Axis Communications – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 29 May 2026 09:29:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Axis Communications – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sovranità digitale, IA etica e architetture ibride: il nuovo paradigma della sicurezza fisica https://www.datamanager.it/2026/05/sovranita-digitale-ia-etica-e-architetture-ibride-il-nuovo-paradigma-della-sicurezza-fisica/ Fri, 29 May 2026 09:29:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253131 A cura di Simone Biancardi, Key Account Manager End Customer di Axis Communications Sono passati trent’anni da quando è stata lanciata la prima telecamera IP e, da allora, il mercato della sicurezza fisica ha subito una profonda trasformazione, trainata dall’innovazione tecnologica e dall’evoluzione sociale. In questo 2026 si sta delineando un’ulteriore svolta: l’intelligenza artificiale ha […]

L'articolo Sovranità digitale, IA etica e architetture ibride: il nuovo paradigma della sicurezza fisica proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura di Simone Biancardi, Key Account Manager End Customer di Axis Communications

Sono passati trent’anni da quando è stata lanciata la prima telecamera IP e, da allora, il mercato della sicurezza fisica ha subito una profonda trasformazione, trainata dall’innovazione tecnologica e dall’evoluzione sociale.

In questo 2026 si sta delineando un’ulteriore svolta: l’intelligenza artificiale ha raggiunto infatti un livello di maturità senza precedenti, le architetture ibride si stanno consolidando in pianta stabile e la convergenza tra sicurezza fisica e sistemi informativi si sta intensificando.

Si tratta di sviluppi che segnano un cambio di rotta nel modo in cui le aziende valutano le tecnologie. Il criterio della performance non è più sufficiente: la sovranità digitale, il controllo dei dati e la conformità alle normative si impongono ormai come parametri determinanti nelle decisioni delle organizzazioni.

Nel 2026 la sovranità digitale si concretizza nelle decisioni operative

Oggi la sovranità non è più solo un principio astratto, bensì una parte integrante delle prerogative tecniche dei progetti in grado di influenzare direttamente le scelte tecnologiche delle aziende.

I reparti IT e i responsabili della sicurezza esaminano ormai la catena del valore nel suo insieme: dalla progettazione dei componenti al controllo del software, dalla gestione degli aggiornamenti alla scalabilità delle architetture fino all’affidabilità dei partner tecnologici. La questione non riguarda più soltanto cosa permetta di fare una soluzione, ma anche sotto quale giurisdizione si inscriva e a quali dipendenze esponga.

In un contesto internazionale caratterizzato da normative, come ad esempio il GDPR, che producono effetti anche sovranazionali, il controllo dei flussi di dati diventa una sfida strategica. Le telecamere e i sistemi di sicurezza sono considerati veri e propri punti di accesso alla rete: la loro protezione, la crittografia dei flussi e la conformità normativa diventano perciò essenziali. Il rischio non è più solo tecnico, ma anche giuridico e politico. Questa realtà spinge a privilegiare ecosistemi interoperabili, trasparenti e scalabili, capaci di garantire un controllo effettivo dei dati e di ridurre le dipendenze tecnologiche che possano presentare criticità. Di conseguenza, si sta osservando come le imprese europee stiano prestando sempre più attenzione alle soluzioni tecnologiche sviluppate sul continente.

La sicurezza fisica come componente dell’architettura IT

Un’altra tendenza determinante per il 2026 è la completa integrazione della sicurezza fisica all’interno delle strategie informatiche delle aziende. Infatti, le decisioni relative ai sistemi di sicurezza sono sempre più influenzate dalle requisiti minimi richiesti dai dipartimenti addetti all’IT, alla cybersecurity e alla compliance. Questa evoluzione rispecchia un cambiamento profondo: la sicurezza non è più un ambito isolato, ma un elemento costitutivo dell’architettura digitale globale delle organizzazioni.

Una trasformazione che porta anche a ridisegnare i criteri di scelta: la compatibilità con l’infrastruttura di rete esistente, l’integrazione con i sistemi applicativi già in uso, la gestione centralizzata e la manutenzione a lungo termine diventano così aspetti prioritari.

Architetture ibride e controllo strategico

Un’ulteriore tendenza strutturale che si sta delineando consiste nel consolidamento delle architetture ibride come modello organizzativo dei sistemi di sicurezza, che combinano edge computing, cloud e infrastrutture on-premise. La sfida non consiste più nello scegliere un unico modello, ma nel distribuire in modo intelligente le funzioni in base agli utilizzi, ai vincoli tecnici e alle esigenze operative. In Italia, questo scenario trova conferma in una recente ricerca dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano: alla fine dello scorso anno, il 46% delle organizzazioni più grandi aveva adottato ormai strategie ibride e mirate, scegliendo con attenzione quali carichi di lavoro affidare al cloud e quali mantenere on-premise.

L’architettura ibrida risponde a un’esigenza chiara: beneficiare della flessibilità e della potenza delle nuove tecnologie, mantenendo al contempo un controllo effettivo sui dati sensibili e sui sistemi critici. Infatti, l’elaborazione dei dati a livello periferico ne limita i flussi e rafforza la resilienza dei dispositivi, mentre il cloud favorisce la scalabilità e la condivisione delle risorse. Le infrastrutture locali restano però fondamentali per garantire la continuità operativa in settori dove il controllo totale dei sistemi è imprescindibile.

La maturità delle architetture di sicurezza non dipende più quindi dall’accumulo di soluzioni, ma dalla loro coerenza e dalla capacità di integrarsi in modo stabile e duraturo nell’ecosistema digitale delle organizzazioni.

IA etica: una condizione di legittimità

Un ulteriore trend determinante per quest’anno riguarda l’affermazione stabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di sicurezza. Tuttavia, la sua implementazione non può avvenire senza un quadro normativo. In Europa, l’IA applicata alla sicurezza si inserisce in un approccio orientato a un utilizzo etico.

Trasparenza degli algoritmi, comprensibilità dei criteri decisionali, limitazione dei bias e controllo delle finalità sono diventati prerequisiti essenziali. In un contesto in cui le tecnologie di sicurezza possono avere un impatto diretto sulle libertà civili, l’accettabilità si basa sulla capacità di dimostrare che l’IA è concepita come uno strumento di protezione e non di sorveglianza generalizzata. Un requisito etico ormai inscindibile dalle prestazioni tecnologiche.

Verso una sicurezza europea duratura

Le evoluzioni in atto riflettono una trasformazione più ampia: quella delle responsabilità legate alla sicurezza. La sicurezza fisica, i sistemi informativi e gli ecosistemi tecnologici procedono ormai di pari passo, in un contesto caratterizzato da quadri istituzionali europei e da un clima geopolitico incerto.

In definitiva, la sicurezza non si misura più solo attraverso le sue prestazioni tecniche e la differenziazione non si baserà esclusivamente sull’innovazione, quanto piuttosto sulla capacità di coniugare performance, integrazione, fiducia ed etica. In questo scenario, le tecnologie di sicurezza evolvono da semplici strumenti operativi a vere e proprie tecnologie abilitanti per la compliance normativa, capaci di supportare le organizzazioni nel soddisfare requisiti sempre più stringenti in materia di protezione dei dati, governance e cybersecurity.

L'articolo Sovranità digitale, IA etica e architetture ibride: il nuovo paradigma della sicurezza fisica proviene da Data Manager Online.

]]>
Axis: sei tendenze che influenzeranno il settore della sicurezza nel 2025 https://www.datamanager.it/2024/12/axis-sei-tendenze-che-influenzeranno-il-settore-della-sicurezza-nel-2025/ Tue, 17 Dec 2024 15:35:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=242321 Il 2025 è ormai alle porte e Axis Communications, azienda specializzata nella sorveglianza video di rete, ha individuato le principali tendenze che influenzeranno il settore della sicurezza nei prossimi 12 mesi. L’analisi è di Johan Paulsson, Mats Thulin e Thomas Ekdahl, rispettivamente CTO, Director Core Technologies e Engineering Manager di Axis Communications. Soluzioni ibride: la […]

L'articolo Axis: sei tendenze che influenzeranno il settore della sicurezza nel 2025 proviene da Data Manager Online.

]]>
Il 2025 è ormai alle porte e Axis Communications, azienda specializzata nella sorveglianza video di rete, ha individuato le principali tendenze che influenzeranno il settore della sicurezza nei prossimi 12 mesi.

L’analisi è di Johan Paulsson, Mats Thulin e Thomas Ekdahl, rispettivamente CTO, Director Core Technologies e Engineering Manager di Axis Communications.

  1. Soluzioni ibride: la base per la libertà di scelta

Le architetture ibride sono in grado di sfruttare al meglio le tecnologie edge, cloud e on-premise e per questo sono diventate di fatto una scelta consolidata per le soluzioni di sicurezza. I sistemi ibridi consentono di scegliere liberamente come archiviare, visualizzare e analizzare i video o gestire i dispositivi. Una combinazione di tecnologie edge, cloud e on-premise può fornire una soluzione ottimale, garantendo la massima flessibilità e scalabilità per rispondere al meglio alle specifiche esigenze organizzative.

  1. L’evoluzione e l’efficienza dell’IA

Le tecnologie di deep learning sono il pane quotidiano della maggior parte delle soluzioni analitiche nel settore della sicurezza, mentre le nuove tecnologie di AI generativa stanno rapidamente maturando, portando a un generale rafforzamento delle architetture ibride come standard. Al tempo stesso, i modelli di AI generativa richiedono molta capacità di calcolo per essere eseguiti, il che crea un dibattito su come bilanciare il costo dell’IA (in termini sia di investimento finanziario sia di impatto ambientale) con il suo valore.

Oggi, l’AI generativa può aiutare gli operatori a interagire con le soluzioni di sicurezza in linguaggio naturale, mentre le analisi basate sul deep learning (come il riconoscimento avanzato degli oggetti) possono essere eseguite all’interno delle stesse telecamere di sorveglianza. In futuro, anche i modelli generativi potranno essere eseguiti, almeno in parte, sulle telecamere con risultati di alta qualità. Nel frattempo, efficienza ed efficacia aumenteranno: gli algoritmi capiranno cosa sta accadendo in una scena e reagiranno alle anomalie, basandosi sull’analisi di diversi tipi di input (informazioni visive incluse), mentre radar, audio e numerosi altri sensori forniranno diversi tipi di dati in ingresso per soluzioni con capacità sempre più proattive.

  1. La sicurezza diventa una realtà

La maggiore precisione delle analisi resa possibile dall’applicazione dell’IA (in particolare nel riconoscimento degli oggetti), insieme ai dati generati da sensori di ogni tipo (video, audio, ambientali), consente di rispondere agli incidenti in modo più rapido ed efficace. Inoltre, in futuro si assisterà a un’accelerazione delle applicazioni orientate all’efficienza operativa e alla business intelligence e così aumenteranno sempre di più le situazioni in cui una tecnologia introdotta in azienda per rispondere a uno specifico caso d’uso sarà alla fine utilizzata in un’altra area delle operazioni aziendali (ad esempio, i dati creati dalle videocamere per scopi di sicurezza saranno analizzati nel tempo anche per migliorare l’esperienza dei clienti o dei dipendenti, la sostenibilità o l’efficienza dei processi).

  1. La “rinascita” della qualità di immagine

Può sembrare contraddittorio pensare che l’attenzione alla qualità dell’immagine risulti una tendenza in un settore in cui è sempre stata una priorità, ma la vera evoluzione sta nel modo in cui verranno utilizzate le immagini dei sensori visivi e nelle maggiori opportunità che possono derivare da una migliore qualità dell’immagine.

Una risoluzione d’immagine più alta garantisce ovviamente risultati migliori: così grazie ai progressi nel campo dell’analisi e dell’IA, il riconoscimento degli oggetti sarà più accurato e dati e metadati creati saranno sempre più dettagliati. Allo stesso modo, una singola telecamera che produce immagini di qualità molto elevata potrà coprire un’area molto più ampia e fornire insight anche per situazioni particolarmente critiche, come ad esempio la presenza di grandi folle, incroci trafficati o linee di produzione in rapido movimento.

La qualità dell’immagine sarà al centro anche per quanto riguarda la manutenzione delle telecamere di sorveglianza (che è ancora un’attività manuale) in modo che piccole ostruzioni non interferiscano con l’analisi.

  1. Il valore a lungo termine dei prodotti deriva dal supporto software

Oggi i dispositivi hardware possono essere di qualità così elevata, soprattutto in termini di prestazioni e capacità, che le aspettative sulla loro durata sono più alte che mai. Ma se l’hardware di qualità può essere utilizzato per molti anni, il fattore determinante per la funzionalità di una telecamera e la sicurezza, e quindi il suo valore a vita, è il supporto software continuo. Un software che continua a migliorare e sviluppare le capacità della telecamera e a mantenerla il più sicura possibile è anche alla base dello stesso total cost of ownership dell’hardware.

  1. L’autonomia tecnologica a vantaggio del cliente

Le innovazioni devono essere allineate alle priorità dell’utente finale e ciò significa essere in grado di rispondere al meglio agli obiettivi dei clienti in materia di sicurezza, efficienza operativa e business intelligence, sostenendo al contempo la loro posizione di cybersecurity, l’impegno per la sostenibilità attraverso soluzioni efficienti dal punto di vista energetico e la flessibilità e la libertà di scelta attraverso tecnologie e piattaforme basate su standard aperti.

Va da sé che quei vendor con una maggiore autonomia sulle proprie tecnologie, dal silicio in su, potranno garantire un maggiore controllo riuscendo a progettare funzionalità specifiche perfettamente rispondenti alle esigenze dei clienti secondo un approccio secure by design.

L'articolo Axis: sei tendenze che influenzeranno il settore della sicurezza nel 2025 proviene da Data Manager Online.

]]>
Axis presenta il SoC ARTPEC-9 per immagini, analitiche con IA e cybersecurity di nuova generazione https://www.datamanager.it/2024/11/axis-presenta-il-soc-artpec-9-per-immagini-analitiche-con-ia-e-cybersecurity-di-nuova-generazione/ Thu, 21 Nov 2024 15:41:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241303 Il System-on-Chip (SoC) Axis specifico per la videosorveglianza arriva alla nona generazione. I primi prodotti basati su ARTPEC-9 saranno AXIS Q1728 e AXIS Q1728-LE, due nuove telecamere con Intelligenza Artificiale  che garantiscono prestazioni superiori anche in condizioni di scarsa illuminazione Axis Communications, azienda specializzata nella sorveglianza video di rete, presenta la nona generazione del suo […]

L'articolo Axis presenta il SoC ARTPEC-9 per immagini, analitiche con IA e cybersecurity di nuova generazione proviene da Data Manager Online.

]]>
Il System-on-Chip (SoC) Axis specifico per la videosorveglianza arriva alla nona generazione. I primi prodotti basati su ARTPEC-9 saranno AXIS Q1728 e AXIS Q1728-LE, due nuove telecamere con Intelligenza Artificiale  che garantiscono prestazioni superiori anche in condizioni di scarsa illuminazione

Axis Communications, azienda specializzata nella sorveglianza video di rete, presenta la nona generazione del suo System-on-Chip (SoC) specifico per la videosorveglianza ARTPEC-9. Il nuovo ARTPEC-9 consolida le funzionalità e le caratteristiche delle precedenti generazioni del SoC progettato in-house dall’azienda: bassissimo bitrate, analitiche con IA, immagini di qualità e cybersecurity avanzata. Inoltre, per la prima volta nel video di rete, ARTPEC-9 supporta lo standard di codifica video AV1 della Alliance for Open Media (AOM). Insieme ad Axis Zipstream, AV1 consente di ridurre facilmente i costi di archiviazione senza sacrificare i dettagli forensi.

“ARTPEC-9, che con la novità assoluta del supporto allo standard AV1, offre un bitrate interessante e una compatibilità client estesa – una vittoria per l’intero settore”, commenta Johan Paulsson, Chief Technology Officer di Axis Communications. “Le parole chiave sono ‘facile accesso’ e ‘apertura’, che si allineano perfettamente al nostro modo di lavorare per mantenere la nostra promessa: innovare per un mondo più intelligente e sicuro. Inoltre, come tutti i nostri SoC, ARTPEC-9 è progettato espressamente per video di rete di alta qualità e, come sempre, manteniamo anche il controllo totale sul processo di produzione del SoC”.

Immagini migliori e prestazioni superiori

ARTPEC-9 ottimizza le rinomate tecnologie che da tempo rendono Axis un punto di riferimento nell’elaborazione delle immagini in condizioni di illuminazione difficili, come Axis Lightfinder e Axis Forensic Wide Dynamic Range (WDR). Queste rappresentano le fondamenta della tecnologia Axis Scene Intelligence, che aumenta le prestazioni delle applicazioni analitiche. Il sistema offre risultati analitici coerenti e funzionalità di ricerca forense rapide e precise, con minimi falsi allarmi anche in condizioni di sorveglianza difficili. ARTPEC-9, insieme all’esperienza decennale di Axis nell’elaborazione delle immagini, consente agli operatori di sicurezza di ottenere risultati affidabili e di alta qualità in qualsiasi situazione.

Cybersecurity potenziata

La cybersecurity ha un ruolo centrale nella progettazione di ARTPEC-9. Funzionalità come Secure Boot e il sistema operativo con firma digitale mettono ogni dispositivo al riparo dalle minacce informatiche. Inoltre, essendo sviluppato in-house, Axis mantiene un controllo totale sul processo di produzione di ARTPEC-9.

Analitiche di nuova generazione

ARTPEC-9 apre le porte ad analitiche con IA più avanzate, assicurando prestazioni superiori e la capacità di “vedere” più lontano. Ciò significa analitiche in grado di rilevare gli oggetti più piccoli e di attivarsi in anticipo per fornire informazioni utili a fini operativi, di sicurezza e protezione. Tra i miglioramenti vi sono anche una maggiore precisione e analitiche che riconoscono e distinguono più classi di oggetti, per una classificazione più accurata e dettagliata.

Nuovi vantaggi per la sorveglianza

Axis presenta AV1, lo standard aperto di codifica video di nuova generazione per lo streaming multimediale nel settore della sorveglianza. Grazie al supporto di AV1 e all’elaborazione avanzata delle immagini, ARTPEC-9 offre video di alta qualità con una nitidezza e dettagli senza compromessi, oltre al miglior bitrate della categoria. Insieme ad Axis Zipstream, AV1 garantisce operazioni video esenti da problemi, sulla rete locale come nel cloud. AV1 è attualmente supportato da AXIS Camera Station. I più importanti produttori di sistemi di gestione video (Video Management Solution, VMS), come Genetec e Milestone, aggiungeranno il supporto per AV1, con ulteriori sviluppi in arrivo.

Axis inizierà a includere il SoC ARTPEC-9 sui dispositivi video di rete selezionati a inizio 2025.

AXIS Q1728 e AXIS Q1728-LE: le prime due videocamere basate su ARTPEC-9

AXIS Q1728 e AXIS Q1728-LE saranno le prime due videocamere Axis basate su ARTPEC-9. Queste potenti videocamere AI di ultima generazione garantiscono prestazioni costanti anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Entrambe le videocamere offrono risoluzione 4K a 60 fps e includono un sensore da 1/1,2″ estremamente sensibile alla scarsa illuminazione. Compatta e leggera con ottiche integrate, AXIS Q1728 presenta un design standardizzato e offre la flessibilità di utilizzare diversi tipi di alloggiamento (Axis, di terze parti e personalizzati). AXIS Q1728-LE è ideale per qualsiasi location esterna: dotata di un tergicristallo integrato e una finestra frontale con pellicola riscaldante in nanotubi di carbonio, garantisce immagini di alta qualità. Dispone inoltre di un design standardizzato dell’alloggiamento, riutilizzabile con qualsiasi videocamera Axis.

Entrambe le videocamere sono disponibili in due varianti con la scelta di lenti: una lente grandangolare (6-13 mm) per la sorveglianza di aree ampie e aperte e una lente teleobiettivo (15-48 mm) per dettagli ottimali a lunghe distanze. In più, la lente integrata con zoom e messa a fuoco remoti è perfettamente calibrata per risparmiare tempo e risorse.

Queste videocamere offrono prestazioni accelerate e permettono di eseguire applicazioni analitiche di alto livello direttamente sull’hardware. Ad esempio, sono dotate di AXIS Object Analytics preinstallato per rilevare, classificare, tracciare e contare persone e veicoli.

Caratteristiche principali:

  • Qualità d’immagine superiore in 4K
  • Prodotto pronto all’uso e compatibile con la maggior parte degli alloggiamenti disponibili sul mercato
  • Prodotto adatto all’uso esterno con tergicristallo integrato
  • Analisi AI di nuova generazione
  • Lenti grandangolari o teleobiettivo disponibili
  • Cybersecurity integrata con Axis Edge Vault

Queste videocamere AI includono anche AXIS Image Health Analytics preinstallato, che avvisa gli utenti in caso di blocco, degrado, sottoesposizione o reindirizzamento dell’immagine. Inoltre, Axis Edge Vault, una piattaforma di sicurezza informatica basata su hardware, protegge il dispositivo e offre archiviazione e operazioni crittografate certificate FIPS 140-3 Livello 3.

Le videocamere saranno disponibili tramite i canali di distribuzione Axis nel primo trimestre del 2025.

L'articolo Axis presenta il SoC ARTPEC-9 per immagini, analitiche con IA e cybersecurity di nuova generazione proviene da Data Manager Online.

]]>
Sicurezza sul lavoro: come proteggere i lavoratori grazie ai sistemi intelligenti https://www.datamanager.it/2024/09/sicurezza-sul-lavoro-come-proteggere-i-lavoratori-grazie-ai-sistemi-intelligenti/ Thu, 19 Sep 2024 13:51:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=239627 Per proteggere i lavoratori e garantire la continuità aziendale, la formula suggerita da Axis si basa su soluzioni di sorveglianza intelligenti e un approccio proattivo alla sicurezza on site Non passa giorno che la cronaca non riporti notizie di infortuni sul lavoro e i numeri parlano chiaro: secondo le ultime rilevazioni Inail, in Italia le […]

L'articolo Sicurezza sul lavoro: come proteggere i lavoratori grazie ai sistemi intelligenti proviene da Data Manager Online.

]]>
Per proteggere i lavoratori e garantire la continuità aziendale, la formula suggerita da Axis si basa su soluzioni di sorveglianza intelligenti e un approccio proattivo alla sicurezza on site

Non passa giorno che la cronaca non riporti notizie di infortuni sul lavoro e i numeri parlano chiaro: secondo le ultime rilevazioni Inail, in Italia le denunce di infortunio presentate nei primi sette mesi del 2024 sono state 350.823, in aumento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di questi incidenti, 577 hanno avuto esito mortale, con un aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

 

Ecco perché in cima alla lista delle priorità delle aziende resta l’urgenza di dotarsi di sistemi all’avanguardia per garantire la sicurezza dei dipendenti e, di conseguenza, la continuità operativa, specialmente per quelle realtà che operano in settori ad alto rischio, come ad esempio le infrastrutture critiche e gli ambienti industriali.

 

Da sempre gli esperti di Axis Communications, azienda specializzata nella sorveglianza video di rete, sostengono un approccio proattivo alla sicurezza on site e suggeriscono l’installazione di soluzioni di sorveglianza intelligenti su piattaforme aperte che permettono di creare luoghi di lavoro più sicuri e ridurre la percentuale di incidenti, garantendo la business continuity. L’approccio suggerito da Axis agisce su tre livelli e rappresenta la soluzione ideale per rendere gli spazi più sicuri, sia facilitando il riconoscimento dei rischi e reagendo agli incidenti in tempo reale sia prevenendo gli incidenti evitabili, grazie a un miglioramento dei protocolli di sicurezza a lungo termine.

1. Intervento in tempo reale sugli incidenti

I sistemi tradizionalmente usati per gestire il rischio, come ad esempio gli allarmi per fumo e fuoco negli ambienti industriali, non solo necessitano di controlli in presenza, ma sono anche progettati per segnalare l’incidente solo quando questo è già in corso. Per farli attivare prima del verificarsi di un evento potenzialmente rischioso, è fondamentale prevedere una loro integrazione con tecnologie all’avanguardia che segnalino in anticipo il pericolo agli operatori.

 

Queste soluzioni “intelligenti” consentono di gestire in tempo reale ogni tipo di evenienza: si può trattare di una telecamera termometrica in grado di rilevare un cambiamento inaspettato della temperatura (permettendo, ad esempio, di individuare una fuga di gas) o di dispositivi dotati di analitiche che intercettano la presenza di fumo e inviano una segnalazione preventiva del pericolo d’incendio. Nel momento in cui rilevano un rischio, i software di analisi attivi nei dispositivi inviano automaticamente un allarme al team di sicurezza, garantendone il pronto intervento.

2. Miglioramento dei protocolli di sicurezza

Adottare un approccio proattivo alla sicurezza in azienda significa poter contare su un vero e proprio sistema salvavita in qualsiasi circostanza. Grazie a telecamere connesse, audio di rete e analitiche intelligenti, è infatti possibile configurare il sistema per riconoscere situazioni anomale (come  assembramenti, persone che iniziano a correre repentinamente o accessi non autorizzati a zone pericolose) e rivolgersi direttamente ai dipendenti, in modo da aiutarli a evitare rischi inutili o guidarli a distanza nel corso di un intervento, un’evacuazione o qualunque altra procedura.

 

Ad esempio, le telecamere dotate di algoritmi di analisi basati su AI possono essere utilizzate per impedire l’accesso a un’area particolarmente pericolosa, inviando un messaggio al lavoratore che si avvicina troppo ai suoi confini, o per segnalare i lavoratori che non utilizzano i dispositivi di protezione individuale ed eventualmente bloccarne l’accesso ai siti fino a quando non li avranno indossati correttamente.

3. Analisi dei rischi per l’ottimizzazione dei processi di sicurezza

I sistemi di sorveglianza possono anche offrire insight e analisi per evitare problemi futuri. È infatti possibile rivedere e analizzare le immagini in un secondo momento per capire cosa ha causato uno specifico incidente, infortunio o near miss (il mancato infortunio sul luogo di lavoro).

Le telecamere di rete, così come altri sensori come ad esempio le body cam, restituiscono non solo riprese accurate, che sono un valido supporto al miglioramento della sicurezza, ma anche un notevole numero di metadati. L’utilizzo di queste informazioni provenienti dalle soluzioni di sorveglianza si aggiunge alle misure già in atto, che si tratti di un controllo a campione, di un’analisi periodica più strutturata sugli incidenti o di una semplice dashboard che riassuma lo stato, i passaggi o le informazioni sull’occupazione degli spazi da monitorare, mettendo così a disposizione strumenti aggiuntivi per ottimizzare i flussi di lavoro.

 

“Utilizzare una tecnologia di sorveglianza intelligente per la sicurezza on site consente di rilevare i fattori di rischio e affrontarli tempestivamente, mettendo la sicurezza delle persone al primo posto”, sottolinea Stefano Banzola, sales manager per l’Italia di Axis. “Le nostre soluzioni operano su piattaforma aperta, il che significa che possono essere integrate con estrema facilità nelle infrastrutture esistenti, permettendo di sfruttare al meglio gli investimenti pregressi nelle telecamere di rete e garantendo un duplice vantaggio: un ambiente sicuro per i lavoratori e tempi di inattività per l’azienda ridotti al minimo”.

 

L'articolo Sicurezza sul lavoro: come proteggere i lavoratori grazie ai sistemi intelligenti proviene da Data Manager Online.

]]>
Cybersecurity e sicurezza fisica: 5 fattori da considerare per sistemi a prova di futuro https://www.datamanager.it/2023/11/cybersecurity-e-sicurezza-fisica-5-fattori-da-considerare-per-sistemi-a-prova-di-futuro/ Tue, 21 Nov 2023 11:27:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232487 I rischi legati alla sicurezza fisica sono sotto gli occhi di tutti. Una porta aperta aumenta le probabilità di ingressi non autorizzati, oggetti di valore lasciati in vista possono essere più facilmente rubati, allo stesso modo, errori e incidenti possono danneggiare persone, proprietà e cose. I rischi per la cybersecurity possono risultare meno evidenti rispetto […]

L'articolo Cybersecurity e sicurezza fisica: 5 fattori da considerare per sistemi a prova di futuro proviene da Data Manager Online.

]]>
I rischi legati alla sicurezza fisica sono sotto gli occhi di tutti. Una porta aperta aumenta le probabilità di ingressi non autorizzati, oggetti di valore lasciati in vista possono essere più facilmente rubati, allo stesso modo, errori e incidenti possono danneggiare persone, proprietà e cose.

I rischi per la cybersecurity possono risultare meno evidenti rispetto alla sicurezza fisica, ma saperli riconoscere e affrontare nel modo corretto diventa tanto più urgente quanto più le tecnologie informatiche evolvono e, con esse, le nuove tattiche utilizzate dai cyber criminali.

Ciò è ancor più vero se si considera la crescita esponenziale del numero di dispositivi connessi e la convergenza sempre più forte tra mondo IT e OT. Infatti, l’Internet of Things (IoT) è una realtà aziendale, e non solo, ampiamente diffusa; ma non tutte le organizzazioni sono consapevoli del fatto che i dispositivi come videocamere di sorveglianza, allarmi antincendio, router, sistemi di sicurezza intelligenti, sono spesso i primi punti di accesso per un criminale informatico.

Attacchi malware, phishing e violazione della privacy sono termini ormai entrati nella nostra quotidianità. Tuttavia, è ancora forte la necessità di creare una cultura della sicurezza informatica specificatamente per i dispositivi fisici connessi, che si basi su una maggiore consapevolezza delle minacce cyber attuali e delle pratiche per contrastarle.

Axis Communications entra nel merito di questa tematica imprescindibile per far capire ad aziende e consumatori che la protezione dei dispositivi connessi, come le telecamere di sorveglianza, non debba mai essere sottovaluta.

I principi cardine per un approccio resiliente

Anche se sicurezza fisica e sicurezza informatica presentano delle evidenti differenze, in linea di massima, in entrambi gli ambiti è possibile adottare lo stesso approccio per affrontare i rischi. In particolare, i principi chiave da applicare possono essere sintetizzati come segue:

  • Identificare e classificare asset e risorse di cui si dispone e che devono essere protetti;
  • Individuare le possibili minacce e, quindi, gli aggressori da cui difendersi;
  • Riconoscere le possibili vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate, definendo quindi la probabilità che ciò avvenga;
  • Determinare l’eventuale costo di un evento negativo, ovvero le relative conseguenze.

Ma cosa si intende per rischio? Il rischio può essere definito come la probabilità di una minaccia moltiplicata per il suo impatto in termini di danni. Una volta stabilito, occorre chiedersi cosa si è disposti a fare per prevenirlo.

Vediamo quindi insieme quali possono essere le minacce e le best practice, analizzando 5 fattori fondamentali.

1) Le minacce cyber più comuni

In ambito videosorveglianza, sono 3 le minacce più frequenti da tenere sotto controllo:

  • Errore umano non intenzionale e ingenuità. Ha alla base la mancanza di cyber awareness e si può verificare concretamente in modi diversi, dal social engineering, come il phishing, all’uso scorretto delle password, fino alla gestione inadeguata del sistema stesso, dettata ad esempio dai mancati aggiornamenti.
  • Uso improprio deliberato del sistema. È la minaccia rappresentata da qualcuno che ha accesso legittimo al sistema oppure da qualcuno non autorizzato, che intende rubare i dati, manipolare il sistema o danneggiarlo.

Manomissione fisica e sabotaggio. I dispositivi fisicamente esposti possono essere oggetto di manomissione. Ciò non riguarda semplicemente le telecamere, ma anche i cavi che possono fornire l’opportunità per violare la rete.

2) Avere un network sano e sicuro

Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale adottare delle buone pratiche di cyber hygiene, ovvero quell’insieme di azioni da eseguire regolarmente per mantenere in salute dispositivi, reti e sistemi, conservandone l’integrità.

Innanzitutto, è buona prassi utilizzare password forti e uniche e installare i device nel rispetto delle policy IT e di sicurezza. Un’organizzazione dovrebbe poi definire ruoli e responsabilità, applicando il principio del privilegio minimo, secondo il quale ad un utente vengono attribuiti solamente i permessi di accesso relativi alle risorse di cui ha bisogno per lo svolgimento delle proprie mansioni. Inoltre, lavorare a stretto contatto con l’intera supply chain può favorire la condivisione di linee guida per l’installazione e l’aggiornamento dei dispositivi.

Infine, la segmentazione di rete applicata ai dispositivi fisici, così come le Access Control List, consentono di ridurre i movimenti non autorizzati nella rete.

3) Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale (AI)

Come altre tecnologie innovative, anche l’AI ha destato l’interesse dei cyber criminali. Alla domanda, quindi, se considerare l’Intelligenza Artificiale una nuova arma di attacco o un possibile strumento di difesa non è possibile dare una risposta univoca. Grazie all’AI gli hacker possono mettere a punto attacchi sempre più sofisticati: dai chatbot impiegati per ingaggiare i dipendenti attraverso profili social falsi, all’utilizzo di reti neurali per l’identificazione dei dati più preziosi. È altrettanto vero, però, che l’AI può trasformarsi in un valido strumento di difesa, se usata correttamente.

4) Le reti Zero Trust

Nessuna entità che si colleghi alla rete o che sia al suo interno può essere considerata attendibile. Questo è il presupposto da cui parte la logica Zero Trust, per andare oltre il tradizionale modello basato sulla sicurezza perimetrale. Attraverso la definizione di perimetri granulari e una strategia di micro-segmentazione, è quindi possibile creare policy sicure e monitorare gli accessi alle risorse protette.

5) Il Lifecycle Management

Una rete è sicura solo nella misura in cui sono sicuri i dispositivi ad essa connessi. Bisogna, quindi, assicurarsi di avere una visione completa dell’intero ecosistema di rete per implementare un corretto lifecycle management dei diversi device e assicurarsi di avere software sempre aggiornati e sicuri. Di grande supporto in questo senso sono software quali l’AXIS Device Manager, che permettono di ottenere informazioni in tempo reale sullo stato dei dispositivi.

Dal quadro appena delineato emerge chiaramente come la cybersecurity coinvolga le organizzazioni nella loro interezza e non solo. Si tratta infatti di una responsabilità condivisa di tutti gli stakeholder, dai produttori ai distributori, dai ricercatori agli installatori, fino agli utenti finali.

Ciascuno è chiamato a fare la propria parte per garantire che ogni anello della catena della cybersecurity sia il più saldo possibile. In tal senso, svolge un ruolo chiave anche la scelta del giusto partner. Non tutti i fornitori sono uguali, occorre pertanto valutare in modo rigoroso a chi affidarsi. Avere la certezza che i propri supplier siano a loro volta concentrati nel ridurre al minimo i rischi di sicurezza offre infatti una garanzia in più.

 

L'articolo Cybersecurity e sicurezza fisica: 5 fattori da considerare per sistemi a prova di futuro proviene da Data Manager Online.

]]>
Videosorveglianza e sostenibilità: l’approccio di Axis https://www.datamanager.it/2023/10/videosorveglianza-e-sostenibilita-lapproccio-di-axis/ Mon, 30 Oct 2023 10:58:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231886 La sostenibilità è forse uno degli argomenti più discussi. Ed è un tema che ci tocca non solo in quanto individui, ma anche dal punto di vista aziendale. In entrambi i casi, infatti, l’impatto delle nostre azioni sull’ambiente suscita sempre sentimenti forti e necessita di essere considerato attentamente, per mitigarne gli effetti negativi. In Axis […]

L'articolo Videosorveglianza e sostenibilità: l’approccio di Axis proviene da Data Manager Online.

]]>
La sostenibilità è forse uno degli argomenti più discussi. Ed è un tema che ci tocca non solo in quanto individui, ma anche dal punto di vista aziendale.

In entrambi i casi, infatti, l’impatto delle nostre azioni sull’ambiente suscita sempre sentimenti forti e necessita di essere considerato attentamente, per mitigarne gli effetti negativi. In Axis crediamo che sia fondamentale lavorare in modo coordinato e orientato a tre tipi di responsabilità: sociale, etica e ambientale.
Agire in modo sostenibile significa creare valore a lungo termine per tutti gli stakeholder, attraverso l’attuazione di una strategia aziendale incentrata sul rispetto delle persone e del pianeta, oltre che sulla crescita. Il successo di questo approccio sostenibile è confermato dai dati riportati nella dodicesima edizione dell’annuale Axis Sustainability Report, realizzato secondo gli standard Global Reporting Initiative (GRI) e UN Global Compact.
L’impegno di Axis verso la sostenibilità si basa, in particolare, su 4 pilastri: proteggere il pianeta, innovare responsabilmente, essere affidabili e rispettare le persone.

Proteggere il pianeta

Lotta al cambiamento climatico, tutela delle risorse naturali e protezione degli ecosistemi, sono le tre aree di una strategia ambientale per ridurre al minimo l’impatto ambientale in tutto ciò che si fa. L’Axis Environmental Policy and Environmental Strategy ispira tutte le nostre azioni: dall’ottimizzazione della produzione e del ciclo di vita dei prodotti, alla riduzione del consumo energetico, alle riparazioni e sostituzioni, all’efficientamento del trasporto e della logistica, fino alla definizione dei requisiti per la scelta di fornitori e partner.
Una parte centrale di questo impegno è l’ideazione e la costruzione di telecamere e dispositivi che soddisfino i requisiti di sostenibilità sin dalla selezione e dall’origine dei materiali di costruzione e dei componenti. Ad esempio, il 56% di tutte le telecamere lanciate nel 2022 da Axis contiene plastiche riciclate e/o biobased e/o basate sulla cattura del carbonio.
Non meno importante, è la definizione degli obiettivi scientifici di riduzione delle emissioni a livello aziendale. Obiettivi che devono estendersi a tutta la catena logistica, sia a monte che a valle, per garantire il rispetto degli standard. Data la portata di questa iniziativa, ogni aspetto del business, dalla scelta delle materie prime al riciclaggio dei prodotti, dovrebbe concorrere al raggiungimento di questo traguardo.

Innovare responsabilmente

Innovare e adottare nuove tecnologie nel massimo rispetto di tutte le persone e del pianeta, significa offrire solo prodotti e soluzioni che un’azienda possa sostenere da un punto di vista etico, a supporto del cliente. In Axis riconosciamo l’esistenza di dilemmi etici insiti in molte situazioni in cui vi sia utilizzo delle tecnologie di videosorveglianza; anche per questo, ci impegniamo a migliorare ulteriormente l’affidabilità delle nostre soluzioni, a incentivarne un uso corretto per salvaguardare la privacy delle persone e a offrire il massimo livello di sicurezza informatica.
Un altro campo di rilievo per l’innovazione è la cybersecurity, dove la richiesta tecnologie, soluzioni e partnership all’avanguardia è sempre molto alta. Alla fine dello scorso anno, ad esempio, abbiamo lanciato un programma privato di bug bounty con Bugcrowd, leader nella cybersecurity in crowdsourcing. Al centro di questa partnership c’è, ancora una volta, la volontà di costruire rapporti con ricercatori di sicurezza esterni e hacker etici, nel quadro più ampio di una strategia di gestione delle vulnerabilità trasparente.

Essere affidabili

“Fiducia” è il termine chiave per operare con successo sul mercato. Senza fiducia e trasparenza non ci può, infatti, essere una relazione proficua e ottimale per tutte le parti. Per rafforzare ulteriormente la nostra affidabilità agli occhi di tutta la filiera, ci siamo sottoposti a una valutazione di sostenibilità indipendente, condotta da EcoVadis, ottenendo un rating di sostenibilità Silver per due anni consecutivi. Si tratta di un riconoscimento al nostro approccio nel garantire uno standard elevato in tutti i criteri ESG. Inoltre, la valutazione ha dato modo ad Axis di ottenere informazioni utili sulle aree di miglioramento e, allo stesso di tempo, di raccogliere dati indipendenti sui nostri sforzi in ottica di sostenibilità.

Rispettare le persone

Il rispetto per le persone è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità nelle relazioni organizzative. Cercando di adottare sempre comportamenti etici, ogni azienda dovrebbe mirare a creare un impatto sociale positivo lungo l’intera catena del valore.
Axis riflette questo impegno nel Codice di Condotta, che si ispira ai principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e del Global Compact delle Nazioni Unite. Si tratta di una guida che descrive i principi su cui fondare le operazioni e che descrive l’azienda come rispettosa delle leggi, etica e responsabile. Non solo chi opera internamente ad un’azienda, ma anche i partner dovrebbero essere chiamati a conformarsi a codici simili, così che gli standard più elevati possano essere rispettati.

L'articolo Videosorveglianza e sostenibilità: l’approccio di Axis proviene da Data Manager Online.

]]>
Quanto costa realmente un sistema di sicurezza? https://www.datamanager.it/2023/10/quanto-costa-realmente-un-sistema-di-sicurezza/ Tue, 24 Oct 2023 12:21:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231641 Quando si acquista un sistema di sicurezza, spesso le decisioni si riducono solo al prezzo delle telecamere, dell’archiviazione e dell’installazione. Eppure, questo approccio lascia l’utente finale con grandi difficoltà davanti a sé. I sistemi di sorveglianza durano da 5 a oltre 20 anni, ridurre quindi tutte le considerazioni di costo alla spesa iniziale non permette […]

L'articolo Quanto costa realmente un sistema di sicurezza? proviene da Data Manager Online.

]]>
Quando si acquista un sistema di sicurezza, spesso le decisioni si riducono solo al prezzo delle telecamere, dell’archiviazione e dell’installazione. Eppure, questo approccio lascia l’utente finale con grandi difficoltà davanti a sé. I sistemi di sorveglianza durano da 5 a oltre 20 anni, ridurre quindi tutte le considerazioni di costo alla spesa iniziale non permette di avere il quadro generale.

I costi iniziali per acquistare e installare un sistema di sicurezza tendono a rappresentare solo il 30% dei costi totali sostenuti durante il ciclo di vita del sistema. A questo proposito, si parla infatti di Total Cost of Ownership (TCO) o costo totale di proprietà. Ciò nonostante, molti utenti finali basano la loro decisione sul prezzo della sola telecamera. In questo modo, la scelta viene fatta considerando solo il 10-15% dei costi totali del sistema di sicurezza. La realtà è che circa il 70% delle spese arriva dopo l’installazione del sistema e queste, purtroppo, possono rappresentare una brutta sorpresa per gli utenti finali che non hanno considerato i costi indiretti del sistema di sicurezza.

Prendersi del tempo per pensare a come il sistema verrà utilizzato e ai costi associati può portare a un significativo risparmio nel lungo periodo. Le scelte iniziali, come il tipo di dispositivo da installare, impattano sulle spese future, dal consumo energetico al monitoraggio, fino alla manutenzione. Anche se in questa sede ci concentreremo specificatamente sulle telecamere, lo stesso principio vale per qualsiasi device di un sistema di sorveglianza. Considerare il TCO ti aiuterà ad identificare le domande giuste da porre quando dovrai decidere quale nuovo sistema di sicurezza acquistare.

Guardare oltre il prezzo delle telecamere

Filtrare è un importante passaggio nel processo di acquisto: definire le tue esigenze di sorveglianza e il budget disponibile è fondamentale per restringere il numero di scelte possibili. Sfortunatamente, troppe volte il discorso iniziale si focalizza solo sulle telecamere, senza considerare i requisiti più ampi del sistema nel suo complesso, dall’utilizzo dell’energia alle esigenze di archiviazione.

Si potrebbe essere tentati di concentrare il discorso relativo al budget sulle telecamere, anziché su dove ci sarà necessità di spendere per il funzionamento e la manutenzione. Eppure, il sistema di sicurezza dovrà supportare le tue esigenze per il prossimo futuro. Vale la pena ricordare che i costi di funzionamento, monitoraggio e manutenzione di certe telecamere spesso supera il costo dei dispositivi stessi e deve, quindi, essere valutato prima dell’acquisto.

Prevedere i costi di storage

Se sei sul mercato in cerca di un nuovo sistema di sorveglianza, è molto probabile che dovrai considerare come archiviare i filmati una volta registrati. In media, la legge prevede che le potenziali prove siano conservate per un mese. Tuttavia, in alcune regioni o casi d’uso, questo periodo si estende a 180 giorni, rendendo l’archiviazione un fattore di peso nei costi complessivi del sistema di sicurezza.

Per evitare di ritrovarsi con ingenti spese di server ed elettricità dopo l’installazione delle telecamere, come suggerisce Axis Communications, è essenziale considerare i diversi costi di archiviazione associati a ciascun modello di telecamera in esame. L’acquisto di quelle più economiche per ridurre la spesa iniziale può rivelarsi una falsa economia. Infatti, se queste telecamere comportano requisiti di archiviazione molto elevati, nel lungo periodo vi ritroverete a spendere di più per i server e i costi energetici.

Allo stesso modo, se hai in programma di limitare i costi di storage, riducendo le dimensioni dei video memorizzati, dovrai scegliere attentamente i dispositivi giusti per garantire che la compressione del video non comprometta la qualità delle prove, pixellando o sfocando le immagini al punto da non consentire più l’identificazione di un sospettato.

Ritrovarsi con filmati di scarsa qualità che non possono fungere da prova utile può vanificare l’obiettivo per cui si è installato il sistema di sicurezza stesso. Alcune telecamere sono dotate di tecnologie sofisticate che possono preservare tutti i dettagli forensi importanti, riducendo al contempo la larghezza di banda e i requisiti di archiviazione e, quindi, i costi a lungo termine. Prima di installare il sistema, vale la pena verificare eventuali dichiarazioni di riprese di alta qualità con bassi requisiti di archiviazione, per essere sicuri che il sistema corrisponda alle proprie aspettative.

Ogni serie di requisiti è unica. Ad esempio, potresti aver bisogno di immagini di alta qualità anche al buio. Mentre alcune telecamere possono compensare bassi livelli di luce, aumentando il guadagno e, quindi, i requisiti di archiviazione e i costi; altre opzioni usano tecnologie alternative di ottimizzazione della luce che non hanno lo stesso impatto su larga scala sui costi di archiviazione.

Potrebbero perfino aiutarti a risparmiare sul budget, eliminando la necessità di un’illuminazione esterna aggiuntiva.

Anticipare tutti i costi indiretti: dal monitoraggio alla manutenzione

Il tipo di dispositivo scelto influisce sui costi, ben oltre l’archiviazione. Per prevedere il costo complessivo del sistema di sicurezza, bisogna considerare anche il monitoraggio, la manutenzione e l’utilizzo di energia elettrica.

Una volta che si tirano le somme, i costi possono accumularsi rapidamente ma, soprattutto, i dispositivi che si scelgono avranno un impatto sull’entità di queste cifre. Se si opta per telecamere e apparecchiature più economiche all’inizio, i costi indiretti possono essere vertiginosi. Al contrario, la scelta di dispositivi di più alta qualità fin dall’inizio può aiutarvi a ridurre i costi indiretti del sistema di sicurezza nel lungo periodo, assicurando risparmi che potrete reinvestire e utilizzare per fare crescere più velocemente la vostra attività.

Ad esempio, i proprietari di sistemi di sicurezza installati in condizioni ambientali difficili, come in un porto marittimo o in un impianto chimico, possono dover affrontare ingenti spese di manutenzione per ripulire le telecamere dall’acqua salata e dalla polvere. Passando a telecamere più sofisticate che offrono funzioni di pulizia a distanza o progettate con materiali e componenti autopulenti, come una cupola con rivestimento idrofilo, si riducono gli interventi di manutenzione e, quindi, i costi associati.

Trasformare un acquisto in un investimento

Considerando come la decisione iniziale sul tipo di telecamera da acquistare possa influenzare la futura catena di costi, è possibile trasformare la decisione di acquisto in un investimento. Per raggiungere questo risultato, è sufficiente porsi alcune domande:

  • Di quali funzionalità ho bisogno?
  • Di quanto spazio di archiviazione avrò bisogno se acquisto quelle telecamere?
  • Quanta elettricità servirà per il funzionamento del sistema nel lungo periodo?
  • In che modo le tecnologie offerte da queste telecamere incidono sui costi totali?

Delineare il quadro più ampio dei costi

La domanda “quanto costa un sistema di sicurezza?” va ben oltre l’acquisto iniziale. Fare la scelta giusta in base al quadro generale può tradursi in una spesa iniziale leggermente più alta, ma è una spesa che nel lungo periodo si ripaga da sola.

In sostanza, prendersi del tempo per fare le domande giuste all’inizio, così come trovare dei partner aperti a rispondere a quelle domande e ad aiutarti a calcolare i costi nel lungo periodo, ti permetterà di evitare sorprese spiacevoli in termini di costi futuri di elettricità, archiviazione, di funzionamento e manutenzione. Inoltre, ti garantirà di avere il sistema di sicurezza più adatto alle tue esigenze specifiche.

L'articolo Quanto costa realmente un sistema di sicurezza? proviene da Data Manager Online.

]]>
Axis Communications, Stefano Banzola è il nuovo Sales Manager Italy https://www.datamanager.it/2023/07/axis-communications-stefano-banzola-e-il-nuovo-sales-manager-italy/ Wed, 12 Jul 2023 09:10:53 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229540 La nomina conferma la volontà dell’azienda svedese di continuare a crescere nel Paese, rafforzando ulteriormente le relazioni con partner e clienti Axis Communications, azienda leader nel video di rete, annuncia la nomina di Stefano Banzola come Sales Manager Italy. Con un’esperienza ventennale nell’ambito della sicurezza e della videosorveglianza, Banzola è parte del Team di Axis da oltre 10 […]

L'articolo Axis Communications, Stefano Banzola è il nuovo Sales Manager Italy proviene da Data Manager Online.

]]>

La nomina conferma la volontà dell’azienda svedese di continuare a crescere nel Paese, rafforzando ulteriormente le relazioni con partner e clienti

Axis Communications, azienda leader nel video di rete, annuncia la nomina di Stefano Banzola come Sales Manager Italy. Con un’esperienza ventennale nell’ambito della sicurezza e della videosorveglianza, Banzola è parte del Team di Axis da oltre 10 anni. Nei precedenti ruoli di Strategic Account Manager e Key Account End-Customer, si è sempre distinto per la capacità di creare relazioni durature con i clienti.
Nello svolgimento del suo nuovo incarico, il manager avrà il compito di guidare il team di vendita italiano, sviluppando strategie commerciali efficaci ed intensificando la rete di relazioni con i clienti, distributori e system integrator, con l’obiettivo di favorire una crescita continua a lungo termine. La sua comprovata expertise nel settore e la sua conoscenza approfondita del mercato giocheranno inoltre un ruolo fondamentale nell’espansione della rete di contatti dell’azienda con gli utenti finali.
“Sono in Axis da diversi anni e sono felice di continuare a contribuire al suo sviluppo a lungo termine. Mi impegno a perseguire obiettivi stimolanti e a partecipare all’espansione del brand nel settore della security e oltre. Sempre più numerosi sono gli ambiti in cui le nostre tecnologie trovano applicazione. Ad esempio, nella progettazione di smart city e infrastrutture critiche, nell’efficientamento energetico per promuovere aziende più sostenibili, nel miglioramento dei processi come la supply chain e nell’aumento dell’attenzione per la safety”, dichiara Stefano Banzola, Sales Manager Italy di Axis.
“Alla base della nostra azienda, ci sono le persone che la compongono e i valori che condividono. Crediamo inoltre fermamente nell’importanza della collaborazione con i nostri partner e nella creazione di un ambiente di lavoro positivo. Stefano è parte di Axis da diversi anni ed è la persona giusta per continuare su questa strada. Le sue competenze e la sua esperienza favoriranno l’eccellenza operativa e la creazione di un network di relazioni sempre più consolidato, indispensabile per una crescita duratura”, commenta Matteo Scomegna, Regional Director Southern Europe di Axis.

L'articolo Axis Communications, Stefano Banzola è il nuovo Sales Manager Italy proviene da Data Manager Online.

]]>