nostri concorrenti. Continuiamo ad accrescere la nostra quota di mercato e aumentare i profitti”, commenta, John Van Siclen, CEO di Dynatrace. “Il motivo è da ricercarsi nella nostra capacità di fornire le migliori soluzioni possibili per le prestazioni digitali in tutto il mondo. Il fatto che il nostro tasso di crescita superi la media del mercato APM dimostra che stiamo perseguendo la strategia giusta. Crediamo che lo sviluppo della nostra base clienti a livello globale e la nostra leadership di mercato nell’APM, confermata anno su anno, dimostrino come Dynatrace rappresenti la scelta più valida per le aziende nel mondo digitale. Siamo molto orgogliosi di esserci classificati al primo posto e continueremo a spronare la nostra azienda e il mercato stesso verso nuovi livelli, rendendo le prestazioni digitali fondamentali per cambiare le regole del gioco dei clienti in tutto il mondo”.

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