Australia – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 04 Oct 2018 13:57:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Australia – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Gli USA avvertono l’Australia: “Non fidatevi del 5G di Huawei” https://www.datamanager.it/2018/03/gli-usa-avvertono-laustralia-non-fidatevi-del-5g-huawei/ Tue, 06 Mar 2018 19:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142842 Nelle recenti indagini di cybersecurity, Washington invita il paese amico a diffidare delle infrastrutture di rete della compagnia cinese Ora la questione si fa pesante. Dopo aver gentilmente invitato le telco americane a non inserire il Mate 10 Pro nei rispettivi cataloghi, gli USA gettano nuovi dubbi su Huawei. Questa volta a cadere nelle analisi […]

L'articolo Gli USA avvertono l’Australia: “Non fidatevi del 5G di Huawei” proviene da Data Manager Online.

]]>
Nelle recenti indagini di cybersecurity, Washington invita il paese amico a diffidare delle infrastrutture di rete della compagnia cinese

Ora la questione si fa pesante. Dopo aver gentilmente invitato le telco americane a non inserire il Mate 10 Pro nei rispettivi cataloghi, gli USA gettano nuovi dubbi su Huawei. Questa volta a cadere nelle analisi iper-protettive di Washington è la rete 5G che la multinazionale con sede in Cina vorrebbe realizzare in Australia. Il paese fa parte della coalizione dei Five Eyes, ovvero delle nazioni che, con gli USA, condividono indagini e strumenti di monitoraggio a scopo di sicurezza. Stando a un recente report dei federali, l’infrastruttura 5G di Huawei potrebbe rappresentare un pericolo per tutti i cittadini australiani, quando si connetteranno al nuovo standard con telefonini, tablet e computer.

Cosa succede

Il report conferma quanto spifferato da FBI e CIA le scorse settimane: per gli USA, Huawei è un braccio operativo di Pechino, che installa attrezzature di spionaggio in tutto il mondo, come fatto durante la costruzione della sede del quartier generale dell’Unione africana in Etiopia, realizzato con fondi cinesi e costantemente connesso a server in Oriente, da scoperta del 2017. Lasciare che Huawei piazzi i suoi strumenti in giro per l’Australia vorrebbe dire regalare al nemico una serie di dati e informazioni fondamentali per eventuali operazioni di cyber-sabotaggio. Eppure proprio Huawei è leader nella fornitura di network e canali di comunicazione, in quanto partner di compagnie attive un po’ ovunque, con interessi di business che vanno al di là delle probabili mire politiche di Pechino.

C’è da dire che l’Australia non ha un buon rapporto con la multinazionale di Shenzen. Nel 2012 aveva vietato all’azienda di costruire la rete nazionale a banda larga, convinta dalle indagini congiunte degli 007. Nonostante ciò, Huawei ha continuato a fare pressione per un ruolo nel mercato australiano e ha recentemente stipulato accordi con gli operatori Optus e Vodafone proprio per la diffusione della prima connessione 5G, entro il 2019.

L'articolo Gli USA avvertono l’Australia: “Non fidatevi del 5G di Huawei” proviene da Data Manager Online.

]]>
Tesla costruisce la batteria più grande al mondo https://www.datamanager.it/2017/11/tesla-costruisce-la-batteria-piu-grande-al-mondo/ Fri, 24 Nov 2017 14:34:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136166 Tesla ha costruito in Australia un impianto con batterie al litio che eliminerà il problema dei blackout La più grande sfida dell’era moderna è quella di trovare nuove fonti di energia e sistemi più efficienti per immagazzinarla. Elon Musk ha promesso di costruire in Australia la più grande batteria al litio al mondo ed è […]

L'articolo Tesla costruisce la batteria più grande al mondo proviene da Data Manager Online.

]]>
Tesla ha costruito in Australia un impianto con batterie al litio che eliminerà il problema dei blackout

La più grande sfida dell’era moderna è quella di trovare nuove fonti di energia e sistemi più efficienti per immagazzinarla. Elon Musk ha promesso di costruire in Australia la più grande batteria al litio al mondo ed è riuscito nella sua impresa entro i 100 giorni stabiliti. Il complesso posto nella parte meridionale del continente è basato sulla tecnologia Powerpack di Tesla ed è un’evoluzione dei sistemi domestici Powerwall. Il progetto è costato 50 milioni di dollari ed è stato finanziato con il supporto economico delle autorità australiane.

Powerpack ha una capacità di 100 megawatt di energia e trae alimento dall’impianto eolico di Hornsdale, che l’anno scorso ha lasciato al buio 30mila abitazioni. La soluzione sviluppata da Tesla, che ha svelato il suo autoarticolato elettrico Semi insieme alla supersportiva Roadster, assicura che un simile problema non si ripeterà in futuro. Powerpack ha già dimostrato di garantire costi di produzione e manutenzione inferiori rispetto agli impianti a carbone e centrali nucleari e ciò significa che Tesla potrebbe costruirne altri nel prossimo futuro non solo in Australia ma anche nel resto del mondo.

L'articolo Tesla costruisce la batteria più grande al mondo proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook vuole vederci nudi per combattere il revenge porn https://www.datamanager.it/2017/11/facebook-vuole-vederci-nudi-combattere-revenge-porn/ Thu, 09 Nov 2017 19:00:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134769 Facebook ha pensato di migliorare i suoi algoritmi per l’identificazione di contenuti legati al revenge porn chiedendo agli utenti di fornirgli foto di nudo Il revenge porn è una pratica che si è diffusa negli ultimi anni e consiste nel pubblicare online foto intime o di nudo dei propri ex partner per vendetta. Questo tipo […]

L'articolo Facebook vuole vederci nudi per combattere il revenge porn proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook ha pensato di migliorare i suoi algoritmi per l’identificazione di contenuti legati al revenge porn chiedendo agli utenti di fornirgli foto di nudo

Il revenge porn è una pratica che si è diffusa negli ultimi anni e consiste nel pubblicare online foto intime o di nudo dei propri ex partner per vendetta. Questo tipo di comportamento particolarmente disdicevole è diventato una vera e propria piaga tanto che diverse aziende che operano sul web come Google, Microsoft, Twitter e Facebook hanno realizzato appositi strumenti per combatterlo. Proprio quest’ultimo sta sperimentando un innovativo sistema di controllo mirato a prevenire la diffusione di questi contenuti più che sulla censura a posteriori in modo del tutto inedito.

Facebook ritiene che per bloccare alla nascita il revenge porn deve migliorare i suoi sistemi di riconoscimento dei contenuti ritratti nelle foto. Per questo ha chiesto agli utenti di fornire volontariamente scatti in cui non indossano i vestiti. Il sistema è attualmente sotto sperimentazione in Australia con il sostegno delle autorità locali. I partecipanti al test hanno dovuto compilare un questionario redatto dalla società di sicurezza online e-Safety e poi condividere su Messenger la propria foto con l’etichetta “immagine intima non consensuale”. Grazie a queste nuove informazioni ritiene sia possibile rendere più efficiente l’intelligenza artificiale e l’algoritmo di riconoscimento facciale integrato nei sistemi di controllo di Facebook, che in questi giorni ha rilasciato la versione Android di Bonfire. In questo modo sarà possibile identificare le foto di nudo che ci ritraggono e bloccarne per tempo la pubblicazione.

Se condividere immagini che possono crearci imbarazzo con il proprio partner è pericoloso, perché non dovrebbe essere lo stesso con Facebook? Inman Grant, numero uno di e-Safety, sottolinea che il social network non salverà gli scatti forniti dagli utenti nei suoi server ma le utilizzerà solamente l’impronta digitale. Nonostante le rassicurazioni del partner di Facebook i dubbi rimangono. La storia ci insegna che molto spesso anche i grandi colossi del web sono poco attenti quando si tratta di proteggere la privacy come ha dimostrato l’hacking di iCloud.

L'articolo Facebook vuole vederci nudi per combattere il revenge porn proviene da Data Manager Online.

]]>
Il governo australiano vuole le chat dei terroristi https://www.datamanager.it/2017/06/governo-australiano-vuole-le-chat-dei-terroristi/ Thu, 29 Jun 2017 18:00:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127734 Uno dei paesi dell’alleanza Five Eyes spinge per una legge che consenta alle forze dell’ordine di tradurre i messaggi protetti da crittografia come quelli su WhatsApp Si è tenuta a inizio settimana una riunione dei paesi appartenenti alla coalizione Five Eyes, resa famosa da Snowden e dai documenti che legano le attività della NSA con […]

L'articolo Il governo australiano vuole le chat dei terroristi proviene da Data Manager Online.

]]>
Uno dei paesi dell’alleanza Five Eyes spinge per una legge che consenta alle forze dell’ordine di tradurre i messaggi protetti da crittografia come quelli su WhatsApp

Si è tenuta a inizio settimana una riunione dei paesi appartenenti alla coalizione Five Eyes, resa famosa da Snowden e dai documenti che legano le attività della NSA con le agenzie dei singoli stati. Il tema del giorno è stato il terrorismo e le iniziative che possono aiutare a prevenire gli attacchi su larga scala. Secondo l’Australia, una di queste è rappresentato dalla possibilità di intercettare e tradurre i messaggi crittografati che i terroristi si scambiano su piattaforme d’uso comune, come WhastApp e Telegram. La mossa del governo di Canberra è la diretta conseguenza del diffuso stato di ansia che pervade i controllori a livello globale. L’escalation di attacchi in Occidente sta mettendo in seria discussione l’operato degli organi internazionali, soprattutto a livello di intelligence, dove il supporto della tecnologia può risultare fondamentale.

Cosa succede

Per questo le compagnie del tech sono spesso combattute tra il dover assicurare una certa privacy agli utenti e aiutare la lotta al terrorismo. La bilancia è molto sensibile e mantenere un equilibrio soddisfacente non è semplice. L’Australia non ha intenzione di proseguire sulla sua strada senza trovare un punto di incontro con chi sviluppa e gestisce i servizi di chat più famosi. “La nostra volontà e di cooperare con chi fornisce tali piattaforme, per assicurare una concreta assistenza sia alla polizia che agli utilizzatori. Non è chiaro in che modo si intenda raggiungere un obiettivo del genere ma intanto la proposta di decriptare i messaggi protetti, intercettati dagli agenti, è stata avanzata e presentata dal procuratore generale del paese George Brandis e dovrà ora essere discussa dalle controparti.

L'articolo Il governo australiano vuole le chat dei terroristi proviene da Data Manager Online.

]]>
eBay testa il primo negozio in realtà virtuale https://www.datamanager.it/2016/05/ebay-testa-primo-negozio-realta-virtuale/ Fri, 20 May 2016 09:59:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101912 eBay e Myer hanno aperto in Australia il primo negozio digitale accessibile tramite realtà virtuale Il campo di utilizzo della realtà virtuale può benissimo estendersi anche all’e-commerce. eBay sta testando in Australia il primo esempio di negozio virtuale fruibile tramite visore VR. La pagina, realizzata in collaborazione con la catena Myer, consente di visionare tutti […]

L'articolo eBay testa il primo negozio in realtà virtuale proviene da Data Manager Online.

]]>
eBay e Myer hanno aperto in Australia il primo negozio digitale accessibile tramite realtà virtuale

Il campo di utilizzo della realtà virtuale può benissimo estendersi anche all’e-commerce. eBay sta testando in Australia il primo esempio di negozio virtuale fruibile tramite visore VR. La pagina, realizzata in collaborazione con la catena Myer, consente di visionare tutti i prodotti in vendita e di “toccare con mano” le loro copie digitali. Basterà lo sguardo per selezionare gli articoli e procedere all’acquisto.

La piattaforma è disponibile come app per iOS e Android ed è compatibile con il visore Gear VR di Samsung e il dispositivo low cost Cardboard di Google, di cui eBay e Myer stanno distribuendo gratuitamente circa 20mila unità ai propri clienti. La realtà virtuale consente quindi di effettuare un acquisto più consapevole e di vedere i prodotti in modo molto simile a quello che avviene in un negozio fisico. Questa tecnologia ha però un limite. Per procedere al pagamento, l’utente dovrà togliersi il visore e ritornare sull’app di eBay per completare la transazione. Ritornando ai visori Cardboard, Big G ha confermato durante la Google I/O 2016 che investirà fortemente nella realtà virtuale e ha lanciato una piattaforma per sviluppatori per facilitare la creazione di contenuti fruibili in 3D.

[ot-video type=”youtube” url=”r5bZJHvPtvg”]

L'articolo eBay testa il primo negozio in realtà virtuale proviene da Data Manager Online.

]]>
La Cina accusata di hacking contro l’Australia https://www.datamanager.it/2015/12/la-cina-accusata-di-hacking-contro-laustralia/ Thu, 03 Dec 2015 19:00:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90240 Il governo australiano avrebbe riscontrato violazioni ai sistemi dell’Ufficio Nazionale di Meteorologia. Oggi la smentita Gli hacker cinesi contro le previsioni del meteo? A quanto pare si, visto che in Australia il governo è convinto che ci siano i cyber-criminali di Pechino dietro alcune violazioni ai server dell’Ufficio Nazionale di Meteorologia. Diverse fonti, tra cui […]

L'articolo La Cina accusata di hacking contro l’Australia proviene da Data Manager Online.

]]>
Il governo australiano avrebbe riscontrato violazioni ai sistemi dell’Ufficio Nazionale di Meteorologia. Oggi la smentita

Gli hacker cinesi contro le previsioni del meteo? A quanto pare si, visto che in Australia il governo è convinto che ci siano i cyber-criminali di Pechino dietro alcune violazioni ai server dell’Ufficio Nazionale di Meteorologia. Diverse fonti, tra cui l’autorevole ABC, hanno spiegato che il danno causato potrebbe richiedere interventi di messa in sicurezza per milioni di dollari, vista l’importanza dei supercomupter che forniscono informazioni critiche non solo al servizio meteo ma anche ad altre agenzie del paese, tra cui il Dipartimento di Difesa localizzato nella capitale Canberra.

Conferme e smentite

Il direttore esecutivo dell’Australian Strategic Policy Institute (ASPI) ha espresso il suo parere in merito all’origine degli attacchi: “Sappiamo con certezza grazie alle agenzie di Intelligence dietro tali attacchi ci siano le controparti ciensei. Le pratiche messe in atto per sabotare le strutture dell’Ufficio Metereologico sono le stesse usate in passato dagli hacker provenienti dalla Cina. La loro motivazione potrebbe essere commerciale o strategica, magari entrambe”. Dal governo cinese arrivano, come sempre, secche smentite: “Come detto in diverse occasioni, ci opponiamo a tutte le forme di cyber-attacchi – ha affermato il portavoce del ministro degli esteri Hua Chunying – siamo convinti che la cyber security debba basarsi sul rispetto reciproco. Invece illazioni del genere non sono per nulla costruttive”. Sulla stessa falsariga anche lo stesso governo di Canberra che non sembra essere per nulla d’accordo con quanto affermato, in maniera ufficiosa, da un portavoce del servizio meteo alla ABC. Oggi, lo stesso Ufficio Nazionale di Meteorologia ha negato eventuali problemi ai server, spiegando come al momento tutte le infrastrutture siano funzionali e prive di debolezze o falle di sicurezza. Un mistero che a questo punto si infittisce sempre più.

L'articolo La Cina accusata di hacking contro l’Australia proviene da Data Manager Online.

]]>
Surriscaldamento globale: Australia la più a rischio https://www.datamanager.it/2015/01/surriscaldamento-globale-australia-rischio/ Tue, 27 Jan 2015 17:59:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68529 Secondo gli scienziati, l’Australia sarà la nazione che subirà maggiormente gli effetti del surriscaldamento globale: piogge intense, incendi e innalzamento dei mari Nonostante gli sforzi per ridurre la temperatura media del nostro pianeta, la battaglia contro il surriscaldamento globale è ancora lontana dall’essere vinta. Secondo uno studio del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) e […]

L'articolo Surriscaldamento globale: Australia la più a rischio proviene da Data Manager Online.

]]>
Secondo gli scienziati, l’Australia sarà la nazione che subirà maggiormente gli effetti del surriscaldamento globale: piogge intense, incendi e innalzamento dei mari

Nonostante gli sforzi per ridurre la temperatura media del nostro pianeta, la battaglia contro il surriscaldamento globale è ancora lontana dall’essere vinta. Secondo uno studio del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) e del Bureau of Meteorology, l’Australia sarà la nazione che patirà maggiormente gli effetti dei cambiamenti climatici. Gli esperti ritengono che dopo il 2090 la temperatura media dell’isola continente aumenterà di 5,1 gradi, molto di più rispetto agli altri Paesi. Già adesso i Koala stanno lentamente sparendo a causa del caldo record.

Surriscaldamento globale: incendi, piogge violente e innalzamento dei mari

“L’Australia si riscalderà più velocemente rispetto al resto del mondo. – ha spiegato Kevin Hennessy, esperto del CSIRO – Il riscaldamento da 4 a 5 gradi avrà un effetto molto significativo: aumento drastico delle temperature, meno neve, precipitazioni più intense, più incendi e un rapido innalzamento del livello del mare”. Le acque attorno all’Australia si scalderanno dai 2 ai 4 gradi. L’anidride carbonica assorbita dagli oceani li renderà molto più acidi con gravi danni per la barriera corallina, che pare possa comunque “rinfrescarsi” grazie ad uno stratagemma chimico.

Anche nelle altre nazioni la situazione non è certo migliore. Secondo gli esperti del clima lo scioglimento del Polo Sud è ormai irreversibile e circa 720 patrimoni dell’Unesco sono in pericolo.

L'articolo Surriscaldamento globale: Australia la più a rischio proviene da Data Manager Online.

]]>
Grand Theft Auto V bandito dall’Australia https://www.datamanager.it/2014/12/grand-theft-auto-v-bandito-dallaustralia/ Thu, 04 Dec 2014 18:29:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66235 Grand Theft Auto V (GTA V) è stato messo al bando in oltre 300 catene di distribuzione australiane perché troppo violento Grand Theft Auto V, il videogioco distribuito dalla software house Rockstar, ritorna nell’occhio del ciclone. Dopo essere stato accusato dall’attrice Lindsay Lohan di aver sfruttato la sua immagine senza consenso, GTA V è stato […]

L'articolo Grand Theft Auto V bandito dall’Australia proviene da Data Manager Online.

]]>
Grand Theft Auto V (GTA V) è stato messo al bando in oltre 300 catene di distribuzione australiane perché troppo violento

Grand Theft Auto V, il videogioco distribuito dalla software house Rockstar, ritorna nell’occhio del ciclone. Dopo essere stato accusato dall’attrice Lindsay Lohan di aver sfruttato la sua immagine senza consenso, GTA V è stato nuovamente chiamato in causa per la troppa violenza che propone ai giocatori, cosa che lo ha costretto ad apporre il bollino “vietato ai minori di 18 anni”. Nel videogioco con incassi da record si avanza nella storia attraverso furti, rapine e omicidi e la cosa non è piaciuta a un discreto numero di donne australiane.

In Australia le grandi catene tolgono Grand Theft Auto V dagli scaffali

Target e Kmart, due grandi catene di distribuzione australiane appartenenti a uno stesso gruppo, hanno deciso di eliminare dai propri scaffali Grand Theft Auto V dopo che è stata loro presentata una petizione con 40mila aderenti che chiedeva il bando del gioco nel Paese. GTA viene considerato “ripugnante” e viene accusato di educare “ancora una volta le nuove generazioni a tollerare la violenza contro le donne” e di “incoraggiare l’epidemia di violenza subita da tante ragazze e donne in Australia e nel resto del mondo”.

Grand Theft Auto sparirà quindi da oltre 300 magazzini in Australia e Nuova Zelanda. GTA, sottolinea il gruppo in una nota, è stato messo al bando per riflettere “l’opinione della maggioranza della nostra clientela” e “dopo aver esaminato in modo esaustivo il suo contenuto”. Altri titoli vietati ai minori di 18 anni continueranno invece a essere venduti.

L'articolo Grand Theft Auto V bandito dall’Australia proviene da Data Manager Online.

]]>
I social network distraggono i giovani dai vizi come l’alcol https://www.datamanager.it/news/i-social-network-distraggono-i-giovani-dai-vizi-come-lalcol-55462.html Thu, 10 Apr 2014 17:00:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/i-social-network-distraggono-i-giovani-dai-vizi-come-lalcol/ In Australia i social network potrebbero aver contribuito a ridurre i casi di alcolismo fra i teenager Spesso il giudizio verso i social network è piuttosto negativo. Questa piattaforme sono accusate di rovinare i rapporti di coppia, creare gelosie, diminuire l’autostima o accrescerla a dismisura e creare dipendenza. Un recente studio sembra però avere trovato […]

L'articolo I social network distraggono i giovani dai vizi come l’alcol proviene da Data Manager Online.

]]>
In Australia i social network potrebbero aver contribuito a ridurre i casi di alcolismo fra i teenager

Spesso il giudizio verso i social network è piuttosto negativo. Questa piattaforme sono accusate di rovinare i rapporti di coppia, creare gelosie, diminuire l’autostima o accrescerla a dismisura e creare dipendenza. Un recente studio sembra però avere trovato un effetto benefico prodotto da servizi come Twitter e Facebook.

I social allontanano i giovani dall’alcol

In Australia, come nella maggior parte dei Paesi anglofoni, il problema dell’alcol è molto sentito, in particolare a livello giovanile. L’Università del Nuovo Galles del Sud ha scoperto che i social network potrebbero aver contribuito alla diminuzione dei casi di alcolismo fra i teenager. Nel 2013 il 50% dei ragazzi australiani tra i 14 e i 17 anni ha rinunciato all’alcol, contro il 33% del 2001. “Andare online è un’attività che si impossessa dello spazio prima occupato dal bere e dai party”, ha dichiarato il responsabile dello studio Michael Livingston. 

Oltre all’intensa vita digitale, a contribuire alla diminuzione del fenomeno sarebbe stata anche una maggiore consapevolezza dei rischi legati all’alcol e l’immigrazione da Paesi con culture meno amanti della bottiglia. Rimane il fatto che in media un ragazzo australiano over 15 ha consumato 9,8 litri di alcol all’anno.

L'articolo I social network distraggono i giovani dai vizi come l’alcol proviene da Data Manager Online.

]]>
Google Glass: in Australia vietato registrare senza permesso https://www.datamanager.it/news/google-glass-australia-vietato-registrare-senza-permesso-55216.html Wed, 02 Apr 2014 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/google-glass-in-australia-vietato-registrare-senza-permesso/ Potrebbe diventare presto legge il divieto di registrare in pubblico con gli occhialini di Google in Australia grazie ad un'estensione delle policy sulla privacy

L'articolo Google Glass: in Australia vietato registrare senza permesso proviene da Data Manager Online.

]]>
Potrebbe diventare presto legge il divieto di registrare in pubblico con gli occhialini di Google in Australia grazie ad un’estensione delle policy sulla privacy

Il futuro dei Google Glass è stato sin da subito difficile. Gadget rivoluzionario, che permette di essere sempre connessi in rete ma che porta con sè evidenti problemi di privacy. La possibilità di catturare foto, video e audio semplicemente con un comando fa paura a molti e ha scatenato l’interesse dei governi nazionali, decisi a proteggere la privacy dei cittadini, profondamente a rischio in questi anni. Molti potranno dire che il problema si era posto anche con smartphone e tablet (e da prima con macchine fotografiche e videocamere casalinghe), ma qui la possibilità di registrare senza farsi accorgere, in modalità 007, è un qualcosa mai visto prima.

Stop senza permesso

E’ per questo che le autorità australiane vorrebbero applicare un divieto di registrazione con i Google Glass, in assenza di un dovuto permesso. Lo scorso lunedì il governo ha discusso alla Australian Law Reform Commission (ALRC) per mettere in discussione l’utilizzo degli occhialini, con l’obiettivo di aggiornare le regole esistenti per l’era digitale, includendo all’interno anche l’utilizzo dei Google Glass. Attualmente la legge australiana restringe già l’utilizzo di device che permettono di ascoltare, tracciare e monitorare gli invidui, punendo chiunque tracci una persona e le sue attività telematiche. 

L'articolo Google Glass: in Australia vietato registrare senza permesso proviene da Data Manager Online.

]]>