Asia – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:58:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Asia – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Amazon e Walmart si sfidano per l’acquisizione di Flipkart https://www.datamanager.it/2018/05/amazon-e-wallmart-si-sfidano-per-lacquisizione-di-flipkart/ Thu, 03 May 2018 17:30:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146893 Amazon vuole espandere i suoi interessi in Asia attraverso l’acquisizione di Flipkart ma dovrà guardarsi dalla concorrenza di Wallmart Amazon è la piattaforma di e-commerce più conosciuta in tutto il mondo ma ci sono ancora alcuni Paesi dove l’azienda di Jeff Bezos non domina incontrastata. Il colosso statunitense intende espandersi nel mercato asiatico e per […]

L'articolo Amazon e Walmart si sfidano per l’acquisizione di Flipkart proviene da Data Manager Online.

]]>
Amazon vuole espandere i suoi interessi in Asia attraverso l’acquisizione di Flipkart ma dovrà guardarsi dalla concorrenza di Wallmart

Amazon è la piattaforma di e-commerce più conosciuta in tutto il mondo ma ci sono ancora alcuni Paesi dove l’azienda di Jeff Bezos non domina incontrastata. Il colosso statunitense intende espandersi nel mercato asiatico e per questo avrebbe avanzato un’offerta formale per acquistare il 60% di Flipkart, società indiana nel campo del commercio online. Secondo CNBC, Amazon sarebbe intenzionata a firmare un patto di non concorrenza e a pagare una penale di ben 2 miliardi di dollari nel caso l’operazione non si concluda positivamente. Il problema è che il sito di e-commerce dovrà guardarsi dall’inserimento di Walmart.

La catena di supermercati pare abbia messo sul piatto 12 miliardi di dollari per l’acquisizione dell’80% di Flipkart, a cui avrebbe garantito non solo l’indipendenza dalla futura casa madre ma anche che il suo CEO, Kalyan Krishnamurthy, rimarrà al suo posto. Stando ai rumors, Amazon avrebbe offerto una cifra simile per ottenere una quota inferiore ma l’azienda di e-commerce indiana sarebbe più propensa ad accettare la proposta di Walmart. Pare inoltre che il fondatore di Flipkart, Sachin Bansal, sia già volato negli Stati Uniti per visionare i punti vendita della catena. La decisione finale da parte del sito per la vendita di prodotti online, che l’anno scorso ha rafforzato la sua posizione a livello nazionale grazie all’acquisizione della succursale indiana di eBay, dovrebbe comunque arrivare nelle prossime settimane.

Nel frattempo Amazon, che ha studiato un nuovo servizio per la consegna dei pacchi direttamente nel bagagliaio dell’auto, continua a rendere più efficiente la sua rete di distribuzione in Italia. L’azienda ha inaugurato un nuovo centro di smistamento merci a Buccinasco, in provincia di Milano. La struttura da 10mila metri quadrati aprirà ufficialmente tra un mese e darà lavoro a 100 nuovi assunti a tempo indeterminato.

L'articolo Amazon e Walmart si sfidano per l’acquisizione di Flipkart proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale https://www.datamanager.it/2017/11/facebook-amazon-softbank-lavorano-rete-internet-globale/ Thu, 02 Nov 2017 10:38:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134270 Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020 Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme […]

L'articolo Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale proviene da Data Manager Online.

]]>
Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020

Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme ad Amazon e SoftBank, realizzerà uno dei più lunghi cavi sottomarini al mondo, dedicati alla diffusione della banda internet. Sarà di circa 14 mila chilometri il conduttore transpacifico che collegherà l’Asia con il Nord America entro il 2020. Si chiama Jupiter e si pone l’obiettivo di portare alle città toccate una velocità di 60Tbps, così da soddisfare le sempre maggiori richieste di accesso alla rete che arrivano non solo da dispositivi tradizionali, come smartphone e computer, ma anche da wearable e IoT. Stando ai dati forniti da SoftBank, presto saranno centinaia di miliardi gli oggetti connessi a livello globale e urge dunque farsi trovare pronti per rispondere alla domanda di connettività non solo dal punto di vista quantitativo ma soprattutto in qualità.

Il progetto

Jupiter avrà due punti di atterraggio terrestre in Giappone, uno nelle Filippine e un altro nei pressi di Los Angeles. Il progetto del trio, nel quale sono però coinvolte altre aziende, darà slancio all’industria digitale in Asia e nella costa degli USA dove si trova il cuore pulsante dell’innovazione a stelle e strisce, la Silicon Valley. Inutile dire che in questo modo si crea un gap ancora maggiore tra una parte del mondo ultraveloce e un’altra, anche in Europa, che attende il 5G come fattore di svolta verso una migliore distribuzione della connettività, dentro e fuori gli uffici. Sulla carta Jupiter abilita una fruizione, senza latenza, di contenuti di realtà virtuale e aumentata così come di video in 4K e 8K, una tecnologia che proprio in Oriente dovrebbe trovare applicazione nel corso dei prossimi tre o quattro anni. Gli interessi di Facebook e Amazon sono ovviamente vastissimi in questo campo. Potendo contare su un accesso a bande di frequenza più ampie, i due giganti avranno l’opportunità di veicolare servizi innovativi in queste aree, prima di esportarli in altri mercati.

L'articolo Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale proviene da Data Manager Online.

]]>
Significativi investimenti di Colt in Asia con una serie di iniziative Metro Area Network https://www.datamanager.it/2017/01/significativi-investimenti-colt-asia-serie-iniziative-metro-area-network/ Fri, 13 Jan 2017 15:30:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117172 Importante investimento dell’azienda per portare la trasformazione digitale alle aziende asiatiche operanti in settori a rapida espansione, tra cui il settore finanziario, l’industria e Internet of Things Colt ha annunciato che intende espandere il Colt IQ Network a Singapore e Hong Kong nel corso del 2017 come parte del proprio piano che prevede investimenti significativi in Asia […]

L'articolo Significativi investimenti di Colt in Asia con una serie di iniziative Metro Area Network proviene da Data Manager Online.

]]>
Importante investimento dell’azienda per portare la trasformazione digitale alle aziende asiatiche operanti in settori a rapida espansione, tra cui il settore finanziario, l’industria e Internet of Things

Colt ha annunciato che intende espandere il Colt IQ Network a Singapore e Hong Kong nel corso del 2017 come parte del proprio piano che prevede investimenti significativi in Asia nei prossimi tre anni. A Singapore gli investimenti ruoteranno attorno a una serie di iniziative che includono un’espansione su larga scala della copertura esistente, la fornitura di connettività a banda larga e nuovi progetti di scavi per la posa della fibra di nuova generazione di Colt.

L’espansione del network di Colt, che comprende entrambe le architetture in fibra ottica ed Ethernet, fornirà servizi a banda larga ai principali edifici e data center in Asia. L’investimento sottende le crescenti esigenze di banda larga delle organizzazioni, soprattutto nelle realtà che operano nei mercati digitali e in cui i dati vengono utilizzati in modo intensivo.

Con questa espansione Colt sfida lo status quo del mercato e sarà l’unico fornitore ad avere reti in fibra ottica di proprietà in aree metropolitane nelle principali città asiatiche (tra cui Tokyo, Osaka e Singapore) ed europee. L’avvio delle iniziative di Colt a Singapore è in programma per aprile, mentre Hong Kong e altre città asiatiche seguiranno nel corso del 2017 e oltre. Si tratta del proseguimento di uno schema di intense attività che Colt ha avviato in Asia negli ultimi mesi. Nella seconda metà del 2016 l’azienda ha infatti lanciato Colt IP Access Service, ha esteso etherXEN alle connessioni AWS e ha introdotto Colt E-LAN Services nel mercato di Singapore.

Colt incrementerà questi investimenti aggiungendo nuovi cavi sottomarini alla propria infrastruttura e aumenterà la resilienza del network, accrescendo ulteriormente l’affidabilità della propria rete intelligente. Inoltre, supporterà le necessità specifiche di settori chiave, tra cui quello finanziario e industriale, e le crescenti esigenze di ampiezza di banda legate all’Internet of Things e alle smart cities.

Grazie alla fornitura di connessioni a banda larga alle aree metropolitane, Colt collegherà direttamente le aziende di Singapore e Hong Kong con centinaia di città tra cui Pusan, Tokyo, Sydney, Chicago, New York, Londra, Francoforte e Parigi tramite la propria rete intelligente presente a livello globale. L’IQ Network di Colt è una rete a 100Gbps distribuita tra oltre 200 data center e carrier hotels in tutto il mondo, fornisce servizi al top della categoria, ottimizzati per SDN, NFV e Cloud.

“Lo scorso anno Colt ha dimostrato il proprio impegno nel supportare la digital transformation attraverso la fornitura di servizi di banda larga alle aziende asiatiche multinazionali ma che necessitano comunque di attenzione a livello locale, con iniziative come la costruzione del Japan National Network”, ha dichiarato Kenji Hioki, CCO Asia di Colt Technology Services. “Oggi continuiamo ad ampliare quell’investimento con la nostra espansione a Singapore e Hong Kong, progettata per offrire i vantaggi dati da velocità, sicurezza, affidabilità alle aziende che intendono connettersi con i mercati asiatici e non solo”.

“L’espansione di Colt nei mercati dell’Asia comporta vantaggi notevoli in quanto ci permette di accompagnare tutte le realtà italiane che intendono espandere il proprio business nei paesi asiatici caratterizzati da un alto tasso di crescita”, ha affermato Mimmo Zappi, AD di Colt Italia. “Le aziende del made in Italy, con una naturale vocazione all’export, potranno cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri contando su un partner di fiducia come Colt”.

Colt mostrerà le proprie soluzioni a banda larga a PTC’17, nella sala riunioni dell’azienda presso Hilton Hawaiian Village, Tapa Tower, Room #1530 a Honolulu, Hawaii, dal 15 al 18 gennaio 2017.

L'articolo Significativi investimenti di Colt in Asia con una serie di iniziative Metro Area Network proviene da Data Manager Online.

]]>
Google aggiunge cavi in fibra al mare asiatico https://www.datamanager.it/2016/09/google-aggiunge-cavi-fibra-al-mare-asiatico/ Tue, 06 Sep 2016 08:28:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107385 Dopo i lavori di giugno prosegue l’aggiornamento dei cavi in fibra di Big G e del consorzio FASTER La velocità della rete, si sa, corre sotto i mari. Ed è per questo che Google, assieme ai membri del consorzio FASTER, ha speso un paio di mesi fa un bel po’ di soldi per aggiungere qualità alle […]

L'articolo Google aggiunge cavi in fibra al mare asiatico proviene da Data Manager Online.

]]>
Dopo i lavori di giugno prosegue l’aggiornamento dei cavi in fibra di Big G e del consorzio FASTER

La velocità della rete, si sa, corre sotto i mari. Ed è per questo che Google, assieme ai membri del consorzio FASTER, ha speso un paio di mesi fa un bel po’ di soldi per aggiungere qualità alle connessioni internet di milioni di abitanti tra l’Asia e gli Stati Uniti. Con 300 milioni di dollari è stato infatti possibile integrare un cavo in fibra ottica da 60 Tbps a una vasta area sottomarina che va dal Giappone agli USA. Si tratta di un’iniziativa fondamentale per consentire a una grande fetta di popolazione di sfruttare le più recenti tecnologie a disposizione per l’accesso a internet e, allo stesso tempo, permette di ampliare il raggio di azione dei cavi che oggi non raggiungono determinate zone.

Altri lavori

A distanza di qualche settimana, la compagnia di Alphabet è riuscita ad andare oltre, estendendo i suoi sforzi per un web più veloce con un ulteriore cavo da 26 Tbps, che adesso connette il Giappone a Taiwan, dove si trova il più grande data center di Google in Asia. Ovvio che Google non abbia lavorato solo con spirito di filantropia. Grazie al progetto, potenzierà ancora meglio la diffusione di app come Gmail e YouTube, oltre al surfing via Chrome. Yan Tang, regional lead network resource di Google per la regione Asia-Pacifico ha detto: “Il lavoro dovrebbe inoltre migliorare l’affidabilità dell’esperienza di navigazione in momenti di crisi, visto che i cavi son stati posti strategicamente fuori dalle zone a rischio tsunami, così da prevenire blackout a seguito di disastri naturali”.

L'articolo Google aggiunge cavi in fibra al mare asiatico proviene da Data Manager Online.

]]>
Naia: una 15enne di 13mila anni fa è il più antico antenato dei nativi americani https://www.datamanager.it/news/naia-una-15enne-di-13mila-anni-fa-il-pi-antico-antenato-dei-nativi-americani-56484.html Fri, 16 May 2014 14:33:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/naia-una-15enne-di-13mila-anni-fa-e-il-piu-antico-antenato-dei-nativi-americani/ In Messico è stato scoperto uno scheletro di una ragazza, ribattezzata Naia, vecchio di 13mila anni. La scoperta ha permesso di confermare i primi nativi americani provenivano dall’Asia Dopo lunghe ricerche durate oltre sette anni è stato svelato uno dei dilemmi della paleontologia: da dove provenivano i primi abitanti del continente americano? La risposta a […]

L'articolo Naia: una 15enne di 13mila anni fa è il più antico antenato dei nativi americani proviene da Data Manager Online.

]]>
In Messico è stato scoperto uno scheletro di una ragazza, ribattezzata Naia, vecchio di 13mila anni. La scoperta ha permesso di confermare i primi nativi americani provenivano dall’Asia

Dopo lunghe ricerche durate oltre sette anni è stato svelato uno dei dilemmi della paleontologia: da dove provenivano i primi abitanti del continente americano? La risposta a questo quesito è arrivata con la scoperta in Messico dello scheletro di Naia, una 15enne che visse tra 12mila e 13mila anni fa. I resti di quella che è considerata l’antenato dei primi nativi americani è avvenuta nel 2007 in una grotta sommersa chiamata Hoyo Negro nei pressi della città di Tulum, nella penisola dello Yucatan.

Secondo il team di ricerca internazionale coordinato da James Chatters della Società di paleoscienze applicate dello Stato di Washington, Naia è morta sul colpo dopo essere caduta nella grotta, che anticamente non era ancora stata ricoperta dalle acque.  “È stato uno choc quando ho visto il cranio intatto, con i denti e le orbite nere degli occhi”, ha dichiarato Alberto Nava, uno degli speleologi che hanno fatto la scoperta.

I nativi americani hanno origini asiatiche

Le analisi al carbonio e del DNA del cranio di Naia hanno rivelato che la giovane aveva tratti in comune altri resti trovati in Asia. Ciò ha confermato la teoria che i primi abitanti delle americhe provenissero proprio da questo continente e abbiano raggiunto il Nuovo Mondo attraversando il ponte di ghiaccio formatosi sullo stretto di Bering durante l’ultima glaciazione, tra 26mila e 18mila anni fa.

Ultimamente sono avvenute anche altre grandi scoperte nell’ambito della paleontologia. In Tibet sono stati trovati i resti del primo felino e un osso trovato in Canada hanno permesso di sequenziare il DNA del più antico del primogenitore del cavallo. Infine, ad Atapuerca (Spagna) è stato scoperto lo scheletro di un Homo heidelbergensis. Dai resti di questo ominide è stato estratto il DNA più antico di un antenato dell’uomo.

L'articolo Naia: una 15enne di 13mila anni fa è il più antico antenato dei nativi americani proviene da Data Manager Online.

]]>
Oms: 7 milioni di morti a causa dell’inquinamento dell’aria https://www.datamanager.it/news/oms-7-milioni-di-morti-causa-dellinquinamento-dellaria-54967.html Tue, 25 Mar 2014 16:23:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/oms-7-milioni-di-morti-a-causa-dellinquinamento-dellaria/ L'Oms ha stimato che nel 2012 sono morte 7 milioni di persone a causa di patologie legate all'inquinamento dell'aria

L'articolo Oms: 7 milioni di morti a causa dell’inquinamento dell’aria proviene da Data Manager Online.

]]>
L’Oms ha stimato che nel 2012 sono morte 7 milioni di persone a causa di patologie legate all’inquinamento dell’aria

L’Oms lancia l’allarme sui pericoli per la salute causati dall’inquinamento atmosferico. Secondo l’agenzia internazionale nel 2012 sono morte prematuramente 7 milioni di persone nel mondo proprio a causa dell’aria poco salubre. “L’inquinamento dell’aria, all’interno e all’esterno, è oggi il maggior rischio ambientale per la salute”, ha spiegato Maria Neira, direttrice del dipartimento Salute pubblica dell’Oms.   

L’inquinamento uccide

Dalle ultime stime realizzate nel 2008 si è scoperto che l’aumento dei decessi causato dell’inquinamento è dovuto non ad una maggiore esposizione ad agenti nocivi ma a nuove conoscenze sugli effetti sulla salute di queste sostanze. L’inquinamento atmosferico infatti può causare non solo patologie respiratorie ma può anche favorire diverse malattie cardiovascolari, tra cui ictus ed ischemia, e tumori. “La pubblicazione di questi nuovi dati – ha sottolineato la Neira – è un primo passo sulla strada della prevenzione delle malattie connesse all’inquinamento dell’aria”.

L’Asia e il problema inquinamento

Nel 2012 l’inquinamento interno, il fumo di terza mano e la combustione prodotte da cucine a carbone o biomasse ha causato 4,3 milioni di morti. L’aria esterna satura di sostanze nocive, prodotto da fonti urbane o rurali, ha invece provocato 3,7 milioni di decessi. Se si considera che diverse persone sul pianeta sono esposte ad entrambe le situazioni di pericolo si arriva alla tragica cifra di 7 milioni di morti. Le zone più colpite da questo problema sono le regioni a basso-medio reddito del Sud-Est asiatico e del Pacifico occidentale. La Cina, ad esempio, è stata costretta a sviluppare droni anti-inquinamento per purificare l’aria malsana nelle sue città.

L'articolo Oms: 7 milioni di morti a causa dell’inquinamento dell’aria proviene da Data Manager Online.

]]>
iPhone 5S in Cina: la vittoria di Apple https://www.datamanager.it/news/iphone-5s-cina-la-vittoria-di-apple-52535.html Mon, 23 Dec 2013 19:00:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/iphone-5s-in-cina-la-vittoria-di-apple/ Dopo anni di trattative, la casa di Cupertino stringe un accordo con China Mobile. Saranno 763 milioni gli abbonati raggiunti

L'articolo iPhone 5S in Cina: la vittoria di Apple proviene da Data Manager Online.

]]>
Dopo anni di trattative, la casa di Cupertino stringe un accordo con China Mobile. Saranno 763 milioni gli abbonati raggiunti

Partiamo da una considerazione importante: l’iPhone non è stato mai vietato in Cina, lo si poteva comprare e usare, senza alcun problema. Quello che era vietato, e lo è ancora, è parte del web “occidentale” come Google, Facebook e Twitter che, non essendo raggiungibili spesso da computer, non si possono vedere dallo smartphone. Ma la vendita no, quella c’è sempre stata, dall’inizio della commercializzazione dell’iPhone 4 fino a quella degli ultimi 5S e 5C.

Allora cosa cambia?

La notizia è di rilevanza, soprattutto commerciale, per due motivi. Prima di tutto non bisognerà più “accontentarsi” di comprare un iPhone all’interno degli Apple Store che, come in Italia, vendono gli iDevice nudi e crudi, al massimo finanziabili, ma senza un contratto operatore. Quindi niente pagamento mensile che comprende minuti chiamate, sms, internet e così via. I cinesi che volevano comunque un modello potevano comprarlo, a prezzo pieno o finanziato, per poi abbinare le varie offerte degli operatori, indipendenti dal telefono. 

Bene o male?

Ma c’era una seconda possibilità: Apple aveva già stretto un accordo di distribuzione con China Unicom e China Telecom, due operatori asiatici minori, che permettevano di comprare gli iPhone con offerte dedicate. La partnership stretta con China Mobile permette però di raggiungere un raggio più ampio di consumatori, circa 763 milioni sparsi per l’Oriente, con la possibilità di offrire piani più convenienti per recuperare terreno sulla concorrenza. Oppure monopolizzare il mercato decidendo da sola, vista la sua imponenza territoriale ed economica, prezzi e modalità. Il rischio è dietro l’angolo.

L'articolo iPhone 5S in Cina: la vittoria di Apple proviene da Data Manager Online.

]]>
Marmaray: inaugurato in Turchia il tunnel sottomarino che collega Asia e Europa https://www.datamanager.it/news/marmaray-inaugurato-turchia-il-tunnel-sottomarino-che-collega-asia-e-europa-50865.html Wed, 30 Oct 2013 10:22:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/marmaray-inaugurato-in-turchia-il-tunnel-sottomarino-che-collega-asia-e-europa/ Il tunnel ferroviario sottomarino permette di passare da una sponda all'altra del Bosforo in soli 4 minuti

L'articolo Marmaray: inaugurato in Turchia il tunnel sottomarino che collega Asia e Europa proviene da Data Manager Online.

]]>
Il tunnel ferroviario sottomarino permette di passare da una sponda all’altra del Bosforo in soli 4 minuti

Istanbul è sempre stato il punto di incontro fra Oriente ed Occidente fin dall’antichità e oggi lo sarà ancora di più. Poche ore fa il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha inaugurato Marmaray, il tunnel ferroviario sotto lo stretto del Bosforo che permetterà di passare dalla sponda asiatica a quella europea in soli 4 minuti. Il progetto, lungo 13,5 km di cui 1,4 sott’acqua, è costato 3 miliardi di euro. All’inaugurazione ha partecipato anche il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, il cui Paese ha contribuito al “cantiere del secolo”, come lo ha definito Erdogan, con manodopera e finanziamenti. Secondo le stime più ottimistiche degli ingegneri, Marmaray permetterà di trasportare 1,5 milioni di passeggeri al giorno, decongestionando così il traffico di Istanbul.

Primi problemi tecnici

Stamattina fonti turche riferiscono che Marmaray ha registrato i primi guasti tecnici provocando un ingorgo. La Camera degli Architetti e degli Ingegneri di Istanbul aveva già espresso i suoi dubbi su un’inaugurazione così affrettata, sottolineando come il tunnel non disponga al momento di un sistema di sicurezza elettronico attivo con grave rischio per i passeggeri. Anche l’opposizione aveva accusato Erdogan di aver anticipato l’apertura di Marmaray solo per ottenere un ritorno d’immagine dopo gli scontri di piazza che hanno insanguinato il Paese. 

Marmaray

L'articolo Marmaray: inaugurato in Turchia il tunnel sottomarino che collega Asia e Europa proviene da Data Manager Online.

]]>
Lo spam su internet ha gli occhi a mandorla https://www.datamanager.it/news/lo-spam-su-internet-ha-gli-occhi-mandorla-47571.html Mon, 03 Jun 2013 14:49:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/lo-spam-su-internet-ha-gli-occhi-a-mandorla/ Sono Corea del Sud, Hong Kong e Giappone le fonti dei principali attacchi su internet lanciati in tutto il mondo secondo il McAfee Threats Report

L'articolo Lo spam su internet ha gli occhi a mandorla proviene da Data Manager Online.

]]>
Sono Corea del Sud, Hong Kong e Giappone le fonti dei principali attacchi su internet lanciati in tutto il mondo secondo il McAfee Threats Report

La società di sicurezza informatica McAfee ha pubblicato oggi il report sulle minace globali ad internet inerente il primo trimestre del 2013 con il quale analizza i livelli di spam a livello mondiale. Stabile nel biennio 2011-2012, lo spam ha avuto una forte accelerata nei primi mesi di questo 2013, con 1,9 miliardi di email spam spedite entro marzo, il doppio di dicembre 2012.

Crescita dello spam senza fine

Il numero di minacce, come siti web e blog sviluppati proprio a scopo di spamming, è saltato dai 30mila del primo trimestre del 2012 ai 45mila dei primi tre mesi del 2013 mentre diminuiscono, ma dopo un aumento del 50% nell’ultimo trimestre del 2012, i casi di URL phishing e domini associati. Mentre la maggior parte dello spam arriva da Stati Uniti, la Corea del Sud è al quarto posto nella top five dei paesi con il maggior tasso di crescita con un aumento di spam via email del 54%. Gli altri paesi che fanno parte della lista sono Bielorussia (+450%), Kazakistan (+150%), Ucraina (+58%) e Perù (+41%). 

La situazione in Asia

Il Giappone è al +420%, in cima alla classifica globale con il maggiore incremento nel numero di mittenti botnet. Ed è un altro paese asiatico, Hong Kong, ad essere tra i primi tre paesi a lanciare spam e phishing nei primi tre mesi del 2013 dietro Stati Uniti e Germania; ed è al secondo posto tra i paesi che ospitano gli URL incriminati, pieni di minacce phishing. All’interno dell’Asia, Hong Kong è il paese che ha ospitato il maggior numero di server “maligni”, seguito da Cina, Corea del Sud, Giappone e India. A livello globale, la zona Asia-Pacifico è dietro a Nord America, Europa e Medio Oriente in quanto a numero di località da cui originano server che ospitano contenuti dannosi.

L'articolo Lo spam su internet ha gli occhi a mandorla proviene da Data Manager Online.

]]>
Il WWF utilizzerà i droni di Google per fermare il bracconaggio in Asia e Africa https://www.datamanager.it/news/il-wwf-utilizzer-i-droni-di-google-fermare-il-bracconaggio-asia-e-africa-44168.html Fri, 08 Feb 2013 15:25:57 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/il-wwf-utilizzera-i-droni-di-google-per-fermare-il-bracconaggio-in-asia-e-africa/ Il WWF ha in cantiere l’utilizzo di droni senza pilota, forniti da Google, per fermare i bracconieri in alcune zone di Africa e Asia

L'articolo Il WWF utilizzerà i droni di Google per fermare il bracconaggio in Asia e Africa proviene da Data Manager Online.

]]>
Il WWF ha in cantiere l’utilizzo di droni senza pilota, forniti da Google, per fermare i bracconieri in alcune zone di Africa e Asia

I droni senza pilota potrebbero essere destinati a combattere un altro tipo di guerra, quella al bracconaggio. Il WWF, che ha stimato che basterebbe l’1% del suolo adibito al fotovoltaico per sostenere il fabbisogno energetico mondiale,  ha intenzione di utilizzare questa tecnologia per sorvegliare dal cielo i bracconieri che praticano le loro attività illegali in Africa e Asia. Il progetto sarà supportato dallo sforzo economico di Google, che ha trovato l’accordo con gli editori francesi. I droni sono già stati utilizzati per la difesa degli orangutan in Indonesia e presto entreranno in azione anche in Kenia.

Tutto pronto già nel 2013

Nelle prossime settimane sarà annunciato il nome del Paese africano o asiatico in cui sarà inviato il primo velivolo senza pilota già da quest’anno. Nel 2014 il progetto si estenderà ad altre zone afflitte dalla caccia di frodo. Oltre ai droni, è previsto per i prossimi tre anni l’utilizzo di una tecnologia mobile per controllare gli spostamenti degli animali forniti direttamente ai ranger che controllano la fauna. Allan Crawford, responsabile del WWF Google Technology Project ha spiegato: “Il modo interattivo in cui le tre tecnologie verranno utilizzate è senza precedenti”. Il progetto può “rappresentare la distribuzione strategica più efficace, in modo da costruire uno scudo tra gli animali e i bracconieri”.

Non è la prima volta che un operatore del web tende la mano agli animali. Ad esempio, grazie a una petizione su Facebook, l’orso trentino M13 è stato salvato dall’abbattimento.

L'articolo Il WWF utilizzerà i droni di Google per fermare il bracconaggio in Asia e Africa proviene da Data Manager Online.

]]>