back office – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:05:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png back office – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Creval sceglie la piattaforma Irion per l’automatizzazione del back office https://www.datamanager.it/2018/05/creval-sceglie-la-piattaforma-irion-per-lautomatizzazione-del-back-office/ Wed, 09 May 2018 13:28:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147165 Il gruppo bancario aumenta l’efficienza dei processi combinando la tecnologia RPA con la piattaforma di Enterprise Data Management della software house torinese Irion annuncia che la propria piattaforma di EDM è stata scelta dal gruppo bancario Credito Valtellinese per efficientare, in combinazione con la tecnologia RPA (Robotic Process Automation), parte dei processi di back office. Grazie […]

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Il gruppo bancario aumenta l’efficienza dei processi combinando la tecnologia RPA con la piattaforma di Enterprise Data Management della software house torinese

Irion annuncia che la propria piattaforma di EDM è stata scelta dal gruppo bancario Credito Valtellinese per efficientare, in combinazione con la tecnologia RPA (Robotic Process Automation), parte dei processi di back office. Grazie a Irion, i dati utilizzati dalle diverse componenti, vengono orchestrati e certificati, mitigando così i potenziali rischi connessi all’automatizzazione.

Creval ha ottimizzato diversi processi con la RPA, riscontrando molteplici vantaggi quali il minore impegno del personale in attività ripetitive, la possibilità di reimpiego delle risorse in attività a maggior valore aggiunto, l’incremento di velocità e precisione a beneficio della qualità del servizio al cliente. Nell’utilizzo della sola RPA ci sono però anche potenziali criticità: un bot interagisce con applicazioni software che nel tempo potrebbero essere modificate; i percorsi di interazione con un’applicazione possono presentare casistiche particolari ed eccezioni; spesso non basta robotizzare l’interazione con una applicazione, ma è necessario reperire informazioni, applicare regole, valutare condizioni, orchestrare una serie di task.

In questo contesto, un’architettura di process automation non può quindi prescindere da un valido supporto di Data Management, per la gestione dell’accesso ai dati e la determinazione di regole e condizioni operative che guidano il funzionamento degli altri componenti. Così, Creval ha scelto di affidarsi a Irion e alla sua piattaforma di EDM, che la banca già da tempo impiegava per altre funzioni. Con il suo ricco corredo funzionale, la sua versatilità di impiego e la facilità di integrazione, anche in questo caso Irion EDM sta svolgendo efficacemente il proprio ruolo.

“Con l’applicazione pratica della RPA, ci siamo resi conto che questi tool vanno inseriti in un’architettura complessiva di process automation, con funzionalità di data management e workflow management realizzate con strumenti che le gestiscono nativamente. Scegliere Irion, che già conoscevamo e apprezzavamo, è stata una naturale conseguenza”, ha dichiarato Umberto Colli, Chief Operating Officer di Creval.

Tra le funzioni già automatizzate da Creval ci sono i processi di aggiornamento cedole e di gestione delle carte emesse dalla banca. Questi ultimi riguardano gli interventi di blocco, sblocco, revoca di una carta di credito, di un bancomat, di una Viacard, di un Telepass (per un totale di circa 100 lavorazioni al giorno, di cui ora circa l’80% non richiede più interventi umani). Quando il cliente si presenta allo sportello, l’operatore deve solo inserire in un modulo il set minimo di informazioni necessarie per la lavorazione, che viene preso in carico da un componente di EDM che recupera i dati necessari, ne controlla la congruenza e attiva il bot (l’applicazione RPA). Il bot a sua volta provvede a eseguire, simulando l’interazione di un operatore di back-office.

“Creval è nostro cliente da tempo e il fatto che abbia confermato la sua fiducia in noi, scegliendoci come supporto anche in ambito RPA ci da prova dell’efficacia della nostra piattaforma e del lavoro svolto dai nostri professionisti”, ha commentato Alberto Scavino, CEO di Irion.

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Augeos e Banco Popolare – Insieme nel nome dell’IT https://www.datamanager.it/2016/05/augeos-banco-popolare-insieme-nel-nome-dellit/ Thu, 12 May 2016 09:08:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101165 L’innovativa soluzione AT Master è stata implementata da Augeos per supportare i servizi del Gruppo bancario, puntando su automazione dei processi e qualità delle informazioni. I prossimi passi sono la navigazione dei dati e nuovi tool di analisi e valutazione Augeos fornisce servizi e soluzioni IT ad alto valore aggiunto nei segmenti del risk management e […]

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L’innovativa soluzione AT Master è stata implementata da Augeos per supportare i servizi del Gruppo bancario, puntando su automazione dei processi e qualità delle informazioni. I prossimi passi sono la navigazione dei dati e nuovi tool di analisi e valutazione

Augeos fornisce servizi e soluzioni IT ad alto valore aggiunto nei segmenti del risk management e data providing, con un portafoglio clienti che comprende tra gli altri Intesa SanPaolo, Mediobanca, Cedacri Banco Popolare e Societè Generale. La value proposition di Augeos poggia su tre pillar: informazioni complete e aggiornate per ogni ambito di applicazione, esperienza e competenza dei team di professionisti e tecnologia all’avanguardia. Fin da subito, l’azienda si specializza nello sviluppo di servizi e soluzioni software innovativi, rivolti prevalentemente al mondo Finance & Banking. La società nasce nel 2005 a Rivoli, in Piemonte, fondata da Claudio Ruffini e da Carlo Cugusi, attuale amministratore che racconta a Data Manager il progetto realizzato con il Gruppo Banco Popolare e basato su AT Master, la soluzione dipartimentale proposta da Augeos per l’amministrazione anagrafica centralizzata di strumenti finanziari, mercati e società.


#ATMaster la soluzione di #Augeos per supportare i servizi e processi di #BancoPopolare
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Un unico repository per i dati anagrafici degli strumenti finanziari

Si tratta di una piattaforma in produzione presso il Banco Popolare, che viene utilizzata per erogare prezzi e dati anagrafici consultabili o integrabili nelle banche dati (procedure di back office, risk management, gestione portafogli, trading) dei clienti. «Augeos, grazie alla sua esperienza specifica nel campo dell’integrazione delle informazioni anagrafiche degli strumenti finanziari, propone una soluzione dipartimentale di rapida implementazione e con un approccio pratico e concreto» – spiega Cugusi. Le esigenze di business erano chiare e predeterminate fin dall’inizio: «Confrontare la qualità dei dati di differenti information provider e scegliere quello più corretto. Verificare l’integrabilità a livello di tempi e costi dell’information provider scelto all’interno dei propri sistemi informativi. Validare le funzionalità del software di master anagrafico e alimentare infine con le informazioni necessarie la procedura di back office titoli e acquisire il totale controllo delle informazioni veicolate alla procedura titoli. AT Master è collegato a diversi provider d’informazione e raccoglie i dati in un unico database, gestisce e amministra tali dati distribuendoli in automatico ad altre procedure con differenti logiche e formati. In questo modo, si crea un unico repository per i dati finanziari, che vengono gestiti in modo centralizzato, si snellisce il back-office e si automatizza il reperimento di informazioni aggiornate e garantite.

Obiettivi e tempi di realizzazione

La partnership tra due realtà leader di mercato, come appunto Augeos e il Gruppo Banco Popolare, ha consentito che il progetto venisse portato a termine in tempi brevi e con i risultati attesi. Per raggiungere questo traguardo, oltre alla necessaria expertise tecnica occorre una forte leadership imprenditoriale. «Lo sviluppo di una soluzione estremamente specializzata – continua Cugusi – ha bisogno, oltre che della competenza tecnica e di settore del team di sviluppo e analisi, anche della leadership di una primaria realtà bancaria, quale il Banco Popolare, che apporti la giusta dose di concretezza e praticità a quelle che altrimenti rimarrebbero delle analisi e delle proposte di sviluppo, consentendo così di passare dalla teoria alla pratica delle azioni operative. In questo modo il prodotto si è arricchito dell’esperienza legata alla operatività quotidiana dell’amministrazione titoli». Nell’ambito dell’IT per i servizi finanziari, forse mai come oggi, è avvertita l’urgenza della massima efficienza ed elasticità. Augeos si propone di aiutare i clienti a integrare maggiormente, migliorare oppure sostituire le proprie fonti informative, grazie alla adozione di processi organizzati e molto specialistici. «Vogliamo restare leader facendo squadra con i nostri clienti e  agendo insieme a loro per raggiungere l’eccellenza in termini di qualità ed efficacia nei propri processi core».

Servizi informatici a misura di business

La Società Gestione Servizi BP del Gruppo Banco Popolare nasce il primo aprile 2000 mediante conferimento dei rami d’azienda da parte della BPV SGSBP e del Credito Bergamasco. Tra i momenti più significativi della storia del gruppo ci sono state le integrazioni di BPN e del Gruppo BPI, che insieme al Gruppo BPVN SGSP ha dato origine al Banco Popolare il primo luglio 2007. «La mission della società è di costituire un polo di eccellenza nella fornitura alle aziende del Gruppo dei servizi informatici, amministrativi di back-middle office, logistici e di safety & security, ottimizzando i costi e i processi» – spiega Luca Marini, responsabile servizio applicazioni finanza di Società Gestione Servizi BP del Gruppo Banco Popolare. Questo risultato viene perseguito attraverso varie leve, tra cui le sinergie, le economie di scala, le tecnologie avanzate e la specializzazione delle professionalità. Il tutto sempre guidato da una profonda cultura d’impresa orientata ai risultati e all’innovazione. L’attività di gestione e sviluppo dei sistemi informatici viene svolta con un’attenzione particolare alle soluzioni innovative proposte dal mercato con l’obiettivo non solo di fornire all’utente strumenti avanzati in grado di rispondere tempestivamente alle sempre più articolate esigenze di business, ma anche di cercare le novità tecnologiche per garantire sempre più elevati standard di efficienza e qualità.


#Augeos e #BancoPopolare insieme nel nome dell’IT
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Architettura solida, flessibile e affidabile

Il progetto AT Master svolto in partnership con Augeos rappresenta un traguardo d’eccellenza per il Gruppo Banco Popolare. Il grande tema che il progetto va a indirizzare è quello della qualità del dato, un elemento sempre più cruciale nei processi bancari. «L’obiettivo di implementare un’applicazione di Master Anagrafico risponde all’esigenza di accentrare questi processi di acquisizione e validazione dei dati in modo da assicurare univocità all’interno del sistema informativo nel suo complesso» – spiega Marini. «La procedura è finalizzata quindi a validare i dati presenti nell’anagrafe titoli, utilizzati tra l’altro nell’operatività e nella rendicontazione con la clientela. In modo sistematico vengono effettuati controlli di consistenza e completezza, segnalando gli eventuali disallineamenti o attivando blocchi procedurali nei casi più gravi». Una delle principali sfide che il progetto ha posto è stata la gestione degli aspetti tecnologici legati al dimensionamento del data base e alle performance di navigazione. «La collaborazione con Augeos e la condivisione della soluzione in outsourcing presso la loro server farm ci ha consentito di beneficiare di un’architettura solida, flessibile e di massima affidabilità».

Qualità dei dati per gestire il rischio

ll progetto è complesso e in questa prima fase, dedicata all’ottimizzazione dell’acquisizione e distribuzione del dato, seguirà nel corso di quest’anno il rafforzamento dei processi di controllo e validazione anche attraverso l’integrazione con nuove fonti (infoprovider o banche dati). «L’anagrafe titoli e in particolare la qualità, la tempestività di aggiornamento e la ricchezza dei dati disponibili – continua Marini – si confermano elementi essenziali in moltissimi processi della banca, anche in conseguenza dell’inasprimento del quadro normativo. Metteremo quindi a disposizione del risk management una soluzione per “navigare i dati” e creare un bacino di informazioni utili per analisi e valutazioni. Anche su questo aspetto ci affidiamo alla capacità di Augeos di supportarci nello sviluppo del progetto, mantenendo il livello di eccellenza».

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Sait porta sul cloud il sistema di back-office e loyalty https://www.datamanager.it/2016/04/sait-porta-sul-cloud-sistema-back-office-loyalty/ Mon, 18 Apr 2016 12:48:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99085 Con la soluzione in cloud Di.Tech, il consorzio di cooperative trentine ha centralizzato la gestione dei punti vendita. Marketing online e pagamenti in mobilità, i prossimi passi Sait è il consorzio di cooperative di consumo delle valli trentine, che aderisce a Coop Italia e svolge la funzione di centrale commerciale per l’erogazione di servizi alle 80 […]

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Con la soluzione in cloud Di.Tech, il consorzio di cooperative trentine ha centralizzato la gestione dei punti vendita. Marketing online e pagamenti in mobilità, i prossimi passi

Sait è il consorzio di cooperative di consumo delle valli trentine, che aderisce a Coop Italia e svolge la funzione di centrale commerciale per l’erogazione di servizi alle 80 famiglie cooperative del Trentino. Tra i principali servizi che offre ci sono l’acquisto e la distribuzione di beni di largo consumo alle famiglie cooperative, la gestione di una rete di supermercati diretti per la vendita al dettaglio, la definizione della politica commerciale per le famiglie cooperative e i servizi di indirizzo e supporto informatico per le famiglie cooperative associate. Oltre a queste ultime, la rete di vendita comprende 400 punti nel Trentino Alto Adige e punti di servizio nelle province limitrofe.


#Di_tech porta sul #cloud il sistema di back-office e loyalty di #Sait
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Innovazione per il territorio

«Sait, azienda fondata nel 1899, ha come missione la fornitura di merci e servizi di qualità al prezzo più competitivo» – spiega a Data Manager Franco Corradini, direttore dei sistemi informativi e organizzazione di Sait. Il consorzio si è dotato di un sistema di punto vendita in cloud, realizzato dalla società Di.Tech, specializzata nei sistemi informativi e nella consulenza strategica e operativa nel segmento della distribuzione. Si tratta di un progetto di centralizzazione del sistema di back-office del negozio e dei servizi di carta fedeltà su cloud, che comprende anche la razionalizzazione delle barriere di cassa nei supermercati. «Sino a pochi anni fa l’architettura informatica di un retailer era basata su applicativi distinti tra la centrale e i punti vendita – prosegue Corradini. «Con la disponibilità di connettività performante e sicura, le aziende hanno capito che è possibile un ritorno ad architetture centralizzate che consentono la gestione delle merci e la relazione con i soci e clienti in tempo reale. Spostando in cloud pezzi del sistema informativo, diminuisce la complessità da presidiare e ci si focalizza maggiormente sul business».

Esigenze e nuovi servizi

Il sistema implementato da Di.Tech ha abilitato le funzionalità di un network ad alte prestazioni e affidabilità, in cui Sait è l’hub principale mentre i negozi rappresentano i punti di accesso remoto. Tra gli altri vantaggi, la nuova soluzione permette di integrare i sistemi di automazione e servizio al consumatore presenti in negozio con il sistema cloud per quanto riguarda le etichette elettroniche sugli scaffali, i distributori automatici, i sistemi di self scanning, di self checkout e la consegna a domicilio. Viene inoltre abilitata una migliore integrazione tra il canale di e-commerce e il sito di servizio al consumatore (www.coopacasa.it – www.laspesainfamiglia.coop).


#Di_tech e #Sait L’innovazione che fa crescere il territorio
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Obiettivi e sviluppi futuri             

«Abbiamo come obiettivo la diffusione della soluzione More su tutta la rete delle cooperative socie e l’avvio di attività di marketing che sfruttino l’architettura online, in particolare promozioni contingentate e gestione evoluta del catalogo premi» – prosegue Corradini. «La collaborazione con Di.Tech è molto importante per Sait. Da anni, lavoriamo a stretto contatto in ottica di vera partnership. Apprezziamo soprattutto la capacità di Di.Tech di farci evolvere gradualmente inserendo nuove applicazioni in sostituzione di quelle “obsolete”, e di essere sempre da stimolo, proponendo il livello di innovazione più adatto al nostro contesto». Per noi il digitale è un’opportunità, ma anche un obbligo. In molte realtà periferiche, infatti, se chiude il punto vendita della cooperativa, il paese muore. Anche in queste situazioni vogliamo continuare a esserci e le tecnologie possono essere un valido supporto».

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Bassilichi – L’arte del pagamento elettronico https://www.datamanager.it/2014/10/bassilichi-larte-pagamento-elettronico/ Mon, 13 Oct 2014 11:20:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62753 Un passato di bottega artigianale per la manutenzione di macchine contabili e copiatrici, poi la prima svolta con la digitalizzazione dei beni artistici. Oggi, il gruppo fiorentino domina le tecnologie per la moneta digitale e punta sulla crescita internazionale e la trasformazione del back-office della banca Nasce più di mezzo secolo fa, con lo spirito […]

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Un passato di bottega artigianale per la manutenzione di macchine contabili e copiatrici, poi la prima svolta con la digitalizzazione dei beni artistici. Oggi, il gruppo fiorentino domina le tecnologie per la moneta digitale e punta sulla crescita internazionale e la trasformazione del back-office della banca

Nasce più di mezzo secolo fa, con lo spirito della classica bottega artigianale, la società toscana di servizi tecnologici di oltre duemila dipendenti e una stima di fatturato consolidato per il 2014 di 303 milioni: Bassilichi non solo rappresenta un caso di avanguardia tecnologica tutta italiana nello sviluppo di soluzioni di monetica e sistemi di pagamento, ma si appresta a rivoluzionare – con i suoi esclusivi modelli di outsourcing avanzato dei processi – anche un mondo complesso e geloso delle sue prerogative come il back-office delle grandi banche. La strada percorsa da Bassilichi è lunga e caratterizzata da svolte significative, ma lo spirito tipicamente fiorentino dell’impresa, sempre capace di esprimere il meglio della propria dirigenza e di tutti i collaboratori per raggiungere livelli di assoluta eccellenza, è un forte elemento di continuità.


Marco e Leonardo Bassilichi si raccontano sulla copertina di Data Manager
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Appena costituita, nel 1957, dai genitori di Marco e Leonardo, uno presidente, l’altro amministratore delegato, Bassilichi si specializza in macchine contabili, microfilm e copiatrici, attirando così una solida clientela fatta di aziende, studi professionali e soprattutto di banche che devono attrezzare i loro sportelli. Da questa competenza originaria, si sviluppa tutta la successiva storia del gruppo. «Chi conosce quella prima fase della storia non immagina che la vera mente imprenditoriale dell’iniziativa era mia madre Mara» – racconta Marco Bassilichi, che oggi presiede la società. Accanto a lei il padre, Giovan Gualberto, è il geniaccio dell’elettromeccanica e delle vendite, capace di portare alla rapida affermazione commerciale una realtà che nel 1984 contava più di 150 dipendenti e fatturava 14 miliardi di lire. La prima grossa trasformazione avviene proprio in quegli anni a causa di un duplice evento traumatico. Nel 1984, scompare prematuramente la fondatrice e pochi mesi dopo, in seguito a un brutto incidente, anche papà Giovan Gualberto sarà rapidamente costretto a cedere la guida dell’azienda al più grande dei tre figli, Luca, successivamente fuoriuscito dalla compagine azionaria in cui Marco e Leonardo sono oggi gli azionisti di riferimento. Un ruolo che resta di controllo e non di comando, come rileva Marco Bassilichi, nel rispetto di una filosofia aziendale che punta solo sulla managerialità.

leonardo_Bassilichi AD Bassilichi
Leonardo Bassilichi – amministratore delegato di Bassilichi

 

DAL MICROFILM ALL’INCUNABOLO

È la fine degli anni 80 ed è il momento in cui l’azienda di servizio dall’esperienza accumulata con i sistemi di microfilmatura e le prime tecnologie di acquisizione documentale costruisce un’offerta rivolta alle esigenze di archiviazione delle aziende private e della pubblica amministrazione. Il filone dei servizi orientati alla clientela bancaria prosegue, ma Bassilichi diventa nota a un pubblico meno specializzato per le sue attività nel campo documentale a supporto delle necessità di archiviazione e classificazione dei beni culturali toscani e persino nel campo editoriale, con una pionieristica edizione digitale del codice Hammer-Leicester di Leonardo da Vinci, acquisito vent’anni fa da Bill Gates. L’espansione della società, che assume in un colpo solo 200 giovani di formazione umanistica, all’epoca, è legata alla scommessa del rinnovo dei contratti con i Beni Culturali. Già allora, le commesse pubbliche sono rischiose, il cliente è difficile e i tempi di pagamento molto lunghi. Quando Bassilichi raggiunge la soglia dei 400 dipendenti, le difficoltà spingono il management a cercare una partnership tra le banche con cui hanno le relazioni più forti, come Banca Toscana e la senese Monte Dei Paschi. Quest’ultima – ancora oggi tra i clienti di riferimento di Bassilichi – si dichiara disposta a entrare nell’azionariato della società, ma anche i giovani fratelli che la guidano e tutti i dipendenti devono impegnarsi. «Più di cento collaboratori decidono di rilevare quote dell’azienda convertendo la loro liquidazione» – racconta Marco Bassilichi.

Alle soglie del nuovo millennio, in un momento in cui l’informatica delle banche sta vivendo, con la sfida dell’anno Duemila, una fase di grande sviluppo, tra outsourcing delle prime attività, e-commerce e Internet banking, Bassilichi si focalizza proprio su tali settori, rafforzando gli aspetti della documentazione e del back-office, della sicurezza fisica, ma soprattutto della moneta elettronica, la cosiddetta “monetica”. Intuendo che l’evoluzione dei terminali POS sarebbe diventata una formidabile arma strategica, dapprima nella relazione di business con istituzioni bancarie sempre più interessate a esternalizzare i processi periferici, poi sempre più in senso B2B2C, con il vasto mercato dei servizi più direttamente rivolti a consumatori, che coinvolgono le associazioni di categoria, attività commerciali, industria del turismo. «A quel punto diventa necessario per Bassilichi dotarsi di proprie tecnologie, attraverso un’espansione che si basa sull’acquisizione di altre aziende e sull’ingresso di capitali di private equity» – spiega Marco Bassilichi.

Danilo Rivalta direttore divisione marketing e commerciale Bassilichi
Danilo Rivalta – direttore divisione marketing e commerciale Bassilichi

 

INGRESSO IN BANCA

Alla fine del 2008, con l’acquisizione di quote di controllo del Consorzio Triveneto, Bassilichi consolida il proprio ruolo di fornitore di servizi di monetica e recentemente può contare anche su un solido nucleo di attività fuori dai confini italiani, primariamente in area balcanica e con alcuni clienti in Nord Europa, Africa e Asia. «Il potenziamento di queste attività globali sono uno dei punti caratterizzanti dell’attuale strategia di Bassilichi» – conferma Danilo Rivalta, manager con una lunghissima carriera in società come BMC Software, DIEBOLD ed Euronet Worldwide (società indipendente che gestisce una propria rete di bancomat) e che ha recentemente assunto la direzione di tutta la divisione marketing e commerciale del gruppo. «I mercati esteri rappresentano infatti una formidabile opportunità di business, vista la propensione di molti “green market” ad adottare una vision di servizio nel mondo dei pagamenti libera dai vincoli burocratici e culturali che in Italia – paradossalmente – limitano il potenziale di sviluppo delle tecnologie. Non a caso – continua Rivalta – dopo un’intensa attività di scouting, abbiamo deciso di acquisire la maggioranza di Ars Blue, una realtà serba di eccellenza che ha sviluppato una piattaforma completa per la gestione di transazioni tramite POS, ATM, self service e anche tramite device mobili e che vanta installazioni in tre continenti». E questa operazione è fondamentale «in quanto ci consente di entrare nel mondo dell’aquiring e dell’issuing e di competere a livello globale» – conclude Rivalta.

In Italia, invece, le due società del Gruppo particolarmente strategiche per Bassilichi sono Moneynet, al momento controllata attraverso la partecipazione maggioritaria in Consorzio Triveneto e Fruendo, la joint venture tra Bassilichi (60%) e Accenture (40%) in cui all’inizio del 2014 sono confluite oltre mille risorse che facevano parte del ramo d’azienda MPS dedicato all’insourcing di servizi amministrativi e back-office. Muovendosi sul doppio fronte costituito dagli strumenti di pagamento arricchiti da innovativi servizi a valore aggiunto di Moneynet e dall’avanzata offerta di esternalizzazione, Bassilichi sta conducendo la sua partita da fornitore di tecnologie bancarie che continua, anche ora che l’Arte non è più tra le sue specialità, ad abbinare competenza e creatività. «Il nostro mestiere – afferma l’amministratore delegato, Leonardo Bassilichi – è sempre stato quello di rompere certi schemi e siamo sempre stati criticati per questo. Ma a differenza di tanti altri, noi siamo ancora qui, grazie alla nostra capacità di non pensare solo alla redditività nell’immediato ma al valore dell’azienda e di guardare alla continuità al posto della sola marginalità. Da tempo, Bassilichi non è più un’azienda di proprietà perchè io e Marco abbiamo meno del 25%. Questo è un fattore che ci permette di affrontare sfide importanti con maggiore serenità, anche nella nostra strategia di aggregazione».

Un’altra caratteristica peculiare di Bassilichi è la relazione profondamente diversa con la forza lavoro, in netta controtendenza con le attuali prassi di delocalizzazione perseguite da molti service provider. «Le persone sono il nostro unico asset. L’unica logica possibile per Bassilichi è il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, persino in Serbia, dove molte imprese italiane delocalizzano, restiamo esportatori e integratori di competenze e tecnologie» – rimarca l’AD, che da giugno è anche il nuovo presidente della Camera di Commercio di Firenze. Sul versante interno, Leonardo Bassilichi intende proseguire la manovra di rifocalizzazione e accorciamento della filiera di controllo. «Dobbiamo riportare al marchio Bassilichi competenze, attività e di conseguenza identità» – riconosce il manager, conscio dei rischi di dispersione insiti nei processi di crescita per aggregazione».

UN FUTURO DI DISINTERMEDIAZIONE

Tutto questo deve preparare Bassilichi ad affrontare, con le tecnologie e l’outsourcing di processo, un futuro che l’ambiente bancario guarda con preoccupazione. Sottoposte alla pressione da parte di grandi brand multinazionali capaci di generare grandi volumi di transazioni commerciali, le banche temono l’erosione dello storico rapporto tra istituti, commercianti e acquirenti. Bassilichi – suggerisce l’AD – punta a inserirsi in questo contesto come «un’Ikea dei pagamenti», uno store di terminali, applicazioni e servizi in grado di abilitare un diverso rapporto tra commercianti, fornitori di servizi e i loro clienti. «Si deve lavorare su due fronti – abilitando i merchant ad affrontare la digitalizzazione della moneta favorita dalle normative che impongono di accettare il pagamento elettronico oltre la soglia dei 30 euro – e agendo sui consumatori con la leva della varietà dei servizi, del pagamento come gioco». Il terzo fronte, quello dei clienti più tradizionali, si presidia facendo diventare Bassilichi il migliore alleato della banca che vuole continuare a essere protagonista.

L’azienda fiorentina ha già al proprio attivo due servizi andati live con Moneynet in Italia e con la società Bassilichi CEE in Serbia. Da un lato DoctorPay, terminale POS mobile a costo zero che consente anche ai medici di famiglia di incassare le parcelle attraverso il proprio smartphone, senza costi fissi e in modo indipendente dalla banca d’appoggio. Dall’altro Pay on board, un nuovo servizio adottato dai tassisti di Belgrado (come a Firenze e Vicenza) per il pagamento delle corse con carta di credito. Il manager responsabile del catalogo di soluzioni di monetica in ambito b2c è Marco Di Cosimo, AD di Moneynet. «Anche dopo l’acquisizione dell’originaria società siciliana da parte del Consorzio Triveneto e l’ingresso di quest’ultimo nel gruppo Bassilichi – racconta Di Cosimo – Moneynet conserva la vocazione, che è nel suo DNA, allo sviluppo di soluzioni innovative nell’ambito della monetica». Lo scenario di business cambia completamente nel 2013, con l’implementazione della direttiva europea sui servizi di pagamento, la famosa “PSD”. Moneynet è tra le prime a chiedere a Banca d’Italia di diventare “istituto di pagamento”. È una svolta che spinge il gruppo Bassilichi a rivolgersi anche a un mercato più ibrido, aggiungendo al business il target consumer.

 

Marco Di Cosimo AD Moneynet, società del gruppo Bassilichi attiva nello sviluppo di sistemi di pagamento evoluti in ambito B2C
Marco Di Cosimo – AD Moneynet, società del gruppo Bassilichi attiva nello sviluppo di sistemi di pagamento evoluti in ambito B2C

 

SITUAZIONE WIN-WIN

«La natura del nostro mercato – sottolinea il responsabile di Moneynet – è legato alle sue origini bancarie, ma non possiamo non tener conto di un quadro normativo che tende a favorire la disintermediazione». Quando si parla di monetica, B2C significa poter offrire a qualsiasi tipo di esercente o professionista strumenti di pagamento nuovi, corredati da un’ampia tipologia di servizi mirati a generare fidelizzazione e nuovo business. «Con la moneta elettronica – prosegue Di Cosimo – il pagamento diventa sinonimo di terminale POS, una commodity attraverso cui i nuovi istituti di pagamento previsti dalla normativa possono aiutare il merchant a moltiplicare gli affari e rafforzare la relazione con i clienti. Proprio perché non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare al rapporto privilegiato con i nostri clienti bancari – spiega Di Cosimo – non parleremo solo con gli esercenti, ma cercheremo di portarli nel mondo dei servizi B2B2C coinvolgendo le banche per prime, rendendole più competitive». Di Cosimo è molto ottimista sull’effetto moltiplicativo della nuova legge sui pagamenti. Dai un milione e mezzo scarso di POS italiani (Bassilichi ne gestisce 237mila, per un volume di transazioni di oltre 25 miliardi di euro), le proiezioni parlano forse di un altro milione di terminali. Tra le prime novità c’è proprio DoctorPay, il servizio che Moneynet ha realizzato per i medici in collaborazione con Consulcesi, società che fornisce servizi e assistenza legale a oltre 50mila medici in tutta Italia. Si tratta di un dispositivo simile a uno smartphone da collegare via Bluetooth al cellulare del medico curante. Il grande vantaggio di DoctorPay è la totale indipendenza dall’operatore telefonico e dalla banca su cui il medico ha il conto corrente: è il professionista che sceglie dove far accreditare il pagamento del paziente. I vantaggi riguardano anche i micropagamenti e l’abbinamento con i sistemi di fidelizzazione e le applicazioni che analizzano il comportamento dei consumatori. «Siamo in pieno dominio dei big data – sottolinea Di Cosimo – e la nostra esperienza può essere fondamentale per cogliere certe opportunità. Per esempio, a Vicenza abbiamo lanciato un prodotto rivolto ai tassisti, che oggi possono rilasciare ai loro clienti uno scontrino georeferenziato su cui sono stampati informazioni, omaggi e buoni sconto per i musei o i negozi che si trovano intorno al luogo di destinazione del taxi».

L’alleanza con Accenture in Fruendo è il contraltare B2B della trasformazione che Di Cosimo ha raccontato a proposito di retail e – come osserva Leonardo Bassilichi – «permette al provider tecnologico toscano di chiudere il complicato circuito che lega ciò che esce dai nostri portamonete e ciò che avviene sul conto corrente, dietro le quinte dello sportello bancario, dando alla banca la possibilità di arricchire e personalizzare la relazione con i singoli correntisti».

È in questo delicato ambito strategico che Attilio Serrone, nominato AD di Fruendo per la sua esperienza di direttore generale del gruppo, intende portare tutto il know-how procedurale di Bassilichi, affiancando attraverso una innovativa proposta di business process outsourcing, la già ricca offerta B2B in ambito archiviazione, gestione documentale e contact center.

COSA C’È DIETRO LO SPORTELLO

Cercando di semplificare i dettagli tecnici forniti da Serrone, il modello “filiale-centrico” del sistema bancario divide in due livelli i servizi “operativi” erogati a supporto del lavoro di sportello. «Un primo livello – dice Serrone – riguarda la materialità, l’ordine, la classificazione di documenti come assegni, bonifici, effetti, deleghe fiscali». Da almeno quindici anni a questa parte, le banche hanno optato per una graduale esternalizzazione di queste attività di back-office. «Bassilichi si è rafforzata su questo mercato almeno dal 2006, con acquisizioni come Saped Servizi e eBs e una presenza ben distribuita sul territorio nazionale, con sedi a Milano, Firenze, Roma, Lecce. Ma c’è un secondo livello dei cosiddetti servizi operativi di rete, che afferisce ad attività di carattere più amministrativo – per esempio la pratica di gestione di una richiesta di fido sul conto corrente – che le banche hanno conservato al proprio interno perché legate a una forte conoscenza di processi specifici.


Oggi, Bassilichi domina le tecnologie per la moneta digitale e punta su crescita internazionale e trasformazione del back-office della banca
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Fruendo nasce proprio dal conferimento alla joint venture tra Bassilichi e Accenture di mille e cento persone del gruppo Monte dei Paschi su scala nazionale, impiegate per erogare servizi di operatività di secondo livello a tutte le filiali Montepaschi con un catalogo di procedure ben note ai tecnici del back-office: credito accentrato, operatività di rete, indagini bancarie di natura giudiziaria e molti altri.

La nuova realtà rappresenta una sfida notevole per Bassilichi, che ha dovuto innanzitutto garantire al cliente MPS la continuità operativa dei servizi già in essere e allo stesso tempo metabolizzare la robusta iniezione di nuovo personale e competenze. «Ora si apre la terza fase, della trasformazione e dell’aumento di performance» – dichiara Serrone. «Tecnologicamente, Fruendo si muove su tre direttive: l’ottimizzazione del lavoro svolto, lo sviluppo di nuovi strumenti di governo e monitoraggio ai fini di una qualità sempre maggiore e l’ideazione di tool innovativi, con un forte contenuto di automazione. Sappiamo – però – di poter contare su un capitale umano ricchissimo».

Per quanto possa essere considerato “di rottura”, l’outsourcing immaginato da Fruendo può offrire alle banche la vitale opportunità di rifocalizzarsi su una mission meno burocratica e sulla competizione con un mercato che sempre di più sarà popolato da soggetti non bancari. Questa diversificazione nella domanda rappresenta anche per Fruendo una formidabile arma competitiva nell’offerta di servizi di back-office ad altri mercati. Serrone pensa alle società assicurative, ma anche al mondo della GDO – che oggi hanno poca familiarità con procedure destinate a diventare critiche fuori dal tradizionale ambito bancario.

 

Attilio Serrone AD Fruendo, società del gruppo Bassilichi attiva nel back-office
Attilio Serrone – AD Fruendo, società del gruppo Bassilichi attiva nel back-office

 

OLTRE CONFINE

L’attraversamento dei confini è una delle mission di Danilo Rivalta, nuovo direttore marketing e commerciale per il gruppo Bassilichi. «Lo studio di opportunità che abbiamo svolto per impostare la nuova strategia internazionale di Bassilichi ci ha spinto verso l’Europa centrale, un’area che include la Russia e ha enormi spazi di miglioramento nel settore di pagamenti» – spiega Rivalta. «ll vantaggio di questa industria è che a differenza del back-office bancario e della sicurezza, ci sono meno specificità nazionali, anche a livello software. Bassilichi guarda con interesse anche a geografie come la Turchia, la Francia e la Spagna, dove ci sono buone opportunità di sviluppo di reti e servizi bancomat autonomi da specifiche insegne bancarie. «L’idea – continua Rivalta – è quella di entrare in queste aree geografiche attraverso piccole acquisizioni mirate. Così abbiamo fatto in Serbia dove, un anno fa, abbiamo costituito Bassilichi CEE, estendendoci poi a Montenegro e Bosnia e recentemente con l’acquisizione della maggioranza di Ars Blue che ha sede a Belgrado. L’obiettivo è arrivare a contare trecento persone in più, in sei o sette nazioni entro la fine del 2015».

Se il “cannocchiale” di Rivalta punta soprattutto verso Est, l’anima commerciale ha già messo a segno contratti di natura più “opportunistica”, per esempio in Islanda. «Siamo arrivati così a Nord in modo del tutto casuale, grazie a un incontro avvenuto in un salone specializzato. Il gestore di una rete di pagamenti era alla ricerca di un’azienda in grado di accelerare il deployment di servizi a valore aggiunto sui suoi POS e Bassilichi aveva esattamente le competenze che servivano». L’acronimo VAS è la chiave con cui Bassilichi intende – all’estero come in Italia – aprire la porta della trasformazione del concetto di “carta di pagamento”. «Nel caso del servizio Pay on board che offriamo oggi ai tassisti di Belgrado, in collaborazione con Unicredit CEE in veste di acquirer, l’obiettivo è sviluppare intorno al pagamento della corsa sul taxi una serie di servizi di natura turistica e commerciale». Pay on board ha peraltro già ottenuto un riconoscimento dagli organizzatori di Technobank 2014, il salone internazionale che premia le migliore tecnologie bancarie sul mercato serbo.

Sostenuta dalle nuove normative europee, l’accoppiata tra informatica e moneta elettronica, con il fenomeno Big Data sempre sottotraccia, porterà – secondo Leonardo Bassilichi – a un «mondo bellissimo e a un positivo stravolgimento delle nostre abitudini di consumatori e titolari di conto corrente». Una trasformazione che richiede impegno. Bassilichi intende mettercela tutta. E le banche, che continuano a essere l’anima del business della bottega fiorentina, faranno lo stesso? «Noi, le banche le amiamo incondizionatamente e un po’ le rimproveriamo – sorride Leonardo Bassilichi – perché sanno di avere un problema: la perdita di centralità del mestiere di intermediazione del denaro. Eppure, faticano a comprendere appieno il ruolo dell’ottimizzazione e dei servizi che la tecnologia può abilitare». Ma è così semplice. Come al tempo dei Medici, le risposte sul futuro della banca si trovano a Firenze.

Foto di Nicola Santini

 

 

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UBI Sistemi e Servizi con Cedacri semplifica il parco applicativo https://www.datamanager.it/rivista/ubi-sistemi-e-servizi-con-cedacri-semplifica-il-parco-applicativo-50260.html Fri, 11 Oct 2013 08:11:05 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/ubi-sistemi-e-servizi-con-cedacri-semplifica-il-parco-applicativo/ La società che si occupa dei sistemi informativi delle banche del Gruppo UBI ha collaborato con Cedacri per gestire le attività dell’area Finanza con un unico applicativo   UUBI Sistemi e Servizi (UBISS – www.ubiss.it) è la società deputata a gestire e far evolvere i servizi informativi delle otto banche del Gruppo UBI, il terzo […]

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La società che si occupa dei sistemi informativi delle banche del Gruppo UBI ha collaborato con Cedacri per gestire le attività dell’area Finanza con un unico applicativo

 

UBI Sistemi e Servizi con Cedacri semplifica il parco applicativoUUBI Sistemi e Servizi (UBISS – www.ubiss.it) è la società deputata a gestire e far evolvere i servizi informativi delle otto banche del Gruppo UBI, il terzo gruppo bancario in Italia per capitalizzazione di Borsa, con l’obiettivo di garantire l’eccellenza nell’erogazione dei servizi operativi e creare così un reale vantaggio competitivo per il Gruppo. La relazione che lega UBISS a Cedacri (www.cedacri.it) è di lungo corso: risale, infatti, al 2003 la partnership che ha portato le due realtà a lavorare insieme allo sviluppo di Full Finance, l’applicativo deputato alla gestione delle attività di front e back office, di vigilanza e di supporto alla clientela nell’area Titoli e Derivati quotati. Dopo essere stata resa disponibile alle banche del Gruppo UBI, che la utilizzano tuttora con elevata soddisfazione, nel corso degli anni la soluzione nata dalla collaborazione fra le due società è stata messa a disposizione anche di tutte le banche clienti di Cedacri e del mercato. La collaborazione tra le due continua nel tempo con l’obiettivo di far evolvere costantemente l’applicazione.

«Nel corso degli anni, Full Finance ha consentito al Gruppo UBI di mantenere sempre un elevato livello di efficienza nei processi di negoziazione dei titoli e nel back office» – spiega Dario Sorrentino, responsabile del Settore Applicazioni Risparmio Gestito e SGR di UBISS. «Full Finance, ancora oggi, risulta essere uno degli applicativi più apprezzati dagli utenti del Gruppo. Ecco perché nel 2012, quando si è presentata l’esigenza di sostituire le due applicazioni fino a quel momento utilizzate per gestire le attività di collocamento fondi e sicav, puntare su una nuova collaborazione con Cedacri ci è apparsa la scelta più in linea con la nostra strategia di efficientamento e ottimizzazione del parco applicativo». UBISS avvertiva la necessità di dotarsi di un sistema per la gestione delle attività di collocamento fondi e sicav più evoluto, performante e tecnologicamente aggiornato rispetto alle due soluzioni fino ad allora impiegate. Di primo acchito, aggiornare le vecchie applicazioni sarebbe stata la strada più semplice, ma UBISS ha deciso di abbandonare i due vecchi applicativi, puntando su una nuova partnership con Cedacri. Obiettivo: dare una svolta alla gestione delle attività di collocamento fondi e consentire alle banche del Gruppo UBI (e, in prospettiva, anche ad altri istituti clienti di Cedacri) di fare affidamento su un’unica soluzione per gestire l’ampia gamma di strumenti finanziari che va dai titoli ai derivati, fino ai fondi e alle sicav.

Il progetto ha portato allo sviluppo in Full Finance di 50 nuove funzionalità, realizzate anche facendo leva sulla competenza acquisita da Cedacri con l’applicazione Multifondo. Nel luglio 2013 è iniziata la fase di roll out della nuova soluzione evoluta, che ha coinvolto gradualmente le reti commerciali dei diversi istituti del Gruppo UBI per concludersi senza criticità nel settembre 2013.

«Il progetto ha già portato importanti ritorni in termini di efficienza per gli operatori bancari di front e back office impiegati nelle attività di gestione degli strumenti finanziari» – spiega Sorrentino. «Con le nuove funzionalità di Full Finance, gli utenti ora si confrontano – infatti – con un’unica interfaccia, per loro familiare, e un’unica procedura per gestire tutti gli strumenti finanziari».

Sul piano tecnologico i benefici riscontrati da UBISS sono ugualmente significativi. «Abbiamo ottenuto un’importante razionalizzazione del parco applicativo, con previsioni di una notevole riduzione dei costi di manutenzione ed evoluzione dei sistemi». A questi vantaggi di natura tecnica, si somma in prospettiva quello di poter contare anche sul futuro sostegno di Cedacri per l’evoluzione delle funzionalità di collocamento dei fondi, che prima UBISS gestiva in autonomia. 

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Partnership strategica tra Aspect ed eg solutions https://www.datamanager.it/news/partnership-strategica-tra-aspect-ed-eg-solutions-44125.html Thu, 07 Feb 2013 18:00:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/partnership-strategica-tra-aspect-ed-eg-solutions/ Le funzionalità delle soluzioni eg permetteranno ad Aspect di gestire la modalità con cui le aziende erogano i propri servizi

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Le funzionalità delle soluzioni eg permetteranno ad Aspect di gestire la modalità con cui le aziende erogano i propri servizi

Aspect Software ha annunciato la equity partnership stretta con l’esperto di soluzioni software e servizi per l’ottimizzazione del back office, eg solutions. Secondo i termini dell’accordo Aspect avrà i diritti di distribuzione in esclusiva dei prodotti e dei servizi di eg in America e Asia Pacifico, inoltre entrambe le aziende potranno operare su clienti in Europa, Medio Oriente e Africa.

“Il numero degli agenti di back office continua ad aumentare, e ai manager viene richiesto di incrementare la produttività, diminuire i costi, ottimizzare l’impiego dei dipendenti e ridurre i rischi, migliorando al contempo la customer experience. Infatti, negli ultimi due anni, sono aumentate le richieste da parte delle aziende di soluzioni di workforce optimization (WFO) per le attività di back office in grado di affrontare queste sfide,” ha affermato Donna Fluss president e contact center/back office industry analyst di DMG Consulting. “Queste soluzioni si basano su concetti e tecniche di gestione degli staff dei contact center arricchite per rispondere alle dinamiche del back office.”* Fluss aggiunge anche che le soluzioni di WFO “possono essere molto efficaci se vengono personalizzate sulle specifiche caratteristiche ed esigenze delle attività di back office.” E’ stato il riconoscimento delle necessità di questo mercato che ha spinto Aspect ed eg a collaborare.

Aspect, leader per le soluzioni di workforce management, mette a disposizione delle aziende le funzionalità necessarie per allineare personale e attività, e per offrire interazioni con i clienti best-in-class. La partnership con eg permetterà ad Aspect di garantire che il personale, i processi e le competenze, a supporto delle interazioni per il front e il back office, siano in grado di ottimizzare la customer experience.

“Il mercato è alla ricerca di un’unica soluzione che ottimizzi le diverse risorse e attività che possono impattare direttamente o indirettamente sui clienti. Aspect ora è in grado di gestire il personale e i processi di back office e front office, per migliorare la modalità con cui le aziende erogano i propri servizi,” ha dichiarato Spence Mallder, senior vice president, general manager of the Workforce Optimization division e chief technology officer di Aspect. “La competenza di eg nelle attività di back office e la sua soluzione leader di mercato per la work distribution, lo hanno reso per Aspect il partner strategico più naturale. Mettendo a fattor comune le reciproche soluzioni e competenze, eg e Aspect potranno sviluppare una soluzione per l’ottimizzazione dei processi in grado di mettere a disposizione delle aziende un servizio completo ed efficiente.”

Se le aziende ottimizzano i processi di back office e delle performance dei dipendenti per le aree IT, HR e l’amministrazione, i benefici ricadono anche sulle interazioni con i clienti. I prodotti e i servizi di eg controllano i flussi di lavoro attraverso le risorse disponibili, possono essere integrati con ambienti di CRM e BPM e offrono una visualizzazione su come le attività vengono svolte – misurandole rispetto agli obiettivi operativi prefissati e per essere in linea con le aspettative dei clienti.

“Grazie alla partnership con Aspect potremo offrire alle aziende una conoscenza approfondita e un controllo dei processi di customer service e un valore misurabile delle attività e delle risorse, a prescindere da chi stia seguendo il cliente – front office, back office o entrambi,” ha commentato Elizabeth Gooch, CEO di eg “Questa partnership crea nuove opportunità commerciali e apre nuovi mercati per eg, mettendo inoltre a disposizione capitali da investire in futuri sviluppi tecnologici. Siamo entusiasti di poter proporre al mercato una nuova soluzione realizzata in collaborazione con Aspect.”

“Gli early adopter delle soluzioni di WFO per le attività di back office stanno ottenendo risparmi notevoli, con un range che va dal 20% al 40%,” ha concluso Fluss.

La soluzione sviluppata da Aspect ed eg può aiutare i clienti a raggiungere queste economie:

• Minimizzando le chiamate ripetitive per i contact center che mostrano inefficienze nelle attività di back office;

• Migliorando la customer satisfaction;

• Diminuendo i costi che derivano da errori, ritardi e inefficienze nell’utilizzo delle risorse di back office;

• Offrendo visibilità relativamente ai carichi di lavoro, alle performance delle risorse, alla qualità del lavoro e alle attività di tutte le risorse che impattano sul cliente;

• Gestendo i knowledge worker di back office rispetto ai KPI definiti;

• Automatizzando i processi per migliorare le best practice e minimizzare gli errori e le inefficienze

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BASSILICHI, LA CRESCITA CONTINUA https://www.datamanager.it/rivista/monetica/bassilichi-la-crescita-continua Fri, 30 Jul 2010 08:16:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/07/bassilichi-la-crescita-continua/  Un percorso di crescita, sempre legato al mercato bancario, che prevede iniziative estere e una prossima quotazione in Borsa Risultati davvero interessanti quelli del gruppo Bassilichi (www.bassilichi.it) nel 2009. «Buoni i numeri – esordisce Leonardo Bassilichi, direttore generale della società -, ma non vorrei dar loro troppa enfasi, vista la situazione generale dell’economia». Anche non […]

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bassilichi 
Un percorso di crescita, sempre legato al mercato bancario, che prevede iniziative estere e una prossima quotazione in Borsa

Risultati davvero interessanti quelli del gruppo Bassilichi (www.bassilichi.it) nel 2009. «Buoni i numeri – esordisce Leonardo Bassilichi, direttore generale della società -, ma non vorrei dar loro troppa enfasi, vista la situazione generale dell’economia». Anche non volendo dare troppa enfasi, i numeri parlano chiaro e raccontano di un’impresa in buona salute che, non ostante il pessimo periodo per il mercato It mondiale e italiano, nello scorso anno ha ottenuto un incremento di fatturato pari al 20,2% raggiungendo i 223,3 milioni di euro (185,8 nel 2008), anche grazie a nuove acquisizioni. La capogruppo, Bassilichi, ha comunque messo a segno una crescita del 12,1% passando dai 185,2 milioni del 2008 ai 207,5 del 2009.

Questi risultati, afferma Leonardo Bassilichi, «sono frutto di un anno intenso di iniziative attraverso le quali abbiamo stimolato positivamente il mercato bancario, proponendo tecnologie e servizi semplici e innovativi, collaborando con tutte le nostre società controllate e partecipate sfruttando le loro specificità».

Tra queste iniziative la “Banca Bassilichi” una concept bank, situata fronte strada nella sede milanese di via Vittor Pisani, che consente di presentare ai clienti l’idea di una banca innovativa.

Il mondo bancario è infatti il principale mercato per la società cui offre servizi di Bpo attraverso i quali realizza circa il 90% del fatturato. Ma sono anche altri gli ambiti dove Bassilichi si propone, come la Gdo, il gaming e la distribuzione dei prodotti petroliferi, tutti settori dove sono necessarie competenze e servizi legati alla gestione del denaro e della monetica.

È la monetica, infatti, a rappresentare la maggiore fonte di introiti (oltre il 36%), seguita dal facility management con quasi il 28%, poi la sicurezza fisica con circa il 20% e il back office vicino al 10%.

Negli ultimi due anni Bassilichi ha acquisito alcune società che per lo più operano nell’area del suo business principale, si tratta del Consorzio Triveneto (fornisce servizi di monetica e corporate banking), Alfa Elettronica (progetta e produce sportelli self service), BassmArt (fa biglietteria elettronica e merchandising) e Krene (si occupa di sviluppo software e sistemi informativi). In altri casi invece detiene una quota di partecipazione, come nel caso di Bassnet (soluzioni per la monetica) e di Record Store (archiviazione).

Il piano del gruppo prevede per l’anno in corso un incremento di fatturato che lo porti a raggiungere i 240 milioni di euro, i 260 nel 2011 e a toccare i 285 milioni nel 2012.

«Per il triennio 2010-2012 – conclude Leonardo Bassilichi – ci attendiamo una crescita organica di circa 60 milioni di euro derivanti soprattutto dalla monetica e dal back office, ma dal 2012 riteniamo che la crescita rallenti e sarà dunque necessario allargare i nostri orizzonti al di fuori dell’Italia. La miglior difesa è l’attacco – aggiunge -, per cui bisogna anticipare il mercato e i fornitori di servizi esteri che “scendono” nel nostro Paese».

L’intenzione dunque è di investire all’estero, probabilmente con qualche acquisizione in modo da fornire servizi alle filiali straniere di importanti gruppi nazionali. Per raggiungere questo obiettivo, ha rivelato il direttore generale, Bassilichi sta avviando alcune iniziative che dovrebbero portarla, in un futuro non troppo lontano, alla quotazione in Borsa.

 

 

 

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