BSA – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:35:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png BSA – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 BSA: triplicati i costi affrontati dalle aziende sorprese a utilizzare software illegale https://www.datamanager.it/news/bsa-triplicati-i-costi-affrontati-dalle-aziende-sorprese-utilizzare-software-illegale.html Thu, 24 Apr 2014 08:33:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/bsa-triplicati-i-costi-affrontati-dalle-aziende-sorprese-a-utilizzare-software-illegale/ The Software Alliance ha pubblicato il trend sull’impiego di software illegale, dal 2009 ad oggi. In Italia, nell’ultimo anno, l’importo pagato dalle aziende interessate ha superato il mezzo milione di euro, tra risarcimenti alle case produttrici di software e acquisto di software originali. Migliora la situazione nella regione EMEA, dimezzate le azioni legali Secondo l’ultima […]

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The Software Alliance ha pubblicato il trend sull’impiego di software illegale, dal 2009 ad oggi. In Italia, nell’ultimo anno, l’importo pagato dalle aziende interessate ha superato il mezzo milione di euro, tra risarcimenti alle case produttrici di software e acquisto di software originali. Migliora la situazione nella regione EMEA, dimezzate le azioni legali

Secondo l’ultima rilevazione di BSA | The Software Alliance, è triplicato il prezzo pagato dalle imprese italiane sorprese a utilizzare software illegale: la somma dei costi sostenuti in ambito extra-giudiziale e di quelli per ripristinare prodotti originali è tre volte e mezzo il dato registrato nel 2009. Sebbene le segnalazioni siano calate rispetto al 2009 (-29%), il valore delle transazioni extra-giudiziali dei risarcimenti alle aziende produttrici di software è aumentato, circa 388 mila euro nel 2013, una cifra considerevole se paragonata al 2009 (+205%) e al trend registrato nell’intera regione EMEA (+119%).

Al valore dei risarcimenti si aggiunge il prezzo pagato dalle imprese per acquistare prodotti originali in sostituzione di quelli installati illegalmente. In Italia, nel 2013, l’importo totale è di 186 mila euro circa, quasi sei volte il valore raggiunto nel 2009. Mentre il costo complessivo pagato dalle imprese della regione EMEA, nel quinquennio, è di 4 milioni e 256 mila euro circa.

Il numero delle segnalazioni a BSA sull’utilizzo di software illegale è in calo in Italia (-29%), 90 nel 2013, quasi la metà nel 2012, e nell’area EMEA (-85%). Secondo l’analisi condotta da BSA, dal 2009 è aumentato il prezzo pagato dall’azienda per l’utilizzo di software illegale che, in Italia, può arrivare a 165 mila euro circa (+574%). In Italia, nel quinquennio, il numero di aziende che hanno scelto la via extra giudiziale per regolarizzare l’impresa è quadruplicato.

“In Italia, il valore complessivo dei risarcimenti è notevole – ha dichiarato Simonetta Moreschini, Presidente di BSA Italia – se consideriamo che tale denaro poteva essere investito in modo costruttivo rispettando la legge sul diritto d’autore soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale”.

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BSA: “Stop al protezionismo digitale” https://www.datamanager.it/news/bsa-stop-al-protezionismo-digitale-53291.html Fri, 31 Jan 2014 18:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/bsa-stop-al-protezionismo-digitale/ La Software Alliance propone un’agenda con lo scopo di stimolare il commercio di prodotti e servizi nell'era digitale

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La Software Alliance propone un’agenda con lo scopo di stimolare il commercio di prodotti e servizi nell’era digitale

Le regole del mercato globale non si sono adattate alle rapide innovazioni di prodotti e servizi software-driven, come il cloud computing e data analytics. Ad affermarlo è BSA | The Software Alliance, che presenta oggi il nuovo studio “Powering the Digital Economy: A Trade Agenda to Drive Growth”. Contro la diffusione del protezionismo digitale, BSA propone un’agenda che vuole stimolare il commercio digitale, promuovere l’innovazione e creare regole di gioco comuni per tutti i player del settore ICT.

“Le tecnologie software-driven stanno rivoluzionando l’economia e tutti gli aspetti della vita. Per ottenere i massimi benefici da questi progressi, i governi devono incoraggiare e non inibire il commercio digitale”, ha affermato Victoria Espinel, Presidente e CEO di BSA. “Abbiamo bisogno di regole di mercato più moderne, che prevengano nuove forme di proibizionismo IT e assicurino un libero scambio di informazioni.”

“Stiamo negoziando accordi sia nelle aree dell’Atlantico che del Pacifico e stiamo approfondendo diversi discorsi su prodotti e servizi IT. Abbiamo un’opportunità storica per dare forma a un’agenda commerciale per l’era digitale”, ha proseguito Espinel. “Gli accordi che riconoscono l’impatto dirompente del commercio digitale stimoleranno le aziende di ogni dimensione a innovare, crescere e a lavorare per offrire ai consumatori prodotti e servizi migliori. Questo creerà posti di lavoro e migliorerà la qualità della vita.”

Lo studio BSA elenca alcuni esempi di protezionismo digitale, che precludono i benefici dei prodotti e dei servizi software-enabled, come le restrizioni sul flusso di comunicazione tra Paesi o le certificazioni tecnologiche nazionaliste, oltre ai favoritismi governativi nei confronti di prodotti e servizi IT locali.

Per stimolare il commercio di prodotti e servizi nell’era digitale, BSA propone un’agenda di tre punti:

– Le regole del mercato devono riflettere la realtà del commercio digitale. Bisogna facilitare il commercio di servizi innovativi come il cloud computing, abbattere le barriere per consentire il libero scambio di informazioni ed evitare la regolamentazione di dove i server o altre infrastrutture IT devono essere collocate.

– Promuovere il continuo progresso dell’innovazione tecnologica. Un’agenda commerciale deve assicurare protezioni moderne per le proprietà intellettuali e incoraggiare l’utilizzo di standard tecnologici spontanei e orientati al mercato.

– Creare delle regole di gioco uguali. I governi dovrebbero essere completamente trasparenti nelle scelte d’acquisto delle tecnologie. Le decisioni dovrebbero bassarsi su come un prodotto o un servizio soddisfa al meglio le esigenze e dà valore, non su dove la tecnologia è stata sviluppata.

“Nell’era digitale, ogni paese che vuole competere a livello globale ha bisogno di un’agenda che includa policy di mercato che guardano al futuro.” Ha concluso Espinel. “I governi devono riconoscere che una gestione delle informazioni a compartimenti stagni, in un mondo connesso, è penalizzante. Nessuna nazione sarebbe in grado di crescere economicamente in una situazione di isolamento, come invece accade all’interno di un solido sistema di relazioni commerciali”.

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Un efficace Software Asset Management aiuta le aziende a ottenere di più dal cloud https://www.datamanager.it/news/un-efficace-software-asset-management-aiuta-le-aziende-ottenere-di-pi-dal-cloud-51183.html Mon, 11 Nov 2013 17:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/un-efficace-software-asset-management-aiuta-le-aziende-a-ottenere-di-piu-dal-cloud/ Un nuovo studio BSA offre una guida pratica su come implementare il SAM in ambienti cloud

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Un nuovo studio BSA offre una guida pratica su come implementare il SAM in ambienti cloud

Le aziende ottengono il massimo beneficio dal cloud computing quando si preoccupano anche di implementare le best practice per una gestione efficace delle risorse software. Questo è quanto emerge da un nuovo studio presentato da BSA | The Software Alliance.

Nel rapporto “Navigare il Cloud – Perché il Software Asset Management è più importante che mai“, BSA fornisce una guida pratica rivolta ai dipartimenti IT per massimizzare i benefici delle soluzioni di cloud computing, adattando i programmi di SAM al nuovo ambiente cloud. Utilizzando il Software Asset Management per l’utilizzo del cloud, le aziende sono in grado di ottenere i benefici e i risparmi sui costi garantiti dal deployment delle risorse di calcolo nel cloud. Lo studio rileva inoltre che un SAM inefficace può compromettere molti di quegli stessi benefici.

“Il Software Asset Management deve essere parte integrante della strategia cloud di un’organizzazione, dall’implementazione alla gestione dei cicli di vita delle risorse software”, ha dichiarato Jodie Kelley, Senior Vice President Senior e General Counsel. “Senza un SAM corretto, non si potranno ottenere molti dei vantaggi offerti dal cloud computing, come la riduzione dei costi e dei rischi.”

Lo studio fornisce una guida pratica sulle sfide che le organizzazioni devono affrontare per integrare e utilizzare con successo il SAM nei propri ambienti di cloud computing.

Alcuni punti chiave dello studio:

• Il cloud computing non elimina le preoccupazioni relative alle conformità delle licenze, piuttosto ne crea di nuove. Queste sfide possono essere superate con un SAM efficace.

• Il SAM è cruciale sia per le organizzazioni che si spostano sul cloud sia per quelle che utilizzano ambienti IT tradizionali.

• Sebbene l’obiettivo di un SAM non cambi, la sua implementazione deve essere adattata agli ambienti cloud.

• Il SAM dovrebbe essere parte integrante della strategia cloud di un’organizzazione e del suo piano di implementazione.

• I contratti di licenza software tradizionali richiedono particolare attenzione durante la migrazione verso il cloud per garantire la conformità delle licenze.

• Il Software as a Service introduce potenziali sfide legate all’uso non autorizzato e all’acquisizione di programmi inutili.

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Triplicate in Italia le azioni legali contro i pirati del software nella prima metà del 2013 https://www.datamanager.it/news/triplicate-italia-le-azioni-legali-contro-i-pirati-del-software-nella-prima-met-del-2013-49952. Tue, 24 Sep 2013 15:38:36 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/triplicate-in-italia-le-azioni-legali-contro-i-pirati-del-software-nella-prima-meta-del-2013/ Nel primo semestre del 2013 BSA | The Software Alliance ha proseguito la propria attività contro l’impiego di risorse software illegali registrando oltre 600 azioni legali a carico di aziende dell’intera area EMEA

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Nel primo semestre del 2013 BSA | The Software Alliance ha proseguito la propria attività contro l’impiego di risorse software illegali registrando oltre 600 azioni legali a carico di aziende dell’intera area EMEA

In Italia il numero di azioni legali registrate è ancora elevato: nel primo semestre dell’anno esse risultano triplicate rispetto allo stesso periodo del 2012; in particolare la maggior parte delle cause civili intraprese contro l’ utilizzo non autorizzato del software sono state depositate contro aziende e associazioni professionali nel Nord Italia.

Il valore complessivo dei risarcimenti che le imprese della regione EMEA hanno pagato in termini di transazioni extra giudiziali nel primo semestre del 2013 è stato di circa 4.000.000 di dollari. Oltre a questo importo vanno inoltre considerati gli oltre 2.000.000 di dollari che le stesse imprese hanno pagato per acquistare prodotti originali in luogo di quelli illegalmente installati.

“Tutte le risorse che – specie in tempi di crisi – potrebbero essere investite nella ricerca di nuovi prodotti, soluzioni innovative, strategie competitive vincenti, anziché in multe, spese legali e risarcimenti”, afferma Matteo Mille. “Il fenomeno della pirateria, sempre endemico nel nostro Paese, è alimentato dall’idea che non pagare per le risorse software sia un’opportunità alla portata di tutti in quanto tecnicamente semplice”.

Va detto, peraltro, che il ‘prezzo della pirateria’ non è solo finanziario: le società che impiegano software senza licenza si espongono infatti a rischi operativi, danneggiamenti, perdite di dati o periodi di fermo macchine legati a virus e altre minacce web, per finire con i danni all’immagine aziendale che questi “inconvenienti” procurano nella business community di clienti, partner, istituti di credito etc. “Per questo BSA continua a ribadire i vantaggi – oltre alla correttezza – dell’impiego di software legale, che garantisce efficienza, continuità e sicurezza alle attività di business, che il software pirata non potrà mai offrire”, conclude Mille.

BSA incoraggia la segnalazione di azioni di pirateria, incluso l’utilizzo di software illegale da parte delle imprese o di individui e organizzazioni che vendono software illegale sul web. Le segnalazioni possono essere effettuate direttamente sul sito a questo link.

Il sito BSA fornisce inoltre una guida per aiutare le aziende che operano nel rispetto della legge e fornisce informazioni e strumenti per la conformità del software.

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Usi software pirata? Ti costa quattro volte di piú https://www.datamanager.it/news/usi-software-pirata-ti-costa-quattro-volte-di-pi-47160.html Tue, 21 May 2013 15:27:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/usi-software-pirata-ti-costa-quattro-volte-di-piu/ Nuovo studio BSA: il software legale offre un vantaggio economico di quattro volte superiore all’utilizzo del software pirata. Riduzione del rischio e una maggiore efficienza operativa sono i benefici per le imprese che in questo modo possono supportare la crescita economica

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Nuovo studio BSA: il software legale offre un vantaggio economico di quattro volte superiore all’utilizzo del software pirata. Riduzione del rischio e una maggiore efficienza operativa sono i benefici per le imprese che in questo modo possono supportare la crescita economica

Un nuovo studio condotto da BSA | The Software Alliance e INSEAD, una delle migliori business school del mondo, rileva che l’incremento dell’utilizzo del software con regolare licenza avrebbe un maggiore impatto sullo sviluppo economico in Italia piuttosto che alimentare tale crescita utilizzando software pirata.

Un aumento dell’1% nell’utilizzo del software legale genererebbe circa 22 miliardi di euro di produzione nazionale rispetto ai 502 milioni di euro derivati dalla stessa percentuale di incremento del software pirata: ciò significa che il software legale potrebbe produrrebbe un valore economico di circa 17 miliardi di euro.

Lo studio

L’impatto economico del software legale: vantaggi competitivi è un’analisi approfondita, realizzata su dati provenienti da 95 paesi, che intende dimostrare i benefici che le economie nazionali possono trarre dall’utilizzo del software con regolare licenza. L’indagine conferma che l’uso crescente di software legale corrisponde a notevoli guadagni del prodotto interno lordo (PIL) e che l’effetto positivo sullo sviluppo economico generato dal software legale è significativamente maggiore di quello di software pirata.

“Adottare software con regolare licenza riduce il rischio e crea efficienza operativa, due elementi che vanno a impattare direttamente sul business delle imprese”, ha dichiarato Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. “Questo studio conferma che il software concesso in licenza non è solo un bene per le imprese ma è un importante motore di crescita economica nazionale. Il Governo, le forze dell’ordine e il mondo dell’industria in Italia dovrebbero cogliere questa opportunità, riducendo la pirateria, promuovere l’uso di software con regolare licenza e quindi contribuendo a ottenere potenziali guadagni per l’economia nazionale”.

Lo studio rileva inoltre che ogni dollaro investito in ulteriore software con regolare licenza ha un rendimento stimato del capitale investito (ROI) di € 103; ciò a fronte di un ritorno di 26 € derivante da ogni euro di valore aggiuntivo di software pirata messo in circolazione.

Ulteriori hightlights dello studio sono:

· Aumentare dell’1% l’uso del software con licenza a livello globale significherebbe iniettare una cifra stimata di 73 miliardi dollari nell’economia mondiale rispetto ai 20 miliardi di dollari che genererebbe il software pirata: una differenza di 53 miliardi dollari.

· Ogni paese tra quelli inclusi nell’indagine ha visto maggiori ritorni economici dall’utilizzo del software con regolare licenza rispetto al software pirata.

· Su base dollaro-per-dollaro, il ritorno sugli investimenti legati all’utilizzo di software con regolare licenza è maggiore nei paesi in via di sviluppo: in media circa 437 dollari in più in termini di PIL. E ancora, i paesi con diversi livelli di reddito beneficiano di: un ROI medio di 117 dollari per ogni dollaro investito in software legale, nei paesi ad alto reddito; un ROI di 140 dollari in paesi a medio reddito.

“Studi precedenti hanno dimostrato che il valore aggiunto dei servizi offerti sulla base si software legale aiutano le imprese a ridurre i costi e aumentare la loro produttività. Questa ricerca conferma ulteriormente quale grande impatto abbia l’uso del software sulla produzione nazionale”, ha dichiarato Eduardo Rodriguez-Montemayor, ricercatore senior presso l’INSEAD dell’eLab. “I risultati dello studio dimostrano chiaramente che il software legale è estremamente vantaggioso per le imprese e le economie nazionali e che ha senz’altro un maggiore impatto economico – rispetto al software pirata – in tutti i paesi inclusi nell’indagine”.

I governi e le imprese che vogliono cogliere l’opportunità economica offerta dall’utilizzo del software con licenza dovrebbero intervenire nei seguenti ambiti:

· Stabilire solide e moderne leggi sulla proprietà intellettuale che tutelino il software e gli altri materiali protetti da copyright su PC, dispositivi mobili, e nel cloud;

· Rafforzare l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale con risorse dedicate;

· Sensibilizzare il pubblico circa i rischi di pirateria del software;

· Dare l’esempio utilizzando solo software con licenza e l’attuazione di programmi di gestione delle risorse software.

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Oracle aderisce a BSA https://www.datamanager.it/news/oracle-aderisce-bsa-42220.html Tue, 20 Nov 2012 15:20:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/oracle-aderisce-a-bsa/ La multinazionale parteciperà attivamente alle attività policy dell’associazione

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La multinazionale parteciperà attivamente alle attività policy dell’associazione

BSA | The Software Alliance annuncia l’adesione di Oracle Corp. alla propria compagine associativa. La multinazionale collaborerà attivamente alle attività di BSA nel campo delle policy finalizzate a promuovere l’innovazione tecnologica in tutto il mondo.

“BSA è impegnata a sostenere tematiche fondamentali per l’intera industria del software, come la proprietà intellettuale e l’innovazione tecnologica, che sono cruciali anche per Oracle e il suo ambiente di business”, ha commentato Jason Mahler, Vice Presidente Government Affairs di Oracle. “Per questo siamo lieti di unire il nostro impegno a quello di BSA, dove lavoreremo insieme alle altre aziende per proteggere la proprietà intellettuale, promuovere l’apertura dei mercati e sostenere lo sviluppo del cloud computing“.

“La visione industriale che esprime Oracle è perfettamente allineata con quella della nostra base associativa sugli aspetti chiave del settore del software commerciale”, prosegue Robert Holleyman, Presidente e CEO di BSA. “Il contributo che ci offrirà l’esperienza di un membro quale Oracle, che da anni riveste un ruolo di leadership e fa opinione nel mondo del software, non potrà che rivelarsi preziosa nell’aiutarci a raggiungere traguardi ancora più ambiziosi nelle iniziative legate alle politiche globali e legali di BSA”.

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Pirateria software: in Italia vale oltre 1 miliardo di euro https://www.datamanager.it/news/pirateria-software/pirateria-software-italia-vale-oltre-1-miliardo-di-euro Tue, 15 May 2012 08:32:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/05/pirateria-software-in-italia-vale-oltre-1-miliardo-di-euro/ Secondo il 2011 Global Software Piracy Study di BSA, l’Italia è all’ottavo posto nel mondo per il valore economico dei prodotti pirata in circolazione

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Secondo il 2011 Global Software Piracy Study di BSA, l’Italia è all’ottavo posto nel mondo per il valore economico dei prodotti pirata in circolazione

Business Software Alliance (BSA) presenta oggi in tutto il mondo il 2011 BSA Global Software Piracy Study, da cui risulta che il tasso di pirateria in Italia per il 2011 è pari al 48%, il che significa che quasi la metà dei programmi installati sono illegali. Il valore commerciale del software illegale in circolazione nel nostro Paese ammonta a ben 1.398 milioni di euro, il che fa del nostro mercato l’ottavo al mondo nella poco invidiabile classifica di quelli che perdono maggiori volumi d’affari a causa della pirateria.

Nonostante rispetto al 2010 si registri una riduzione dell’1% (dal 49 al 48%), si tratta ancora purtroppo di un tasso d’illegalità che nell’Europa Occidentale è secondo solo a quello della Grecia (61%), e pari a quello di Cipro e Islanda. Il dato italiano del 48% acquista poi maggior significato se raffrontato con la media relativa all’Unione Europea che dallo scorso anno è calata dal 35 al 33%.

“Se il 48% dei consumatori taccheggiasse i prodotti sugli scaffali dei negozi, questo sicuramente indurrebbe le Istituzioni ad intensificare la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine e ad appesantire le pene per i trasgressori della legge”, commenta Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. “Invece il nostro Paese si trova ancor oggi privo di una salda normativa per la tutela della proprietà intellettuale in rete, laddove altre nazioni europee stanno già traendo positivi risultati da innovazioni regolamentari che noi da tempo chiediamo alle Istituzioni, insieme alle altre associazioni di categoria dei titolari di diritti d’autore”.

A livello globale, la ricerca qualitativa condotta da Ipsos evidenzia inoltre che il 57% degli utenti intervistati ammettono di aver impiegato software illegale, se non sempre o quasi, quantomeno occasionalmente o “raramente”.

“La pirateria del software continua a drenare risorse all’economia legale nel mondo intero, rallentando l’innovazione nel settore IT e danneggiando l’occupazione”, afferma Robert Holleyman, Presidente e CEO di BSA. ”Per questo i governi devono accelerare l’evoluzione normativa a tutela della proprietà intellettuale ed intensificare l’impegno nell’enforcement, per garantire la certezza delle sanzioni a carico dei pirati”.

Sempre a livello globale, la ricerca evidenzia infatti che i tassi di pirateria nei mercati emergenti sovrastano prevedibilmente quelli riscontrati nei mercati maturi – in un rapporto media da 68 a 24 circa – e che i primi rappresentano una quota massiccia del controvalore economico connesso ai prodotti illecitamente utilizzati. Ciò aiuta a capire la dinamica sottesa al tasso di pirateria globale, che nel 2011 si è mantenuto sul 42%, mentre la costante crescita del mercato ICT nel mondo in via di sviluppo ha portato il valore commerciale del software “piratato” a crescere fino ad oltre 45,6 miliardi di dollari.

Fra gli altri risultati interessanti dello studio ricordiamo inoltre che:

• A livello globale, i pirati del software sono prevalentemente molto giovani e maschi, oltre a vivere in sistemi economici emergenti in misura più che doppia rispetto ai sistemi maturi (38 contro 15%);

• I business decision maker intervistati ammettono di utilizzare software illegale più frequentemente degli utenti comuni e di praticare diffusamente l’underlicensing nei propri uffici (ossia comprare una licenza e installare il software su molti PC);

• Anche a livello globale (non solo in Italia) si registra un deciso sostegno alla proprietà intellettuale in via di principio, cui però fa fronte una certa carenza di incentivi pratici atti a far cambiare comportamento ai pirati: infatti, solo il 20% di quelli che agiscono nelle economie mature (e il 15% in quelle emergenti) dichiara di temere il rischio di essere scoperto.

Quella presentata oggi è la nona edizione del Global Software Piracy study, che BSA realizza annualmente in collaborazione con IDC e Ipsos Public Affairs, due istituti di ricerca leader nel mondo dell’analisi di mercato. La metodologia della ricerca prevede la raccolta di 182 elementi informativi separati, analizzando i trend del mercato del software commerciale in relazione a quello dei personal computer in 116 mercati dell’intero pianeta.

lo studio di quest’anno comprende anche un’indagine qualitativa condotta su 15.000 utenti in 33 nazioni che rappresentano l’82% del mercato dell’informatica mondiale.

 

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BSA: intensificata l’attività di enforcement nel 2011 https://www.datamanager.it/news/software-illegale/bsa-intensificata-l-attivit-di-enforcement-nel-2011 Tue, 27 Mar 2012 08:46:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/03/bsa-intensificata-lattivita-di-enforcement-nel-2011/ Aumentano del 31% i procedimenti a carico di aziende scoperte ad utilizzare software illegale nell’area EMEA. Triplicate anche le azioni legali condotte da Business Software Alliance in Italia: 100.000 euro il risarcimento più elevato

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Aumentano del 31% i procedimenti a carico di aziende scoperte ad utilizzare software illegale nell’area EMEA. Triplicate anche le azioni legali condotte da Business Software Alliance in Italia: 100.000 euro il risarcimento più elevato

Business Software Alliance (BSA), nel corso dell’anno solare 2011, ha intensificato la propria attività di contrasto all’illegalità nell’impiego delle risorse software: infatti sono state ben 2.277 le azioni legali condotte nell’intera area EMEA a carico di aziende scoperte ad utilizzare per la propria attività software illegale o comunque non originale, a fronte delle 1.744 registrate nel 2010. Un incremento DEL 31% che ha prodotto risultati che dovrebbero preoccupare i “pirati del software”.

Oltre sette milioni di euro è stato infatti il valore complessivo dei risarcimenti che le imprese che infrangono la legge sul diritto d’autore nella regione Europa, Medio Oriente e Africa hanno pagato in termini di transazioni extra giudiziali, al fine di evitare cause in tribunale che si sarebbero rivelate rovinose, sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’immagine sul mercato. A questa cifra vanno ovviamente aggiunti gli oltre cinque milioni di euro che le stesse imprese hanno pagato per acquistare prodotti originali in luogo di quelli illegalmente installati.

Per quanto riguarda l’Italia, è addirittura triplicato il numero di azioni legali condotte dai legali di BSA sul territorio nazionale nel corso dell’anno passato, così come è raddoppiato il numero di aziende che hanno scelto la via extra giudiziale evitando la prosecuzione dei procedimenti instaurati nei loro confronti.

Fra queste, il caso più eclatante riguarda una società edile operante nel Centro Italia che – rinvenuta ad utilizzare software illegale in notevoli quantità – ha sottoscritto una transazione extra giudiziale che prevedeva il pagamento di un importo di oltre centomila euro a titolo di risarcimento del danno; la stessa società, peraltro, ha acquistato software originale in luogo di quello illegale, sostenendo un ulteriore esborso di circa ottantamila euro.

A queste cifre va aggiunto inoltre il dato relativo alle azioni di contrasto alla pirateria del software condotte dalle Forze dell’Ordine, in particolare dalla Guardia di Finanza che, solo nel corso delle indagini condotte con la collaborazione dei consulenti tecnici di BSA, ha sequestrato prodotti illegali per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro, irrogando sanzioni amministrative per quasi tre milioni di euro e rinviando più di cinquanta amministratori d’azienda all’autorità giudiziaria.

“E i nostri piani per il 2012 prevedono un’ulteriore intensificazione delle azioni legali, come anche delle collaborazioni con la Guardia di Finanza”, commenta Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. “Grazie a innovazioni come il cloud, anche in Italia ci troviamo oggi sulla soglia di nuove rivoluzioni del mercato ICT. Una ricerca condotta da Galexia a livello internazionale individua altresì nel nostro uno dei Paesi che maggiormente potrebbero beneficiarne, ma i medesimi osservatori faticano a comprendere come sia possibile che una delle nazioni con la legislazione più avanzata sulla sicurezza, la privacy e la proprietà intellettuale continui ad essere caratterizzata da livelli di ‘malcostume digitale’ più tipici di un’economia ancora in fase di sviluppo. Riteniamo che per la ripresa della nostra economia non sia procrastinabile una presa di coscienza collettiva in questo senso”.

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Software: quasi la metà dei clienti è anche “pirata” https://www.datamanager.it/news/pirata-del-software/software-quasi-la-met-del-clienti-anche-pirata Wed, 07 Sep 2011 12:56:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/09/software-quasi-la-meta-dei-clienti-e-anche-pirata/ E' l'allarme lanciato da BSA, secondo il quale il 47% degli utilizzatori di PC nel mondo acquista il software in modo illegale. La Cina, con una precentuale dell’86%, guida la preoccupante classifica

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E’ l’allarme lanciato da BSA, secondo il quale il 47% degli utilizzatori di PC nel mondo acquista il software in modo illegale. La Cina, con una precentuale dell’86%, guida la preoccupante classifica

Quasi la metà degli utilizzatori di personal computer nel mondo — il 47% per la precisione — acquista il software attraverso canali il più delle volte illegali, e nelle economie in via di sviluppo le cifre si alzano ulteriormente, come afferma il più ampio studio finora realizzato sui comportamenti e le attitudini degli utenti nei confronti della pirateria e della proprietà intellettuale.

Business Software Alliance (BSA) rilascia infatti i dati dello studio condotto da Ipsos Public Affairs su circa 15.000 utenti in 32 nazioni del mondo (comprendente circa 500 interviste individuali od online per nazione) sul blog ufficiale, BSA TechPost.

Dalla ricerca risulta che una vasta maggioranza di utenti di computer nelle nazioni in via di sviluppo sono soliti acquistare regolarmente software per canali illegali — come ad esempio acquistare una licenza singola per un programma e poi installare quest’ultimo su diverse macchine, o scaricare programmi da reti peer-to-peer — anche laddove si dichiarano convinti sostenitori del rispetto della proprietà intellettuale.

La Cina ha manifestato nella propria popolazione di utilizzatori di PC una percentuale di tali “pirati abituali” più elevata rispetto a tutte le altre nazioni analizzate: ben l’86%. La Nigeria la segue con l’82%, mentre il Vietnam occupa la terza posizione col 76%. La ricerca copre anche l’Italia, situata al 20° posto con un 37% di utenti che si dichiarano abitualmente dediti a comportamenti illegali, come mostra la tabella più sotto.

Si rileva inoltre che la gran maggioranza di pirati del software nei mercati emergenti ritiene erroneamente legali delle procedure d’acquisto invece tipicamente illegali. E, al contempo (come accade sovente anche nel nostro Paese), è convinta che la pirateria sia un fenomeno così comune e diffuso che ben difficilmente chi la pratica corre un serio rischio di venire punito.

Ancor più critico il fatto che numerosi business decision-maker professionali in tutto il mondo mostrino opinioni e comportamenti simili a quelli sopra citati in relazione agli utenti privati.

“Per totalizzare 59 miliardi di dollari di illeciti nel software– come evidenziato dall’ultimo Global Piracy Study – è evidente che centinaia di milioni di persone al mondo si comportano illegalmente ogni giorno. Questa ricerca ci aiuta a capire meglio qual è il loro pensiero”, è il commento di Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. “Così come è chiaramente mostrata la strada da percorrere per ridurre la pirateria del software: educare aziende ed individui su cosa realmente è legale e cosa no, al contempo potenziando le azioni di enforcement a supporto delle leggi nazionali sulla proprietà intellettuale, per mandare al mercato precisi segnali deterrenti dei comportamenti illegali”.

Il “Popolo Pirata” nazione per nazione

Country

Always Illegal

Mostly Illegal

All Regular Pirates

China

42%

44%

86%

Nigeria

36%

46%

81%

Vietnam

22%

54%

76%

Ukraine

16%

53%

69%

Malaysia

22%

46%

68%

Thailand

15%

50%

65%

Indonesia

14%

50%

65%

Saudi Arabia

23%

39%

62%

South Korea

15%

45%

60%

Mexico

19%

41%

60%

Brazil

14%

41%

55%

Colombia

12%

43%

54%

Chile

13%

40%

53%

Russia

9%

43%

52%

Spain

13%

37%

50%

Poland

15%

33%

48%

Czech Republic

10%

37%

47%

Turkey

13%

29%

43%

Argentina

10%

29%

39%

Italy

11%

25%

37%

Australia

11%

26%

37%

USA

8%

26%

34%

Switzerland

5%

26%

31%

Netherlands

5%

25%

30%

United Kingdom

7%

23%

30%

Japan

9%

20%

29%

Sweden

5%

24%

29%

India

9%

19%

28%

Canada

7%

20%

27%

France

5%

21%

26%

Germany

6%

15%

21%

South Africa

5%

16%

20%

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