Brocade – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 04 Oct 2018 15:04:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Brocade – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Brocade amplia la propria gamma di soluzioni per il data center networking https://www.datamanager.it/2016/12/brocade-amplia-la-propria-gamma-soluzioni-data-center-networking/ Tue, 20 Dec 2016 14:49:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116080 I nuovi switch SLX Brocade, uniti ai progressi nella Data Center Automation e nella Network Visibility, favoriranno la business agility alla velocità del cloud Brocade annuncia l’ampliamento della gamma Brocade SLX con nuovi e innovativi switch che assicurano una visibilità di rete senza precedenti, dotati delle Brocade Workflow Composer Automation Suites per un’automazione chiavi in […]

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I nuovi switch SLX Brocade, uniti ai progressi nella Data Center Automation e nella Network Visibility, favoriranno la business agility alla velocità del cloud

Brocade annuncia l’ampliamento della gamma Brocade SLX con nuovi e innovativi switch che assicurano una visibilità di rete senza precedenti, dotati delle Brocade Workflow Composer Automation Suites per un’automazione chiavi in mano. Si tratta della prima gamma di soluzioni di data center networking nel settore, in grado di assicurare agilità a ogni livello del data center e allo stesso tempo offrire massima possibilità di scelta ai clienti. Grazie a Brocade, le aziende possono infatti costruire reti che permettano loro di adattarsi rapidamente ai cambiamenti tecnologici, offrire nuovi servizi alla velocità del cloud e accelerare la trasformazione digitale.

Dopo la soluzione router SLX 9850, presentata da Brocade a settembre, i nuovi switch per data center SLX 9140, SLX 9240 e SLX 9540 offrono una connettività leaf, spine ed edge flessibile, grazie alla Brocade SLX Insight Architecture. Tramite l’integrazione della visibilità di rete su ogni router e switch, le aziende possono disporre di una visibilità completa su tutta la rete per identificare velocemente i problemi, accelerare i tempi medi di riposta e migliorare i livelli di servizio generale. Tali capacità sono ulteriormente estese per gli switch SLX 9140 e 9240, grazie alla presenza di un ASIC programmabile che offre visibilità su collegamenti fisici, reti virtuali o carichi di lavoro.

Le nuove suite di automazione powered by StackStorm per la piattaforma Brocade Workflow Composer, tra cui Network Essentials, Data Center Fabrics e Internet Exchange Points, forniscono in maniera automatizzata installazione, configurazione, troubleshooting e risoluzione dei problemi. Tali suite di automazione sono ideali per quei clienti che vogliono avviare immediatamente il loro percorso di automazione con workflow pre-costruiti, in modo da accelerare il time-to-value. Presentato all’inizio dell’anno, Brocade Workflow Composer è una piattaforma di automazione di rete server-based e in stile DevOps che integra più domini IT per un’automazione end-to-end del workflow.

Secondo IDC1, entro la fine del 2017 la trasformazione digitale sarà al centro delle strategie corporate per due terzi dei CEO delle aziende Global 2000. I CEO riconoscono che le loro aziende devono diventare digitali per accelerare il ritmo dell’innovazione e avere un vantaggio competitivo, oppure rischieranno di essere sorpassate da concorrenti più pronti. Un’innovazione rapida può avere luogo soltanto con fondamenta IT agili, dove l’automazione lavora in maniera fluida con la visibilità di rete, connettendo digitalmente allo stesso tempo tutti i domini e le funzioni IT per eliminare i silos e garantire un’automazione end-to-end.

“Le aziende che stanno affrontando la trasformazione digitale hanno bisogno di reti estremamente agili, automatizzate in maniera estensiva e altamente visibili,” afferma Jason Nolet, senior vice president, Switching, Routing and Analytics Products Group, Brocade. “Brocade offre flessibilità e agilità con un’ampiezza e profondità che ci permettono di distinguerci da altri network provider. Lo facciamo in maniera verticale, su tutto il data center, e in maniera orizzontale, sui vari domini all’interno del data center – pur rimanendo aperti a ogni livello”.

I progressi dalla gamma Brocade SLX

Il nuovo leaf switch Brocade SLX 9140 è dotato di porte server-facing 48×25 GbE native e porte 6×100 GbE in un formato 1U fisso. Offre anche opzioni di configurazione 1/10/25/40/100 GbE flessibili.
Il nuovo spine switch Brocade SLX 9240 è dotato di porte 32×100 GbE ad alta densità in un format 1U fisso.

Entrambi gli switch Brocade SLX 9140 e SLX 9240 dispongono del primo ASIC programmabile nella loro categoria, che permette a Brocade di aggiornarli rapidamente con nuove funzionalità tramite software. Questo permette agli utenti di evitare aggiornamenti costosi quando vengono introdotte nuove tecnologie e nuovi protocolli. L’ASIC si basa sulla Brocade SLX Insight Architecture, un ambiente kernel-based virtual machine (KVM), per gestire monitoraggio di terze parti e customer-specific, applicazioni di troubleshooting e analytics, con l’aggiunta di Visibility Services per fornire insight su reti virtuali e carichi di lavoro. È possibile eseguire azioni all’interno dello switch o tramite applicazioni e tool esterni, come Splunk o Brocade Workflow Composer.

Lo switch Brocade 9540 offre feature carrier-class in un form factor 1 RU fisso, economicamente vantaggioso e ottimizzato per l’utilizzo in data center interconnect, WAN edge e Internet exchange point. Dispone di porte 48×10 GbE e 6×100 GbE.

Le suite di automazione Brocade Workflow Composer

Progettate per l’utilizzo con la piattaforma Brocade Workflow Composer, le suite di automazione Brocade sono ideali per le aziende IT che vogliono avvicinarsi all’automazione, ma dispongono di risorse e skill limitate in quest’ambito. Le suite offrono un’automazione out-of-box del ciclo vitale della rete per le task più comuni, e sono confezionate per i principali casi di utilizzo. Ogni suite di automazione include documentazione e una serie di workflow, servizi, sensori, azioni e regole pronti all’utilizzo, ma personalizzabili. I clienti possono utilizzare le suite di automazione Brocade così come sono o come starter kit per costruire o personalizzare workflow specifici per le necessità dei loro data center per ridurre il time-to-value.

 

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Brocade rafforza la sua leadership nel campo dell’automazione con la piattaforma di automazione a rete aperta https://www.datamanager.it/2016/06/brocade-rafforza-la-sua-leadership-nel-campo-dellautomazione-la-piattaforma-automazione-rete-aperta/ Tue, 14 Jun 2016 13:10:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103386 Brocade Workflow Composer trasforma le funzioni IT con l’automazione di rete interdominio e di ispirazione DevOps per massimizzare l’agilità del business Brocade ha presentato Brocade Workflow Composer, una nuova piattaforma di automazione di rete basata su server che permette a imprese e fornitori di servizi cloud di ottimizzare le loro funzioni IT e rendere ancora […]

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Brocade Workflow Composer trasforma le funzioni IT con l’automazione di rete interdominio e di ispirazione DevOps per massimizzare l’agilità del business

Brocade ha presentato Brocade Workflow Composer, una nuova piattaforma di automazione di rete basata su server che permette a imprese e fornitori di servizi cloud di ottimizzare le loro funzioni IT e rendere ancora più agile il loro business. Brocade Workflow Composer offre automazione di rete in stile DevOps per implementazione, convalida, risoluzione dei problemi e rimediazione di reti multi-vendor, integrandosi con i workflow di più domini IT per garantire un’automazione end-to-end.

Nel loro percorso verso la digitalizzazione, le imprese necessitano di un’architettura di rete sottostante automatizzata, in grado di supportare l’agilità del business. Questa architettura New IP consente alla rete di trasformarsi in una piattaforma di innovazione, sviluppo, distribuzione e protezione di nuove applicazioni.  Secondo un sondaggio globale tra i CIO, il 75% degli intervistati dichiara che la rete influisce direttamente sulla capacità delle loro organizzazioni di raggiungere gli obiettivi aziendali. La mancanza di automazione e integrazione di rete con le altre funzioni IT e i toolchain è il principale ostacolo che impedisce di sfruttare al meglio la digitalizzazione.

L’automazione è da tempo un segno distintivo delle soluzioni Brocade, a partire dalle reti di archiviazione del 1995. Nel 2009 Brocade ha rafforzato la propria leadership nel campo dell’automazione con il primo Ethernet Fabric basato su switch Brocade VDX con tecnologia Brocade VCS Fabric. Quest’anno Brocade ha ampliato l’offerta Fabric per data center con Brocade IP Fabrics, una soluzione aperta e basata su standard che sfrutta architetture basate su BGP pronte per il cloud, con automazione garantita dal nuovo Brocade Workflow Composer. Più recentemente, Brocade ha acquisito StackStorm, società innovatrice nel campo del software di automazione basata su eventi, al fine di mettere al servizio delle reti funzioni di automazione in stile DevOps. La tecnologia StackStorm è ora un elemento fondamentale di Brocade Workflow Composer.

“Il viaggio verso la trasformazione digitale può causare notevoli pressioni per molte organizzazioni, perché richiede cambiamenti nell’infrastruttura di rete, nei modelli organizzativi e operativi, e nuove competenze. Tuttavia, se suddiviso in passaggi progressivi e più gestibili, le organizzazioni possono affrontare questo processo nei tempi più consoni alle loro esigenze”, ha spiegato Jason Nolet, Senior Vice President, Switching, Routing and Analytics Products Group di Brocade. “Un punto di partenza è sicuramente l’applicazione di un nuovo approccio all’automazione di rete. Con Brocade Workflow Composer, Brocade consente il collegamento dei silos IT e l’automazione end-to-end dei workflow IT interfunzionali”.

Un approccio all’automazione incentrato sul workflow per rendere più agile il business

Per rendere possibile l’automazione interdominio, le organizzazioni devono pensare in termini di workflow. I workflow si sono affermati come componente essenziale delle funzioni IT negli hyperscale cloud provider, in quanto meccanismi efficaci per la conversione di regole e policy in servizi IT scalabili. Dal momento che un workflow è costituito da una serie di attività spesso eseguite manualmente e in modo ripetitivo, è facile intuire come possa fungere da elemento portante per lo sviluppo dell’automazione.

I workflow possono essere monodominio, come nel caso dell’implementazione di un dispositivo di rete, oppure interdominio, come nel caso del rilevamento di un problema con un dispositivo di rete, e la creazione e assegnazione automatica di una richiesta di assistenza a un operatore di rete. Con l’automazione basata su workflow interdominio è possibile eliminare i passaggi manuali di rilevamento del problema, identificazione della potenziale causa, applicazione delle contromisure e persino creazione di una richiesta di assistenza o intervento di un tecnico. Di conseguenza, è possibile ridurre al minimo l’errore umano, migliorando l’efficienza operativa e riducendo notevolmente i tempi di risoluzione dei problemi. Secondo ZK Research, l’errore umano è all’origine del 35% dei downtime di rete.  L’automazione di rete è in grado di azzerare il downtime.

“Quando vengo svegliato per un problema, è bello poter contare su un sistema di automazione basato su eventi che ha già provveduto a valutare la situazione e a fornirmi tutti i dati necessari”, ha dichiarato Benjamin Goldsbury, responsabile dell’affidabilità del sito di una compagnia di social networking. “Se un workflow automatizzato è in grado di riavviare un sistema che non risponde per risolvere un problema, allora quella che per me sarebbe stata una sveglia alle 2 del mattino si può trasformare in un semplice follow-up alle 10”.

Caratteristiche principali di Brocade Workflow Composer

A differenza di altre soluzioni per l’automazione di rete, spesso monolitiche, proprietarie e rivolte unicamente alla rete, Brocade Workflow Composer offre:

  • Gestione del ciclo di vita basata su software. Brocade Workflow Composer automatizza l’intero ciclo di vita della rete, dall’implementazione e convalida iniziale fino alla risoluzione dei problemi e la correzione automatica degli errori.
  • Integrazione interdominio. Brocade Workflow Composer sfrutta punti di integrazione personalizzabili per riconoscere eventi riguardanti qualsiasi dispositivo di rete, piattaforma o applicazione interdominio, quindi attiva la risposta di altri strumenti e applicazioni per realizzare un workflow automatizzato. Brocade Workflow Composer mette a disposizione oltre 1.900 punti di integrazione personalizzabili per le piattaforme e le applicazioni più diffuse, come Linux, Windows, vSphere, AWS, Azure, CloudFoundry, OpenStack, Docker, Kubernetes, CoreOS, FireEye, New Relic, Sensu, Splunk, ChatOps, PagerDuty e VictorOps.
  • Automazione flessibile dei workflow per le reti multi-vendor. Brocade Workflow Composer assicura l’agilità del comparto IT con un’ampia scelta di soluzioni di automazione dei workflow di rete predefinite, personalizzabili o programmabili da zero, tutte supportate negli ambienti di rete multi-vendor.
  • Metodologie di ispirazione DevOps. L’esecuzione dei workflow è garantita dal framework aperto, estendibile e basato su microservizi di Brocade Workflow Composer. Questo framework sfrutta StackStorm, una serie di diffuse tecnologie DevOps open source, e una fiorente community per la collaborazione e l’innovazione.

“La libreria Python di Brocade Workflow Composer permette di ridurre i nostri tempi di sviluppo da mesi a settimane, consentendoci di concentrarci su prestazioni e affidabilità”, ha dichiarato Tim Harrison, Product Architect e Technology Advocate di Q9 Networks, fornitore leader in Canada di infrastrutture outsourced per data center, che ha avuto accesso in anteprima a Brocade Workflow Composer.  “Nel nostro continuo sforzo per ottimizzare e implementare nuovi servizi basati su cloud a supporto delle esigenze dei nostri clienti, sfruttiamo Brocade Workflow Composer per massimizzare l’agilità del business grazie all’automazione di rete”.

Le organizzazioni che hanno bisogno di aiuto per la trasformazione dei loro team tecnici e operativi di rete possono avvalersi dei servizi professionali Brocade NetDev. Grazie al contributo di numerosi esperti sviluppatori di software di rete, i servizi Brocade NetDev sfruttano soluzioni di Brocade e altri fornitori per aiutare i clienti ad accelerare il loro processo di automazione.

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Brocade anticipa i principali Trend IT per il networking nel 2016 https://www.datamanager.it/2015/12/brocade-anticipa-principali-trend-it-networking-nel-2016/ Wed, 30 Dec 2015 09:30:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90843 Brocade anticipa le principali tendenze del 2016 nel campo delle tecnologie per la trasformazione del networking Il 2015 è stato un anno rivoluzionario per via della trasformazione digitale indotta dall’adozione della cosiddetta “Terza Piattaforma” e di strategie di networking New IP che hanno aiutato le organizzazioni a conquistare nuovi mercati. Per il 2016 ci si […]

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Brocade anticipa le principali tendenze del 2016 nel campo delle tecnologie per la trasformazione del networking

Il 2015 è stato un anno rivoluzionario per via della trasformazione digitale indotta dall’adozione della cosiddetta “Terza Piattaforma” e di strategie di networking New IP che hanno aiutato le organizzazioni a conquistare nuovi mercati. Per il 2016 ci si aspetta un incremento delle aziende che decideranno di avvalersi di macchine intelligenti e tecnologie per la trasformazione per acquisire un vantaggio competitivo.

Ora che il 2015 volge al termine, Brocade anticipa le principali tendenze del 2016 nel campo delle tecnologie per la trasformazione del networking:

  1. Il cloud guadagnerà ancora terreno: secondo IDC, più della metà della spesa IT sarà destinata alla “Terza Piattaforma”, ovvero alle tecnologie basate su cloud. Questa cifra supererà il 60% di tutta la spesa IT entro il 2020. La migrazione di vecchie architetture di rete IP verso il New IP accelererà ulteriormente, raggiungendo un livello di adozione quasi mainstream man mano che aziende e fornitori di servizi procederanno con la trasformazione delle loro reti in piattaforme aperte, basate su software, per innovarsi e ottenere un vantaggio competitivo.
  1. Le reti basate su software rappresentano senza dubbio il futuro: nel corso dell’ultimo anno, il software ha trasformato i data center e le reti in generale. Service provider e aziende sono passati all’SDN (Software-Defined Networking) e all’NFV (Network Functions Virtualization) per creare velocemente nuovi servizi, scalarli facilmente e fornirli orientati all’utente. Nel 2016 assisteremo a una crescente adozione di piattaforme di rete innovative, aperte e automatizzate basate su software, seguendo il passo di aziende e service provider che migreranno verso il New IP. La crescente implementazione dell’architettura server x86 renderà questa trasformazione ancora più veloce, sostituendo l’hardware di networking specializzato in numerosi ruoli di rete, come gli ADC (Application Delivery Controller). La virtualizzazione degli ADC (vADC) è già in corso per aiutare aziende e service provider a scalare le proprie capacità su richiesta, in base ai picchi di lavoro. Il software è un elemento sempre più centrale in questo processo di virtualizzazione.
  1. L’importanza della sicurezza diventerà imprescindibile: le organizzazioni che oggi operano in ambienti New IP devono far fronte alla crescente richiesta di applicazioni basate su cloud e alla necessità di sostenere iniziative social, mobili e Big Data. Tuttavia, gli attacchi e le violazioni in tema di sicurezza continuano a ostacolare la fornitura di servizi e a creare ulteriori difficoltà per l’affidabilità della rete e dei servizi. Grazie alle soluzioni di networking New IP, le aziende possono contare su una sicurezza più evoluta, progettata all’interno della rete sin dall’inizio e non aggiunta a infrastrutture già esistenti. La rete stessa è in grado di vigilare e monitorare i comportamenti, non limitandosi al solo accesso, per poter così identificare e prevenire velocemente attività indesiderate. I servizi di sicurezza possono essere virtualizzati, così che le organizzazioni possano garantire protezione ovunque necessaria e personalizzarla a vari livelli, in base alla posizione geografica, alla funzione, al numero di utenti o all’applicazione.
  1. DevOps avrà un ruolo fondamentale: la DevOps, o qualsiasi altra metodologia di sviluppo agile del software che combina i servizi alle richieste di business, sarà sempre più apprezzata e adottata dalle aziende e dai service provider che desiderano rimanere competitivi. Secondo IDC, entro il 2018 le aziende che adotteranno strategie di trasformazione digitale aumenteranno più del doppio la loro capacità di sviluppo software. Le società che creano e utilizzano team di sviluppo dedicati, che operano senza i vincoli imposti dalle rigide procedure di sviluppo di prodotto tradizionali, avranno un significativo vantaggio nell’innovazione orientata al cliente. Questo vantaggio riguarderà sia la velocità di sviluppo che la conoscenza e la fidelizzazione del cliente.
  1. La crescente importanza di Big Data e analytics: le organizzazioni in grado di sfruttare al meglio questa esplosione di dati sapranno cogliere l’attimo. Molte di queste saranno startup che utilizzano i Big Data per prendere decisioni strategiche basate su analytics. La grande proliferazione di dati è parallela alla crescita delle opportunità, delle competenze e della richiesta di servizi di analytics e conoscitivi in tutti i settori. La capacità di ricavare informazioni dai Big Data in tempo reale offrirà un vantaggio competitivo a qualsiasi azienda.
  1. Machine learning decollerà: l’avvento del machine learning è la vera svolta nell’elaborazione dei dati resa possibile dai Big Data. La progressiva affermazione di algoritmi in grado di apprendere e persino fare previsioni sulla base di quantità enormi di informazioni e di meta-dati generati, trasmessi e memorizzati attraverso le reti, cambierà il mondo dei data center e delle reti già nel 2016. Questo processo è già in corso, con il riconoscimento facciale e vocale che sta cambiando il mondo dell’elettronica di consumo e i servizi cloud che lo utilizzano, mentre il rilevamento delle anomalie sta rapidamente diventando una parte essenziale della sicurezza delle reti.
  1. L’ascesa delle telco con architettura virtuale: gli operatori di rete mobile faticano a stare al passo con le esigenze dei consumatori  in continua evoluzione e con le opportunità di mercato. Per questo, nel 2016 si vedranno costretti ad adottare l’SDN e l’NFV. Il rischio di restare indietro aumenta ogni giorno, mentre i carrier e i service provider che abbracceranno il cambiamento saranno i vincitori della corsa nell’ecosistema dell’Internet of Things (IoT) e del 5G entro il 2020.
  1. La carenza di conoscenza tecnica è un problema serio: i service provider e le aziende sono in competizione per inserire nei loro team i rari talenti di nuova generazione in possesso delle necessarie competenze tecniche e di scrittura dei codici. Il problema della scarsità di talento diventerà sempre più serio e le aziende dovranno riconsiderare le proprie strategie e policy di assunzione al fine di attrarre, far crescere e fidelizzare le persone più talentuose. Le qualifiche tecniche che fino ad oggi erano considerate fondamentali per poter accedere a posizioni importanti presto cambieranno di fronte a reti autosufficienti e che si programmano da sole. Sempre più spesso i ruoli fondamentali nel campo del networking avranno bisogno di capacità avanzate di analisi e scrittura dei codici che, ad oggi, sono molto rare.

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Brocade incrementa l’agilità dei data center con le novità del portfolio VCS Fabric https://www.datamanager.it/2015/03/brocade-incrementa-lagilita-dei-data-center-con-le-novita-del-portfolio-vcs-fabric/ Sat, 14 Mar 2015 14:00:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71385 Un nuovo switch garantisce la più elevata densità di porte del settore e una scalabilità incrementata, mentre un nuovo software fornisce una maggiore possibilità di scelta per iniziative SDN, di orchestrazione cloud e DevOps a supporto del New IP Brocade ha potenziato il proprio portfolio VCS fabric, progettato per incrementare l’agilità IT e supportare i […]

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Un nuovo switch garantisce la più elevata densità di porte del settore e una scalabilità incrementata, mentre un nuovo software fornisce una maggiore possibilità di scelta per iniziative SDN, di orchestrazione cloud e DevOps a supporto del New IP

Brocade ha potenziato il proprio portfolio VCS fabric, progettato per incrementare l’agilità IT e supportare i clienti nella migrazione verso il New IP. Queste soluzioni consentono la realizzazione di architetture di rete efficienti, automatizzate e scalabili, con nuove funzionalità avanzate di orchestrazione e programmabilità per fornire risorse di rete on demand.

Le innovazioni apportate nel portfolio VCS fabric comprendono Brocade VDX 6940, lo switch a fattore di forma fisso con la più alta densità del settore, progettato per architetture di data center dinamiche e scalabili. Per consentire una rapida implementazione, lo switch supporta capacità di Zero-Touch Provisioning, per essere configurato e divenire operativo in meno di un minuto. A differenza delle reti tradizionali in cui ogni switch viene gestito individualmente, Brocade VDX 6940 permette ai clienti di scalare la rete senza aggiungere complessità operative. Utilizzando le capacità di Brocade VCL Logical Chassis, i clienti possono gestire fino a 48 switch come un singolo switch logico.

L’approccio automatizzato all’installazione e alle operazioni dello switch Brocade VDX si estende oltre le capacità native VCS. I clienti possono integrare in modo trasparente un’infrastruttura di rete Brocade VDX con il resto del loro ecosistema di data center tramite il supporto di programmabilità avanzata, Software-Defined Networking (SDN) e virtualizzazione, oltre a orchestrazione cloud e integrazione DevOps. In questo modo, i clienti possono operare nei loro data center in modo ancora più olistico, accelerare l’innovazione e assicurare che le risorse di rete siano disponibili e fornite in modo automatico quando vengono implementati nuovi servizi.

“L’SDN permette all’infrastruttura di rete di fornire capacità quali il provisioning automatizzato, la gestione programmatica, il collegamento di servizi e l’integrazione con l’orchestrazione cloud, che aiuta la rete a superare quelle barriere che da lungo tempo limitavano l’agilità del business, l’efficienza IT e la produttività complessiva,” spiega Brad Casemore, research director, Data Center Networks di IDC. “Aggiungendo queste capacità SDN e di orchestrazione al proprio portfolio Ethernet fabric, Brocade supporta i clienti ad allineare meglio le architetture di rete e le operazioni con applicazioni e sviluppatori.”

“La crescita della terza piattaforma – che include cloud, mobile, social e Big Data – è in accelerazione, e le aziende stanno affrontando nuove sfide e requisiti che non possono essere soddisfatti dalle architetture di rete legacy, progettate per ambienti client-server,” spiega Jason Nolet, senior vice president di Data Center Switching, Routing, e Analytics Products Group di Brocade. “Le reti devono trasformarsi: da un ambiente statico e a silos devono diventare un’infrastruttura agile e on-demand che sia automatizzata tramite i framework di orchestrazione e la programmabilità del data center.”

“I progressi di Brocade VCS rappresentano un eccellente equilibrio tra le caratteristiche software e hardware,” spiega Zeus Kerravala, fondatore di ZK Research. “Questa combinazione è in grado di fornire le capacità indispensabili che le aziende devono possedere per realizzare una rete cloud scalabile.”

Per i clienti che desiderano realizzare questa vision, le reti devono essere automatizzate, aperte e software-driven. Gli annunci di oggi seguono questi principi guida con le innovazioni Brocade VCS fabric in due aree: miglioramenti nel portfolio VCS fabric, e integrazione dell’ecosistema aperto software-driven con altre parti dell’infrastruttura di data center.

Potenziamenti del portfolio VCS Fabric

·         Il nuovo Brocade VDX 6940 garantisce una facile scalabilità – progettato nello specifico per architetture scalabili, il nuovo Brocade VDX 6940 con fattore di forma fisso può essere  installato come switch a spina o ad albero. Inoltre, grazie all’implementazione rapida e alla semplicità operativa, il nuovo switch garantisce l’equilibrio perfetto di buffering e latenza per soddisfare gli attuali ambienti dinamici di data center, in cui devono essere gestiti modelli di traffico imprevedibili e performance applicative rigorose. L’architettura a bassa latenza, cut-through e non-blocking garantisce performance line-rate a pacchetti di ogni dimensione per sistemare i differenti modelli e profili di traffico. La tipologia di design con buffer on-chip a buffering dinamico fornisce un elevato throughput: una capacità fondamentale per ambienti come Hadoop.  Brocade VDX 6940 è disponibile in due modelli. Brocade VDX 6940-36Q offre 36 porte a 40 GbE QSFP+. Attraverso un cavo di uscita, ogni porta 40 GbE può essere suddivisa in quattro porte da 10 GbE per un totale di 144 connessioni a 10 GbE. Questo rappresenta il 40% di capacità di porta in più rispetto a ogni altro switch appartenente a questa categoria. Brocade VDX 6940-144S garantisce fino a 96 porte a 10 GbE, con 12 a 40 GbE o quattro a 100 GbE in un fattore di forma 2U.

Integrazione dell’ecosistema aperto, software-driven con gli switch Brocade VDX

·         Supporto SDN: In gennaio, Brocade ha introdotto la licenza gratuita di un anno per l’ultima release di Brocade Vyatta Controller, basato su OpenDaylight, per accelerare la migrazione dei clienti verso l’SDN. Con l’imminente uscita di Brocade Network OS (NOS) 6.0, gli switch Brocade VDX integreranno Brocade Vyatta Controller e i controller di terze parti conformi a OpenDaylight, attraverso il supporto di OpenFlow 1.3 per permettere un passaggio agile all’SDN.

·         Orchestrazione cloud: dato che le aziende migrano verso architetture basate su cloud per abilitare le Infrastrutture as a Service (IaaS), il provisioning automatizzato dello storage, del computing e degli elementi di rete diventa fondamentale per soddisfare la promessa dei servizi on-demand. Per rispondere a questa esigenza, Brocade ha rilasciato il supporto OpenStack per la famiglia di switch VDX nel 2012, e ha continuato a contribuire nella community open-source. In aprile, Brocade aggiungerà la funzionalità VCS Layer 3 alla release OpenStack Kilo. Queste nuove capacità comprendono il routing Inter VLAN, che permette a tenant su reti separate di comunicare e abilita il Layer 3 ASCL per il Firewall as a Service (FWaaS).

·         DevOps: gli strumenti DevOps si stanno estendendo oltre il server verso lo switch top-of-rack, per consentire l’automazione di rete e un’agilità maggiore nel supporto dell’evoluzione DevOps. Allineata a questo trend, Brocade supporterà lo scripting Puppet e Python all’interno della famiglia di switch VDX con la release di NOS 6.0.

·          Ampliamento dell’integrazione con VMware: Brocade continua ad ampliare la partnership strategica con VMware per espandere l’integrazione di server virtualizzati e reti virtuali basate su NSX con le infrastrutture fisiche di networking. Disponibile oggi attraverso VMware Solutions Exchange, Brocade offre un IP Analytics e Content Pack per VMware vRealize Operations per supportare la gestione operativa delle risorse fisiche e virtuali. Questo approccio garantisce maggiori funzionalità di automazione e analytics per assicurare e mantenere i livelli di servizio e il contenimento dei costi.
Inoltre, Brocade ha potenziato il Gateway VCS per NSX, abilitando l’intero fabric VCS per operare come un gateway VXLAN. Questo incrementa la resilienza e le performance del gateway, e semplifica notevolmente la gestione quando molteplici switch operano come un gateway NSX che può essere gestito come entità singola. Questa funzionalità sarà disponibile in NOS 6.0.

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Brocade introduce il primo switch storage per EMC Connectrix https://www.datamanager.it/2015/02/brocade-introduce-switch-storage-per-emc-connectrix/ Sun, 22 Feb 2015 10:00:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70027 L’ampliamento della partnership OEM con EMC garantisce reti storage dedicate che incrementano le performance, la resilienza e l’agilità per i carichi di lavoro del New IP Brocade estende la già consolidata partnership OEM con EMC Corporation, aggiungendo le soluzioni Brocade VCS Ethernet fabric alla famiglia di switch EMC Connectrix, creando il primo switch progettato per […]

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L’ampliamento della partnership OEM con EMC garantisce reti storage dedicate che incrementano le performance, la resilienza e l’agilità per i carichi di lavoro del New IP

Brocade estende la già consolidata partnership OEM con EMC Corporation, aggiungendo le soluzioni Brocade VCS Ethernet fabric alla famiglia di switch EMC Connectrix, creando il primo switch progettato per lo storage IP. Lo switch di storage IP Connectrix VDX-6740B, già disponibile, rappresenta una base resiliente, agile e semplice da implementare per i sistemi storage, cloud, di deduplica, backup e recovery di EMC.

“Le reti IP legacy non erano state concepite per le applicazioni del New IP come cloud, mobile, social e big data,” spiega Jason Nolet, senior vice president, data center switching, routing e analytics products group di Brocade. “Grazie alla nostra partnership con EMC, i clienti ora possono ottenere maggiori performance, resilienza e agilità da un rete di storage IP dedicata per la crescente criticità delle loro applicazioni basate su storage IP.”

I clienti EMC implementeranno il nuovo switch per separare il traffico di storage IP da altro traffico dati, un approccio più affidabile ed efficiente rispetto alle installazioni legacy nelle quali il traffico storage e tutte le altre tipologie di traffico condividono la stessa infrastruttura di rete.

“I carichi di lavoro di storage IP possono beneficiare di reti dedicate che garantiscono le medesime performance, prevedibilità, disponibilità e semplicità operativa che forniamo da 15 anni ai nostri clienti Fiber Channel,” spiega Jonathan Siegal, vice president, marketing, Core Technologies Division, di EMC Corporation.

Le aziende richiedono architetture di rete più flessibili e aperte che aiutino a mantenere la promessa del modello della Terza Piattaforma di IDC. “La capacità di storage IP raddoppia all’incirca ogni due anni, spostandosi verso performance più elevate e applicazioni ancora più fondamentali,” sottolinea Ashish Nadkarni, research director, Storage Systems e Software di IDC. “Per rispondere a queste nuove esigenze, le aziende devono prendere in considerazione le reti dedicate per lo storage basato su IP, come approccio ideale per allineare le proprie infrastrutture di networking alle necessità di business.”

Fabric ottimizzati per lo storage IP ora abilitati con EMC Connectrix

Connectrix VDX-6740B è uno switch di storage IP a elevate prestazioni e a bassa latenza che garantisce connettività per una vasta gamma di piattaforme storage NAS e iSCSI high-end e mid-range di EMC. Il nuovo switch ridefinisce l’agilità con maggiore automazione e semplicità, ottenuta attraverso fabric zero-touch e self-forming.

Le soluzioni Connectrix VDX sono integrate con Connectrix Manager Converged Network Edition (CMCNE), che fornisce gestione, monitoraggio e diagnostica unificati per reti storage IP e fiber channel. L’integrazione con il software EMC Storage Analytics garantisce analisi delle performance e consente ai clienti di identificare e risolvere velocemente ogni problema relativo a prestazioni e capacità.

Dettagli aggiuntivi su Connectrix VDX-6740B

• Connettività per piattaforme storage NAS e iSCSI high-end e mid-range, comprese le soluzioni EMC VMAX3, VNX, Isilon e XtremIO
• Connettività storage fabric per EMC VSPEX Proven Infrastructure cloud e l’appliance EMC VSPEX BLUE hyper-converged, per deduplica EMC Data Domain e sistemi di backup e recovery Avamar
• Load-balanced brevettato, multi-pathing per performance ed efficienza ottimali
• Buffer deep on-chip garantiscono più del doppio del throughput rispetto a ogni altro switch di questa categoria.
• Resilienza di classe storage con link failover millisecond che permette alle operazioni di I/O di continuare senza interruzioni qualora un percorso o un link abbiano avuto un problema
• Interoperabilità end-to-end testata con storage, cloud, deduplica, sistemi di backup e recovery EMC nel programma EMC E-Lab
• Garanzia hardware di tre anni, con opzioni per supporto Premium e Enhanced

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Brocade incrementa l’agilità dei data center con le novità del portfolio VCS Fabric https://www.datamanager.it/2015/02/brocade-incrementa-lagilita-dei-data-center-novita-portfolio-vcs-fabric/ Sun, 15 Feb 2015 14:00:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69634 Un nuovo switch garantisce la più elevata densità di porte del settore e una scalabilità incrementata, .mentre un nuovo software fornisce una maggiore possibilità di scelta per iniziative SDN, di orchestrazione cloud e DevOps a supporto del New IP Brocade ha potenziato il proprio portfolio VCS fabric, progettato per incrementare l’agilità IT e supportare i […]

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Un nuovo switch garantisce la più elevata densità di porte del settore e una scalabilità incrementata, .mentre un nuovo software fornisce una maggiore possibilità di scelta per iniziative SDN, di orchestrazione cloud e DevOps a supporto del New IP
Brocade ha potenziato il proprio portfolio VCS fabric, progettato per incrementare l’agilità IT e supportare i clienti nella migrazione verso il New IP. Queste soluzioni consentono la realizzazione di architetture di rete efficienti, automatizzate e scalabili, con nuove funzionalità avanzate di orchestrazione e programmabilità per fornire risorse di rete on demand.
Le innovazioni apportate nel portfolio VCS fabric comprendono Brocade VDX 6940, lo switch a fattore di forma fisso con la più alta densità del settore, progettato per architetture di data center dinamiche e scalabili. Per consentire una rapida implementazione, lo switch supporta capacità di Zero-Touch Provisioning, per essere configurato e divenire operativo in meno di un minuto. A differenza delle reti tradizionali in cui ogni switch viene gestito individualmente, Brocade VDX 6940 permette ai clienti di scalare la rete senza aggiungere complessità operative. Utilizzando le capacità di Brocade VCL Logical Chassis, i clienti possono gestire fino a 48 switch come un singolo switch logico.

L’approccio automatizzato all’installazione e alle operazioni dello switch Brocade VDX si estende oltre le capacità native VCS. I clienti possono integrare in modo trasparente un’infrastruttura di rete Brocade VDX con il resto del loro ecosistema di data center tramite il supporto di programmabilità avanzata, Software-Defined Networking (SDN) e virtualizzazione, oltre a orchestrazione cloud e integrazione DevOps. In questo modo, i clienti possono operare nei loro data center in modo ancora più olistico, accelerare l’innovazione e assicurare che le risorse di rete siano disponibili e fornite in modo automatico quando vengono implementati nuovi servizi.

“L’SDN permette all’infrastruttura di rete di fornire capacità quali il provisioning automatizzato, la gestione programmatica, il collegamento di servizi e l’integrazione con l’orchestrazione cloud, che aiuta la rete a superare quelle barriere che da lungo tempo limitavano l’agilità del business, l’efficienza IT e la produttività complessiva,” spiega Brad Casemore, research director, Data Center Networks di IDC. “Aggiungendo queste capacità SDN e di orchestrazione al proprio portfolio Ethernet fabric, Brocade supporta i clienti ad allineare meglio le architetture di rete e le operazioni con applicazioni e sviluppatori.”

“La crescita della terza piattaforma – che include cloud, mobile, social e Big Data – è in accelerazione, e le aziende stanno affrontando nuove sfide e requisiti che non possono essere soddisfatti dalle architetture di rete legacy, progettate per ambienti client-server,” spiega Jason Nolet, senior vice president di Data Center Switching, Routing, e Analytics Products Group di Brocade. “Le reti devono trasformarsi: da un ambiente statico e a silos devono diventare un’infrastruttura agile e on-demand che sia automatizzata tramite i framework di orchestrazione e la programmabilità del data center.”

“I progressi di Brocade VCS rappresentano un eccellente equilibrio tra le caratteristiche software e hardware,” spiega Zeus Kerravala, fondatore di ZK Research. “Questa combinazione è in grado di fornire le capacità indispensabili che le aziende devono possedere per realizzare una rete cloud scalabile.”

Per i clienti che desiderano realizzare questa vision, le reti devono essere automatizzate, aperte e software-driven. Gli annunci di oggi seguono questi principi guida con le innovazioni Brocade VCS fabric in due aree: miglioramenti nel portfolio VCS fabric, e integrazione dell’ecosistema aperto software-driven con altre parti dell’infrastruttura di data center.

Potenziamenti del portfolio VCS Fabric

• Il nuovo Brocade VDX 6940 garantisce una facile scalabilità – progettato nello specifico per architetture scalabili, il nuovo Brocade VDX 6940 con fattore di forma fisso può essere installato come switch a spina o ad albero. Inoltre, grazie all’implementazione rapida e alla semplicità operativa, il nuovo switch garantisce l’equilibrio perfetto di buffering e latenza per soddisfare gli attuali ambienti dinamici di data center, in cui devono essere gestiti modelli di traffico imprevedibili e performance applicative rigorose. L’architettura a bassa latenza, cut-through e non-blocking garantisce performance line-rate a pacchetti di ogni dimensione per sistemare i differenti modelli e profili di traffico. La tipologia di design con buffer on-chip a buffering dinamico fornisce un elevato throughput: una capacità fondamentale per ambienti come Hadoop. Brocade VDX 6940 è disponibile in due modelli. Brocade VDX 6940-36Q offre 36 porte a 40 GbE QSFP+. Attraverso un cavo di uscita, ogni porta 40 GbE può essere suddivisa in quattro porte da 10 GbE per un totale di 144 connessioni a 10 GbE. Questo rappresenta il 40% di capacità di porta in più rispetto a ogni altro switch appartenente a questa categoria. Brocade VDX 6940-144S garantisce fino a 96 porte a 10 GbE, con 12 a 40 GbE o quattro a 100 GbE in un fattore di forma 2U.

Integrazione dell’ecosistema aperto, software-driven con gli switch Brocade VDX

• Supporto SDN: In gennaio, Brocade ha introdotto la licenza gratuita di un anno per l’ultima release di Brocade Vyatta® Controller, basato su OpenDaylight, per accelerare la migrazione dei clienti verso l’SDN. Con l’imminente uscita di Brocade Network OS (NOS) 6.0, gli switch Brocade VDX integreranno Brocade Vyatta Controller e i controller di terze parti conformi a OpenDaylight, attraverso il supporto di OpenFlow 1.3 per permettere un passaggio agile all’SDN.

• Orchestrazione cloud: dato che le aziende migrano verso architetture basate su cloud per abilitare le Infrastrutture as a Service (IaaS), il provisioning automatizzato dello storage, del computing e degli elementi di rete diventa fondamentale per soddisfare la promessa dei servizi on-demand. Per rispondere a questa esigenza, Brocade ha rilasciato il supporto OpenStack per la famiglia di switch VDX nel 2012, e ha continuato a contribuire nella community open-source. In aprile, Brocade aggiungerà la funzionalità VCS Layer 3 alla release OpenStack Kilo. Queste nuove capacità comprendono il routing Inter VLAN, che permette a tenant su reti separate di comunicare e abilita il Layer 3 ASCL per il Firewall as a Service (FWaaS).

• DevOps: gli strumenti DevOps si stanno estendendo oltre il server verso lo switch top-of-rack, per consentire l’automazione di rete e un’agilità maggiore nel supporto dell’evoluzione DevOps. Allineata a questo trend, Brocade supporterà lo scripting Puppet e Python all’interno della famiglia di switch VDX con la release di NOS 6.0.

• Ampliamento dell’integrazione con VMware: Brocade continua ad ampliare la partnership strategica con VMware per espandere l’integrazione di server virtualizzati e reti virtuali basate su NSX con le infrastrutture fisiche di networking.

Disponibile oggi attraverso VMware Solutions Exchange, Brocade offre un IP Analytics e Content Pack per VMware vRealize Operations per supportare la gestione operativa delle risorse fisiche e virtuali. Questo approccio garantisce maggiori funzionalità di automazione e analytics per assicurare e mantenere i livelli di servizio e il contenimento dei costi.
Inoltre, Brocade ha potenziato il Gateway VCS per NSX, abilitando l’intero fabric VCS per operare come un gateway VXLAN. Questo incrementa la resilienza e le performance del gateway, e semplifica notevolmente la gestione quando molteplici switch operano come un gateway NSX che può essere gestito come entità singola. Questa funzionalità sarà disponibile in NOS 6.0.

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Il canale EMEA anticipa il cambiamento verso il Software-Defined Networking https://www.datamanager.it/2014/12/canale-emea-anticipa-cambiamento-verso-software-defined-networking/ Wed, 31 Dec 2014 14:00:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66959 L’indagine svolta da Brocade dimostra come la complessità e la disponibilità di banda siano le prime sfide che i clienti devono affrontare, mentre la virtualizzazione è il trend principale Dalla nuova ricerca effettuata da Brocade, più della metà degli oltre 230 partner e system integrator coinvolti in EMEA ritiene che il Software-Defined Networking (SDN) e […]

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L’indagine svolta da Brocade dimostra come la complessità e la disponibilità di banda siano le prime sfide che i clienti devono affrontare, mentre la virtualizzazione è il trend principale

Dalla nuova ricerca effettuata da Brocade, più della metà degli oltre 230 partner e system integrator coinvolti in EMEA ritiene che il Software-Defined Networking (SDN) e la Network Functions Virtualization (NFV) saranno trend significativi nei prossimi due anni. L’indagine ha rilevato che il 54% degli intervistati si aspetta che SDN e NFV diventino significativi nei prossimi 24 mesi. Il 18% sta già implementando tecnologie SDN e NFV, e il 62% sta già valutando soluzioni SDN e NFV o sta pianificando di farlo nel prossimo anno.

La ricerca, che ha coinvolto più di 230 distributori e rivenditori per Brocade in Europa, Middle East e Africa, ha approfondito i temi che rappresenteranno una priorità per i loro clienti nel 2015. Tra i primi tre si rilevano la virtualizzazione (72%), il Bring Your Own Device (43%) e l’SDN (30%). Le sfide più impegnative per i clienti saranno la complessità (46%) e il provisioning di banda (46%), sottintendendo che il 2015 continuerà a fornire opportunità per quei partner in grado di aiutare le aziende a semplificare le infrastrutture IT, incrementando la connettività.

Il report esamina anche le principali motivazioni che influenzano la scelta di uno specifico vendor da parte dei partner. La differenziazione tecnologica (67%) e la vision e strategia del vendor (42%) sono ai primi posti per gli intervistati, confermando che il canale resta focalizzato su quei fornitori in grado di garantire innovazione a lungo termine.

Marcus Jewell, Vice President EMEA di Brocade, spiega “Da questa ricerca è chiaro come i nostri partner di canale stiano guardando al futuro e si stiano focalizzando sulle soluzioni tecnologiche necessarie ai loro clienti nei prossimi anni, in particolare SDN e NFV. Con le priorità dei clienti legate a virtualizzazione e BYOD, è naturale che la complessità e la disponibilità di banda siano le principali sfide. Questi risultati sono di supporto a ciò a cui stiamo assistendo all’interno dei nostri programmi di canale. Ad esempio, nel 2014, la metà delle vendite totali del vRouter Brocade Vyatta è avvenuta tramite canale, dimostrando che i partner stanno già preparando i propri clienti a virtualizzare le reti con la tecnologia e il supporto più adeguati.”

“Nel 2015, Brocade continuerà a focalizzarsi sul supporto ai partner EMEA per garantire esperienze ancora più a valore per i loro clienti sulle reti esistenti e li aiuterà a gestire la transizione verso il New IP,” prosegue Jewell. “Per assicurare soluzioni cloud e on-premise, seguendo i forti investimenti in software di carrier, service provider e altri operatori, forniremo ai partner le basi per supportare il crescente interesse per SDN e NFV.”

I principali risultati in EMEA

· SDN e NFV sono già trend significativi nell’industria. Il 18% delle aziende intervistate sta implementando l’SDN, il 33% ne sta valutando ora l’adozione e il 29% pensa di farlo nei prossimi 12 mesi. Solo il 18% non prevede di prendere in considerazione l’SDN o l’NFV.

· Virtualizzazione e BYOD saranno le principali priorità dei clienti. La virtualizzazione (72%) e il BYOD (43%) sono stati indicati come i principali trend per i clienti in EMEA, seguiti da SDN/NFV al terzo posto (30%). Il 53% dei partner ritiene che oltre il 75% dei data center dei clienti verranno virtualizzati nei prossimi due anni.

· I partner EMEA sono attenti all’innovazione e alle strategie dei vendor. La differenziazione tecnologica è indicata come l’elemento più importante nella scelta di un vendor (67%), seguono la vision e la strategia (42%) insieme con le necessità dei clienti (39%).

· Il canale EMEA darà priorità alla crescita nel 2015. Il 64% delle aziende intervistate ha affermato che la propria crescita è una priorità, seguita dall’aggiornamento e dall’ampliamento delle competenze tecniche (38%) e dall’espansione verso nuovi mercati verticali (32%).

· Continuano le preoccupazioni riguardanti la complessità. Gli intervistati in EMEA hanno indicato che la complessità e la banda (entrambe al 46%) sono le sfide più impegnative legate ai requisiti di networking, seguite dagli investimenti CapEX in IT (33%).

 

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Telefónica e Brocade: nuovi benchmark per implementazioni e performance NFV nei test di laboratorio https://www.datamanager.it/2014/09/telefonica-brocade-benchmark-per-implementazioni-performance-nfv-test-laboratorio/ Sun, 14 Sep 2014 13:00:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60668 Il vRouter Brocade Vyatta 5600 aggiunge nuove funzionalità per accelerare l’adozione della Network Functions Virtualization Telefónica e Brocade hanno collaborato per stabilire nuovi benchmark per l’installazione e le performance delle soluzioni di Network Functions Virtualization (NFV). I significativi risultati ottenuti dai test hanno fornito la dimostrazione che cambierà in modo fondamentale il livello di performance […]

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Il vRouter Brocade Vyatta 5600 aggiunge nuove funzionalità per accelerare l’adozione della Network Functions Virtualization

Telefónica e Brocade hanno collaborato per stabilire nuovi benchmark per l’installazione e le performance delle soluzioni di Network Functions Virtualization (NFV). I significativi risultati ottenuti dai test hanno fornito la dimostrazione che cambierà in modo fondamentale il livello di performance che i service provider potranno aspettarsi da un’infrastruttura di networking virtualizzata basata su software. Stabilire benchmark per l’NFV nasce dagli sforzi congiunti delle due aziende impegnate all’interno dell’NFV Reference Lab di Telefónica.

“La promessa dell’NFV consiste nella creazione di un servizio rapido e nella scalabilità altamente elastica. La virtualizzazione è da sempre importante per ottenere questa agilità, ma è anche un limitatore delle performance richieste per la scalabilità,” spiega Enrique Algaba, Network Innovation e Virtualization Director di Telefónica.

Nei test effettuati da Telefónica, il vRouter Brocade Vyatta 5600 ha raggiunto 80 Gbps su un server Commercial Off-the-Shelf (COTS) basato su Intel x86. Installato in un ambiente Red Hat KVM, Brocade Vyatta 5600 è stato implementato in una singola virtual machine (VM) e ha supportato tutte le porte disponibili sul server a velocità di linea.

“In meno di due ore, abbiamo installato il vRouter Brocade Vyatta 5600 da una chiavetta e completato i test di performance nel nostro NFV Reference Lab. Questi risultati ci hanno consentito, in qualità di operatori di rete, di modificare in modo significativo la nostra prospettiva relativa a ciò che sia possibile ottenere con il networking basato su software per accelerare l’adozione e l’implementazione di queste rivoluzionarie tecnologie,” sottolinea Francisco-Javier Ramón, Responsabile di Telefónica NFV Reference Lab.

Il vRouter Brocade Vyatta 5600, oltre alla tecnologia Brocade vPlane, usufruisce anche dei server Intel Xeon basati su processori e di Intel Data Plane Development Kit per raggiungere le performance richieste dai più grandi service e telco provider.

“Intel è impegnata ad applicare la Legge di Moore nel networking e consentire un ampio ecosistema SDN/NFV basato su soluzioni open source e standard,” spiega John Healy, General Manager di Intel Software Defined Networking Division. “Il vRouter Brocade Vyatta 5600 è un ottimo esempio di performance e innovazione sviluppato sull’Architettura Intel e Intel Data Plane Development Kit. Siamo soddisfatti di collaborare con aziende del calibro di Brocade per incrementare le performance del networking virtuale e arricchire il mercato NFV con soluzioni competitive.”

Rilasciato all’inizio del 2014, il vRouter Brocade Vyatta 5600 è la prima soluzione NFV progettata per rispondere alle esigenze dei più grandi service provider di tutto il mondo. Con funzionalità di routing, firewall e VPN, è un componente fondamentale del Network Service Layer di Brocade Vyatta Platform.

“vRouter Brocade Vyatta 5600 ha eliminato le barriere legate alle performance nell’adozione dell’NFV e la nostra attenzione è focalizzata ora sull’espansione delle sue capacità per un utilizzo allargato attraverso la rete dei service provider,” spiega Kelly Herrell, VP e GM Software Networking di Brocade. “Continuiamo ad accelerare il nostro significativo investimento in software moderno per apportare novità tecnologiche di valore in una già ampia gamma di capacità di networking.”

In aggiunta all’impegno di Brocade nell’NFV e all’accelerazione della sua diffusione all’interno delle reti carrier, un prossimo aggiornamento del vRouter Brocade Vyatta 5600 farà avanzare ulteriormente le capacità della soluzione NFV. Tra le nuove caratteristiche vi sono:

· Layer 3 MPLS

· Layer 2 Tunneling Protocol Version 3 (L2TPv3)

· Miglioramenti dell’alta disponibilità a supporto dell’IPv6

· Integrazione con OpenDaylight attraverso NETCONF/YANG

“Con queste capacità, il vRouter Brocade Vyatta 5600 è in grado di estendersi e diventare il provider edge per le reti carrier,” spiega Herrell. “Questi miglioramenti consentiranno ai service provider di implementare l’NFV presso i clienti esistenti e quelli nuovi in modo più veloce ed efficiente.”

L’aggiornamento è previsto per l’inizio del 2015. Una licenza separata sarà richiesta per la funzionalità MPLS. Altre funzionalità di routing unicast saranno fornite come update software standard.

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Data center: l’evoluzione senza sosta https://www.datamanager.it/2014/09/data-center-levoluzione-sosta/ Tue, 09 Sep 2014 12:40:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60391 Alla scoperta del nuovo volto del data center, che costituisce ormai un vero e proprio insieme di tecnologie abilitanti a supporto del business, sempre più governato dalla componente software, nel nuovo paradigma SDDC Nel mondo ICT non è un mistero per nessuno che il data center, così come lo conoscevamo, di fatto non esiste più. […]

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Alla scoperta del nuovo volto del data center, che costituisce ormai un vero e proprio insieme di tecnologie abilitanti a supporto del business, sempre più governato dalla componente software, nel nuovo paradigma SDDC

Nel mondo ICT non è un mistero per nessuno che il data center, così come lo conoscevamo, di fatto non esiste più. Anzi, pur continuando a usare per comodità l’espressione “data center”, ormai ci si riferisce all’insieme che costituisce oggi l’infrastruttura IT abilitante dell’azienda e del suo business. E che non è più il semplice “centro dati”, ma un insieme di tecnologie, come server, networking, storage e cloud, che permettono ai responsabili IT di fornire un servizio ai loro clienti in azienda, il più rapido e tempestivo possibile per sostenere al meglio l’operatività e la reattività del business. Il percorso che ha portato a questa trasformazione è stato lungo, in un cammino in cui, nel corso degli ultimi anni, l’innovazione tecnologica ha perseguito obiettivi di razionalizzazione di tutte le risorse che rappresentano le fondamenta del data center. Dopo aver visto il consolidamento dei server e la virtualizzazione sempre più spinta, paradigmi che hanno portato a indubbi vantaggi in termini di efficienza, agilità e risparmi nei costi, è ora la volta di nuovi paradigmi. Per esempio, si sta registrando da una parte l’unificazione delle componenti server e storage, attraverso un fabric convergente in grado di assicurare una ottimizzazione del network, e dall’altra parte sta emergendo la rivisitazione della logica “one-server one-application” attraverso la distribuzione dinamica dei carichi di lavoro su insiemi di Cpu virtualizzate. Non va poi dimenticato il crescente utilizzo di processori ad alta efficienza energetica, in ottica di green data center, in grado di assicurare una riduzione tangibile della potenza assorbita. Quest’ultimo obiettivo si può perseguire anche con sistemi di condizionamento e raffreddamento intelligenti, in grado di massimizzare il consumo energetico. Ma soprattutto, anche per il data center sta suonando la campana del “software defined”, il nuovo mantra a cui sembra proprio che ultimamente non possano sottrarsi tutte le infrastrutture IT. Ecco perché oggi si parla sempre più di SDDC, ossia “software defined data center”, in cui anche questa infrastruttura è sempre più governata dal software, per avere la massima elasticità e reattività in base alle diverse esigenze del momento.

Terza Piattaforma

Ma quali sono i fenomeni alla base di questa trasformazione? Secondo gli analisti di IDC, alla base di tutto c’è ancora una volta il concetto di Terza Piattaforma, come la società definisce gli ormai notissimi quattro elementi principali che stanno cambiando il modo in cui l’IT viene utilizzata sul lavoro: le nuove modalità di collaborazione aziendale passano da servizi cloud, social business, dispositivi mobili e analisi dei big data. Tutto ciò, secondo IDC, «richiede cambiamenti radicali nella sottostante infrastruttura IT. Le analisi vengono realizzate in tempo reale, i dati arrivano dal cloud e sono utilizzati su dispositivi molto diversi tra loro, la comunicazione si concretizza sulle piattaforme sociali: tutto questo mette a dura prova l’infrastruttura IT, che deve offrire prestazioni adeguate e allo stesso tempo ridurre i costi operativi per liberare risorse da impiegare nello sviluppo di nuove applicazioni, anche mobili». In questo scenario, proseguono gli analisti di IDC, «l’inarrestabile espansione della Terza Piattaforma sta trasformando non solo l’infrastruttura IT aziendale, ma anche i processi di acquisto e di gestione delle sue componenti tecnologiche e applicative. In Italia, come nel resto del mondo, molte divisioni IT aziendali stanno iniziando ad affrontare una delicata fase di evoluzione dal modello organizzativo centralizzato a quello ibrido o federato per ridefinire il ruolo della tecnologia nei processi di business e condividere con le diverse linee di business gli obiettivi e i budget per l’innovazione tecnologica». È in questo quadro che la trasformazione della gestione dell’infrastruttura IT in un’ottica di fornitore di servizi flessibile e cost effective, anche per quanto riguarda l’efficienza energetica, può rendere l’IT in grado di supportare il business nel raggiungimento dei propri obiettivi, migliorando produttività e agilità degli utenti. Tra l’altro, fa notare IDC, è solo in questo modo che l’IT sarà in grado di intercettare quella parte di spesa IT che esula dal proprio budget e che viene effettuata, con sempre maggiore incidenza, direttamente dalle line of business (LOB), in quella tendenza “centrifuga” che ormai non è più un fenomeno recente, come dimostra anche il caso del BYOD. E un data center sempre più evoluto costituisce un sicuro viatico per affrontare i cambiamenti. Lo conferma Fabio Rizzotto, senior research & consulting director di IDC Italia, spiegando che «la trasformazione insita nella Terza Piattaforma genera inevitabilmente una nuova IT, in grado non solo di portare vantaggi nella gestione dell’IT, ma anche e soprattutto di rinnovare processi, procedure e modelli di business, che consentono di cogliere ogni opportunità di crescita, a condizione però che evolva anche il rapporto tra IT e LOB: da semplici colleghi a partner».

Traffico in crescita

Nella spinta alla trasformazione dei data center non operano solo le esigenze di business, cioè quelle più strettamente legate all’azienda in sé, in quanto un ruolo determinante è svolto anche dall’evoluzione dell’IT nel suo complesso, con il cloud in prima fila. Infatti, secondo la terza edizione dell’annuale Cisco Global Cloud Index, che si riferisce al periodo 2012-2017, il traffico cloud globale rappresenta la componente del traffico di data center a maggiore crescita, con un aumento previsto di 4,5 volte, al tasso composto annuale (CAGR) del 35%, passando da 1,2 zettabyte di traffico annuale nel 2012 a 5,3 zettabyte entro il 2017. In generale, il traffico data center globale crescerà di tre volte e raggiungerà un totale di 7,7 zettabyte annui entro il 2017, dove un zettabyte equivale a un miliardo di terabyte.

È interessante notare che quasi un quinto del traffico di data center (per l’esattezza il 17%) sarà dovuto agli utenti finali che accedono al cloud per la navigazione web, la collaboration, il video streaming e i dispositivi connessi. Quanto al restante traffico di data center, sarà generato dai carichi di lavoro di data center e del cloud computing. Sempre nel periodo considerato, cioè il quinquennio 2012-2017, il 7% del traffico si originerà tra i data center, principalmente per la replica dei dati e gli aggiornamenti software e di sistema, mentre un ulteriore 76% del traffico di data center risiederà all’interno del data center stesso, e sarà in gran parte generato dai dati di storage, di produzione e sviluppo in ambiente virtualizzato. Insomma, a fronte di questa tendenza, nel corso dei prossimi cinque anni, assisteremo a un elevato aumento della quantità di traffico cloud sia all’interno sia al di fuori del data center.

L’importanza delle reti

Che quello del traffico sia un aspetto da non sottovalutare lo ha evidenziato anche una ricerca commissionata da Brocade e realizzata a metà 2013 dalla società di ricerca Vanson Bourne coinvolgendo mille e 750 decision maker IT. Dalla ricerca è emerso che sono ancora molte le aziende che fanno affidamento su infrastrutture di data center obsolete, con un impatto significativo sulla produttività e sull’esperienza utente. Più in dettaglio, nonostante i tre quarti delle aziende abbiano aggiornato il proprio ambiente IT negli ultimi tre anni, quasi la totalità degli interpellati (per l’esattezza il 91%) afferma che la propria infrastruttura IT ha bisogno di ulteriori upgrade sostanziali per rispondere alle specifiche esigenze di networking, che sono in continua evoluzione in base alle necessità imposte da fenomeni quali virtualizzazione e cloud computing. L’aumento del traffico di data center fa sì che il 61% degli intervistati dichiari che le reti aziendali non sono adatte per gli obiettivi previsti, con un buon 41% che ammette come il downtime di rete abbia avuto risvolti negativi sul business, derivanti da guadagni persi o da SLA non mantenuti, oltre che dalla perdita di fiducia da parte dei clienti.

Ma non tutto è perduto: fortunatamente, molte aziende hanno in corso progetti per realizzare ambienti di rete sempre più scalabili, con il 18% che utilizza già reti basate su fabric e il 51% che sta pianificando di implementare ethernet fabric a breve. Inoltre, molti stanno guardando al software defined networking per incrementare la produttività, fornire un accesso migliore alle informazioni in tempo reale e aumentare la disponibilità e la garanzia di servizio. Non a caso, oltre due terzi degli intervistati hanno dichiarato di accogliere con favore una tipologia di data center on-demand. Questo tipo di infrastruttura combina elementi di networking fisici e virtuali che possono fare il provisioning delle capacità (computing, rete, storage e servizi) richieste per fornire applicazioni fondamentali più velocemente e facilmente rispetto alle reti legacy. Questo approccio è considerato una strategia migliore per rispondere alle sfide di provisioning di nuove applicazioni, servizi e dispositivi per soddisfare i requisiti di business e spianare la strada verso il software defined networking.

Se ci pensa il software

Quest’ultimo, nella trasformazione in atto, opera in parallelo con il paradigma del software defined data center, che riscuote un crescente interesse in quanto si tratta di un modello che estende i noti concetti alla base della virtualizzazione, cioè l’astrazione dalle tecnologie sottostanti, l’unione in pool e l’automazione, a tutte le risorse e ai servizi del data center. In virtù di questo, l’ambiente Sddc è in grado di semplificare e accelerare notevolmente i processi iniziali di provisioning e soprattutto la gestione ordinaria delle risorse virtualizzate di networking, storage e computing, grazie a procedure di automazione basate su policy. Ormai in pratica, tutti i vendor hanno capito che per andare realmente incontro alle esigenze degli utilizzatori IT è sempre più indispensabile definire una modalità di fruizione dell’IT che sia totalmente aperta e che soprattutto permetta di disaccoppiare il livello applicativo dal livello elaborativo e da quello di connessione, in modo da ottenere sia una ulteriore ottimizzazione delle infrastrutture sia una risposta rapida alle specifiche esigenze dettate dagli ambienti cloud ibridi o pubblici. In questo senso, il successo del paradigma Sddc nasce anche dal fatto che buona parte dei suoi componenti sono quelli noti, come macchine virtuali, storage virtualizzato, strumenti di composizione dei servizi e portali di self-service, con la parte di gestione della rete in primo piano nell’ottica del cambiamento.

Software defined

Anche lo storage

C’è un’altra componente fondamentale che va a realizzare il software defined data center, ed è costituita dalla più recente tendenza che sta mutando il volto dello storage, quella del software defined storage (SDS). Nella definizione di IDC (“Worldwide Software-Defined Storage Taxonomy 2014”, del marzo 2014), il software defined storage è costituito da piattaforme che offrono una gamma completa di servizi di storage attraverso uno stack software che utilizza (ma da cui non è dipendente) hardware comune realizzato con componenti standard. Le caratteristiche fondamentali di una soluzione di software defined storage sono: non deve richiedere alcun componente hardware proprietario; deve poter funzionare su più istanze hardware (virtuali e fisiche), e infine deve essere un sistema a sé stante o comunque autonomo. Sempre IDC prevede che il mercato del software defined storage assurgerà a meccanismo per la progettazione, il delivery e l’utilizzo di dati. Più in dettaglio, «il mercato del file-based e dell’object-based storage raggiungerà un valore di 34 miliardi di dollari nel 2016, e più di due terzi di questo mercato saranno da ricondurre alle piattaforme di software defined storage» – sottolinea Sergio Patano, IT research & consulting manager di IDC Italia. «Anche perché – prosegue Patano – gli end user prenderanno sempre più in considerazione il software defined storage come soluzione per l’archiviazione dei dati, in particolar modo quando il volume di dati diventerà sempre più grande. Questo comporterà anche una notevole evoluzione all’interno del data center del futuro, che diventerà sempre più un’infrastruttura di tipo service based, nella quale le risorse hardware e software saranno fornite all’end user da una varietà di location, locali o remote, senza modificare minimamente l’interfaccia di dialogo dai dispositivi di accesso». Non a caso, nella recente indagine “European Storage Survey 2014” di IDC, il 16 per cento degli intervistati ha dichiarato di avere già implementato una soluzione software defined storage, mentre il 36 per cento sta valutando le opzioni SDS e un ulteriore 29 per cento è interessato a saperne di più.

Offerta variegata

Tornando ai data center, risulta quindi evidente come ci si trovi di fronte, per riprendere il concetto espresso in apertura, a un nuovo paradigma di data center, identificato come un insieme di tecnologie, come server, networking, storage e cloud, che permettono ai responsabili IT di fornire un servizio ai loro clienti in azienda, il più rapido e tempestivo possibile per sostenere al meglio l’operatività e la reattività del business. Il supporto ai clienti interni aziendali viene prestato dal data center sotto forma di applicazioni, realizzate e fornite in tempi rapidi in coerenza con le esigenze di business. Inoltre, come abbiamo visto, il nuovo data center è sempre più definito via software, ma soprattutto è fin da subito predisposto per essere inserito in un contesto di cloud ibrido, alla luce del crescente successo dei servizi acquisiti in modalità infrastructure as a service (IaaS). Questi ultimi, oltre a essere spesso vantaggiosi economicamente, sono disponibili rapidamente e scalabili, e risultano di notevole utilità qualora si debba fare fronte a forti richieste da parte delle applicazioni.

Coerentemente con questa trasformazione, l’offerta dei vendor vede la proposta di infrastrutture che, partendo dalla base hardware comune costituita dai blade server, prevedono anche soluzioni diversificate con caratteristiche di modularità e componibilità, che permettono ad esempio di gestire in maniera unificata infrastrutture realizzate assemblando blade server unitamente a moduli rack di tipo standard, offrendo l’indubbio vantaggio di poter reimpiegare componenti preesistenti e di poter scalare aggiungendo ulteriori risorse. Queste funzionalità sono oggi facilitate dalla presenza sul mercato di server “industry standard” e di connettività altrettanto standard, sia ethernet, FCoE o Fiber Channel tout court. Ma non bisogna pensare che l’offerta sia costituita solo da sistemi adatti a ogni utilizzo come i classici server blade modulari: al contrario, negli ultimi tempi si è assistito al fiorire di numerose proposte che riuniscono le diverse funzioni, a partire dalle cosiddette infrastrutture convergenti che uniscono server e storage, con numerosi esempi da parte di tutti i principali vendor, come le offerte IBM PureSystem, quelle di Dell con Active System, la converged infrastructure di HP con la linea BladeSystem con tecnologia Virtual Connect e infine la soluzione vShape di Fujitsu che combina i propri server Primergy con i sistemi di storage NetApp, gli switch Brocade e il software VMware per la virtualizzazione. C’è anche un’offerta che combina ulteriori elementi, integrando in una sola istanza sia le risorse infrastrutturali sia le logiche applicative, come è il caso delle proposte IBM PureApplication e Oracle Exalogic.

Un decennio avanti

Infine, a portare il discorso su un orizzonte temporale più ampio, da qui al 2025, ci pensa Emerson Network Power, che in un report pubblicato nel maggio 2014 prevede importanti cambiamenti nell’ecosistema del data center, soprattutto in ordine al livello di densità, all’adozione sempre più massiccia del cloud computing e all’uso dell’energia solare. Nel rapporto previsionale “Data Center 2025: exploring possibilities” (visualizzabile nella sua interezza all’indirizzo www.emersonnetworkpower.eu/DataCenter2025), la società ha sintetizzato quattro mesi di ricerche internazionali volte a identificare la visione del settore del data center nel 2025, dalla quale emerge ancora una volta che la maggior parte degli esperti ritiene che il data center, così come lo conosciamo oggi, sarà interessato nel prossimo decennio da importanti cambiamenti. Gli oltre 800 professionisti del data center provenienti da ogni parte del mondo che hanno risposto al sondaggio hanno per esempio indicato che nel 2025 la densità arriverà in media a 52 kW per rack. Alla luce di questo, sono previsti notevoli cambiamenti nelle modalità per fornire energia elettrica ai data center: al primo posto, in modo particolare preferita dai professionisti italiani, ci sarà l’energia solare, seguita da un mix quasi uguale di nucleare, gas naturale ed energia eolica. Il 65 per cento degli intervistati ritiene probabile che le strutture molto grandi saranno alimentate da sistemi di generazione autonoma di energia. Da notare anche che i tassi di utilizzo delle risorse di computing saranno superiori, in quanto il 72 per cento degli esperti prevede che nel 2025 i tassi di utilizzo delle risorse IT saranno almeno del 60 per cento, mentre la proiezione media è del 70 per cento: si tratta di un dato interessantissimo, se confrontato con le medie che attualmente sono appena del 6-12 per cento, con le best practice che si attestano tra il 30 e il 50 per cento di utilizzo. Insomma, l’evoluzione in atto nei data center riserverà ancora molte sorprese.

 

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Brocade nomina Curt Beckmann Chief Technology Officer per l’area EMEA https://www.datamanager.it/news/brocade-nomina-curt-beckmann-chief-technology-officer-l-area-emea-57475.html Sun, 22 Jun 2014 07:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/brocade-nomina-curt-beckmann-chief-technology-officer-per-larea-emea/ Brocade arricchisce il proprio know how tecnologico globale con la nomina di Curt Beckmann a Chief Technology Officer (CTO) per l’area EMEA In precedenza Principal Architect, questa nuova carica vede Beckmann responsabile della strategia tecnologica e della roadmap dei prodotti nella regione di riferimento, e dell’allineamento delle iniziative tecnologiche e della loro esecuzione alle necessità […]

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Brocade arricchisce il proprio know how tecnologico globale con la nomina di Curt Beckmann a Chief Technology Officer (CTO) per l’area EMEA

In precedenza Principal Architect, questa nuova carica vede Beckmann responsabile della strategia tecnologica e della roadmap dei prodotti nella regione di riferimento, e dell’allineamento delle iniziative tecnologiche e della loro esecuzione alle necessità dei clienti.

Beckmann, con circa 20 anni di esperienza nel networking, proseguirà anche la sua attività all’interno di Open Networking Foundation, nella quale ricopre la carica di presidente di Forwarding Abstractions Working Group. In questo ruolo, opera a stretto contatto con i massimi esperti di Software-Defined Networking (SDN) e dello Standard OpenFlow per il progresso dei concetti, dei contesti, delle architetture e degli standard dell’SDN.

Beckmann ha fatto il suo ingresso nel networking come hardware architect in Bay Networks (in seguito Nortel Networks) nel 1995, sviluppando chipset personalizzati per lo switching Ethernet e per i primi switch gigabit Layer 3. Si è occupato poi della gestione e dell’architettura della virtualizzazione storage Fiber Channel e dei progetti system-on-a-chip ASIC di conversione del protocollo iSCSI/FCIP in qualità di membro del team fondatore di Rhapsody Networks, acquisita da Brocade nel 2003. Ha trascorso alcuni anni nel product management prima di tornare all’engineering, segmento nel quale si è focalizzato sul potenziamento dello Standard OpenFlow per accelerare l’adozione hardware di nuove funzionalità.

“Alcuni clienti in EMEA stanno già ponendo le basi per implementazioni SDN nei loro data center, per permettere crescita e innovazione del business,” spiega Marcus Jewell, vice president EMEA di Brocade. “Curt Beckmann è un veterano dell’industria che desidera supportare clienti e partner a comprendere come trasformare le proprie reti esistenti. Siamo lieti di accoglierlo nel team EMEA.”

Secondo Gartner, le spese EMEA in infrastruttura nel 2014 saranno guidate dagli sforzi di modernizzazione del data center e da nuovi progetti nel data center intrapresi da aziende sia locali che internazionali (Gartner Forecast Alert: IT Spending, Worldwide, 1Q14 Update, Marzo 2014).

In risposta alle richieste di questi clienti, le aree chiave di focus dell’attività di Beckmann saranno la Network Functions Virtualization (NFV) e il Software-Defined Networking.

“Brocade è in una posizione unica per cogliere questi cambiamenti storici del settore e le opportunità nel software networking, grazie al forte supporto di standard aperti e alle consolidate competenze negli Ethernet fabric,” commenta Curt Beckmann. “Sono entusiasta di entrare a far parte del team EMEA in un momento così importante, per poter supportare i clienti e i partner locali a ottenere i benefici offerti da questo nuovo paradigma di rete. L’approccio di Brocade aiuterà le aziende e i service provider a semplificare la transizione di rete per raggiungere nuovi livelli di trasformazione del business.”

Beckmann opererà da Parigi e riporterà direttamente a Marcus Jewell, vice president EMEA di Brocade.

 

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