avatar – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 28 May 2021 12:21:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png avatar – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sistem-Evo apre il primo casting per diventare Avatar: vuoi essere tu? https://www.datamanager.it/2021/05/sistem-evo-apre-il-primo-casting-per-diventare-avatar-vuoi-essere-tu/ Fri, 28 May 2021 12:21:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210249 Sistem-Evo cerca volti per Avatar ID fotorealistici intelligenti, invia la tua candidatura e vedi realizzato un avatar con le tue sembianze Sistem-Evo S.r.l., innovativa start up italiana operante nel settore dell’Intelligenza Artificiale e del Digital Marketing, con il suo progetto Avatar ID persegue l’obiettivo di rendere accessibile a tutti il mondo degli Avatar intelligenti e, […]

L'articolo Sistem-Evo apre il primo casting per diventare Avatar: vuoi essere tu? proviene da Data Manager Online.

]]>
Sistem-Evo cerca volti per Avatar ID fotorealistici intelligenti, invia la tua candidatura e vedi realizzato un avatar con le tue sembianze

Sistem-Evo S.r.l., innovativa start up italiana operante nel settore dell’Intelligenza Artificiale e del Digital Marketing, con il suo progetto Avatar ID persegue l’obiettivo di rendere accessibile a tutti il mondo degli Avatar intelligenti e, per ampliare la gamma di fisionomie disponibili, ricerca modelli di ispirazione.

Le candidature sono aperte a tutti, ambosessi dai 18 ai 50 anni con ottima padronanza della lingua italiana e/o inglese, e sono indirizzate a selezionare persone con le caratteristiche fisiche più disparate che diventino le basi per realizzare Avatar fotorealistici.

Ogni candidato potrà inviare i propri dati, e un breve video di presentazione, dalla pagina https://landing.eeve.ai/casting-avatar-id/ e, se selezionato/a, verrà convocato/a presso gli uffici di Sistem-Evo di Milano dove verrà ripreso/a a mezzo busto in modalità statica mentre legge un testo fornito e sarà ricompensato/a con un gettone di presenza.

Gli Avatar realizzati sulla base dei volti dei candidati entreranno a far parte di Avatar ID, la prima piattaforma che crea istantaneamente Avatar fotorealistici intelligenti e che, grazie all’integrazione con la tecnologia di Intelligenza Artificiale eeve.ai, diventano interattivi e dialogano con gli utenti, che potranno richiedere informazioni, documenti, prenotare appuntamenti o effettuare acquisti. Ogni Avatar brandizzato con filigrana Avatar ID potrà essere integrato all’interno di siti, app, e-commerce e piattaforme di e-learning con lo scopo di promuovere beni o servizi dei clienti.

Con il progetto Avatar ID Sistem-Evo fa un ulteriore passo avanti verso il proprio obiettivo di “democratizzazione dell’AI”, ovvero “l’Intelligenza Artificiale alla portata di tutti”, filosofia fondante dell’azienda di Pordenone che, pioniera nel settore dell’AI in Italia, attraverso un potente processo di ingegnerizzazione e scalabilità tecnologica di Eeve.ai, l’AI di sviluppo proprietario e di ispirazione quantistica, mira, ora anche attraverso gli Avatar, a renderla semplice, fruibile e accessibile a tutti.

L'articolo Sistem-Evo apre il primo casting per diventare Avatar: vuoi essere tu? proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook permetterà di realizzare il proprio avatar https://www.datamanager.it/2018/05/facebook-permettera-di-realizzare-il-proprio-avatar/ Tue, 08 May 2018 17:30:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147176 Facebook sta lavorando ad una nuova funzione che permette di realizzare una propria copia digitale con cui personalizzare le conversazioni e i commenti Facebook ha copiato Snapchat sotto molti aspetti. Basta pensare alle Storie, che ha introdotto in tutte le sue piattaforme di proprietà (Instagram e WhatsApp), o alla versione Lite pensata per gli utenti […]

L'articolo Facebook permetterà di realizzare il proprio avatar proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook sta lavorando ad una nuova funzione che permette di realizzare una propria copia digitale con cui personalizzare le conversazioni e i commenti

Facebook ha copiato Snapchat sotto molti aspetti. Basta pensare alle Storie, che ha introdotto in tutte le sue piattaforme di proprietà (Instagram e WhatsApp), o alla versione Lite pensata per gli utenti di quei Paesi in cui la connessione Internet è lenta o altalenante. Il social network sta lavorando ad una nuova funzione e anche in questo caso ha preso ispirazione dalla rivale app di messaggistica, il cui bilancio nell’ultimo trimestre è stato decisamente negativo. Secondo quanto afferma TechCrunch, che ha analizzato il codice della versione per Android del social network, Facebook sta sviluppando una funzione che consente di realizzare un proprio avatar, ovvero un alter ego digitale. Questo potrà poi essere condiviso come se fosse un adesivo in Messenger o all’interno dei commenti ai post. Un tool molto simile chiamato Bitmoji è già disponibile su Snapchat.

Facebook, che sta testando la reazione degli utenti in merito ad una versione a pagamento del suo servizio, ha confermato di lavorare a questo progetto. L’utente potrà costruire il proprio avatar scegliendo tra varie opzioni per il colore della pelle, il taglio dei capelli e le caratteristiche del volto. Al momento ci sono però alcuni aspetti che rimangono oscuri. Ad esempio, non è chiaro se si potrà costruire la propria copia digitale partendo da zero o selezionando una base messa a disposizione preventivamente dall’azienda di Menlo Park. Facebook, che in futuro introdurrà una funzione per il dating online, potrebbe anche decidere di sfruttare l’intelligenza artificiale e il sistema di riconoscimento facciale per facilitare la realizzazione dell’avatar ma lo scandalo Cambridge Analytica potrebbe farlo desistere. Stando alle informazioni in mano a TechCrunch, la nuova funzione non dovrebbe arrivare nel breve periodo in quanto il suo sviluppo è ancora nelle fasi iniziali.

L'articolo Facebook permetterà di realizzare il proprio avatar proviene da Data Manager Online.

]]>
Con Loom.ai il selfie diventa 3D https://www.datamanager.it/2016/12/loom-ai-selfie-diventa-3d/ Thu, 15 Dec 2016 15:22:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115759 Se il futuro guarda ai mondi virtuali allora serve un avatr che ci assomigli davvero. Ecco la soluzione Non si fa altro che parlare di realtà virtuale, mondi digitali, spostamento dell’intrattenimento e dell’infotainment sul VR. Tutto vero, tutto plausibile ma se avete provato, anche una sola volta, a comunicare con qualcuno in una delle community […]

L'articolo Con Loom.ai il selfie diventa 3D proviene da Data Manager Online.

]]>
Se il futuro guarda ai mondi virtuali allora serve un avatr che ci assomigli davvero. Ecco la soluzione

Non si fa altro che parlare di realtà virtuale, mondi digitali, spostamento dell’intrattenimento e dell’infotainment sul VR. Tutto vero, tutto plausibile ma se avete provato, anche una sola volta, a comunicare con qualcuno in una delle community attualmente esistenti vi sarete accorti dell’estrema standardizzazione degli avatar. Personalizzare la propria presenza online è il punto centrale di qualsiasi esperienza connessa. Pensiamo a Facebook o a quello che era MySpace o Second Life. Oltre all’esserci, era (ed è) importante presentarsi nel modo più unico possibile, per non rischiare di essere confusi con la massa. Beh, Loom.ai intende proprio evitare un rischio del genere, in ottica VR.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=sfvVTxBj9QA”]

Come funziona

Grazie a oltre 1 milione di dollari ricevuti in fondi, la startup di San Francisco è riuscita a finalizzare una piattaforma che converte in automatico selfie in avatar tridimensionali, da usare per gli scopi più vari. La tecnologia su cui si basa usa una sorta di intelligenza artificiale che riesce a estrapolare elementi 3D da un’immagine 2D, come quelle scattate con il cellulare. “Vogliamo rendere concreta la comunicazione virtuale – ha spiegato il CEO Mahesh Ramasubramanian – tutto comincia con una singola foto che si trasforma in qualcosa di molto più espressivo”. Mahesh ha fondato Loom.ai all’inizio del 2016 e ha un passato come supervisore degli effetti della DreamWorks Animation, lavorando su progetti quali Madagascar 3 e Bhat. Ma non solo: ha preso parte anche al sistema di cattura facciale della LucasFilm, che ha reso possibile realizzare capolavori del cinema digitale come Pirati dei Caraibi, The Avengers e Tartarughe Ninja. Per provare il servizio bisogna pre-registrarsi qui.

L'articolo Con Loom.ai il selfie diventa 3D proviene da Data Manager Online.

]]>
Chatbot: così Baidu sostituisce (quasi) il dottore https://www.datamanager.it/2016/10/chatbot-cosi-baidu-sostituisce-quasi-dottore/ Wed, 12 Oct 2016 08:36:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111100 Baidu ha lanciato un avatar che raccoglie in automatico le informazioni dei pazienti. Non potrà consigliare cure, almeno per ora Si chiama Melody ed è il primo chatbot realizzato da Baidu, il famoso motore di ricerca cinese. Il Google d’Oriente ha annunciato l’arrivo dell’avatar che si pone l’obiettivo di supportare il lavoro dei dottori, interfacciandosi […]

L'articolo Chatbot: così Baidu sostituisce (quasi) il dottore proviene da Data Manager Online.

]]>
Baidu ha lanciato un avatar che raccoglie in automatico le informazioni dei pazienti. Non potrà consigliare cure, almeno per ora

Si chiama Melody ed è il primo chatbot realizzato da Baidu, il famoso motore di ricerca cinese. Il Google d’Oriente ha annunciato l’arrivo dell’avatar che si pone l’obiettivo di supportare il lavoro dei dottori, interfacciandosi con pazienti che chiedono informazioni via internet. Gli utenti in Cina con l’applicazione Baidu Doctor per iOS e Android, potranno sperimentare i servigi dell’assistente virtuale, che raccoglie in automatico le informazioni necessarie da passare al dottore vero e proprio, che potrà formulare una diagnosi verosimile, basata sui dati ottenuti online.

Come funziona

Nell’ottica di Baidu, l’utilità di un software come Melody, potenziato dall’Intelligenza Artificiale, è quella di ottimizzare la comunicazione tra medici e utenti, lasciando che l’avatar svolga le procedure più “noiose”, quelle cioè in cui si spiegano i sintomi avvertiti, le possibili cause e le evidenti conseguenze. In pratica, collegandosi con la piattaforma, Melody formula delle domande semplici al navigatore, ad esempio “quanti anni ha il paziente” oppure “che tipo di reazione sta avvertendo”. La risposta, sia formulata liberamente che selezionata tra diverse opzioni, viene analizzata e memorizzata dal programma, che poi crea una cartella clinica sul momento. A quel punto passa tutto al medico che, nel più breve tempo possibile, contatta il paziente o lascia farlo direttamente a Melody, soprattutto nel caso di situazioni non urgenti, per le quali è anche possibile ricevere un’assistenza da remoto, così da velocizzare il tutto.

L’esperimento di Baidu è certamente interessante perché apre nuovi spiragli comunicativi tra l’uomo e la macchina. Il rischio, come spesso accade, è di ridurre sempre più il contatto tra gli uomini, preferendo le scorciatoie della tecnologia alle prassi abituali, seppur noiose. Considerando poi che Melody è potenziata da un algoritmo di machine learning, non ci vorrà molto per farle imparare le basi della medicina e renderla efficiente come un dottore vero. Da Baidu non lo dicono, ma a quel punto non le sarà precluso nulla, neppure formulare diagnosi e suggerire terapie in maniera indipendente.

L'articolo Chatbot: così Baidu sostituisce (quasi) il dottore proviene da Data Manager Online.

]]>
Depressione, come uscirne grazie a un avatar https://www.datamanager.it/2016/02/depressione-uscirne-grazie-un-avatar/ Tue, 16 Feb 2016 14:16:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=94706 L’University College di Londra ha sviluppato una nuova terapia virtuale per sconfiggere la depressione, basata su un avatar La realtà virtuale può salvare una persona dal tunnel della depressione, una malattia che l’uomo moderno ha ereditato dai geni dell’uomo di Neanderthal? La risposta è affermativa e arriva da uno studio su 15 pazienti pubblicato sulla rivista […]

L'articolo Depressione, come uscirne grazie a un avatar proviene da Data Manager Online.

]]>
L’University College di Londra ha sviluppato una nuova terapia virtuale per sconfiggere la depressione, basata su un avatar

La realtà virtuale può salvare una persona dal tunnel della depressione, una malattia che l’uomo moderno ha ereditato dai geni dell’uomo di Neanderthal? La risposta è affermativa e arriva da uno studio su 15 pazienti pubblicato sulla rivista British Journal of Psychiatry Open. Si tratta di una terapia virtuale, che consiste nell’indossare delle cuffie e una specie di occhiale dotato di schermo in cui appare un avatar di dimensioni reali, una sorta di alter ego in cui il paziente può ritrovare se stesso.

Immedesimarsi nell’avatar per guarire

In questo modo la persona che soffre di depressione arriva a immedesimarsi nell’avatar, in un processo che si svolge in due tempi. Prima il paziente impara gradualmente a non essere ipercritico nei confronti di se stesso e a volersi più bene, poi nello schermo viene introdotto un nuovo personaggio: un bambino in lacrime.  Al paziente viene chiesto di guidare l’avatar perché consoli il piccolo. Così l’immedesimazione si trasferisce dall’avatar al bambino, che viene consolato e quindi torna progressivamente a sentirsi meglio.

La prima fase è stata condotta su un gruppo di volontari sani, che hanno testato gli effetti di questa terapia con sessioni immersive. La seconda fase ha invece coinvolto 15 paziente depressi, di età compresa tra i 23 e i 61 anni. Si tratta di una sperimentazione importante, che potrebbe aprire la strada a un nuovo rivoluzionario percorso terapeutico per una malattia che costa 4 miliardi all’anno e che viene riconosciuta e curata solo da un italiano su tre.

L'articolo Depressione, come uscirne grazie a un avatar proviene da Data Manager Online.

]]>
Robot in corsia a Milano, quando il medico diventa un avatar https://www.datamanager.it/2015/09/robot-in-corsia-a-milano-quando-il-medico-diventa-un-avatar/ Thu, 24 Sep 2015 07:56:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84284 Ha debuttato ieri al Policlinico San Donato l’alter ego robotico del medico, chiamato Rp-Vita Arrivato per la prima volta in Italia da Santa Barbara, in California, il medico virtuale (Rp-Vita sta per “Remote Presence Virtual”), fa il suo ingresso in corsia di un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico alle porte di Milano […]

L'articolo Robot in corsia a Milano, quando il medico diventa un avatar proviene da Data Manager Online.

]]>
Ha debuttato ieri al Policlinico San Donato l’alter ego robotico del medico, chiamato Rp-Vita

Arrivato per la prima volta in Italia da Santa Barbara, in California, il medico virtuale (Rp-Vita sta per “Remote Presence Virtual”), fa il suo ingresso in corsia di un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico alle porte di Milano specializzato in malattie cardiovascolari. Quella del medico avatar è una soluzione dal sapore fantascientifico, che però negli Stati Uniti è già da tempo divenuta realtà, tanto che i robot medici al lavoro sono già 1200.

Come una visita normale

Le indicazioni su cosa fare e dove andare arrivano al medico tramite la tastiera dell’iPad e una volta raggiunta la stanza giusta dove è ricoverato il paziente, l’interazione si svolge come se fosse una visita normale, con le consuete domande di rito sulla salute e la prescrizione di eventuali esami , che saranno tutti eseguiti con l’aiuto del robot.
Se c’è necessità di controllare la dilatazione delle pupille, che è un parametro importante nei postumi di ictus, il robot attiva la telecamera dotata di zoom ottico che permette un’analisi anche a chilometri di distanza.
L’elettrocardiogramma viene inquadrato e ingrandito per essere commentato in diretta. Naturalmente non può mancare l’uscita video di un ecografo e di una sonda per l’endoscopia, esami teleguidati dal medico. Rp-Vita è anche dotato di uno stetoscopio, come una sorta di braccio, che consente di auscultare il cuore e i polmoni. In Italia un precedente è BrainHuRo, un avatar robotico al servizio di pazienti tetraplegici, mentre a Londra sono stati sperimentati degli avatar sia per curare pazienti schizofrenici che per aiutare le persone depresse.

Un’estensione delle capacità umane

Alto un metro e 70 e con un costo che oscilla tra i 100 e i 180 mila euro l’anno (a noleggio), l’avatar del medico è stato introdotto al Policlinico San Donato che ne ha voluti due. Il dottor Carlo Pappone, conosciuto anche come l’elettricista del cuore, ha presentato la novità in occasione dell’inaugurazione del suo nuovo reparto di Elettrofisiologia.

«Il robot non sostituisce il dottore, ma rappresenta un’estensione delle capacità umane che hanno un limite oggettivo: non si può essere in due posti diversi nello stesso momento — spiega Pappone, autore di una recentissima scoperta sulla cura per la sindrome di Brugada, causa di morte improvvisa anche tra i giovani, spesso sportivi —. Il mio avatar mi consente di mantenere i rapporti con i pazienti e collaboratori anche da lontano oppure mi permette di entrare nella stanza di un paziente di notte con il medico di guardia».

Gabriella Pravettoni, docente della Statale e promotrice del primo patto tra medico e paziente sull’umanizzazione delle cure allo Ieo, fa una riflessione proprio riguardo al rischio che la medicina perda di umanità con l’introduzione dei medici robot:

«Non bisogna pensare che l’innovazione tecnologica tolga sostanza al rapporto tra medico e paziente. La tecnologia dev’essere un aiuto per dare una risposta ancora più personalizzata ai bisogni di ciascuno».

L'articolo Robot in corsia a Milano, quando il medico diventa un avatar proviene da Data Manager Online.

]]>
BrainHuRo, un avatar robotico al servizio di pazienti tetraplegici https://www.datamanager.it/2015/05/brainhuro-un-avatar-robotico-al-servizio-di-pazienti-tetraplegici/ Mon, 18 May 2015 08:30:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74942 La possibilità di avere un proprio avatar non è più solo appannaggio dei film di fantascienza come Avatar o Pacific Rim. In Toscana, un gruppo di aziende ed Università ha realizzato un robot umanoide controllato dal pensiero. Il progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana, ha visto la collaborazione di diverse realtà scientifiche e aziendali tra cui […]

L'articolo BrainHuRo, un avatar robotico al servizio di pazienti tetraplegici proviene da Data Manager Online.

]]>
La possibilità di avere un proprio avatar non è più solo appannaggio dei film di fantascienza come Avatar o Pacific Rim. In Toscana, un gruppo di aziende ed Università ha realizzato un robot umanoide controllato dal pensiero.

Il progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana, ha visto la collaborazione di diverse realtà scientifiche e aziendali tra cui LIQUIDWEB (ideatrice di BRAINCONTROL, cuore del sistema BCI del progetto), capofila del partenariato, Humanot, Massimi sistemi, Micromecc e l’Università degli studi di Siena.

L’obiettivo in questo caso non è conquistare un nuovo mondo ma riacquistare un’indipendenza comunicativa e motoria di cui si è stati privati. Un robot umanoide potrà infatti essere di aiuto a chi è affetto da patologie come tetraplegia, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), Sclerosi Multipla, e distrofie muscolari di varia natura nello svolgimento di  gesti quotidiani come andare “virtualmente” in giro per casa, osservare il tramonto dalla finestra o interagire con i propri cari.

Il software che permette all’utente di interfacciarsi con il proprio avatar è BRAINCONTROL (basato sulla tecnologia brain-computer interface), una sorta di joystick mentale che consente il controllo del computer tramite il pensiero. Ad oggi è disponibile in commercio il comunicatore (Braincontol v1.0) certificato come dispositivo CE medicale di classe I. Esso include un frasario e un selettore sì/no. Tale soluzione riempie un vuoto tecnologico per pazienti che hanno abilità cognitive intatte, ma che non sono in grado di muoversi e comunicare neppure con l’ausilio di altre tecnologie assistive (es. eye-tracking), stadio chiamato “locked-in”.

Braincontrol v1.0 rappresenta il primo step di un percorso più ampio che ha l’obiettivo finale di far superare disabilità non solo comunicative, come testimonia il risultato appena raggiunto con BrainHuRo.

L'articolo BrainHuRo, un avatar robotico al servizio di pazienti tetraplegici proviene da Data Manager Online.

]]>
Un avatar per curare la depressione https://www.datamanager.it/2014/11/avatar-per-curare-depressione/ Fri, 14 Nov 2014 18:29:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65015 L’University College di Londra ha creato un avatar che aiuta le persone depresse a essere meno esigente con se stesse attraverso il dialogo A volte uscire dall’abisso della depressione può essere davvero complicato. I ricercatori dell’University College di Londra e dell’Universitat de Barcelona e University of Derby hanno quindi ideato una soluzione hitech per insegnare l’autostima […]

L'articolo Un avatar per curare la depressione proviene da Data Manager Online.

]]>
L’University College di Londra ha creato un avatar che aiuta le persone depresse a essere meno esigente con se stesse attraverso il dialogo

A volte uscire dall’abisso della depressione può essere davvero complicato. I ricercatori dell’University College di Londra e dell’Universitat de Barcelona e University of Derby hanno quindi ideato una soluzione hitech per insegnare l’autostima alle persone che soffrono di questo disturbo, che spesso viene diagnosticata con colpevole ritardo. Gli esperti hanno infatti creato un avatar che aiuta a combattere l’eccessiva autocritica.

Un avatar per stare ben con se stessi attraverso il dialogo

L’avatar ha la funzione di ridurre la tendenza all’ipercriticismo verso se stessi, una delle cause principali della depressione, attraverso un rapporto alternativo rispetto al faccia a faccia con lo psicologo. Gli esperti hanno sperimentato questa tecnologia immersiva su 43 donne attraverso due tipi di avatar: uno che rappresentava un adulto e l’altro un bambino. Le partecipanti attraverso i visori 3D Oculus Rift, la cui fase beta continuerà probabilmente per i prossimi 10 anni, hanno potuto interagire con i personaggi digitali e in poche sedute hanno imparato ad essere meno esigenti con se stesse.

L’uso di un avatar a scopo terapeutico non è un’idea nuova. Personificazioni digitali sono stati utilizzati per aiutare a perdere peso pazienti in sovrappeso e per la cura della schizofrenia e altri disturbi mentali.

L'articolo Un avatar per curare la depressione proviene da Data Manager Online.

]]>
Caccia ai pedofili: migliaia di segnalazioni grazie a Sweetie, bambina virtuale https://www.datamanager.it/2014/10/caccia-pedofili-migliaia-segnalazioni-grazie-sweetie-bambina-virtuale/ Wed, 22 Oct 2014 09:46:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63437 Si chiama Sweetie, la bambina virtuale filippina che ogni sera entra in chat per dare la caccia ai pedofili: in migliaia, contro i quali l’avatar ha raccolto prove inoppugnabili, hanno già ceduto alla tentazione “Ciao, eccomi, sono qui”. Con queste semplici parole e con un sorriso dolce come il suo nome, modi innocenti e calmi, […]

L'articolo Caccia ai pedofili: migliaia di segnalazioni grazie a Sweetie, bambina virtuale proviene da Data Manager Online.

]]>
Si chiama Sweetie, la bambina virtuale filippina che ogni sera entra in chat per dare la caccia ai pedofili: in migliaia, contro i quali l’avatar ha raccolto prove inoppugnabili, hanno già ceduto alla tentazione

“Ciao, eccomi, sono qui”. Con queste semplici parole e con un sorriso dolce come il suo nome, modi innocenti e calmi, la bimba di 10 anni creata al computer entra in contatto con le sue vittime, ignare del fatto che da predatori si stanno trasformando in preda: Sweetie li cerca da mesi, raccogliendo prove e tracciando profili, come una vera professionista.

E di lavoro da fare ce n’è parecchio, basti pensare che secondo le segnalazioni dell’Fbi sono settecentocinquantamila le persone adulte che ogni giorno sono in cerca di bambini o bambine da adescare via Internet per scopi sessuali.

E’ sufficiente credere che sia reale

La caccia di Sweetie ha già prodotto risultati sorprendenti: in dieci settimane sono quasi un migliaio i pedofili finiti nella sua rete e a Brisbane, in Australia, la bambina è riuscita a portarne uno in tribunale. Si tratta di Scott Robert Hansen, condannato a due anni per aver spinto una minore a compiere atti sessuali. Il fatto che la bambina in questione non sia reale, non è stato un attenuante per il giudice, che nella sentenza scrive: “È irrilevante che la bambina non sia reale perché se credi che lo sia è abbastanza “. L’illusione della realtà è sufficiente: ecco come grazie al virtuale si potrebbe vincere un problema concreto e fin troppo reale anche nel nostro Paese, quello della pedofilia.
Le persone che Sweetie ha smascherato vivono sparse in 36, di cui 22 in Italia e 110 in Gran Bretagna.

Conversazioni da incubo

Sweetie deve la sua attività al difficile lavoro dei ricercatori di Terre des hommes Olanda, che per dieci settimane si sono alternati alla consolle, rispondendo alle richieste di sesso di uomini adulti e ottenendo da loro dati personali e prove concrete. “Senza violare i loro computer, senza nessun trucco. Semplicemente accantonando i materiali che via via inviavano volontariamente, su invito della nostra bambina in tre dimensioni”, racconta uno degli operatori. Desidera restare anonimo, illustra nei dettagli il meccanismo e si congeda così: “È molto difficile dormire la notte dopo aver sostenuto conversazioni come quelle che ci toccano ogni giorno. Sono perseguitato dagli incubi”.

L'articolo Caccia ai pedofili: migliaia di segnalazioni grazie a Sweetie, bambina virtuale proviene da Data Manager Online.

]]>
In Italia il primo campus 3D su Second Life al mondo https://www.datamanager.it/news/italia-il-primo-campus-3d-su-second-life-al-mondo-57240.html Thu, 12 Jun 2014 13:44:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/in-italia-il-primo-campus-3d-su-second-life-al-mondo/ In America uno studente su tre frequenta regolarmente corsi universitari on line. In Italia è attivo il primo campus accademico 3D su Second Life del mondo La didattica virtuale entra a pieno titolo nella aule universitarie. Forse complice anche la crisi economica e la ridotta capacità di spesa per spostamenti e alloggi fuori sede, cresce […]

L'articolo In Italia il primo campus 3D su Second Life al mondo proviene da Data Manager Online.

]]>
In America uno studente su tre frequenta regolarmente corsi universitari on line. In Italia è attivo il primo campus accademico 3D su Second Life del mondo

La didattica virtuale entra a pieno titolo nella aule universitarie. Forse complice anche la crisi economica e la ridotta capacità di spesa per spostamenti e alloggi fuori sede, cresce considerevolmente il numero di universitari che sceglie corsi on line.

Negli Stati Uniti il trend è ormai consolidato, con una media di uno studente su tre come documentato da un recente studio dello Sloane Consortium e pubblicato dall’autorevole testata The Atlantic. I dati americani inoltre rivelano che il 62.4% dei college che hanno partecipato allo studio offre lauree che possono essere conseguite completamente online, contro il 32.5% di 10 anni fa.

Ma gli esempi sono numerosi e riguardano il gotha del mondo universitario americano. Cinque prestigiosi college offrono corsi universitari gratis online: si tratta di Stanford, Princeton, Berkeley, l’università della Pennsylvania e l’università del Michigan.

E l’Italia questa volta non è da meno con l’Università Telematica Internazionale Uninettuno che propone un vero e proprio campus virtuale con gli avatar degli studenti che frequentano il primo campus 3D del mondo su Second Life.

Nel 2008 il primo esperimento. Da allora centinaia di studenti da tutto il mondo collegati in rete. Lezioni in sei lingue, classi virtuali sempre più affollate, con allievi iscritti da tutta l’area euro-mediterranea e la possibilità di superare con un click i vincoli delle distanze geografiche.

Arriva al sesto anno di vita il progetto del campus universitario della Uninettuno su Second Life oggi offre uno spazio multilingua di incontro e di studio per gli studenti italiani ed internazionali. Si è iniziato nel 2008 con gli studenti del Master in Culture e Politiche Euromediterranee, corso erogato in 4 lingue (italiano, inglese, francese, arabo) proprio per permettere la partecipazione a studenti stranieri, il campus virtuale della Uninettuno è oggi una realtà studiata dagli esperti di tutto il mondo.

Uninettuno organizza sistematicamente eventi, lezioni, tutorati e seminari nelle aule virtuali della sua Isola del sapere su Second Life.

Professori, Tutor e studenti interagiscono attraverso i propri Avatar, in un ambiente tridimensionale progettato appositamente per le esperienze didattiche che permette interazioni testuali, audio e tridimensionali.

Un nuovo modello didattico che affascina particolarmente le giovani generazioni digitali.

Secondo i dati Cineca (il Consorzio interuniversitario al servizio del sistema accademico nazionale che gestisce i database degli iscritti a tutte le università italiane) si registra, infatti, un aumento degli iscritti alla Uninettuno proprio della fascia tra i 18 e i 24 anni dal 7% del 2011 al 25% del 2014.

Ed è questa generazione la più attiva e vivace sul web che, all’interno della piattaforma virtuale dell’università telematica trova insegnanti, tutor e studenti capaci di interagire in maniera sinergica attraverso i loro avatar personali in ambienti tridimensionali.

Il modello universitario di Second Life prevede, oltre alle strutture di segreteria, alle facoltà, all’exhibition room, alla sala cinema/teatro e a numerose altre strutture che ricreano nel mondo virtuale di Second Life edifici ed esperienze tipiche di un campus universitario tradizionale, aule con funzionalità specifiche progettate per le esperienze di apprendimento interattivo e collaborativo in ambienti virtuali.

La configurazione circolare delle aule è progettata per permettere un processo di interazione e di apprendimento collaborativo che mette in atto il principio delle flipped classroom: gli studenti sono informati dal docente/tutor dell’argomento del dibattito che si terrà nell’aula virtuale.

Il docente segnala e mette a disposizione sulla piattaforma didattica Uninettunouniversity.net i saggi e il materiale di approfondimento che gli studenti utilizzeranno per prepararsi all’aula virtuale.

L’appuntamento su Second Life non li costringerà quindi ad assistere ad una lezione frontale, unidirezionale, “uno a molti”. Al contrario, gli studenti partecipano in maniera attiva alla rielaborazione e costruzione di conoscenze, supervisionati dal docente/tutor chiamato non più a svolgere il ruolo di unico depositario del sapere, ma a moderare, stimolare, guidare i processi di apprendimento collaborativo.

L’ambiente 3D è inoltre utilizzato come strumento per sperimentare simulazioni laboratoriali e attività di ricerca dagli studenti di Ingegneria italiani ed internazionali iscritti al corso in Information and Communication Technology Engineering.

E’ inoltre un “laboratorio di sperimentazione aperto” per il corso di Psicotecnologie e Processi Formativi, tenuto dal Rettore di Uninettuno, Prof. Maria Amata Garito; durante le varie erogazioni del corso, centinaia di studenti utilizzano questo strumento per dibattere i temi riguardanti l’impatto delle nuove tecnologie sui processi e i modelli di insegnamento e apprendimento, confrontandosi tra di loro e direttamente con i docenti e tutor .

“Attivare processi di insegnamento e apprendimento con gli studenti avatar su Second Life modifica i modelli e le metodologie di insegnamento ma, soprattutto stimola gli studenti a partecipare attivamente ai temi della lezione e a diventare costruttori attivi di nuove conoscenze, -dichiara il Rettore dell’Uninettuno prof.ssa Maria Amata Garito -. Nel campus virtuale di Uninettuno le lezioni non hanno limite di orario, inizio ad interagire con gli avatar degli studenti alle a 19.00 e spesso alle 22.00 siamo ancora insieme. Questo modello realmente innovativo permette ai nostri studenti che provengono da 104 Paesi del mondo di abbattere le distanze geografiche e culturali e di frequentare insieme una università a distanza senza distanze”.

L'articolo In Italia il primo campus 3D su Second Life al mondo proviene da Data Manager Online.

]]>