banda larga – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:39:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png banda larga – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Fastweb annuncia i risultati del primo trimestre del 2018 https://www.datamanager.it/2018/05/fastweb-annuncia-i-risultati-del-primo-trimestre-del-2018/ Wed, 02 May 2018 16:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146786 Nei primi tre mesi dell’anno Fastweb raggiunge 2,483 milioni di clienti – in aumento del 3% rispetto al 1Q 2017 – e 492 milioni di euro di ricavi, +9% rispetto al periodo corrispondente dello scorso anno sulla base di dati comparabili Continua, anche nel primo trimestre del 2018, la crescita di Fastweb in termini di clienti, […]

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Nei primi tre mesi dell’anno Fastweb raggiunge 2,483 milioni di clienti – in aumento del 3% rispetto al 1Q 2017 – e 492 milioni di euro di ricavi, +9% rispetto al periodo corrispondente dello scorso anno sulla base di dati comparabili

Continua, anche nel primo trimestre del 2018, la crescita di Fastweb in termini di clienti, fatturato e margini, consolidando ulteriormente la posizione dell’azienda nel mercato della banda larga in Italia. Si conferma il trend di crescita nell’acquisizione di utenti di servizi di accesso a banda larga con 83mila nuove unità che portano la base clienti al 31 Marzo a 2,483 milioni (+3% rispetto al 1Q 2017). Nello stesso periodo i ricavi – tenendo conto dei nuovi standard IFSR15 – hanno raggiunto 492 milioni di euro (+9% rispetto ad un anno prima sulla base di dati comparabili).

Anche in questo trimestre il mercato ha premiato la strategia basata sulla continua innovazione e la scelta di optare per offerte semplici e trasparenti. In particolare, dopo l’eliminazione di tutti i costi nascosti nella telefonia mobile e le altre novità introdotte nel corso del 2017, Fastweb ha continuato nel suo percorso #nientecomeprima, lo scorso 26 marzo, con l’annuncio di politiche commerciali che cambiano radicalmente il paradigma del mercato della telefonia fissa. In primo luogo introducendo la fattura ‘Tutto Incluso’ – per cui il prezzo mensile pubblicizzato comprende tutte le componenti che solitamente vengono fatte pagare a parte, come l’attivazione, il contributo aggiuntivo per il modem o l’opzione ultrafibra – e eliminando qualsiasi vincolo di durata anche per i contratti di telefonia fissa.

In crescita anche l’EBITDA (Earning Before Interest Depreciation and Amortization) che al 31 marzo 2018 ha raggiunto 144milioni di euro, in crescita dell’5% rispetto al 1Q 2017 sulla base di dati comparabili. Si tratta del 19° trimestre consecutivo di crescita per numero di clienti e per l’EBITDA.

Proseguono i lavori di estensione della rete ultra broadband, disponibile al 31 marzo in 15 milioni di abitazioni, di cui 8 con rete proprietaria. In particolare passano a 3.2 milioni le case raggiunte da rete FTTH, anche grazie al contributo di FlashFiber – la joint venture creata con TIM a luglio 2016 per la realizzazione della rete in fibra fino all’abitazione in 29 città – che a fine marzo raggiungeva una copertura di 1.2000.000 unità abitative e imprese.

Gli investimenti nella posa di reti FTTx, nell’ampliamento della rete WI-Fi – anche propedeutica alla realizzazione futura delle reti 5G – e nei trial 5G in corso a Bari, Matera e Roma hanno portato gli investimenti di Fastweb nel trimestre a 159 milioni di euro, pari al 32% dei ricavi, e in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2017 sulla base di dati comparabili. Si tratta di una percentuale unica nel panorama italiano ed europeo, come confermato anche dall’indagine annuale del Centro Studi di Mediobanca sul settore delle telecomunicazioni e che conferma l’impegno robusto di Fastweb nell’infrastrutturazione in fibra del paese.

La strategia di investimenti per l’infrastrutturazione paga anche in termini di quota di mercato: i clienti Fastweb che hanno attivato servizi di connettività a banda ultralarga con velocità da 100 Mbs a 1 Giga erano 1.124.000 al 31 marzo, in crescita del 26% rispetto agli 892mila dello scorso anno: la percentuale di clienti consumer Fastweb che optano per servizi di connettività ultraveloce sale al 47%.

Molto soddisfacenti nel primo trimestre le performance della Business Unit Enterprise. In particolare, grazie a nuovi contratti stipulati con le amministrazioni centrali e locali nell’ambito della convenzione CONSIP per il Sistema Pubblico di Connettività e all’acquisizione di nuovi clienti nel settore privato, l’ordinato segna un +65% rispetto ai primi 3 mesi del 2017. La quota di mercato di Fastweb nel segmento dei grandi clienti pubblici e privati è ormai quasi del 30% in termini di ricavi, grazie alla costante crescita nel corso degli anni.

Estremamente positive anche le performance del segmento mobile: 1.185mila SIM attive – in crescita del 55% rispetto alle 763mila SIM attive nel primo trimestre 2017 – ma soprattutto un tasso di acquisizione di nuovi clienti che si conferma decisamente sostenuto per l’effetto combinato della qualità dei servizi – erogata ora su rete 4G e 4G plus – e della politica di trasparenza lanciata lo scorso maggio. Fastweb si conferma dunque come l’operatore che cresce di più nel mercato mobile.

Fatti rilevanti intervenuti dopo la chiusura del trimestre

Il 9 Aprile l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha dato il via libera agli impegni presentati da Fastweb e TIM per la costruzione, attraverso la società comune FlashFiber, di una rete FTTH in 29 città. L’AGCM ha quindi chiuso l’istruttoria avviata il primo febbraio 2017 per verificare le possibili restrizioni alla concorrenza connesse all’accordo di co-investimento che aveva dato vita alla società FlashFiber. L’AGCM ha ritenuto che gli impegni assunti da Fastweb e Tim siano idonei a superare le preoccupazioni concorrenziali: il progetto, anzi, favorirà lo sviluppo di forme di concorrenza infrastrutturata nei mercati dell’accesso ad internet su rete fissa e consentirà un rapido processo di copertura del territorio nazionale con reti di nuova generazione.

Da una parte, infatti, la decisione dell’AGCM crea certezza in relazione al piano di investimenti di FlashFiber e avrà l’effetto di accelerare la posa di reti FTTH nelle 29 maggiori città italiane. Il piano industriale di FlashFiber prevede la connessione di 3 milioni di abitazioni che avverrà secondo tempistiche definite nell’ambito degli impegni: 70% delle unità immobiliari sarà collegato entro il 2018, l’85% entro il 2019 e il 95% entro il 2020. Dall’altra gli investimenti di FlashFiber saranno realizzati in modo da avere due reti in parallelo perfettamente autonome sia da un punto di vista tecnico che commerciale, con l’effetto di potenziare le dinamiche competitive.  L’AGCM sancisce, dunque, un principio importante: avere due reti indipendenti, almeno nelle aree più densamente popolate del paese, non è solo possibile – come del resto evidenziato dall’esperienza dei principali paesi europei – ma anche auspicabile al fine di aumentare la concorrenza e i vantaggi per gli utenti finali.

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AVM partecipa al Mobile World Congress 2018 https://www.datamanager.it/2018/02/avm-partecipa-al-mobile-world-congress-2018/ Mon, 26 Feb 2018 15:24:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142208 I nuovi modelli FRITZ!Box per sfruttare la velocità Gigabit su tutte le connessioni: WiFi Mesh per il massimo delle prestazioni AVM è presente al MWC (stand 6H40 nel padiglione 6), con gli ultimi modelli della famiglia FRITZ!Box ideali per le connessioni broadband, velocità gigabit e con dimostrazioni dal vivo delle funzionalità WiFi e i vantaggi […]

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I nuovi modelli FRITZ!Box per sfruttare la velocità Gigabit su tutte le connessioni: WiFi Mesh per il massimo delle prestazioni

AVM è presente al MWC (stand 6H40 nel padiglione 6), con gli ultimi modelli della famiglia FRITZ!Box ideali per le connessioni broadband, velocità gigabit e con dimostrazioni dal vivo delle funzionalità WiFi e i vantaggi della nuova tecnologia Mesh. Tra le novità in occasione dell’evento fieristico, AVM presenta il nuovo modello FRITZ!Box 7583 per G.fast con 212 MHz e VDSL che include il supervectoring 35b. Questo nuovo router supporta anche il bonding in modo che le velocità consentite dai vari livelli di estensione DSL possano essere combinate per offrire il doppio delle velocità di trasmissione.

Per le connessioni in fibra ottica AVM offre due dispositivi per tecnologia ottica passiva e attiva, il FRITZ!Box 5491 e FRITZ!Box 5490. Mentre, FRITZ!Box 6890 LTE per Internet veloce tramite reti mobili e DSL offre prestazioni aggiornate, che permettono di essere utilizzato contemporaneamente su DSL e LTE.

Inoltre, il modello FRITZ!Box 6591 Cable – NON ANCORA DISPONIBILE IN ITALIA – con DOCSIS 3.1 è destinato ai provider per far evolvere le proprie reti su velocitò gigabit.

Con questi nuovi modelli dell’ampia famigli FRITZ!Box, AVM è in prima linea per supportare le prossime fasi dell’espansione delle connessioni gigabit su reti DSL, cavo e fibra ottica. Inoltre, grazie al prossimo aggiornamento del sistema operativo FRITZ!OS, il router FRITZ!Box diventerà un dispositivo WiFi Mesh molto versatile. Abbinandolo a un repeater della linea FRITZ!WLAN o ai prodotti Powerline con funzionalità WiFi, per ogni utente è estremamente facile configurare un sistema Mesh per soddisfare ogni tipo di esigenza potendo godere delle più elevate velocità per la navigazione wireless, lo streaming o il gioco – per la connessione di qualsiasi dispositivo, anche negli angoli più remoti della casa o dell’ufficio.

FRITZ!Box per velocità gigabit su connessioni a banda larga

Il nuovo modello FRITZ!Box 7583 è il ‘tuttofare’ delle connessioni G.fast e VDSL. Supporta G.fast con 212 MHz e VDSL incluso il supervectoring 35b. Grazie al bonding, combina le velocità offerte da queste tecnologie DSL. In base al provider, il nuovo FRITZ!Box 7583 può essere implementato in vari modi. In modalità single-line raggiunge velocità di download fino a 1,5 Gbit/s con G.fast e 300 Mbit/s con supervectoring 35b. È possibile raggiungere velocità di trasmissione dati fino a 3 Gbit/s e 600 Mbit/s.

Il nuovo FRITZ!Box 6591 Cable – NON ANCORA DISPONIBILE IN ITALIA – è destinato ai provider per l’espansione a Gigabit nelle reti via cavo. Grazie all’accoppiamento canali 2 x 2 DOCSIS 3.1, si raggiungono velocità massime fino a 6 Gbit/s in downstream e 2 Gbit/s in upstream. Il nuovo FRITZ!Box Cable offre ai provider una flessibilità aggiuntiva, poiché il range di frequenza in upstream può essere regolato. Inoltre, il FRITZ!Box Cable è retrocompatibile con DOCSIS 3.0.

Per l’implementazione diretta su presa in fibra ottica, AVM offre due potenti dispositivi: FRITZ!Box 5491 e 5490. Il nuovo FRITZ!Box 5491 supporta la tecnologia in fibra passiva GPON, il FRITZ!Box 5490 la tecnologia punto-punto attiva (AON). Il FRITZ!Box è dunque utilizzabile direttamente su tutte le connessioni in fibra comuni (GPON = Gigabit Passive Optical Network; AON = Active Optical Network).

FRITZ! Box 6890 LTE garantisce una connessione internet veloce tramite la rete mobile o DSL con una velocità di trasmissione dati fino a 300 Mbit/s. Al Mobile World Congress AVM presenta un’anteprima della prossima versione del FRITZ!OS che permetterà al FRITZ! Box 6890 LTE di funzionare contemporaneamente sia su rete mobile che su DSL. Con gli opportuni piani tariffari per rete mobile e DSL, sarà possibile, in condizioni ideali, raggiungere una velocità di trasmissione fino a 600 Mbit/s.

Oltre all’ accesso veloce alla rete, tutti i modelli FRITZ! Box presentati al Mobile World Congress sono dotati di numerose possibilità di collegamento alla rete. Il Wireless LAN dual band e le porte WAN Gigabit e LAN garantiscono un tempo di trasmissione dati veloce. Inoltre, un sistema telefonico integrato e la base DECT per telefonia e applicazioni smart home consentono di comunicare su più canali. Infine, grazie a FRITZ! OS, tutti i prodotti sono aggiornati e sicuri.

Il modo più semplice per espandere la tua rete Wireless LAN: il Mesh WiFi di FRITZ!

A Barcellona sarà possibile vedere in azione il Mesh Wi-Fi di AVM e scoprire come FRITZ OS e i prodotti FRITZ! Box, FRITZ WLAN Repeater e FRITZ Powerline riescono a creare una rete mesh intelligente permettendo agli utenti di sfruttare al meglio una connessione stabile e veloce. La comunicazione tra tutti i prodotti FRITZ! (FRITZ! Box, ripetitori wireless, adattatori powerline) è stata ulteriormente migliorata per consentire, in modalità automatica, la sincronizzazione delle impostazioni e l’ottimizzazione delle prestazioni di tutti i device collegati. Grazie alla nuova interfaccia utente che mostra, attraverso uno schema innovativo dei collegamenti mesh, una panoramica in tempo reale delle prestazioni di tutti i device collegati. Le nuove tecnologie come il band steering, il beamforming, il crossband e la riparazione automatica durante la perdita di connessione, garantiscono una connessione veloce ed affidabile. La tecnologia WiFi Mesh sarà disponibile a partire dalla prossima versione del sistema operativo FRITZ!OS, prevista per il secondo trimestre del 2018, che introdurrà ulteriori funzionalità per la rete mesh e per la smart home.

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Colt e Vencotel siglano una partnership per la commercializzazione di servizi di connettività https://www.datamanager.it/2018/02/colt-vencotel-siglano-partnership-la-commercializzazione-servizi-connettivita/ Fri, 09 Feb 2018 11:31:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140757 Colt Italia, provider globale di connettività a banda larga e di servizi di comunicazioni on-demand, e Vencotel, azienda di Gruppo Venco specializzata in progetti di telecomunicazione VoIP in alta affidabilità e in ambienti distribuiti, annunciano la nuova collaborazione per la commercializzazione dei servizi di connettività Colt. Vencotel è il nuovo partner dei servizi voce e […]

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Colt Italia, provider globale di connettività a banda larga e di servizi di comunicazioni on-demand, e Vencotel, azienda di Gruppo Venco specializzata in progetti di telecomunicazione VoIP in alta affidabilità e in ambienti distribuiti, annunciano la nuova collaborazione per la commercializzazione dei servizi di connettività Colt.

Vencotel è il nuovo partner dei servizi voce e dati di Colt, che verranno proposti alle imprese del Nord-Ovest. Grazie a questa partnership, Vencotel può ora progettare e vendere soluzioni di connettività altamente affidabili e caratterizzate dalla capacità di trasporto di grandi quantità di dati, offrendo così ai propri clienti una migliore qualità nelle comunicazioni. Il servizio si avvale della competenza di Colt affiancata dai servizi professionali di Vencotel per la configurazione, la messa in esercizio della soluzione e l’assistenza post-vendita.

Connettività di tipo “Business Class”

La collaborazione con Colt permette a Vencotel di proporre servizi di networking di qualità. Le due realtà dispongono della competenza necessaria per progettare, realizzare e gestire soluzioni di connettività di altissimo livello; assicurando, ad esempio, a tutte le sedi di una stessa azienda la possibilità di scambiarsi i dati in modo facile e sicuro, a livello nazionale e internazionale, grazie alla rete di Colt in costante espansione. L’integrazione dei data center collocati sulla rete Colt, presenti in Italia e all’estero, permette di creare soluzioni ridondate altamente affidabili.

La partnership tra le due aziende porterà alla realizzazione di connessioni Eternet point-to-point, hub & spoke e any-to-any con velocità da 10Mbps a 100Gbps, supportate da un’elevata qualità di assistenza sia nel delivery, sia nella gestione. I servizi sono monitorati in modo proattivo e per un controllo costante delle performance.

Fabrizio Moglia, Presidente di Gruppo Venco e di Vencotel, ha dichiarato: “La collaborazione con Colt, che andiamo ad annunciare orgogliosi, si colloca perfettamente nella strategia di Gruppo Venco, che da sempre tende a premiare competenze e sinergie per migliorare la soddisfazione dei propri Clienti con nuove soluzioni di alto livello. Siamo fiduciosi che Colt e Vencotel possano insieme incontrare, supportare e “connettere” al meglio un’ampia rete di Utenti, grazie a servizi di networking esclusivi ed affidabili”.

Claudio Gianni, Head of Italy Channel Sales, ha aggiunto: “La partnership siglata con Vencotel ci permette di espandere la nostra presenza sul territorio del nord-ovest e di offrire ai clienti soluzioni sempre più basate sulle loro reali necessità. Siamo lieti di poter annoverare Vencotel nella rete di nostri partner”.

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Colt, al via il rilascio dei nuovi servizi di connettività on-demand https://www.datamanager.it/2017/11/colt-al-via-rilascio-dei-nuovi-servizi-connettivita-demand/ Wed, 29 Nov 2017 09:25:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136438 Già disponibili su Milano e Torino, entro la fine dell’anno arriveranno anche nella capitale «Colt ha cambiato pelle negli ultimi tre anni» afferma Mimmo Zappi, Country Manager per l’Italia e Sales Director Southern Europe di Colt. Una metamorfosi iniziata dopo la breve parentesi nel cloud, con l’uscita dall’ibrido (IT services, legacy hosting, asset sales, storage, […]

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Già disponibili su Milano e Torino, entro la fine dell’anno arriveranno anche nella capitale

«Colt ha cambiato pelle negli ultimi tre anni» afferma Mimmo Zappi, Country Manager per l’Italia e Sales Director Southern Europe di Colt. Una metamorfosi iniziata dopo la breve parentesi nel cloud, con l’uscita dall’ibrido (IT services, legacy hosting, asset sales, storage, ecc). «Animati da una visione, quella di specializzarsi nel settore delle TLC puntando a dare un servizio di eccellenza e qualità al cliente finale». Una decisione coraggiosa. Dalla quale ripartire per voltare pagina. «A un certo punto la competizione stava diventando con vendor che avevano fatto il percorso inverso» osserva Zappi. «Colt ha 25 data center di proprietà. Siamo esperti della parte infrastrutturale ed è lì che vogliamo stare». L’habitat naturale visto che proprio dalla fornitura di servizi di connettività al cuore finanziario di Londra ha origine la società, oggi detenuta al 100 percento da Fidelity Investments, il fondo controllato dalla omonima famiglia, tuttora proprietaria dell’azienda. «Naturalmente il problema principale era una profittabilità insoddisfacente» riconosce Zappi. «Perciò abbiamo proceduto alla cessione di ramo d’azienda, per ritornare alla telefonia e presidiare in modo affidabile e performante le richieste del mercato. Guidate da trend legati a big data, IoT, affamati di banda larga» argomenta Zappi.

Nuovi investimenti infrastrutturali

La decisione di abbandonare il cloud ha portato in dote 500 milioni di euro pronti per essere investiti. «Per sposare il concetto di fluidità della rete. Renderla cioè più scalabile, flessibile e performante possibile. Introducendo nel mondo delle TLC i concetti di pay per use e real time provisioning» afferma Zappi. Un processo che porterà al rilascio di nuovi servizi on-demand, già disponibili su Milano e Torino, ed entro la fine dell’anno anche a Roma. Per poi estendersi ancora. «Il cliente può acquistare servizi di connettività, pagando un canone sulla base del consumo effettivo. L’apertura del circuito trasmissivo si attiva direttamente dal proprio device mobile». Con la stessa rapidità e flessibilità con cui si accede a un collegamento con un cloud provider, al quale tipicamente si paga on demand l’infrastruttura di rete. «Siamo i primi a proporre il servizio con questa modalità. Un contratto con un unico livello di servizio. Un’offerta unica nel settore. Con circuiti fino a un gigabit. E dalla fine del prossimo anno sino a 10 gigabit» afferma Andrea Deli, Sales Director Continental Europe Capital Market Colt.

Mercato italiano

Una proposition dalla quale Colt si attende molto. «Il mercato italiano rappresenta una sfida e una opportunità. Sia per la presenza di grandi aziende e multinazionali. Magari già nostre clienti. Sia di medie realtà – 3500 le aziende italiane con più di 250 dipendenti – alle quali Colt guarda con molto interesse. In Italia sviluppiamo circa il 10% del fatturato globale. Un mercato che è tornato a vivere una situazione di fermento e forte ottimismo» afferma Zappi.

Go to market: tre linee di business

No consumer e no soho. Solo aziende medio-grandi e small alto (da 100 dipendenti a salire). «Una delle tre linee di business assieme al capital market e al mercato wholesale, – quello dei carrier per intenderci, con  Orange, Telecom e AT&T competitor più o meno diretti a seconda della country – del nostro go to market» conferma Deli. Con gli occhi puntati sull’ASIA e al mercato indiano, all’est europeo, mercati in continua espansione. «Terza direttrice gli USA, dove l’intenzione non è quella di competere con i carrier locali ma di collegare altri 15 data center strategici per il mercato internazionale» conclude Zappi.

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Selta promuove il dibattito sul futuro delle Infrastrutture Critiche in Italia https://www.datamanager.it/2017/11/selta-promuove-dibattito-sul-futuro-delle-infrastrutture-critiche-italia/ Wed, 15 Nov 2017 16:36:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135228 Al SELTA Challenge 2017, dibattito tra Istituzioni, politici, imprese, Università ed esperti europei, aperto da un messaggio del Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini   L’Italia avrà, entro il 2020, 1 miliardo di dispositivi interconnessi grazie all’IoT (Dati CIS Sapienza). Il settore delle telecomunicazioni vale oggi 31,9 mld di euro nel nostro Paese, dove […]

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Al SELTA Challenge 2017, dibattito tra Istituzioni, politici, imprese, Università ed esperti europei, aperto da un messaggio del Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini

 

L’Italia avrà, entro il 2020, 1 miliardo di dispositivi interconnessi grazie all’IoT (Dati CIS Sapienza). Il settore delle telecomunicazioni vale oggi 31,9 mld di euro nel nostro Paese, dove 23 milioni di italiani accedono ogni giorno ad internet e possiedono 53 milioni di SIM con accesso al web (Dati AgCom).

Il 2016 è stato l’anno dell’avvio dei progetti finanziati dai fondi pubblici destinati allo sviluppo della banda ultralarga e di forte slancio negli investimenti privati in innovazione e sviluppo delle reti a banda ultralarga fissa e mobile.

Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei Paesi industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di infrastrutture, definite per importanza strategica ‘Infrastrutture Critiche’, controllate a loro volta da sistemi informatici; queste includono i servizi essenziali per il benessere della popolazione, la sicurezza nazionale, il buon funzionamento del Paese e la sua crescita economica.

Quanto contano quindi le reti di Energia, Trasporti e Telecomunicazioni, il sistema sanitario, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto di Governo, Regioni, enti locali e quelle per la gestione delle emergenze nella crescita economica del nostro Paese? Come possiamo difenderle dalle Cyberwar e dal terrorismo internazionale?

Sono questi alcuni dei temi discussi oggi a Roma al SELTA Challenge 2017, un dibattito tra Istituzioni, politici, imprese, Università ed esperti europei, organizzato da SELTA, società tecnologica italiana che opera nell’ambito delle infrastrutture critiche nazionali, aperto con un messaggio del Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini: “Ringrazio SELTA per aver organizzato questa occasione di incontro e confronto in cui saranno affrontati temi centrali per lo sviluppo dell’Italia e del ‘Europa. Purtroppo improrogabili impegni istituzionali non mi consentono di partecipare ai lavori come avrei voluto. La gestione del rischio e la protezione delle infrastrutture critiche rappresenti un aspetto strategico per il sistema-paese. Incontri come quello di oggi hanno il merito di aiutare a trasformare questa consapevolezza in un tema di dominio pubblico, favorendo il necessario e imprescindibile coordinamento fra aziende, istituzioni e pubbliche amministrazioni. Il governo è impegnato costantemente a lavorare sulle questioni che sono oggetto del seminario di oggi. Mi auguro e vi auguro che da questa giornata di analisi e riflessioni possano scaturire osservazioni e contributi preziosi capaci di arricchire il dibattito sul sistema di sicurezza e sulla protezione delle nostre infrastrutture critiche”.

Dal confronto, spiega Gianluca Attura, Amministratore Delegato di SELTA, è emerso un appello comune: “In Italia serve una direzione strategica coordinata dalle Istituzioni sulle Infrastrutture Critiche e una convergenza tecnologica sempre più spinta. Da un lato vanno potenziate vista l’importanza che rivestono nello sviluppo economico dell’Italia, per esempio investendo sulle Smart Grid e le applicazioni Smart City. Dall’altro lato occorre difenderle correttamente perché sono il bersaglio del terrorismo internazionale e il nuovo terreno delle Cyberwar”.

Sul palco si sono alternati i protagonisti dei diversi settori industriali e del mondo politico italiano: Luisa Franchina, Presidente, AIIC-Associazione Italiana Esperti in Infrastrutture Critiche; Franco Bassanini, Presidente, Open Fiber; Andrea Lasagna, Head of Network Engineering, Fastweb; Antonio Nicita, Commissario, AGCOM; Vittorio Rosato, Responsabile del Lab Analisi e Protezione Infrastrutture Critiche, ENEA; Stefano Liotta, Responsabile Ingegneria, Sviluppo e Smart Grid, Acea; Aniello Gentile, Cyber Security, Global ICT Enel; Guido Pier Paolo Bortoni, Presidente, Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico; Andrea Bonora, Direttore Generale, Illumia; Sandro Moretti, Teleconduction & Telecommunication, Alperia; Luca Pellizzari, COO, A2A Illuminazione Pubblica; Roberto Mugavero, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Difesa CBRNe; Alberto Tripi, Presidente Almaviva, Responsabile Cyber security Confindustria; Sergio Boccadutri, Responsabile Innovazione, PD; Mirella Liuzzi, Commissione Trasporti e TLC, M5S; Deborah Bergamini, Vice Presidente Commissione trasporti e TLC, Forza Italia.

Sul palco si sono alternati i protagonisti dei diversi settori industriali e del mondo politico italiano come Riccardo Nencini, Viceministro, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Luisa Franchina, Presidente, AIIC-Associazione Italiana Esperti in Infrastrutture Critiche e Paola De Micheli, Sottosegretario PdCM, Commissario Straordinario alla Ricostruzione delle Aree Terremotate.

Franco Bassanini, Presidente, Open Fiber e Antonio Nicita, Commissario, AGCOM hanno raccontato le telecomunicazioni tra vecchi modelli di business e nuove sfide tecnologiche.

Sulle infrastrutture critiche in ambito energetico sono intervenuti Stefano Liotta, Resp. Ingegneria, Sviluppo e Smart Grid, Acea; Vittorio Rosato, Resp. Lab Analisi e Protezione Infrastrutture Critiche, ENEA; Marco Margheri, Vice Presidente Esecutivo, Edison; Luca Pellizzari, COO, A2A Illuminazione Pubblica; Andrea Bonora, Direttore Generale, Illumia e Guido Pier Paolo Bortoni, Presidente, Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico.

Andrea Lasagna, Head of Network Engineering, Fastweb e Sandro Moretti, Teleconduction & Telecommunication, Alperia hanno affrontato le telecomunicazioni e i nuovi servizi di rete.

Hanno espresso il punto di vista della politica sul tema Sergio Boccadutri, Responsabile Innovazione, PD; Mirella Liuzzi, Commissione Trasporti e TLC, M5S e Deborah Bergamini, Vice Presidente Commissione trasporti e TLC, Forza Italia.

Centrale anche il dibattito sulla sicurezza, sul quale si sono confrontati Corrado Giustozzi, Head of Cybersecurity Team, SELTA; Aniello Gentile, Cyber Security, Global ICT Enel; Roberto Mugavero, Presidente, Osservatorio Sicurezza e Difesa CBRNe; Alberto Tripi, Presidente Almaviva, Responsabile Cyber Security, Confindustria. Il 2017 è uno dei periodi peggiori di sempre per la sicurezza informatica in Italia, dove nel primo semestre gli attacchi gravi con un impatto economico, di reputazione e diffusione di dati sensibili, sono stati 571 (+8% sul 2016). Già nel 2016 si era verificato un aumento del 154% di attacchi alle infrastrutture critiche in Italia, con una crescita del 39% nelle attività di spionaggio online e del 30% di blitz criminali (Dati Rapporto Clusit 2016 e 2017).

Dati confermati da Bankitalia secondo cui, nel 2016, nel 46% dei casi le vittime sono state le PMI, il tessuto economico del Paese.

Corrado Giustozzi, Head of Cyber Security Team, SELTA ha ricordato come “Il cyberspazio non è un mondo separato, ma un insieme interconnesso di tutti i sistemi e le reti del nostro pianeta. È spesso considerato una terra di nessuno perché manca di confini espliciti; in realtà è una sorta di portale che consente a tutti di proiettare la propria presenza e le proprie attività nel cuore dei sistemi di un’altra nazione senza la necessità di attraversare un vero e proprio confine. Il rapporto costo / beneficio di un attacco informatico è sempre più elevato perché è più facile raggiungere le infrastrutture critiche e sfruttare la debolezza intrinseca di queste”.

Le conclusioni della giornata sono state tracciate da Paola De Micheli, Sottosegretario PdCM, Commissario Straordinario alla Ricostruzione delle Aree Terremotate.

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TIM e UTILITALIA: accordo per accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica utilizzando le infrastrutture di 500 public utilities https://www.datamanager.it/2017/09/tim-utilitalia-accordo-accelerare-la-realizzazione-delle-reti-fibra-ottica-utilizzando-le-infrastrutture-500-public-utilities/ Tue, 12 Sep 2017 15:01:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130653 Il Memorandum definisce un’unica procedura a livello nazionale per regolare l’accesso alle infrastrutture di 500 società gestori di energia elettrica, gas, acqua e ambiente TIM e UTILITALIA – la federazione che raggruppa sul territorio nazionale le aziende operanti nei servizi pubblici dell’energia elettrica, gas, acqua e ambiente – hanno siglato un Memorandum of Understanding che, in […]

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Il Memorandum definisce un’unica procedura a livello nazionale per regolare l’accesso alle infrastrutture di 500 società gestori di energia elettrica, gas, acqua e ambiente
TIM e UTILITALIA – la federazione che raggruppa sul territorio nazionale le aziende operanti nei servizi pubblici dell’energia elettrica, gas, acqua e ambiente – hanno siglato un Memorandum of Understanding che, in applicazione delle normative per lo sviluppo delle reti a banda ultralarga, punta a facilitare l’utilizzo di infrastrutture preesistenti (tubi, cavidotti e reti dell’illuminazione pubblica) di oltre 500 gestori dei servizi pubblici locali.

Si tratta del primo accordo-quadro, non esclusivo, che in attuazione del Dlgs.33/2016 definisce una procedura unica immediatamente operativa e applicabile a livello nazionale per regolare le operatività per l’accesso e il co-utilizzo delle infrastrutture delle aziende aderenti alla federazione.

Grazie alla conclusione di accordi per il co-utilizzo delle infrastrutture esistenti, infatti, si ridurranno drasticamente gli scavi per la posa della fibra e i conseguenti disagi per la cittadinanza e la circolazione stradale. Sempre nell’ottica di minimizzare gli impatti socio-ambientali, l’accordo prevede inoltre la collaborazione tra TIM e le aziende associate a UTILITALIA per la progettazione condivisa nei casi di posa di nuove infrastrutture.

L’iniziativa darà un ulteriore impulso alla sviluppo della rete in fibra ottica di TIM su tutto il territorio nazionale che  ha già raggiunto il 71% di copertura con oltre 17 milioni di abitazioni in circa 2.100 comuni, grazie agli importanti investimenti previsti nel triennio 2017-2019 pari a circa 11 miliardi di euro in Italia di cui 5 dedicati esclusivamente allo sviluppo della banda ultralarga fissa e mobile.

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Fastweb annuncia i risultati del primo trimestre del 2017 https://www.datamanager.it/2017/05/fastweb-annuncia-risultati-del-primo-trimestre-del-2017/ Thu, 04 May 2017 16:30:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124129 Nei primi tre mesi dell’anno Fastweb ha registrato una crescita del 7% del numero di clienti e ricavi per 453 milioni di euro, +3% rispetto a un anno prima. In crescita anche l’Ebitda – per il 15° trimestre consecutivo – a 145 milioni di euro (+11%). Stabili gli investimenti a 155 milioni di euro, pari […]

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Nei primi tre mesi dell’anno Fastweb ha registrato una crescita del 7% del numero di clienti e ricavi per 453 milioni di euro, +3% rispetto a un anno prima. In crescita anche l’Ebitda – per il 15° trimestre consecutivo – a 145 milioni di euro (+11%). Stabili gli investimenti a 155 milioni di euro, pari al 34% dei ricavi. Procede il piano per portare entro il 2020 reti a banda ultralarga con architettura FTTC al 50% della popolazione e reti FTTH in 30 città

Nel primo trimestre del 2017 Fastweb continua a crescere in termini di clienti, fatturato e margini, consolidando la propria posizione nel mercato della banda larga in Italia.

Si conferma il trend di crescita nell’acquisizione di utenti di servizi di accesso a banda larga con 45mila nuove unità che portano la base clienti a 2,4 milioni. Rispetto al 1Q del 2016, i clienti sono aumentati di 159mila unità (+7%), confermando la posizione di Fastweb come primo operatore alternativo del mercato broadband, già certificata dall’AGCOM nell’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni. L’aumento della base clienti è stato trainato dal successo delle offerte di banda ultralarga a 100 e 200 Mbps e ulteriormente rafforzato dal lancio della nuova offerta a 1 Giga a Milano che nel corso dell’anno sarà estesa ad altre città.

Nel primo trimestre i ricavi hanno raggiunto 453 milioni di euro, in aumento di 13 milioni di euro rispetto ai 440 milioni di euro di un anno prima (+3%). Seppure il mercato continui a essere caratterizzato da una forte dinamica concorrenziale, Fastweb si rafforza in particolare sia nel segmento consumer che in quello business. In crescita anche il segmento dei Servizi a Valore Aggiunto per le Grandi Aziende e la Pubblica Amministrazione. L’incidenza dei servizi innovativi (Cloud, Cybersecurity, ecc) sui ricavi totali del mercato Enterprise ha superato il 20%.

L’EBITDA (earning before interest depreciation and amortization) al 31 marzo 2017 ha raggiunto 145 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto ai 131 milioni di euro di un anno prima, grazie anche a condizioni regolamentari favorevoli. Si tratta del 15° trimestre consecutivo di crescita per l’EBITDA. Il margine EBITDA è aumentato di circa due punti percentuali raggiungendo il 32%.

L’estensione della rete ultra broadband è proseguita a pieno ritmo con i lavori di cablatura avviati in 30 nuove città nel corso del primo trimestre. A fine marzo erano 7,7 milioni le abitazioni e le imprese complessivamente raggiunte dalla fibra ottica di Fastweb in 130 città. Di queste, 2,5 milioni erano in tecnologia Fiber to the Home, anche grazie al contributo di FlashFiber – la joint venture con TIM creata a luglio 2016 per la realizzazione della rete FTTH in 29 città – che a fine marzo raggiungeva una copertura di 460 mila unità abitative e imprese.

Dall’inizio dell’anno Fastweb ha investito 155 milioni di euro, pari al 34% dei ricavi, confermando il proprio impegno per l’infrastrutturazione in fibra del paese.

La strategia di investimenti su infrastruttura ultra broadband paga anche in termini di quota di mercato: i clienti Fastweb attivi in fibra ottica con collegamenti da 100 Mbs a 1 Giga erano 864 mila al 31 marzo, in crescita del 29% rispetto ai 669 mila dello scorso anno, con un tasso di acquisizioni nette più che duplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Estremamente positive anche le performance del segmento mobile: 763mila SIM attive – in crescita del 31% rispetto al primo trimestre 2016 – ma soprattutto un tasso di acquisizione di nuovi clienti che è quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche per effetto della qualità dei servizi erogata ora su rete 4G e 4G plus.

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Rapporto sullo Stato di Internet: la velocità media di connessione globale cresce del 26% https://www.datamanager.it/2017/03/rapporto-sullo-internet-la-velocita-media-connessione-globale-cresce-del-26/ Fri, 10 Mar 2017 10:12:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120874 Akamai Technologies ha pubblicato il Rapporto sullo stato di Internet relativo al quarto trimestre 2016. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto offre informazioni dettagliate su statistiche globali come velocità di connessione, metriche di adozione della banda larga, importanti interruzioni di Internet, esaurimento degli indirizzi IPv4 e implementazione del protocollo IPv6. I dati e […]

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Akamai Technologies ha pubblicato il Rapporto sullo stato di Internet relativo al quarto trimestre 2016.

Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto offre informazioni dettagliate su statistiche globali come velocità di connessione, metriche di adozione della banda larga, importanti interruzioni di Internet, esaurimento degli indirizzi IPv4 e implementazione del protocollo IPv6. I dati e i grafici del Rapporto sullo stato di Internet relativo al quarto trimestre 2016 sono disponibili sul sito Akamai dedicato allo stato di Internet  e tramite la relativa app per dispositivi iOS e Android.

“Le velocità di connessione continuano a evidenziare in tutto il mondo tendenze positive a lungo termine, con incrementi su base annua particolarmente significativi in tutte le metriche di adozione della banda larga”, ha dichiarato David Belson, responsabile del Rapporto sullo Stato di Internet di Akamai. “Nella prima edizione del rapporto, pubblicata da Akamai nel 2008, la definizione di “banda larga ad alta velocità” era uguale o superiore a 5 Mbps e registravamo un tasso di adozione del 16% a livello globale. Oggi registriamo un tasso di adozione della banda larga a 15 Mbps del 25%! Le tendenze di crescita sono incoraggianti ma accentuano la necessità delle aziende di ottimizzare i contenuti online per l’infinità di dispositivi connessi utilizzati dai loro clienti”.

Dati salienti per l’Europa:

Velocità di connessione: prosegue il trend di crescita positiva nei paesi europei

  • Le velocità medie di connessione sono aumentate su base annua in tutti i paesi coinvolti nel sondaggio a eccezione della Russia, che non ha registrato variazioni rispetto all’anno precedente. La crescita minore è stata rilevata in Lituania (1,9%), la più ampia in Danimarca (29%).
  • Con un notevole aumento del 18% su base trimestrale della velocità media di connessione, che ha raggiunto i 23,6 Mbps, nel quarto trimestre del 2016 la Norvegia mantiene il primo posto tra i paesi Europei.
  • Ventisette dei trentuno paesi inclusi nello studio registrano velocità di connessione uguali o superiori a 10 Mbps, rispetto ai 26 del trimestre precedente.
  • Nonostante una crescita nella velocità media di connessione, che da 8,2 (Q3 2016) passa nel trimestre in esame a 8,7 Mbps, nel quarto trimestre 2016 l’Italia scende ancora nella classifica mondiale posizionandosi 58esima e rimanendo alla 28esima in area EMEA. In coda, sempre solo Croazia, Grecia e Cipro. Rispetto al trimestre precedente (Q3 2016), si registra un aumento del 5,2% e rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q4 2015) del 16%.

Adozione della banda larga: la Norvegia rimane al primo posto in Europa nell’adozione della banda larga a 25 Mbps

  • Tra i top 10 a livello mondiale nell’adozione della banda larga a 25 Mbps, sono sei i paesi europei: Norvegia (al 2° posto), Svezia (al 3º), Danimarca (al 5°), Svizzera (al 6°), Finlandia (all’8º) e Lettonia (al 10°). Incrementi notevoli su base annua sono stati osservati in Danimarca (79%), Svizzera (75%) e Norvegia (62%).
  • La Norvegia ha conservato il primo posto nell’adozione della banda larga a 15 Mbps tra i paesi europei inclusi nello studio, alla pari con la seconda classificata, la Svizzera, con un tasso di adozione del 54%. In altri sette paesi (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Romania, Lettonia e Belgio) il 40% o più di indirizzi IPv4 univoci si è connesso ad Akamai a velocità medie superiori a 15 Mbps.
  • Con un tasso di adozione del 73%, la Svizzera ha riconquistato il primo posto in Europa per l’adozione della banda larga a 10 Mbps, superando i Paesi Bassi che avevano occupato questa posizione nel terzo trimestre. Tutti i 31 paesi europei inclusi nello studio hanno registrato, nel trimestre in esame, incrementi annuali. In Croazia il tasso di adozione della banda larga a 10 Mbps è più che raddoppiato (146%) su base annua.
  • L’Italia non fa molti progressi: solo il 78% delle connessioni sono sopra i 4 Mbps. Il nostro paese si ferma alla 28esima posizione in EMEA e alla 63esima a livello mondiale. Rispetto al trimestre precedente, nel Q4 2016 è stato registrato un lieve calo del 1,8% e dello 0,7% rispetto all’anno precedente (Q4 2015).
  • Anche sul fronte adozione dell’high broadband, l’Italia sembra aver arrestato la sua corsa: nel Q4 2016 Akamai registra solo il 23% di connessioni sopra i 10Mbps (nonostante un +19% rispetto al Q3 2016 e un +68% rispetto al Q4 2015). Un confronto: se l’Italia è al 23%, la Romania è a quota 69%.
  • A fronte di una media di oltre il 30% per ipaesi EMEA coinvolti nello studio, l’Italia registra solo il 10% delle connessioni superiori ai 15 Mbps. Nella classifica mondiale scende dalla 51esima alla 54esima posizione, 29esima posizione in EMEA, nonostante un aumento del 97% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2015).

IPv4 e IPv6: il Belgio resta il leader globale nell’adozione del protocollo IPv6

  • Nel quarto trimestre del 2016, quasi 807 milioni di indirizzi IPv4 univoci si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform, una riduzione dello 0,4% rispetto al quarto trimestre del 2015.
  • L’attività di allocazione e assegnazione degli indirizzi IPv4 nel quarto trimestre è stata significativamente inferiore, con 6,4 milioni di indirizzi assegnati contro i 16 milioni del terzo trimestre.
  • Con il 47% delle richieste di contenuti a doppio stack inviate ad Akamai attraverso IPv6, il Belgio ha conservato il suo significativo vantaggio a livello globale nell’adozione di IPv6, con un aumento del 20% su base trimestrale.
  • Il volume delle richieste IPv6 provenienti da fornitori di servizi via cavo, wireless e mobili continua a rimanere il più imponente. In Europa, TELENET (Belgio), Kabel Deutschland (Germania) e Sky Broadband (Regno Unito) si sono collocate ai primi posti con il 65%, il 53% e il 50% delle rispettive richieste a doppio stack inviate ad Akamai tramite IPv6 nei propri paesi.

Connettività mobile: il Regno Unito ha registrato la velocità di connessione mobile media più elevata del mondo

  • Nel trimestre in esame, il Regno Unito ha nuovamente registrato la velocità di connessione mobile media più elevata, pari a 26,8 Mbps.
  • Tra i paesi e le regioni europee qualificate sottoposte a sondaggio, 19 hanno registrato una velocità di connessione mobile media uguale o superiore a 10 Mbps (rispetto ai 16 nel trimestre precedente).
  • In Italia la velocità media di connessione mobile ha raggiunto i 11,2 Mbps.

Adozione e velocità della banda larga: continuerà il trend positivo

  • La Commissione Europea ha annunciato un fondo CEBF (Connecting Europe Broadband Fund) da 500 milioni di euro per aiutare l’UE a raggiungere l’obiettivo di fornire accesso universale a 100 Mbps a tutti i nuclei familiari e a 1 Gbps a tutte le aziende entro il 2025.
  • La Svezia ha ampliato i propri obiettivi, promettendo la banda larga gigabit al 98% della popolazione entro il 2025.
  • Il governo tedesco ha annunciato un piano in quattro fasi per ottenere un’infrastruttura Gigabit entro il 2025; la prima fase prevede la copertura universale a 50 Mbps entro il 2018.
  • L’autorità di regolamentazione per le telecomunicazioni del Regno Unito, Ofcom, ha pubblicato una proposta per rispettare l’obbligo di servizio universale stabilito dal governo in termini di accesso a 10 Mbps entro il 2020.
  • Sparkle del gruppo Telecom Italia, e Libyan International Telecommunications Company (Litc) hanno aggiornato con tecnologia 100 Gbps il cavo che unisce Libia e Sicilia, come conseguenza alla crescente domanda di servizi avanzati tra Libia ed Europa.

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Colt, sviluppare la banda larga per la digital transformation https://www.datamanager.it/2017/02/colt-sviluppare-la-banda-larga-la-digital-transformation/ Mon, 20 Feb 2017 10:41:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119603 Nell’anno in cui compie il suo primo quarto di secolo, la società riafferma il focus nelle reti performanti e annuncia un piano di crescita triennale per offrire capacità di networking sempre più flessibili Berlino – Non è un caso se Colt, azienda con quartier generale a Londra attiva nella fornitura di servizi a banda larga, […]

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Nell’anno in cui compie il suo primo quarto di secolo, la società riafferma il focus nelle reti performanti e annuncia un piano di crescita triennale per offrire capacità di networking sempre più flessibili

Berlino – Non è un caso se Colt, azienda con quartier generale a Londra attiva nella fornitura di servizi a banda larga, incontra la stampa europea nella capitale tedesca. Perché è qui che a metà febbraio, per circa dieci giorni, vi si svolge la Berlinale, noto festival del cinema che richiama ogni anno migliaia di appassionati e del quale Colt è da tempo partner tecnico. Ma anche perché quello del cinema costituisce un esempio efficace di come le reti abbiano cambiato ogni settore, in quella trasformazione digitale che ormai investe qualunque tipo di attività e che ha tra i suoi abilitatori principali anche la disponibilità di reti sempre più performanti.

Oltre 1 petabyte di dati in transito

Giunta all’edizione numero 67, la Berlinale è uno dei più noti festival del cinema europei, accanto a quelli di Cannes e di Venezia, con la particolarità di prevedere proiezioni di film in oltre 50 sale sparse per tutta la città. Come noto, archiviata da tempo la classica “pizza” di celluloide, i film vengono oggi distribuiti in maniera digitale, su hard disk o in rete. Nel caso della Berlinale, che si è conclusa proprio ieri non senza qualche polemica riguardo all’assegnazione dei premi, gli ambiti “Orsi d’oro”, questo significa che durante i dieci giorni del Festival, dove si proiettano circa un migliaio di pellicole, vengono trasferiti più di 1 petabyte di dati, visto che un film ad alta definizione “pesa” mediamente 200 Gb, che transitano su una rete di circa 250 km realizzata da Colt per collegare con i diversi cinema il proprio data center nella zona nord ovest di Berlino, dove sono archiviati fisicamente i film. Visitando il data center, che è il vero e proprio “cuore digitale” del Festival, spiccano i dispositivi storage dedicati, marchiati con il logo della Berlinale, da cui poi verranno distribuiti attraverso la rete in fibra ottica di Colt in tutti i 16 cinema coinvolti nella manifestazione, per un totale di 51 sale di proiezione. La rete di Colt per la Berlinale è realizzata in maniera da poter sostenere i picchi di traffico in maniera on demand, anche per periodi limitati di tempo. È su questo tipo di servizi che si sta specializzando Colt, che proprio quest’anno compie i suoi primi 25 anni, grazie al costante sviluppo della propria rete intelligente, appositamente progettata e integrata su cloud, nota come IQ Network.

Piano triennale di crescita

Annunciando alla stampa convenuta a Berlino il piano di crescita triennale, che comprende investimenti per oltre 500 milioni di euro, il CEO Carl Grivner ribadisce “la centralità dell’innovazione continua e della migliore customer experience” quali valori fondanti di Colt, che è un pioniere riconosciuto nell’ambito dei due pilastri della connettività di oggi: il software defined networking (SDN) e la network function virtualization (NFV), e che sono alla base della Colt IQ Network, che oggi collega oltre 700 data center in tutto il mondo. Un numero destinato a crescere, alla luce della ridefinizione del piano strategico avvenuta l’anno scorso, in coincidenza con l’arrivo di Carl Grivner al timone dell’azienda, in sella dall’inizio del 2016. Nato in Pennsylvania, ex-marine e con un solido curriculum nell’ambito delle telecomunicazioni, Grivner sembra l’uomo giusto al momento giusto, in uno scenario che vede la richiesta di banda crescere esponenzialmente, spinto da fenomeni oramai consolidati come il cloud o in netto sviluppo come l’Internet of Things. “La società è solida, in quanto siamo stati fortunati a non farci distrarre da obiettivi poco coerenti come è successo a molte telco, ma ci siamo sempre più concentrati sulle reti, e lo faremo sempre di più, con l’idea di tornare a essere quello che siamo stati in passato: innovativi al massimo, cioè veri e propri ‘disruptor’. E lo dimostreremo nei prossimi tre anni, che saranno all’insegna dell’execution mode, per soddisfare con servizi flessibili e performanti le esigenze di un mondo che è sempre più ‘bandwidth hungry’, letteralmente affamato di banda”, spiega Grivner a Data Manager, e qui, dove gli esempi certo non mancano, spiccano le aziende che distribuiscono contenuti, stile Netflix, oppure tutto l’universo in forte sviluppo del Fintech.

Flessibilità on demand anche per le reti

Concentrando lo sviluppo soprattutto in Europa e in Asia, ritenuti mercati più interessanti rispetto a quello del Nord America, dove comunque è presente, Colt intende triplicare nel corso del 2017 il numero di siti in grado di fornire 100G di connettività Ethernet e IP, oltre a servizi su fibra ottica fino a 9,6Tbps per sito, con l’obiettivo dichiarato di offrire nuove connessioni a banda larga su cloud pubblici e privati. Il piano prevede anche di costruire reti metropolitane proprietarie a Singapore e Hong Kong, portando da 49 a 51 il numero dei città in cui la società è presente con proprie MAN in fibra, per una rete che oggi ha già 200 città direttamente collegate da Colt. Tutto questo nasce dal fatto che, come spiega Grivner, “con la crescita delle applicazioni in cloud e le nuove esigenze dettate dall’IoT, è sempre più cruciale avere reti non solo performanti, ma che offrano anche la stessa flessibilità di tipo on demand consentita oggi dal cloud”. Da qui l’importanza dell’SDN, cioè della possibilità di disporre di reti definite dal software, come quella realizzata da Colt con una soluzione open source basata su Openflow, che consente alla società di “essere indipendente dai vendor per potersi interconnettere con qualunque operatore tramite semplici API”, conclude Carl Grivner.

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Significativi investimenti di Colt in Asia con una serie di iniziative Metro Area Network https://www.datamanager.it/2017/01/significativi-investimenti-colt-asia-serie-iniziative-metro-area-network/ Fri, 13 Jan 2017 15:30:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117172 Importante investimento dell’azienda per portare la trasformazione digitale alle aziende asiatiche operanti in settori a rapida espansione, tra cui il settore finanziario, l’industria e Internet of Things Colt ha annunciato che intende espandere il Colt IQ Network a Singapore e Hong Kong nel corso del 2017 come parte del proprio piano che prevede investimenti significativi in Asia […]

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Importante investimento dell’azienda per portare la trasformazione digitale alle aziende asiatiche operanti in settori a rapida espansione, tra cui il settore finanziario, l’industria e Internet of Things

Colt ha annunciato che intende espandere il Colt IQ Network a Singapore e Hong Kong nel corso del 2017 come parte del proprio piano che prevede investimenti significativi in Asia nei prossimi tre anni. A Singapore gli investimenti ruoteranno attorno a una serie di iniziative che includono un’espansione su larga scala della copertura esistente, la fornitura di connettività a banda larga e nuovi progetti di scavi per la posa della fibra di nuova generazione di Colt.

L’espansione del network di Colt, che comprende entrambe le architetture in fibra ottica ed Ethernet, fornirà servizi a banda larga ai principali edifici e data center in Asia. L’investimento sottende le crescenti esigenze di banda larga delle organizzazioni, soprattutto nelle realtà che operano nei mercati digitali e in cui i dati vengono utilizzati in modo intensivo.

Con questa espansione Colt sfida lo status quo del mercato e sarà l’unico fornitore ad avere reti in fibra ottica di proprietà in aree metropolitane nelle principali città asiatiche (tra cui Tokyo, Osaka e Singapore) ed europee. L’avvio delle iniziative di Colt a Singapore è in programma per aprile, mentre Hong Kong e altre città asiatiche seguiranno nel corso del 2017 e oltre. Si tratta del proseguimento di uno schema di intense attività che Colt ha avviato in Asia negli ultimi mesi. Nella seconda metà del 2016 l’azienda ha infatti lanciato Colt IP Access Service, ha esteso etherXEN alle connessioni AWS e ha introdotto Colt E-LAN Services nel mercato di Singapore.

Colt incrementerà questi investimenti aggiungendo nuovi cavi sottomarini alla propria infrastruttura e aumenterà la resilienza del network, accrescendo ulteriormente l’affidabilità della propria rete intelligente. Inoltre, supporterà le necessità specifiche di settori chiave, tra cui quello finanziario e industriale, e le crescenti esigenze di ampiezza di banda legate all’Internet of Things e alle smart cities.

Grazie alla fornitura di connessioni a banda larga alle aree metropolitane, Colt collegherà direttamente le aziende di Singapore e Hong Kong con centinaia di città tra cui Pusan, Tokyo, Sydney, Chicago, New York, Londra, Francoforte e Parigi tramite la propria rete intelligente presente a livello globale. L’IQ Network di Colt è una rete a 100Gbps distribuita tra oltre 200 data center e carrier hotels in tutto il mondo, fornisce servizi al top della categoria, ottimizzati per SDN, NFV e Cloud.

“Lo scorso anno Colt ha dimostrato il proprio impegno nel supportare la digital transformation attraverso la fornitura di servizi di banda larga alle aziende asiatiche multinazionali ma che necessitano comunque di attenzione a livello locale, con iniziative come la costruzione del Japan National Network”, ha dichiarato Kenji Hioki, CCO Asia di Colt Technology Services. “Oggi continuiamo ad ampliare quell’investimento con la nostra espansione a Singapore e Hong Kong, progettata per offrire i vantaggi dati da velocità, sicurezza, affidabilità alle aziende che intendono connettersi con i mercati asiatici e non solo”.

“L’espansione di Colt nei mercati dell’Asia comporta vantaggi notevoli in quanto ci permette di accompagnare tutte le realtà italiane che intendono espandere il proprio business nei paesi asiatici caratterizzati da un alto tasso di crescita”, ha affermato Mimmo Zappi, AD di Colt Italia. “Le aziende del made in Italy, con una naturale vocazione all’export, potranno cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri contando su un partner di fiducia come Colt”.

Colt mostrerà le proprie soluzioni a banda larga a PTC’17, nella sala riunioni dell’azienda presso Hilton Hawaiian Village, Tapa Tower, Room #1530 a Honolulu, Hawaii, dal 15 al 18 gennaio 2017.

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