broadband – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:48:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png broadband – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Ericsson prevede il primo miliardo di abbonamenti al 5G nel 2023 https://www.datamanager.it/2017/11/ericsson-prevede-primo-miliardo-abbonamenti-al-5g-nel-2023/ Wed, 29 Nov 2017 15:40:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136419 Secondo l’ultimo Ericsson Mobility Report, entro i prossimi 6 anni, il 5G coprirà più del 20% della popolazione globale Ericsson prevede che entro il 2023, nel mondo, gli utenti sottoscriveranno 1 miliardo di abbonamenti al 5G per assicurarsi l’accesso a una migliore copertura broadband da mobile. È quanto emerge, insieme ad altri dati importanti per […]

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Secondo l’ultimo Ericsson Mobility Report, entro i prossimi 6 anni, il 5G coprirà più del 20% della popolazione globale

Ericsson prevede che entro il 2023, nel mondo, gli utenti sottoscriveranno 1 miliardo di abbonamenti al 5G per assicurarsi l’accesso a una migliore copertura broadband da mobile. È quanto emerge, insieme ad altri dati importanti per il settore, dall’edizione dell’Ericsson Mobility Report di novembre 2017.

Il 5G, la cui implementazione è attesa dapprima nelle aree urbane ad alta densità, coprirà oltre il 20% della popolazione mondiale entro la fine del 2023. Le prime reti commerciali basate su 5G New Radio (NR) dovrebbero essere operative nel 2019, mentre le maggiori implementazioni avverranno a partire dal 2020. I primissimi utilizzi concreti della rete 5G sono previsti in mercati quali Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone e Cina.

Nel 2023 il traffico globale di dati da dispositivi mobili supererà i 100 Exabyte al mese

Si stima che, nel periodo in esame, il traffico di dati da mobile aumenterà di 8 volte fino a raggiungere i 110 Exabyte al mese entro il 2023. Ovvero, l’equivalente di 5,5 milioni di anni di visione di video HD in streaming.

In tutte le aree geografiche considerate, il traffico di dati da mobile continuerà a crescere; l’America del Nord, in particolare, detiene il tasso più elevato di utilizzo medio di dati da smartphone, che supererà i 7 GB al mese entro la fine del 2017.

La fruizione di video continua ad alimentare la crescita del traffico su banda larga mobile. Il driver di questa tendenza al rialzo nella fruizione di video sono i giovani millennial (soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni) che utilizzano lo streaming video 2,5 volte in più rispetto agli utenti over 45.

Lo streaming di video con risoluzioni più elevate e una sempre più diffusa tendenza allo streaming di formati video immersivi – come, ad esempio, i video a 360 gradi – avranno un impatto sui volumi di consumo di traffico dati. Per esempio, un video a 360 gradi su YouTube utilizza una capacità di banda di 4 o 5 volte superiore rispetto a un normale video YouTube della stessa qualità percepita.

LTE – lo slancio continua

Entro la fine di quest’anno, le reti LTE saranno la tecnologia d’accesso mobile dominante. Si stima che raggiungerà i 5,5 miliardi di abbonamenti e coprirà più dell’85% della popolazione mondiale entro la fine del 2023.

La Voice over LTE (VoLTE) è stata lanciata in più di 125 reti in oltre 60 Paesi trasversalmente a tutte le aree geografiche. Si prevede che le sottoscrizioni alle reti VoLTE raggiungeranno i 5,5 miliardi entro la fine del 2023, pari a più dell’80% degli abbonamenti combinati a LTE e 5G.

Gli ultimi modelli di smartwatch lanciati sul mercato sono tra i dispositivi predisposti all’utilizzo della VoLTE. Gli utenti possono effettuare chiamate vocali direttamente dallo smartwatch, senza la necessità di avere uno smartphone nelle vicinanze (multi-SIM). Le chiamate possono anche essere trasferite dallo smartphone dell’utente allo smartwatch.

Niklas Heuveldop, Chief Strategy Officer e Head of Technology and Emerging Business di Ericsson, ha commentato: “L’ultimo report evidenzia i trend di crescita degli abbonamenti mobile e del traffico dati, così come lo sforzo degli operatori del settore per affrontare la crescente domanda di reti mobili a livello globale. Inoltre, il report esamina l’emergere di nuovi casi di utilizzo man mano che le capacità di rete evolvono: smartwatch, allarmi IoT, attività di manutenzione e riparazione assistite via realtà aumentata, per citarne alcuni. Mentre ci prepariamo al 5G, questi trend continueranno a determinare l’agenda dell’industria mobile nei mesi e negli anni a venire.”

Insieme all’Ericsson Mobility Report globale, sono stati pubblicati anche i report relativi alle seguenti macro-aree geografiche: Europa Occidentale, Centrale e Orientale, Medio Oriente, Africa e l’America Latina.

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La banda larga mobile accelera la crescita economica https://www.datamanager.it/2017/09/la-banda-larga-mobile-accelera-la-crescita-economica/ Fri, 22 Sep 2017 17:00:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131511 Un report condotto dal dipartimento di Ricerca di Ericsson in collaborazione con l‘Imperial College di Londra conferma che l’adozione della banda larga mobile da parte di un Paese si traduce, nel complesso, in un consistente sviluppo dell’economia locale. Dal titolo ‘How Important Are Mobile Broadband Networks for Global Economic Development?’, il report analizza i dati […]

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Un report condotto dal dipartimento di Ricerca di Ericsson in collaborazione con l‘Imperial College di Londra conferma che l’adozione della banda larga mobile da parte di un Paese si traduce, nel complesso, in un consistente sviluppo dell’economia locale.

Dal titolo ‘How Important Are Mobile Broadband Networks for Global Economic Development?’, il report analizza i dati relativi a 135 Paesi. Ne emerge che ad un aumento del 10% della penetrazione della banda larga mobile, corrisponde un aumento del PIL tra lo 0,6 e il 2,8 %. Questo, a livello globale, nel 2016 ha generato un controvalore economico pari a circa 500 – 2000 miliardi di USD.

Altri report realizzati in passato hanno preso in esame la banda larga fissa, fornendo solo una stima dell’impatto sulla crescita economica. Attraverso questo studio, invece, si è arrivati alla conclusione secondo cui l’introduzione del mobile broadband ha un effetto positivo immediato sull’economia di un Paese, oltre a un “effetto a catena” sul lungo termine man mano che aumenta la penetrazione della banda larga mobile in diversi mercati.

Harald Edquist, Master Researcher in Macroeconomics presso il dipartimento di Ricerca di Ericsson e tra gli autori del report, ha commentato: “Negli ultimi 10-15 anni, molti dei Paesi in via di sviluppo hanno adottato tecnologie basate sulla banda larga mobile per dare impulso al proprio sviluppo economico. Sono certo che, continuando a investire nel mobile broadband in maniera intelligente, questi – e altri – Paesi avranno un’ottima chance di continuare a raccogliere i frutti di continui miglioramenti nella produttività e nuove opportunità economiche che semplicemente non sarebbero possibili senza l’accesso alla banda larga mobile”.

La diffusione delle reti a banda larga mobile è avvenuta rapidamente, e questo trend è destinato a continuare. Secondo l’Ericsson Mobility Report (Giugno 2017), alla fine del 2016, erano circa 3,2 miliardi (su una popolazione mondiale di 7,4 miliardi di persone) gli utenti con accesso a Internet attraverso la banda larga mobile. Si prevede che, entro il 2022, altri 2,6 miliardi di utenti accederanno a Internet grazie a questa tecnologia.

I risultati di entrambi questi report sono stati presentati nell’ambito della UN Week in corso a New York fino al 22 settembre e, in particolare, durante i lavori della Broadband Commission for Sustainable Development – che vede anche Ericsson tra i partecipanti – come base di discussione tra stakeholder di tutto il mondo sul ruolo positivo che le tecnologie ICT possono rivestire per lo sviluppo economico globale.

Harald Edquist ha aggiunto: “Abbiamo sempre sfidato il pensiero tradizionale. In linea con il nostro obiettivo di creare innovazioni durature e favorire nuove opportunità economiche, lavoriamo per migliorare la qualità della vita delle persone, grazie a nuovi modi per restare connessi, nuove tecnologie per le aziende in trasformazione e contribuendo a una società più inclusiva. E questo è quello che continueremo a fare, mentre ci apprestiamo ad entrare nell’era del 5G, dell’IoT e delle infrastrutture basate su reti cloud”.

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Tiscali: primo semestre nella storia aziendale in utile netto positivo https://www.datamanager.it/2017/09/tiscali-primo-semestre-nella-storia-aziendale-utile-netto-positivo/ Fri, 22 Sep 2017 09:01:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131386 Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali S.p.A. riunitosi in data odierna ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno e, in particolare, esaminato e approvato la relazione finanziaria al 30 giugno 2017. Risultati del primo semestre 2017: –       Risultato netto positivo per euro 24,5 milioni – Si tratta del primo semestre, dalla fondazione aziendale, in cui […]

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Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali S.p.A. riunitosi in data odierna ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno e, in particolare, esaminato e approvato la relazione finanziaria al 30 giugno 2017.

Risultati del primo semestre 2017:

–       Risultato netto positivo per euro 24,5 milioni – Si tratta del primo semestre, dalla fondazione aziendale, in cui il risultato netto è positivo. Si conferma così la tendenza che porterà anche al primo utile netto nel bilancio annuale 2017.

–       Ricavi per euro 103,6 milioni in crescita del 6,9% rispetto al primo semestre 2016, nella parte alta della forchetta dei target 2017 (+5/8%) comunicati al mercato lo scorso luglio:

o   +1,7% la crescita dei ricavi del segmento “Broadband Fisso” (a euro 68,4 milioni) rispetto al primo semestre 2016, dato che torna positivo per la prima volta dopo oltre un lustro.

–       EBITDA a euro 14,4 milioni in crescita del 16,3% rispetto al primo semestre 2016, ampiamente al di sopra dei target 2017 (+8/12%) comunicati al mercato lo scorso luglio.

–       Ulteriore conferma del trend di crescita della clientela sia nella banda Ultralarga (Fibra e Fixed Wireless Access) che nel Mobile, grazie a nuove strategie di Marketing&Sales:

o   +32 mila clienti (+8% su primo semestre 2016) nel segmento Broadband Fisso.

o   +56 mila clienti (+37% su primo semestre 2016) nel segmento Mobile.

o   Circa 58 mila clienti UltraBroadband, di cui circa 36 mila clienti LTE Fixed Wireless (Wireless Fiber To The Home – WFTTH) e circa 22 mila in Fibra (FTTX)

–       Forte riduzione dei costi del personale (- 4,2 milioni di eurorispetto al primo semestre 2016) per effetto della riduzione del -27% (- 268 unità) dell’headcount rispetto a dicembre 2016.

–      Deployment delle Base Stations WFTTH LTE in linea con le previsioni: circa 300 Base Stations LTE installate a giugno 2017 all’interno del progetto di migrazione da Wimax a LTE la cui conclusione è prevista entro fine anno.

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Eurosport e TIM: firmato accordo per trasmettere i principali eventi sportivi https://www.datamanager.it/2017/06/eurosport-tim-firmato-accordo-trasmettere-principali-eventi-sportivi/ Tue, 27 Jun 2017 14:28:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127531 TIM offrirà Eurosport Player in esclusiva ai propri clienti broadband, ultrabroadband e mobile per seguire il grande sport italiano e internazionale TIM entra nel mondo del grande sport grazie alla partnership siglata con Eurosport e Discovery Communications, per offrire ai propri clienti broadband, ultrabroadband  e mobile i principali eventi sportivi italiani e internazionali fino a tutto […]

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TIM offrirà Eurosport Player in esclusiva ai propri clienti broadband, ultrabroadband e mobile per seguire il grande sport italiano e internazionale

TIM entra nel mondo del grande sport grazie alla partnership siglata con Eurosport e Discovery Communications, per offrire ai propri clienti broadband, ultrabroadband  e mobile i principali eventi sportivi italiani e internazionali fino a tutto il 2020 inclusi i Giochi Olimpici, il Roland Garros, il Giro d’Italia e il Tour de France.

I clienti TIM, potranno accedere direttamente dal decoder TIMVISION ai due canali tematici Eurosport 1 e Eurosport 2 e alla programmazione completa di tutte le dirette degli eventi sportivi proposti da Eurosport Player, tra cui i tornei del Grand Slam di Tennis (Australian Open, Roland Garros, US Open), i Campionati Mondiali FINA di Nuoto e IAAF di Atletica, l’EuroCup di Basket e tutte le discipline invernali.

Inoltre sarà possibile seguire la programmazione di Eurosport dedicata al Ciclismo con oltre 300 ore live delle 21 tappe dei tre Grandi Tour (Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta de Espana) oltre a tutte le altre principali Classiche del grande ciclismo internazionale.

Con TIM si potrà assistere, gratuitamente per il primo anno, agli eventi di Eurosport Player più emozionanti e vivere un’esperienza multidimensionale e immersiva grazie alla modalità multicam e a contenuti aggiuntivi come news, highlights e short form. Una copertura completa, di ogni momento e da ogni angolazione.

La partnership strategica renderà disponibile ai clienti TIM attraverso Eurosport Player la visione dei prossimi Giochi Olimpici invernali di PyeongChang 2018 e quelli estivi di Tokyo 2020 – con oltre 4.000 ore di trasmissione – direttamente in mobilità e sullo schermo di casa, con il decoder TIMVISION.

Con questa iniziativa TIM inaugura così la nuova sezione Sport di TIMVISION e sarà l’unico operatore in Italia ad offrire tutta la programmazione sportiva premium di Eurosport Player in bundle con i propri servizi di connettività ultraveloce a un prezzo esclusivo.

L’accordo rafforza la strategia di TIM per la diffusione di servizi innovativi e conferma il suo ruolo di abilitatore tecnologico grazie alle reti ad altissima velocità, avvicinando sempre più famiglie ai contenuti premium per un intrattenimento di qualità.

L’annuncio arriva contemporaneamente a quello che, sempre oggi, assegna a TIM il ruolo di “Official Mobile Broadcaster” in Italia per i Giochi Olimpici 2018-2020.

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EOLO festeggia 10 anni https://www.datamanager.it/2017/05/eolo-festeggia-10-anni/ Fri, 19 May 2017 14:30:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125181 I numeri: 10 milioni al mese di fatturato, dà lavoro a 8mila persone e connette a internet 220mila italiani Dieci anni fa parlare di banda ultra larga, specie in Italia, era quasi fantascienza: allora meno del 40% delle famiglie italiane disponeva di accesso a internet a casa (dati Istat) e la penetrazione broadband su rete […]

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I numeri: 10 milioni al mese di fatturato, dà lavoro a 8mila persone e connette a internet 220mila italiani

Dieci anni fa parlare di banda ultra larga, specie in Italia, era quasi fantascienza: allora meno del 40% delle famiglie italiane disponeva di accesso a internet a casa (dati Istat) e la penetrazione broadband su rete fissa riguardava solo il 15% della popolazione (fonte: Digital Agenda Scoreboard 2017). Se oggi quei numeri sono cresciuti, rispettivamente al 69% e al 25%, è anche merito di chi, già allora, aveva deciso di puntare sulle autostrade informatiche, soprattutto in quelle aree periferiche dove il digital divide è più forte.

Fra queste la EOLO SpA di Busto Arsizio (VA), che nel febbraio 2007 aveva 50 utenti sperimentali, 3 BTS e un servizio base alla velocità di 3Mb/s. E che ci aveva visto giusto: oggi EOLO è un business che fattura oltre 10 milioni di Euro al mese, dà lavoro a una rete di oltre 8.000 persone e connette a internet, con la banda ultra larga, oltre 220.000 clienti, tra mercato residenziale e imprese.

Giovedì 18 maggio EOLO ha celebrato i suoi primi dieci anni raccogliendo attorno a sé il “cuore pulsante dell’azienda” ovvero i partner che rappresentano la forza vendita: 1.800 in 13 regioni italiane, fra cui quelli “storici”, sedici, che hanno creduto nel progetto imprenditoriale sin dall’inizio.

«Abbiamo lavorato sodo e costruito tantissimo in questi anni –afferma Luca Spada, CEO di EOLO SpA–.  Ora raccogliamo i frutti del nostro lavoro ponendo sempre più attenzione al servizio dei nostri clienti, che, non mi stancherò mai di dirlo, sono il patrimonio più importante di ogni azienda. Il successo quotidiano di EOLO è il frutto della passione di chi tutti i giorni lavora a questo progetto. Questa festa è l’occasione per ringraziare tutti i partner che, con il loro presidio commerciale e tecnico, stanno contribuendo a far conoscere EOLO a sempre più persone, e che ci seguono con determinazione in questa avventura imprenditoriale, contribuendo in modo essenziale al successo dell’azienda. C’è chi è con noi da oltre 10 anni e ha creduto sin da subito nel progetto di EOLO».

La forze vendita dei partner EOLO ha contribuito in questi anni a far conoscere la proposta di EOLO su nuovi territori, a raggiungere nuovi clienti e a dare un volto all’azienda. Attualmente le vendite realizzate tramite canali indiretti, il sito e l’assistenza telefonica, si equivalgono sostanzialmente a quelle fatte tramite canali diretti, ovvero attraverso i partner.

EOLO ha circa 1800 partner commerciali, 800 installatori e 350 collaboratori che lavorano sul territorio italiano. Ogni giorno un totale di circa 8.000 persone lavora per EOLO credendo nei valori che l’azienda si pone: consistenza, innovazione, trasparenza e passione.

Una volta all’anno EOLO dedica una giornata alla forza vendita organizzando una convention.

La location di quest’anno è stata lo Spirit de Milan, locale con sede alle Cristallerie Livellara di Milano, scelta perché in linea con gli stessi principi fondanti di EOLO: «È un’azienda solida, innovativa capace di creare un cristallo “diverso” da quello più diffuso ed è “trasparente” sotto tutti i punti di vista, qualità che l’hanno portata ad imporsi sul mercato italiano del vetro e della porcellana –spiega ancora Luca Spada–. La convention annuale non è solo un momento per celebrare i successi dell’azienda; è prima di tutto il luogo in cui raccogliere le persone che con EOLO hanno condiviso una storia».

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Fincons partecipa al progetto MPAT per lo sviluppo di nuove applicazioni HbbTv https://www.datamanager.it/2016/06/fincons-partecipa-al-progetto-mpat-lo-sviluppo-nuove-applicazioni-hbbtv/ Mon, 27 Jun 2016 16:00:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104399 FINCONS GROUP è sempre più protagonista nel settore media. Il Gruppo è infatti tra i partner di MPAT (Multi‐Platform Application Toolkit), il progetto di ricerca e innovazione finanziato dalla Commissione Europea che vede il coinvolgimento di primarie istituzioni e operatori del settore. Il progetto, della durata di 24 mesi, ha un budget complessivo di 3.3 milioni di euro […]

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FINCONS GROUP è sempre più protagonista nel settore media. Il Gruppo è infatti tra i partner di MPAT (Multi‐Platform Application Toolkit), il progetto di ricerca e innovazione finanziato dalla Commissione Europea che vede il coinvolgimento di primarie istituzioni e operatori del settore.

Il progetto, della durata di 24 mesi, ha un budget complessivo di 3.3 milioni di euro e punta alla realizzazione di un ambiente di sviluppo per applicazioni basate sull’HbbTv (Hybrid Broadcast Broadband TV), lo standard europeo per la convergenza fra tecnologie broadband e broadcast già adottato in molti Paesi europei e che sarà presto introdotto anche in Italia e Regno Unito.

Attraverso una piattaforma di base open‐source, stakeholder e terze parti potranno inserire moduli aggiuntivi e nuovi temi grafici alle app prodotte; l’obiettivo è permettere anche a piccole e medie aziende, attive nel settore della creative industry, di accedere più facilmente a una serie di strumenti per lo sviluppo di applicazioni innovative in ambito SmartTV.

FINCONS GROUP, oltre a contribuire allo sviluppo della piattaforma MPAT, collaborerà attivamente con i partner del progetto nella sperimentazione del sistema. Dalla sua parte diversi anni di esperienza nell’area media e la precedente partecipazione al progetto europeo FI‐Content (Future Internet‐Content), grazie al quale erano già state sviluppate e lanciate con successo alcune applicazioni pilota in ambito social connected TV, smart city epervasive games. Il Gruppo è oggi tra i primi system integrator in Italia a potersi definire HbbTv‐ready, avendo già acquisito le competenze e gli strumenti adatti ad accompagnare i propri clienti nel passaggio al nuovo standard e nell’adozione di soluzioni interattive al passo con l’evoluzione dei mercati.

“Siamo estremamente soddisfatti di partecipare a MPAT insieme a grandi player come ad esempio Mediaset”, commenta Michele Moretti, CEO di FINCONS GROUP. “Essere coinvolti in prima persona in progetti di tale portata è un’ulteriore dimostrazione di come la capacità di leggere e anticipare le evoluzioni del mercato e della tecnologia ci renda capaci di concentrare idee innovative in soluzioni abilitanti”.

Oltre al Gruppo FINCONS, il progetto vede coinvolti player di livello internazionale quali Mediaset, operatore televisivo leader in Italia e storico cliente di FINCONS GROUP, gli istituti di ricerca tedeschi Fraunhofer FOKUS ed IRT, il dipartimento di tecnologie media & broadcasting della Lancaster University, l’Institut Mines‐Telecom di Parigi, la televisione pubblica di Berlino RBB e la web‐agency finlandese Leadin.

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Qui Radio Internet https://www.datamanager.it/2016/06/qui-radio-internet/ Fri, 24 Jun 2016 13:07:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104290 Gli operatori del fixed wireless access si coalizzano per promuovere le tecnologie radio per il fatidico “ultimo miglio”. E portare la banda ultralarga anche all’Italia più trascurata Quando parliamo di reti wireless diamo per scontato che il modello che abbiamo in mente è quello della connettività di tipo nomadico, quella degli accessi Wi-Fi di cui […]

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Gli operatori del fixed wireless access si coalizzano per promuovere le tecnologie radio per il fatidico “ultimo miglio”. E portare la banda ultralarga anche all’Italia più trascurata

Quando parliamo di reti wireless diamo per scontato che il modello che abbiamo in mente è quello della connettività di tipo nomadico, quella degli accessi Wi-Fi di cui usufruiamo mentre siamo in attesa al gate dell’aeroporto, o stiamo sorbendo il caffè da Starbucks, o magari nel salotto di casa, come estensione senza-fili della nostra linea Internet in fibra o rame. Eppure non è così, la tecnologia wireless viene da anni utilizzata anche nelle reti di telecomunicazioni e IP fisse anche a livello di dorsale, attraverso i ponti radio, ma soprattutto sul cosiddetto ultimo miglio, per portare connettività nell’abitazione o nell’ufficio di abbonati che non sono facilmente raggiungibili con la fibra ottica e neppure con il doppino di rame, che – tra l’altro -non sempre ha la qualità o la lunghezza in grado di garantire connessioni Adsl a banda larga. Per quanto comprovato e affidabile, il fixed wireless in Italia – che pure è un territorio orograficamente complesso, con una consistente percentuale di abitanti e imprese in piccole località periferiche – ha avuto una funzione secondaria, un po’ di nicchia, senza poter esprimere appieno un potenziale che molti considerano interessante. Soprattutto alla luce degli annosi problemi di digital divide che pesano sulle aree meno infrastrutturate del Paese. Ora tutto questo potrebbe cambiare.


#CFWA Banda Ultra-larga per Tutti @CoalizioneFWA
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Il progetto della Coalizione

Da pochi mesi, è stato ufficialmente varato il progetto della Coalizione del Fixed Wireless Access (CFWA). Una sessantina e più di operatori italiani della filiera della connettività wireless “fissa” ha già aderito e la Coalizione punta con determinazione a diventare un unico e autorevole interlocutore nel dibattito italiano sulla banda ultralarga, quella non inferiore ai 30 megabit al secondo. Le aree che la CFWA sta traguardando sono quelle che la strategia promossa dal governo italiano ha classificato come cluster C e D, proprio dove si concentra l’offerta infrastrutturale delle aziende che hanno aderito alla CFWA, impegnate a portare soluzioni tecnologiche anche a chi, fino ad ora, è stato considerato cittadino di “serie B”.

«Le società appartenenti alla Coalizione non solo hanno sviluppato infrastrutture digitali laddove gli operatori tradizionali non hanno investito. Oggi, grazie al nostro lavoro, un milione di utenti è connesso alla rete» – dice il presidente della CFWA, Luca Spada. Insieme, queste aziende realizzano tre miliardi di fatturato complessivo, un valore importante per l’economia del nostro Paese». La presidenza della Coalizione che intende ricollocare il fixed wireless in un contesto tecnologico e infrastrutturale ancora più strategico sembra tagliato su misura per Luca Spada, un imprenditore di Internet che possiamo annoverare tra i pochi autentici pionieri del settore. La sua prima iniziativa, NGI, un Internet service provider (Isp) legato alle specifiche esigenze del videogame online, risale addirittura al 1998, quando di digital business parlavano solo i visionari veri. Dieci anni fa, nel 2006, Spada ebbe l’intuizione di quella che un anno dopo sarebbe stata battezzata EOLO, una delle prime reti wireless italiane. Oggi, l’obiettivo di Spada e di tutte le aziende che sono entrate a far parte della CFWA è l’affermazione a livello nazionale delle tecnologie per l’ultimo miglio senza-fili, intese non come “ripiego”, ma come soluzione alternativa ma strategica contro il digital divide.

Un approccio unitario

Quando il governo ha preso seriamente in mano il problema dell’ultra broadband, racconta Spada, fissando entro il 2020 il termine utile per dare a tutti gli italiani un servizio di almeno 30 megabit in download (a 100 megabit al secondo per il 50% del territorio), ha delineato le aree del piano Infratel, suddividendole in quattro tipi di cluster. Nelle aree A e B, gli operatori trovano le marginalità per investire in modo autonomo. «I cluster C e D raggruppano le aree rurali più remote, con comuni di meno di 2.500 abitanti, dove gli operatori hanno manifestato il loro disinteresse. Su queste aree il governo si è impegnato a cercare le risorse necessarie per coinvolgere gli operatori e sviluppare un’offerta di servizi». Ed è qui che è nata l’esigenza di creare, con la Coalizione, un interlocutore autorevole. «Oggi, l’associazione, che vanta già più di 60 iscritti con altri 15 in arrivo, ha un elemento di originalità in più, perché non è la classica coalizione verticale, di categoria, ma rappresenta davvero tutti, anche i vendor, i system integrator, le aziende che costruiscono e gestiscono i tralicci radio, gli operatori satellitari». L’esperienza di questi primi dieci anni del fixed wireless è stata molto positiva, abbiamo portato la banda larga in tantissimi comuni e frazioni esclusi dagli accessi Adsl che privilegiavano gli abbonati delle città medio-grandi. «Già a fine 2015, Agcom aveva censito 750 mila accessi fixed wireless, guarda caso l’unico comparto in crescita a fronte della stagnazione dell’Adsl. Ora siamo sicuramente sopra il milione di abbonati, ma in questo mercato la filiera è più lunga, ci sono molti piccoli operatori con poche migliaia di abbonati».


#CFWA Come connettere l’Italia grazie a 60 operatori economici della filiera
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Vigilanza e semplificazione

Nell’insieme, il comparto vale tre miliardi di giro d’affari, ma un approccio unitario è fondamentale in un contesto di pianificazione su scala nazionale, dove la collaborazione tra pubblico e privato sarebbe ostacolata dalla forte granularizzazione dell’offerta. Alla CFWA spetterà un importante ruolo di coordinamento tra i suoi associati, come peraltro auspicato dalla stessa Agcom. Ma come rispondono i fautori del wireless fisso alle legittime perplessità che possono sorgere dal confronto tra le tecnologie convenzionali, soprattutto su fibra ottica, e le onde radio? Quanto è larga davvero la banda della Internet senza fili? Anche qui, la tecnologia si è molto evoluta, ribatte Spada. «Nel 2007, la banda erogata era di 2 megabit al secondo, oggi siamo tranquillamente tra i 20 e i 30 mega e nel giro di due anni si arriverà a 100 megabit, con un percorso tecnologico già stabilito che ci permetterà di centrare pienamente gli obiettivi fissati da Italia digitale per il 2020». Tra l’altro, precisa ulteriormente Spada, uno dei cavalli di battaglia del fixed wireless è la possibilità di offrire al cliente una connessione simmetrica, con la stessa banda in download e in upload. Tra le missioni della Coalizione, conclude il suo presidente, c’è anche quella di vigilare sul fronte normativo, spingendo per esempio affinché alle stazioni radio del fixed wireless possa arrivare una diversificata connettività di “backhaul” con le grandi dorsali degli operatori, o per la semplificazione delle procedure di autorizzazione degli impianti, che favorirà i comuni più piccoli, su cui non possono pesare eccessivi carichi burocratici. Anche così, avverte Spada, possiamo vincere la guerra al digital divide.

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Al via “TIM Premium Online” sulle reti broadband e ultrabroadband di TIM https://www.datamanager.it/2015/10/al-via-tim-premium-online-sulle-reti-broadband-e-ultrabroadband-di-tim/ Fri, 02 Oct 2015 17:30:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84813 Da oggi disponibile la programmazione televisiva di Premium Online in promozione esclusiva per i clienti TIM. Sarà possibile vedere tutte le partite della Champions League, tutta l’offerta Premium dedicata alla Serie A TIM, le grandi anteprime di Universal e Warner Bros e molto altro ancora, anche in mobilità Prende il via oggi l’offerta “TIM Premium Online”, […]

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Da oggi disponibile la programmazione televisiva di Premium Online in promozione esclusiva per i clienti TIM. Sarà possibile vedere tutte le partite della Champions League, tutta l’offerta Premium dedicata alla Serie A TIM, le grandi anteprime di Universal e Warner Bros e molto altro ancora, anche in mobilità

Prende il via oggi l’offerta “TIM Premium Online”, grazie all’accordo siglato lo scorso agosto tra il Gruppo Telecom Italia e Mediaset. L’offerta consente ai clienti TIM consumer, che hanno una connessione ADSL o fibra, di accedere alla programmazione televisiva “Premium Online”, avvalendosi della qualità delle reti a banda larga e ultralarga banda largadi TIM e della promozione a loro riservata in esclusiva.

Il servizio è disponibile anche attraverso il decoder TIMvision, che si arricchisce così di nuovi contenuti di pregio.

Con “Premium Online” tutti i contenuti di Mediaset Premium sono disponibili via Internet: live, on demand e in HD su tutti i device. Con 18 canali live e oltre 6.000 contenuti on demand visibili su oltre 400 diversi dispositivi, dai tablet agli smartphone, dai pc alle console giochi. E nell’offerta è incluso anche tutto il calcio in diretta e in HD.

La partnership sottolinea l’importanza di affermare un nuovo scenario dell’intrattenimento basato su sinergie industriali in grado di coniugare contenuti premium con le infrastrutture di rete di ultima generazione. In questo modo si realizza un passo importante verso la convergenza tra il mondo dei media e quello delle telecomunicazioni, al fine di assicurare offerte di contenuti tv sempre più ricche e convenienti.

L’offerta congiunta TIM – Mediaset si avvale del know–how e delle rispettive competenze tecnologiche ed editoriali ed è proposta in esclusiva per i clienti TIM a partire da 10 Euro al mese – in promozione per il primo anno  – con il pacchetto “Serie TV” che comprende serie televisive, cartoni e due eventi calcistici della Serie A TIM in pay per view; mentre il pacchetto “Tutto Premium”, che prevede serie TV, cinema, cartoni e gli eventi calcistici live anche in modalità on demand con le partite della Champions League e delle squadre Premium della Serie A TIM, sarà disponibile a 26 Euro al mese, sempre in promozione per il primo anno.

Entrambe le offerte consentono un risparmio di 9 euro al mese rispetto ai listini. Inoltre i clienti TIM, che aderiranno a “TIM Premium Online” potranno usufruire gratuitamente dell’opzione Superinternet con velocità fino a 20 Megabit/s.

Nel decoder TIMvision è da oggi attiva l’App Premium Online che consente di accedere al servizio direttamente sul televisore di casa, oltre che da tutti i device compatibili.

L’offerta, rivolta a coloro che hanno un collegamento in fibra ottica o ADSL di TIM, sarà accessibile attraverso un semplice account associabile fino a 5 differenti dispositivi, fruibile anche su rete mobile 3G e 4G.

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Al via la terza edizione del contest “TIM Italia Connessa” https://www.datamanager.it/2015/07/al-via-la-terza-edizione-del-contest-tim-italia-connessa/ Wed, 01 Jul 2015 12:33:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79634 Fino al 13 novembre, 133 comuni italiani di medie dimensioni finora esclusi dai piani di infrastrutturazione avranno la possibilità di presentare il proprio progetto di Sviluppo Digitale. Nel comune selezionato da una giuria di esperti, Telecom Italia realizzerà tutte le infrastrutture ultrabroadband fisse e mobili Prende il via domani il contest “TIM Italia Connessa 2015 […]

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Fino al 13 novembre, 133 comuni italiani di medie dimensioni finora esclusi dai piani di infrastrutturazione avranno la possibilità di presentare il proprio progetto di Sviluppo Digitale. Nel comune selezionato da una giuria di esperti, Telecom Italia realizzerà tutte le infrastrutture ultrabroadband fisse e mobili

Prende il via domani il contest “TIM Italia Connessa 2015 – Comuni Connessi”, la terza edizione dell’iniziativa di Telecom Italia avviata nel 2013 per diffondere la cultura dell’innovazione tra le amministrazioni locali con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione nel Paese, favorire la diffusione delle tecnologie di nuova generazione fissa (fibra ottica) e mobile (4G) e stimolare l’utilizzo di servizi innovativi.

Quest’anno il contest si rivolge a 133 comuni italiani di medie dimensioni, con una popolazione compresa tra i 14.000 e 51.000 abitanti. Per partecipare i comuni dovranno presentare entro il 13 novembre, attraverso il sito italiaconnessa.telecomitalia.com, un piano di sviluppo digitale del proprio territorio finalizzato a diffondere l’utilizzo dei servizi digitali da parte di cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni, come ad esempio: servizi di smart city, servizi pubblici on line, progetti di incentivazioni dell’imprenditoria locale, progetti di automazione e dematerializzazione dei processi amministrativi o progetti finalizzati a favorire l’occupazione giovanile nel business digitale. Il progetto dovrà essere accompagnato dall’indicazione di tutti i provvedimenti con cui le Amministrazioni intendono facilitare lo sviluppo delle nuove reti NGN, attraverso l’adozione di procedure amministrative semplificate, l’utilizzo di infrastrutture esistenti e la propensione a favorire l’utilizzo di tecniche di scavo innovative.

Una volta terminata la raccolta delle candidature, Telecom Italia effettuerà una prima valutazione, relativa solo all’effettivo impegno dei comuni a facilitare la realizzazione delle nuove infrastrutture, dalla quale risulterà una short list di comuni finalisti.

Sarà poi una giuria specializzata indipendente, composta da personalità di spicco nel mondo dell’innovazione e dello sviluppo digitale, a decretare infine quale sarà l’idea più innovativa e quindi a proclamare, entro la fine dell’anno, il comune vincitore.

Nel comune selezionato, Telecom Italia realizzerà entro il 2017, in anticipo rispetto ai propri piani, l’infrastruttura di rete ultra broadband fissa e mobile.

Con questa iniziativa Telecom Italia vuole contribuire ulteriormente ad accelerare i processi di digitalizzazione del Paese, coerentemente con gli obiettivi indicati dall’Agenda Digitale. In particolare,

Telecom Italia ritiene che, anche nei comuni di minori dimensioni sia possibile innescare le condizioni favorevoli alla realizzazione di reti di nuova generazione ultra broadband, attraverso la semplificazione di modalità e tempi di attuazione e lo sviluppo dei servizi digitali per la comunità, stimolando e moltiplicando così la crescita economica e sociale di tutto il territorio.

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Akamai: il rapporto sullo Stato di Internet del quarto trimestre 2014 https://www.datamanager.it/2015/03/akamai-il-rapporto-sullo-stato-di-internet-del-quarto-trimestre-2014/ Wed, 25 Mar 2015 14:15:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72138 La velocità globale di connessione di picco è cresciuta dell’8,4%, raggiungendo i 26,9 Mbps; in Europa, al primo posto si trova la Romania con 67 Mbps Akamai Technologies ha pubblicato il suo rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2014. Basato sui dati raccolti attraverso la Akamai Intelligent Platform, il rapporto fornisce statistiche […]

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La velocità globale di connessione di picco è cresciuta dell’8,4%, raggiungendo i 26,9 Mbps; in Europa, al primo posto si trova la Romania con 67 Mbps

Akamai Technologies ha pubblicato il suo rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2014. Basato sui dati raccolti attraverso la Akamai Intelligent Platform, il rapporto fornisce statistiche globali relative alla velocità delle connessioni e all’adozione della banda larga su reti fisse e mobili, sugli attacchi, sullo stato di 4K e IPv4 e sull’adozione di IPv6.

Il rapporto include inoltre approfondimenti sulle varie vulnerabilità, come Poodle, attacchi UPnP, DNS flooder e Yummba Webinject.

“Nel corso del 2014 abbiamo assistito a una crescita generale in tutte le principali metriche relativamente a connettività Internet, adozione della banda larga e preparazione al 4K”, dice David Belson, responsabile del rapporto. “I trend positivi non devono però far dimenticare che nel mondo ci sono ancora 4,4 miliardi di persone che non hanno accesso a Internet, il che conferma la necessità di intensificare gli sforzi per realizzare una infrastruttura Internet veramente globale”.

Qui di seguito, i principali rilevamenti:

Velocità media di connessione e Connettività broadband: prosegue il trend positivo in Europa

Per il terzo trimestre consecutivo, la velocità media globale di connessione è risultata sopra la “soglia broadband” di 4 Mbps, raggiungendo i 4,5 Mbps e registrando una crescita dello 0,7% rispetto al trimestre precedente.

Con una velocità media di 14,6 Mbps (+3,5%), la Svezia ha superato la Svizzera, posizionandosi al primo posto tra i Paesi europei considerati nel rapporto. Per la Svizzera, che era sempre stata al primo posto negli ultimi tre trimestri, la velocità media è 14,5 Mbps, la stessa del precedente trimestre. Anche Paesi Bassi, Irlanda, Repubblica Ceca, Finlandia, Danimarca, Romania, Norvegia, Regno Unito e Belgio hanno fatto registrare velocità di connessione superiori alla soglia “high Broadband” di 10 Mbps.

Le variazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2013) della velocità media di connessione sono state positive per tutti i Paesi Europei, con aumenti dal 3,9% per l’Austria sino al 61% per la Romania. Per Finlandia, Svezia e Portogallo l’aumento rispetto allo stesso periodo del 2013 è stato superiore al 30%.

In Italia, la velocità media di connessione registrata nel quarto trimestre 2014 è di 5,6 Mbps, in lieve aumento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (Q3 2014) e in aumento del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q4 2013).

La velocità di connessione media di picco è aumentata leggermente nel quarto trimestre (+8,4%) raggiungendo i 26,9 Mbps, con incrementi variabili tra 1,3% in Portogallo (44,3 Mbps) e 14% in Romania (67,0 Mbps). Positive anche le variazioni rispetto al quarto trimestre 2013: l’Austria, con +9,4%, è l’unico Paese europeo con una crescita annua inferiore al 10%. All’estremo opposto, la Finlandia, con +40%.

Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 26,9 Mbps, in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2013) e di 6,5% rispetto al trimestre precedente (Q3 2014).

L’adozione di high broadband (>10 Mbps) è aumentata del 2,9% nel quarto trimestre, dopo un lieve declino nel trimestre precedente. In tre dei Paesi considerati, più della metà degli indirizzi IP unici si connette alla rete Akamai con una velocità media superiore a 10 Mbps. In Romania, la crescita del 11% trimestre su trimestre ha consentito di raggiungere un’adozione dell’high broadband del 55%, avvicinandosi a Svizzera e Paesi Bassi (56%). Per quanto riguarda gli altri Paesi, l’incremento trimestre su trimestre varia da 1,0% per la Norvegia a 17% per la Spagna. Tutti i Paesi europei sono cresciuti almeno dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2013); Portogallo e Romania hanno evidenziato tassi di adozione più che doppi sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche nel Q4 2014, Italia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sud Africa rimangono gli unici Paesi a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. Nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband in Italia registra un interessante aumento del 8,6% rispetto al trimestre precedente (Q3 2014) e una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo del 2013. A oggi il 5,7% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps.

I tassi globali di adozione della banda larga (>4 Mbps) sono scesi leggermente nel quarto trimestre, assestandosi sul 59% (-0,7%). In questo trimestre, tre Paesi hanno raggiunto tassi di adozione della banda larga del 90% o più: Svizzera (93%), Danimarca (92%) e Paesi Bassi (91%), mentre tutti gli altri Paesi hanno mostrato oltre il 60% degli indirizzi IP unici connessi alla rete Akamai a velocità medie superiori a 4 Mbps.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2013) l’adozione della banda larga (>4 Mbps) in Italia è aumentata del 4,6%, raggiungendo il 61%. Rispetto al trimestre precedente, si registra un lieve aumento dello 0,6%.

Nel quarto trimestre vi sono stati numerosi annunci che si prevede favoriranno nuove iniziative broadband nei prossimi anni nell’Unione Europea. In novembre, ad esempio, il governo ungherese ha annunciato piani di investimenti per un valore di 586 milioni di euro per raggiungere l’intero paese con la banda larga entro il 2018 e la Commissione Europea ha annunciato un piano da 315 miliardi di euro mirato al miglioramento dell’infrastruttura e alla diffusione della banda larga.

Adozione 4K in Europa: crescono disponibilità e adozione di connettività ultraveloce

In seguito all’introduzione della misurazione dell’adozione 4K nel rapporto a partire dal primo trimestre 2014, Akamai prosegue il lavoro di identificazione delle regioni con la maggiore probabilità di poter sostenere velocità di connessione superiori a 15 Mbps: i flussi Ultra HD a bitrate adattivo richiedono infatti connessioni tra i 10 e 20 Mbps. I risultati non tengono conto di altri fattori che possono influire sulla readiness, come la disponibilità di contenuti codificati 4K o di televisori e media player abilitati.

Nell’ultimo trimestre del 2014, nove dei Paesi europei considerati avevano almeno un indirizzo IP su cinque connesso alla rete Akamai a velocità medie superiori a 15 Mbps: Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Romania, Norvegia, Regno Unito, Danimarca, Finlandia e Repubblica Ceca.

Scesa al 45esimo posto a livello mondiale, l’Italia registra solo il 2,2% delle connessioni superiori ai 15 Mbps, nonostante un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q4) e del 5% rispetto al terzo trimestre 2014.

Il tasso di adozione più alto si è registrato in Svezia, col 31%, seguita di poco da Svizzera e Paesi Bassi con il 30%. Una forte crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stata osservata in tutti i Paesi europei; in tre Paesi – Romania (320%), Portogallo (204%), Spagna (102%) – i tassi di readiness sono più che raddoppiati rispetto al quarto trimestre 2013, mentre in altri 8 Paesi la crescita è stata superiore al 40%: Ungheria (94%), Slovacchia (68%), Svezia (61%), Finlandia (55%), Danimarca, Svizzera, Norvegia (50%), Regno Unito 42%.

Attacchi e sicurezza: più che raddoppiati gli attacchi alla Porta 23

Akamai gestisce e distribuisce una serie di agenti con il compito di registrare tentativi di connessione classificati come attacchi. In base ai dati raccolti da questi agenti, Akamai è in grado di identificare i Paesi in cui ha origine la maggior parte degli attacchi nonché le porte indirizzate. Va comunque sottolineato che il paese di origine, identificato dall’indirizzo IP, potrebbe non coincidere con la nazione in cui risiede l’attaccante.

Nel quarto trimestre 2014, Akamai ha osservato attacchi originati in 199 paesi unici. Come già nel rapporto precedente, la Cina resta saldamente al primo posto della classifica, con oltre il 41% degli attacchi, una cifra più che tripla rispetto agli Stati Uniti (13%). Nell’ultimo trimestre anche la Germania è entrata tra le top ten, con l’1,8% degli attacchi, in crescita dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. La maggior parte del traffico continua comunque ad avere origine nell’area Asia Pacifico (59%), seguita dall’Europa a 19%, in crescita dell’11% rispetto al terzo trimestre 2014.

Percentuale leggermente in aumento rispetto al terzo trimestre 2014, l’Italia è responsabile dell’1,1% degli attacchi generati.

In totale, il traffico indirizzato alle dieci porte più colpite rappresenta il 79% di tutto il traffico osservato nel quarto trimestre, in sensibile crescita rispetto al 38% del terzo trimestre. La porta 23 (Telnet) continua ad essere il target preferito (32% del totale degli attacchi) con una crescita di circa 2,5 volte rispetto al periodo precedente. Incrementi significativi sono stati osservati anche per le porte 445 (Microsoft-DS), 8080 (HTTP Alternate), 3389 (servizi Microsoft Terminal) e 22 (SSH).

Attacchi DDoS (Distributed Denial of Service): aumento del numero di attacchi in Europa

Il rapporto di Akamai comprende anche dati sugli attacchi DDoS basati sulle segnalazioni dei clienti, che hanno segnalato 327 attacchi durante il quarto trimestre 2014, con un aumento del 20% sul trimestre precedente. I comparti Commerce ed Enterprise risultano ancora i più colpiti.

In Europa, gli attacchi DDoS sono cresciuti del 18% trimestre su trimestre. Analizzando i dati anno su anno, i Paesi europei hanno mostrato un tasso di crescita più alto rispetto alle Americhe e alla regione Asia Pacifico con una crescita del 28% tra il 2013 (167 attacchi) e il 2014 (214 attacchi).

IPv4 e IPv6: i Paesi europei all’avanguardia nell’adozione di IPv6

Nel quarto trimestre 2014, circa 803 milioni di indirizzi IPv4 da 239 paesi unici si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform. Il numero di indirizzi IPv4 unici visti globalmente da Akamai è aumentato di circa 12 milioni rispetto al trimestre precedente. Tra i primi dieci Paesi, Regno Unito e Sud Corea hanno mostrato l’aumento più consistente (+8,1% e +6,6% rispettivamente) rispetto al trimestre precedente.

L’Italia scende di una posizione, attestandosi alla decima posizione nella top ten globale, nonostante un lieve aumento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente (Q3 2014), causato da una pesante diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q4 2013) assestandosi a poco più di 18 milioni e mezzo di indirizzi connessi (18.783.459).

I paesi europei continuano a dominare la top ten globale per quanto riguarda l’adozione di IPv6. La Norvegia entra nel gruppo dei primi dieci grazie a un aumento del traffico IPv6 pari all’88%, mentre il Belgio mantiene la prima posizione con un 32% delle richieste di contenuti su IPv6, una percentuale più che doppia rispetto alla Germania che occupa la seconda piazza. Come già osservato nei trimestri precedenti, sono i fornitori di connettività cablata e wireless (molti dei quali impegnati a diffondere IPv6 nei rispettivi Paesi) i principali responsabili dell’incremento del numero di richieste IPv6 fatte a Akamai. Per Verizon Wireless e Brutele, addirittura più della metà delle richieste ad Akamai sono state fatte su IPv6, con Telnet a seguire. Per i carrier tedeschi Kabel Deutschland, Kabel BW e Unitymedia ancora una volta le richieste a Akamai su IPv6 hanno rappresentato più di un quarto del totale.

Connettività mobile: con 16 Mbps, il Regno Unito registra la più alta velocità media di connessione

Nella sezione dedicata alla connettività mobile del rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2014, sono stati considerati 50 Paesi. Il Regno Unito è risultato avere, con 16 Mbps, la velocità media di connessione più alta, seguito dalla Danimarca con 8,8 Mbps.

La velocità media di connessione mobile di picco mostra una notevole variabilità, passando dai 157,3 Mbps di Singapore ai 7,5 dell’Argentina. In Europa, solo il Regno Unito (61,8 Mbps) ha raggiunto velocità superiori a 50 Mbps.

Il rapporto esamina anche la percentuale di connessioni ad Akamai da reti mobili a velocità broadband (più di 4 Mbps). Danimarca e Svezia hanno registrato un livello del 97% di velocità broadband, raggiungendo Venezuela e Arabia Saudita ai vertici della classifica.

Nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile raggiunge i 5,2 Mbps con picchi medi poco oltre i 41Mbps. Possiamo aspettarci che questi dati cambino presto in futuro, grazie al fatto che molti paesi iniziano a lanciare tecnologie mobili più veloci come LTE-a. Ad esempio, a novembre Telecom Italia ha annunciato l’avvio di un progetto che prevede l’implementazione di tecnologia Lte-A in 60 città italiane, con velocità di connessioni fino a 180 Megabit al secondo (e prossimamente arriverà a 225Mbps per il 2015).

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