Boston – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:58:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Boston – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Amazon può scegliere la sua seconda sede tra 238 città https://www.datamanager.it/2017/10/amazon-puo-scegliere-la-sua-seconda-sede-238-citta/ Wed, 25 Oct 2017 16:59:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133851 Sono 238 le città candidate per ospitare la seconda grande sede di Amazon e ricevere il suo investimento da 5 miliardi di dollari Amazon comincia a stare stretta a Seattle. L’azienda di Jeff Bezos si sta espandendo non solo nel settore dell’e-commerce ma anche in quello della vendita diretta e per questo ha bisogno di […]

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Sono 238 le città candidate per ospitare la seconda grande sede di Amazon e ricevere il suo investimento da 5 miliardi di dollari

Amazon comincia a stare stretta a Seattle. L’azienda di Jeff Bezos si sta espandendo non solo nel settore dell’e-commerce ma anche in quello della vendita diretta e per questo ha bisogno di ulteriore spazio. Il colosso del web ha quindi indetto un concorso tra le varie città degli Stati Uniti per scegliere dove costruire la sua seconda grande sede. L’azienda prevede di investire 5 miliardi di dollari in questo progetto e promette di portare 50mila posti di lavoro. Data la ghiottissima opportunità sono stati 238 i centri urbani a candidarsi.

Stando agli analisti, Amazon dovrebbe preferire un città della costa orientale vista la sua già forte presenza sulla riva opposta degli Stati Uniti. New York sembrava la scelta più ovvia data l’elevata presenza di altre aziende hi-tech, infrastrutture e collegamenti ma il governo cittadino non è disposto a concederle sgravi fiscali. Detroit si è invece dimostrata molto più ben disposta dal punto di vista della tassazione in modo da rilanciarsi dopo lo smantellamento dell’industria automobilistica. Washington potrebbe invece sembrare una scelta politica nonostante i rapporti non idilliaci con l’amministrazione di Donald Trump. Tutti puntano quindi su Boston, la cui scelta sarebbe avallata da diversi manager dell’azienda. Moody’s invece punta su Austin. La capitale del Texas ha un basso costo della vita e lo stato offre una regolamentazione commerciale favorevole alle grandi aziende. Per conoscere la decisione finale di Amazon, che ha annunciato una nuova app Kindle, bisognerà però attendere il 2018.

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Sicurezza, per Check Point è il malware la minaccia più temibile https://www.datamanager.it/2016/11/sicurezza-check-point-malware-la-minaccia-piu-temibile/ Mon, 14 Nov 2016 09:54:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113486 La radiografia della rete nel nuovo Security Report del vendor israeliano Meno di due settimane fa gli ospedali di Lincoln e Boston in Inghilterra sono stati costretti a cancellare decine di interventi chirurgici a causa di un malware che aveva infettato i sistemi informatici. Come spesso accaduto in passato, anche in questo caso nessuno è stato […]

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La radiografia della rete nel nuovo Security Report del vendor israeliano

Meno di due settimane fa gli ospedali di Lincoln e Boston in Inghilterra sono stati costretti a cancellare decine di interventi chirurgici a causa di un malware che aveva infettato i sistemi informatici. Come spesso accaduto in passato, anche in questo caso nessuno è stato in grado di spiegare esattamente la dinamica dell’attacco. Di certo però, come rileva l’esperto di sicurezza Brian Krebs, si moltiplicano gli  attacchi a strutture sanitarie che si concludono con il pagamento di un riscatto in bitcoin. Negli USA si stima che solo nel 2016  gli ospedali abbiano già pagato oltre 100.000 dollari di riscatto, subendo almeno una ventina di attacchi ogni giorno.

Dati certamente approssimativi, per via dei timori legati alla perdita di fiducia e credibilità, ma indicativi di una minaccia reale, registrata, peraltro assieme a molte altre, da Check Point nell’ultimo Security Report. “Ogni quattro secondi ne viene scaricato uno. Nell’89% dei casi si tratta di malware sconosciuto, contro il 63% dell’anno precedente. Nel 2015 Av-test, un centro di rilevazione indipendente nel campo della sicurezza, ha censito l’insorgenza di 144 milioni di nuovi malware, contro gli 83 del 2012” afferma David Gubiani, Security Engineering Manager Italy di Check Point Software Technologies. Questa massa di codice dannoso, oltre 110 milioni di nuovi malware nei primi dieci mesi del 2016, alimenta un flusso crescente di attacchi. 264 tentativi unici al minuto di penetrare network, resi possibili dall’elevato grado di automazione delle macchine in grado di eseguirli. “Sappiamo che buona parte degli attacchi provengono da reti di computer manovrate da uno o più centri di Command&Control. I paesi più poveri operano da relay, ma il cervello risiede in USA, Cina, Russia. Il risultato? Ogni 32 minuti escono dati sensibili dall’azienda” spiega Gubiani. “Il Report si basa sulle attività rilevate presso prospect e clienti. Per la sua compilazione ci siamo basati sui dati raccolti da più di 25.000 gateway e 6.000 threat emulation gateway. Dati che hanno generato oltre 1.100 report di sicurezza. Un campione statistico elevato. Basato a differenza di altri report su dati reali.”

Se la crescita del malware non è certo una notizia, desta tuttavia preoccupazione l’incidenza nelle attività quotidiane dell’organizzazione. “Il 94% utilizza al proprio interno una o più applicazioni a rischio. Mentre nel 70% dei casi rileviamo la presenza di almeno una vulnerabilità e nell’82% accede a siti malevoli. Numeri che evidenziano un problema di education prima che tecnologico” avverte Gubiani. Se i sintomi li conosciamo, quale può essere la terapia? “Non esistono facili ricette. Anche se basterebbe attenersi ad alcune pratiche basilari per arrivare a risultati più confortanti” rileva Gubiani. I pilastri della prevenzione secondo Check Point sono sicurezza multilayer, virtual patching, reti monitorate centralmente.

“Molte delle problematiche più comuni dipendono dalla mancanza di tempestività nell’aggiornamento dei sistemi. E dalla bassa capacità di monitoraggio interno alle aziende. Detto questo, accatastare tecnologia non serve a molto.  L’analisi della firma del malware da sola non basta. Serve piuttosto la threat emulation vale a dire l’analisi del comportamento del malware sconosciuto. Tecnologie di prevenzione in grado di rilevare la natura della macchina sulla quale viene eseguito il malware.  Altrettanto importante è segmentare la rete. Una buona pratica che con la diffusione delle reti software defined è destinata a diventare sempre più importante” conclude Gubiani.

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Il cybercrime sfrutta anche la tragedia di Boston https://www.datamanager.it/news/il-cybercrime-sfrutta-anche-la-tragedia-di-boston-46188.html Fri, 19 Apr 2013 12:49:58 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/il-cybercrime-sfrutta-anche-la-tragedia-di-boston/ Mentre il mondo è ancora sotto shock per l’orribile tragedia accaduta durante la Maratona di Boston di lunedì, i criminali informatici stanno cercando di sfruttare la sete di informazioni della gente e il desiderio di aiutare le persone colpite dall’attentato

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Mentre il mondo è ancora sotto shock per l’orribile tragedia accaduta durante la Maratona di Boston di lunedì, i criminali informatici stanno cercando di sfruttare la sete di informazioni della gente e il desiderio di aiutare le persone colpite dall’attentato.

Websense ThreatSeeker Network sta attualmente rilevando e bloccando diverse campagne email che cercano di attirare ignari destinatari su siti Web malevoli in modo da poter poi sfruttare le loro macchine per scopi criminali.

Seguiamo questa campagna attraverso le 7 fasi delle Minacce Avanzate per vedere come i criminali informatici tentano di ingannare e compromettere gli utenti e le loro macchine. Di seguito le modalità per proteggersi da eventuali attacchi informatici di questo tipo:

Fase 1: Esplorazione

Questa campagna, come molte altre relative ad argomenti specifici o ad avvenimenti importanti, tenta di espandersi il più possibile, invece di colpire i singoli individui o le organizzazioni. I criminali alle spalle di una campagna malevola identificano una notizia che abbia un appeal globale (in questo caso, gli eventi di lunedì), per poi diffonderla e raggiungere quante più persone possibile.

Fase 2: Esca

Sfruttando la curiosità, in particolare dopo un evento significativo, l’esca viene progettata per ingannare il maggior numero di vittime. Nelle campagne email che sono state monitorate dai Websense Security Labs, gli oggetti della mail sono stati pensati per far credere che il messaggio contenga nuove informazioni sull’evento:

• 2 Explosions at Boston Marathon

• Aftermath to explosion at Boston Marathon

• Boston Explosion Caught on Video

• BREAKING – Boston Marathon Explosion

• Explosion at the Boston Marathon

• Explosions at Boston Marathon

• Explosions at the Boston Marathon

• Runner captures. Marathon Explosion

• Video of Explosion at the Boston Marathon

Il corpo stesso del messaggio, in molti casi, contiene un singolo URL così strutturato http://<IP Address>/news.html o http://<IP Address>/boston.html senza ulteriori dettagli o maggiori informazioni. A questo punto, il destinatario è invogliato a cliccare il link maligno, che rimanda alla terza fase.

Fase 3: Reindirizzamento

Dopo aver cliccato il link, la vittima inconsapevole visualizza una pagina contenente i video di YouTube sugli orribili eventi accaduti (volutamente oscurato nell’immagine sotto), mentre un iframe li reindirizza a una pagina di exploit.

Fase 4: Kit di exploit

In base a un’analisi svolta su un set campione di URL malevoli rilevati finora in questa campagna, il kit di exploit RedKit è stato utilizzato, nel nostro caso, per sfruttare la vulnerabilità Oracle Java 7 Security Manager Bypass (CVE-2013-0422) al fine di consegnare un file sulla macchina di analisi.

Fase 5: File Dropper

Invece di utilizzare un file dropper che contiene al suo interno un codice malevolo e spesso ‘impacchettato’ per evitare di essere rilevato da parte delle signature dell’antivirus, questa campagna utilizza un downloader che appartiene alla famiglia Win32/Waledac, utilizzata per scaricare altri file binari dannosi.

Fase 6: Call Home – Fase 7: Data Theft

Una volta che la macchina compromessa è sotto il controllo dei criminali informatici, le bot call home, che consentono di attivare comandi remoti e inviare e ricevere i dati. Gli abusi più comuni condotti su una macchina compromessa prevedono tra le varie attività la raccolta e la fuga di dati, come ad esempio il furto di informazioni finanziarie e personali. Altri abusi riguardano invece l’invio di email indesiderate o la partecipazione involontaria ad attacchi Distributed Denial of Service.

I clienti Websense sono protetti da ACE, il nostro Advanced Classification Engine, contro le minacce informatiche di questa natura. Oltre a bloccare le esche nella fase 2, prima che raggiungano gli utenti finali, viene negato l’accesso alle destinazioni dannose durante le fasi dalla 3 alla 6 e, che, insieme al controllo della perdita di dati per prevenire che si verifichi la fase 7, contribuirà a garantire che questi non finiscano nelle mani sbagliate.

“Continuiamo a vedere cybercriminali che utilizzano gli eventi tragici per sfruttare la sete di informazione e il desiderio di aiutare le persone colpite dall’attentato. E’ importante per le aziende riconoscere che senza il giusto livello di protezione, i propri dipendenti possono accedere ad email o siti Web che possono fornire ai criminali informatici un accesso alla rete aziendale. Una soluzione di sicurezza deve offrire una protezione proattiva in tempo reale contro questi attacchi e in ultima analisi bloccare la comunicazione con l’host, in modo che i dati non escano dall’azienda. Il nostro pensiero va alle vittime e alla loro famiglie. Mentre questi abusi informatici sono di minore importanza rispetto alla tragedia accaduta, gli utenti devono comunque proteggersi durante la ricerca delle notizie, aggiornandosi tramite agenzie di stampa affidabili”, ha dichiarato Carl Leonard, Senior Manager Security Research, Websense Security Labs.

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Run For Boston. Dal Console USA al Coni, da Linus a Faso e Zorzi: ecco le adesioni celebri https://www.datamanager.it/news/run-boston-dal-console-usa-al-coni-da-linus-faso-e-zorzi-ecco-le-adesioni-celebri-46177.html Thu, 18 Apr 2013 16:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/run-for-boston-dal-console-usa-al-coni-da-linus-a-faso-e-zorzi-ecco-le-adesioni-celebri/ Milano risponde alla chiamata di Run For Boston, la marcia di solidarietà verso la città americana dopo il vile attentato di lunedì scorso nell'ultimo miglio della maratona. Unica raccomandazione: indossare qualcosa di blu

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Milano risponde alla chiamata di “Run For Boston”, la marcia di solidarietà verso la città americana dopo il vile attentato di lunedì scorso nell’ultimo miglio della maratona. Unica raccomandazione: indossare qualcosa di blu.

Domenica prossima, alle 15, alla partenza in piazza Beccaria saranno in tanti, milanesi e non. Ha confermato la propria partecipazione Kyle Scott, Console generale degli Stati Uniti a Milano e con lui una folta rappresentanza consolare. L’invito a partecipare è stato rivolto anche a tutti i cittadini statunitensi che vivono in Lombardia.

Le adesioni celebri

Aderisce ufficialmente anche il Coni lombardo che ha invitato tutte le federazioni sportive: sarà presente il Presidente Pierluigi Marzorati. Tra gli sportivi che hanno annunciato la loro partecipazione segnaliamo il pallavolista campione del mondo Andrea Zorzi. Aderiscono anche una decina di corridori milanesi e lombardi che erano presenti alla maratona di Boston e un runner ben noto al grande pubblico: Linus. Ha confermato la sua partecipazione Nicola Fasani (detto Faso) di Elio e Le Storie Tese, in qualità di milanese ma soprattutto come presidente della squadra di baseball Ares Milano. E poi ancora i Podisti da Marte, la Milano City Marathon e decine di singoli cittadini che in queste ore stanno inviando conferma della propria partecipazione all’assessorato allo Sport.

“Invito tutte le milanesi e i milanesi a partecipare ­- ha dichiarato Chiara Bisconti, assessora allo Sport, Tempo libero, Benessere e Qualità della Vita ­- per dare un segnale importante a tutti gli sportivi, e non solo, colpiti da questa tragedia, da un atto così vigliacco. Portatevi e indossate qualcosa di blu, è il colore della città di Boston”.+

Il percorso della maratona

Domenica l’appuntamento per la “Run For Boston” è alle 15 in piazza Beccaria. La marcia si snoderà per le vie Manzoni e Turati, toccherà simbolicamente il Consolato degli Stati Uniti d’America vicino a piazza Cavour e si concluderà ai giardini pubblici “Indro Montanelli”.

 

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Il più grande archivio di foto della tragedia di Boston https://www.datamanager.it/news/il-pi-grande-archivio-di-foto-della-tragedia-di-boston-46153.html Thu, 18 Apr 2013 15:14:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/il-piu-grande-archivio-di-foto-della-tragedia-di-boston/ Selezionate da un album che ne contiene più di cento, appartengono a un utente Flickr e potrebbero essere utilizzate dalla Polizia per risolvere il caso

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Selezionate da un album che ne contiene più di cento, appartengono a un utente Flickr e potrebbero essere utilizzate dalla Polizia per risolvere il caso

La Polizia di Boston e l’FBI hanno pubblicamente chiesto a chiunque sia in possesso di materiale fotografico e video della maratona di Boston del 15 aprile di condividere tali contenuti per migliorare le indagini. Non è un segreto che grazie all’enorme successo di smartphone, tablet e altri tipi di device mobili ibridi (lettori mp3 dotati di fotocamera) quasi ogni singolo momento della vita pubblica è stato fotografato almeno da qualcuno. Un dato di fatto che va moltiplicato in occasioni di manifestazioni di massa, come concerti, cortei e gare sportive.

 la tragedia di bostonscene di terrore durante lo scoppio a Boston

L’archivio su Flickr

Ad oggi uno degli archivi fotografici maggiori che riprende gli avvenimenti tragici di Boston è quello di Aaron Tang: “Ero nel mio ufficio che si affaccia sulla maratona, un mezzo isolato dal traguardo, quando è avvenuta all’improvviso l’esplosione, un vero e proprio shock. La mia idea è che l’esplosione sia avvenuta davanti al negozio di dolciumi o al palazzo della maratona in un cestino o qualcosa sul lato opposto del marciapiede vicino alla recinzione esplosa”. Alcune scene sono davvero crude e toccanti e potrebbero urtare la sensibilità personale.

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Così i social network aiutano Boston https://www.datamanager.it/news/cos-i-social-network-aiutano-boston-46082.html Wed, 17 Apr 2013 09:03:16 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/cosi-i-social-network-aiutano-boston/ A più di 24 ore dalla tragedia durante la maratona, il web si mobilita per aiutare vittime e ricerche

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A più di 24 ore dalla tragedia durante la maratona, il web si mobilita per aiutare vittime e ricerche

Una folla di atleti e gente comune non sono gli unici a far sentire la loro vicinanza ai residenti di Boston, scossi dopo la tragedia dei due ordigni fatti scoppiare un’ora dopo i primi tagli al traguardo della classica corsa statunitense. Anche i social network fanno la loro parte, cercando di unire e aiutare il più possibile la popolazione in questo delicato momento. Twitter ha cominciato ieri a dare una mano come meglio può donando i “trend promossi” sulla sua rete alla causa Boston.

Promoted Trend

A livello globale quindi è possibile vedere l’hashtag #OneBoston in cima alla lista delle tendenze, ed è utilizzato come termine per riunire tutte le richieste e offerte di aiuto alla città di Boston. Il Governatore del Massachusetts Deval Patricl e il Sindaco di Boston Tom Menino hanno annunciato la formazione di un fondo unico (The One Fund) per prendere donazioni e “aiutare le persone più colpite dalla tragedia del 15 aprile”. La speranza di Twitter è che i trend promossi possano incrementare il numero di visite e quindi la conoscenza delle azioni di aiuto promosse da più parti, oltre che a unire le forze per cercare diversi modi per aiutare la città e i suoi residenti.

Google, Reddit, Vine

Google aveva sin da subito messo in campo la propria tecnologia attraverso l’apertura dello strumento Person Finder per aiutare le ricerche e fornire indizi sulle persone disperse durante gli eventi di martedì. A poche ore dal lancio, il sito conteneva già oltre 800 segnalazioni tra le voci “Cerco qualcuno” o “Ho informazioni su qualcuno”. Ma è tutto il social web in fermento, tra gli aggregatori come Reddit e Facebook sono tante le persone che stanno lasciando testimonianze in foto e video, molte delle quali sono già utilizzate dalla Polizia per le proprie indagini. Sui principali media statunitensi le prime immagini delle esplosioni sono arrivate anche grazie a servizi di produzione video mobile come Vine.

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I social network tendono la mano alle vittime dell’attentato di Boston https://www.datamanager.it/news/i-social-network-tendono-la-mano-alle-vittime-dellattentato-di-boston-46071.html Tue, 16 Apr 2013 13:33:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/i-social-network-tendono-la-mano-alle-vittime-dellattentato-di-boston/ Molti social network hanno predisposto degli spazi dove scambiare in tempo reale informazioni sul tragico attentato alla maratona di Boston

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Molti social network hanno predisposto degli spazi dove scambiare in tempo reale informazioni sul tragico attentato alla maratona di Boston

Un’aiuto alle indagini e alla raccolta di informazioni sull’attentato dinamitardo alla maratona di Boston è arrivato dai social network. Molte di queste piattaforme hanno prediposto degli spazi dove scambiarsi indicazioni di prima mano in tempo reale.

Social breaking news

Su Twitter, che sta per portare la musica nei tweet, gli utenti possono condividere e trovare informazioni sulla tragedia all’hashtag #bostonmarathon. Per lo stesso motivo su Facebook, i cui utenti possono diventane dipendenti, è apparsa la pagina “Boston Marathon Explosion“ pochi minuti dopo le esplosioni. Anche Google ha dato il suo contributo, fornendo alle Autorità le immagini del percorso della maratona registrate da Street View, che presto avrà un concorrente targato Apple, permettendo così di individuare i luoghi dove sono avvenute le esplosioni. Big G ha anche creato “Boston Marathon Person Finder”, un tool che permette di scambiare e trovare informazioni.

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