Bosch – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 02 Apr 2020 10:48:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Bosch – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Bosch Rexroth risponde alle 5 domande sull’Industrial IoT https://www.datamanager.it/2020/04/bosch-rexroth-risponde-alle-5-domande-sullindustrial-iot/ Thu, 02 Apr 2020 10:47:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197942 Bosch Rexroth spiega come l’architettura IoT è in grado di supportare la fabbrica intelligente Nei tempi della quarta rivoluzione industriale, la tecnologia, ora più che mai, riesce ad interconnettere gli operatori con i dati dei dispositivi e dei sistemi. L’infrastruttura che abilita un’azienda a compiere tale evoluzione è l’Industrial Internet of Things (IIoT): integrando tutte le […]

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Bosch Rexroth spiega come l’architettura IoT è in grado di supportare la fabbrica intelligente

Nei tempi della quarta rivoluzione industriale, la tecnologia, ora più che mai, riesce ad interconnettere gli operatori con i dati dei dispositivi e dei sistemi. L’infrastruttura che abilita un’azienda a compiere tale evoluzione è l’Industrial Internet of Things (IIoT): integrando tutte le macchine e gli impianti coinvolti, l’IIoT migliora la visibilità dei processi per consentire una costante valutazione e ottimizzazione dei processi produttivi.

Ecco i 5 quesiti sul mondo dell’Industrial IoT e sulle soluzioni messe in campo da Bosch Rexroth:

1. Industrial IoT, digitalizzazione: il comparto dell’automazione di processo sta attraversando una fase di grande evoluzione. In che modo l’IoT contribuisce al miglioramento e all’ottimizzazione dei processi nel contesto della fabbrica intelligente?

Con la crescente connessione dei mondi reali e virtuali, nota anche come “ubiquitous computing”, l’IoT Industriale sta cambiando l’Industria come noi la conosciamo. In Bosch Rexroth, il nostro contributo all’Industry 4.0 è già realtà. Abbiamo introdotto un portafoglio di prodotti e servizi necessario per concretizzare i principali vantaggi offerti dell’Industry 4.0: sistemi a intelligenza decentrata, connettività veloce, standard aperti, integrazione in tempo reale e comportamento autonomo.

L’Internet of Things parte dal software: senza software, non esisterebbero gli smart device, né i Cloud. Il software IoT Gateway V3 di Bosch Rexroth offre molte nuove possibilità di Connectivity. Con le soluzioni IoT Gateway, che integrano l’intera produzione in pochi semplici passaggi, dal sensore sino ai dati macchina, Bosch Rexroth consente trasparenza e sorveglianza sull’intero processo produttivo. Questo permette di ottenere soluzioni di Condition Monitoring che, abbinate ad informazioni ambientali, facilitano la manutenzione predittiva e programmabile degli impianti. Il monitoraggio in tempo reale dei dati di processo come temperatura, pressione, vibrazioni ecc. garantisce una costante qualità della produzione.

L’aspetto della Connettività assume nello scenario moderno un ruolo fondamentale. Per accedere ai dati di produzione e di macchina, il tool, configurabile e web-based, può essere collegato ai diversi tipi di sensori, server ed unità di controllo, mediante le cosiddette “device app”. In tale ottica, vengono supportati anche il compatto e resistente sensore multifunzione CISS di Bosch, lo standard OPC DA – predecessore dell’OPC UA – ed ulteriori sistemi di controllo di produttori terzi, fra i quali Siemens S5 e S7, Beckhoff CX e Allen Bradley/Rockwell ControlLogix. L’inoltro dei dati a scopo di analisi e valutazione avviene mediante apposite “processing app” che, oltre a vari servizi Cloud e soluzioni “on-premise”, supportano anche OPC UA, MQTT, sistemi MES e servizi REST.

2. Su quali piattaforme può essere applicato il software IoT Gateway?

Per consentire un’Industrial IoT personalizzato, il software IoT Gateway è utilizzabile su diverse piattaforme hardware, PC industriali PR, la nuova generazione di IPC su base Linux, che offre, ad esempio, interfacce WiFi, USB ed interfaccia HDMI locale. Il sistema hardware consente concezioni adattabili e scalabili per una o più macchine ed è utilizzabile sia su macchine preesistenti, sia direttamente presso l’OEM. Per poter valutare in modo completo stati e processi, l’utente ha la possibilità di collegare ulteriori sensori, unità di controllo di produttori terzi e sistemi informatici subordinanti. Inoltre, il Device Portal, sviluppato in collaborazione da Rexroth e Bosch Connected Industry, permette una gestione centralizzata di infrastrutture distribuite con i setup, configurazione e manutenzione da remoto.

3. È possibile digitalizzare gli impianti e modernizzare i processi sulle macchine già esistenti?

Molti impianti e macchine non sono ancora arrivati ​​nell’era digitale. Devono prima essere collegati per poter sfruttare i vantaggi dell’IoT industriale e dell’analisi dei dati per ottimizzare la “Overall Equipment Efficiency”. Affinché tutto ciò non resti confinato alle nuove applicazioni, Bosch Rexroth consente di riequipaggiare impianti preesistenti. Grazie all’IoT Gateway, anche gli impianti privi di adeguata connectivity si possono collegare a tipologie Industry 4.0: così, anch’essi sono integrabili automaticamente in sistemi subordinanti e sono utilizzabili per Condition Monitoring e Data Mining.

Con IoT Gateway, le aziende si avvicinano all’obiettivo strategico di integrare tutte le macchine e gli impianti coinvolti e di rendere meglio visibili i processi, a scopo di valutazione e di costante miglioramento. OEM ed utenti finali richiedono soluzioni di Connectivity rapidamente implementabili, sia per macchine nuove che per soluzioni di retrofitting. L’implementazione può avvenire senza modificare la soluzione di automazione esistente; la configurazione dell’IoT Gateway non richiede programmazione specifica.

4. L’ottimizzazione delle macchine tramite IoT è complicata? Richiede molto tempo?

Molte aziende non vogliono solo ottimizzare i processi produttivi, ma ottenere risultati nel più breve tempo possibile. Con IoT Insights, il pacchetto per macchine ottimizzate e linee di produzione ancora più efficienti, Bosch Rexroth riduce al minimo i tempi e i costi per la definizione e l’upgrade della sensoristica adeguata, il rilevamento dei dati dalle varie fonti e l’ottenimento di informazioni significative.

La messa in funzione è veramente rapida: gli operatori possono avere un pacchetto “tutto incluso”, con un IoT Rack compatto (certificazione CE e classe di protezione IP65) e tutti gli elementi necessari per un sistema IoT – sensori, hardware, gateway e connessione per la visualizzazione. Il design plug-and-play consente di utilizzare IoT Rack come aggiunta opzionale alle macchine più vecchie, fornendo le funzionalità Industry 4.0 senza modificare il design principale della macchina.

Il software IoT Gateway che registra automaticamente i sensori è preinstallato e, dopo una veloce configurazione attraverso un’interfaccia web in modalità assistita, l’utente può iniziare ad eseguire l’analisi e le relative valutazioni in locale.

La dashboard IoT Insights è preinstallata anch’essa, per l’analisi e la visualizzazione dei dati.  La configurazione è web-based, e viene eseguita attraverso assistenti e widget. I tecnici possono ricevere allarmi e avvisi (anche tramite e-mail) su eventuali scostamenti dei valori rispetto a quelli prestabiliti. Le dashboard configurate semplificano le analisi e forniscono rapidamente informazioni sull’operatività della macchina e i suoi risultati, costruendo uno storico dei dati che viene utilizzato per analisi successive.

5. Come si garantisce la sicurezza dei dati nell’architettura dell’Industrial IoT?

Per Bosch Rexroth, la sicurezza è alla base dell’IoT. Nel sistema IoT Gateway, sono infatti disponibili numerose funzioni di sicurezza come la comunicazione criptata attraverso la soluzione OPC UA, un firewall IoT e l’accesso VPN che garantiscono la protezione di tutti i dati raccolti, trasmessi e analizzati. Per offrire funzioni studiate per esigenze specifiche, IoT Insights è disponibile in due livelli: IoT Insights Standard che offre un ingresso facile al mondo IoT consentendo agli operatori di analizzare fino a due macchine e IoT Insights Advanced, che offre un elevato grado di flessibilità, in quanto non limitato a due macchine, e consente una frequenza di campionamento superiore.

Per scoprirne di più su questo tema iscriviti al webinar gratuito dal titolo “Benvenuti nella Factory of the Future: soluzioni IoT Bosch Rexroth per macchine industriali e mobili” in programma il 28 aprile dalle 10.30 alle 11.15.

Dal 28 al 30 aprile Bosch Rexroth sarà online con “Expertise Live”, una serie di webinar sulle principali tecnologie dell’automazione.

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E’ nata Bosch.IO, focus su IoT ed esperienza digitale https://www.datamanager.it/2020/02/e-nata-bosch-io-focus-su-iot-ed-esperienza-digitale/ Tue, 18 Feb 2020 11:11:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=196404 Il CDO di Bosch Michael Bolle: “Bosch.IO porta l’Internet delle cose ovunque: dalle strade alle fabbriche fino alle case e ai campi” Bosch ha raggruppato le proprie attività dedicate all’Internet delle cose (IoT) in una nuova consociata, Bosch.IO GmbH. La società conta oltre 900 collaboratori con l’obiettivo di trainare lo sviluppo di soluzioni IoT che […]

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Il CDO di Bosch Michael Bolle: “Bosch.IO porta l’Internet delle cose ovunque: dalle strade alle fabbriche fino alle case e ai campi”

Bosch ha raggruppato le proprie attività dedicate all’Internet delle cose (IoT) in una nuova consociata, Bosch.IO GmbH. La società conta oltre 900 collaboratori con l’obiettivo di trainare lo sviluppo di soluzioni IoT che spaziano dalla consulenza all’implementazione fino al funzionamento. “Con Bosch.IO, rafforziamo la nostra posizione come azienda leader dell’IoT” ha affermato Michael Bolle, membro del Board of management di Bosch. Ciò che distingue questa nuova consociata di Bosch è che gli sviluppatori software e hardware lavorano insieme agli specialisti del cloud e ai designer della user experience su progetti IoT di importanza futura. “Con la nuova configurazione di Bosch.IO vogliamo portare l’Internet delle cose ovunque, dalle strade alle fabbriche fino alle case e ai campi” ha dichiarato Bolle. L’elemento fondamentale del portfolio di prodotti della consociata di Bosch è Bosch IoT Suite, la piattaforma tecnologica al centro delle soluzioni IoT.

Bosch.IO è una nuova consociata di Bosch che nasce dall’unione della ex Bosch Software Innovations GmbH con altri team di Bosch specializzati nel digitale e nell’IoT. Fanno parte dell’Executive management Stefan Ferber, Aleksandar Mitrovic e Yvonne Reckling. L’azienda ha la sede principale a Berlino ed è presente anche in Germania, Bulgaria, Cina, Giappone, Spagna e Stati Uniti.

Ancora più vicini al cliente

Bosch.IO realizza la volontà di Bosch di concentrarsi di più sul business per l’IoT e, al contempo, assegna un ruolo di grande rilievo alle richieste del cliente. “Il nostro obiettivo è realizzare progetti IoT più rapidamente e con maggiore efficienza” ha dichiarato Aleksandar Mitrovic, membro dell’Executive management di Bosch.IO. “A questo scopo, l’azienda conta sui suoi team interdisciplinari e dinamici che lavorano assieme formando costellazioni sempre diverse. Ci sono sviluppatori hardware e software, esperti del cloud, architetti di soluzioni, project manager, UX designer, innovatori del modello di business e docenti. Mettiamo insieme persone che hanno le giuste competenze per ogni progetto IoT e di digitalizzazione con l’obiettivo di rispondere alle richieste degli utenti nel modo migliore possibile” ha spiegato Mitrovic. I nostri collaboratori hanno anche una vasta esperienza in diversi settori, come il retail, l’energia, la produzione, i beni di consumo, l’agricoltura e la mobilità. Per i suoi progetti, Bosch.IO collabora con circa 30.000 sviluppatori software ed esperti di IA. “Insieme sviluppiamo modelli di business digitale sostenibili, integrazione tecnica diretta ed ecosistemi connessi per e con i nostri clienti” ha concluso Mitrovic.

Insieme a soluzioni altamente specializzate per i singoli segmenti, alcuni servizi di Bosch IoT Suite possono essere impiegati in molteplici applicazioni. Ne consegue una maggiore efficienza di sviluppo e di utilizzo, in quanto attività di base complesse e che richiedono molta manodopera possono essere eseguite una sola volta. Tra queste, per esempio, vi è un servizio per collegare e gestire i dispositivi e aggiornare il software e il firmware over the air, che permette di mantenere sempre aggiornato qualsiasi elemento, dal parco auto alle videocamere di sorveglianza fino ai macchinari.

Progetti IoT con l’aiuto dell’intelligenza artificiale

Grazie alla nuova consociata di Bosch e agli ingegneri di Bosch che collaborano a stretto contatto, le tecnologie IA sono pronte per ricoprire un ruolo sempre più importante nei futuri progetti IoT e digitali. Un esempio è l’utilizzo dei metodi di data mining per derivare regole per il machine learning basato sui big data. La conoscenza acquisita può servire, tra le altre cose, a controllare in modo pratico e sicuro gli elettrodomestici di diverse case produttrici. Anche gli strumenti per confrontare le immagini sfruttano l’IA: Bosch.IO li utilizza per Secure Product Fingerprint, una soluzione anti contraffazione, che identifica le superfici dei prodotti, offrendo a consumatori e clienti aziendali una protezione efficace contro le merci contraffatte. I metodi assistiti dall’IA rilevano anche con sicurezza quando un veicolo a due ruote è coinvolto in un incidente e possono avviare automaticamente una chiamata di emergenza.

Più di 10 milioni di cose connesse

Bosch.IO può attingere a molti anni di esperienza acquisita in oltre 250 progetti di IoT realizzati per clienti internazionali. Il prodotto principale di Bosch.IO è Bosch IoT Suite. Collega già più di dieci milioni di sensori, dispositivi e macchine con i loro utenti e applicazioni aziendali ed è la piattaforma software centrale di Bosch per le soluzioni IoT.

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Bosch lancia il sensore lidar a lungo raggio per veicoli autonomi https://www.datamanager.it/2020/01/bosch-lancia-il-sensore-lidar-a-lungo-raggio-per-veicoli-autonomi/ Wed, 08 Jan 2020 15:57:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194862 Una nuova generazione di laser mira a rendere il mercato della guida autonoma maggiormente accessibile dal lato della produzione Nonostante le recenti affermazioni degli scettici del settore, è opinione diffusa che le auto autonome richiederanno sensori ridondanti oltre le telecamere e i radar per soddisfare le linee di base della sicurezza. Questa è la posizione […]

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Una nuova generazione di laser mira a rendere il mercato della guida autonoma maggiormente accessibile dal lato della produzione

Nonostante le recenti affermazioni degli scettici del settore, è opinione diffusa che le auto autonome richiederanno sensori ridondanti oltre le telecamere e i radar per soddisfare le linee di base della sicurezza. Questa è la posizione del conglomerato ingegneristico tedesco di Stoccarda, Bosch, che in vista del Consumer Electronics Show di Barcellona di febbraio ha presentato un nuovo sensore lidar a lungo raggio progettato per l’uso automobilistico.

Come tutti i sensori lidar, la soluzione misura la distanza dagli oggetti target illuminandoli con la luce laser e analizzando gli impulsi riflessi. È destinato a distanze ravvicinate e medie su autostrade e città, e la società afferma che sarà competitiva rispetto ai prezzi, grazie alle economie di scala.

Come sarà il lidar di Bosch

«Colmando il gap del sensore, Bosch sta rendendo la guida automatizzata una possibilità praticabile» ha dichiarato Harald Kroeger, membro del consiglio di amministrazione. «Vogliamo rendere la guida automatizzata sicura, conveniente e affascinante. In questo modo, daremo un contributo decisivo alla mobilità del futuro».

Il sensore lidar si affiancherà al radar LRR4 a sei antenne, già nel portafoglio di Bosch. LRR4 presenta un raggio di rilevamento di 250 metri e può riconoscere fino a 24 oggetti contemporaneamente. Ma, come tutti i sensori radar, è meno preciso dal punto di vista angolare del lidar in quanto perde di vista gli oggetti nelle curve. E diventa confuso se più veicoli sono posti l’uno vicino all’altro.

Naturalmente, i sensori radar tendono ad essere più economici del lidar e generalmente forniscono un migliore riconoscimento ottico in caso di pioggia, nebbia, neve e polvere a distanza ravvicinata. Questo vale anche per le telecamere, il che è presumibilmente il motivo per cui Bosch sta continuando a perfezionare la sua suite di immagini in catalogo. La società afferma che i suoi ingegneri sono riusciti a portare la tecnologia della fotocamera utilizzata nelle auto a “un nuovo livello” migliorandola con l’intelligenza artificiale, in modo che possa rilevare oggetti, classificarli in classi (come veicoli, pedoni o biciclette) e misurare il loro movimento anche quando sono parzialmente oscurati.

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Smart Parking, a Mantova al via il progetto pilota https://www.datamanager.it/2019/12/smart-parking-a-mantova-al-via-il-progetto-pilota/ Wed, 11 Dec 2019 11:23:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194209 A2A Smart City, Bosch, Cellnex, LGH in collaborazione con Comune di Mantova, Aster e Università di Modena e Reggio Emilia, insieme per la mobilità del futuro Presentato a Mantova il progetto pilota in ambito Smart Parking. Il sistema funziona attraverso 66 sensori di parcheggio Bosch (Parking Lot Sensor) installati nella città dei Gonzaga, in Corso […]

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A2A Smart City, Bosch, Cellnex, LGH in collaborazione con Comune di Mantova, Aster e Università di Modena e Reggio Emilia, insieme per la mobilità del futuro

Presentato a Mantova il progetto pilota in ambito Smart Parking. Il sistema funziona attraverso 66 sensori di parcheggio Bosch (Parking Lot Sensor) installati nella città dei Gonzaga, in Corso Vittorio Emanuele II, in corrispondenza delle aree di sosta. I sensori, posizionati nel centro cittadino, sono in grado di segnalare i parcheggi disponibili, sfruttando l’infrastruttura wireless che permette la comunicazione tra il sensore e la piattaforma centrale, utilizzando un protocollo LoRaWAN (Long Range Wide Area Network) sul Network Server creato da A2A Smart City e le infrastrutture della nota Tower Company Cellnex.

Le città affrontano ogni giorno il problema del traffico intenso e delle emissioni dei veicoli a cui si somma il rallentamento generato dagli automobilisti in cerca di un parcheggio libero (in media 20 minuti) e dal parcheggio selvaggio o fuori dalle strisce. Per questo A2A Smart City, Bosch, Cellnex, LGH, Comune di Mantova, Aster e Università di Modena e Reggio Emilia hanno lavorato congiuntamente per la realizzazione del progetto di Smart Parking. L’obiettivo è monitorare e comunicare agli automobilisti la disponibilità, in tempo reale, degli spazi di parcheggio nel centro urbano, rendendo più fluido il flusso del traffico, riducendo i tempi di ricerca del parcheggio e permettendo maggiori trasparenza e precisione nel pagamento delle tariffe di sosta.

All’interno del progetto, A2A Smart City svolge il ruolo di provider di rete e software del sistema fornendo la propria infrastruttura IoT LoRa per l’installazione dei sensori di parcheggio Bosch. La rete di A2A Smart City, erogata grazie all’hosting sulle torri di Cellnex, garantisce i livelli di copertura affinché i sensori lavorino con le migliori performance di consumo della batteria, per una durata di 7-10 anni ed una copertura del segnale fino a 10 km. L’innovativa rete di A2A Smart City, oltre all’efficienza nei consumi delle batterie dei sensori senza necessità di connessione alla rete elettrica, ha la capacità di gestire milioni di messaggi per ogni stazione di monitoraggio/sensore, offre la garanzia di interoperabilità tra applicazioni, Provider di servizi IoT e Provider di servizi di Telecomunicazioni, e tutela la privacy e la sicurezza dei dati attraverso un sistema di criptazione (Embedded end-to-end AES-128 encryption).

ll sensore di parcheggio Bosch Parking Lot Sensor è in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’App, il tempo necessario per raggiungerlo e, successivamente, di effettuare il pagamento direttamente con lo smartphone per il solo tempo necessario alla sosta. I sensori possono essere installati facilmente senza ulteriori e costose opere di costruzione di strutture diverse da quelle già in essere, assicurando di conseguenza una ridotta spesa di investimento iniziale.

Con questo sistema a migliorare è anche la qualità della vita in termini di tempo, costi e salute. Infatti, grazie al sensore Bosch, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si riduce del 35% e, di conseguenza, diminuiscono anche le emissioni dei gas di scarico nocivi per l’uomo e in particolare di CO2.

Inoltre, le amministrazioni possono esercitare un preciso controllo in quanto, con questo sistema, i cittadini sono incentivati a pagare la sosta regolarmente e in modo intelligente. Il sensore, infatti, riconosce automaticamente l’occupazione di ogni singolo posto auto e comunica il dato al centro di controllo dell’amministrazione comunale. In questo modo è possibile verificare da remotoche tutti i parcheggi siano occupati in modo lecito, con il relativo pagamento puntuale della tariffa di sosta, in linea con la durata effettiva del tempo di occupazione. La possibilità da parte delle autorità locali di monitorare attivamente tramite sistemi informatici il traffico sui posteggi, permetterà di ridurre drasticamente i costi di gestione e di controllo.

In caso di prolungamento della sosta, il guidatore potrà rinnovare il pagamento facilmente tramite smartphone, senza dover ritornare fisicamente sul posto. Inoltre, pagando il tempo effettivo di utilizzo dello spazio, è previsto per i cittadini un risparmio di circa il 22%.

Un ulteriore campo di applicazione è il monitoraggio delle piazzole di sosta delle stazioni di rifornimento dei veicoli elettrici. In questo caso il Parking Lot Sensor si rivela utile in due modi: da un lato rileva quali stazioni di carica sono disponibili con la possibilità di visualizzare l’informazione in un’App, dall’altro riconosce l’uso improprio, per esempio se l’area di rifornimento viene utilizzata come parcheggio o se il tempo di utilizzo consentito viene superato.

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Bosch: carburanti sintetici e rinnovabili per ridurre le emissioni di CO₂ https://www.datamanager.it/2019/09/bosch-carburanti-sintetici-e-rinnovabili-per-ridurre-le-emissioni-di-co%e2%82%82/ Tue, 24 Sep 2019 13:26:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=190647 Scegliere carburanti che contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico L’Accordo di Parigi mira a contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto della soglia di 2°C rispetto ai livelli pre-industriali, per mantenerlo entro 1,5°C. Un obiettivo che impone di ridurre quasi a zero le emissioni di CO₂ dei veicoli entro i prossimi trent’anni, individuando le […]

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Scegliere carburanti che contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico

L’Accordo di Parigi mira a contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto della soglia di 2°C rispetto ai livelli pre-industriali, per mantenerlo entro 1,5°C. Un obiettivo che impone di ridurre quasi a zero le emissioni di CO₂ dei veicoli entro i prossimi trent’anni, individuando le giuste strategie. L’elettromobilità sta prendendo piede da poco tempo e le auto elettriche possono essere a emissioni zero solo se lo è anche la produzione dell’elettricità che serve per alimentarle. Inoltre, la metà dei veicoli che saranno su strada nel 2030 saranno dotati di motori diesel o a benzina. Ne consegue che anche i veicoli esistenti dovranno fare la loro parte per ridurre le emissioni di CO₂. Una delle possibili soluzioni è l’utilizzo di carburanti sintetici.

Sette motivi per cui i carburanti sintetici rientrano tra le soluzioni della mobilità del futuro:

1) Tempo

I carburanti sintetici e rinnovabili hanno ormai superato la fase della ricerca di base. Tecnicamente, è già possibile produrli. Si utilizza elettricità generata da fonti rinnovabili per ricavare idrogeno dall’acqua, quindi si aggiunge il carbonio e infine si combinano CO₂ e H₂ per produrre benzina, diesel, gas o kerosene sintetici. Se da un lato il processo di produzione è pronto, non si può dire lo stesso della capacità produttiva, che dovrà aumentare rapidamente per soddisfare la domanda. Incentivi potrebbero arrivare dalle quote carburante, grazie alla minore produzione di CO2 a fronte dei consumi di massa e dalle certezze che offre una pianificazione a lungo termine.

2) Neutralità climatica

Come suggerisce il nome, i carburanti sintetici e rinnovabili sono realizzati esclusivamente con l’energia ottenuta da fonti rinnovabili come il sole o il vento. Idealmente, i produttori catturano la CO₂ necessaria per produrre questo carburante dall’aria circostante, trasformando i gas serra in una risorsa. Viene così a crearsi un circolo virtuoso in cui la CO₂ emessa dalla combustione dei carburanti sintetici e rinnovabili viene riutilizzata per produrre nuovo combustibile. I veicoli su strada alimentati da carburante sintetico non saranno quindi dannosi per il clima.

3) Infrastruttura e tecnologia dei sistemi di propulsione

Il processo Fischer-Tropsch produce carburanti sintetici e rinnovabili che possono essere utilizzati nelle reti di distribuzione e nei motori esistenti. Gli esperti li chiamano carburanti sintetici “drop-in”, perché possono essere distribuiti senza dover prima modificare l’infrastruttura e i veicoli, hanno un impatto immediato e offrono risultati più veloci. Possono essere anche aggiunti ai carburanti tradizionali per ridurre le emissioni di CO₂ dei veicoli già in circolazione, contribuendo alla causa ancora prima che sia avviata la produzione su vasta scala. Le strutture chimiche e le proprietà di base della benzina rimangono intatte, tanto da poter alimentare anche le auto d’epoca.

4) Costi

I costi di produzione dei carburanti sintetici sono ancora elevati. I carburanti sintetici e rinnovabili saranno più convenienti una volta che la capacità di produzione sarà cresciuta e il costo dell’elettricità da fonti rinnovabili sarà diminuito. Secondo gli studi attuali, il prezzo di questi carburanti arriverà a 1,20 – 1,40 euro/litro (escluse le accise) entro il 2030 e a 1 euro/litro entro il 2050. Gli svantaggi in termini di costo di questi combustibili rispetto ai carburanti tradizionali si riducono notevolmente se viene considerato il vantaggio ecologico. La loro compatibilità con infrastrutture già esistenti e con le tecnologie automotive rende i carburanti sintetici e rinnovabili più competitivi rispetto ad altri sistemi di propulsione alternativi.

5) Possibili applicazioni

Anche quando in futuro tutte le auto e i veicoli commerciali saranno alimentati elettricamente o da celle a combustibile, gli aerei, le navi e parti del settore dei trasporti pesanti continueranno ad affidarsi a carburanti tradizionali. I motori a combustione alimentati da carburanti sintetici “carbon neutral” rappresentano quindi un’importante strada da esplorare.

6) Risorse

Scegliere se impiegare le risorse per la produzione di combustibile o di alimenti è un problema che non si pone con i carburanti sintetici basati sull’elettricità. I bio carburanti innovativi, prodotti per esempio da materiali di scarto, sono utili ma la loro disponibilità è limitata. L’utilizzo di energia rinnovabile consente invece la produzione di quantità illimitate di carburanti sintetici. È possibile generare ovunque nel mondo energia rinnovabile sufficiente per produrre carburante che può essere immagazzinato e trasportato con relativa facilità.

7) Stoccaggio e trasporto

I carburanti sintetici sono prodotti a partire da energia rinnovabile con un processo che genera un gas o un liquido. In questo senso, i carburanti sintetici e rinnovabili consentono di immagazzinare grandi quantità di energia rinnovabile e di trasportarla a costi convenienti. Questi carburanti possono quindi essere utilizzati come riserva sia per ovviare alle oscillazioni di produzione di energia solare o eolica sia per rispettare le limitazioni regionali sulla produzione di energia rinnovabile. Gli effetti si vedono anche sul livello di efficienza. Un veicolo elettrico compatto caricato in Germania con elettricità rinnovabile prodotta localmente, converte circa il 60-70% di quella potenza in prestazioni su strada. Se l’elettricità proviene da molto più lontano e l’energia deve essere immagazzinata in un supporto chimico prima di essere riconvertita in elettricità, l’efficienza scende al 20-25%. Si tratta della stessa efficienza di un veicolo alimentato a carburanti sintetici rinnovabili.

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La tecnologia Bosch insegna alle auto a volare https://www.datamanager.it/2019/05/la-tecnologia-bosch-insegna-alle-auto-a-volare/ Wed, 22 May 2019 12:26:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=187351 Uno studio prevede un miliardo di voli in aerotaxi per il 2030. La scatola sensori Bosch rende possibile controllare gli aerotaxi con precisione Imbottigliati nel traffico cittadino, una situazione frequente nelle città di tutto il mondo, non è raro che gli automobilisti alzino gli occhi al cielo. Ed è proprio da lì che, fra non […]

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Uno studio prevede un miliardo di voli in aerotaxi per il 2030. La scatola sensori Bosch rende possibile controllare gli aerotaxi con precisione

Imbottigliati nel traffico cittadino, una situazione frequente nelle città di tutto il mondo, non è raro che gli automobilisti alzino gli occhi al cielo. Ed è proprio da lì che, fra non molti anni, potrebbe arrivare una soluzione tangibile. Il Boston Consulting Group prevede che, nel 2030, saranno 1 miliardo i voli in aerotaxi compiuti da persone di tutto il mondo, quando i servizi di sharing saranno presenti anche sulle rotte aeree. Inoltre, la maggior parte di quegli aerotaxi saranno in grado di funzionare senza pilota. Bosch sta lavorando a una tecnologia di sensori allo stato dell’arte per rendere questi voli sicuri, comodi e pratici. “I primi aerotaxi decolleranno nelle grandi metropoli entro il 2023. Bosch vuole essere tra i leader di settore che daranno forma a questo mercato futuro” ha dichiarato Harald Kröger, presidente della divisione Automotive Electronics di Bosch. Per raggiungere questo obiettivo, Bosch ha colto un gap nel mercato attuale. La tecnologia aerospaziale tradizionale è troppo costosa, ingombrante e pesante per essere utilizzata in aerotaxi autonomi, ma i moderni sensori utilizzati anche per la guida autonoma o per il sistema ESP potrebbero offrire il potenziale per colmare questa lacuna. A questo scopo, un team di ingegneri ha combinato decine di sensori per creare una centralina elettronica universale utile per gli aerotaxi.

La tecnologia Bosch per gli aerotaxi

Dotata dei sensori Bosch già in uso nei veicoli in produzione, la centralina elettronica universale è progettata per garantire la capacità di determinare la posizione dell’aerotaxi in ogni momento, consentendo di controllarlo con precisione e sicurezza. I sensori di accelerazione e di imbardata che misurano accuratamente i movimenti dei veicoli aerei e l’angolo di incidenza, per esempio, forniscono i dati necessari. A differenza degli attuali sistemi di sensori del settore aerospaziale, alcuni dei quali costano decine o centinaia di migliaia di euro, Bosch può mettere a profitto la sua soluzione ad un costo limitato, grazie all’utilizzo di sensori testati in produzione che Bosch già sviluppa e produce da anni per il settore automotive. “Tramite la nostra soluzione Bosch, vogliamo rendere accessibile l’aviazione civile con aerotaxi per un’ampia gamma di fornitori” ha dichiarato Marcus Parentis, a capo del team tecnologico di Bosch che si occupa delle centraline elettroniche per i velivoli leggeri. I sensori Bosch sono anche particolarmente piccoli e leggeri e i produttori di aerotaxi potranno installare facilmente la scatola sensori Bosch negli aeromobili con il principio del plug-and-play.

Mobilità aerea condivisa: 1 miliardo di voli negli aerotaxi per il 2030

Il mercato dei voli con gli aerotaxi elettrici nelle città è pronto per una crescita sostanziale nei prossimi anni. I primi voli di prova si alzeranno nelle città di Dubai, Los Angeles, Dallas e Singapore nel 2020. Gli esperti prevedono che le operazioni commerciali inizieranno nel 2023. Probabilmente per i primi voli saranno presenti a bordo anche i piloti, ma i velivoli leggeri potrebbero iniziare a volare in modo autonomo sui tetti delle più grandi città già dal 2025, controllati dal personale di terra. Per allora circa 3.000 aerotaxi saranno operativi in tutto il mondo, secondo Roland Berger, un numero che arriverà a 12.000 entro il 2030 e a quasi 100.000 nel 2050. I consulenti di Morgan Stanley stimano che il mercato degli aerotaxi potrebbe anche raggiungere 1,35 bilioni di euro (1,5 bilioni di dollari) entro il 2040, estendendosi oltre gli Stati Uniti e il Sud Est Asiatico fino a includere città di grandi e medie dimensioni anche in Germania. Aree come il bacino della Ruhr, l’area metropolitana Reno-Meno con Francoforte e il complesso metropolitano Monaco/Augusta/Ingolstadt offrono il potenziale per velocizzare significativamente i viaggi sulle brevi e medie distanze. Marcus Parentis di Bosch crede anche nelle opportunità di un mercato in crescita. “Stiamo parlando di produttori di aerotaxi dei settori aerospaziale e automotive ma anche di start-up che costruiscono velivoli e sono desiderosi di fornire servizi di sharing” ha dichiarato. “La domanda non è se gli aerotaxi diventeranno una realtà, ma quando.”

Quale tipo di tecnologia fornirà Bosch?

La scatola sensori è dotata di sensori MEMS, acronimo di sistemi microelettromeccanici. Bosch ha sviluppato i primi sensori MEMS per le automobili più di 25 anni fa. Nei veicoli, comunicano alle centraline elettroniche se l’auto sta frenando o accelerando e in quale direzione viaggia. La scatola sensori Bosch per gli aerotaxi è dotata di sensori di accelerazione che misurano i movimenti del velivolo. I sensori di imbardata integrati misurano l’angolo di incidenza dell’aeromobile mentre i sensori di campi magnetici misurano la direzione della bussola. Il pacchetto include anche i sensori di pressione, che usano la pressione barometrica per misurare l’altitudine e le letture della pressione dinamica per determinare la velocità attuale del veicolo.

A chi Bosch fornirà la scatola sensori?

Bosch è in contatto con un’ampia gamma di attori in questo campo, dai costruttori di aerotaxi alle start-up che vogliono produrre velivoli e fornire servizi di sharing. Come per ogni nuova tecnologia, al momento vediamo un’offerta di una miriade di concept diversi. In questa fase è difficile dire quale prevarrà, ma la centralina elettronica plug-and-play di Bosch si adatta a qualsiasi velivolo.

Che cosa rende gli aerotaxi un’alternativa?

Gli aerotaxi offrono un nuovo modo di evitare il traffico nelle grandi città, sfruttando lo spazio aereo. In questo senso sono un’ulteriore alternativa per spostarsi rapidamente nelle aree urbane di domani. “Rispetto ai mezzi di trasporto odierni, gli aerotaxi consentono di risparmiare tempo sui percorsi di 10 km o più, con una percorrenza fino a 300 km” ha spiegato Parentis.

Quanto costeranno gli aerotaxi?

A seconda del concept e del numero di posti passeggeri, un aerotaxi costerà circa 500.000 euro. Di conseguenza gli aeromobili autonomi ed elettrici offrono vantaggi, in particolare per le soluzioni di sharing. Un aerotaxi costa comunque molto meno di un elicottero comparabile dotato della tecnologia odierna. Per questo è importante che i fornitori rendano disponibile una tecnologia affidabile che non sia solo facile da installare, ma che offra anche un vantaggio economico rispetto alla tradizionale tecnologia aerospaziale. “È qui che entra in gioco la nostra scatola sensori MEMS. Tramite la nostra soluzione Bosch, vogliamo rendere accessibile l’aviazione civile con aerotaxi per un’ampia gamma di provider” ha dichiarato Parentis.

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Bosch: siglata la partnership con Powercell https://www.datamanager.it/2019/05/bosch-siglata-la-partnership-con-powercell/ Wed, 01 May 2019 11:00:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=186668 Bosch collaborerà alla produzione su vasta scala di celle a combustibile per autocarri e automobili Bosch entra nel mercato delle celle a combustibile e apre la strada per l’adozione di questa tecnologia negli autocarri e nelle automobili. Uno dei componenti fondamentali del sistema è la pila, l’anima della cella a combustibile che converte l’idrogeno in […]

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Bosch collaborerà alla produzione su vasta scala di celle a combustibile per autocarri e automobili

Bosch entra nel mercato delle celle a combustibile e apre la strada per l’adozione di questa tecnologia negli autocarri e nelle automobili. Uno dei componenti fondamentali del sistema è la pila, l’anima della cella a combustibile che converte l’idrogeno in energia elettrica. Per migliorarle ulteriormente e realizzare queste pile, Bosch ha siglato un accordo con Powercell Sweden AB, il produttore svedese di pile a combustibile. I due partner lavoreranno insieme per rendere la cella a combustibile PEM (a membrana elettrolitica polimerica) pronta per la produzione. Bosch produrrà questa tecnologia di prodotti per il mercato automotive a livello globale. La pila a combustibile completerà l’offerta Bosch di componenti per le celle a combustibile e verrà lanciata entro il 2022. “Nel campo delle celle a combustibile, Bosch ha già una buona presenza che verrà ulteriormente rafforzata da questa cooperazione. La rete commerciale è un nostro punto di forza e siamo intenzionati a sviluppare con determinazione questo nuovo business” ha dichiarato Stefan Hartung, membro del Board of Management di Bosch e presidente del settore di business Mobility Solutions. Nel lungo termine, il mercato delle celle a combustibile per la mobilità offrirà un potenziale di miliardi di euro per Bosch. Si stima che entro il 2030, il 20% di tutti i veicoli elettrici nel mondo saranno alimentati a celle a combustibile. “Grazie all’azione combinata della sua forza ed esperienza, Bosch offre alla nostra tecnologia di celle a combustibile la possibilità di penetrare nel mercato dell’automotive. Non possiamo immaginare un partner migliore” ha dichiarato Per Wassén, il CEO di Powercell.

Tecnologia delle celle a combustibile per gli autocarri e le automobili

Bosch ritiene che le migliori opportunità per l’adozione delle celle a combustibile risiedano nel mercato dei veicoli commerciali. I requisiti della UE per gli autocarri impongono la riduzione delle emissioni di CO2 in media del 15% entro il 2025 e del 30% entro il 2030. Secondo Bosch questi traguardi potranno essere raggiunti soltanto grazie alla sempre maggiore elettrificazione dei sistemi di propulsione. In questo senso le celle a combustibile possono svolgere un ruolo decisivo. Una volta che si saranno diffusi negli autocarri, i sistemi di propulsione a celle a combustibile di Bosch verranno introdotti sempre più anche nelle autovetture, ma solo a condizione di un progressivo abbattimento dei costi del sistema. Infatti, l’elemento che incide maggiormente sul costo è la pila, che compone quasi i due terzi del prezzo dell’intero sistema. “La commercializzazione e il marketing a livello globale della tecnologia consentiranno a Bosch di sfruttare le economie di scala e ridurre i costi” ha spiegato Hartung. Per quanto riguarda l’idrogeno i costi sono già scesi. Al momento questo carburante viene prodotto principalmente per le applicazioni industriali, a un prezzo spesso superiore a 5 euro al chilo. Con l’aumentare della produzione, il prezzo dovrebbe scendere. L’energia prodotta da un chilo di idrogeno corrisponde a circa tre litri di diesel. Per percorrere 100 km, un moderno autocarro da 40 t ha bisogno di 7-8 kg di idrogeno.

Bosch fornitore di sistemi con un ampio portfolio

Se utilizza energia pulita, la produzione di idrogeno può essere ecosostenibile. Sono diverse le imprese che lavorano per perfezionare questo processo. Al momento in Germania è presente una piccola rete con più di 60 stazioni di rifornimento di idrogeno, un numero destinato ad aumentare. Per riempire il serbatoio con idrogeno altamente compresso bastano pochi minuti. Nella cella a combustibile (o pila a combustibile, come si definisce un insieme di tali celle) l’idrogeno reagisce con l’ossigeno, Il risultato finale, oltre all’acqua come sottoprodotto, è energia elettrica che può essere utilizzata per ricaricare la batteria del veicolo o per alimentare direttamente il motore elettrico. Combinando in maniera flessibile due o più pile, è possibile soddisfare i requisiti di alimentazione di ogni tipo di veicolo, dalle autovetture ai mezzi pesanti. Con i suoi 60 collaboratori, Powercell sta passando gradualmente dalla produzione manuale di pile a combustibile alla produzione semi automatica. Powercell ha sviluppato una tecnologia d’avanguardia in questo campo e le sue pile arrivano a fornire fino a 125 kW. Con sede a Göteborg, in Svezia, l’azienda è nata dal gruppo Volvo nel 2008. Fornisce già celle a combustibile da utilizzare come prototipi negli autocarri e nelle autovetture. Anche Bosch ha una vasta esperienza in questa tecnologia e si pone come fornitore di sistemi, in quanto realizza già una varietà di componenti per le celle a combustibile per autovetture e autocarri.

Un’ulteriore partnership per le celle a combustibile statiche

Oltre alle celle a combustibile PEM, Bosch è coinvolta nella realizzazione delle celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC). Dalla metà dell’anno scorso, Bosch lavora con Ceres Power, gli esperti britannici, per migliorare ulteriormente la tecnologia SOFC per le applicazioni come l’alimentazione distribuita alle fabbriche e ai centri elaborazione dati. L’idea alla base di questa tecnologia è di creare piccole centrali elettriche nelle città e nelle aree industriali. Dato che questi impianti standardizzati sono estremamente flessibili, potranno soddisfare meglio i picchi di domanda rispetto agli impianti tradizionali. L’obiettivo è di generare 10 kW di energia elettrica da ogni modulo SOFC. Laddove la richiesta di elettricità è maggiore, sarà possibile semplicemente interconnettere altri moduli con la stessa potenza.

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Bosch alla Milano Digital Week con Parking Lot Sensor https://www.datamanager.it/2019/03/bosch-alla-milano-digital-week-con-parking-lot-sensor/ Fri, 15 Mar 2019 09:04:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=185217 Parking Lot Sensor è l’innovativo sensore di parcheggio Bosch utile per i guidatori e per i gestori dei parchi auto Il 16 e 17 marzo, Bosch sarà protagonista di LoRa & the City: make a (sexy) sense of sensors, l’hackathon promosso da A2A Smart City nell’ambito della Milano Digital Week che, dal 13 al 17 […]

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Parking Lot Sensor è l’innovativo sensore di parcheggio Bosch utile per i guidatori e per i gestori dei parchi auto

Il 16 e 17 marzo, Bosch sarà protagonista di LoRa & the City: make a (sexy) sense of sensors, l’hackathon promosso da A2A Smart City nell’ambito della Milano Digital Week che, dal 13 al 17 marzo, anima la città con oltre 500 eventi a porte aperte dedicati al tema dell’Intelligenza Urbana.

Scopo dell’hackathon, ideato in partnership con Bosch, Google Cloud e Go Reply, e realizzato con il supporto organizzativo di Codemotion e il supporto tecnologico di Arduino, è sviluppare progetti in grado di rendere ancora più smart la città di Milano. L’evento si svolgerà presso la Casa Dell’Energia di Milano e vedrà la partecipazione di circa 60 talenti digitali tra esperti di intelligenza artificiale e cognitiva, sviluppatori, analisti, specialisti marketing e web designer. I partecipanti suddivisi in team si sfideranno, nell’arco di 18 ore, in 2 challenge: una dedicata alla mobilità e all’ottimizzazione delle risorse cittadine (Urban Mobility and monitoring) e l’altra alla sostenibilità energetica e ambientale (Energy and Sustainability). Ai team vincitori di ciascuna sfida sarà riconosciuto un premio di 3.000 euro in buoni Amazon.

Intelligenza urbana

Intelligenza urbana significa anche mobilità intelligente. Lo sa bene Bosch che sviluppa servizi e soluzioni innovativi in linea con una visione della mobilità a zero incidenti, zero stress e zero emissioni. Per questo, se A2A ha scelto di fornire ai talenti che si sfideranno durante l’hackathon l’accesso alla propria rete IoT e al network server, Bosch ha deciso di mettere a disposizione i propri sensori di parcheggio, così da stimolare i partecipanti nella ricerca di nuove soluzioni per la gestione intelligente del traffico.

In media, un guidatore impiega circa 20 minuti per cercare parcheggio, con conseguente rallentamento del traffico. Inoltre, capita spesso che gli utenti alla guida di veicoli elettrici utilizzino le stazioni di ricarica per parcheggiare, negando dunque agli altri guidatori la possibilità di ricaricare il proprio veicolo. Questi sono solo alcuni esempi in cui l’utilizzo del Parking Lot Sensor (PLS) di Bosch potrebbe rivelarsi fondamentale. Il sensore, infatti, è in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’App, il tempo necessario per raggiungerlo e, successivamente, di effettuare il pagamento direttamente con lo smartphone. Inoltre, la soluzione retrofit pensata da Bosch può essere facilmente installata non solo all’interno dei parcheggi, ma anche sulle colonnine di ricarica elettrica per segnalarne la disponibilità. Grazie al Parking Lot Sensor, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si riduce del 35% e, di conseguenza, a beneficiarne è anche la qualità dell’aria con minori emissioni di CO2. Infine, a trarre vantaggio del sensore Bosch saranno anche i taxi, i veicoli commerciali, gli autobus e tutti i veicoli impegnati in soste brevi.

Le città diventano smart quando hardware, software e sensori si combinano per offrire una connettività intelligente tra veicoli, edifici e dispositivi. Le soluzioni e i servizi offerti da Bosch vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di costruire le città del futuro aumentando la qualità della vita dei cittadini.

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Bosch: risultati record nel 2018 https://www.datamanager.it/2019/01/bosch-risultati-record-nel-2018/ Thu, 31 Jan 2019 10:40:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=183029 Fatturato e risultati ancora a livelli record nel 2018 per il Gruppo Bosch Il Gruppo Bosch continua il suo corso positivo. Nel 2018, nonostante il quadro congiunturale e la debolezza dei mercati, fatturato e risultato hanno raggiunto nuovamente i livelli record registrando il massimo storico. Secondo i dati preliminari, l’azienda fornitrice di tecnologie e servizi […]

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Fatturato e risultati ancora a livelli record nel 2018 per il Gruppo Bosch

Il Gruppo Bosch continua il suo corso positivo. Nel 2018, nonostante il quadro congiunturale e la debolezza dei mercati, fatturato e risultato hanno raggiunto nuovamente i livelli record registrando il massimo storico. Secondo i dati preliminari, l’azienda fornitrice di tecnologie e servizi ha realizzato nel 2018 un fatturato dalla gestione operativa di 77,9 miliardi di euro. Effetti valutari, pari a 2,1 miliardi, hanno inciso sensibilmente su questo dato. I ricavi corretti per le variazioni dei tassi di cambio sono aumentati del 4,3%.

“Nonostante il difficile quadro congiunturale, Bosch ha registrato nel 2018 un buon andamento del business. Fatturato e risultati sono nuovamente a livelli record” ha dichiarato Volkmar Denner, Presidente del Board of Management di Bosch, in occasione della presentazione dei dati di bilancio preliminari. “Come leader nell’innovazione, determiniamo il cambiamento nei nostri mercati sia in ambito tecnico sia economico. La strategia di puntare sulla connettività ha dato i suoi frutti” ha aggiunto Denner.

Nel 2018 Bosch ha venduto in totale 52 milioni di prodotti connessi, il 37% in più rispetto all’anno precedente. Nell’esercizio 2018, l’EBIT operativo (risultato ante oneri finanziari e imposte) è stato pari a circa 5,3 miliardi di euro. Si ottiene così un margine EBIT operativo previsto pari al 6,9%. “Nonostante le difficili condizioni economiche previste per il 2019, Bosch intende crescere meglio dei mercati di riferimento assicurando ancora un livello elevato di margine” ha affermato Stefan Asenkerschbaumer, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione e CFO. “Vogliamo aumentare la nostra competitività in tutti i settori in modo da finanziare l’espansione della nostra leadership tecnologica e quindi il futuro della nostra società.”

Automazione I: investimenti per quattro miliardi di euro

Un obiettivo importante del lavoro di ricerca e sviluppo è la guida autonoma. Puntando a una mobilità senza incidenti, Bosch segue due percorsi di sviluppo. Sistemi di assistenza alla guida renderanno possibile una guida parzialmente autonoma dei veicoli privati (livelli SAE 2 e 3). In questo settore Bosch è leader tecnologico e di mercato. La società prevede di raggiungere già quest’anno due miliardi di euro di fatturato con queste soluzioni di assistenza alla guida. Il secondo percorso di sviluppo porterà alla guida senza conducente a partire dall’inizio del prossimo decennio (livelli SAE 4 e 5). “La guida autonoma sarà il punto di svolta della mobilità individuale. Renderà possibili nuovi modelli di business come i robo-taxi e le navette autonome” ha ribadito Denner. In considerazione della complessità tecnica dell’automazione, Denner ritiene che gli investimenti futuri debbano puntare in questa direzione. “Da qui al 2022, prevediamo investimenti per quattro miliardi di euro.” Sono circa 4.000 gli ingegneri Bosch impegnati sul fronte della guida autonoma.

Automazione II: vasto ecosistema per i servizi di mobilità

Le potenzialità di mercato della guida autonoma sono enormi. La mobilità delle persone crescerà entro il 2030 del 50% rispetto al 2015 (fonte: ITF). Nei prossimi dieci anni, gli analisti prevedono che il volume del mercato hardware e software destinato alla guida autonoma arriverà a circa 60 miliardi di Dollari USA (fonte: Roland Berger). Nel 2025, nel mondo, la maggior parte dei 2,5 milioni di shuttle on-demand in circolazione saranno a guida autonoma (fonte: Roland Berger). Gli esperti prevedono un aumento del fatturato della mobilità condivisa pari a circa 160 miliardi di dollari USA entro il 2035 (fonte: BCG). Bosch offrirà servizi e tecnologie per queste nuove forme di mobilità. L’ecosistema Bosch per i servizi di mobilità comprende già oggi servizi di prenotazione, pagamento, parcheggio, ricarica, gestione, manutenzione e infotainment. Tra questi servizi ricordiamo il Convenience Charging, una soluzione connessa di navigazione e ricarica per veicoli elettrici. Il primo cliente è il produttore tedesco di veicoli elettrici Sono Motors. “Con le nostre soluzioni di connettività vogliamo rendere la mobilità elettrica adatta all’utilizzo quotidiano” ha dichiarato Denner.

Elettrificazione I: leadership sul mercato di massa

Nel 2018 Bosch ha completato 30 progetti di mobilità elettrica con un giro d’affari di diversi miliardi di euro. Entro il 2025 l’impresa vuole raggiungere, nel settore della mobilità elettrica, un fatturato di cinque miliardi di euro. “Vogliamo diventare leader nel mercato di massa per la mobilità elettrica” ha sottolineato Denner. Nessuna impresa è diversificata come Bosch. Bosch è in grado di elettrificare tutti i mezzi di trasporto, dalla bicicletta ai veicoli commerciali pesanti. Per esempio, già oggi sono in circolazione a livello mondiale oltre un milione di veicoli con componenti elettrici e ibridi di Bosch. Ancora Denner: “In futuro si dirà che non esiste auto elettrica senza Bosch”. Soprattutto nel più grande mercato mondiale della mobilità elettrica, ovvero la Cina, in cui l’azienda già oggi è leader nel settore auto. Di recente Bosch ha concluso una cooperazione strategica per la guida autonoma ed elettrica con l’azienda cinese di auto elettriche NIO. Nel 2019 in Cina inizierà, inoltre, la produzione in serie dell’eAxle, un sistema di propulsione integrato per auto elettriche. Da qualche settimana è iniziata anchela produzione in serie di una batteria a 48 Volt di nuova concezione. Nel 2030 il 20% dei veicoli nuovi in tutto il mondo saranno parzialmente elettrificati con un sistema a 48 Volt.

Elettrificazione II: trasporto merci

Entro il 2030 il trasporto mondiale di merci arriverà quasi a raddoppiare (fonte: ITF). “Vogliamo un trasporto merci che pesi il meno possibile sul clima e sulla qualità dell’aria. Anche in questo caso la parola chiave è elettrificazione” ha dichiarato Denner. Nel 2030 un veicolo commerciale nuovo su quattro, quasi uno su tre in Cina, avrà una propulsione almeno in parte elettrica. Bosch è pronta per questo scenario con una gamma di prodotti pensati per il trasporto merci a zero emissioni come i sistemi di propulsione a 36 Volt per cargo bike, i sistemi di propulsione elettrica per i veicoli commerciali leggeri, come gli StreetScooter del servizio postale tedesco, l’eAxle per i veicoli commerciali leggeri e pesanti, assi elettrificati per semirimorchi e in futuro sistemi di propulsione fuel-cell per autocarri da 40 tonnellate. “Che si tratti di alimentazione parzialmente o totalmente elettrica, a batteria o a celle a combustibile noi siamo pronti per il mercato” ha sottolineato Denner.

Intelligenza artificiale I: competenza principale per Bosch

Denner considera una competenza centrale per il futuro l’applicazione industriale dell’intelligenza artificiale (IA): “Entro la metà del prossimo decennio tutti i prodotti Bosch disporranno o saranno sviluppati e prodotti con intelligenza artificiale” ha dichiarato Denner. “Le imprese americane e cinesi dominano le applicazioni di IA nell’industria dei beni di consumo, ma senza competenze nel campo della mobilità, della produzione o dell’edilizia, il loro potenziale complessivo è in ritardo rispetto all’IA industriale.” Denner vede obiettivi ambiziosi per Bosch: “Come leader nell’innovazione, vogliamo giocare un ruolo importante nell’IA e fare parte dei più importanti player a livello mondiale”. A questo scopo Bosch conta di quadruplicare il numero attuale di esperti di IA, portandolo a 4.000 entro il 2021.

Intelligenza artificiale II: successi nello spazio e sulla strada

I collaboratori del Bosch Center for Artificial Intelligence lavorano a quasi 150 progetti. Un esempio è il sistema di sensori SoundSee. “L’algoritmo di SoundSee utilizza l’approccio machine learning per sentire se qualcosa non funziona” ha dichiarato Denner. Serve a prevedere con precisione i guasti macchina e ridurre in tal modo i costi di manutenzione e aumentare la produttività. Nella metà del 2019 entrerà in funzione nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Bosch vede applicazioni commerciali nell’industria, nell’edilizia e nella produzione di autoveicoli. Un altro esempio dei progressi nel campo dell’IA è una videocamera multifunzionale per la guida autonoma che unisce gli algoritmi di elaborazione delle immagini con metodi di IA. Il risultato è una videocamera intelligente, in grado, per esempio, di vedere i pedoni e riconoscere e prevedere contemporaneamente il loro comportamento.

Formazione: Learning Company e “Bosch Tube”

Ogni anno Bosch investe circa 250 milioni di euro nella formazione professionale dei propri collaboratori, che hanno a disposizione circa 19.000 programmi diversi. L’obiettivo dell’azienda è trasmettere competenze e invogliare i collaboratori ad entrare in nuovi settori. L’iniziativa Bosch Learning Company integra l’apprendimento nella vita quotidiana dei collaboratori. Nuovi strumenti come i videocorsi online o le app per dispositivi mobili completano il classico apprendimento in aula. Ancora Denner: “Bosch Learning Company incoraggia i collaboratori ad assumersi responsabilità e promuove l’apprendimento autonomo”. Un nuovo sviluppo in questo campo è “Bosch Tube”, una sorta di YouTube per i collaboratori Bosch, che possono creare video tutorial e caricarli su Bosch Tube, dove sono disponibili anche tutti i corsi online.

Agilità: sede centrale con un solo obiettivo

Ad inizio anno Bosch ha ricontestualizzato il modo in cui la sede centrale collabora con i settori di business. “La sede centrale deve supportare nel miglior modo possibile le divisioni nella trasformazione del business in particolare nelle soluzioni di mobilità e nelle applicazioni IoT” ha spiegato Denner. A tale scopo sono state ridotte le strutture delle aree di servizi centrali: 40 dipartimenti centrali sono stati concentrati in 20 e saranno in futuro gestiti da quattro membri del Board invece di otto. Gli altri membri del Board of Management saranno responsabili delle divisioni di business. In totale, sono circa 20.000 i collaboratori che lavorano in Bosch nelle funzioni amministrative centrali come acquisti, finanze, risorse umane o IT.

Risultato aziendale nel 2018 per settore di business

Nel 2018 tutte le divisioni Bosch hanno visto uno sviluppo positivo. Il fatturato del settore Mobility Solutions è aumentato, anche nel 2018, in percentuale maggiore rispetto alla produzione automobilistica mondiale. Secondo i dati preliminari, i ricavi sono aumentati del 2,3%, fino a 47 miliardi di euro (corrispondenti ad un aumento del 4,7% al netto degli effetti valutari). Il fatturato del settore Consumer Goods ha raggiunto i 17,8 miliardi di euro, pari a una diminuzione del 3,2%. Forti effetti valutari e la pressione sui prezzi nei mercati chiave hanno gravato sullo sviluppo commerciale di BSH Hausgeräte GmbH e Bosch Power Tools. Applicando la correzione per le variazioni dei tassi di cambio si ha un incremento di fatturato dello 0,9%. Il settore Industrial Technology è cresciuto a 7,4 miliardi di euro ottenendo, con l’8,9%, il miglior risultato. La migliore crescita pari all’11% al netto degli effetti del cambio. La divisione Drive and Control Technology, in particolare, ha registrato uno sviluppo positivo. Attualmente Bosch sta valutando di vendere la divisione Packaging Technology. Il settore Energy and Building Technology ha registrato un fatturato di 5,5 miliardi di euro con una crescita del 2,3% (4,7% al netto degli effetti del cambio).

Sviluppo del business per regione

In Europa Bosch ha avuto uno sviluppo positivo del business con ricavi pari a 41 miliardi di euro che si traduce in un aumento del 2,1% corrispondente, al netto degli effetti valutari, al 3,7%. La crescita deriva soprattutto dalla Germania e dall’Austria. Nel Nord America il fatturato è salito a 12,3 miliardi di euro, corrispondenti, al netto degli effetti del cambio, ad un aumento del 7,9% e a un incremento nominale del 2,8%. Soprattutto il settore Mobility Solutions ha avuto un effetto positivo sullo sviluppo del fatturato. In Sud America il fatturato è rimasto sotto il livello dello scorso anno. Sono stati determinanti gli effetti valutari negativi nei mercati chiave del Brasile e dell’Argentina. Nominalmente il fatturato è calato del 7,8% a 1,4 miliardi di euro. Il fatturato al netto degli effetti valutari è cresciuto dell’8,9%. Il fatturato in Asia-Pacifico compresa l’Africa è salito dello 0,4% a 23,2 miliardi di euro. La crescita al netto delle variazioni dei tassi di cambio corrisponde al 3,1%. La quota della regione sul fatturato totale è pari, nel frattempo, a quasi il 30%.

Collaboratori: cresce l’organico di 7.800 unità

Al 31.12.2018 il Gruppo Bosch contava a livello mondiale circa 410.000 collaboratori, ovvero 7.800 in più rispetto all’anno precedente. Bosch ha rafforzato il proprio organico soprattutto nelle regioni Europa e Asia-Pacifico. L’aumento dei collaboratori in Germania è stato di circa 1.700 unità. Bosch continua a registrare una forte richiesta di esperti IT e software.

Prospettive per il 2019: assicurare il livello di ricavi

Per il 2019 Bosch prevede una crescita economica a livello mondiale del 2,3%. “Le nostre caute previsioni sono determinante dai numerosi sviluppi geopolitici come la questione ancora aperta relativa alla Brexit e diversi conflitti commerciali. Un protezionismo economico aggressivo in forma di dazi doganali o i mancati accordi di libero scambio deteriorano le intenzioni di consumo e investimento” ha dichiarato Asenkerschbaumer, CFO di Bosch. Nonostante ciò, Bosch vuole registrare nell’anno in corso uno sviluppo più positivo del proprio business e anche considerando gli ingenti investimenti, continuare ad assicurare un risultato di livello elevato.

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TomTom e Bosch collaborano al primo layer di localizzazione radar per mappe per la guida autonoma https://www.datamanager.it/2017/06/tomtom-bosch-collaborano-al-primo-layer-localizzazione-radar-mappe-la-guida-autonoma/ Sun, 11 Jun 2017 12:00:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126437 Radar Road Signature: è un layer di localizzazione accurato che utilizza pochissimi dati, compatibile con TomTom HD Map TomTom e Bosch annunciano la creazione di una mappa ad alta definizione che integra il layer Radar Road Signature per la localizzazione di veicoli a guida autonoma. Radar Road Signature permetterà ai veicoli a guida autonoma di […]

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Radar Road Signature: è un layer di localizzazione accurato che utilizza pochissimi dati, compatibile con TomTom HD Map

TomTom e Bosch annunciano la creazione di una mappa ad alta definizione che integra il layer Radar Road Signature per la localizzazione di veicoli a guida autonoma. Radar Road Signature permetterà ai veicoli a guida autonoma di determinare con un’approssimazione di pochissimi centimetri la loro esatta posizione sulla strada, lavorando insieme a TomTom HD Map.

Il vantaggio della mappa con Radar Road Signature di Bosch è l’affidabilità: rispetto alle mappe che si basano per la localizzazione dei veicoli esclusivamente sui dati video, Radar Road Signature può essere utilizzato e generato in modo affidabile anche di notte e in condizioni di scarsa visibilità. Radar Road Signature di Bosch ha bisogno di trasmettere solo cinque kilobyte di dati nel cloud per chilometro, che rappresentano la metà della larghezza di banda necessaria per le mappe basate sui video.

Harold Goddijn, CEO di TomTom, ha affermato: “Stiamo lavorando con grande impegno per creare la mappa ad alta definizione necessaria per la guida autonoma, comprese le caratteristiche di localizzazione come TomTom RoadDNA. È entusiasmante lanciare questo ulteriore livello di localizzazione con Bosch, sotto forma del Radar Road Signature – che aumenta notevolmente l’accuratezza della localizzazione in tutte le circostanze”.

“Radar Road Signature è una tappa fondamentale nel percorso verso la guida autonoma. Permetterà ai veicoli di determinare la loro posizione in ogni momento”, ha dichiarato Dr. Dirk Hoheisel, membro del board of management di Bosch.

Bosch vuole lanciare Radar Road Signature nei mercati europeo e statunitense al massimo entro il 2020.

Visita TomTom presso lo stand C190 al TU-Automotive.

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