Business Intelligence – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 21 Jul 2026 11:13:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Business Intelligence – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Le frodi su larga scala: le tendenze che il settore pubblico non può più ignorare https://www.datamanager.it/2026/07/le-frodi-su-larga-scala-le-tendenze-che-il-settore-pubblico-non-puo-piu-ignorare/ Wed, 15 Jul 2026 07:00:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254149 Crescono le minacce da reti criminali strutturate, che sfruttano gli stessi strumenti digitali su cui le amministrazioni fanno affidamento Le frodi ai danni dei programmi pubblici sono entrate in una fase completamente nuova. Reti criminali sempre più sofisticate, che fanno leva sull’intelligenza artificiale, stanno erodendo i bilanci e minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. […]

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Crescono le minacce da reti criminali strutturate, che sfruttano gli stessi strumenti digitali su cui le amministrazioni fanno affidamento

Le frodi ai danni dei programmi pubblici sono entrate in una fase completamente nuova. Reti criminali sempre più sofisticate, che fanno leva sull’intelligenza artificiale, stanno erodendo i bilanci e minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È una realtà con cui i governi devono ormai confrontarsi apertamente. Ciò che un tempo era un fenomeno prevalentemente opportunistico e frammentato si è trasformato in un’attività organizzata, industrializzata e sempre più transfrontaliera. I truffatori non si limitano più a colpire isolatamente un singolo sistema di sussidi, un’imposta o una procedura di appalto. Al contrario, le reti criminali coordinano attacchi su più programmi, più enti e più giurisdizioni contemporaneamente, sfruttando deliberatamente i silos di dati, le lacune normative e la lentezza dei controlli tradizionali. Secondo SAS, per le amministrazioni fiscali, gli enti previdenziali e i dipartimenti di finanza pubblica, la vera sfida nel 2026 non è più semplicemente individuare la frode ma riconoscere quanto il fenomeno sia cambiato nella sua natura profonda, e adattare di conseguenza modelli operativi, strumenti e forme di collaborazione tra istituzioni.

Da abuso opportunistico a crimine organizzato

I controlli antifrode tradizionali della pubblica amministrazione sono stati concepiti per un’epoca diversa. Partivano dal presupposto che i malintenzionati fossero individui isolati e relativamente poco sofisticati. Questa ipotesi, oggi, non regge più. Le frodi attuali sono spesso coordinate, ripetibili e scalabili. Gruppi organizzati pianificano le proprie operazioni, mettono in comune risorse e si dividono i compiti, replicando frequentemente le tattiche di successo su più programmi e oltre i confini nazionali. Le stesse persone possono comparire contemporaneamente in richieste di sussidi sociali, dichiarazioni fiscali o come fornitori di servizi, ma dietro identità diverse. È l’opportunità strutturale a permettere il persistere di questo coordinamento criminale. Quando una frode attraversa più programmi, enti e giurisdizioni, la sua individuazione dipende dalla capacità dell’amministrazione di collegare tra loro le informazioni. Troppo spesso, però, questi collegamenti restano sepolti all’interno di singoli fascicoli e attività isolate. La frode prospera proprio perché è un’attività lucrativa progettata per restare invisibile. Questo scenario pone le basi per comprendere le grandi tendenze che stanno ridisegnando la frode nel settore pubblico.

I fattori determinanti, dalla frammentazione agli abusi normativi

Nella pubblica amministrazione ogni area di competenza tende a vivere per conto proprio. Il fisco ha i suoi archivi, il welfare i suoi, gli uffici lavoro e quelli degli appalti altri ancora: ciascun comparto costruisce nel tempo un patrimonio informativo notevole, ma quasi mai qualcuno ha accesso a una visione d’insieme che unisca questi mondi. Chi organizza attività fraudolente conosce bene questa debolezza strutturale e la sfrutta apertamente, spostandosi da un programma all’altro proprio perché sa che nessun ufficio, da solo, può accorgersene. Il risultato è che molte frodi vengono alla luce solo a cose fatte: un dipendente che segnala un’anomalia, un controllo interno che fa emergere qualcosa, una verifica contabile condotta dopo l’erogazione dei pagamenti. A quel punto, però, recuperare le somme già versate è spesso impossibile.

Dichiarazioni dei redditi, assegni sociali, bandi di sostegno, contributi straordinari: il numero di pratiche che un ente pubblico deve gestire ogni giorno ha raggiunto livelli mai visti prima. Verificare tutto a mano, applicando le solite regole fisse, è ormai un esercizio fuori scala. Chi si affida ancora a questo modello finisce davanti a una scelta scomoda: alzare l’asticella dei controlli, rassegnandosi a servizi più lenti e a fascicoli investigativi che si accumulano; oppure tenere il passo con la domanda, accettando però che il personale si esaurisca e che le porte restino più aperte agli abusi. Le organizzazioni criminali conoscono bene questo dilemma e ne approfittano, muovendosi con una rapidità che nessuna regola statica riesce a eguagliare. Quando finalmente un funzionario individua uno schema fraudolento, è probabile che quello stesso schema sia già in corso altrove, sotto un’altra giurisdizione o dentro un programma diverso.

Una linea sempre più sottile tra dolo, errore ed errata interpretazione

C’è poi un problema di definizione, prima ancora che di controllo. Sempre più spesso chi froda non ruba apertamente, ma si muove in una zona grigia: interpreta a proprio vantaggio un requisito ambiguo, presenta documenti parzialmente alterati, forza le condizioni di accesso a una prestazione. Distinguere tra un abuso deliberato e un errore commesso in buona fede diventa quindi un compito arduo, che grava soprattutto su chi opera in prima linea, dagli sportelli agli uffici investigativi fino ai revisori. Le domande che ne derivano non sono affatto semplici: quali fascicoli meritano un approfondimento, un’azione legale o una segnalazione formale? Con quali criteri si stabilisce dove concentrare risorse investigative limitate? E come si fa a restare equi verso i cittadini onesti mentre si protegge il denaro pubblico? Continuare ad aggiungere nuovi controlli senza affinare il modo in cui si valuta il rischio, o senza anticipare i segnali d’allarme, significa restare sempre un passo indietro rispetto a chi froda.

Gli stessi strumenti digitali che aiutano le amministrazioni vengono usati anche contro di esse. I dati trapelati da violazioni informatiche diventano materiale per costruire identità false e ottenere prestazioni non dovute; l’intelligenza artificiale generativa permette di produrre documenti e immagini contraffatte a sostegno di richieste fraudolente. D’altro canto, mai come oggi il settore pubblico ha a disposizione tecnologie capaci di ribaltare il rapporto di forza: analisi avanzate dei dati, apprendimento automatico, mappatura delle relazioni tra soggetti, sorveglianza continua dei processi. Per un ente che vuole passare da iniziative isolate contro le frodi a una gestione del rischio estesa a tutta l’organizzazione, la strada passa da tre mosse concrete: mettere in comunicazione i dati oggi sparsi tra programmi ed enti diversi; spostare il baricentro dalle indagini a posteriori all’individuazione anticipata dei rischi; incorporare i controlli antifrode dentro i processi quotidiani, invece di relegarli alle sole attività di audit. Chi riesce in questa transizione ottiene una fotografia condivisa del rischio a livello di intera organizzazione, e la possibilità di intervenire proprio nel momento in cui l’intervento pesa di più.

Per un approfondimento scarica l’ebook dedicato  Gone missing: Can AI save public funds from fraud, waste and abuse?

 

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White Paper: Process Mining https://www.datamanager.it/2021/09/white-paper-process-mining/ Tue, 07 Sep 2021 12:09:34 +0000 https://www.datamanager.it/?p=212139 Resilienza operativa e process mining: quando la disruption non è una scelta Riuscire a governare i processi aziendali è un requisito fondamentale per mantenersi competitivi all’interno di un contesto economico dinamico e complesso, come quello attuale. Spesso capita che le metodologie tradizionali di analisi falliscano nell’obiettivo di rendere disponibili al management le informazioni necessarie per […]

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Resilienza operativa e process mining: quando la disruption non è una scelta

Riuscire a governare i processi aziendali è un requisito fondamentale per mantenersi competitivi all’interno di un contesto economico dinamico e complesso, come quello attuale. Spesso capita che le metodologie tradizionali di analisi falliscano nell’obiettivo di rendere disponibili al management le informazioni necessarie per efficientare i processi.

Questo White Paper spiega, dunque, come l’utilizzo delle piattaforme di Business Intelligence per l’implementazione del Process Mining consenta di ottenere una mappatura dei processi in tempi rapidi e con maggiore attendibilità rispetto alle tecniche standard. La facilità di lettura e analisi delle informazioni permette poi alle aziende di sviluppare un approccio data-driven alla digitalizzazione delle attività e alla resilienza operativa.

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Mobile, cloud e big data guidano l’evoluzione di ERP e CRM https://www.datamanager.it/2018/06/mobile-cloud-e-big-data-guidano-levoluzione-di-erp-e-crm/ Thu, 14 Jun 2018 09:52:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149613 I nuovi paradigmi IT hanno modificato le regole del gioco. Importante – però – resta la competenza di vendor e di system integrator, indispensabile per aiutare l’utente a fare la scelta più adatta. Negli scenari futuri, ulteriori opportunità potrebbero derivare dal machine learning I sistemi ERP e CRM sono stati, per anni, la struttura portante […]

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I nuovi paradigmi IT hanno modificato le regole del gioco. Importante – però – resta la competenza di vendor e di system integrator, indispensabile per aiutare l’utente a fare la scelta più adatta. Negli scenari futuri, ulteriori opportunità potrebbero derivare dal machine learning

I sistemi ERP e CRM sono stati, per anni, la struttura portante nella gestione delle attività aziendali. Anche oggi l’ERP, che integra la gestione di processi rilevanti per l’impresa, come vendite, acquisti, gestione magazzino e molti altri, e il CRM, che contribuisce ad analizzare e gestire la relazione con i clienti, sono fondamentali per l’operatività delle aziende. ERP e CRM sono però al centro di un processo di evoluzione, guidata dall’avvento di nuovi paradigmi IT, che hanno modificato lo scenario. Grazie ai dispositivi mobile e ad apposite app, gli utenti possono accedere ai dati aziendali ovunque e in ogni momento. Il cloud computing, innovativo paradigma di erogazione di risorse informatiche tramite la rete, è sempre più pervasivo. Il volume di dati, in continua crescita, che ha dato origine al fenomeno dei big data e con cui le aziende devono confrontarsi ogni giorno, richiede modalità sempre più efficaci di analisi e gestione per ottenere le informazioni utili a prendere le migliori decisioni.

Un’ulteriore evoluzione potrà essere costituita dal machine learning, che, grazie all’uso di metodi matematico-computazionali, consentirà sempre più a pc e altri dispositivi di apprendere informazioni direttamente dai dati. Stando alle previsioni di IDC, il mercato del software ERP, a livello mondiale, crescerà dai 25,4 miliardi di dollari nel 2016 a 33,6 miliardi di dollari nel 2021, producendo un CAGR (il tasso di crescita annuale composto), per un periodo di cinque anni, del 5,7%. La domanda per le soluzioni software ERP continua a salire, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni cloud, tendenza evidenziata già dal 2016. Il CAGR sui cinque anni per l’ERP cloud è previsto, per il 2021, a quota +26,3%. L’adozione di applicazioni ERP in cloud potrà cannibalizzare i ricavi derivati dagli ERP on-premise.   Anche le previsioni sul mercato delle applicazioni CRM sono positive: le soluzioni di questo tipo toccheranno un valore di 50,6 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita annuale composto del 9.0%. Pure in questo caso la quota di ricavi riguardanti le applicazioni software basate su cloud continuerà a superare la quota derivata dalle applicazioni on premise.


#integrazione #OperationalAnalytics Piattaforme #ERP e CRM sempre più smart
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OBIETTIVO INTEGRAZIONE

Secondo Giancarlo Vercellino, research and consulting manager di IDC Italia, due sono le tendenze emergenti nel mondo ERP. La prima riguarda l’integrazione sempre più forte con gli operational analytics. Di conseguenza, le piattaforme ERP stanno diventando sempre più intelligenti e capaci di integrare dati amministrativi/contabili a una visione più estesa e profonda sulle operazioni aziendali. «Tutto questo – spiega Vercellino – non potrà che rafforzarsi con il progredire dell’Industry 4.0 soprattutto per il segmento enterprise». La seconda tendenza, valorizzata spesso dalle PMI, è quella di migrare verso piattaforme cloud. Relativamente al CRM, una delle trasformazioni più importanti è legata all’integrazione con la logica omnichannel. Sempre più strategica, è percepita la capacità di realizzare un coordinamento più efficace delle informazioni tramite tutti i touchpoint, obiettivo forse ancora ambizioso per molte aziende. L’impatto di mobility, cloud e big data è stato essenziale nel ridisegno delle soluzioni dei principali operatori: quasi tutte le nuove soluzioni e gli aggiornamenti sono concepiti in una logica “cloud and mobile first”. Un po’ alla volta questo impatto si riflette nei processi aziendali e nell’organizzazione del lavoro. «Lo smart working – constata Vercellino – sta diventando sempre più comune nel segmento enterprise e la globalizzazione andrà incontro a una seconda fase di evoluzione». Il machine learning giocherà un ruolo essenziale nel futuro degli analytics e in molti contesti potrebbe diventare uno strumento chiave per costruire interfacce conversazionali sempre più evolute con i sistemi informativi aziendali. «Ma stiamo parlando di scenari che richiedono ancora anni prima di delinearsi in modo chiaro» – precisa Vercellino.

ERP E CRM ANCHE PER PMI

Anche le aziende percepiscono che il mercato ERP e CRM è mutato. Non sono più solo le grandi imprese a dotarsi di questi strumenti. Anche per le piccole e medie imprese, ERP e CRM ormai sono indispensabili per agire con prontezza alle richieste dei clienti, per innovare e internazionalizzarsi. Fondamentale è l’integrazione tra sistemi. «ERP e CRM sono espressioni che, oggi, rientrano nel linguaggio comune anche delle PMI, che sentono il bisogno di solide fondamenta gestionali per supportare innovazione e internazionalizzazione» – esordisce Franco Asperti, co-founder di Real-Time. «Questa copertura ha creato i presupposti necessari per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione verso l’impresa 4.0». Sull’importanza dell’integrazione insiste Giorgio Mini, vicepresidente Zucchetti. «ERP e CRM – afferma – sono tra le priorità d’investimento degli IT manager, ma rispetto al passato le imprese cercano sempre più integrazione tra queste applicazioni per gestire meglio le informazioni aziendali, in particolare per conoscere in modo più approfondito i clienti e interagire con loro con prontezza e proattività».

Per Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, la digitalizzazione dell’ecosistema produttivo e industriale italiano è un processo irreversibile. «La maggioranza delle imprese produttive italiane, le PMI, deve dotarsi di strumenti gestionali appropriati, utili a evolvere» – spiega il managing director. «Prevedo vivacità sul mercato. Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia vanta un gestionale come Arca Evolution, solida piattaforma orizzontale che si presta a soluzioni specializzate per molti comparti produttivi. Questa estrema personalizzazione è possibile grazie alla partnership che ci lega con i nostri partner certificati che operano sul territorio e affiancano le imprese locali nella risoluzione dei problemi della gestione digitale imprenditoriale proponendo gestionali per le specifiche esigenze».

PARTNER AFFIDABILI

Dunque, non solo prodotti e soluzioni sono importanti. Fondamentale è anche il ruolo dei partner, che devono essere competenti e affidabili, senza trascurare l’impegno dei vendor. Solo così sarà possibile far fronte ai bisogni di un mondo in costante evoluzione. Secondo Daniele Meneguzzi, CFO e business unit manager, ERP & Sistemi Informativi di SB Italia i partner devono garantire oltre a vision e competenza, anche affidabilità e capacità di implementazione nei tempi e costi pianificati. Meneguzzi evidenzia che una tendenza attuale è quella della concentrazione dei player. «Le aziende cercano soluzioni davvero integrate con la gestione digitale di documenti e processi e con capacità di business analytics, a cui si aggiunge sempre più spesso il poter operare a livello internazionale».

Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi evidenzia che, in ogni mercato, la tecnologia è un fattore abilitante al bisogno di evoluzione: «I vendor tecnologici, come noi integrator, si pongono ogni giorno l’obiettivo di far evolvere le soluzioni superando continuamente lo stato dell’arte, seguendo le direttrici identificate dai macro-trend economici. Le imprese, in base alla propria propensione all’innovazione e al livello di sensibilità per i macro-trend, ricercano sul mercato la soluzione più adatta. Nell’attuale quarta rivoluzione industriale abbiamo anticipato il mercato, sviluppando soluzioni verticali dedicate ai vari settori del comparto della distribuzione, proponendo ERP che supportano la crescita dei nostri clienti, all’insegna dell’istantaneità».

Angelo Benvenuti, CEO, founder P&A Solutions puntualizza che ERP è sinonimo di stabilità nella gestione dei processi e delle architetture consolidate. In questo periodo di innovazione, la tendenza dominante è la tecnologia come elemento distintivo. Alcuni player di mercato rivisitano le soluzioni già in uso, dotandole di un data base che lavora in modalità in-memory, consentendo l’elaborazione di big data in tempi rapidi.


#Mobile #Cloud e #Bigdata guidano l’evoluzione di #ERP e #CRM – @IDCItaly
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NUOVI PARADIGMI IT

I nuovi paradigmi IT, quali mobile, cloud e big data hanno davvero influito sul processo di evoluzione di ERP e CRM. «Hanno influito tantissimo, cambiando la logica di fruizione degli applicativi» – conferma Giorgio Mini di Zucchetti. «Le informazioni generate da ERP e CRM devono essere accessibili ovunque e in qualsiasi momento, da ogni dispositivo. Tutto questo ha comportato la necessità di abbinare la ricchezza funzionale alla semplicità di utilizzo con l’introduzione di interfacce grafiche sempre più intuitive. Zucchetti ha raggiunto questo obiettivo con Infinity 4.0, piattaforma applicativa in tecnologia web capace di esaltare i vantaggi dei nuovi paradigmi IT senza pregiudicare l’operatività aziendale e gli aspetti transazionali dell’ERP». Anche Franco Asperti di Real-Time concorda sull’importanza dei nuovi paradigmi IT: «Il moderno sistema informativo aziendale mette in simbiosi ERP, CRM e piattaforme di business intelligence in grado di intercettare digitalmente le potenziali fonti di business e di trasformare l’imponente massa di dati disponibili in informazioni a valore aggiunto accessibili, fruibili ed elaborabili in modalità always-on». Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi sottolinea che se l’istantaneità di ricerca, di esecuzione delle operazioni e di risposta è l’orizzonte a cui puntare, vengono da sé tutti gli ingredienti utili a raggiungere questo obiettivo: potenza di calcolo, correlazione e analisi di ampie moli di dati (big data) in tempo reale, accesso alle informazioni sempre e ovunque (mobile). Questi elementi supportano le imprese a convergere verso la gestione delle relazioni con il cliente finale e quindi con un sistema di CRM che abbia soprattutto la capacità di anticiparne i bisogni, per trasmettere sicurezza e accrescere fiducia ed empatia.

MOBILE E CLOUD DOMINANO

Daniele Meneguzzi di SB Italia constata che mobile, cloud e big data sono diventati requisiti indispensabili per rendere l’azienda davvero digitale. «Tutte le piattaforme che gestiamo come SB Italia sono disponibili in cloud e includono l’operatività con dispositivi mobili» – precisa Meneguzzi. Secondo Pierfrancesco Angeleri di Wolters Kluwer, il paradigma che ha influito di più è la mobilità. «Abbiamo considerato le imprese in modo olistico e tutti i processi aziendali, anche quelli extracontabili» – afferma Angeleri. «Gestirli, anche in mobilità, accedendo da qualsiasi browser, e con ogni dispositivo, ai processi definiti rende l’azienda efficiente ed efficace. Nell’ecosistema Arca Evolution abbiamo realizzato una soluzione, Arca GP (Gestione Processi) che permette di strutturare, organizzare e monitorare i processi aziendali che ruotano attorno ai clienti e ai business partner, consentendo all’azienda di ottenere più efficienza, controllo delle performance, efficacia di vendita, soddisfazione dei clienti, qualità del prodotto e del servizio». Anche Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One sottolinea che i temi del mobile e del cloud hanno modificato le aspettative e i modi di utilizzo degli strumenti ERP e CRM. «Oggi – afferma Paola Pomi – diamo per scontato che le soluzioni ERP e CRM siano fruibili in modalità mobile, che supportino l’organizzazione e la velocità dei processi dove e quando serve, con dati contestualizzati e personalizzabili. Il tema del cloud può, con diverse modalità, essere un elemento abilitante. In particolare Sinfo One ha investito per offrire la propria soluzione proprietaria, Si Fides, in modalità on-premise e cloud (IaaS, PaaS, SaaS). Credo, comunque, che il cloud non debba togliere la possibilità ai clienti di personalizzare i propri strumenti. Il percorso verso il cloud intrapreso con le nostre soluzioni ci consente di garantire ai clienti aree di specificità, così come è ed era nativamente nella versione on-premise».

Angelo Benvenuti di P&A Solutions ammette che la scelta di intraprendere la strada del cloud è sempre più frequente. «Questo percorso – spiega – può essere avviato sviluppando soluzioni acquistate dal mercato, fruibili solo in cloud. La seconda strada è quella degli accordi con big player, che hanno creato una rete di infrastrutture che fungono da supporto tecnologico. L’obiettivo è far evolvere le piattaforme software verso soluzioni più innovative, contenendo i costi o installando in modalità cloud la propria piattaforma, pagando l’uso dell’hardware, per esempio a tempo di utilizzo». L’accento sul tema del cloud è posto anche da Attilio Semenzato, presidente di EOS Solutions. «Il cloud – dichiara – permette di aprire nuovi orizzonti e, grazie all’interconnessione, dà vita a programmi che dialogano tra loro, producendo risultati utili e più fruibili dalle imprese in tempi ridotti e facilitando l’uso di business application». Secondo Semenzato, e-commerce e big data analytics, insieme alla crescita di personale che usa dispositivi mobili per lavorare, sono tendenze che gli ERP di nuova generazione valorizzano, permettendo di dialogare in tempo reale con i soggetti esterni all’azienda, appartenenti alla filiera produttiva. Inglobando sistemi di business intelligence, i nuovi ERP consentono di usare funzionalità di reporting avanzate e la creazione di report personalizzati in tempo reale. Oggi, le imprese possono unire i vantaggi dei sistemi ERP con la tecnologia cloud e avvalersi del gestionale in modalità SaaS.

EVOLUZIONE CONTINUA

In futuro, ERP e CRM proseguiranno la loro evoluzione. «Elementi di intelligenza artificiale saranno sempre più presenti nelle soluzioni, soprattutto per accelerare i tempi di risposta verso i clienti per attività di assistenza, marketing, servizi post vendita e così via» – spiega Giorgio Mini di Zucchetti. «Nella nuova generazione di ERP Zucchetti abbiamo già introdotto chatbot e altri elementi di machine learning; i riscontri dei nostri utenti sono molto positivi». Secondo Franco Asperti di Real-Time, dalla registrazione di un’attività CRM comunicata verbalmente all’ERP alla produzione di analisi predittive, il machine learning è una delle tecnologie che avrà sempre più importanza e migliorerà il lavoro e la vita delle persone. Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi dichiara: «Per noi il futuro è già oggi. Il connubio fra la potenza di SAP Business One e la nostra esperienza trentennale nel mondo della distribuzione ha dato vita a una netta linea di demarcazione con il tradizionale. Possiamo comunque guardare già oltre, seguendo la roadmap di SAP Business One, attraverso cui l’innovazione delle nostre soluzioni ERP è già stata pianificata fino al 2023».


Sale la domanda di soluzioni #ERP soprattutto in modalità #Cloud – @IDCItaly
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FARE LA SCELTA GIUSTA

Infine, che consigli dare a un’azienda interessata a soluzioni ERP e CRM ma anche desiderosa di dotarsi di soluzioni adatte a far fronte alle esigenze dell’attuale scenario? Secondo Giancarlo Vercellino di IDC è impossibile dare un suggerimento unico, valido per ogni impresa in qualsiasi settore: «Probabilmente, l’unica indicazione valida è quella di puntare su soluzioni più standard possibili, perché nel medio lungo periodo saranno indispensabili per muoversi negli ecosistemi di produzione 4.0». Per Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi, invece, il primo consiglio è quello di mantenere la specificità che ha consentito all’azienda di crescere ed essere competitiva sul mercato. «Non bisogna accontentarsi di un software gestionale standard, ma adottare strumenti flessibili che valorizzano i punti di forza aziendali e stimolano la crescita, focalizzando gli ambiti di miglioramento del business, soprattutto in termini di politiche di vendita e di controllo oculato delle marginalità. Senza tralasciare la scelta del partner adeguato alla propria realtà, che deve conoscere bene i requisiti impliciti del mercato di riferimento».

Franco Asperti di Real-Time sottolinea l’importanza di puntare su di un vendor solido. Elementi da considerare sono anche la stabilità e completezza funzionale, la possibilità di contare su di un CRM pervasivo all’interno di tutti i processi, su tecnologie allo stato dell’arte e sulla disponibilità di una roadmap di sviluppo. L’implementatore deve essere in grado di porsi come un vero partner. Il contare su un partner che possa garantire competenza, capacità e concretezza per aiutare l’azienda a scegliere e sviluppare una soluzione che rappresenti un passo avanti significativo nella digitalizzazione è, anche per Daniele Meneguzzi di SB Italia, fondamentale. «Un esempio per tutti – dice – il progetto SAP Business One in Cloud, disegnato e implementato da SB Italia per Dorna, azienda internazionale che gestisce eventi sportivi come i campionati mondiali su due ruote, con complessità derivanti dalla distribuzione territoriale dei circuiti e dalla necessità della raccolta e gestione dei dati in tempo reale».

Paola Pomi di Sinfo One evidenzia che «nella scelta della soluzione ERP la copertura applicativa specifica del settore del cliente è essenziale, ma oggi sono da valutare anche componenti tecnologiche rilevanti quali il mobile e il paradigma del citizen development, cioè la possibilità, da parte dell’utente, di personalizzare la modalità di fruizione delle applicazioni, o la possibilità di creare alert su determinati eventi». Per Angelo Benvenuti di P&A Solutions, la scelta del cloud per soluzioni ERP e CRM è quella giusta per stare al passo con i tempi, senza per questo dover utilizzare una parte cospicua del proprio budget. «La connettività è da tener presente quando si disegna un’architettura cloud. La velocità, il backup delle connessioni determinano la riuscita di un progetto innovativo».

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Per la prima volta a brescia il Qlik Sense Tour https://www.datamanager.it/2018/05/per-la-prima-volta-a-brescia-il-qlik-sense-tour/ Wed, 30 May 2018 17:00:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148619 Ospitato da ISFOR-Fondazione AIB l’evento gratuito più atteso dalle aziende che puntano sulla Business Intelligence Il popolarissimo appuntamento itinerante sulle Analytics del player internazionale della B.I., da ben 8 anni nel Magic Quadrant di Gartner, offre il confronto diretto con alcuni tra i massimi esperti italiani per conoscere novità e casi applicativi e partecipare a ‘prove’ […]

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Ospitato da ISFOR-Fondazione AIB l’evento gratuito più atteso dalle aziende che puntano sulla Business Intelligence

Il popolarissimo appuntamento itinerante sulle Analytics del player internazionale della B.I., da ben 8 anni nel Magic Quadrant di Gartner, offre il confronto diretto con alcuni tra i massimi esperti italiani per conoscere novità e casi applicativi e partecipare a ‘prove’ in diretta delle soluzioni.

Giovedì 7 Giugno, Brescia, Fondazione A.I.B. – ISFOR Formazione e ricerca, Via Nenni 30, ore 9,30-15,30 (ore 13 Buffet). Partecipazione libera previa iscrizione.

Prendere decisioni sulla base di tutte le informazioni e in tempo reale, dominando il mare di dati che l’azienda genera e di cui è in possesso è il fattore di successo nel business ai tempi dell’Impresa 4.0, l’organizzazione digitalizzata connessa con una infinità di altri sistemi digitalizzati e domotici, spesso a livello globale, tutti insieme generatori dei così detti Big Data.

Per avere subito un sensibile miglioramento dei risultati aziendali aumentando il QI dei dati da parte della dirigenza e della forza lavoro, occorre ottenere velocemente e facilmente quelli di cui si ha bisogno, con le interconnessioni più pertinenti.

Il Qlik Sense Tour 2018 è l’occasione per scoprire o approfondire il tema in poche ore e giovedì 7 Giugno per la prima volta una tappa si svolgerà a Brescia.

A ospitare l’evento è  ISFOR-Fondazione AIB, l’ente formativo accreditato in Regione Lombardia per la formazione continua, dedicato al distretto industriale più rilevante del Paese. La location è proprio nella sede dell’ente, in via Nenni 30, dalle ore 9,30 alle 15,30 (ore 13 Buffet).

L’autorevolezza di Qlik è oggettiva: Gartner ha posizionato nel Magic Quadrant questa tecnologia come leader tra le piattaforme di Analytics e Business Intelligence  per l’ottavo anno consecutivo. Non a caso sono oltre  45.000 multinazionali  le aziende  che hanno scelto i software Qlik per ottenere informazioni dai dati e migliorare il processo decisionale e lo scorso anno gli eventi del Qlik Sense Tour hanno registrato il tutto esaurito.

Qlik organizza il Tour in collaborazione con i più qualificati partner sul territorio:a Brescia le aziende incontreranno i Data Scientist di ITReview, pluripremiato reseller e implementatore di Qlik, specializzato in Advanced Analytics, selezionato anche dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova per l’animazione del laboratorio  sulla B.I. introdotto all’interno del nuovo corso di Business Management.

L’occasione bresciana quindi è da non perdere, in quanto la Business Intelligence ha avviato una rivoluzione nella gestione delle aziende, che lascerà inesorabilmente fuori dal mercato chi non saprà adeguarsi o che non lo farà al passo con l’evoluzione della tecnologia, specie se si tratta di organizzazioni che adottano strategie sempre meno centralizzate. Prova ne è che nelle realtà industriali più evolute è nata perfino una nuova figura di professionista specializzato, il Data Scientist, e di manager addetto, il Chief Data Officer.

Dalla produzione alla logistica fino alle vendite; dall’amministrazione al marketing  alla comunicazione e la gestione delle risorse umane: ogni funzione con la tecnologia ‘giusta’ può estrapolare, comprendere, misurare, elaborare e inteconnettere informazioni di dettaglio su ogni fase e attività.

Il Qlik Sense Tour 2018 (dal 23 Maggio al 13 Luglio) esplora in dettaglio Qlik Sense, una potente piattaforma che consente di ottenere velocemente informazioni significative dai dati. Il posizionamento della nuova soluzione si basa sull’obiettivo di mettere in grado chiunque, all’interno di un’azienda, nelle condizioni di poter creare in modo semplice dashboard dinamiche, utili per esplorare i dati e scoprire informazioni strategiche significative.

A Brescia, si potrà scoprire il futuro delle Analytics e conoscere le storie dei clienti Qlik che stanno già ottenendo risultati reali;  in particolare, sarà presentato il progetto ITReview- Rossimoda (Gruppo LVMH), realizzato per le funzioni produzione e controllo di gestione.

Il Sales Manager ITReview Matteo Mazzalveri spiega: “ITReview ha scelto Brescia come location della tappa dedicata al Qlik Sense Tour, in quanto oggi è nel manifatturiero, tipico di questo territorio, che la Business Intelligence dà immediati ritorni e noi siamo fortemente specializzati proprio in tale ambito, con le soluzioni di Data Analytics e Data Visualization. Abbiamo infatti sviluppato cruscotti specifici per il monitoraggio e l’efficientamento produttivo, che vanno a coprire le più verticali esigenze industriali. Ne cito alcuni: efficienza /produzione, performance per reparto, catena e personale; analisi delle fasi produttive / avanzamento parametrizzazioni sugli ordini; conto terzisti / conto lavoro; monitoraggio costi di produzione; monitoraggio finiture di produzione, etc. La nostra esperienza specifica nel mondo produttivo è frutto di collaborazioni di lunga data con le più importanti realtà venete”.

Dichiara Cinzia Pollio, Direttore ISFOR: “Per ISFOR, l’evento si inquadra nell’ambito della formazione e delle iniziative di divulgazione sulla trasformazione digitale, tema su cui l’ente formativo è uscito con una proposta ampia e diversificata, rivolta a imprenditori, manager e tecnici delle aziende”.

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BoardVille 2018, il processo decisionale è un gioco senza fine https://www.datamanager.it/2018/05/boardville-2018-il-processo-decisionale-e-un-gioco-senza-fine/ Tue, 15 May 2018 08:57:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147546 Per il secondo anno Board ha organizzato la sua User Conference per fornire spunti e suggerimenti a clienti e partner BoardVille 2018 è la seconda User Conference di Board, dedicata a tutti i clienti e partner della compagnia, un’occasione per apprendere novità di prodotto, scambiare idee, esperienze, esigenze e accrescere la community. L’appuntamento, che ha […]

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Per il secondo anno Board ha organizzato la sua User Conference per fornire spunti e suggerimenti a clienti e partner

BoardVille 2018 è la seconda User Conference di Board, dedicata a tutti i clienti e partner della compagnia, un’occasione per apprendere novità di prodotto, scambiare idee, esperienze, esigenze e accrescere la community. L’appuntamento, che ha accolto un pubblico internazionale, si è svolto in una suggestiva location di Baveno sul Lago Maggiore. A introdurre la giornata è stata Jessica Venturini, Chief Revenue Officer di Board: “L’obiettivo principale di BoardVille è duplice. Da un lato trasferire il know-how della piattaforma di decision-making numero 1 al mondo; dall’altro attivare un confronto funzionale con chi si affida a Board per la propria strategia di business. Siamo convinti che solo un confronto reale possa consentire un miglioramento delle risorse, oltre che consolidare il valore della comunità”.

Parlando di soluzioni concrete, nel 2018 Board ha presentato le innovazioni della e-platform per il settore education, tramite cui portare la formazione e il training verso un nuovo livello di interazione, con una disponibilità 24/7. Anche questa novità, come le precedenti, risponde ai principali requisiti di compliance in quanto protezione dei dati, non per ultimo il Gdpr.  Peraltro, l ha spiegato bene Giovanni Grossi, CEO di Board International entrando nel merito di come i Big Data, l’enorme mole di informazioni pubbliche e sensibili, permettano oggi alle organizzazioni di ottimizzare le performance, accogliendo le sfide del futuro.

“Sappiamo quanto le aziende odierne abbiamo bisogno di prendere decisioni fondamentali, in tempo reale – sono le parole di Grossi – per questo sviluppiamo strategie che mirano a questo, in un’era che vive cambiamenti tecnologici più veloci che mai. Per il secondo anno abbiamo portato a casa una crescita di oltre il 45% a livello globale, con 9 anni consecutivi di sviluppo ininterrotto e revenue in aumento. Si tratta di quello che il mercato definisce come iper-crescita, un risultato che arriva dall’affermazione della nostra offerta in ambito decisionale, che ha vissuto un’evoluzione cospicua del modello di business. Sono tre i pilar che guidano il nostro lavoro, innovazione, supporto e sviluppo, paradigmi che realizziamo attraverso i laboratori, i partner e il feedback necessario dei clienti”.

Decidere può sembrare un processo estremamente razionale ma spesso è la conseguenza di un atto emotivo, un impeto poco ragionato e basato sulle sensazioni, più che sull’analisi. Così almeno lo intende Carlo Albero Carnevale Maffé, Professore di Strategic Management della SDA Bocconi School of Management, uno dei guest speaker di BoardVille 2018. “Oggi soggetti come Board portano avanti quella che possiamo definire la Scienza del Business, la volontà cioè di fornire al processo decisionale una serie di elementi per cui la scelta finale si pone come la migliore nel contesto di riferimento. Ciò risulta essenziale nella vita di ogni giorno ma ancora di più nel mondo del lavoro, dove i decision-maker stanno diventando figure in grado di ridurre il rischio e valorizzare le strade intraprese”.

Il secondo guest speaker dell’evento, nella sua carriera, ha dovuto prendere decisioni difficili, spesso determinanti per migliaia di persone, capaci di spostare milioni di euro. Stiamo parlando dell’ex arbitro Pierluigi Collina, attualmente Chairman of FIFA Referees Committee, Chairman of UEFA Referees Committee. “Possiamo affiancare il ruolo di un arbitro a quello di un dirigente d’azienda. Entrambi si trovano nel mezzo di flussi che non sempre dipendono da loro e che è difficile da governare. La tecnologia, da tempo, aiuta ad assumere l’atteggiamento migliore in molte situazioni. Può essere il Var all’interno di un campo di gioco, lo slow-motion o il super slow-motion dietro le quinte e piattaforme di BI e Data Analytics negli uffici di qualsiasi dimensione. Come il calcio, il business è un gioco senza fine e le decisioni devono essere prese al momento giusto e correttamente”.

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La cultura della gestione del dato nelle aziende italiane https://www.datamanager.it/2018/05/la-cultura-della-gestione-del-dato-nelle-aziende-italiane/ Thu, 03 May 2018 08:54:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146800 IDC identifica quattro stadi di avanzamento nel percorso di trasformazione del dato in fattore produttivo e competitivo. Il 43% delle grandi imprese al primo stadio.“Roadmap to Intelligent Enterprise: le nuove strategie per competere nell’economia della conoscenza” il nuovo evento di MicroStrategy in collaborazione con IDC Le imprese si trovano oggi a competere non soltanto nei […]

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IDC identifica quattro stadi di avanzamento nel percorso di trasformazione del dato in fattore produttivo e competitivo. Il 43% delle grandi imprese al primo stadio.“Roadmap to Intelligent Enterprise: le nuove strategie per competere nell’economia della conoscenza” il nuovo evento di MicroStrategy in collaborazione con IDC

Le imprese si trovano oggi a competere non soltanto nei processi di trasformazione materiale di beni e servizi, ma anche nella capacità di impiegare il dato come fattore produttivo attraverso un proprio autonomo processo di trasformazione.

Per cogliere le nuove sfide dei mercati occorre una cultura aziendale che sia centrata sul dato: l’abilità di impiegare strumenti analitici avanzati, di visualizzare e interpretare relazioni implicite fra dati eterogenei, e di indirizzare tali competenze a un supporto immediato e costante dei processi decisionali richiede un balzo oltre i tradizionali paradigmi di analisi, introducendo nuove soluzioni, nuovi processi e nuove figure professionali. L’impresa che intende affrontare la sfida della trasformazione digitale deve necessariamente evolvere a una dimensione del tutto nuova.

I sistemi di business intelligence e business analytics esistono da decenni. Tuttavia, queste soluzioni non sempre hanno prodotto un reale supporto decisionale, limitandosi a rilasciare informazioni senza fornire indicazioni. E’ quindi necessario spostare la focalizzazione dai big data, dagli analytics o dal machine learning alle decisioni, così da sfruttare le informazioni per un vantaggio competitivo che non si esaurisca nell’immediato. Entro il 2021, prevede IDC, una grande impresa su quattro avrà creato un processo di interpretazione del dato basato su un’ampia articolazione di figure professionali specifiche e indipendenti, per sfruttare nel miglior modo possibile il fattore produttivo e decisionale del nuovo millennio, l’informazione.

Ma, allo stato attuale, come si posizionano le aziende, soprattutto in Italia, in questo percorso di gestione del dato come fattore competitivo? Una ricerca di IDC condotta su un campione di 172 imprese italiane di classe enterprise ha individuato quattro stadi di avanzamento.

Quasi la metà del campione (il 43%) si trova al primo stadio: aziende che devono ancora concludere la fase di razionalizzazione dei propri sistemi e della propria strategia digitale, e che dunque ancora non riescono a trarre un vantaggio competitivo concreto dai dati.

Al secondo stadio appartiene il 25% delle grandi aziende italiane: qui il dato viene considerato come uno strumento indispensabile per progredire nei processi di automazione industriale, ovvero rappresenta un valore soltanto se consente di automatizzare meglio i processi.

I due stadi più avanzati vedono presente solo un terzo delle grandi organizzazioni italiane. Nel terzo stadio risiede il 23% del campione analizzato da IDC: si tratta di imprese che impiegano i dati per consolidare un vantaggio immediato nei confronti dei concorrenti senza procedere necessariamente attraverso l’automazione, ma migliorando l’efficacia dei processi di pianificazione e controllo.

Infine, allo stadio più avanzato, ovvero il quarto, appartiene il 9% delle grandi aziende italiane: realtà che IDC colloca in una fase profonda di trasformazione, capaci di gestire i dati non solo per automatizzare i processi o migliorare la pianificazione e il controllo, ma per competere sul terreno dell’innovazione a lungo termine.

Roadmap to Intelligent Enterprise: le nuove strategie per competere nell’economia della conoscenza è il titolo di un nuovo evento che MicroStrategy in collaborazione con IDC organizza a Milano il prossimo 30 maggio. Durante l’incontro, gli analisti di IDC e gli esperti di MicroStrategy illustreranno le nuove tendenze nell’ambito degli analytics e condivideranno le loro esperienze su temi quali il data-driven decision making e l’intelligence process workflow, per spiegare alla platea di CIO e innovation manager cosa stiano concretamente facendo le grandi imprese in Italia e in Europa per affrontare la sfida della trasformazione in Intelligent Enterprise.

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Sinfo One con Selerant Corporation per portare il PLM nel Food & Beverage https://www.datamanager.it/2018/03/sinfo-one-con-selerant-corporation-per-portare-il-plm-nel-food-beverage/ Fri, 30 Mar 2018 08:12:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144790 Due chiacchiere con Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One, in merito al recente accordo stretto con il software vendor, che consente di ampliare il portafoglio di soluzioni ai clienti Sinfo One è leader nel settore IT, con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e implementazione di piattaforme integrate: ERP, Business Intelligence, Performance Management […]

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Due chiacchiere con Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One, in merito al recente accordo stretto con il software vendor, che consente di ampliare il portafoglio di soluzioni ai clienti

Sinfo One è leader nel settore IT, con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e implementazione di piattaforme integrate: ERP, Business Intelligence, Performance Management e, soprattutto, Product Lifecycle Management. Nell’ottica di fornire un portfolio di soluzioni più ampio ai propri clienti, la compagnia ha stretto un accordo di partnership con Selerant Corporation, per l’applicazione del PLM in ambito Food & Beverage. La stessa Selerant è un nome riconosciuto nel mondo dei gestionali per l’alimentare e dunque la collaborazione con Sinfo One non potrà che qualificare ulteriormente l’offerta di entrambe. Ne abbiamo parlato con Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One.

«Negli ultimi sei anni ci siamo dedicati molto allo sviluppo di competenze nella gestione del ciclo di vita, nello specifico il PLM for process, applicato a industrie differenti. A un certo punto ci siamo accorti che il Food & Beverage poteva darci molte soddisfazioni in termini di implementazione di tecnologie innovative e sviluppo di progetti IT validi. Da italiani, abbiamo cominciato a guardare nei nostri confini per capire come gli attori si stavano muovendo in tale contesto e abbiamo dovuto appurare il concreto ritardo nei confronti delle realtà estere».

In che senso? Grazie a metodologie strutturate e standard forse più rigidi, le compagnie in paesi come la Germania e l’Inghilterra adottano già procedure ad alto tasso tecnologico per velocizzare e ottimizzare i processi. «Pensiamo al labeling dei prodotti – prosegue Pomi – un’attività che oggi alle imprese connazionali porta via tanto tempo, perché svolta manualmente, con il rischio di errori che possono causare importanti problemi sia a livello economico che strategico. Altrove, l’automatizzazione è un beneficio concreto, che libera risorse e qualifica le operazioni».

Non è un caso se Sinfo One abbia cominciato a orientarsi nel vasto campo del Food & Beverage offrendo corsi di formazione per sensibilizzare sulle uscite di pista del PLM in categorie poco considerate dalle nostre parti ma assolutamente in grado di avvantaggiarsi dall’adozione di sistemi di monitoraggio, controllo e condivisione dei dati. Sono state coinvolte università italiane ed enti privati con lo scopo di creare consapevolezza e aprire gli orizzonti.

«Abbiamo detto del labeling – ci spiega il direttore generale – ma l’operatività nell’alimentare è talmente eterogenea da non poter essere ridotta a qualche esempio. Processi complessi e articolati ne suppongo molti altri che, una volta automatizzati e resi intelligenti, consentono un rapido passaggio di informazioni in software unici e sempre aggiornati. Nella pratica, il PLM applicato al food riesce a virtualizzare la catena di produzione di un alimento, coinvolgendo a priori tutti i settori interessati. Siamo certi che un determinato cibo gluten free sia ben accetto dal consumatore? Se fino a qualche tempo fa a tale domanda si poteva rispondere con lunghe e non sempre attendibili ricerche di mercato oppure dopo aver concretamente finalizzato il progetto, oggi con il product life management for process si ha l’opportunità di teorizzare le singole attività come se fossero già portate a termine».

Entrando nel merito della partnership con Selerant Corporation, Paola Pomi delinea il presente e gli sviluppi futuri: «Abbiamo scelto Selerant (e viceversa ndr.), software vendor con uffici sparsi in tutto il mondo, per completare la nostra offerta PLM a supporto dei clienti. Entrambi possiamo sfruttare il relativo know-how in ambito PLM, mettendo a disposizione le specificità dei progetti e degli asset sostenuti. La base operativa dell’accordo è DevEX, perfetta per portare a compimento i progetti Food & Beverage dall’ideazione alla realizzazione. Sinfo One diventa distributore di Selerant e continuerà a utilizzare la stessa metodologia di servizio al cliente – già utilizzata con successo in numerosi progetti -, che prevede un affiancamento passo-passo nell’adozione di una nuova tecnologia. Si tratta di un supporto necessario anche in quanto a trasferimento delle conoscenze. Qualcosa che non sempre la concorrenza intende come tale».

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WeChangeIT Forum 2018 confermata l’agenda definitiva : Artificial Intelligence oltre l’hype https://www.datamanager.it/2018/03/wechangeit-forum-2018-confermata-lagenda-definitiva-artificial-intelligence-oltre-lhype/ Wed, 21 Mar 2018 11:01:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144099 Intelligenza artificiale al centro dell’evento annuale di Data Manager che riunirà la comunità IT italiana il 21 Giugno all’ UniCredit Pavilion Artificial intelligence oltre l’hype – Quando parliamo di intelligenza artificiale non dovremmo pensare tanto a un dispositivo o a una tecnologia soltanto, quanto alla più grande riserva di capacità di problem solving (a costi […]

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Intelligenza artificiale al centro dell’evento annuale di Data Manager che riunirà la comunità IT italiana il 21 Giugno all’ UniCredit Pavilion

Artificial intelligence oltre l’hype – Quando parliamo di intelligenza artificiale non dovremmo pensare tanto a un dispositivo o a una tecnologia soltanto, quanto alla più grande riserva di capacità di problem solving (a costi accessibili) che l’umanità abbia mai conosciuto. Oggi, la tecnologia ci permette di disarticolare la capacità di essere “intelligenti” dalla capacità di svolgere un compito con successo. Ed è qui che sta la vera killer application. Ma il vero nocciolo della questione – però – è come decideremo di usarla. Se utilizzeremo l’intelligenza artificiale solo per vendere un paio di scarpe in più, non solo avremo sprecato la straordinaria opportunità di capire di più il mondo, ma avremo commesso l’errore di adattare il nostro mondo all’ambiente operativo di una macchina, e non viceversa. E il costo per scelte non fatte o fatte male sarà altissimo.

AI, che cosa significa per le aziende – Cloud, Storage, Computing, Reti, Data Center, Energy management, Social media, Smart mobility, Big Data, Predictive e Advanced Analytics, Machine Learning, IoT, Sicurezza, Data protection, Blockchain, Robotica, VR/AR, Automation, Design. Questo ecosistema di tecnologie abilita quella “cosa” che definiamo “intelligenza artificiale” e che non è rappresentata solo dalla sua capacità computazionale, ma anche dalla sua capacità di interazione con gli utenti. L’intelligenza artificiale non è una sfera di cristallo ma un processo evolutivo che poggia su tre ingredienti principali: dati, algoritmi e capacità di calcolo. Tutte le aziende che basano il loro business sulla gestione di grandi volumi di dati, possono trovare nell’AI l’opportunità di far evolvere il proprio modello di business.

Quale sarà la vera sfida – L’intelligenza artificiale pone interrogativi etici e tecnologici. Imprese, università e politica devono preparare la strada offrendo soluzioni, formando le prossime generazioni di lavoratori e governando la fase di transizione. Le previsioni sono molto polarizzate. In tutti i casi, assisteremo a un cambiamento di interfacce. Ci vuole capacità di leadership e capacità di guardare avanti, oltre i facili obiettivi di breve termine. E per fare tutto questo occorre una classe nuova di manager, pure loro “cognitivi”, capaci cioè di utilizzare la conoscenza per decidere attraverso percorsi fra loro interconnessi. In questo senso, occorre una conoscenza veramente “deep” della realtà, capace di produrre una visione aperta e sostenibile dello sviluppo. Una visione compiutamente umana e che – forse proprio per questo – ha bisogno dell’intelligenza di una macchina per essere pienamente realizzata.

L’evento sarà anche l’occasione per premiare i progetti più innovativi realizzati in Italia con il WeChangeIT Award, giunto alla sua seconda edizione

L’agenda completa, con la descrizione dei tre panel di discussione, è disponibile a questo link mentre da qui è già possibile registrarsi (posti limitati)

Perchè partecipare a WeChangeIT Forum 2018

Perché l’innovazione non è solo tecnologica, ma parte dalle idee e riguarda le persone. Per condividere e scambiare esperienze e visioni. Per aumentare la competitività anche attraverso il confronto. Per mettere in circolo idee e buone pratiche. Per fare rete con i responsabili dei processi decisionali in azienda. Per essere parte del dibattito nella business community. Perché l’informatica cognitiva è uno spostamento tettonico che scuote il mondo del lavoro e i modelli di sviluppo, fuori e dentro le imprese. Perché i dati raccontano la nostra vita, i nostri desideri, la nostra identità. Perché quando il computer ci parla e ci risponde con linguaggio naturale, il digital divide si annulla. Perché governi e aziende si stanno preparando per affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale. Perché in Italia, tutti ne parlano, ma non esiste una strategia chiara e condivisa. Perché l’intelligenza artificiale scarica a terra il potenziale di applicazioni dalle infinite possibilità. Perché la priorità dell’occupazione, la sfida dell’automazione, l’imperativo del cambiamento interrogano la politica a tutti i livelli decisionali. Perché imprese e università sono chiamate a preparare la strada per governare il passaggio da un paradigma all’altro.

Ecco le testimonianze di alcuni partecipanti alla scorsa edizione


Clicca qui per assistere all’evento

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Dalla business intelligence all’intelligent business https://www.datamanager.it/2018/03/dalla-business-intelligence-allintelligent-business/ Thu, 08 Mar 2018 13:28:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143076 L’impiego di tecnologie cognitive, di machine learning e di intelligenza artificiale sta ampliando il fronte delle opportunità delle soluzioni di predictive analytics. Un mercato, questo, che in Italia arriverà a valere 100 milioni di euro nel 2020. Il 19 aprile l’IDC Cognitive & Predictive Analytics Webinar 2018  Sempre più aziende stanno attribuendo importanza ai dati per prendere decisioni […]

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L’impiego di tecnologie cognitive, di machine learning e di intelligenza artificiale sta ampliando il fronte delle opportunità delle soluzioni di predictive analytics. Un mercato, questo, che in Italia arriverà a valere 100 milioni di euro nel 2020. Il 19 aprile l’IDC Cognitive & Predictive Analytics Webinar 2018

 Sempre più aziende stanno attribuendo importanza ai dati per prendere decisioni strategiche e sfruttando la capacità offerta dalla tecnologia per trasformare in valore economico e vantaggio competitivo la conoscenza. La digitalizzazione da una parte e il numero crescente di partner del proprio ecosistema che producono dati dall’altra stanno alimentando la richiesta di soluzioni avanzate per la cattura, la gestione e soprattutto l’analisi delle informazioni.

Storicamente, la maggior parte di queste soluzioni è stata utilizzata in azienda per analisi di tipo descrittivo. Anche se c’è ancora una buona domanda per questa tipologia di strumenti, sta crescendo sensibilmente quella per tool più avanzati e predittivi, in grado cioè non solo di dire cosa è successo, ma perché è successo e soprattutto cosa potrebbe succedere dopo.

Per questo motivo, le tecnologie analitiche, seppur presenti da anni sul mercato, si apprestano a vivere una seconda giovinezza dovuta all’impiego sempre più sistematico di funzionalità di intelligenza artificiale in grado di perfezionare e migliorare i processi predittivi. Entro il 2020, IDC prevede che in Europa il 75% degli sviluppatori (ISV e aziendali) includerà meccanismi di cognitive computing, machine learning o intelligenza artificiale in almeno un’applicazione, comprese tutte le soluzioni di analytics.

Inoltre, la promessa che advanced e predictive analytics unitamente a tecnologie cognitive e di intelligenza artificiale possano fornire consigli e assistenza non solo ai data scientist ma a tutti i lavoratori della conoscenza (knowledge worker), ampliando quindi notevolmente la base di utilizzatori, sta ulteriormente alimentando gli investimenti aziendali su questo fronte.

Secondo IDC, nelle aziende italiane la spesa per soluzioni di advanced e predictive analytics sfiorerà i 100 milioni di euro nel 2020. Nel 2017, la spesa italiana per questa tipologia di strumenti si è attestata sugli 83 milioni di euro. Il mercato italiano è destinato a crescere in linea con quello europeo, a testimoniare l’importanza strategica di questi tool per tutte le aziende del Vecchio

Continente. Le ultime rilevazioni di IDC vedono il mercato europeo delle soluzioni di advanced e predictive analytics crescere da 991 milioni di euro nel 2017 a 1.150 milioni nel 2020.

Comprendere a fondo quale ruolo gli strumenti di cognitive e predictive analytics giochino nel percorso di innovazione digitale delle aziende italiane è il tema del nuovo live video webinar che IDC terrà il prossimo 19 aprile dalle ore 12:00 alle 13:00.

L’IDC Cognitive & Predictive Analytics Webinar 2018 si rivolge a CIO/IT Decision Maker, Data Scientist, Innovation Manager e LOB interessati a capire come evolveranno architetture, soluzioni, competenze e processi decisionali data-driven.

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Qlik è tra i Leader nel Magic Quadrant di Gartner dedicato alle piattaforme di BI e Analytics https://www.datamanager.it/2018/03/qlik-leader-nel-magic-quadrant-gartner-dedicato-alle-piattaforme-bi-analytics-2/ Fri, 02 Mar 2018 16:00:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142697 Qlik è stata posizionata tra i Leader del Magic Quadrant nell’ambito delle piattaforme di Business Intelligence e analitiche di Gartner. Questo è l’ottavo anno consecutivo che Qlik ottiene questo riconoscimento.  “Siamo ora in grado di offrire un valore immenso ai clienti, confermando così la nostra posizione di leader nel settore della BI”, ha dichiarato Mike Capone, […]

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Qlik è stata posizionata tra i Leader del Magic Quadrant nell’ambito delle piattaforme di Business Intelligence e analitiche di Gartner. Questo è l’ottavo anno consecutivo che Qlik ottiene questo riconoscimento. 

“Siamo ora in grado di offrire un valore immenso ai clienti, confermando così la nostra posizione di leader nel settore della BI”, ha dichiarato Mike Capone, CEO di Qlik. “Con una piattaforma di classe enterprise in grado di espandersi in ogni parte del business, Qlik sta guidando i clienti verso posizioni di leadership nell’economia analitica. In qualità di pioniere del mercato, Qlik ha costantemente investito nell’innovazione e la nostra moderna piattaforma cloud-ready è la base per la trasformazione della strategia analitica dei nostri clienti”.

Qlik si è proposta di risolvere il più grande problema dei moderni strumenti di BI: l’esplorazione lineare limitata. L’esclusiva tecnologia associativa di Qlik riunisce tutti i dati senza affidarsi a data warehouse complessi, e consente agli utenti di esplorare liberamente in qualsiasi direzione, senza tralasciare nessuna informazione o precludersi alcun percorso.

La capacità di combinare tutte le fonti di dati in modo rapido e semplice, di cercare ed esplorare senza limiti e orientare la linea di pensiero in base a ciò che si vede è il principale elemento che permette a Qlik di emergere come leader nel settore.

Questa forma di esplorazione senza limiti è preziosa perché le intuizioni provengono dalla reale comprensione dei dati. Per procedere all’interno di una struttura aziendale è fondamentale elevare il livello di alfabetizzazione dei dati di tutti gli utenti. Qlik offre corsi gratuiti per aiutare gli utenti business a sfruttare questa opportunità economica senza precedenti per l’economia analitica.

Nel corso degli anni di continui cambiamenti evolutivi della BI, Qlik mantiene la propria convinzione che tutte le persone debbano guidare l’analisi da qualsiasi fonte di dati – on premise, nel cloud, in un ambiente ibrido, interno o esterno – senza limitazioni.

Qlik continua a espandere il mercato offrendo una piattaforma estensibile e cloud-ready che le aziende di tutte le dimensioni possono considerare il fulcro della propria strategia di analisi. Qlik Sense è basato su una piattaforma completamente integrata e predisposta per il cloud, alimentata dal motore di indicizzazione brevettato.

Qlik Sense combina prontezza e governance aziendale con visualizzazione e capacità di esplorazione intuitive, analisi avanzate e funzionalità di preparazione dei dati self-service. Questa profondità consente alle organizzazioni di soddisfare la più ampia gamma di casi di utilizzo della BI da un’unica piattaforma che porta a decisioni coerenti e basate sui dati.

Con un abbonamento mensile flessibile e conveniente, un’amministrazione semplificata e un’esperienza completamente basata sul Web, i clienti possono trarre vantaggio da Qlik Sense Cloud Business® senza costi o vincoli. E attraverso le sue API aperte, Qlik offre integrazione con i migliori sistemi di generazione e processo di linguaggio naturale, analitiche predittive avanzate e un’esperienza immersiva che include l’intelligenza artificiale.

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