Aruba Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 13 Jun 2023 13:03:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Aruba Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Bilanciare la sicurezza della rete e l’esperienza dei dipendenti nell’era del lavoro ibrido https://www.datamanager.it/2023/06/bilanciare-la-sicurezza-della-rete-e-lesperienza-dei-dipendenti-nellera-del-lavoro-ibrido/ Tue, 13 Jun 2023 13:03:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=228676 A cura di Dobias van Ingen, EMEA CTO & Systems Engineers Director at HPE Aruba Networking Gli ultimi tre anni hanno determinato un cambiamento di mentalità riguardo al modo di lavorare e, nonostante il graduale ritorno in ufficio per molti, siamo ancora nel bel mezzo di una rivoluzione del lavoro da remoto. Infatti Gartner prevede […]

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A cura di Dobias van Ingen, EMEA CTO & Systems Engineers Director at HPE Aruba Networking

Gli ultimi tre anni hanno determinato un cambiamento di mentalità riguardo al modo di lavorare e, nonostante il graduale ritorno in ufficio per molti, siamo ancora nel bel mezzo di una rivoluzione del lavoro da remoto. Infatti Gartner prevede che entro la fine del 2023 il 39% dei lavoratori opererà in modalità ibrida, rispetto al 37% del 2022.

Tuttavia, mentre il futuro del lavoro può sembrare ibrido e destinato a perdurare, tra i datori di lavoro cresce la preoccupazione che questo nuovo modo di lavorare non ottimizzi il tempo e i talenti dei loro dipendenti. Una recente ricerca ha riportato che l’85% dei leader intervistati ha dichiarato che il passaggio al lavoro ibrido ha reso difficile ottimizzare la produttività dei propri collaboratori.

Poiché l’offerta di lavoro flessibile sta diventando un importante terreno di confronto per attrarre e trattenere i talenti, le aziende devono bilanciare le aspettative dei dipendenti con le proprie riguardanti la produttività. Ciò significa assicurarsi che l’infrastruttura offra ai dipendenti un’esperienza senza soluzione di continuità ovunque scelgano di collegarsi, affrontando al contempo tutti gli ostacoli che impediscono di fare di più in meno tempo.

A questi timori si aggiunge la sensazione che un dipendente che lavora da remoto possa introdurre nuove possibilità di violazione della sicurezza. Infatti, le sedi disperse e i lavoratori da remoto espongono le aziende a una serie di rischi per la sicurezza legati a dove, quando e come i dipendenti scelgono di accedere alle risorse IT. In risposta a queste nuove esigenze di flessibilità e accessibilità, le architetture di rete, che comprendono tutto – dai data center al cloud e all’edge – devono adottare un approccio differente alla cybersecurity.

Di seguito i tre modi in cui le aziende possono assicurarsi che le loro reti offrano protezione in modo discreto, aumentando la produttività grazie all’eliminazione dei tradizionali ostacoli alla sicurezza e facilitando l’accesso all’IT da ogni luogo.

Adottare un approccio edge – to – cloud con un SD – WAN avanzato

Nell’era del lavoro ibrido, le reti aziendali si stanno evolvendo: una volta erano costruite dal data center verso l’esterno, allineandosi a perimetri solidi e garantendo che, una volta che un utente si connetteva all’interno del perimetro, i suoi dati e le sue applicazioni fossero protetti. Naturalmente, quando le organizzazioni ospitavano la maggior parte delle applicazioni aziendali nei propri data center, questo modello di punti di controllo centralizzati della sicurezza era accettabile. Ora che un numero sempre maggiore di applicazioni si è spostato nel cloud, c’è l’opportunità di ridurre la latenza con un modello di sicurezza distribuito.

Oggi, con utenti e applicazioni localizzati ovunque, le aziende possono estendere i controlli di sicurezza in ufficio per adattarsi al nuovo ambiente cloud. Implementando, infatti, una SD-WAN avanzata insieme a soluzioni di sicurezza SSE (Secure Security Edge), l’IT può migliorare la qualità dell’esperienza dell’utente finale indirizzando automaticamente il traffico verso Internet in base agli obiettivi specifici dell’azienda, garantendo al contempo che le transazioni siano soggette agli stessi criteri di sicurezza che vigerebbero in ufficio. In pratica ciò significa che, ad esempio, il traffico dell’utente finale che ha origine nella sua abitazione può essere inviato a un servizio di sicurezza in cloud per garantire l’applicazione dei criteri di accesso, mentre i dipendenti possono continuare a usufruire di una connettività continua senza inutili spese. Il risultato finale è un netto miglioramento delle prestazioni di rete, con conseguente aumento la produttività.

Implementazione di soluzioni di sicurezza Zero Trust e SASE

I team di sicurezza IT sanno che le loro strategie e soluzioni devono tenere il passo con le realtà del lavoro ibrido, ma un approccio frammentario probabilmente non raggiungerà l’obiettivo desiderato di definire e implementare politiche di sicurezza unificate.

Esistono diversi framework che possono guidare le strategie e gli investimenti in materia di sicurezza: due approcci complementari sono Zero Trust e SASE (Secure Access Service Edge). Il principio chiave di Zero Trust è “trust nothing”, basato sul concetto che la fiducia è indipendente dal modo in cui ci si connette alle risorse IT. Richiede l’autenticazione di qualsiasi utente o dispositivo (compreso l’IoT) e l’assegnazione di un criterio di accesso che regoli dove essi possono andare e a quali applicazioni e dati possono accedere.

SASE estende poi questo quadro applicando i principi di Zero Trust anche se l’utente non entra mai nella rete aziendale, collegandosi via Internet alle applicazioni basate su cloud. Sia che un dipendente si trovi in ufficio, sia che si connetta con il suo smartphone personale attraverso il WiFi pubblico di un bar, può comunque assicurarsi sempre che la sua connessione sia sicura. In questo caso, l’utilizzo dei modelli di sicurezza Zero Trust e SASE è l’unico modo per semplificare efficacemente le operazioni di sicurezza, tenendo conto del principio di poter operare da ogni luogo tipico del lavoro ibrido.

Migliorare la visibilità con una rete unificata e pannello di controllo unico

Una buona sicurezza si basa, infine, anche su controlli che possono essere applicati universalmente alla connettività via cavo, wireless e WAN, con un unico punto di visibilità e controllo.

La tendenza dei lavoratori a disperdersi tra uffici e altri luoghi come bar o caffè ha fatto sì che la connettività si estenda dall’edge al cloud, con il risultato che i team IT devono occuparsi di una gamma più ampia di dispositivi da monitorare, ampliando i punti ciechi che possono portare alla compromissione della rete. In assenza di politiche di sicurezza comuni e di un unico punto di visibilità e controllo, gli operatori sono costretti a raccogliere manualmente i dati provenienti da vari strumenti disgiunti. La paura per questo scenario ha portato alcuni a cercare di bloccare l’accesso dei dipendenti alla rete.

In futuro, le aziende devono puntare su tecnologie in grado di risolvere la frammentazione delle operazioni di rete, applicando al contempo un insieme coerente di criteri Zero Trust e SASE. L’implementazione di un’infrastruttura unificata, che può essere gestita centralmente tramite un unico punto di controllo cloud-nativo, può offrire alle aziende una migliore supervisione sulle loro reti e una maggiore protezione. Fornendo una maggiore certezza alle imprese sul controllo completo della sicurezza della rete, la visibilità può essere considerata la chiave per la libertà dei dipendenti.

Il percorso da seguire

Trovare l’equilibrio tra una rete flessibile ma sicura e l’accesso all’IT permetterà alle aziende di offrire ai propri dipendenti la libertà, la flessibilità e l’accessibilità che cercano oggi, senza compromettere la sicurezza.

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Covid-19: HPE Aruba ha fornito l’infrastruttura di rete per la nave ospedale creata da GNV https://www.datamanager.it/2020/04/covid-19-hpe-aruba-ha-donato-linfrastruttura-di-rete-per-la-nave-ospedale-creata-da-gnv/ Fri, 03 Apr 2020 13:16:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197986 I lavori sulla GNV Splendid sono stati completati in soli 5 giorni per trasformare il traghetto in una nave ospedale Aruba Networks, azienda di Hewlett Packard Enterprise, ha fornito e installato un’infrastruttura di rete a bordo della GNV Splendid, il grande traghetto del Gruppo MSC che è stato recentemente trasformato in ospedale galleggiante per fronteggiare l’emergenza COVID-19. […]

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I lavori sulla GNV Splendid sono stati completati in soli 5 giorni per trasformare il traghetto in una nave ospedale

Aruba Networks, azienda di Hewlett Packard Enterprise, ha fornito e installato un’infrastruttura di rete a bordo della GNV Splendid, il grande traghetto del Gruppo MSC che è stato recentemente trasformato in ospedale galleggiante per fronteggiare l’emergenza COVID-19.

Ormeggiata al ponte Colombo nel porto di Genova, la nave è stata allestita a tempo di record per garantire spazi addizionali e cure mediche ai pazienti colpiti dal nuovo Coronavirus. Grazie allo sforzo congiunto di HPE, Grandi Navi Veloci (GNV), MSC Cruises e altri partner, è stata installata una rete costituita da 70 access point e oltre 4 chilometri di cavi, in grado di garantire copertura Wi-Fi agli operatori sanitari e ai pazienti su diversi ponti della nave.

Oltre a supportare gli sforzi di medici e infermieri, incluso il trasferimento di dati da e verso l’ospedale di Genova, l’infrastruttura di rete migliorerà anche l’esperienza quotidiana dei pazienti a bordo, consentendo loro la piena connettività Internet durante il ricovero. La rete consente inoltre agli equipaggi delle ambulanze di fornire aggiornamenti in tempo reale sullo stato dei pazienti all’arrivo nel garage della nave, consentendo di anticipare le loro esigenze prima di salire a bordo.

Fondamentale nella rapida implementazione del progetto è stato il contributo dei partner di Aruba Network, da Esprinet e Mantero Sistemi, a MavianMax ed EI Towers, che con le proprie soluzioni hanno garantito l’accesso a Internet, rendendo così possibile il collegamento anche con la rete interna dell’Ospedale San Martino di Genova, assicurando agli operatori sanitari a bordo facile accesso alle cartelle cliniche dei pazienti e lo scambio di informazioni in tempi rapidissimi.

La vasta esperienza del team Aruba Networks nel campo delle infrastrutture wireless navali ha permesso loro di progettare e implementare rapidamente una rete efficace per supportare il personale medico e i pazienti a bordo. Reagendo a una situazione urgente e senza precedenti, il team di Aruba ha lavorato con gli elettricisti esperti di bordo della GNV Splendid per superare i vari ostacoli inerenti a questo tipo di implementazione, inclusa la necessità di garantire funzionalità per vari tipi di dispositivi e fornire connettività all’interno di un grande struttura in metallo costruita su più ponti e a compartimenti stagni.

“Ringraziamo il team di Hewlett Packard Enterprise e Mantero Sistemi che hanno messo a disposizione soluzioni tecnologiche all’avanguardia, know-how e la loro professionalità, collaborando alla realizzazione del progetto che abbiamo studiato insieme a RINA, ASL e Protezione Civile con il fattivo contributo di altri partner. Grazie alla loro capacità d’innovazione e di pronto intervento in una situazione così inedita siamo riusciti a garantire connettività ai sanitari e ai pazienti a bordo”, ha dichiarato Barbara Poli, Chief Information & Technology Officer GNV.

“In un momento così critico per il nostro Paese, abbiamo sentito il dovere di dare un nostro piccolo contributo a quanti sono in prima linea, ogni giorno, per contrastare il diffondersi del virus e salvare vite umane. Non abbiamo quindi esitato neanche un istante di fronte all’opportunità che questa lodevole iniziativa di GNV e MSC Crociere ci poneva davanti”, ha commentato Stefano Venturi, Presidente e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise Italia. “Continueremo a supportare l’impegno globale a contrasto del coronavirus in ogni modo possibile”.

“Aver potuto mettere le nostre capacità e le nostre tecnologie al servizio di un progetto così importante ci riempie di orgoglio. L’esperienza maturata sul campo ci ha permesso di essere rapidi e ben focalizzati, anticipando i problemi prima che potessero manifestarsi. Per il progetto abbiamo scelto la nuova tecnologia Wi-Fi 6 e Access Point Aruba 515, in grado di supportare lo standard 802.11ax. Una scelta dettata anche dalla volontà di garantire le migliori performance al grande numero di device che si appoggiano alla rete: dai laptop e i tablet dei medici, alle strumentazioni sanitarie, dai terminali che permettono all’equipaggio di monitorare le attività di bordo ai dispositivi mobili dei pazienti, che consentono loro di rimanere in contatto con i propri cari. Abbiamo anche collegato un’area di screening off-board, consentendo la condivisione di applicazioni e dati tra operazioni di bordo ed esterne”, ha aggiunto Fabio Tognon, Country Manager Aruba Networks Italia, società di Hewlett Packard Enterprise.

Per aiutare il settore sanitario nella lotta contro la pandemia globale, Aruba Network sta donando 50 milioni di dollari in kit di connettività di rete sicura per il provisioning immediato di cliniche pop-up, siti di test e strutture ospedaliere temporanee negli Stati Uniti, in Canada e in alcuni paesi in Europa e Asia-Pacifico.

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